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Il VERO Standard del…Setter Gordon

di VALERIA ROSSI – ASPETTO GENERALECane che ha della classe, costruito per il galoppo, e che può essere paragonato, per la sua costruzione, al cavallo da caccia (Hunter) capace di portare pesi.
Essendo nero focato, per le Sciuremarie è fatto a Rottweiler (come il Labrador nero, peraltro). E infatti la prima cosa che chiedono (a meno che non abbiano già alzato la polvere fuggendo) è: “Ma questo cane morde?”. A quel punto sulla testa del cane appare il fumetto con scritto: “No, questo cane si fa i cazzi suoi. E tu?”.
Perché il Gordon di classe ne ha davvero tanta, ma quando ce vo’ ce vo’.
In realtà io avrei qualcosa da chiedere anche ai redattori dello Standard (qualcosa tipo: ma chevvesiete fumati?). Perché insomma, d’accordo che è un po’ più solido e tracagnotto degli altri setter: ma somigliare a un cavallo? Sarebbe forse ora, dopo un centinaio d’anni, che la cinotecnia cominciasse a camminare con le sue gambe, anziché continuare a clonare termini e paragoni dall’ippologia.

NOMI ALTERNATIVI: non frequentando molto i ring dei cani da caccia, e non conoscendo neppure molti Gordon (perché ce ne sono davvero pochi, ed è un gran peccato), non ho avuto modo di sentire molti nomi alternativi. Però, tra quei pochi, brillano come fari nel buio della cinofilia un “Otto Sette” e un “Gordon Flash” (anzi, a dire il vero, DUE).

COMPORTAMENTO – CARATTERE – Per lo Standard è: “Intelligente, capace e dignitoso. Audace, estroverso, di temperamento gentile ed equilibrato”.
Come lo Standard è lapidario: e in questo caso anche un po’ contradditorio.
E’ audace o equilibrato? Estroverso o dignitoso? Sono cose sono un po’ in contrasto tra loro, eh! Sembra quasi che a scrivere questo Standard fossero in due: uno che pensava al cane a caccia e l’altro che pensava al cane in famiglia, o sul ring delle expo. Perché in effetti ci sono due cani dentro ognuno di questi setter:  il dottor Gordjekyll e Mr. Gordhide.
Quando è impegnato sul lavoro, il Gordon è effettivamente un cane audace, capace, che non si ferma davanti a nulla: l’unica cosa che non fa è andare a trecento all’ora, che naturalmente è l’unica cosa che vorrebbero i cacciatori. Perché a loro non interessa mica che il cane serva a qualcosa: l’importante è fare le gare a chi la spara più grossa. I pescatori fanno a chi ce l’ha più lungo (il pesce, sia chiaro) e i cacciatori a chi ce l’ha più veloce (il cane).

Quello che poi succede in realtà è che il setter inglese o il pointer, che “vanno come il vento”, fermano tre colline più in là rispetto alla posizione del cacciatore; il quale, mediamente, è un signorotto con la pancetta di età media variabile tra i  55  e i 70 anni. Il cane potrà anche andare come il vento, per carità: ma lui, al massimo, va col Ventolin.
Non si capisce, quindi, perché l’atteggiamento del cacciatore medio, quando vede un Gordon, sia: “Ahhhh…di questi ne viene buono uno su mille!
Il che è anche vero, perché:
a) la razza è assai poco diffusa nell’ambiente venatorio e sono proprio mosche bianche i cacciatori che la scelgono;
b) di Gordon che vanno come un Setter inglese (sinonimo di “buono”, per il pirl-cacciatore)  ce c’è davvero uno su mille: e meno male, perchè un Gordon che va come un Inglese è un Gordon malriuscito. Sarebbe come dire che gli Alaskan Malamute “buoni” sono quelli che trainano le slitte a velocità da record: ma se un Malamute trainasse così velocemente sarebbe un Husky… e quindi un pessimo Malamute.
Ma potremmo andare avanti per ore a raccontare quella dell’uva: il fatto è che ormai per il cacciatore (e per il setterista in particolare) “buono” è sinonimo di “veloce”, punto e basta: il grandissimo naso del Gordon, la sua cerca meticolosa e soprattutto l’eccellente collegamento con il conduttore passano in secondo piano.
Poi a me può fare solo piacere, sia chiaro: se il cane ferma a dodici chilometri da te, sarà difficile che tu spari a qualcosa, e per me meno si spara e meglio è. Però, se vuoi andare a caccia per portarti a casa il pranzo, forse con un  Gordon hai più possibiità che non con Usain Bolt.

