di CINZIA CALATI –  Tutto iniziò in una fredda domenica mattina di febbraio, quando girovagando con il mio piccolo Shaggy – il meticcio tutto pepe nella foto a sinistra, che era con me da circa due anni (oggi ne ha 11) – tra le bancarelle, mi fermai proprio davanti a quella dell’Enpa di Saronno (pessima idea!), proprio nel momento in cui esponevano il cartellone con i cuccioli di pit trovati da poco…carini …cucciolosi… tenerissimi…bellissimi…
Quando sono andata a vederla la prima volta (aveva 1 mese e mezzo) in pensione, era quella che correva avanti e indietro, senza guardare nessuno, ma proprio nessuno.
Tutte le altre sei sorelle erano accovacciate a terra, si facevano toccare e coccolare: lei no, niente e nessuno poteva distrarla dalla sua esplorazione della stanza .  Continuavo a chiamarla, ma niente . . .
Mentre tornavo a casa ero tristissima, in quel momento ho cominciato a pensare che forse (e dico forse) non era il cane per me (ma quanto mi sbagliavo!!!).
Il giorno che sono andata a prenderla per portarla a casa non ero emozionatissima: di più !!! Ero andata alla pensione con mia sorella, e meno male, altrimenti non sarei mai riuscita a tornare a casa!

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Ira oggi, a nove anni

Mi era venuto il dubbio che forse la cucciolina fosse la più terribile quando, al momento di andare, le sue sorelle erano tutte in braccio ai nuovi padroni: lei no, mai e poi mai! Lei a terra che si dimenava come una disperata, non si poteva tenere!
Il viaggio in macchina è stato forse il peggiore di tutta la mia vita, era incontenibile, continuavo a pensare “ma i cuccioli mica dormono sempre?”. Lei, evidentemente, no!
Non è stato difficile trovarle un nome che le calzasse a pennello (Ira).
Quando sono arrivata in casa e l’ho staccata dal guinzaglio sembrava di avere un diavolo della Tazmania impazzito. Io cercavo di riacchiapparla, ma niente: saltava sul divano, poi saliva le scale, il letto, il bagno…
Shaggy, avendo capito subito l’antifona, non se l’è cagata per niente e si è nascosto nella sua cuccetta, dalla quale è stato spodestato subito dopo – mia mamma era allibita (già non ama tantissimo i cani: poi lei, in quel momento, credo la odiasse).
Tant’è che la difficile convivenza non è durata molto e dopo pochi mesi sono andata a vivere da sola.
Ma siccome sono recidiva, la stessa cosa si è ripetuta anche con il nano pinscher (Tequila): stessa bancarella, stesse foto!

Tequila, pincher nano, 6 anni

Io sono la prima che dice: avere due cani o tre non fa nessuna differenza, dove mangia uno, mangiano due e mangiano tre… be’, ora so di dire una cagata megagalattica!
Tutte le mie convinzioni sul fatto:
– che il cane più anziano contribuisce nell’educazione del cucciolo,
– che tanto ero già più che rodata,
– che non poteva andare peggio di come era andata con il primo cane (non c’è MAI un limite al peggio),
– che tre cani non sono altro che la somma di un cane + 1 + 1…

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…sono state spazzate via in un secondo quando ho realizzato che:
– il cane più anziano non contribuisce all’educazione del cucciolo, bensì dà il suo prezioso contributo nell’insegnare al nuovo esserino tutto quello che non dovrebbe fare;
– tre cani non sono la somma di 1 + 1 + 1, ma sono tre piccole testoline pensanti, che hanno necessità e tempi diversi;
– quando uno di loro è stanco non è detto che necessariamente lo siano anche gli altri due;
– non è vero che i cuccioli passano la maggior parte del tempo a dormire, ma bensì occupano la loro giornata osservandoti per cercare di capire quali possono essere i tuoi punti deboli, per poi colpirti;
– comunque continuerai ad uscire con un cane solo per volta, quindi se prima la passeggiata era una sola, ora sono tre; solo che, quando rientri con l’ultimo, il primo uscito ormai si è riposato e pensa che sia di nuovo il suo turno;
– ora hai in casa una associazione a delinquere dove uno è la mente, uno il braccio e uno il palo;
– la coda che scodinzola impazzita, i salti di gioia, l’entusiasmo per un nuovo gioco, i musini che ti impietosiscono, i bacini, sono moltiplicati per  tre;
– in tutto questo tu però hai sempre e soltanto due mani!

