Non regalate cuccioli a Natale!
Il cucciolo regalato a Natale viene abbandonato all’Epifania!
NO ai cuccioli per Natale!

Frasi come questa, nei prossimi giorni, si leggeranno un po’ ovunque, sul web e altrove: e siamo tutti d’accordo, anzi ho scritto spesso anch’io cose del genere.
Però, se andiamo oltre le frasi ad effetto e ragioniamo un attimino sui motivi che ci inducono a pronunciarle, ci renderemo conto che parlare solo di “Natale” è un po’ fuorviante.
Voglio dire: cosa cambia tra il cucciolo regalato e Natale e abbandonato all’Epifania, e quello regalato il 30 luglio e abbandonato a Ferragosto?
Il problema non è certo il tipo di  ricorrenza: il problema è la superficialità con cui si regalano animali come se fossero telefonini o Barbie.
Ma questo può accadere a Natale, a Pasqua, a Ferragosto e in tutto il resto dell’anno: l’unica differenza sta nel fatto che a Natale si fanno più regali della media e quindi il fenomeno diventa più macroscopico.
Qual è il rischio connesso?
Semplice: è il rischio che la Sciuramaria eviti accuratamente di impacchettare cuccioli a Natale…ma poi passi col nipotino davanti al pet shop il 15 marzo, veda i cuccioli dell’Est esposti in vetrina, senta il bambino che grida “Nonna, nonna, guarda! Ne voglio uno!”, entri e lo compri sentendosi perfettamente a posto con la coscienza, perché non è mica Natale e quindi il cucciolo si può regalare.

Allora, Natale o meno che sia, cominciamo a ricordare che:

 

un cane NON si regala MAI  “a sorpresa”, soprattutto a persone che non hanno mai manifestato il desiderio di averne uno. L’inserimento di un cane in famiglia dev’essere una scelta meditata e responsabile, non una cosa che ti arriva all’improvviso tra capo e collo.
Regalereste un neonato alla vostra amica del cuore, o magari un bel nonno impacchettato e col fiocchetto in testa al vostro fidanzato?
E’ la stessa identica cosa!
Un cane richiede impegno, tempo, responsabilità, spese economiche: se non come un bambino, quasi. Non potete rifilarlo a tradimento a qualcuno che non è pronto per riceverlo. Nè a Natale, né MAI.

un cane non si acquista/adotta MAI sulla spinta dell’emotività del momento (il classico “Ohhh che amoreeee! DEVO portarmelo assolutamente a casa!“, che due giorni dopo, mentre si ripulisce casa da pisciate e cagate varie, diventa “Ahhhh che palle! DEVO assolutamente togliermelo di casa”).
Che i cani – specialmente i cuccioli – piscino, caghino, rosicchino, abbaino, ti tengano sveglio per diverse notti, creino problemi con i vicini e facciano litigare con la moglie non è certo una cosa che si scopre da un giorno all’altro.
Lo sanno tutti perfettamente, a meno che non vivano a Puffolandia (dove, se non ricordo male, di cani non ce ne sono: c’è il gatto di Gargamella, ma cani non mi pare di averne mai visti).
Quindi, quando scatta l’impulso dell'”ohhh che amoreeeee!“, basta connettere un attimo il cervello e ragionare cinque minuti: dopodiché, se si trattava solo di un impulso momentaneo, passerà senza far danni.
Se invece si è presa piena coscienza di tutti i problemi che il cane comporterà, ma si è disposti ad affrontarli e superarli in cambio di tutto l’affetto e la gioia che un cane porterà nella nostra famiglia, allora il cucciolo possiamo anche prendercelo: che sia Natale o meno.

– un cane non è MAI un “regalo per i bambini”, ovvero un cane non è un giocattolo. Questa frase l’avrete già letta, sentita, vista in tutte le salse, ma non bisogna stancarsi di ripeterla perché il concetto di cucciolo=giocattolo sta alla base della stragrande maggioranza degli abbandoni, in ogni periodo dell’anno. TUTTI i  bambini del mondo vorrebbero un cucciolo, ma il 90% dei bambini del mondo dopo il terzo giorno smette di occuparsene e la patata bollente passa interamente ai genitori, per quante promesse e giuramenti fossero stati fatti in merito.

