Inizia oggi  una nuova rubrica mensile che si occuperà di agility e aiuterà i neofiti ad avvicinarsi a questa disciplina.
Si parlerà di storia, regolamenti e perché no, anche di esperienze personali.
La rubrica è stata affidata a Veronique Toniolo, istruttore cinofilo ENCI, più volte Nazionale italiana, campionessa italiana e vicecampionessa europea nel 2007 con il suo impareggiabile amico Dust,  uno splendido shetland.

Il percorso della prima prova di Agility in assoluto, disputata al Cruft di Londra nel febbraio 1978

A come Agility – di  VERONIQUE TONIOLO
Da dove cominciare?
Ovviamente tutto inizia con la lettera A.
A come… AGILITY, appunto!
Per chi non lo sapesse, brevissimo excursus storico (tratto da Wikipedia che ne dà una buona descrizione, concisa ma completa): “L’agility nasce in Inghilterra nel 1978 come intrattenimento al Crufts, lo show canino più importante del mondo.
Il Sig. Varley  fu incaricato di organizzare un evento nuovo che unisse l’obbedienza all’agilità del cane e che divertisse gli spettatori durante le pause della manifestazione.
Varley chiese aiuto ad uno degli addestratori di cani più famosi del regno Unito, il Sig. Peter Maenwell , ed insieme idearono un percorso ad ostacoli che somigliava molto a quelli delle competizioni equestri. Già dall’anno successivo molti centri di addestramento inglesi proponevano corsi di agility dog.
– Nel 1980 Il Kennel Club riconobbe l’agility dog come sport e stese il primo regolamento.
– Nel 1983 nel Regno Unito nacque il primo club nazionale di agility dog chiamato Voice.
– Nel 1987 vi fu la prima gara per i cani di piccola taglia, fino ad allora non molto considerati.
– Nel 1988 l’agility approda in Italia e nel 1989 vennero organizzati  stage a Rivoli (TO) dal GARU (Gruppo Amici Razze Utilità) tenuti dall’inglese Peter Lewis e dal francese Garcia.
– Nel 1990 l’ENCI decise di stilare un regolamento italiano sull’impronta di quello internazionale dell’FCI, e nel medesimo anno iniziarono anche in Italia le prime competizioni”.

Questa premessa era doverosa in quanto un po’ di storia fa capire quanto questa disciplina sportiva sia ancora relativamente giovane in Europa, ma soprattutto in Italia: questo comporta una continua evoluzione.
Ma arriviamo a noi.
Cosa spinge un proprietario di un cane ad iniziare un corso di agility dog?
Da istruttore mi sono resa conto che le ragioni sono molteplici:  c’e’ chi vuole semplicemente  passare del tempo all’aria aperta con il proprio cane, c’è chi vuole fare divertire il proprio amico tenendolo in forma e chi invece aspira a diventare un agonista e a creare il binomio perfetto. Infatti, in agility, non si parla di singolo concorrente, bensì di “binomio”: sono l’affiatamento  e la buona armonia tra uomo e cane che portano all’intesa perfetta.
Questa disciplina deve essere intesa come uno sport di squadra, dove cane e conduttore si fondono in un unico essere.

L’agility, pur essendo uno sport, non deve assolutamente perdere la parte ludica, che a mio parere è quella più importante. Per questo  l’approccio iniziale a questa disciplina deve essere quello  giusto,  indipendentemente dalle finalità e motivazioni personali.
E’ chiaro, quindi, che per addestrare un cane a questo sport bisogna far leva su rinforzi positivi quali gioco, cibo e sulla gratificazione da parte del proprietario.
Bisogna utilizzare un metodo che permetta di ottenere successo senza forza, relazione senza dominanza ed armonia senza coercizione.
I cani addestrati con questa tipologia di metodo risultano essere più educati, ma soprattutto più collaborativi nei confronti del proprio conduttore.
Con l’aiuto di un buon istruttore l’agility può fortificare il rapporto di stima, rispetto e fiducia necessari per creare la relazione ottimale.

Dopo anni di esperienza in questo campo posso dire che questo sport è il mezzo ideale per dare al proprio amico a  quattro  zampe l’equilibrio necessario per una corretta crescita psicofisica.
E’ una disciplina che coinvolge totalmente cane e conduttore. La comprensione, la collaborazione e l’intesa giocosa devono essere i cardini di questo sport.
Inoltre, attraverso l’agility,  può aumentare quell’attaccamento profondo del cane verso il padrone, che diventa in questo caso anche un compagno di gioco.
Questo sport può aiutare a trasmettere al nostro amico a quattro zampe la felicità che deriva dal far qualcosa assieme e la possibilità di fargli capire che lui è parte della famiglia, del suo branco.
Detto tutto questo, spero di aver stimolato la vostra curiosità. Sicuramente, nella città in cui abitate, vi saranno dei centri cinofili o associazioni sportive dove si organizzino corsi di agility. Però, prima di iscrivervi, andate a parlare con i responsabili del centro, visionate le lezioni, valutate i metodi di addestramento utilizzati. Se tutto vi sembra quadrare iniziate le vostre lezioni e…buona agility a tutti!

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13 Commenti

  1. Come prima “puntata” mi sembra molto promettente! Affiatamento, collaborazione e soprattutto maggior importanza della parte ludica su quella agonistica, direi che i punti essenziali ci sono 🙂

  2. Bella idea davvero, mi aspetto grandi cose. E’ vero è uno sport poco conosciuto ed è importante farlo conoscere. E’ importante anche però, per quelli che già lo praticano, magari da tanto tempo, trovare un luogo nel quale si parli e si discuta dell’agility. Problemi, difficoltà, differenti tecniche, c’è tutto un mondo di cose da poter socializzare e discutere perchè, a mio parere, non si vive di sola competizione, anzi…

  3. A quando la 2° puntata?
    Io sarei seriamente interessato a partecipare a corsi di agility vorrei sapere se nella zona di Taino (varese) c’e’ qualcuno che tiene questi corsi.
    Domande:
    Ma i cani devono essere per forza di razza?
    Non si possono noleggiare? o prendere in prestito che ne so magari il cane di mia figlia?
    Grazie per la vostra pazienza

    • Enzo, giuro che i cani “a noleggio” è la prima volta che li sento nominare! 🙂
      No, non devono essere di razza: l’agility è una disciplina aperta a tutti, anche ai meticci. Il cane di tua figlia “in prestito”.. in teoria si potrebbe fare, ma se hai letto l’articolo avrai capito quanto dev’essere forte il legame tra cane e conduttore: quindi con un cane che non sia il tuo non credo proprio che si possa fare granchè!
      Per corsi lascio rispondere ad altri, io vivo in Liguria e non so cosa ci sia nella tua zona…ma qualcosa ci sarà senz’altro, ormai campi di agility ce ne sono ovunque.

  4. io e Axel siamo fanatici dell’agility…….. Lo pratichiamo al garu a Rivoli e non so come ho fatto a farne a meno fino ad adesso!!!!!!!!!! Naturalmente ora il mio cane mi adora….

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