di VALERIA ROSSI – PREMESSA:  le cose serie sul bulldog le ho già scritte in questo articolo (e se amate questa razza vi consiglio di leggerlo, perché parla soprattutto della montagna di stupide dicerie da sfatare);  ma non potevo esimermi dal pubblicare anche il “vero standard” umoristico. Un po’ perché me l’hanno chiesto in tanti e se non lo scrivevo mi menavano, ma un po’  anche perché questa è “la” razza umoristica per antonomasia. Basta guardare un bulldog, infatti, per cominciare a sorridere…e se ci si vive insieme, il divertimento di moltiplica per mille. Ciò non dovrebbe mai impedirci, però, di ricordare che lui, anche se non sembra, è un CANE (almeno per il cinquanta per cento) e che va compreso e rispettato come tale, senza cadere nel facile tranello di considerarlo una specie di giocattolone peloso. Come una persona sì, potete considerarlo (è l’altro suo 50%): ma giocattolo, per favore, NO.

ASPETTO GENERALE: secondo lo Standard è un cane “a pelo corto, relativamente tarchiato, piuttosto basso di statura, largo, potente e compatto, con testa piuttosto larga rispetto alla taglia”.
Bene: ci sono un “relativamente” e un  “piuttosto” di troppo.
Il bulldog è tracagnottissimo, iper-tarchiato e con una capoccia tanta: una capoccia infinita, che per abbracciarla tutta devi farti le extension alle braccia.
Lo Standard, a dire il vero, fa benissimo a porre l’accento sulla moderatezza e a cercare di ribadire il più possibile il fatto che il bulldog debba essere tipico e non IPER-tipico (cosa che causa praticamente tutti i problemi di cui tanto si ciancia a proposito di questa razza): ma se lo Standard venisse letto da una Sciuramaria, anziché da un allevatore, potrebbe pensare che questo sia un cane normale.
Be’, non lo è. MAI!
L’aspetto generale  del bulldog è quello di un bulldozer con la testa e la coda: non per niente viene spesso chiamato proprio così.

VARIETA’ ALTERNATIVE: Bulldozer  (diffusissima), Boxer (!!!), Bulledogghe. Però ho sentito anche un Alano (giuro!) e qualche Pizzbull.

CARATTERE ED ATTITUDINI: lo Standard recita così: “riunisce l’impressione di determinazione, forza e attività. Sveglio, audace, leale, ubbidiente, coraggioso, dall’aspetto fiero, ma di natura affettuosa“.
Okay: sulla prima parte, niente da ridire. Determinato lo sembra (e lo è): forte, idem (e non sapete quanto: proprio non immaginate quanto, finché non ne avete uno!).
Sull'”attività” e sullo “sveglio” si comincia a sorridere un po’.
Sull'”ubbidiente” ci si capotta proprio dal ridere.
Si torna seri solo sulla parte finale: coraggioso lo è (meglio sarebbe definirlo “un incosciente totale”, che non ha la minima cognizione del pericolo né del dolore fisico), l’aspetto fiero ce l’ha, la natura affettuosa pure (fin troppo: quando decide di darti tanti-ma-tanti-ma-tantissimi baci e ti sbava tutta la faccia, pestandoti contemporaneamente i tesori di famiglia con le zampe – il che spiega perché sia un cane particolarmente amato dalle donne e decisamente meno dai maschietti – forse lo vorresti un po’ meno affettuoso. Ma non c’è speranza. Lui ti ama e sempre ti amerà… a meno che non gli fai un torto, nel qual caso è capace di tenerti i musi per sei mesi di fila).
Se mi chiedessero di definire con un unico termine il carattere del bulldog, a me verrebbe da dire: tenero.
Il che contrasta di brutto con l’immagine classica della razza. Provate a cercare “bulldog” in una qualsiasi galleria di immagini, selezionando l’opzione “disegni”..e vi verrà fuori una serie infinita di immagini tipo quelle che vedete a destra: cani buffi, sì, ma sempre incazzosi, ringhiosi, con i denti spianati (e pure coi canini che fuoriescono dal labbro inferiore, cosa che in realtà è un difetto grave: il bulldog non è un vampiro!).
L’altra sera ho visto a Italia’s Got talent un ragazzo grande e grosso con la faccia truce, che in realtà poi era una pasta d’uomo, sensibile e facile alla commozione. “Dio deve avermi messo nel corpo sbagliato”, ha dichiarato.
Ecco, lo stesso vale per il bulldog. Ha la faccia trucissima e il cuore dolcissimo…a meno che, ovviamente, non pensi che possa esserci un pericolo. Non per se stesso (nun gliene po’ frega’ de meno: come già detto sopra, il termine “coraggioso” è fortemente limitativo), ma per i suoi umani.
Allora può venirgli davvero quella faccia lì. Però ce ne vuole, perché lui tendenzialmente pensa che tutti siano buoni come lui: umani, cani, gatti, chiunque.
Prima di convincersi che qualcuno vuol fare del male a qualcun altro ci mette un po’: se però se ne convince sono cavoli amari, perché non lo fermi mica più, neppure a cannonate.
C’è la diceria secondo cui il bulldog sarebbe “insensibile al dolore“: ovviamente è una palla, il dolore lui lo sente come chiunque altro.
Solo che se ne strasbatte…con un’unica eccezione: se dovete fargli un’iniezioncina sottocute, e prendete la siringa in mano, otterrete la sparizione immediata del bulldog. Non è piccolo, eh: non gli riesce troppo facile imboscarsi. Però, di fronte a una siringa, riesca a scomparire letteralmente nel nulla. E’ un mago.

