di ORIANA ZAGO – Penso di essermi innamorata perdutamente di lui nei primi cinque minuti che ha passato in un kennel sconosciuto, nell’auto di una persona mai vista prima: la mia.
In una calda giornata di luglio sono partita sull’asse Bergamo/Treviso/Bergamo (che mi sta diventando tristemente persino troppo familiare) per andare a prelevare un cucciolo di 3 mesi. Invece mi sono trovata davanti (parola grossa: quando mi ha visto si è talmente terrorizzato che di lui ho visto solo il sederone che tentava di nascondersi disperatamente dietro un cespuglio) un cucciolone del doppio dell’età, che aveva avuto come unico orizzonte esperienziale la recinzione del proprio giardino.
Eppure questo ragazzino bianco, completamente terrorizzato (gli occhi azzurri spalancati, la lingua in fuori, l’ansimare quasi convulso) e nudo (mai indossato collare, pettorina o alcun tipo di oggetto anche solo simile), sbattuto senza troppe cerimonie in una scatola di plastica e ferro di cui ignorava l’esistenza sino ai  due minuti precedenti, senza alcun riferimento al mondo… non ha fiatato nemmeno per un istante e si è sorbito le sue prime tre ore di viaggio in macchina senza aprire minimamente bocca.
Fosse tutto qui… nella sua prima giornata con noi è anche stato messo a confronto con un numero imprecisato di altri sconosciuti (bipedi e quadrupedi, adulti ed infanti), capre, pecore e ha terminato la giornata in un ristorante, tranquillamente addormentato sotto la mia sedia.

Come si fa a non innamorarsi di un coraggio simile?
Non ha certo finito di stupirci qui: ha imparato a salire le scale (queste sconosciute… i giardini non ne hanno), passare attraverso le porte senza temere di ricevere qualcosa in cambio per non entrare in casa (ci siamo capiti, vero?), farsi mettere su un tavolo di acciaio per farsi visitare da un veterinario e, soprattutto, a fare delle passeggiate in campagna.
Tuuuuuuutto quello spazio gli faceva così tanta paura che la prima volta è praticamente tornato verso la sicurezza di casa da solo… facendoci prendere uno spavento da manuale e facendoci correre come dei pazzi per riacciuffarlo prima che potesse raggiungere la strada…
Sapete com’è… essendo sordo …
Ebbene sì, questo cane così straordinariamente “normale”, così coraggioso nell’affrontare la vita e così in sintonia con tutto ciò che gli abbiamo presentato (fosse un oggetto, un altro cane, un altro animale o una persona), è un Doppio Merle, volgarmente detto anche Lethal White, sordo bilaterale e con cecità crepuscolare (quando calano le tenebre non è esattamente un occhio di lince, diciamo…).
Il risultato, infausto, di un accoppiamento tra due cani con questa meravigliosa colorazione screziata, quella che ha reso popolari gli Australian Shepherd per la sua particolarità e spettacolarità.
Un risultato che non è possibile cambiare né con l’ausilio della medicina, né con quello della chirurgia.

Eppure, se non ve lo avessi detto, lo avreste immaginato da soli? No, vero?
Sembra il racconto di un cane normale, solo ignorato, mal che vada …beh, ma perché E’ normale! Anzi, di più!
Si, perché un Doppio Merle non è un cane che ha qualcosa di meno: è un cane speciale, più degli altri.

Prima cosa: non è handicappato!
Non solo non si considera tale e non perde tempo ad autocommiserarsi, ma non gradisce compatimenti di alcun genere.
Se capisce che lo trattate in quel modo difficilmente starà lì a farsi dare del “poverino”: lo vedrete piuttosto girarvi il “sederone” Aussie e andare a fare qualcosa di decisamente più interessante con qualcuno che ha idea del fatto che lui sia speciale, non con qualcuno che lo commisera inutilmente!

Seconda cosa: è difficile perderlo.
Ebbene sì. Tutti pensano: ma come si fa a richiamare un cane sordo?
Semplice: lo fai molto meno che con gli altri. Ti guarda praticamente quasi sempre!
Se ti allontani, arriva, se vede che volti le spalle ti guarda e inizia a raggiungerti. E se proprio dovete chiamarlo, basta aspettare che vi guardi (e lo farà, se non vi vede) e fargli il gesto che avete deciso corrisponderà al suo richiamo.
A testimonianza di ciò vi posso dire che io vado a fare le mie passeggiate (anche da sola) in campagna con tutti i miei cani (Logan compreso) e che il mio profilo Facebook è pieno di foto di loro intenti in questa attività con la loro mamma.
Anzi, ci troverete anche la testimonianza di una mitica passeggiata prima di un banchetto ASRI con 10 cani liberi per i campi (la mia famiglia e quella di Liviana Faoro), tra i quali ci sono quattro Doppi Merle, i nostri tesori bianchi (tre suoi ed uno mio).

