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I cani ti fanno schifo? Ecco i dieci comandamenti per te

Sì, lo so, i lettori abituali di “Ti presento il cane” forse rimarranno un po’ sorpresi da questo articolo: che – ovviamente – non è diretto a loro. Però… provate a stamparlo e a tenerne in tasca una decina di copie da distribuire a coloro che vi sembreranno adatti a riceverne una. Scommetto che nel giro di una settimana dovrete provvedere alla ristampa.

1 – Se hai paura dei cani, quando ne incontri uno per strada, al guinzaglio, puoi anche cambiare marciapiede. O strada, negozio, bar.
Non è obbligatorio che tu stia proprio lì: non hai le rotaie sotto né sei legato a fili aerei come i tram. Anche se ti sembra incredibile, ti puoi sposta’!
Se resti sullo stesso marciapiede ma ti spiaccichi al muro come se stessero per fucilarti, e quando il cane ti passa vicino fai: “AHHHHHHHHHHHHHHHHH!!! LOTENGAAAAAAAAAAAA!!!!”, il cane si interesserà  forzatamente a te.
Qualsiasi essere vivente al mondo si volta curioso verso chi strilla come un’aquila, a meno che non sia completamente sordo. E i cani, quasi sempre, sordi non sono: anzi, hanno un udito della madonna.
Se non vuoi che il cane ti guardi o tiri verso di te con l’intenzione di darti un’amichevole sniffatina (pensiero del cane: “Cosa sarà mai questo strano oggetto caciarone? Fa un po’ annusa’…”), spostati PRIMA. E senza far casino.

2 – Se hai paura dei cani, evita anche di partire a trecento all’ora ululando come una sirena se un cane libero ti si avvicina: perché scappare e strillare è ciò che fanno le prede.
E siccome il cane discende dal lupo, che è un predatore, l’impulso di rincorrere chi scappa ce l’ha.
Poi magari è un cane socializzatissimo che vorrebbe solo giocare…ma tu ti caghi sotto lo stesso. E allora, santiddio, NON CORRERE. Allontanati con calma, lentamente, senza gesticolare né strillare.
Perché correre via urlacchiando quando si ha paura dei cani è come aver paura di Tyson e andargli a dire “Ehilà, imbecille! Come stai?”
Che se Tyson poi ti molla un cazzotto, non è che sia proprio tutta colpa sua.

3 – Se ti fa schifo che un cane ti lecchi la faccia o ti baci in bocca, evita di piantargli la suddetta faccia a portata di lingua.
Saranno millemila volte che mi succede o che lo vedo succedere: la Sciuramaria incontra per strada il canepiccolo (del quale non ha paura, perché è appunto piccolo) e allora, pur essendo sostanzialmente un po’ cinofoba, fa la figa e va a strufugnargli il naso con il suo.
Dopodiché parte lo SLAP, e la Sciuramaria fa la faccia schifatissima e urlacchia: “Oddioooo!!! Mi ha leccatooooo! Che schifooooo!”.
Mo’, io capisco che tu possa inorridire se incontri un boxer che ti vede per la prima volta in vita sua, decide che ti ama alla follia, salta su e ti pianta du’ metri di inaspettatissima lingua in bocca: ma se sei TU a mettergli la faccia a portata di lingua, devi star zitta.
Evita dunque le scenate isteriche, che fanno malissimo al morale dell’umano canemunito, e vatti a lavare la faccia in privato, se proprio ci tieni: rammentando comunque che il cane ti avrà passato sempre MENO bacilli, batteri e affini di quelli che ti ha rifilato ieri la zia Gina, quando vi siete scambiate due bacetti sulla guancia.

4 – Se pesti una merda di cane, sappi che non è che tutti i cani del vicinato abbiano seguito e monitorato le tue mosse per poi andare a scagazzare esattamente sul tuo percorso.
La cacca l’ha fatta un incolpevole, singolo cane, il cui singolo proprietario (colpevolissimo, invece) non l’ha tirata su.
Però non è che per questo tu puoi odiare tutta la specie canina e tutta la categoria dei proprietari.
Prenditela con l’incivile che è uscito senza paletta, e ricorda che il 90% dei proprietari di cani condivide il tuo pensiero, è d’accordo con il cartellino della foto a sinistra e vorrebbe che questi incivili fossero multati in modo tanto severo da andare storti almeno per una settimana.
Però vedersi additati e/o guardati con puro odio solo perché hai un cane, del quale hai sempre e solo raccolto tutte le deiezioni, arrivando talora a raccattare pure quelle altrui, è quantomeno seccante. Ed è profondamente ingiusto.