Per quanto riguarda le attitudini, è presto detto: il bulldog non serve assolutamente a niente.
In alcuni (rari) casi è un discreto cane da guardia, ma serve più come deterrente che altro. Non è propriamente un cane sportivo (con quel fisico lì? Eddai).
Non è esattamente un cane da difesa, perché è vero che se (SE) intuisce il pericolo tira fuori i denti, ma se il malintenzionato scappa non lo becca mai più.
Andrebbe ancora benissimo per lottare contro i tori, visto che è costruito esattamente per far quello, ma: a) i tori di solito gli stanno più simpatici che antipatici e non vede perché dovrebbe lottarci; b) i combattimenti cane-toro sono proibiti dalla fine dell’Ottocento.
E allora, perché prendersi un Bulldog?
Semplice: perché è il cane da compagnia più simpatico, buffo e tenero che sia mai stato inventato. Perché un antistress naturale: lo guardi e ti passa qualsiasi malumore. Perché ad essere dolci e paciocconi con la faccia di un bolognese ricciolino o di uno yorkie di tre chili son capaci tutti.
Ma soprattutto, l’ho già detto nell’articolo precedente ma lo ribadisco qui perché è verissimo, perché il bulldog è l’anello di congiunzione tra l’uomo e il cane. E’ una persona pelosa, ma con tutti i pregi del cane e senza i difetti delle persone.


TESTA
: di circonferenza immane (“relativamente larga“, dice lo Standard. Relativamente a che? Sì, d’accordo, la circonferenza della terra è più grossa. Forse), con cranio di acciaio inox e faccia schiacciatissima, proprio più da persona che da cane. Il contenuto della testa è un oggetto misterioso che mai mente umana è riuscita a decifrare: il bulldog è capace di sembrare completamente sordo e/o completamente ottuso in alcuni momenti, e un assoluto genio cinque minuti dopo.
Non riuscirete MAI a capire cosa gli passa per la testa. A volte ti guarda e sembra che voglia dirti “adesso ti mordo a sangue”, dopodiché salta su e ti bacia in bocca. Altre volte sembra pensare: “Dio che sonno, penso che dormirò per centoventi ore filate”, e un secondo dopo scatta all’inseguimento della lucertola con una velocità tale che sembra perfino un cane. Altre volte ancora la lucertola gli si sdraia sul muso a prendere il sole e lui non fa una piega. Se volete un cane prevedibile, non prendete mai un bulldog (però che gusto c’è ad avere un cane prevedibile?).
Anche se volete un cane obbediente, checché ne dica lo Standard… vi conviene guardare altrove. Si potrebbero fare lunghe disquisizioni etopsicosupercazzologiche sulla docilità in questa razza, ma il succo è uno solo: il bulldog obbedisce quando e se ne ha voglia. Fine.

OCCHI: secondo lo Standard sono  “situati bassi nel cranio, ben lontani dagli orecchi. Di forma rotonda, di media misura, né infossati né sporgenti, di colore molto scuro – quasi nero – non lasciano vedere il bianco quando il cane guarda direttamente in avanti“.
Descrizione tecnicissima e correttissima, che dimentica la cosa più importante: quegli occhi lì PARLANO. Nella fattispecie, sanno dire (in modo comprensibilissimo, eh? Altro che “gli manca la parola”): “Quando si mangia?”; “Di nuovo questa noiosissima sbobba? Mangiatela tu, please”; “Sono offeso a morte e con te non ci parlo”; “Seduto? What’s seduto? Non capisco, sono inglese, io: se mi parli in italiano, come pretendi che capisca?”; “Sit down? What’s sit down? Sono nato in Italia, io! Se mi parli in inglese, come pretendi che capisca?”; “Perché stai ululando di dolore? Ti sei fatto male? Ah, mi hai dato una sberla sul culo e ti brucia la mano? Non me ne sono mica accorto”; “…’zzo vuoi?” (quest’ultima frase la vedrai pronunciare dagli occhi un bulldog almeno centodue volte al giorno); “URGONO coccole, grazie” (questa invece la vedrai duecentodue volte al giorno).