Terza cosa: legge gli altri cani e le altre persone quasi senza paragone
Ebbene sì, non ci sente (questo si deve essere capito, ormai, no?) e quindi osserva, annusa, utilizza il tatto per stabilire un contatto con gli altri. E sbaglia veramente, veramente, veramente di rado.
I nostri gesti (anche minimi, come gli spostamenti inconsci del peso) per lui “parlano” e parlano chiaro.
E’ peggio che stare con il protagonista di “Lie to me”: non puoi nascondergli davvero nulla!

Certo, qualche svantaggio c’è: quando si sveglia, lo fa di soprassalto e ogni tanto qualche cantonata la prende o si spaventa per cose piuttosto normali (parte all’attacco verso qualche misterioso nemico…e attenzione alle pinzate, se siete voi il “terribile nemico” in oggetto!); se è in un’altra stanza e si sta intrattenendo in una qualsivoglia attività che non vi aggrada è estremamente difficile che possiate richiamarlo senza alzarvi per farvi vedere; se soffrite di cuore e vedete che corre allegramente verso una strada qualche piccolo infarto vi viene, prima che si volti … garantito!; quando non vi vuole guardare, diventa davvero difficile parlargli e lo fa, uuuuuuhhh se lo fa);  se lo portate dal veterinario avrete sempre il timore che una medicina,  innocua per i “normodotati”,  per lui comporti qualche problema più o meno serio.
Ma in fondo non sono tutti svantaggi “drammaticamente normali”?
Anche i normodotati capita vi scambino per qualcun altro, non si fermano al richiamo o vi ignorano volutamente, per non parlare del fatto che potrebbero essere allergici comunque e a prescindere a determinati medicinali, senza che voi lo sappiate.
In compenso i normodotati non fanno tutto il resto di quello che sa fare un Doppio Merle!
E’ vero, talvolta i nostri ragazzoni bianchi sono sordi e/o ciechi in proporzioni variabili. Qualcuno è anche epilettico (condizione non legata al doppio gene merle, ma multifattoriale). MA…
-Un cane sordo forse non può amare ed esprimere il suo amore anche se non vi sente?
-Un cane cieco non può guardarvi con amore anche se non vi vede?
-Un cane a cui vanno somministrate medicine durante tutta la vita… forse, nel resto del tempo – oltre quei 5 minuti al giorno in cui dovrete farlo – non può seguirvi dovunque ed amarvi esattamente come tutti gli altri?

Questi ragazzi sono un regalo del destino, sono pelosi che non smettono di stupire x quello che riescono a fare.
I cani sordi ti guardano talmente tanto che sono addirittura più abili dei “normodotati” nel percepire tutti i tuoi movimenti e li anticipano con una precisione stupefacente! Non hanno bisogno di sentirti: ti sentono con gli occhi, ti sentono con l’odore, ti sentono con il contatto.
I cani ciechi sentono persino le minime variazioni del tuo respiro mentre stai per svegliarti: sono già lì, accanto a te, ancora prima che tu riesca a renderti conto di non stare più dormendo… e non vedono dove sei, ma sanno esattamente a che altezza saltare per raggiungerti!
I cani speciali hanno sensibilità speciali.
I cani speciali sono talmente piacevoli da non farti nemmeno più ricordare che dovrebbero essere qualcosa di “diverso” dagli altri, qualcosa di “meno”.
Ma “meno” di cosa, poi?
Avete mai provato un amore speciale?
Vi  siete mai dati la possibilità di condividere la vita con un cane speciale, non fermandovi davanti al “come faccio a…?”
Be’, se foste i compagni di un cane speciale sapreste come fare: ve lo insegnerebbe lui!
Grazie a tutti quelli che non hanno paura di niente, nemmeno di amare e di essere ricambiati da un amore speciale. Grazie a chi condivide con noi questa fortuna, raccontandoci quanto normale e allo stesso tempo meravigliosa sia la vita con un cane speciale (perché vi assicuro che dopo un po’ non vi ricorderete nemmeno che il vostro Aussie è sordo o cieco o un incrocio delle due, perché vi entrerà dentro e non vi lascerà nemmeno più lo spazio per pensarlo).
Qui potrete trovare molte altre esperienze di vita vera con questi cani meravigliosi:  http://australianshepherdrescue.it/vivere-con-un-lethal-white-esperienze-di-vita-vera/

NONOSTANTE TUTTO QUESTO…

… non c’è al mondo una sola scusa valida per continuare a produrre cani con queste patologie.
Anche perché è verissimo che sono speciali: ma proprio per questo li adottano (in pochi!) solamente persone particolari. Tutti gli altri (la maggior parte: e sono tantissimi) langue in canile tutta la vita, diventando un soggetto ossessivo/compulsivo destinato a non vedere altro che sbarre intorno.
Non hanno contatti con nessuno che possa tirarne fuori le potenzialità, anzi, raramente hanno contatti umani in genere: il che iperstimola la già naturale diffidenza degli Australian Shepherd, esasperata oltremodo dalla loro disabilità. Non vedere o non sentire li rende più diffidenti e/o reattivi, il che fa pensare alla maggior parte delle persone che non siano affidabili o che siano addirittura aggressivi, anche se non lo sono minimamente: di conseguenza, continuano a languire in quelle maledette gabbie.
Soprattutto: questi cani NON SONO NATI COSI’ PER SFORTUNA, MA PER NOSTRO PRECISO, DEPRECABILE ED ASSOLUTAMENTE EVITABILE VOLERE, visto che è sufficiente non far accoppiare due cani merle per non metterli al mondo!
E aggiungo: il fatto che con tanta fatica e con molto lavoro un’Associazione fatta di pochi appassionati ponga rimedio alle stronzate di una manica di sedicenti “allevatori” (ma in realtà i soliti cagnari) NON giustifica la messa al mondo in maniera deliberata e conscia di cani che sarebbero potuti essere altrimenti perfetti, ma che sconteranno, invece, colpe non proprie per tutta la loro vita.
Loro non sono spazzatura e noi non siamo il vostro cestino.