Detto, questo, però, bisogna anche tener conto di alcuni rischi “strettamente natalizi”: che vanno dalle pressioni di chi il cane lo vuole (bambini in primis), che  sotto Natale si moltiplicano per mille, al boom di offerte di cui il mercato ci bombarda in questo periodo, con intensità decisamente maggiore rispetto al resto dell’anno, mentre la qualità proporzionalmente si abbassa.
Negozi e pseudoallevamenti (quelli che vendono “cuccioli di tutte le razze”, e che nove volte su dieci sono importatori o grossisti, non certo allevatori)  in questo periodo lanciano “offerte speciali natalizie” a tutto spiano, che possono illudere l’ingenuo acquirente di poter fare l'”affarone”.
Sono fornitissimi di ogni tipologia canina immaginabile, anche delle razze più insolite: il che significa che decine di migliaia di fattrici, nei Paesi dell’Est e non solo, sono state “messe sotto” a sfornare più cuccioli possibile, a tutto spiano, in catena di montaggio, perché a Natale “ne servono tanti”.
Quindi hanno ri-partorito anche cagnette che magari avevano appena finito di allattare la cucciolata precedente, pratica pericolosissima per la salute di cagne e cuccioli; sono state messe in riproduzione cagne al primo calore, che è un po’ l’equivalente di far fare un figlio a una ragazzina di dodici anni; sono state messe “in produzione” anche cagne che somigliano vagamente alla razza di cui c’è maggiore richiesta, tanto i cuccioli sono cuccioli, mica ti accorgi se sono puri al 100% o al 50% o neanche quello.

La produzione intensiva prevede anche che i cuccioli vengano spediti per il mondo in tempi brevissimi, per arrivare a destinazione quando sono ancora più piccoli possibile e quindi più appetibili per il pubblico: il che significa svezzamenti anticipati, mobilitazione dei cuccioli in periodi sensibili della loro vita psichica, che richiederebbero la permanenza nella famiglia canina di origine per evitare futuri problemi di carattere…e un’ulteriore lunga serie di maltrattamenti fatti e finiti che non sto ad elencare fino in fondo, perché spero che il concetto si sia capito. La produzione natalizia di provenienza cagnara, italiana o straniera che sia, è ad altissimo rischio di mortalità infantile o – nei casi più “fortunati”, ovvero quelli in cui il cucciolo non crepa a pochi giorni dall’acquisto – di futuri cani dalla salute incerta e dal carattere rovinato per sempre.

Rovescio della medaglia: l’allevatore serio, che ha programmato una cucciolata seria e che se la ritrova pronta proprio a Natale, non per scelta commerciale ma perchè i tempi sono casualmente coincisi con la festività, non avrà fatto nulla di diverso da tutte le altre volte e avrà a disposizione cuccioli del tutto equivalenti a quelli nati in altri periodi dell’anno.
Quindi, se si è fatta una scelta ragionata, sviscerata a lungo e per bene, sul tema “prendere un cane” e se ci si rivolge ad un Allevatore con la A maiuscola per l’acquisto del cucciolo, nuovamente non cambia nulla tra Natale e Ferragosto… se non per il fatto che ci si potrà levare il gusto di presentare al bambino di casa la cestina col cucciolo messa sotto l’albero. Che, diciamolo, è sempre un gran bel momento di idillio familiare.

Se al “cucciolo natalizio” si arriva con un percorso di questo tipo, non c’è ovviamente nessuna controindicazione: il fatto è che, purtroppo, questi sono casi rarissimi, mentre resta ultra-frequente e ultra-diffusa l’abitudine di comprare il primo cane che si vede in vetrina, in base a profondissimi e responsabilissimi ragionamenti tipo: “TOH! Non ci avevo pensato, ecco cosa potrei regalare a Giulia: un bel cuccioletto!  Che di bambole ormai ne ha già anche troppe…”
Ecco: su questo tipo di genitori, nonni, parenti o amici vari, una bella passata di napalm non la vedrei troppo male.
E non lo vedrei male, ahimè, neppure sulle associazioni animaliste che berciano da manifesti, siti, giornali vari messaggi come questo (vero, trovato il rete): “Natale 2011: regalati e regala un tesoro, adotta un amico al canile”.