Ma adesso lasciamo perdere la caccia (tanto so bene che non convincerò mai nessuno) ed esaminiamo questo setter come cane da famiglia: perché la cosa buffa è che i cacciatori non lo vogliono perché pensano che vada troppo piano, e le famiglie non lo scelgono perché pensano che vada troppo forte.
Insomma, pensano che essendo un cane da caccia debba per forza fare chilometri pancia a terra tutti i santi giorni, che sia un cane che si allontana, che scappa, che fa chissà quali casini. Invece no.
Il Gordon è un ottimo cane di casa, molto adattabile e facile da educare/addestrare. Leggete un po’ cosa mi ha risposto l’allevatrice Daniela Ferrari, quando le ho chiesto com’erano questi cani in famiglia:

“Sono davvero fantastici! A due mesi, al primo richiamo, arrivano; subito, imparano velocemente, difficilmente abbaiano (e direi che per il vicinato è un bel punto a favore!). Maturano lentamente, non sono completamente adulti fino ai tre anni: ma l’unico periodo critico è quello che va dai sei mesi a un anno. Lì’ sono piuttosto vandali (i miei vasi da fiori ne sanno qualcosa!): dopo, però, sono cani docilissimi. Le femmine dopo il primo calore cambiano completamente, sono delle vere signorine, molto tranquille e dolci, mentre i maschi rimangono degli eterni bamboccioni. Il mio maschio Chaos ha quasi 2 anni, ma lui penso che sarà un eterno bambino. L’estate scorsa, quando avevamo i cuccioli, per lui è stato un periodo meraviglioso: credeva di essere al parco giochi, non faceva che baciare i cuccioli e anche quando erano molto piccoli lui portava sempre tutti i suoi giochi nella cassa parto aspettando che qualcuno giocasse con lui”.

Non so a voi… ma a me questa descrizione farebbe già venir voglia di portarmi a casa almeno due o tre cani (sì, lo so che mi succede pressoché con tutte le razze: ma lo sarà simpatico, un tipo come Chaos?).
Comunque, attenzione! Facili da addestrare lo sono, è vero: ma solo se tutto gli viene insegnato sotto forma di gioco.
Questo è il classico cane assolutamente perfetto per chi ama l’approccio gentile: sensibilissimo, non è assolutamente adatto a chi usa metodi troppo duri (e purtroppo molti cacciatori sono abituati al classico “pugno di ferro”, a cui il Gordon risponde con l’altrettanto classica “pernacchia di velluto”, vedi foto a destra).

TESTA: più profonda che larga. La distanza dall’occipite allo stop è più grande di quella dallo stop al tartufo. Le regioni sotto e al di sopra degli occhi sono asciutte.
Così la Sciuramaria pensa che il Gordon sia un cane che non piange mai. O che non ama bagnarsi (non è vero! Adora l’acqua e gli piace entrare in fiumi, mare, piscine…tutto va bene, anche perché è un eccellente nuotatore) .

Ovviamente lo Standard intende dire che queste regioni non devono avere pelle lassa o grasso sottocutaneo, ma questo interessa solo i giudici di esposizione: a chi stesse facendo un pensierino sulla razza, invece, ricordiamo che la testa di questo cane è un vero cartone animato ambulante. Non solo ha quei bellissimi  labbroni che, a seconda di come li mette, gli possono dare l’aria da spernacchiante (vedi sopra), sbuffante, cane-ENPA-alla-disperata-ricerca-di-qualcuno-che-lo-sfami eccetera eccetera. Ha anche delle fantastiche…

ORECCHIE, che lo Standard definisce “di media misura e sottili. Attaccate basse pendono appoggiate contro la testa”.
Ma il bello arriva quando NON pendono! Per esempio, quando il cane corre e sembra che debba decollare da un momento all’altro come Dumbo. Poi, vabbe': quando pendono, morbide e frangiate come sono, fanno la gioia assoluta di tutte le sciure spupazzatrici di orecchie (sottoscritta in testa). Come si fa a non dirlo, in uno Standard serio? Sarà perché i Giudici normalmente non spupazzano le orecchie dei cani: ma dovrebbero. Non sanno cosa si perdono.