Ho collezionato una lista talmente lunga di piccoli e grandi disastri che ormai non mi spaventa più niente.
Ora posso dire di essere quasi pronta per un quarto fratello, perchè credo che nessun cane possa mai superare la devastazione all’ennesima potenza di:
Shaggy (che fa il palo) + Ira (la mente) + Tequila (il braccio e la mente in seconda) presi da un momento di noia da colmare assolutamente.

Ognuno dei miei tre piccoletti a modo suo è unico e speciale, ma la Pit ha una marcia in più, quel qualcosa senza il quale non potrei vivere… e non importa se ha la faccia da bullo, perché il cuore è tutt’altra cosa.
Tantissime Sciuremarie pensano che io viva con un cattivissimo cane da combattimento che mangia i bambini per colazione, (forse perché quando passano davanti a casa mia si sentono leggermente osservate dalla vedetta che si vede nella foto qui a destra ? Mah! )
In realtà la mia è veramente una Superdog, in grado (se vuole e sottolineo solo se vuole) di fare qualsiasi cosa… tranne mangiarsi i bambini a colazione!
Devo essere sincera, non è stato tutto rose e fiori: in certi momenti ho pensato veramente di non farcela. Ma poi mi giro e vedo quella faccia da furbetta con quei grandissimi occhi verdi che mi guardano sorridenti, e lì non posso far altro che sciogliermi e riempirla di baci.
Sono sempre stata una compagna di vita anche fin troppo permissiva, ma mai neanche un momento mi pento di non essere stata più dura e inflessibile.
Grazie a loro sono una persona migliore con una sola certezza: li amo all’ennesima potenza ogni giorno di più, nonostante tutto.
E tra il “tutto” mi vengono in mente alcuni simpatici aneddoti:

– hanno eliminato tutti i miei fidanzati in un secondo (in fondo, mamma, che te ne fai di un uomo quando hai noi tre?),
– hanno fatto scappare a suon di baci tutti gli ignari visitatori che venivano a casa a trovarci;
– Tequila di notte fa gli agguati a Shaggy mentre dorme, poi si incazza e finiscono col litigare (ma vuoi mettere la noia mortale che altrimenti sarebbe una lunga notte passata a dormire e basta);
– Shaggy ha fatto diventare Tequila mezzo-orecchio staccandogliene un pezzo, e per ripicca lui ha adottato la stessa tecnica con gli altri due, in quanto nel “branco” bisogna essere tutti uguali;
– Tequila ha esplorato la lavatrice cercando di capire come funzionasse quello strano oggetto (peccato che poi non riuscisse più a uscire dal copripiumone in cui si era infilato e forse ci ha passato dentro tutto il giorno…);
– il giardino ormai non esiste più (ma vuoi mettere la gioia del tuo pelosino che ti ringrazia per avergli sistemato il giardino in modo da poterlo nuovamente riempire di buche!);


– ho dovuto staccare il telefono, visto che Tequila lo usava per chiamare i suoi fratelli in Bielorussa  e per parlare con mia sorella Giulia nei momenti in cui aveva bisogno di fare quattro chiacchere con qualcuno (NON sto scherzando!!!);
– ora so che le librerie dell’ Ikea resistono veramente a tutto, Tequila compreso che usa le mensole per fare allenamento di free climbing;

– rientri a casa e trovi i tuoi pelosetti che ridono, soddisfatti di aver passato una giornata proficua scavando un tunnel all’interno del divano (alla fine qualcuno doveva pur sacrificarsi per vedere cosa conteneva questo strano oggetto);
– passi due giorni a cercare di levare la pittura a smalto marrone dal pelo di Shaggy, il quale ha pensato bene di passare più e più volte tra le bacchette della ringhiera appena verniciata (giusto perché non si può non provare);
– le scarpe mangiate non si contano più;
– i giochi d’acqua lanciando le palline dentro le ciotole piene sono il passatempo preferito soprattutto d’estate e soprattutto dopo aver finito di pulire i pavimenti (vince ovviamente chi riesce ad allagare la casa per primo!) sempre sporchi di terra e fango;
– delle innumerevoli corse per casa cerando di acchiappare un componente del trio scappato dalla doccia mentre gli facevo il bagno ormai si è perso il conto;
– la velocità impressionante e l’entusiasmo con cui imparano tutto quello che NON dovrebbero fare;
– entri in bagno e trovi  Ira davanti alla lavatrice che guarda il cestello girare e girare e girare, in devota contemplazione, allora tu non puoi far altro che sederti a terra vicino a lei;
– cambiare canale alla televisione ogni volta che compare un animale a quattro zampe per evitare che il trio medusa si catapulti in bagno cercando l’intruso;
– uscire ad orari inconsulti per cercare di evitare il nonnetto con il cagnetto slegato (in 10 anni non sono mai riuscita ad evitarlo);
– la maggior parte delle passeggiate sono state delle mini corse a caccia di qualche piccolo animaletto peloso da rincorrere;
– Ira ha demolito la cancellata del vicino di casa nel tentativo di entrare nel suo giardino per conoscere il suo cucciolo di cane corso (il quale ovviamente non ci cagava per niente… e come dagli torto, quando davanti ti ritrovi una pit attaccata per i denti al tuo cancello con una padrona pazza che cerca di staccarla)

– il trio medusa ha preso bellamente in giro l’educatore cinofilo cercato con tanta passione per cercare di contenere l’infinita esuberanza (ragazzi al campo non erano bravissimi, DI PIU’!)
– Ira ha imparato ad aprire le porte quando tu vorresti chiuderla fuori in giardino per mangiare qualcosa con calma (ma quando! Dobbiamo condividere tutto) e ad aprire il cancello per poter fare gli agguati al labrador che passava sempre davanti a casa (chissà come mai non passa più);
– hanno imparato a suonare il clacson della macchina, quando rimangono 10 minuti da soli e vogliono che tu torni subito indietro (funziona sempre);
– non riuscire a fare un pasto senza qualcuno che piange disperato sotto il tavolo;

– litigare con tutti i cani che si incontrano mentre si è in macchina perchè è giusto riempirli di insulti;
– litigare con tutti i cani in generale, in ogni momento perchè fa bene a mente e corpo;
– convivere con tre piccoletti ladruncoli, ma guardandoli di nascosto non riesci a far altro che morire dal ridere e sperare di riuscire ad immortalarli in una foto.

La foto sotto li rappresenta al meglio… mentre sto preparando il tiramisù da portare a casa dei genitori del mio ex compagno, sento Shaggy che guaisce: quindi mollo tutto e salgo al piano disopra per vedere cosa era successo. Niente. Mah…va be’, torno giù quand’ecco che vedo Tequila che mi controlla e quella piccoletta ladruncola della Ira che infila la lingua nel tiramisù…che fare ora. . . . sgridarla? Ma và… meglio immortalarla in una bella fotografia!
Il tiramisù alla fine l’ho rifatto, ma non è stato mangiato da nessuno perché è finito addosso al mio compagno di allora, quando facendogli vedere la foto che avevo scattato ha detto: “sarebbe solo da prendere a calci nel culo per farle imparare un po’ di educazione, non pensare di far entrare a casa mia delle bestie del genere”).

Ora so di essere completamente pazza… ma nonostante tutto rifarei ogni cosa, anche la peggiore: perchè quando guardo negli occhi i miei piccoletti capisco che non ho bisogno di nient’altro per essere felice.

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36 Commenti

  1. Bellissimo,IO DI CANI NE HO 15, MI PIACE TENERNE UN PO’ SUL LETTO, COSì IL MIO COMPAGNO CI LASCIA GENTILMENTE IL POSTO E VA A DORMIRE IN UN’ALREA STANZA.

  2. Tutto vero, verissimo!
    Mi ci rivedo troppo, tranne che per la parte del fidanzato.
    Alla fine sono riuscita a beccarne uno peggio di me, e allegramente prosperiamo insieme dentro al nostro zoo domestico.
    Le nostre mamme inorridiscono, ma noi siamo felici.

  3. Bellissimo articolo! Brava. Traspare tutta la bellezza di vivere con più animali, ma anche la fatica che comporta….
    Peccato aver dovuto sprecare un tiramisù….. magari col senno di poi… un bel vaffa al tipo e il tiramisù si mangiava in compagnia degli amori veri…!!
    Non lo dite in giro… ma se noi beccassimo il lupone a slappare il tiramisu… gli chiediamo se possiamo unirci a lui…

  4. Allucinante!!
    In casa hai dei cani randagi che hanno presso possesso di te e della tua vita.
    Apri gli occhi un po’ di disciplina non può che fargli del bene.