Ma stiamo scherzando?!?
Passi per il “regalati”: ma… “regala” ?!? Regala a chi? E perché?
Ricadiamo nella mentalità di cui sopra, solo con la variante: “TOH! Non ci avevo pensato! Ai Bianchi, che hanno già di tutto e di più, manca giusto un cane. Mo’ vado a prenderne uno al canile, glielo infiocchetto e glielo ammollo per Natale, così faccio pure un’opera buona (e non spendo un centesimo)”.
Peccato che l’opera buona venga fatta sulla pelle dei Bianchi, e non sulla propria. Quello che dalle mie parti, in modo forse poco elegante ma efficace, si chiama “fare il buliccio (gay, per i non-liguri) con il culo degli altri”.
La domanda giusta da farsi (indipendentemente dal fatto che si pensi ad un cane acquistato o regalato) è la seguente: “Perché mai ai Bianchi, che hanno tutto, manca PROPRIO un cane? Non sarà che magari gli manca perché il cane non lo vogliono?
Quando poi si parla di cani provenienti da canili e rifugi, il rischio del regalo sgradito si trasforma in un rischio di fortissimo trauma per il cane “oggetto” (è proprio il caso di dirlo) della sciagurata scelta: perché il cane di canile è già stato quasi sempre abbandonato una volta.
Ha già vissuto il peggior torto che si possa fare a un animale sociale.
Dargli l’illusione di aver trovato una nuova famiglia e fargli poi magari vivere un secondo abbandono è la più clamorosa stronzata che si possa fare: e scusate se non uso tanti giri di parole, ma quando ce vo’ ce vo’.
Se ai Bianchi regalate un Ipod e loro ce l’hanno già, l’Ipod non soffrirà se viene reimpacchettato e riciclato:  per un cane questo equivale, invece, a dargli una coltellata nella schiena. Anzi, forse fa ancora più male.
Quindi, per favore, levatevi dalla testa – a Natale e in ogni altro giorno dell’anno – il concetto del “cane da regalare”, che è sempre pericolosissimo: ma ancor più lo diventa il fatto di promuovere il regalo di un cane preso al rifugio…specie in questo periodo di crisi nera, in cui la gente farebbe i salti mortali pur di non dover spendere un centesimo e fare lo stesso bella figura con i regali.
Sperando vivamente che almeno i canili e le associazioni animaliste (proprio quelle che dicono di voler combattere gli abbandoni!) si rendano conto dell’assurdità di queste proposte che invece gli abbandoni li incentivano… per favore, seguite queste semplici regolette:

a) prima di prendere un cane riflettete, meditate, informatevi.
Soprattutto, parlate con persone NORMALI che già hanno un cane: non solo con l’allevatore, che minimizzerà i problemi. Ma non solo per una questione di comodo, perché “vuole vendere”… bensì perché li vede davvero come “minimi”. Non per niente fa l’allevatore di cani!
Io, per esempio, resto sempre sgomenta ed allibita quando qualcuno mi confessa di aver dato via il suo cane perché “sporcava tutta la casa”, o “saliva sul letto o sul divano”, o altre motivazioni che a me fanno pensare automaticamente: “Ma sono pazzi?!?”… perché io non ci trovo nulla di strano.
Per me è normalissimo avere matasse di pelo che vagano per i corridoi tipo palle rotolanti del deserto; è la norma avere i divani pieni di personaggi con la coda che devo spostare di peso per sedermi; è ordinaria amministrazione entrare in bagno la mattina e piazzare il piede nudo in una chiazza di vomito fresco di giornata.
Però, pensandoci un po’ più a fondo, arrivo anche a capire che quella che per me è la norma per altri può essere una catastrofe incontenibile: e non è che gli altri siano necessariamente pazzi. Anzi, forse la pazza sono io (e per loro lo sono sicuramente).
Il fatto è che non siamo tutti uguali, ovvietà che, però, talvolta ci sfugge.
Quindi, prima di prendere un cane, è meglio sentire il parere di persone affini a noi, al nostro modo di pensare, alle nostre esigenze e così via: perché se parlate con una come me, sentirete solo tessere lodi sperticate… in cui credo veramente.
Per me è assolutamente inconcepibile vivere senza animali.
Però, per voi, potrebbe essere inconcepibile vivere CON.
Ed è meglio pensarci prima che dopo.

b) Non cadete nelle trappole (natalizie e non) delle “super-offerte” economiche. Allevare bene una cucciolata ha sempre gli stessi costi, che sia Natale, Pasqua o Capodanno:  se il prezzo dei cuccioli scende, significa che si è speso meno all’origine e quindi che non si sono fatte sverminazioni e vaccinazioni, che si è usato un mangime “da tanto al mucchio”, che non si sono seguite neppure le norme più elementari che fanno crescere i cuccioli in modo rispettoso e corretto. NESSUNO AL MONDO, né l’allevatore iper-serio né il peggior cagnaro, vi farà sconti (natalizi o meno) per la bella faccia vostra.
Mettetevelo bene in testa, anzi piantatevelo proprio col martello: i “cani nei saldi” non esistono e non possono esistere.

c) Non cedete al sentimentalismo fine a se stesso,  che si tratti di cuccioli in vetrina con gli occhioni languidi o di canili che vi spingono a “regalare tesori”.
Il cane deve essere sempre e solo una scelta re-spon-sa-bi-le, fatta dopo aver valutato ogni possibile pro e ogni possibile contro. E questa scelta la si può fare per la propria famiglia, ma assolutamente MAI per la famiglia di qualcun altro.
Quindi ripeto, sottolineo e già che ci sono strillo: NON si devono regalari cani, né altri esseri viventi … a meno che, ovviamente, non si sappia in partenza che si tratterebbe di un regalo voluto e gradito.
Ma questo vale quando si tratta di adulti, non di bambini che una scelta responsabile e duratura non sono assolutamente in grado di farla.

E se dopo aver meditato, ragionato e seguito le regolette base, avrete ancora intenzione di acquistare un cucciolo per Natale, per carità del cielo ANDATE SOLO IN UN BUON ALLEVAMENTO ed evitate come la peste negozi, fiere del cucciolo, mercatini e affini. Che sono sempre ad altissimo rischio, ma sotto Natale ancora di più, per i motivi visti sopra.

Ricordate che ogni dannatissimo anno migliaia di bambini, i cui genitori speravano di regalare loro una grande gioia, hanno vissuto invece l’incubo di veder soffrire e morire tra le loro braccia il cucciolo che avevano tanto sognato

.
NON E’ PENSABILE che questo si ripeta ancora solo perché qualche emerito imbecille si lascia ancora intortare dagli “spacciatori di cuccioli” che appestano giornali e web (e sotto Natale, a volte, anche le nostre strade e piazze: perchè le fiere del cucciolo continuano ad imperversare e sono ancora pochissimi i sindaci che hanno deciso di negare loro i permessi).
Se comprate un cucciolo in negozio, o alla fiera del paese, e questo vi muore dopo una settimana, non è sfortuna: è soltanto colpa vostra.
Anche questo, mettetevelo bene in testa.
E mettetevi bene in testa che il motivo per cui qualcuno vi offrirà, che so, un cucciolo di bulldog a 400 euro, quando il prezzo in allevamento supera i 2000, non è il “buon cuore” del venditore, né la vostra faccia simpatica e tantomeno il fatto che gli allevatori siano “tutti ladri”.
E’ solo il fatto che si tratta di cuccioli allevati  MALE, a costo zero, senza controlli sanitari e senza le dovute attenzioni.
E’ solo per questo che costano poco, ed è per questo che tanto spesso muoiono: non certo perché ci sia in giro il demonietto dei cuccioli sfigati che ha voluto fare un dispetto proprio alla vostra famiglia.

Infine: se non volete comprare un cucciolo ma volete adottarlo, ricordate che la scelta dovrà essere responsabile esattamente come quella che riguarda il cane pagato. Non si prende un cane al rifugio “tanto per provare”, o “tanto, se mi trovo in difficoltà, lo riporto indietro e per lui non sarà cambiato niente”: perché  invece, per il cane, cambia moltissimo. Perché non è un televisore che se non funziona si cambia.
Il cane, in questo andirivieni, CI STA MALE. Soffre psicologicamente. E voi sarete delle vere carogne se farete finta di non saperlo.