OCCHI: “Marrone scuro e brillanti. Né infossati, né sporgenti, ma posizionati giusto sotto le arcate orbitali. Hanno un’espressione vivace e intelligente”.
E mica solo quella.
Tanto per cominciare, il Gordon ha occhi molto, molto parlanti: e di espressioni, a seconda del momento, te ne sciorina una quantità infinita. Però questo è comune a molte altre razze: mentre l’espressione più tipica del Gordon, che si intuisce abbastanza dalla foto del cucciolone a sinistra (anche se una foto è statica e quindi non rende bene la complessità della cosa), è quella da: “Okay, discutiamone”.
Lo avete sgridato perché ha combinato qualcosa di sgradito? Vorreste insegnargli qualcosa, ma non vi siete spiegati abbastanza bene? Lui vi fa quella faccia lì e quegli occhi lì: che da un lato sono gli occhi di un cane paziente, che pensa “ma quanto è scemo, questo?” ma è troppo buono per dirvelo in faccia, e dall’altro sono quelli di un cane “aperto al dialogo” (non mi viene una frase meno antropomorfizzata). Insomma, quando capisce di non avervi proprio fatti felici, lui si aspetta che gli spieghiate meglio cosa deve fare.

Ce l’ha già da cucciolo, questa faccia qua: e da adulto la perfeziona sempre più. In linguaggio un po’ più tecnico, la sua è l’espressione di un cane estremamente collaborativo, dalla docilità altissima. Questo è uno dei motivi per cui (a differenza degli altri setter) è capace di mantenere un ottimo collegamento sul lavoro, che si traduce poi in un’ottima risposta al richiamo nel cane da famiglia. Il Gordon (sempre nei limiti del suo essere cane da caccia, ovviamente! Perché lo è e non bisogna dimenticarlo) è un tipo che difficilmente scappa, che non si allontana troppo, che è sempre lì pronto a ricevere istruzioni.

BOCCA: per lo Standard: “Labbra non pendule: i bordi delle labbra sono nettamente delineati. Mascelle/Denti: le mascelle sono forti e presentano una regolare, perfetta e completa chiusura a forbice, cioè con gli incisivi superiori che, a stretto contatto, si sovrappongono agli inferiori e sono impiantati perpendicolarmente alle mascelle“.
Tutto ciò, a cosa serve?
Be’, a masticare. Mi pare ovvio.
Ascoltiamo ancora Daniela Ferrari, che faticava moltissimo a trovare aneddoti di marachelle riguardanti i suoi Gordon (testuali parole sue: “Prima avevo un bassethound, e potrei scrivere un libro su furti e marachelle combinate da lui. Ma sui gordon, davvero, ho pochissimo da dire…”).
Poi qualcosa  le è venuto in mente:

I danni che mi hanno fatto sono tutti concentrati nell’età critica (dai sei mesi all’anno): però Diana, per esempio, in quel periodo ha avuto una vera passione per i vasi. Il mio moroso aveva il pollice verde, ovviamente aveva perché nel mio giardino adesso fa fatica a crescere anche l’erba; però per molto tempo  lui ha continuato ad addobbare il giardino con fiori e piante che puntualmente venivano scavati e sparsi per tutto il prato. Una volta abbiamo trovato anche una pianta grassa con delle spine enormi completamente masticata. In pieno inverno, non avendo più vasi di fiori a disposizione, si è divertita a staccare tutti i rami della nostra povera magnolia, che con una voglia di vivere fuori dal normale a primavera ha avuto il coraggio di sbocciare di nuovo. Lei è stata anche l’unica di tutto il gruppo a mangiarmi un paio di scarpe… direi la cosa più grave che un Gordon possa fare!
Chaos invece, il mio eterno bambino, amava sgranocchiare il legno:  in un pomeriggio mi ha limato completamente tutto il bordo del tavolo da giardino. Le sedie si sono salvate solo perchè avevo avuto la bella idea di metterle in cantina. Inolte ha trasformato una cuccia in un moderno openspace: infatti un giorno, al ns rientro, abbiamo trovato la cuccia completamente aperta. Erano rimaste integri solo i 4 angoli portanti, tutto il resto era stato tritato.