      • Per versarmelo addosso immagino?! Ma che educazione… adesso capisco perché il comportamento di questi cani non vi scompone.

    • Lupetta…seriamente: a) i cani non sono randagi, visto che sono appunto “in casa”. Se voleva essere un insulto, era fuori tema e fuori luogo; b) se Cinzia è felice e i suoi cani sono felici…ma di che t’immischi? A parte l’evidente auto-satira insita nel pezzo (perché se le giornate di Cinzia fossero tutte come quella che ha descritto, si sarebbe già suicidata!), mi sembra che questa famiglia interspecifica abbia trovato un suo modus vivendi che piace a tutti e che soddisfa tutti. Quindi perché dovrebbero cambiare?

        • a) non era un insulto ma una constatazione in merito a quanto scritto, il fatto che vivano in una “casa” da voi stessa virgolettata, non significa molto visto il comportamento dei cani totalmente privi di disciplina, ricordo rubare il cibo, distruggere il divano e via discorrendo. Che poi questo sia avvenuto nel tempo non consola, perché i cuccioli fanno così, ma i cani adulti equilibrati (ansia da separazione non vi dice proprio nulla) ed educati molto meno.
          b) non è che io mi sono impicciata, non sono andata a casa sua a dirle come deve vivere è l’autrice del pezzo che mi ha fatto entrare lei in casa sua nel suo rapporto con i suoi cani tutto questo con il suo racconto. Se non gradiva pensieri dissonanti con il suo stile di vita non doveva pubblicare nulla, e voi con lei.
          E visto che me lo avete chiesto vi rispondo:
          che lei sia contenta del suo modo di vivere sono felice per lei, ci mancherebbe, fintanto che il suo stile di vita non danneggia gli altri naturalmente, tipo il suo vicino di casa al quale le pesti hanno distrutto la cancellata.
          Non si stupisca poi che le sciuremaria abbiano il terrore che le pesti si mangino i loro bambini, perché un cane per quanto buono ed educato è pur sempre un animale se poi non da retta manco al suo padrone ed ha la massa e la potenza di un pitbull è ovvio che io estraneo non mi fidi per niente.

          • Lupetta, mi pare che tu faccia un po’ di confusione tra commedia e tragedia greca. Ripeto, questo racconto è umoristico e mi sembra che l’abbiano inteso tutti come tale: indubbiamente i cani potrebbero essere più discipilinati, ma non mi sembra che siano belve né che possano intimorire nessuno. Non è che tu ti sia irrigidita nel momento in cui hai letto “pit bull”? Perché è l’impressione che mi ha dato quest’ultimo commento.

          • Visto che non mi fate replicare… alla vostra replica.
            Se leggeste con attenzione ci sono altre persone che non l’hanno trovato per niente divertente, immagino che anche queste facciano confusione…
            Le cose poi possono essere lette come si vuole, il pezzo non l’ho trovato divertente e non per i cani, ma per l’atteggiamento della padrona, nei confronti dei “guai” combinati.
            Siete esilaranti, non è possibile esprimere un pensiero discordate, pensiero idea personale che non è necessariamente deve essere condivisa.
            L’impressione che avete sul mio presunto irrigidimento sul pit bull mi fa morir dal ridere, ok non avete idea del mio passato coi cani, però l’atteggiamento che avete mi porta a credere che non siate seri e obiettivi nel considerare le potenzialità dei molossoidi, non basta dire che il cane non morde, basta anche solo una zampata o una spinta fatta in allegria per far cadere malamente un bambino piccolo una persona anziana, e mi sembra che non ci voglia della scienza infusa per capirlo ma un po’ di buon senso.
            E se vi stessero a cuore i cani, cerchereste di veicolare un cultura differente che porta anche chi non ama alla follia i cani al rispetto per gli stessi, consentendo così a chi li ama di non venir costantemente aggrediti e insultati da chi non li ama.