Fatemi, ma soprattutto FATEVI un grande regalo di Natale, voi che leggete queste righe: aiutate la cinofilia seria, la cinofilia vera, quella fatta di passione e di sacrifici, e cercate di non farvi bidonare dai cagnari di ogni forma e colore. Se proprio volete un cucciolo per Natale, lasciate perdere gli annunci dei sedicenti “privati” sul web, o almeno andate moooolto a fondo prima di prenderli in considerazione (ormai, almeno sette volte su dieci, non si tratta affatto di provati ma di rivenditori di cani dell’Est).
State alla larghissima dai negozi e dalle fiere.
L’ho già detto dodici volte? E lo ridico per la tredicesima:  NON LASCIATEVI ABBAGLIARE nè dalle lucine natalizie, né dai cuccioli vestiti da Babbo Natale, né dai presunti “affaroni”.
Perché che voi prendiate una fregatura, mi importa relativamente poco: se ve infischiate dei consigli e poi sbattete il naso, ben vi sta.
Ma il fatto è che l’ignoranza e la presunzione degli umani si trasforma poi in sofferenze inumane per i cani, vittime innocenti delle quali NON ci si può bellamente infischiare.
Quindi, per favore… almeno questo Natale, fate in modo che la crisi economica la sentano, e bella forte,  i cagnari. Che così, magari, cambieranno mestiere: senza che facciano pena a nessuno, e con grande beneficio per tutti.

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22 Commenti

  1. refuso: dopo la frase “TUTTI i bambini del mondo vorrebbero un cucciolo, ma il 90% dei bambini del mondo” m anca qualcosa o sbaglio io?
    per il resto, fantastica come sempre !
    e quella di puffolandia e di gargamella è spettacolare ! 😀 😀

  2. bellissimo articolo, ma ti devo correggere, i puffi ce l’avevano il cane, si chiamava Cucciolo mi pare e aveva il collare col ciondolo a cuoricino. ^_^

    • Standing ovation per l’articolo e, in effetti, Cucciolo, il cagnolino dei Puffi chiamato anche Poppy, è un cagnolino donato ai Puffi dal mago Omnibus.
      È molto affettuoso, ma considerate le sue dimensioni rispetto ad un Puffo, spesso combina diversi guai.
      Al collo ha un medaglione magico a forma di cuore (fonte Wikipedia)

  3. “regalati e regala” è IMHO riferito al cane che adotti. A cui ovviamente fai un regalo togliendolo dal canile. Del resto nessun rifugio (se qualcuno lo fa non è degno di ritenersi tale) darebbe mai un cane a qualcuno che lo vuole regalare a sorpresa a un vicino di casa o un parente. Tra le clausole del contratto che si fa firmare, la piu’ frequente è quella che vieta di affidare il cane a terzi senza il consenso dell’associazione che fa capo al canile. Al massimo quindi il “regala” lo si può pensare come regalo da fare ai propri figli minorenni, quindi di fatto assumendosi in prima persona la responsabilità dell’adozione. Certo il messaggio non è molto chiaro, ma la cosa sarebbe sicuramente chiarita non appena qualcuno si presentasse dicendo di voler adottare un pit bull da regalare alla suocera.
    … si’ lo so che i pit bull sono buoni ;))

  4. Bravissima e complimenti per l’articolo!! La cosa che mi ha sempresconvolto di piu’ e’ la storia del bimbo che urla “voglio un cucciolo!” e gli viene preso subito! Ma e’ pensabile decidere dell’esistenza di un essere vivente sulla base degli strilli di un bimbo viziato? Io ho cominciato a chiedere un cane ai miei praticamente da quando ho imparato a parlare; ho disegni di quando avevo 2/3 anni che ritraevano me e la mia famiglia con il cane che desideravo tanto li a fianco; ho cominciato a leggere libri e riviste sui cani e solo in seguito i normali fantasy per bambini; avevo uno sproposito di peluches a forma di cane; a 7 anni i miei baby sitter prendevano l’enciclopedia delle razze di cani che avevo, mi mostravano una foto coprendo il nome della razza e riuscivo 9 volte su 10 a indovinare; a passeggio mi attaccavo a qualunque persona cane-munita per chiedere il nome, l’eta’ del cane e poterlo accarezzare; odiavo le foto e la maggior parte di quelle che riuscivano a farmi erano con un qualche cane al mio fianco, recuperato al volo da un parente-amico-conoscente-vicino di chi faceva la foto; e il primo cane sono riuscita a averlo a 12 anni, dopo un sacco di domeniche a aiutare al canile (ok, per quello che puo’ fare una bambina di 10 anni… 🙂 ), un sacco di richieste e lamentele per avere quel cane, un sacco di bei voti a scuola, e una volta, addirittura, sapendo che c’era una famiglia che vendeva dei cuccioli, stavo per andare a prendermene uno con i soldi che mi avevano dato i parenti per la comunione, non fosse che mia mamma li aveva messi via troppo in fretta… Per questo mi sconvolge che ci sia gente che regala cuccioli ai bambini come fossero figurine: io ho dovuto dimostrare ai miei per quasi 12 che la mia era vera passione e non capricci, fermo restando che i patti coi miei erano: noi paghiamo cibo e veterinario, ma tu da sola ti occupi di nutrire, spazzolare e curare il cane, lo porti a passeggio e lo fai giocare, se cominci a disinteressarti di farlo, il cane torna dritto dove l’abbiamo preso, col cavolo che ce ne occupiamo noi. Pero’ trovo che tutto cio’ sia stato, anche se insopportabile quando volevo quel cane e non lo avevo mai (giuro: scrivevo sulla lista della spesa di mia mamma “prendimi un cane”) terribilmente educativo, imparare a impegnarsi per cio’ che si vuole, a saper distinguere la vera passione dal temporaneo interesse, a prendersi la responsabilità di ciò a cui si sta andando incontro, a maturare insomma. E trovo molto, molto sbagliato e diseducativo che un bambino possa dire “voglio un cane” e venga subito accontentato: perché non impara altro che a essere troppo esigente, a pretendere invece che chiedere, a considerare solo dei giocattoli gli
    esseri viventi che non possono ribellarsi: e quest’ultimo, in fondo, e’ la base su cui nascono non solo i maltrattamenti agli animali, ma anche gli attacchi “per noia” ai senza tetto, il razzismo e anche il dramma dei genocidi… Perché da considerare inferiore un cane, poi un povero senzatetto, e poi un etnia intera, il confine e’ molto molto lieve, siccome la base di partenza e’ comune….

  5. Bravissima Valeria Rossi,concordo anch’io sul fatto che il problema non è tanto quello di regalare un cane al Natale,ma il fatto che se lo fai lo devi fare con razionalità e buonsenso,ma questo TUTTO L’ANNO,indipendentemente che sia Natale o no.
    Vorrei comunque puntualizzare che i cagnari che trafficano dall’est sono,perlomeno da me,meno reperibili di quanto non lo siano persone che fanno cucciolare i cani di razza e non con superficialità.
    Lo so perchè io stessa sono stata una bambina che a 7 anni voleva un cane. Assillava i suoi genitori da molto tempo,e questi decisero alla fine di regararglielo uno il giorno della vigilia di Natale. La bambina aveva una leggera infatuazione per i Pastori Tedeschi(che a differenza di molti altri bambini è poi diventato vero amore) e così i genitori un giorno comprarono un pastore tedesco da un conoscente,con pedigree,a basso costo,ma senza accorgersi che aveva una consaguineità 3-1,piuttosto pericolosa visto anche che l’accoppiamento non era fatto da un’esperto. La storia si è poi trasformata seguendo lo stesso corso di molte altre storie di cani presi in maniera superficiale,e cioè chi doveva essere il capobranco x quel cane non lo faceva bene,e si crearono dei “problemini” tant’è che la bambina arrivò x un periodo di tempo ad avere paura del suo cane. Per fortuna però c’è stato un Punto che si differenzia da molte altre storie: invece di essere abbandonato,cosa che nessuno di quella famiglia avrebbe mai fatto,il cane fu portato da un’addestratore. Molto meglio così,anche se questo cane fu tenuto a un centro di addestramento e educazione per circa un mese,senza che ci fosse il suo padrone,cosa negativa. Tant’è che il cane imparò piu che altro a fare seduto e altri comandi base,ma per il problema fu risolto per di piu per il fatto che crescendo si calmò. Alla fine però la bambina(ormai ragazzina) riuscì,grazie anche all’insistenza del padre,a riavvicinarsi al cane in modo molto buono,anche se il rapporto non era splendido e comunque ora,questa ragazza,è lucida dei tanti tanti errori commessi col cane…..
    Il mio Rex è morto a 7 anni piu di 1 anno fa,e io ho 16 anni. Se tornasse indietro comunque lo rivorrei,ricordo ancora il giorno fantastico in cui è arrivato a casa,ma comunque nel futuro mai e poi mai vorrò piu alimentare chi fa nascere cani in maniera superficiale,e soprattutto tenendo poco conto della salute. Ora ho una pastorina presa da un allevatore e figlia di genitori esenti e non consaguinei.
    Quindi,per favore,come ha scritto Valeria Rossi,che si tratti di acquistare o adottare un cane pensateci bene,perchè un cane è una grande responsabilità ed è per sempre.

  6. Ecco appunto -_- sono appena tornata a casa dopo aver incontrato delle amiche e ho saputo che la vicina di una di loro sta cercando di dar via un cucciolo di labrador di due mesi, preso 10 giorni fa, perchè sporca in casa.
    Evito di riportare le invettive -_-

    • Si perché e’ difficile immaginare che un cucciolo debba fare i bisogni ogni tanto eh? E che un cucciolo debba ancora imparare anche a trattenersi abbastanza a lungo, oltre che a farli nel posto giusto… Cosa pensava, che facesse pipi solo quando a lei veniva voglia di uscire col cane? Speriamo che il piccolo trovi un buon proprietario.

  7. Bravissima..io vorrei dire qualche cosa..ma…non mi viene! So che bisogna gridare queste cose al mondo intero, ma vedo che in Italia mi guardano tutti con 2 occhi “cosi” e mi dicono: Che sarà mai…quando cresce lo do via….Cosi come Milano e Napoli si sono evolute in modo diverso da sempre, cosi le persone….non credo ci sia speranza per alcuni.Se costa poco va bene…Ma le scarpe di marca vanno a comprarle e spendono da C&C&G, da Max qualcosa etc quello che per un cane non farebbero MAI!!Meglio la borsa da 2000 euro, un cane non vale ….Io ho iniziato a 6 anni con il primo cane.Ma abbiamo fatto tutti sacrifici per lui. è vissuto 18 anni.Ho imparato che “l’ ultimo grido” delle mie amiche io non lo potevo avere perché ilo cane deve mangiare bene ed avere la sicurezza del veterinario….da noi era cosi!Non si poteva fare tutto.Spesso non ho fatto le vacanze ma le mie giornate con il cane non avevano prezzo.Una volta cresciuta sceglievo i fidanzati in base al cane.Chi diceva :Il cane resta a casa era OUT!Sono fortunata ad avere un marito come me.Ho quasi dimenticata le mie ” battaglie” per avere un cane…ma da bambina….oooooo…vale la pena!!

  8. Io mi ricorderò sempre quando è arrivata Tea a casa nostra (alano femmina) traumatizzata perchè nella famiglia da dove veniva era stata maltrattata e parlandone col veterinario mi disse che può succedere perchè l’alano cresce in modo esponenziale e le persone se la prendono col cane… Allora: se è plausibile pensare che un cucciolo sporchi o crei i disagi di un cucciolo è ancora più plausibile che se compri un alano (e ne hai almeno visto la madre) questo poi cresca fino a diventare il gigante che deve essere… eppure c’è chi lo compra e poi non vuole che cresca! E non era solo il problema del cucciolo che diventa adulto, era proprio una questione di mole, il problema purtroppo è sempre e comunque la testa della gente. Laika mi è stata regalata appena prima di natale, continuo a pensare che sia il più bel regalo che abbia mai ricevuto, ma concordo pienamente quando si cerca di tirare via il concetto di cane = soluzione da regalo, io prima di avere laika (che comunque è il mio primo cane) mi sono sempre occupata di quelli di famiglia dimostrando che nel momento in cui ne avessi avuto uno mio sarei stata in grado di gestirlo in tutto e per tutto e comunque mi è stato regalato che avevo 22 anni, non ero certo una bambina. L’articolo mi ha fatto sorridere nella parte in cui vengono definite le normalità di chi ha un cane ed è verissimo che ci sono persone che non capiscono quanto può essere visto come la norma il coabitare con un personaggio peloso, cercando di capire anche le sue esigenze oltre che far capire a lui le nostre! Una domanda, che è da un po’ che mi gira per la testa leggendo i tuoi articoli: parli sempre di cagnari Vs allevatori con la A e non posso che essere assolutamente d’accordo, però come hai detto tu anche l’iscrizione all’ENCI non è una garanzia per avere a che fare con un allevatore con la A (o ho capito male?) allora… senza girare tutti gli allevamenti d’italia come fare a capire quando ci si trova davanti ad un cagnaro o un Allevatore? Ci sono delle liste pubbliche? E se non ci fossero perchè non ci si organizza a farle? Io per esempio so che la persona che ha venduto a mio fratello i nostri due alani è un cagnaro di infima categoria, se qualcuno mi dovesse chiedere dove può comprare alani, sapendo che noi ne abbiamo da sempre in famiglia, non lo manderei certo da questa persona, però se volessi prendere un altro non saprei dove andare, quello che potrei fare io con le conoscenze di cui dispongo ora è una ricerca su internet ma dovrei girare mezza italia valutando allevamento per allevamento, anche questa mancanza d’informazione forse aiuta il proliferare di certi business piuttosto che creare una cultura cinofila vera e propria.

    • Pamela, magari si potesse fare un elenco… pensa che un amico animalista ne ha fatto uno di importatori dall’Est – DICHIARATI! – e si è beccato non so più quante querele, tanto che ha dovuto chiudere il sito e trasferirlo su un server straniero, da dove lo gestisce in clandestinità totale!
      Immaginati cosa succederebbe se un privato qualsiasi si mettesse a dichiarare “Tizio è un cagnaro”. Purtroppo la legge italiana in fatto di diffamazione è – a mio avviso – una vera e propria tutela dei delinquenti. Perché non serve che tu abbia detto una cosa vera e provata: puoi essere querelato ugualmente. Se sei un assassino reo confesso e un giornale scrive “l’assassino”, puoi querelarlo: perché lo sei, ma non è carino che si dica in giro.
      Per questo, no liste no party… però i consigli per trovare un allevatore serio si possono dare. L’ha appena fatto softligh nel suo commento, l’ho fatto anch’io in questo articolo: http://www.tipresentoilcane.com/2011/04/07/come-si-riconosce-un-buon-allevatore/

      • Ho letto molto attentamente l’articolo e per quanto per ora 4 cani siano sufficienti, mi ha fatto molto piacere leggerlo, non si sa mai che un giorno deciderò che è giunto il momento di ampliare il branco. 😉 😉 😉 😉 Comunque… mi lascia perplessa la questione diffamazione, non pensavo fosse a questi livelli, ma del resto siamo in italia e me lo sarei potuta tranquillamente immaginare! :/

  9. Inoppugnabile tranne in un punto: a puffolandia c’è “Cucciolo: Chiamato anche Puppy, è un cagnolino donato ai Puffi dal mago Omnibus. È molto affettuoso, ma considerate le sue dimensioni rispetto ad un puffo, spesso combina diversi guai. Al collo ha un medaglione magico a forma di cuore.” (fonte Wikipedia) Che purtroppo è un cane-regalo… 😉

    A parte gli scherzi è un tema che conosco: sono proprio neo-proprietario di una cagnolina diventata rescue perché regalo di compleanno del bimbo di 8 anni (che preferisce giocare con i videogiochi invece che prendersi cura del cane…chissà come mai e chissà chi ha comperato sia il cane che la consolle al bimbo…).

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.