Double Merle (doppi merle) o Lethal white – cosa c’è che non va con gli Aussie bianchi?

Un Australian Shepherd con un mantello prevalentemente candido come la neve sembra bello, ma da decenni tutti gli standard di razza sono stati stilati di modo che il cane con più di un terzo del manto bianco venga squalificato – il che significa che non può essere esibito nelle expo e che non dovrebbe essere riprodotto.
Per quale motivo? Gli Aussie il cui mantello risulta prevalentemente bianco sono il risultato di 2 diverse combinazioni genetiche. La maggior parte degli Aussie bianchi sono il risultato dell’accoppiamento di due cani merle.
Il merle è quella particolare colorazione patch-work (nera e grigia o fegato e camoscio) che contraddistingue questa razza. Quando un cucciolo eredita le due coppie del gene merle (ossia è omozigote per il gene merle), generalmente, il suo mantello risulta prevalentemente bianco. Non ha importanza di che merle sono (blue merle o red merle), non importa quanto merle hanno i genitori o quanta poca (o tanta) porzione di manto bianco abbiano, di quale razza siano e nemmeno che i genitori appartengano alla stessa razza.
Statisticamente il 25% dei cuccioli nati da 2 genitori entrambi merle saranno Doppi Merle (abbreviato MM e volgarmente chiamati lethal white).
Un’altra parte di Aussie bianchi sono i cosiddetti Pattern White (o mismark). Questi Aussie hanno semplicemente più bianco di quello che dovrebbero avere. Possono avere troppo mantello bianco, una parte della faccia (o entrambe) bianca o possono essere colorati in testa, ma non nel resto del corpo. Raramente possono essere completamente bianchi. La maggior parte delle volte nascono da cucciolate dove uno dei genitori è merle e l’altro solido, ma può succedere anche in altre cucciolate.
Talvolta è possibile prevedere che nascano cuccioli Pattern White basandosi sull’ammontare di bianco dei genitori, ma talvolta è una vera sorpresa.
Se il colore prevalentemente bianco del mantello fosse l’unica controindicazione, non ci sarebbero problemi. Sfortunatamente, la maggior parte di questi cuccioli sono anche ciechi, sordi o entrambe le cose.
Questa è la ragione per cui lo standard di razza squalifica i cani bianchi ed il motivo per cui gli allevatori responsabili non li allevano.
La vita, per un cane cieco o sordo, può essere difficile.
Sono handicap che non possono essere curati.
Talvolta questi cani tendono a pinzare, quando sono spaventati.
I proprietari di Aussie bianchi devono prendersi cura del proprio cane per tutta la sua vita – che può durare sino a 15 anni e oltre – per essere sicuri che il cane non si ferisca o non ferisca qualcun altro a causa di questa disabilità.
Perchè sono sordi e ciechi? I difetti agli occhi sono il risultato dello sviluppo improprio dei tessuti dell’occhio, mentre la mancanza di udito è attribuibile alla mancanza di pigmento nell’orecchio interno.
Affinchè tutti gli animali possano sentire, infatti, le cellule dei peli dell’orecchio interno devono essere pigmentate. Se non lo sono, le terminazioni nervose si atrofizzano nelle prime settimane di vita; il risultato è la sordità, totale o parziale.
Da sottolineare che non si può stabilire di che colore siano i peli dell’orecchio interno solamente guardando la parte esterna visibile delle orecchie del cane (compresi i peli vicini al canale auricolare). Il grado di sordità di ogni soggetto dipenderà da dove finisce il pigmento.
Per maggiori approfondimenti: http://australianshepherdrescue.it/articoli-sulla-salute-degli-australian-shepherd/ Consultate anche il nostro Gruppo FB: http://www.facebook.com/groups/213433855372932/

Oriana Zago, autrice dell’articolo, è  Presidente dell’Australian Shepherd Rescue Italia: www.australianshepherdrescue.it , a cui si può rivolgere chi desiderasse adottare un cane speciale come Logan (ma anche un Aussie “normale”).
Per approfondire la parte genetica e comprendere il meccanismo genetico che porta alle patologie descritte nei Doppi Merle, potete leggere questo articolo.

Nelle foto: Logan (Letal white, nato da due genitori merle) e Cowboy (Pattern white, nato da genitori “regolari”…ma purtroppo ogni tanto capita anche agli allevatori più seri. Ragione di più per non andarsi a cercare le grane apposta, accoppiando merle x merle!)