          • dicevo…
            che se vi stessero a cuore i cani veicolereste una cultura che consente a chi non li ama di non odiarli, e questo si ottiene con cani equilibrati ed educati, che rispondono al padrone e che non distruggono le cancellate altrui.
            Voi sostenete che questo fosse un articolo comico, io proprio non riesco a vederlo sotto questa luce. Che voi sosteniate che non siano belve lo capisco ma non capisco quando affermate che non possano intimorire nessuno… come fate a dirlo siete tutte le persone del mondo?!
            E se uno non ama i cani o peggio ne ha paura (altro che timore) e si trova davanti un cane che non risponde al padrone lo porta rapidamente dalla paura al terrore scatenando reazioni imprevedibili per sé e per il cane che non rispondendo al padrone fa come natura comanda… tutto davvero comico ed esilarante O.o

  5. uau che bella famigliola assomiglia alla mia! noi eravamo in 3 poi in 4 e poi beh in 5 e con 4 gatte che aiutano nei disastri tutti provenienti da diverse strade del mondo ma che hanno nel loro dna l’abilità di aprire porte, forni, forni a micronde e pure una gatta a cui piace farmi cucu da sopra la doccia mentre mi lavo! w le famiglie miste!!! =)

  6. Siamo tutti randagi prima di formare una famiglia, io ho 3 randagi, uno shiba e un ingeniere della Mitsubishi provenienti da Yukohama e un mix Hokkaido ken e Labrador che dal parco vicino a casa ci ha seguito fino a casa e si e` autoproclmato membro della famiglia. Loro hanno una randagia italiana, poi siamo diventati tutti una famiglioa, collaborativa secondo le proprie possibilita`.
    LA randagia italiana e` divenata la mamma, fa la pappa tiene in ordine e si preoccupa dei vestitini e dei giochi, l`ingegnere e` diventato papa` e li porta a spasso a vedere volpi aquile e scoiattoli e li fa giocare e li porta dal veterinario e guadagna pr sfamare tutti quanti, Maro e Yuki fanno la gaurdia alla casa posizionati sul sofa` o sul letto e hanno la responsabilita` del buon umore in famiglia e di farci conoscere gli altri abitanti del quartiere e di attirare clienti alla PAdellina (il piccolo ristorante di pasta italiana) Insomma si lavora tutti insieme e si gioca tutti insiema tutti noi ex randagi ora felici

  7. Ma sinceramente non lo trovo così divertente, anzi mi fa pure un po’ di tristezza, ho sempre vissuto e vivo tutt’ora con dei cani, esseri della quale esigo la presenza, ma certe situazioni non le ho mai vissute. Due sono le cose, o sono stata molto fortunata, oppure la disciplina e le regole, aiutano a una convivenza più sana. Naturalmente è un opinione personale e opinabile, cosi come lo è il pezzo da lei scritto, perciò nel momento in cui si rende qualcosa pubblico, ci si deve aspettare e accettare pure le critiche, pur non condividendole.
    Poi contenta lei contenti tutti, per fortuna se li tiene pure così, c’è chi invece non lo fa, e i nostri canili STRASATURI ne sono la palese dimostrazione. 🙂

    • E se invece lei piuttosto di metterli in canile abbia fatto questo “sacrificio” (faccio per dire, ma giusto per usare una parola che fa capire che, come ha detto l’autrice, non è stata sempre una passeggiata) non è da ammirare? O piuttosto di avere un cane indisciplinato (che poi questo non possiamo capirlo, visto che non conosciamo la vera situazione perchè questo è, di fatto, un racconto abbastanza umoristico) preferisci che li portino tutti in canile perchè secondo te così non si può vivere?

      Ragazzi, non va mai bene niente a nessuno (detto in generale a tutti quelli che nei commenti hanno presupposto uno vita d’inferno).

      • Quindi non si può avere un opinione contraria? Io personalmente preferisco la disciplina, poi ognuno è libero di comportarsi come meglio crede.
        Oltretutto dove c’è scritto che “preferisco” che li portino nei canili se indisciplinati? Lo sta deducendo Lei, in base a cosa? al fatto che abbia detto che che i canili sono STRASATURI perché troppe persone alle prime difficoltà li lasciano? Non mi metta in bocca parole, e pensieri che non ho sviluppato, se deve argomentare le faccia su ciò che ho scritto, come ho fatto io per esempio, per questo racconto. Ho dato il mio giudizio in base a ciò che ho letto, non in base a quello che potrebbe essere. Se poi lei nelle mie parole vuole leggere un suo film, faccia pure, c’è libertà di espressione… ops, forse per lei no.

        • Non ho detto che non ci può essere libertà d’espressione, ma si è espressa (vuole che si diamo del lei? A me dia pure del tu) su un fatto per cui non ci è dato esprimerci. Chi non ha convissuto con i guai causati dal proprio cane? Se proprio vogliamo dirla tutta, secondo me si, è stata in parte fortunata se i suoi non glieli hanno combinati. Qui poi stiamo parlando di 3 cani contemporaneamente, di cui uno, come ci ha messo al corrente l’autrice, è evidentemente un po’ scalmanato degli altri e anche con un addestratore non sono riusciti a calmarlo (che poi se è il carattere poco di ha da cambiare!). In più nel racconto lei ci ha raccontato solo i guai, esagerandoli con un po’ di umorismo, di una situazione che va avanti anni (visto l’età dei cani), quindi non dovremmo subito pensare che questa sia una situazione che si presenta ogni giorno sennò, come ha già commentato Valeria, penso si sarebbe già suicidata da un pezzo.

          Dopo questo mi scuso se ho esagerato la parte del canile, non avevo inteso la funzione dello smile alla fine frase, che forse dove essere intesa con più leggerezza.

          Peace & Love 🙂

    • be, però un conto sono è quando il cane è indisciplinato e i padroni sono disperati per questo; un altro quando i cani sono indisciplinati e il padrone non si limita a rassegnarsi, ma semplicemente non vede alcun problema nell’avere cani indisciplinati.
      In fondo comunque anche parlare di disciplina in generale è molto vago, ad alcuni basta solo che il cane impari a fare i bisogni fuori, altri vogliono anche che non salti addosso agli ospiti, non mendichi né rubi cibo, non abbai troppo, e poi ci sono anche mille vie di mezzo… magari per l’autrice dell’articolo un cane è disciplinato quando smette di fare i bisogni in casa, e il resto non le importa! 🙂

  8. E’ un gran bel racconto. Secondo me ha voluto calcare un po’ la mano sui lati buffi della incontenibilità dei cani anche per mettere un po’ in guardia chi si commuove davanti alle foto dei cuccioli e ne prenderebbe 100.
    Ovviamente ci saranno le serate sul divano a leggere un libro e farsi scaldare i piedi dai cani, la felicità di rientrare a casa e ritrovare il branco, gli amici cinofili che non ti hanno escluso dai contatti solo perché hai un comitato di benvenuto in casa che è un po’ invadente e un sacco di cose positive.
    Ma credo (credo, perché per ora, e purtroppo, ne ho solo 1) che avere più cani (specie se “tosti”) non sia una passeggiata ed è giusto vedere tutti i punti di vista.

  9. Io credo che Noto sia un persona fortunata coi cani e certo la fortuna e` aiutata dalla disciplina immagino ma in gran parte di fortuna si tratta, ora ho due cani trovati adulti (5 e 10 anni) che non si sentono, a volte in casa e` come non ci fossero tanto sono tranquilli, non fanno casino, non combinano guai, abbaiano quando arriva qualcuno ma e` il loro lavoro e insomma non danno il minimo disturbo. Ma mi sono anche capitati cani casinari in passato che una ne fanno e 100 ne pensano, e non credo fosse neanche questione di disciplina ma proprio di cani “creativi” che fanno cose imprevedibili. Certo ritornare a casa ad esempio e trovare i mobiletti della cucina tutti aperti con il sacchetto dello zucchero sfasciato, lo zucchero mangiato e i resti sparsi per tutta la casa e sul cane, il quale presumo soddisfatto dell`impresa ci sia sia rotolato dentro non e` il massimo ma non avrei mai pensato che si sarebbe studiato il furto dello zucchero quindi non avevo preso provvedimenti…e questa e` una dell 1000 che mi ha combinato Bilbo negli oltre 10 anni che e` stato con me ma me lo sono tenuto fin che e` diventato vecchissimo e magari ce lo avessi ancora con tutto lo zucchero sparso per terra!!! I cani hanno caratteri diversi noi abbiamo caratteri diversi, la soglia di tolleranza sicuramente e` diversa in ogniuno di noi ma, a mio parere, sarebbe auspicabile che fosse alta nel maggior numero di persone possibile. Allora si vivrebbe meglio e piu` felci, persone e animali

    • Il mio definirmi fortunata era molto ironico… i miei cani sono educati, perché prima di subito ho iniziato con un educazione ferma e intransigente, aiutata da un ottimo educatore, che mi ha insegnato cosa fare e cosa NON fare. Per me un cane che si azzarda a prendere cibo, è un cane che non ha ben chiaro il ruolo che gli compete, nè la sua posizione all’interno del branco misto. Detto questo, ripeto ognuno è liberissimo di convivere come meglio crede con il proprio animale, e non è questione di fortuna, ma questione di COME ci si pone nei confronti dell’animale, se così non fosse, i cani disastrati perché educati in maniera non idonea, non potrebbero MAI essere recuperati, invece, basta cambiare determinate cose e ci si ritrova con un altro cane, la storia di Bruto ora Raùl dovrebbe essere una dimostrazione di ciò. La fortuna una persona se la crea.

  10. Si per fortuna si ha la possibilita` di vivere in tante maniere, io il mio cane casinaro non lo avrei cambiato con nessun altro al mondo, neppure quando si e` ubriacato con le pesche al marsala dopo essere non socome riusito ad aprire il frigorifero ma adesso vivere con due cani che qualcuno prima di me ha educato all`inglese (e poi forse lui forse qualcun altro ha abbandonato) effettivamente e` rilassante. Non so pero` se hanno ben chiaro il ruolo che gli compete, non credo, e comunque non mi incazzerei se rubassero la bistecca.
    Insomma tanti casi tante fortune! L`importante in fondo e` amare i propri cani e allora saranno anche loro felici, educazione o no.

  11. Dopo aver letto tutti i commenti… io personalmente non avrei nulla da ridire sulla condotta dei cani dell’autrice, se a lei va bene così… ricordiamoci che collaborare con il capobranco, avere una posizione gerarchica fissa e sicura all’interno del branco, fare attività fisica e mentale sono bisogni del cane, ma imparare regole comode agli umani no! Chiaramente non voglio dire che sia ingiusto educare i cani, anch’io i miei cani li ho educati bene perché è l’unico modo per portarli ovunque con me; però bisognerebbe evitare di prenderla in modo eccessivamente serio, i cani sono cani e si comportano da cani… qualche incidente va SEMPRE messo in conto, evitando di arrabbiarsi troppo per quello che è successo (e parlo per esperienza…)!

  12. I cani sono cani e si comportano da cani, ma vivono in una società umana, quindi? ma che discorsi sono? educare non vuol dire arrabbiarsi.. se poi distruggere la cancellata del vicino è una cosa da niente, non avete la minima idea di cosa sia il rispetto per il prossimo,e non faccio fatica a capire perché ci sia cosi tanta gente intollerante nei confronti dei cani!

    • Infatti come dicevo poco piu` su, se la gente fosse un po` piu` tollerante verso cani non proprio perfettamente educati, bambini rompicoglioni al ristorante, gente che ti frega il parcheggio, fumatori dove non dovrebbero, vicini che a luglio trombano con le finestre aperte esternando a tutto il vicinato…insomma se si fosse un po` piu` tolleranti verso le situazioni che non sono proprio come dovrebbero essere si vivrebbe meglio e ci si potrebbe permettere di fare ogni tanto qualcosa sopra le righe senza subito venire crocifissi in sala mensa. Sarebbe cosi` piu` rilassante …

  13. Io trovo poco comico il fatto che si stacchino le orecchie a vicenda e che debbano essere portati a passeggio uno alla volta; la padrona di questa allegra combricola dovrebbe quanto meno immedesimarsi in un estraneo a spasso col cane, che non conoscendo la sua esuberante cagnolina, la vede aprire il cancello di casa e scapicollarsi fuori con non si sa quali intenzioni.
    In questo modo certe persone insofferenti ai cani potrebbero sentirsi autorizzate a fare cose a danno di tutti cani della zona (ad esempio bocconi avvelenati).
    Quando porto in giro i miei due cani, sempre al guinzaglio e con sacchetto per le deiezioni a portata di mano (un contenitore per ogni guinzaglio), ricevo occhiatacce perché altri invece lasciano passeggiare il cane per via da solo e ovviamente non dotato di palettina, come se fossero tutti cani miei.

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