ARTI:  qui lasciamo perdere lo Standard, che parla di arti dritti, forti, muscolosi eccetera eccetera: facciamo invece un discorso serissimo, perchè il Gordon è un cane che va particolarmente soggetto alla displasia dell’anca. Ovviamente questa patologia ereditaria si può tenere sotto controllo lastrando tutti i riproduttori e accoppiando solo quelli esenti: ma per quanto il Club si stia dando da fare per sensibilizzare gli allevatori, ci sono ancora molti privati/cacciatori che fanno accoppiare cani senza le lastre ufficiali. Pertanto, solito consiglio (no, non mi sono ancora stufata di ripeterlo, e mai mi stuferò. Rassegnatevi): prima di comprare un cucciolo, anche se questi in particolare hanno un musetto che grida “portami a casa con te!”, chiedete informazioni precise sullo stato di salute dei genitori, anziché chiedere solo il prezzo. Perché quando quello vi sembra troppo alto ci riuscite benissimo, a staccarvi –  se pure a malincuore – da quei musetti adorabili. Bene, imparate a staccarvene anche se i genitori non sono lastrati: è sicuramente un modo più intelligente di fare il bene di una razza, oltre che delle vostre tasche.

CODA: diritta o leggermente a scimitarra: non deve superare il garretto. E’ portata orizzontalmente o sotto la linea del dorso. Spessa alla radice, va assottigliandosi in una punta fine. Le frange o bandiera partono vicino all’inserzione della coda, sono lunghe e diritte e diminuiscono di lunghezza fino all’estremità.
Aggiuntina: la coda del Gordon non è una “codona” particolarmente ricca né troppo appariscente. Presenta anche frange meno lunghe e meno appariscenti di quella dell’inglese o dell’irlandese. Peeeeeeerò… abbiamo detto, sopra, che il Gordon ama moltissimo l’acqua, ricordate? Bene, quando esce dal lago, dal fiume o dal mare…fate molta attenzione alla coda! Perché funzionerà esattamente come un irrigatore per il prato, lavandovi dalla testa ai piedi anche dieci minuti dopo che il cane si sarà scrollato e voi penserete che sia diventato innocuo. Infatti il mantello lo sarà: ma la coda NO!

CONCLUSIONI: il setter Gordon è davvero un cane tutto da scoprire. E’ il grande incompreso della famiglia dei setter, laddove il cane da lavoro per eccellenza è considerato l’inglese, e quello da bellezza l’irlandese. Il Gordon passa un po’ per il “cugino di campagna” dall’aspetto un po’ grezzo, buono un po’ a tutto ma davvero abile in niente: una specie di parente povero, per di più con i colori da kanekattivo. In realtà questi sono pregiudizi belli e buoni, che limitano la diffusione di una razza veramente capace di dare moltissimo. Se siete cacciatori, ovviamente, ve ne infischierete di quanto ho detto fin qui: ma se NON lo siete, vi invito a considerare davvero questo cane come cane da famiglia. Perché è vero che dico sempre  (obtorto collo, vista la mia “simpatia” per la caccia, ma lo dico) che i cani dovrebbero fare quello per cui sono nati: ma quando i pregiudizi prendono il sopravvento e si rischia di veder finire nel dimenticatoio una razza speciale come questa, allora tutto diventa lecito pur di ridarle dignità e diffusione. Quindi, se per caso siete in cerca di un cane buono, docile, “facile”, mai aggressivo, amichevole con gli altri animali… non rimanete fissati solo sui classici labrador e golden (anch’essi cani da caccia, peraltro…), ma ricordatevi anche di questo signore rosso e nero. Che…ecco, se io posso trovargli un difetto, data la mia fede bianconera, è proprio quella di avere un mantello un po’ troppo milanista.
Ma è davvero l’unico che riesco a trovargli.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto e tiene diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI). Da settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) è tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO).