sabato , 18 novembre 2017
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Facciamo la “zampicure”? (a cane e gatto)

ZAMPICURE DEL GATTO –  di TIZIANA MASSA – Alzi la mano chi non ha mai pensato di rivestire in ghisa i propri divani, oppure di mettere, al posto delle solite noiosissime e banali tende di organza o lino, una bella lamiera zincata che, oltretutto, presenta delle decorative ondulazioni niente male….
Che poi non è che tutti i gatti facciano le arrampicate sulle tende, per carità, ci sono anche quelli perbenino, ai quali non passa neanche per l’anticamera del cervello di toccare le delicatissime stoffe penzolanti…però trovano irresistibili quegli oggettini tanto carini che fungono da terminali per il cordino che apre e chiude i suddetti pezzi di stoffa.
E come si resiste a cotanto divertimento oscillante? Non si può.
Come si fa a lasciarsi tentare senza trascinare a forza nel gioco quelle disgraziatissime tende che con il loro ondulare si intromettono sempre fra il pendolino e le unghiette sante? Non si può.
Appunto.
Orbene, onde evitare di dover realmente ricorrere ai rimedi sopracitati e prima che si faccia strada in noi il pensiero di impagliare il gatto in questione, cosa niente affatto carina oltre che illegale, perlomeno finchè il miciastro è vivo, è possibile spuntare le unghiette al pinzatore folle.

Facciamo dei  distinguo: spuntare e/o tagliare le unghie al gatto non significa  strappargliele.
Chiaro? Non confondiamoci con quella pratica, barbara a mio avviso, che tanto piede ha preso negli States, di recidere alla radice le unghie ai gatti  tramite intervento chirurgico.
Assolutamente fuori discussione, anche se un gatto dovesse passare tutta la sua vita senza mai mettere zampa fuori dall’appartamento del suo umano. Brrrr…mi vengono i brividi al solo pensiero, oltre che una profonda rabbia, ma qui mi fermo per non esulare dal tema.
Distinguo numero due: parliamo esclusivamente di gatti che vivono in appartamento.
Il gatto che esce a piacimento sa perfettamente come e dove limarsi le unghie senza che il pelo gli si rizzi modello scarica da due e venti  per le urla disumane provenienti da proprietarie varie di altrettanto varie  tappezzerie.
E, soprattutto, al gatto che esce le unghie servono e bene affilate, eccome!

Ovviamente le unghie dei nostri tesori pelosi casalinghi non avrebbero bisogno di essere spuntate se gli str…ehem…i tesori appunto usassero adeguatamente i circa cinquecento tiragraffi che abbiamo sparso per casa, amorevolmente quanto ingenuamente, nella speranza che li allettino più di quanto non facciano i divani o le sedie in paglia della cucina.
Tuttavia spesso accade che i suddetti tiragraffi abbiano maggiore richiamo per la polvere o per i peli dolcemente fluttuanti nell’aere che non per i gatti di casa: quindi occorre trovare una soluzione prima che la tappezzeria ci crolli addosso a  mo’ di papiro passato al tritadocumenti.
Un’altra ragione valida per decidersi a spuntare le unghie dei nostri mici è la salvaguardia della loro incolumità: non sia mai che, sbattendo in lavatrice le famigerate  tende o i copridivano, ormai in un’allegra versione grattugia, si rischi una bella toelettatura automatica con centrifuga del peloso, rimasto impigliato nella stoffa a causa delle unghie troppo lunghe; o ancora  l’amputazione della sfortunata zampetta rimasta sotto il posteriore della suocera che non si è resa conto, poggiando la sua parte migliore sulla sedia, che il gatto era rimasto impigliato nella paglia della seduta.

Pertanto, bando agli  indugi: che zampicure sia!
Molti utilizzano per l’intervento di zampicure le normali forbici o il tagliaunghie comunemente usato anche dagli umani. Fattibilissimo, anche se personalmente preferisco l’uso delle apposite forbicine che si possono acquistare nei pet shop e che lasciano l’unghia perfettamente arrotondata, anche quando spuntata appena.

Ma parliamo di come vanno tagliate le unghie ai mici: prendendo con attenzione la zampina nelle nostre mani (nota bene: conviene che il resto del gatto sia attaccato alla zampina in questione, la cosa riesce meglio…), dobbiamo delicatamente premere sui polpastrelli per far uscire le unghie retrattili.
Fatto ciò, va  prestata la massima attenzione al punto di taglio.

E’ fondamentale recidere solo la parte bianca dell’unghia: mai tagliare la radice, ossia la parte rosa, che è quella irrorata.
Se fosse tagliata si provocherebbe la fuoriuscita di sangue con conseguente irritazione e dolore per il micio e, se l’unghia non venisse adeguatamente disinfettata e tenuta sotto controllo, potrebbe sopraggiungere un’infezione.

Non è sempre matematica la cosa:  negli anni, seppur di rado, è capitato ai miei mici di dover subire una zampicure maldestra da parte nostra e mai si è presentata un’infezione, tuttavia può capitare, attenzione.
Non usiamo il nostro gatto come cavia per tentare l’esperimento: se non ci sentiamo sicuri, meglio ricorrere al veterinario, che potrà effettuare questa operazione velocemente e senza problemi, mentre noi potremo assistere ed eventualmente imparare.
L’operazione di per sé è semplice, ma ovviamente dipende molto anche dal tipo di gatto: va da sé che sarà molto più facile spuntare le unghie al gatto “Pongo”, quello che mantiene la posizione che noi abbiamo plasmato per lui comodamente seduti sul divano con il pacioccone stravaccato sulle gambe, piuttosto che a Terminator, quello per cui dovremo precedentemente riesumare gli avanzi di lamiera zincata impiegata per confezionare le tende e  usarli a mo’ di  seconda pelle, munirci di guanti da manovale ma con esterno in acciaio, mascherina da saldatore, rosario in tasca (al collo sarebbe un appiglio troppo invitante per Termy) e via, procedere.
Dopodichè, si telefona al veterinario per un appuntamento…

ZAMPICURE DEL CANE – di VALERIA ROSSI – Sto scoprendo che è molto comodo aver inserito anche “Ti presento il gatto” su questo sito…perché spesso può capitare di dire ai lettori “Avete letto l’articolo sul gatto? Ecco, per il cane è uguale”.
E’ il caso del taglio delle unghie, che praticamente cambia solo in un punto: mentre le unghie del gatto sono quasi sempre semitrasparenti, rendendo molto agevole la visione della parte vascolarizzata, quelle del cane a volte sono nere e non si vede un beatissimo tubo.
C’è anche un’altra differenza sostanziale, ovviamente: i cani non si fanno le unghie sui divani e non si arrampicano sulle tende.
Questo fa sì che a volte gli umani spesso si dimentichino proprio delle loro unghie… almeno fino al giorno in cui, facendoci le feste, non restano impigliati nel nostro maglione buono aprendovi una clamorosa voragine.
A quel punto, di solito, ci viene in mente di controllare la lunghezza delle unghie.

Allora, regola numero uno: controlliamola anche quando non succedono disastri.
I cani che vivono una vita “naturale”, ovvero escono spesso, corrono, vengono portati in campagna e così via, di solito non hanno problemi di lunghezza, perché le unghie si “limano” da sole. Il problema può presentarsi nei cani da compagnia che vivono quasi esclusivamente in appartamento: e purtroppo si prenta anche in quelli affetti da leishmaniosi, perché l’onicogrifosi (crescita eccessiva ed anomala delle unghie) è uno dei sintomi più frequenti in questa malattia.
Spesso mi capita di trovare, nella sala d’attesa del veterinario, Sciuremarie che hanno portato lì il cane solo per tagliare le unghie: la cosa mi pare decisamente eccessiva.
Capisco gli umani di gatti che non gradiscono l’operazione e che tentano di affettarci le mani: in questo caso, un paio di mani aggiuntive è sicuramente utile.
Ma che un cane schizzi al punto di costringere gli umani a portarlo dal veterinario per la zampicure è davvero cosa rara… e comunque sempre e solo legata all’imbranataggine degli umani stessi, che non l’hanno abituato fin da cucciolo a questa semplice e assolutamente indolore operazione.
Se avete un cucciolo, dunque, ve lo dico per tempo: abituatelo!
Ovviamente non ci sarà nulla da tagliare, per ora, ma intanto voi abituate il cane a farsi tenere le zampe e a sentire il “clic clac” del tagliaunghie: mimate l’operazione, insomma, tagliando al massimo una puntina di un decimo di millimetro (o neanche quella). Al termine della pantomima, premiatelo con un bocconcino.
Lui capirà che non succede niente di tragico e quando sarà l’ora di procedere al taglio vero e proprio starà fermo e tranquillo…dopodichè tutto diverrà semplicissimo.

L’operazione è assolutamente identica a quella vista nel gatto: anzi, più semplice, perché l’unghia del cane non ha bisogno di essere estratta. E’ già lì in bella vista.
Se è la prima volta che le tagliate a un cane adulto, meglio essere in due: uno gli terrà dolcemente la testa, accarezzandola  (stando pronto però a bloccare la stessa testa qualora il cane accennasse a mordere), l’altro penserà alle zampe.
Non impedite al cane di vedere quello che succede: le reazioni negative spesso nascono proprio dal fatto che qualcuno pensa bene di tappare gli occhi al cane mentre comincia a ravanare con le sue zampe. Siccome il cane normalmente non è entusiasta di farsi toccare i piedi, impedirgli di guardare può causare nervosismo.
Tranquillizzate il cane, fategli vedere “che non succede niente”, lasciategli annusare il tronchesino (che dovrà essere di misura proporzionata alla taglia del cane: le sue unghie sono molto dure ed un tronchesino inadeguato vi costringerebbe a sforzi erculei, mentre il cane si agiterebbe e il tutto diventerebbe complicatissimo). Abbiate un po’ di pazienza e, se proprio vedete che il cane è preoccupato, fate una zampa per volta, o anche due o tre unghie per volta, con qualche pausa in mezzo. Non ci insegue nessuno, si può anche andare con calma.

Come abbiamo visto per il gatto, bisogna tagliare solo la punta e stare attenti a non toccare i vasi sanguigni: se l’unghia è bianca la delimitazione si vede chiaramente.
Se è nera si dovrà stare un po’ più attenti, tenendosi un po’ di “margine di sicurezza”: ma l’importante è tagliare le punte (che sono quelle che tendono a girarsi in dentro o in fuori, infastidendo il cane nella camminata), non è che dobbiamo “rasare” le unghie  a zero.
Se non siete sicuri di dove finisca la parte cornea, limitatevi proprio a togliere l’estremità appuntita: al massimo ripeterete l’operazione un po’ più spesso, ma non correrete il rischio di toccare i vasi sanguigni.
E se per caso succede?
Niente panico: non è mai morto nessun cane per questo!
Si sono incazzati tutti, perché fa male (il cane ve lo segnalerà con un deciso CAIN! e magari tenterà di tirarvi un morsetto: con ragione!),  ma non è mai morto nessuno.
Ci sarà una gran profusione di sangue, che vi consiglio di fermare al più presto con una garzina (non perché il cane rischi di morire dissanguato, ma perché vi concerebbe la casa come se fosse passato a trovarvi Jack lo Squartatore): ma non durerà molto.
Disinfettate con una goccia di tintura di iodio o di sostanza equivalente: e se proprio il sangue non si arrestasse fate una fasciaturina alla zampa. Durerà tre minuti circa, ma in quel tempo lì si sarà arrestata anche l’emorragia.
Ultimo avvertimento: la linea di taglio deve essere come indicato nella figura a destra: un taglio troppo verticale aumenta il rischio di toccare i vasi sanguigni.

NOTA: ricordate che sia i cani che i gatti, almeno negli arti anteriori, hanno cinque dita come noi, e non quattro.
Il loro “pollice” è lo sperone, dito che non tocca il terreno e che, proprio per questo, può avere l’unghia più lunga delle altre, perché non ha modo di consumarsi (nei gatti un po’ sì, ma sempre meno delle altre quattro).
Ricordate sempre di controllare – e di accorciare, se ce n’è bisogno – anche quell’unghia lì, che se viene trascurata può impigliarsi nei cespugli (nel cane) o… nelle tende di casa (nel gatto), ma anche girarsi verso l’interno e ferire la pelle.
Nel cane, solitamente, è sufficiente accorciare le unghie delle zampe anteriori, perché quelle dei posteriori si consumano più facilmente: lo sperone posteriore, se c’è (alcuni cani nascono senza, ad altri viene tolto alla nascita), va comunque accorciato. Nelle razze con doppio sperone è ancora più importante tenere controllate le unghie, perché non si “intreccino” tra loro causando seri fastidi al cane.
Nel gatto invece non esiste lo sperone posteriore, quindi il problema non sussiste.

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