martedì , 25 novembre 2014
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La cucciolata presa sul serio – Parte quinta: il parto

Ci siamo!
La gravidanza è arrivata a termine, il lieto evento è in arrivo.
Oddio…LIETO?!? Verrebbe da chiedersi cosa ci sia di lieto in qualcosa che ti venire le palpitazioni, l’ansia, l’anguscia (con la “u”, in savonese, perché rende meglio) a partire da almeno una settimana prima dell’effettiva apparizione del primo cucciolo.
Qualcosa che ti fa stare col fiato sospeso per giorni, che ti spinge a leggere tutti gli articoli esistenti sulle possibili complicazioni e a vedere tutti i sintomi più nefasti su una cagna che in realtà sta portando avanti una gravidanza tranquillissima e serenissima.
L’evento diventa davvero lieto (anzi, meraviglioso: il più grande spettacolo dopo il Big Bang è QUESTO, altro che Jovanotti e la sua bella) solo dopo che è finito: prima è una sorta di incubo… e non illudiatevi che diventi più facile col passare del tempo e delle cucciolate, anche se foste o diventaste allevatori. E’ SEMPRE un incubo e si sta SEMPRE col fiato sospeso, anche se la prima volta forse è un filino peggio. Ma poco.

Mettiamo comunque da parte le palpitazioni (mentre NON metteremo da parte il numero del veterinario, che terremo a portata di mano nel caso qualcosa vada storto: anzi, il veterinario va messo in pre-allerta anche un paio di giorni prima, non si sa mai…) e vediamo che succede.
Anzi, facciamo prima un passo indietro, e vediamo…

Cosa dobbiamo preparare (con un certo anticipo, diciamo almeno una settimana-dieci giorni):

 

- La sala parto
No, non intesa come “cassa”, ma proprio come locale in cui avverrà il parto. Un allevatore normalmente ha una stanza dedicata  (in casa mia era il locale caldaia, che garantiva anche un bel calduccio ai neonati), mentre il privato difficilmente potrà dedicare uno spazio “solo” a questo scopo. Bisognerà però ritagliare un angolo-parto in cui collocare la cassa (di dimensioni ovviamente proporzionate alla cagna: quindi, se avete un’alanessa o una mastina napoletana, non è escluso che dobbiate fare un bel po’ di spazio).
Se siete tutti come me (e presumo di sì…), vi consiglio caldissimamente di scegliere la vostra camera da letto: a) perché così terrete sotto controllo l’inizio del parto anche se dovesse avvenire di notte (e facilmente succederà! Le mie cagne hanno praticamente SEMPRE partorito in piena notte, giusto per gentilezza… e infatti io dormivo in branda nel locale caldaia); b) perché, una volta passato il bailamme del parto vero e proprio, cagne e cuccioli hanno bisogno della maggior tranquilità possibile: averli in cucina o in salotto, insomma nelle stanze più frequentate della casa, con gente che va avanti e indietro in continuazione  e magari bambini che giocano,corrono e fanno casino, non è proprio il massimo. In camera da letto staranno tutti molto più rilassati (a parte il fatto che voi andrete ogni dieci minuti circa a controllare che stiano tutti bene: ma la cagna capirà e sopporterà pazientemente); c) perché la cagna dovrà cominciare a dormire in questo locale almeno una settimana prima del parto… e la camera da letto degli umani sarà SEMPRE un posto graditissimo (lo stesso non si può dire per altri locali: le mie, specie le primipare, piantavano spesso casino quando le costringevo a stare nel locale caldaia, a cui non erano abituate e dove non potevano starmi appiccicate come al solito.
Al secondo parto ci entravano rassegnate (“Ah, ok, si partorisce di nuovo… ecco perché ultimamente mi sembrava di aver preso qualche chilo!”), però mi guardavano con aria di grandissimo rimprovero  (“Ho capito che devo fare i cuccioli, ma non capisco perché non posso farli  nel tuo letto, dove mi troverei sicuramente meglio”).
In ogni caso, la stanza adibita a sala parto dev’essere CALDA: la temperatura corretta va dai 25 ai 31 gradi. I neonati non hanno alcuna capacità di termoregolazione e l’unica fonte di calore per loro è il corpo materno… ma non sempre questo basta (dipende anche dalle razze: i cuccioli di cani nordici nascono già ben forniti di pelo che li protegge dal freddo, quelli di chihuahua sono dei ghiacciolini).  E poi la cagna, ogni tanto, deve pur uscire a sporcare, mangiare e in generale a tirare il fiato.
Se la temperatura nel locale che avete scelto non è sufficientemente elevata, dovrete procurarvi una…

- lampada a raggi infrarossi
Conviene averla: il costo non è eccessivo (ce ne sono a partire da una quarantina di euro) e i benefici sono notevoli. L’importante è non “cuocere” i cuccioli mettendola troppo vicina a loro La lampada va collocata in alto, sopra la cassa parto, e la distanza si regola “a orecchio”, anzi a mano:  partite da circa mezzo metro e restate lì con la mano a sentire la temperatura dei piccoli. Se sono belli calducci (NON bollenti, mi raccomando!) significa che va bene lì.  Altrimenti si abbassa un pochino.
Se si scaldassero troppo, ovviamente, va sollevata.

- La cassa parto
Anche questa si può comprare bell’e fatta (costo: dai 100 ai 300 euro), ma con un po’ di ingegno si può anche costruire in proprio. Mentre quelle di produzione industriale possono essere di vari materiali, quella autocostruita sarà sicuramente in legno.
Ecco, il legno dev’essere assolutamente liscissimo (niente assi di recupero, niente legno che possa “sfaldarsi” creando pericolosissime schegge, niente viti, niente chiodi sporgenti ecc. ecc.), con un bordo fisso su tre lati e “ribaltabile” sul quarto: il che non serve tanto a permettere alla cagna di uscire (le cagne saltano egregiamente fuori senza problemi), quanto a rendere più facile la pulizia.
E da pulire, vi assicuro, ce ne sarà TANTISSIMO’!

Il lato preposto all’uscita della cagna può presentare una sorta di scanalatura che le permetta di uscire senza fatica…ma secondo me è abbastanza superfluo, se i bordi sono di altezza proporzionata alla taglia del cane. Certo, se fate bordi alti mezzo metro per una chihuahua, la poveretta resterà reclusa a vita…ma non servono bordi alti mezzo metro per nessuna razza al mondo, visto che i cuccioli (anche quelli destinati a diventare giganti) non camminano, ma strisciano per almeno quindici giorni. Quindi un bordo alto una trentina di centimetri è più che sufficiente a contenerli, di qualsiasi razza e taglia siano.

La parte più importante, fondamentalissima, della cassa parto è il bordo interno “salvacuccioli”: infatti può capitare, purtroppo, che la mamma – specie se inesperta, o se di taglia molto grande e pesante – sdraiandosi schiacci un cucciolo contro il bordo della cassa parto, con conseguenze talora tragiche. Il bordino interno crea uno spazio vitale in cui i cuccioli potranno infilarsi evitando lo schiacciamento.
IMPORTANTE: qualsiasi cosa mettiate sul fondo della cassa parto, si ridurrà da buttar via (o almeno da lavare con mooolta cura). Quindi, please, evitate di tapezzare il fondo con la copertina strafiga o il tappeto persiano.
Soprattutto evitate coperte, stracci e involucri vari di dimensioni eccessive, nei quali i cuccioli potrebbero intrufolarsi restando bloccati e soffocando. Qualsiasi cosa usiate (caldamente consigliati gli stracci più stracciosi che avete a disposizione) va spezzettato-tagliuzzato-sminuzzato in modo da ottenere un insieme di piccoli pezzi che non potranno intrappolare/soffocare nessuno.

- Una pinza emostatica e un paio di forbici, il tutto sterilizzato
Questi strumenti servono nel caso in cui la mamma si dimenticasse di tagliare uno o più cordoni ombelicali. In questo caso si stringe la pinza a un paio di centimetri dalla pancina del cucciolo e si taglia (esternamente alla pinza!) con le forbici…o, meglio ancora, si strappa. Però, se ci tremano le mani e siamo sul punto di cascare lunghi distesi, sono meglio le forbici.
Questo è l’UNICO intervento “medico”  (se così vogliamo chiamarlo) che potrete fare anche da soli: per QUALSIASI altra cosa, in caso di problemi, si chiama il veterinario.
Comunque è abbastanza raro che si debba tagliare il cordone: di solito fa tutto la mamma e noi possiamo stare tranquilli a guardare.
Sì, d’accordo… “tranquilli” si fa per dire.
Comunque, meno mettiamo le zampacce umane su cagna e cuccioli e meglio è.

Tutto pronto, tutto preparato a dovere?
E allora occupiamoci del momento “clou” vero e proprio.

Innanzitutto, quando succederà, con esattezza?
Fidatevi poco dei segnali più classici (cagna che ansima, che raspa, che comincia a perdere latte ecc.): questi possono iniziare anche una settimana prima del parto, così come possono iniziare trenta secondi prima. Dipende da soggetto a soggetto.
Io ho avuto cagne che devastavano stracci anche DUE settimane prima del parto e altre (specialmente le pluripare) che si sdraiavano all’ultimissimo secondo, senza aver dato neanche una raspatina, con l’aria pure un po’ scocciata (col fumetto che diceva: “Ale’ facciamo sti cuccioli e non pensiamoci più, però che palle”).
In 25 anni di allevamento io ho imparato a fidarmi di una ed una sola cosa: la temperatura. Quando scende di un grado circa (a volte anche di due) significa che entro 24 ore il parto avrà inizio.
L’inizio effettivo del parto coincide con l’inizio delle doglie: la cagna si sdraia in posizione laterale e comincia ad avere le contrazioni, ben visibili anche all’osservatore esterno.

Quanto durerà?
Anche qui, dipende. Le medie parlano di espulsione del primo cucciolo entro una/due ore dall’inizio del travaglio e di una media di mezz’ora tra un cucciolo e l’altro.
Io vi dico: scordatevi le statistiche!
Ci sono cagne che partoriscono con questo ritmo: “plop, plop, plop, olè, fatto!” e altre con questo: “Plop. Oddio, che stanchezza, aspetta che mi riposo un po’. Anzi, magari mi faccio proprio un pisolino. Eh? Come? E’ già passata un’ora e mezza dal primo cucciolo? Uffff… va bene, su…spingo di nuovo… uhhh…aaaahhhh… (magari con un po’ di guaiti strappalacrime)…ghhhh… plop, ecco, tie’, ho fatto il secondo. Ora però mi lasci dormire un po’, eh?”.
Altre ancora fanno: plop (mezz’oretta), plop (mezz’oretta) plop…e poi: “Ecco, basta, finito, adesso avrei fame. E voglia di far pipì. E se magari potessimo anche andarci a fare una passeggiatina, tanto questi hanno mangiato e adesso dormono…eh? che me dici?”
E tu magari ci credi, la lasci uscire, lei va a farsi un giretto, pisciatina, ispezione ciotola (“Be’? Non si mangia?”)…e poi, sul più bello…OPS! corsa a trecento all’ora verso la sala parto, e… plop! (con l’aria un po’ mortificata: “Sorry, me ne ero scordata uno”).
Tutto questo, in ogni forma (e in molte altre che non sto ad elencarvi) è assolutamente NORMALE.

Ci sono anche cagne che partoriscono stando in piedi (vedi foto): questo proprio normale non è, ma la cagna della foto è una boxer e dai boxer ci si può aspettare di tutto e di più!
Tutto questo può provocare infarti agli umani, ma per loro è normalissimo così.
Giusto per finire di spaventarvi, vi informo che una mia cagna, dopo aver partorito i primi tre cuccioli, è uscita dalla sala parto, è andata a pisciare, si è sgranchita un po’ le zampe… poi si è infilata sotto la mia macchina e mi ha mollato lì il quarto cucciolo. Dopodiché è rientrata in sala parto con l’intenzione di prendere gli altri tre e di portarli TUTTI sotto la macchina. E quando l’ho cazziata e sono stata invece IO a prelevare il quarto nato e a metterlo insieme agli altri, mi ha guardato schifata, col seguente fumetto:  “Puah. Quella tana là mi piaceva molto più di questa, tu non capisci niente di sale parto”.
Per carità, questi sono casi abbastanza rari (e quasi mai riferibili alla primipare, che prendono il parto MOLTO sul serio, e a volte molto sul tragico: le classiche tipe che “sembra che prima di loro non abbia mai partorito nessuno”,  a giudicare dalla scena che fanno): però dalle cagne ormai smaliziate, che partoriscono con invidiabilissima disinvoltura  (quando ho partorito io, ho fatto sicuramente più scena di tutte le mie cagne messe insieme…per di più per un cucciolo solo!) c’è da aspettarsi DI TUTTO.
Comunque, divagazioni a parte: se dopo due ore dall’inizio del travaglio non è ancora apparso alcun cucciolo, e/o se passa più di un’ora tra un’espulsione e l’altra (specie se le contrazioni continuano),  si chiama il vet.
Punto.
NON cercate mai di “aiutare” la cagna, se non sapete dove mettere le mani. Soprattutto, NON TIRATE mai un cucciolo che resta “a metà strada”: potreste causare danni serissimi.
Se il cucciolo non esce, chiamate il veterinario.
Se passa troppo tempo tra uno e l’altro, chiamate il veterinario.
Se avete i sudori freddi e l’aritmia cardiaca, chiamate il vostro medico.
Ma non mettete le mani addosso alla cagna. 
Se poi era un falso allarme, tanto meglio: vorrà dire che ci si prenderà un caffè col vet intanto che il parto proseguirà tranquillamente per conto suo..
Ma se serve un intervento manuale, o un’iniezione di ossitocina, o se si deve correre in ambulatorio perché serve un cesareo, il vet deve essere lì, pronto all’uso.

Come funziona?
I segnali di inizio parto sono la fuoriuscita del tappo mucoso e la rottura delle acque: non pensiate, però, a fenomeni troppo evidenti. Di solito tutto quello che vedrete sarà la cagna che si lecca con insistenza. Una volta rotte le acqua inizieranno le contrazioni (queste sì, decisamente visibili) e finalmente arriverà il primo cucciolo.
Quando appare nel canale vaginale, il cucciolo non sembra un cucciolo ma una curiosa palla traslucida grigio-verdognola (rosa nei cani bianchi): è infatti avvolto da una specie di “domopak” trasparente, che la mamma lacera e mangia.
Il cucciolo può presentarsi di testa o di sedere, non cambia nulla: il parto podalico nel cane è normalissimo, esattamente come quello cefalico.
Le uniche complicazioni possono avvenire se il cucciolo si presenta “di spalle”: sono questi i casi in cui può trovare difficoltà ad uscire. Potete provare a ruotarlo con estrema delicatezza, SENZA MAI TIRARE: se la situazione non si sblocca, chiamate il veterinario.

Appena il cucciolo è uscito la mamma recide il cordone ombelicale con i denti e comincia a leccare il piccolo, solitamente scartabellandolo con pochissima grazia e facendolo rotolare, capottare e mugugnare di puro sdegno.
Tutto questo va benissimo
: è così che il piccolo impara a respirare autonomamente!
Se la mamma non dovesse rompere l’involucro (caso rarissimo), siete autorizzati a provvedere voi: apritelo dalla parte della testa, massaggiate il cucciolo con vigore (non si rompe, tranquilli) e se non dovesse respirare infilategli un dito in bocca, facendogliela aprire e controllando che non ci sia del liquido ad ostruire le vie respiratorie (se c’è, potete dare un deciso scossone al cucciolo,  capottandolo a testa in giù: sarebbe meglio che anche queste cose le facesse il vet, ma se non è ancora presente bisogna provvedere per evitare che il piccolo soffochi).
Appena il cucciolo dice “GNIIIIUUUU!”, potete tirare il fiato: se piange, significa che respira.
Del cordone ombelicale abbiamo già detto: se non ci pensa la mamma, dovremo tagliarlo noi. Però diamole il tempo di capire quello che sta succedendo e quello che deve fare: non sempre ci arriverà al volo, se è il primo parto, ma nel giro di qualche minuto, quasi sempre, ce la farà!

Dopo ogni cucciolo uscirà la placenta, e la mamma mangerà anche quella: sì, lo so che fa un po’ schifo, ma la placenta è un’eccellente fonte di proteine che serve a stimolare la lattazione, quindi non sognatevi di levarle, impedendo alla cagna di mangiarle. Se ha tanti cuccioli e ritiene di aver assunto abbastanza proteine, sarà lei stessa a lasciar lì le ultime placente, che allora potrete buttare via senza problemi.
Durante il parto la cagna è impegnatissima, ha un sacco di lavoro da fare: deve asciugare, pulire,  leccare quelli che al momento sembrano tanti piccoli ET e non pensa a mangiare-bere: però può esserle di aiuto una tazzina di caffè e/o una bella ciotolina di latte. Sia queste che l’acqua mettetegliele davanti al naso, tra un cucciolo e l’altro, non aspettandovi che possa pensare di uscire per bere: ma se rifiuta, lasciate perdere. Ci si penserà dopo.
A fine parto (vi accorgerete che è finito perché la cagna si rilasserà MOLTO vistosamente, sdraiandosi felice e serena mentre i piccoli daranno l’assalto alla latteria: e probabilmente si farà anche un meritatissimo pisolino) voi vi ritroverete col fondo della sala parto letteralmente inondato di sangue e liquami verdastri particolarmente schifosicci. E’  il momento di  raccogliere tutto, buttare via tutto e sostituire con una nuova serie di straccetti puliti.
Alcune cagne vi daranno una mano, leccando via tutto il leccabile: altre se ne infischieranno bellamente (“pulisci tu, grazie, io ho fatto abbastanza”).
In ogni caso, a fine parto, qualcuno DEVE pulire, anche perché quello che si spande nell’aere NON è precisamente Chanel numero 5.
Il parto è una cosa meravigliosa, ma il bello in realtà comincia DOPO: il “durante” non è  troppo idilliaco!

Che succede dopo?
“Dopo” comincia la fase di gioia e di meraviglia, in cui potrete guardarvi i cuccioli con i lucciconi di gioia e pensare a quanto siate stati fortunati potendo assistere a questo miracolo della natura.
Finita la fase contemplativa, però:

a) portate la cagna a sporcare. Ne avrà quasi sicuramente bisogno, ma quasi sicuramente non vorrà uscire dalla cuccia. Mettetele collare e guinzaglio e portatela fuori anche se protesta. Però portatela in un posto tranquillo e isolato, perché insieme alla pipì usciranno schifezze di vario genere che non è esattamente il caso di sottoporre all’attenzione dei passanti.

b) fatto questo, riportate la cagna nella cuccia (sarà LEI a trainarvici, in realtà) e guardate se gradisce un pasto leggero. Di solito è assai apprezzata anche una tazzina di caffè e/o una bella ciotola di latte.
Se non vuole mangiare nulla, lasciatela in pace. Se vedete che gradisce, mettetele la ciotola dentro alla sala parto, perché non vorrà uscire DI NUOVO lasciando ANCORA da sola la prole che comincia ormai a sentire come “cosa sua, sacra e intoccabile”.

c) siccome pensa che sia intoccabile, voi toccatela: non perché siate carogne, ma perché la cagna deve capire che non avete alcuna intenzione di nuocere ai suoi piccoli, anzi che volete coccolarli e darle una mano ad accudirli.
Convincerla di questo servirà ad evitare che diventi  aggressiva anche nei vostri confronti:  cosa improbabile – specie se avete un buon rapporto – ma non impossibile.

L’alimentazione della cagna in allattamento dovrà essere più ricca del normale: non posso, però, darvi pesi e misure, perché dipende molto dalla taglia dei cani, dal numero dei cuccioli e così via. La razione potrà aumentare del 50-100%, a seconda dei casi, e potrà essere consigliabile l’uso di integratori (NON “bombatela” di calcio per paura dell’eclampsia: l'”overdose” di calcio può esserne la causa, anziché la cura): la cosa migliore è concordare col veterinario tipo di alimentazione e dosi… ma per quanto riguarda le dosi si può anche lasciar scegliere alla cagna stessa: se ne vuole ancora, dategliene ancora. Tanto non c’è pericolo che ingrassi, con le piccole sanguisughe che ciucciano come dannate.

 

Cosa può andare storto dopo il parto
I possibili problemi possono essere prevalentemente due: a) l’assenza di latte; b) la tetania da ipocalcemia (eclampsia).

Se la cagna non ha latte, ve ne accorgerete perché i cuccioli saranno agitati, piangeranno disperatamente, si agiteranno: consultate il veterinario, che vi suggerirà anche il tipo di latte artificiale da utilizzare. Purtroppo, se manca completamente la montata lattea, i piccoli non assumeranno neppure il colostro (il latte della prima lattazione), importantissimo perché contiene tutti gli anticorpi materni necessari a proteggerli nelle prime settimane di vita. I cuccioli che non hanno assunto il colostro vanno tenuti davvero sotto una campana di vetro, perché non hanno difese immunitarie: ma non agitatevi, è un caso davvero raro.

La tetania puerperale può presentarsi nelle prime ore successive al parto, ma è più facile che accada dopo 1-3 settimane. Le cagne mostrano rigidità muscolare, sono ansiose, nervose, ansimanti e la loro temperatura si alza. Quando iniziano anche i tremori, o addirittura le convulsioni, la cagna è ormai in grave pericolo di vita. L’eclampsia è FATALE se non si interviene immediatamente con una flebo di calcio e glucosio, quindi ai primissimi sintomi chiamate il veterinario. Non state lì a “guardare che succede”, per essere proprio certi che la cagna stia male: chiamatelo SUBITO, perché non c’è tempo da perdere. Una volta passata la crisi acuta la cagna dovrà seguire una dieta speciale e l’allattamento andrà interrotto, quindi occorrerà cercare una balia per i cuccioli o passare all’allattamento artificiale. L’eclampsia, fortunatamente, è ormai un evento rarissimo in cagne ben tenute e alimentate in modo corretto: quindi non fatevi venire le paranoie anzitempo. Però è bene sapere che può succedere e, nel caso, sapere che si tratta di un evento di totale emergenza, in cui non c’è un secondo da perdere.

NOTA: quanto detto fin qui si riferisce ovviamente a un parto naturale, in condizioni ottimali e in tipologie canine che non richiedano particolari accorgimenti. Le cose NON andranno così per alcune  razze, come quelle brachicefale, che richiedono spesso il cesareo: ma le complicazioni possono arrivare anche se la madre è molto anziana…o molto cicciona. Tenere la propria cagna grassa è il sistema migliore per garantirsi un parto difficile.
Non avrebbe senso che mi mettessi a descrivere qui un parto cesareo o un parto distocico: tutto questo DEVE rigorosamente avvenire sotto controllo veterinario e quindi l’unico vostro ruolo sarebbe quello di spettatori, o meglio ancora di “padri frementi che attendono fuori dalla sala parto”. Tutto quello che potrei consigliarvi sarebbe la marca del classico sigaro da fumare beati quando il veterinario uscirà a dirvi che è andato tutto bene.
Questa nota serve quindi soltanto a ricordarvi che, se avete una cagna a rischio di complicanze (per età, conformazione o razza), il parto (naturale o no) andrà programmato con il veterinario diversi giorni prima della data presunta, in modo da poter fare tutto per bene e con calma. In caso di nascita col cesareo ricordate che i cuccioli (che nascono bagnatissimi) andranno perfettamente asciugati e riscaldati prima di riportarli a casa insieme alla mamma. Andrà inoltre sorvegliato il risveglio della mamma dall’anestesia, perché non avendo “vissuto” il parto lei si chiederà cosa caspita siano quei misteriori robini che danno la scalata alle sue mammelle, e inizialmente potrebbe non accettarli.
Statele vicino, accarezzatela, datele sicurezza, fatele annusare i suoi cuccioli “spiegandole” chi sono e cosa sono: pian piano lei prenderà coscienza (specialmente perché la prolattina comincerà a far nascere in lei quello che chiamiamo “istinto materno”).
Ci sono altri casi particolari, per esempio quello delle cagne esageratamente pesanti a cui non si possono lasciare costantemente i cuccioli per il rischio di schiacciamenti: in questi casi i cuccioli dovranno essere portati alla poppata (e conseguenti operazioni di pulizia) ogni due ore, giorno e notte, ma per il resto vivranno in una saletta separata, ben riscaldati dalla lampada ed accuditi da voi per quanto riguarda le pulizie extra. I casi particolari, comunque, è impossibile descriverli tutti ed è impossibile anche descriverli con sufficiente completezza di informazioni: quindi demando al vostro veterinario le informazioni corrette da darvi.
Qui io concludo lasciandovi ad ammirare beati la vostra cucciolata (anche se magari al momento è soltanto immaginaria)…e vi dò appuntamento alla prossima (ed ultima) puntata di questa serie, in cui parleremo delle prime settimane di vita dei cuccioli e dello svezzamento.


About Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani da utilità per 16. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di 85 libri cinofili e della serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" , nonché conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto e tiene diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI). Da settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) è tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO).

26 commenti

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  1. Valeria molto interessante! soprattutto è bello sapere i sentimenti e le paure che ti travolgono in quei momenti…così uno sa quello che lo aspetta e si prepara :D
    una cosa mi sono chiesta però…….una tazzina di caffè alla cagna?!?!?!? davvero???


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    • bell’articolo, all’ultima foto avevo i lucciconi, però mi son fatta la stessa domanda di susy… il caffè al cane?
      La spiegheresti meglio questa cosa? anzitutto al cane piacerebbe il caffè? e poi perchè? la caffeina tira su lui come noi?
      Scusami ma questa non l’avevo proprio mai sentita :)
      Grazie


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      • Il caffè alla cagna durante il parto, eh… non “al cane” in generale! :-)
        Perché gli piaccia non lo so (a me il caffè fa schifo!), ma alle mie cagne è sempre piaciuto moltissimo: ed essendo la caffeina uno stimolante e un cardiotonico (ovviamente in dosi limitate) effettivamente “tira su” la cagna in un momento di grande sforzo fisico.


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        • Carissima Valeria, sapessi come ti vorrei qui con me ora nn ti rendi conto neanche, ho assistito diverse volte le mie cagnoline al parto, però in questi 2 giorni, una cagnolina che deve partorire, mi ha veramente spiazzata, allora sabato 3 novembre le si è abbassata la temperatura, domenica sera ha incominciato ad agitarsi e ad avere delle contrazioni fino alle 02.00 circa, io convinta che partorisse invece poi si è addormentata, lo ha rifatto lunedi sera, e ieri sera anche…ora premetto il primo accoppiamento è avvenuto il 7 settembre,poi 9 settembre e poi l’11, lo sò che penserai , che ci ha dato troppo giù…ma avendo lo stallone in casa, si sono piaciuti da subito e li ho lasciati fare. Premetto che ieri pom aveva 37,5 di temperatura, che nn ha rotto le acque,e che al di fuori di quelle ore di agitazione, scavate e fiotti liberi,torna normale e con una fame da lupi, tanto da sentire ,nonostante sia nella mia stanza chiusa e tranquilla, se qualcuno apre il frigorifero, tanto da alzarsi di scatto e raggiungere il frigorifero in pochi secondi, per paura che lo richiudano prima del suo sprint d’arrivo.Da stamane ,uscendo per le sue solite passeggiatine, che negli ultimi giorni ho raddoppiato anche se sono naturalmente brevi, ho notato durante la pipì perdita di muco filante, ora quello che ti voglio chiedere è questo: va tutto bene?? è possibile che ci siano contrazioni così nei giorni precedenti? Nn è che nn riesce a partorire??? Secondo il veterinario nn mi devo preoccupare perchè nn c’è stata rottura delle acque e che, sempre secondo lui, ogni cagna è diversa e si stà preparando al parto, che a detta sempre di lui nn è lontano…..scusami ma ho il cardiopalmo e nn mi era mai successo prima, di solito le altre erano nervose per due giorni , alla ricerca di un buco possibile dove partorire,di solito la scelta cade sempre dentro il mio armadio che devo sigillare perchè hanno imparato ad aprire l’anta con la zampetta, poi si scava alla grande rottura delle acque e il parto con la durata del tempo che ci vuole, come hai descritto meravigliosamente tu sopra.Grazie, per le nozioni che mi hai insegnato attraverso i tuoi inserti e un bacio Stefania!!!


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          • Concordo con il tuo vet (ma è LUI a doverti seguire in questi giorni, non una giornalista cinofila!): il parto è vicino, ma non ci siamo ancora. Le cagne a volte scavano, grattano ecc. anche una settimana prima del “grande giorno”, e la temperatura non è così bassa da far pensare all’imminenza del parto. Ma il vet l’ha visitata, la cagnina?
            Io non vedo nessun serio segnale di allarme in una fanciulla che pensa soprattutto a mangiare! Quando una cagna non riesce a partorire se ne sta sofferente e immobile, lamentandosi e comunque non pensando certo al cibo! Però, se la cosa può servire a tranquillizzarti, portala a fare un controllino, che male non fa!


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          • ti ho consultato, perchè lui mi ha detto che nn c’è bisogno di visite perchè per quello che le ho riferito nn ci sono le condizioni per allarmarsi….cmq la temperatura era scesa lunedi a 36,5 e sono due giorni che è a 37,5, cmq grazieeeeeeeeeeeeeeeeeee vedo come si comporta nelle prossime 3 ore…cioè se continua con le contrazioni che sono ricominciate da circa 40 minuti, stavolta, e poi ritorna ad essere tranquilla bene altrimenti lo richiamo in questo frangente e se mi ridice la stessa cosa ….mi dispiace per lui, ma consulto un altro…vado verso una nuova notte e voglio trascorrerla con il cardiopalmo per l’amore che ho verso di lei , nn perchè nn sono tranquilla ed ho dubbi!!! Cmq anche se sei una giornalista cinofila, ti garantisco che cose esposte da te, sono poi state più realiste e concrete di quello dette da veterinari che a volte possono essere superficiali, a differenza di chi come me vive il branco in casa ogni attimo e sà cogliere le varie sfumature….grazieeeeeeeeeeeeeeeeeee


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  2. “la cagna della foto è una boxer e dai boxer ci si può aspettare di tutto e di più!” MAI stata più felice di aver preso un maschio!!!!
    (mi permetto anche se non è il caso: su un forum ho trovato la foto della faccia un cane – boxer – con il tetano, un “riso sardonico” molto particolare. le cagne affette da eclampsia presentano questa mimica? se sì, secondo me potrebbe essere istruttivo se tu mettessi un’immagine del “riso sardonico” perchè almeno a mio parere è troppo particolare per non notarlo anche per il padrone più rinko)


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    • Non so, sinceramente, se una cagna con eclampsia possa manifestare il risus sardonicus tipico del tetano: ma se si arrivasse a tanto temo che sarebbe già spacciata. Il primo sintomo che deve far VOLARE dal veterinario sono i tremori e la rigidità muscolare.


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  3. che dire si ogni volta è come la prima… e non vedo l’ora. mancano 3 settimane circa… e sta volta non mi accontento di un numero per le urgenze per il veterinario visto com’è andata l’ultima volta… ma ne voglio almeno 3…
    purtroppo può essere che stia male che lo chiami qualcunaltro po che ne so io per cui d’ora in poi UN nominativo non basta!
    comunque sia le mie pretendono che stia li con loro… s eio vado in giro per casa mi seguono e me li fanno li per cui quando è ora non posso muovermi dalla cassa parto…ma confesso… che la cosa mi fa piacere!


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  4. anch’io avevo sentito di un contadino che durante il parte di un vitellino dava del caffè alla mamma mucca .Un cappuccino?:)


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  5. Come dici tu, tanti tipi di parto per tanti diversi tipi di femmine, dalle pluripare alle primipare.
    Ma ogni volta una grandissima emozione.
    In un certo senso è ogni volta una prima volta.
    Io ho una stanza di casa solo per mamma e cuccioli, grande abbastanza per la cassa parto, un tavolino per bilancia, pinze e forbici, una piccola tv e un letto dove io dormo con loro per almeno i primi 20 giorni, poi torno in camera mia, ma ho i microfoni e le telecamere a infrarossi, una mini tv sopra al mio comodino : al primo verso strano che sento, scendo di sotto.
    La cosa strana è che normalmente non mi sveglia neanche una bomba sotto al letto, quando ho i cuccioli mi basta un GNE GNE che mi precipito da loro, mah !
    Ho avuto femmine che hanno fatto un cucciolo ogni ora spaccata, alla fine esce, si sgranchisce un poco, sporca, mangia e si mette a dormire con i suoi 9 bimbi, io mi addormento tranquilla, al mattino li conto e penso di essermi sbagliata a contare, li riconto ed erano 13.
    Io dormivo, lei evidentemente no :-), eppure era rilassata, la pancia si era sgonfiata, anche toccando pareva proprio che fossero tutti fuori, eppure…. !
    Ho avuto quella che : “bim-bum-bam, et voilà, 10 bimbi in sette ore: sò stata brava eh??”, quelle che : “Ma perchè devo stare distesa qui?” e li ha fatti ovunque, fuorchè dentro la cassa parto : presi e rimessi in cassa subito al loro posto sotto la lampada, alla signorina “Oh che schifoooo !” che le prime volte li puliva con aria orripilata, quella che espulso il primo piccolo mi guarda come dire….”O mamma, e che ci devo fare con questo grosso topo?” e si è arrangiata da sola soltanto dal quinto cucciolo in poi, ho avuto anche la “snaturata”: quella che ” Ok, ecco, li ho fatti, contenta ? Adesso ti arrangi però eh??? ” e non li ha mai più guardati.
    Nemmeno quando hanno inziato a camminare e giocare in giro per il giardino : non li degnava proprio di mezzo sguardo.
    Per fortuna che avevo un’altra cucciolata con solo una settimana di differenza e tutto si è risolto con la “vice mamma” che ha pensato ai suoi e anche ai figli della “madre degenere” (mai più fatta riprodurre, ovvio)
    Provato tutto, compresa purtroppo l’ipocalcemia DURANTE il parto, cioè espulsi i primi due, passata mezzora la vedo strana, mi guarda ma gira solo gli occhi, non muove la testa e non spinge più, la tocco ed era dura come un tronco di legno…..mi è preso un terrore che non auguro a nessuno alle tre di notte in febbraio con mezzo metro di neve, il mio veterinario con ambulatorio a 26 km da noi.
    Presa la canetta, presi i due cuccioli, arrotolati tutti in una termocoperta bella calda e via, sperando.
    Sopravvissuti solo i due già nati su otto, la vera tragedia è stata trovare per la mamma una flebo di calcio a quell’ora : fortuna che qui ci sono tante stalle con mucche (alle mucche capita spesso il problema del calcio) e abbiamo tirato giù dal letto un veterinario collega del mio che aveva queste flebo in ambulatorio (altri 13 km)….ed è sopravvissuta per puro miracolo, ma che brutti momenti!!
    Queste sono le cose che ti fanno dire “Ma chi me l’ha fatto fare?”
    Poi però vedi quello spettacolo di topastri che ciucciano e passa tutto, anche le ore di sonno perse, la tensione, la preoccupazione ecc ecc..
    Però Vale, hai dimenticato una costante umana semi umoristica di ogni parto canino, perlomeno per me : la tonsillite, o tracheite .
    Mamma e cuccioli a 31 gradi, ok, ma nel resto della casa ce ne sono almeno dieci di meno, entra ed esci, esci e rientra, le mie tonsille gridano vendetta OGNI PARTO, agosto o febbraio che sia……

    ps….anche io è la prima volta che sento parlare di caffè, io ho sempre dato miele, ad ogni cucciolo che usciva, tracc…cucchiaione di miele…, ma del caffè non sapevo nulla davvero !


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  6. le settimane dopo il parto sono anche a rischio MASTITE, nel caso i cuccioli non si alimentino da tutte le mammelle… e qui è fondamentale l’occhio dell’amico umano che deve assicurarsi che le poppate siano omogenee, che nessuna mammella abbia una consistenza troppo dura e che il latte non assuma mai una colorazione troppo ‘scura’… ne parlerai nella prossima puntata?


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  7. Mammamia che incubo… Se questo articolo ha lo scopo di scoraggiare le mie colleghe dalla cucciolata “fatta in casa” ci è riuscito benissimo!
    Preferirei di gran lunga partorire io che avere queste angosce… Che dire? Bravi a tutti quelli che invece ce la fanno…


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    • beh ma non è che va sempre così. anche se una donna decide di avere un figlio può andare tutto bene, può stare in travaglio un giorno intero può volerci il cesareo ecc… pensa a una delle mie che in 2 ore ne fa 7-8 e fa tutto da sola… io sto li perhcè vuole che ci stia e perchè comunque la bado che non si sa mai mentre ne fa/pulisce uno ne schiaccia un altro perchè… alla faccia dei cuccioli indifesi, dopo pochi minuti strisciano velocissimi urlano come matti e si attaccano come idrovore alle mammelle mentre lei fa e bada agli altri…però è anche un po’ paranoia, probabilmente anche senza di me nei paraggi cel’avrebbe fatta da sola lostesso!


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  8. Una domanda stupida: il veterinario come può entrare in sala parto? Mi spiego meglio Ai tempi delle medie avevo una jagd terrier che ebbe due cucciolate. Ricordo che nonostante l’indole assolutamente docile della cagna, l’UNICO E SOLO UMANO AL MONDO a cui era concesso entrare in sala parto era mio padre: io, mia sorella e mia madre ci beccavamo delle sonore ringhiate e finiva lì… con gli estranei passava alle vie di fatto (ricordo che portai a casa tutto orgoglioso un mio compagno di scuola per mostrargli i cuccioli: il poveretto si fece tutto il litorale della Sicilia occidentale con la cagna dietro che tentava di mordergli il culo. Quando mio padre scoprì il misfatto il litorale voleva farlo fare a me, ma questo è un altro discorso :)). Ed era solo una piccola jagd! In questi casi il veterinario come agisce, specialmente se ha a che fare con cagne di grossa taglia?


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    • “Solo una piccola jagd”?!?!? Hai detto niente! Lo jagd terrier è probabilmente il cane più aggressivo della terra…e meno male che è appunto piccolo :-)!
      A parte questo, l’istinto di difendere la cucciolata nella cagna arriva più o meno insieme alla montata lattea: durante il parto non ha voglia di difendere proprio nessuno e se qualcuno arriva a darle una mano, di solito, è ben felice.
      Se ci sono complicazioni dopo la nascita dei cuccioli, e si deve chiamare il vet, di solito la cagna sta MOLTO male (come nel caso dell’eclapsia) e non ha certo voglia di ringhiare a nessuno.
      Se invece il vet deve fare solo un controllo di routine e mamma e cuccioli stanno bene…allora, se la cagna è aggressiva, si fanno due visite separate: prima i cuccioli senza mamma e poi la mamma senza cuccioli, fuori dalla sala parto.


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      • Lei non era affatto aggressiva, ma effettivamente ne ho visti alcuni che erano davvero impossibili! Cambiava completamente carattere quando era a caccia (almeno stando ai racconti di mio padre): si eccitava e non ascoltava più nessuno! Impazziva completamente. Quando andò in pensione divenne un perfetto cane da compagnia: credo il migliore che abbia mai avuto :)
        Comunque hai ragione tu: una cagna in casa che partorisce è la cosa più bella che ci possa capitare :)


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  9. Ciao!
    Prima di tutto complimenti per TUTTI i tuoi articoli, li trovo interessantissimi e li leggo davvero con piacere! La mia bimba è al trentesimo giorno di gestazione quindi manca ancora un bel po’ al parto. Nonostante questo i preparativi per la cassa/sala parto sono già iniziati e direi quasi finiti :) (mi piace essere organizzata per tempo). La mia cagna è abituata a stare nel suo box fuori ( le abbiamo preso una casetta di legno quelle che di solito vengono usate per gli attrezzi) ed è lì che partorirà. Abbiamo fatto tutto (credo), la parete davanti con lo sportellino apribile, i cordoli interni per non farle schiacciare i cuccioli, un “tappo” sopra per mantenere il calore all’interno… Ed eccoci al punto. Il calore. Ho pensato di costruire (con successo parrebbe) insieme a mio padre una piastra riscaldante di 1mt x 1.30mt, con termostato per regolare la temperatura, così il calore viene da sotto e dovrebbe restare dentro la “scatola” tutta coibentata con polistirolo e legno, senza la necessità di usare la lampada rossa (della quale ho paura che non riesca a scaldare abbastanza). Secondo te è una cavolata? Tutto ciò avverrà in Dicembre e la mia stella è una CecosloVacca!
    Grazie ^_^


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    • Le pedane riscaldanti possono essere una buona alternative alla lampada, PEEEERO’… massima attenzione!!! E’ più facile “cuocere” i cuccioli, piuttosto che fargli patire il freddo. Trattandosi poi di CLC, che il freddo proprio non sanno cosa sia, a mio avviso la protezione data dalla cuccia dovrebbe essere più che sufficiente. La fonte di calore è la mamma…e se esce lei per qualche momento, ci sono i fratellini.


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  10. leggo sempre con piacere i tuoi articoli,ma avrei una domanda, dopo quanto tempo dopo un parto cesareo dovrebbe arrivare il colostro e la montata lattea? grazie mille


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    • Non c’è, purtroppo, un “orario” fisso: può arrivare dopo poche ore, ma anche dopo un giorno. Se tarda ad arrivare bisogna intervenire con il latte artificiale.


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  11. Mentre scrivo, stanca ma felice, sento qualche sporadico vagito provenire dalla cassa parto dove mamma e piccoli finalmente riposano.
    Sabato il crollo della temperatura e una crescente inquietudine da parte della futura mamma che inizia a rifiutare il cibo ed ansimare. Stasera, dopo un bel pò di vomitini in giro per casa, alle 21.00 arrivano le prime contrazioni. Lana dopo una settimana in cui ha riccamente ignorato la cassa parto nonostante i nostri tentativi di incoraggiarla a entrarci, ci si infila spedita e ci guarda con la faccia di “oh voi due restate qua eh che non mi sento niente bene”.
    La coda si alza, sangue, contrazioni, esce un sederino coduto ma c’è qualcosa di strano. Il corpo è totalmente lasso, è una femmina, purtroppo morta. Inutili i tentativi di rianimarla nostri e della mamma. In preda allo sconforto chiamo il veterinario che mi spiega che succede spesso alle primipare soprattutto col primo cucciolo. Ci dice di non toglierla finchè non arriveranno gli altri e di non preoccuparmi. Il fatto che stia partorendo naturalmente è un buon segno ed è ciò che ci interessa.
    Docilmente le stiamo vicino rincuorandola, lei sembra apprezzare la nostra presenza e ci ricompensa dandoci grande leccate tra una contrazione e l’altra. Nasce una femminuccia che stavolta si muove come un’anguilla nel suo sacco ed è chiaro che è in salute. Dopo di lei un maschietto; entrambi sono fradici, musoni, quantomai strilloni e vitali. La mamma, benchè primipara, si occupa di loro con zelo come se non avesse fatto altro per tutta la vita. Noi la confortiamo e rimiriamo stupiti la potenza e la sapienza della natura. Asciughiamo i piccini, li pesiamo, offriamo uno yogurt greco bianco alla mamma (che apprezza decisamente) e iniziamo le telefonate a parenti e amici. In fondo l’ecografia diceva 3 no?!
    Dopo un’ora Lana si agita, vediamo del sangue e subito dopo un’altro piccolino che esce. Non facciamo in tempo ad asciugarlo che una sorellina lo segue. Lana è ormai affaticata e non taglia il cordone se non dopo un pò di incoraggiamento da parte nostra. L’ultima nata è piccolina ma anche lei è piuttosto vitale. Quando l’ho staccata dal capezzolo per pesarla ha prodotto una buona imitazione di una sirena d’ambulanza. La monitoreremo.
    Ora i ciuccioni stanchi e sazi dormono come morbidi sassolini. è strano pensare che questi cosini diventeranno bestioni di 40-50 kg. Come un sasso dorme anche mio marito distrutto da tutte le emozioni di questa sera.
    Io nel buio scrivo al pc cercando di riordinare le emozioni prima di andare a letto.
    Nemmeno Lana dorme. Mi guarda stanca circondata dai suoi piccoli che le dormono contro. Ogni volta che si muove qualcuno protesta indignato. Mi sembra un buon segno.
    Sento di volere già bene a tutti e 4. Sono la cosa più bella del mondo.
    :-D


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  12. CHE SUCCEDE SE LA SPOSTO DALLA STANZA X PULIRR E LEI NON HA FINITO?


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  13. Ciao io ho la mia cagnolina chihuahua incinta e oggi dovrebbe essere l ultimo giorno… e la prima gravidanza e la cagnolina ha 2 anni ..se dovrebbe partorire domani non so come comportarmi …cosa devo fare? ??


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    • Non è un po’ tardi per pensarci? E non è un po’ folle chiedere aiuto su un sito? :-) Dai, stai calma: allerta il veterinario e quando vedi che la cagna entra in parto fatti assistere da lui… telefonicamente se va tutto bene, chiamandolo di corsa se hai l’impressione che qualcosa non vada per il verso giusto.


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  14. La mia bimba tre anni pastore tedesco nero focato ha partorito da due giorni, premetto che è la prima cucciolata ne ha avuti sette accoppiata con un pastore tedesco nero focato. Avrei dei punti interrogativi da esporti 1) due dei cuccioli sono grigi ho letto che si chiamano Pastore Tedesco blu(preciso che non mi frega un fico secco che non potranno gareggiare, vorrei solo che stessero sempre bene) ma mi chiedo chi dei genitori porta la mutazione del gene. 2) Il parto avvenuto in casa tutto andato come letto nei tuoi articoli (mitica) ho svuotato una delle camere da letto per preparare la cassa per il parto, vorrei però evitare l’odore nauseabondo che chi arriva da fuori dice di sentire io sento solo un’emozione grande e qualche piccola puzzetta di tanto in tanto :-) il veterinario mi ha fatto lavare Aisha (questo è il suo nome) con acqua tiepida solo le parti impasticciate di sangue(intime e coda) ora vorrei tener pulito al massimo anche i culetti dei cuccioli se con batuffoli di garza passo un pò di acqua calda combino qualche guaio?


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