DENTI E MASCELLE – non è esattamente vero che quando si chiudono si deve andare dal meccanico per farli riaprire col cric (diceria che negli ultimi anni si è trasferita sul pit bull, ma che un tempo riguardava proprio il bulldog):  ma è vero che, se si chiudono su una pallina o su un pollo di gomma,  quello, perdio, è prigioniero (cit).  Vale anche per i polli non di gomma, specialmente se li dimenticate sul tavolo.
Come dite? Non ci arriva? Ahahahahahaha! (Se volete che davvero non ci arrivi, levate di torno tutte le sedie della cucina).

COLLO: “di moderata lunghezza, molto spesso, profondo e forte. Ben arcuato nella parte superiore, con un po’di pelle lassa, spessa e a pieghe attorno alla gola, in modo da formare una leggera giogaia su ciascun lato“.
Per fortuna stavolta si sono trattenuti e non hanno scritto anche “di moderata larghezza”: perché il collo del bulldog E’ largo quanto la circonferenza della Terra.
Non solo: è anche ricoperto da una montagna di pelle (“un po’ di pelle” è un clamoroso eufemismo), che ha dato vita al seguente gustoso aneddoto: ho già spiegato altre volte che in una lunghissima serie di libri, nel capitolo sull’educazione del cucciolo, l’allora editrice voleva ASSOLUTAMENTE che io scrivessi di “scuotere il cucciolo per la collottola” quando faceva qualcosa di sbagliato.
Secoli di discussioni – per non dire di litigate – non erano serviti a convincere la sciura che quando parlavo di “afferrare per la collottola” non intendevo dire che si doveva prendere il cucciolo e scrollarlo, ma appunto afferrarlo con quella che tra i cani si chiama “presa di collo”, consistente solo nel premere leggermente sul collo del cucciolo abbassandogli la testa.
Purtroppo LEI aveva sperimentato lo scrollone sul suo cane di casa e la cosa aveva funzionato benissimo (ettecredo: probabilmente si era terrorizzato!): quindi i servizi fotografici, entusiasticamente commissionati dalla sciura stessa, mostravano spesso cuccioli sollevati letteralmente da terra (con miei grandi ululati di disappunto quando vedevo le foto, che a quei tempi si vedevano sempre e solo dopo la pubblicazione). La cosa finì di colpo quando pubblicammo il libro sul bulldog, laddove la foto mostrava un proprietario tutto ingrugnito che sgridava il cucciolo prendendolo per la pelle del collo… solo che la pelle del collo si allungava di un metro circa, mentre il cucciolo restava tranquillamente seduto al suo posto (con una clamorosa faccia da “…’zzo vuoi?”). L’effetto era talmente comico che l’editrice si convinse finalmente ad eliminare le foto di cuccioli scrollati come stracci vecchi.

CORPO: peeeeeeeeeeeeeesanteeeeeeeeeeeeeeee!!! Secondo lo Standard i maschi dovrebbero pesare 26 chili e le femmine 23. Però questi pesi, compressi in una struttura così compatta, sembrano almeno triplicati: a) quando ti illudi di poter prendere in braccio un bulldog (primo, perché non sai come prenderlo: a meno che tu non sia alto du’ metri e non abbia braccia da orango, le tue braccia NON bastano a circondare il cane. Secondo, perchè pesa come se fosse fatto di osmio puro, che è il materiale più pesante del mondo; b) quando sei sdraiato sul divano e lui ti si arrampica sul petto guardandoti con gli occhioni languidi perchè vuole le coccole, che gli faresti pure se lui non ti stesse lentamente ma inesorabilmente facendo collassare i polmoni; c) quando TU vorresti salire sul divano occupato da lui, e ti illudi di spostarlo.
Essendo io femmina, non posso pronunciarmi in merito alle tenere zampate sulle palle: però i maschi dicono che, nell’occasione, sembra che ogni piede, e non tutto il cane, pesi 25 kg.

NOTA:
il corpo del Bulldog è CALDO. Lui patisce moltissimo il caldo, si sa, va soggetto a colpi di calore per via del muso corto e la sua massima aspirazione, d’estate, è quella che si vede nella foto a sinistra.
Ciò non spiega per quale motivo, estate o inverno che sia, tenere in braccio un bulldog equivalga più o meno a tenersi una stufetta elettrica accesa al massimo.
In realtà d’inverno la cosa è comodissima. A Ferragosto un po’ meno. Ma non provate a spiegarlo al cane, che se lo fate scendere vi pianterà musi lunghissimi e offesissimi pensando che non lo amiate più.

ARTI: chiariamo, innantitutto, che il Bulldog NON ha le gambe storte. Ha, invece, muscoli talmente sviluppati che può sembrare che gli arti prendano le curve: ma l’ossatura deve essere diritta e bene in appiombo. Il Bulldog è basso sugli arti, ovvero ha il baricentro basso, ovvero è un cane inamovibile. Se prima del bulldog avevate un cane normale che si piazzava di traverso in corridoio quando suonava il telefono e voi stavate dall’altra parte della casa (cioè sempre, almeno in casa mia), quando  correvate a rispondere e sbattevate inavvertitamente nel cane lui saltava di lato facendo CAIN!
Col bulldog, il cane resta lì e voi decollate a volo d’angelo. Dopodiché è pure capace di venirvi ad annusare con la faccia preoccupata: “Sei caduto? Ti sei fatto male? Come mai sei caduto?”. Perché anche se gli avete tronato dentro a cento all’ora, lui non si è accorto di niente.

CODA: lo Standard dice così: “inserita bassa, si protende in fuori piuttosto diritta, per poi curvarsi all’ingiù. Rotonda, liscia e senza frange o pelo ruvido. Di moderata lunghezza – piuttosto corta che lunga – spessa alla radice, si assottiglia rapidamente in una punta fine“. In realtà “piuttosto corta che lunga” significa “codino ridicolo”. E’  una “coda” giusto così, per dire. Essendo il bulldog un cane in via di umanizzazione, secondo me, la coda se la sta perdendo nel corso dell’evoluzione, proprio come gli umani. Finché ce l’ha, però, è bene pulirgliela spesso (coda e sottocoda), perché le pieghe cutanee, come quelle del muso, sono un facile ricettacolo per i batteri e possono infettarsi (solo che al muso ci pensano tutti, e alla coda no).

MANTELLO –  Pelo di tessitura fine, corto, fitto e liscio (la sensazione di durezza la si ha solo perché corto e fitto, non perché è ruvido). Colore:  monocolore o “smut” (cioè colore unico con maschera nera o muso nero). I soli colori uniformi ammessi (che dovrebbero essere brillanti e puri): i tigrati, i rossi con le varie tonalità, i fulvi, fulvi chiari etc., i bianchi screziati (ad esempio: combinazioni di bianco con una qualsiasi delle tinte ammesse). Il colore carne, il colore nero e il nero-focato sono estremamente indesiderabili.
Come tutti i cani a pelo corto, vi illuderà di non perderlo finché non ve lo ritroverete infilato ovunque. Ma non solo si infila: ci resta. E’ inamovibile come il resto del cane. Rassegnatevi e compratevi vestiti in tinta col bulldog: si fa molto prima che a tentare di spazzolarlo via.

QUELLO CHE LO STANDARD NON DICE:
NON è vero che il Bulldog è un cane con millemila problemi di salute
. Lo sono quelli allevati male, come in qualsiasi altra razza. Nel Bulldog  gli effetti sono più clamorosi, questo sì… però alla base c’è sempre il cattivo allevamento.
Ergo: se volete un bulldog andate sempre e solo da un allevatore SERIO. Altrimenti compratevi un trudino (no: non “un cane di altra razza”. Perché se finite in mano a un cagnaro, vivrete dal veterinario e spenderete millemila euro al mese con qualsiasi razza. Se volete risparmiare sul cane, l’unica alternativa seria è il peluche).
E’ vero che il bulldog costa caro, perché il suo allevamento è più complicato (e costoso) della media: ma una volta ottenuto un buon cucciolo (pagandolo il giusto prezzo e non cercandolo “nei saldi”) e gestendolo con un minimo di oculatezza (per esempio, evitando di fargli fare un percorso di agility alle due del pomeriggio di Ferragosto), problemi non ne avrete.
E’ verissimo, invece, che il bulldog russa, scoreggia e che a volte gli puzzano pure i piedi.
Però, andiamo: lo fanno anche i mariti e nessuno, per questo, ha mai pensato che fossero una razza anomala da far sparire dalla faccia della terra. Senza contare che il bulldog, in media, è molto più simpatico.

 

Ad eccezione del bulldog sdraiato sul ghiaccio, che ho trovato in rete, tutte le foto sono di Marco Leonardi.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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