5 – Se il giorno dopo pesti di nuovo una merda di cane, vale quanto detto sopra, con l’aggiunta di un piccolo consiglio: ma guarda anche un po’ dove metti i piedi!
Sia chiaro, non trovo e non troverò MAI nessuna scusante a chi non raccoglie le cacche… però certa gente ha una media di pestate di merda che potrei capire solo se si trattasse di  Stevie Wonder. Sembra che se le vadano proprio a cercare col lanternino, per piantarci il piedino sopra e poi attaccare la filippica (contro i cani e gli umani sbagliati).

6 – Se tuo figlio ha “toccato un cane” (NOOOO!!!), o è stato leccato da un cane (UHHHHH!), o ha scambiato il suo giocattolo con quello del cane (ARGHHHHH!!!), non è il caso di correre al pronto soccorso.
Ma non è neanche il caso di tuffarlo a pesce nel lavandino più vicino.
La convivenza e la confidenza con gli animali (comprensive di scambi di baci, abbracci, coccole e saliva) sono caldamente consigliate da tutti i pediatri del mondo, perché aumentano e migliorano le difese immunitarie del pupo.
Forse il cane potrà essere (in alcuni casi,  non certo in tutti…) più sporco dei compagnucci di asilo, ma ha all’incirca lo 0,001% di probabilità di attaccare qualche malattia a tuo figlio, rispetto a loro. Di sicuro il pupo NON prenderà mai da un cane i pidocchi, né il raffreddore, né la varicella o gli orecchioni.

7 – Se tuo figlio non ha paura dei cani e tu invece sì, evita di fare “sollevamento pupi” ogni volta che ne incrociate uno. Prendere il bambino in braccio è il modo migliore per  invogliare il cane a saltarti addosso per vedere cos’è che gli hai tolto da sotto il naso (un po’ come per il punto 1, insomma: se fai tutto il possibile per attirare l’attenzione, ci riuscirai).
Se il cane, a questo punto, ti salta addosso per annusare il pupo, è facile che graffi te o lui: così il pupo si spaventa sul serio e diventa cinofobo come te. Bello, eh? Saresti pure capace di esserne contento, lo so… ma ricordati che i bambini cinofobi sono quelli a più alto rischio di essere inseguiti (perché scappano, vedi punto 2) e magari morsicati.

8 – Se un cane ti ha fatto le feste e ti ha inzaccherato il vestito nuovo, credimi: sopravviverai.
E’ giusto e civile che il proprietario del cane si offra di pagarti la tintoria, mentre è un po’ eccessivo pretenderne la carcerazione o la fustigazione sulla pubblica piazza. Anche perché vale sempre la stessa regoletta: se non vuoi che un cane ti salti addosso, stai du’ metri più in là. Non è che quando/dove passi tu debba per forza aprirsi il Mar Rosso in due.

9 – Se i cani ti fanno schifo o paura, non puoi pretendere che siano gli altri a rivoluzionare la propria vita per la bella faccia tua.
Entrare in casa della figlia cane-munita dicendo per prima cosa “Chiudi il cane che ho paura”, e per seconda cosa “Guarda quanti peli, che schifo”, è profondamente scorretto: il cane è in casa sua, tu no.
Se proprio non resisti alla vista di una cosa pelosa e con la coda, invita tua figlia a casa tua ed evita di andare a rompere le palle a lei: il vostro rapporto se ne avvanteggerà moltissimo.

10 – Se i cani ti fanno schifo o paura, se tu ad avere un problema: non i cani, né i loro proprietari.
Regolati di conseguenza ed evita di imporre il tuo punto di vista con arroganza: al massimo, chiedi gentilmente (e, quasi sempre, gentilmente ti si verrà incontro).
Se poi la tua è proprio una fobia, fatti curare: e non sto scherzando né facendo del pesante sarcasmo. Le fobie sono una malattia, non un diritto civile. E come tali vanno trattate.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto e tiene diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI). Da settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) è tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO).