di VALERIA ROSSI – Mi sono fatta una sana risata, qualche settimana fa, leggendo l’email di un nuovo lettore che aveva appena “scoperto” questo sito-rivista e che, dopo avermi fatto un sacco di complimenti, scriveva (le parole non sono proprio queste, ma il succo sì): “Non avevo mai letto niente di tuo, perché – essendo tu italiana – non ti avevo filato di pezza”.
Mi sono veramente divertita, anche perché qualcuno, tempo fa, mi aveva detto “Se firmassi i libri e gli articoli come Valery Red, a quest’ora saresti più Guru tu di tutti gli altri messi insieme” (e prontamente mi sono fatta il personaggio con questo nome…ma sul giochino di Facebook dei Sims!): però l’argomento non è soltanto scherzoso. Anzi, è piuttosto serio.
A prescindere dal fatto che i Guru, notoriamente, mi fanno venire le bolle e che quindi non aspiro minimamente ad impersonare tale figura (anzi, la mia vera aspirazione, anche con questo sito, è quella di stimolare lo spirito critico e di contrastare i ciechi servilismi “settari” che caratterizzano soprattutto il lato “educazione-addestramento”), è un dato di fatto che:

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a) consideriamo “oro colato” tutto ciò che arriva dall’estero (principalmente da America ed Inghilterra, considerati Paesi dalla cinofilia evolutissima);
b) consideriamo degno di interesse tutto ciò che arriva dalla TV (e ancora non abbiamo imparato, in cinquant’anni, che la TV è finzione al 95%…);
c) tendiamo a schifare tutto ciò che è “nostrano”, in netta controtendenza con tutti gli altri Paesi del mondo che invece sono di un campanilismo perfino eccessivo, a meno che non abbia l’avallo di qualche “personaggio” straniero.

Proprio ieri ho ricevuto una email pubblicitaria da un produttore di prodotti enogastronomici, con un articoletto che se la prendeva con la Juventus perché ha festeggiato lo scudetto a champagne francese anziché a spumante italiano.
Al di là del fatto che la polemica potesse essere un filino sterile (presumo che lo champagne non sia stato comprato, e forse sarebbe bastato che una ditta vinicola italiana sponsorizzasse la squadra per vedere inquadrato uno spumante italianissimo…), non ho potuto non pensare che i redattori dell’articolo avessero ragione quando scrivevano “Non si sarebbe certamente vista la stessa scena negli spogliatoi del Marsiglia o del PSG”.
E’ sicuramente verissimo.
Piuttosto che festeggiare a spumante, credo che una squadra francese avrebbe rinunciato allo scudetto: perché loro, della loro produzione, vanno giustamente fieri.
Noi, al contrario, ce la tiriamo tanto con il “made in Italy”, ma poi siamo sempre e comunque pronti ad accettare a braccia aperte e a guardare con somma riverenza tutto ciò che “viene da fuori”. Anche quando siamo MOLTO più bravi di loro.
In cinofilia il fenomeno è veramente impressionante: un po’ meno nel campo dell’allevamento, dove in qualche caso siamo riusciti ad imporci (in alcune razze l’eccellenza è indubbiamente italiana, anche se – assurdamente – non lo è proprio per le razze italiane, che non siamo mai stati capaci di valorizzare come merititavano!)…ma immensamente di più nel campo dell’educazione-addestramento-terapie comportamentali, dove pendiamo letteralmente dalle labbra di gente che, in moltissimi casi, vale molto meno di noi.
Ma non solo: perdiamo giornate intere a disquisire sui metodi di Tizio o Caia (anzi, di John o Mary!) quando queste persone lavorano in altri Stati, a migliaia di chilometri da noi, mentre rarissimamente ci confrontiamo sui cinofili di casa nostra (e se lo facciamo, ci scanniamo).

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Esiste una pagina di Facebook (alla quale mi sono iscritta anch’io) che si chiama “Contrari ai metodi di Cesar Millan”.
Mi ci sono iscritta, d’impulso, perché sono effettivamente contraria ai suoi metodi – ritenendolo un incompetente – e perché mi scoccia che un incompetente che fa uso costante di violenza appaia in una trasmissione TV (finché le trasmissioni le fanno gli incompetenti innocui, che magari blaterano di aria fritta  ma che non scalciano né impiccano cani in diretta, l’effetto emulazione mi preoccupa molto meno)… però non partecipo quasi più. Perché mi chiedo: “Ma cosa scriviamo a fare, su questa pagina?”
Ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli, dicendoci l’un l’altro “Noi sì che siamo buoni e bravi, mentre lui è cattivissimo”: ma ce lo diciamo in italiano (lingua che Millan non conosce), su una pagina che lui non leggerà mai.
A che caspita serve?
Non serve neppure protestare con Cielo o con altri canali che lo trasmettono, visto che le televisioni NON sono fatte da cinofili e che badano – come è noto – esclusivamente all’audience. Millan ha funzionato in America (proprio perché, l’ho già detto ma lo ripeto) la cultura cinofila media americana sta messa ancor peggio della nostra, quindi viene trasmesso anche da noi. Fine. E’ lo stesso identico meccanismo per il quale ci sorbiamo i rifacimenti di tutti  telequiz americani (da “Lascia o raddoppia” in poi!), comprese cose che proprio nun se possono guarda’…nonché uno sproposito di telefilm americani, alcuni dei quali da noi floppano clamorosamente solo perché, tutto sommato, siamo un po’ meno ingenui e boccaloni dell’americano medio.
Le pagine anti-Millan, insomma, lasciano il tempo che trovano: al massimo servono per uno sfogo personale e assolutamente autoreferenziale, senza alcuno sbocco pratico (anche perché lì c’è solo gente che la pensa nello stesso modo, quindi autoreferenziale all’ennesima potenza).
In compenso non ho mai visto pagine “contrarie ai metodi di Franco Rossi” (al posto del nome fittizio metteteci pure qualsiasi nome di addestratore macellaio italiano che conosciate…e lo dico soprattutto a coloro che sugli addestratori sputano veleno a tutto spiano, sostenendo che sono tutti macellai. Un nome e cognome ce l’avrete, no? Perché non lo criticate pubblicamente, spiegando cosa fa di sbagliato? Forse perché Cesar Millan sicuramente non vi legge, e “Franco Rossi” magari sì?).
Eppure pagine che mettono in discussioni metodologie e personaggi italiani avrebbero un’utilità reale: intanto permetterebbero il confronto (anche perché non è obbligatorio scannarsi, insultarsi e prendersi a querele in faccia, anche se è diventato di gran moda), ma soprattutto consentirebbero alle persone che si avvicinano allo sport cinofilo di fare le proprie scelte, valutando accuse e anche difese.
Se Franco Rossi fosse in grado di motivare le proprie scelte, potrebbe acquisire clienti: se risultasse che è un deficiente, ne perderebbe. Se poi risultasse che è davvero un macellaio, allora potrebbe essere addirittura denunciato e dovrebbe smettere di lavorare in quel modo…e tutto questo succederebbe QUI, in Italia, proprio nei luoghi in cui “noi” (e non gente di cui non sappiamo nulla) portiamo i nostri cani.
Invece no: degli italiani non si parla mai (se non per osannare i propri Guru personali, con pagine da cui spesso vengono addirittura bannati i pareri contrari), mentre si osannano o si attaccano a testa bassa gli stranieri dei quali, solitamente, si sa giusto ciò che si vede in TV o si legge sui libri (quando li scrivono…e cioè quasi sempre).
Gente che in realtà nessuno ha mai visto neppure lavorare con UN singolo cane “dal vivo”.
Ma ci rendiamo conto di quello che stiamo facendo?

Ho già detto che sto leggendo proprio in questi giorni un libro di Cesar Millan: se non avessi visto certi suoi filmati, per quel che scrive (esclusi alcuni punti) potrei osannarlo anch’io.
Stesso discorso per la Victoria Stilwell, che scrive cose condivisibilissime ma che poi destina all’eutanasia un “ferocissimo” cocker spaniel…e lo fa pure in TV con la massima tranquillità, perché gli anglosassoni hanno una mentalità completamente diversa dalla nostra: i cani mordaci, così come quelli abbandonati, da loro sono spacciati in partenza. Se non vengono recuperati/adottati in tempi brevi, devono morire comunque. E’ del tutto logico e normale, per loro, dire “Vabbe’, ci ho provato: se non ci sono riuscita, non è cambiato nulla per questo cane, che sarebbe crepato in ogni caso”.
Ma come facciamo, noi che abbiamo decretato – grazie al cielo – l’importanza e il rispetto per la vita dei cani SANI (anche di quelli senza famiglia e/o con problemi caratteriali), a sbavare dietro a persone che vedono la cosa in modo diametralmente opposto? Eppure la Stilwell viene a tenere un seminario in Italia, e c’è la coda per andarla a sentire. Ora pare che arriverà pure Millan, e anche lui avrà il suo codazzo. Se il seminario lo tiene un italiano, bisogna pregare amici e parenti di partecipare.

Ma non solo sbaviamo per gli stranieri, attenzione: ogni volta che ci è possibile, li IMITIAMO!!! Anche quando fanno solenni cazzate.
E infatti abbiamo già chi testa i cani con le famigerate “mani di plastica”, che sono una vera aberrazione dal punto di vista comportamentale, ma che sono accettate ad occhi chiusi “perchè arrivano dagli Stati Uniti”, ad ennesima dimostrazione della nostra sudditanza psicologica nei confronti di un Paese nato l’altro ieri, senza cultura e senza storia, MA con tanti bei soldi (almeno fino a poco tempo fa: oggi non è che pure loro siano messi così bene).
Sapete qual è il Paese straniero (almeno tra quelli che ho avuto modo di conoscere) in cui c’è davvero una cultura cinofila media molto più elevata che da noi?  La Germania. Lì trovi campi di addestramento ogni due chilometri, anche nel paesino da mille anime;  ma soprattutto trovi le Sciuremarie ultrasessantenni che alle otto del mattino sono già in campo a fare obbedienza con gli stivaloni di gomma e i culoni infilati a viva forza nei jeans.
STUPENDE!

Il risultato è che in Germania non vedi un cane randagio manco a pagarlo, vedi pochissimi meticci, è cosa rarissima che si legga sul giornale che un cane ha azzannato il bambino o il tizio che faceva jogging. Però la Germania è poco considerata, perché lì si fanno moltissime discipline di morso (UD in particolare) che fanno storcere il naso ai buonisti da quando i cinofilosofi hanno raccontato in giro che in quegli sport si maltrattano i cani e si “insegna l’aggressività”.
Invece dall’America arrivano i Guru Buoni…e pazienza se lì profilerano randagismo, cucciolifici (“puppy mills”, li chiamano loro), episodi di aggressività, lista nere, regolamenti allucinanti sull’eutanasia.
Non so se vi ricordate dell’ intelligentissima proposta di Schwarzenegger (sì,  proprio Arnold, l’attore, che era anche governatore della California) che nel 2004 aveva proposto di far risparmiare 14 milioni di dollari al suo Stato ammazzando i cani randagi nei canili dopo 72 ore, anziché dopo i sei giorni previsti.
Per fortuna gli animalisti locali lo appesero metaforicamente per le palle e la proposta non  passò mai… ma i cani, nei canili californiani, sopravvivono ancora oggi per SEI GIORNI e poi vengono soppressi.
Ecco, questi sono i nostri mentori, le persone da cui pensiamo di avere tutto da imparare: mentre i Franco Rossi (in versione buona) nostrani, nell’indifferenza generale, si sbattono ogni ogni giorno per recuperare cani problematici, per far adottare i randagi anziché farli fuori, per trovare famiglie adatte al cane adatto e viceversa.
Non sempre ci  riesce  ad ottenere il meglio, con le adozioni, anche perché la preparazione dei volontari è ancora molto lacunosa: ma c’è anche chi si dà da fare per rendere i volontari un po’ meno “cuoricinisti” e più preparati.
In compenso il comparto cinotecnico è GIA’ di altissimo livello. Il tutto senza che uno straccio di pagina di FB (se non quelle personali) si disturbi a parlarne.

Se io ho voluto pubblicare la storia di Raul (sulla quale sono nate, ovviamente, polemiche infinite) è stato proprio per portare alla luce UN caso tra i millemila che ci sono ogni giorno in Italia.
Un normalissimo caso di normalissimo cane con un problema di mordacità (neppure di “aggressività”, perché Raul non è un cane aggressivo, ma un cane che pensava che relazionarsi con l’uomo significasse piantargli i denti in un braccio), che sarebbe stato eutanasizzato se non fosse intervenuto qualcuno a metterci mano.

Ma di Raul ce ne sono dieci, cento, mille.
E nei prossimi mesi pubblicheremo altre storie di problemi risolti, perché sto invitando tutti, ma proprio tutti (cinofilosofi compresi) a fornirmi le proprie documentazioni per poter mostrare pubblicamente i risultati.
Non mi importa che si vedano tutti gli step, né che si svelino arcani segreti: vorrei solo mostrare cosa sa fare la cinofilia di SCUOLA ITALIANA per recuperare/salvare dei cani che, in altri Paesi, sarebbero già sottoterra da tempo.
Una delle mille polemiche nate sul caso Raul è legata proprio al fatto che non abbiamo voluto mostrare su questa rivista ogni singolo passo, ogni singolo metodo, ogni singolo strumento: a parte il fatto che non si è utilizzato nessun metodo misterioso, ma si è semplicemente creato un rapporto basato sull’ABC dell’etologia e della cinofilia… vorrei anche sottolineare che  non è questo che conta. Almeno, non quando si cerca di diffondere tra il grande pubblico una cultura cinofila DI BASE che deve partire: a) dal rispetto, b) dalla consapevolezza che ammazzare cani (o riempirli di psicofarmaci) NON è sempre inevitabile.
Che poi quanche addetto ai lavori sia rimasto deluso dal non vedere proprio tutto step by step, è un altro discorso: se sono davvero interessati, potranno rivolgersi direttamente a chi ha lavorato col cane.
Ma lo scopo principale, per noi, NON era quello di “dare lezioni” (c’è già abbastanza gente, a farlo…), bensì quello di far capire che si può fare.
D’altronde, come mi diceva ieri un amico commentando la suddetta polemica, non è che quando un medico opera tua moglie a cuore aperto tu vada a chiedergli cos’è che ha fatto, come l’ha fatto, che strumenti ha usato e così via.
Ti trovi la moglie guarita e ringrazi Dio (e anche il medico, si spera) per questo, senza andare a fare le pulci ai metodi (anche perché, se sei un normale essere umano, non ci capiresti nulla neppure se te li spiegasse).
Invece, nell’Italia cinofila, qualsiasi Sciurmario può permettersi di andare a far le pulci ai come e ai perché, mettendo in secondo piano i risultati.

Bene: a me questo gioco non interessa. A me interessa far vedere i risultati a tutti (vabbe’…a tutti quelli che mi leggono, almeno), cosicché tutti sappiano che quell’intervento a cuore aperto si può fare e che il malato può guarire.
E mi interessa dire che non sono stati usati farmaci, che il cane non è stato maltrattato in alcun modo e che si è seguita la SCUOLA ITALIANA: in questo, come negli altri casi che via via vedrete apparire su queste pagine.
Perché la scuola italiana (quella cinotecnica)  dà dei risultati:  ha appreso quello che c’era da apprendere da altre scuole (tedesca, inglese… e americana no, perché gli americani non hanno inventato assolutamente nulla!), ma poi, pur senza vantare presunte “scoperte”, ha saputo rielaborare in modo personale metodologie e programmi che funzionano.
E’ indubbio che i rappresentanti di questa scuola avrebbero dovuto appiccicarsi uno dei classici “bollini blu” autocelebrativi che caratterizzano altri comparti: non l’hanno fatto, finora, perché hanno preferito lavorare con i cani piuttosto che sul marketing… ma non è escluso (anzi, è probabile) che lo facciano prossimamente.
Per il momento continuano a mostrare risultati pratici, reali, tangibili: molto superiori a quelli delle scuole anglosassoni iper-buoniste sulla carta, ma iper-eutanasizzatrici ( psicofarmaco-dipendenti) sul piano pratico.

Comunque ripeto, per l’ennesima volta, il mio invito anche a chi segue scuole diverse e pensieri diversi da quello cinotecnico a diffondere i  propri casi. Perché non è che un cane problematico sia “più cane” o “meno cane” di un altro, a seconda dell’approccio che si usa per risolvere il suo problema.
Non c’è alcun bisogno di svelare segreti: a me basta che si veda il “prima e dopo la cura” e che si dichiari che si è lavorato in assenza di farmaci:  dopodiché pubblico tutto, da chiunque arrivi.
Dalla scuola italiana cinotecnica mi sta arrivando diverso materiale: lo vedrete presto.
Agli “altri” lo sto ancora chiedendo senza risultati. E dire che chiedo SOLO che mi dimostrino di aver prodotto risultati in assenza di maltrattamenti e di farmaci: così come si fa – e l’ho già detto e ripetuto mille volte – per accreditare qualsiasi dichiarazione/studio/scoperta scientifica.
Se poi a questi signori sta sulle scatole l’idea di avere rapporti con “Ti presento il cane”… allora citateci, linkateci, mostrateci i risultati che avete presentato in ambito accademico o in qualsiasi altro ambito vi aggradi. Però fatelo sapere a più persone possibile, quello che sapete fare!
Altrimenti voi continuerete ad apparire autoreferenziali (e poco conclusivi) al comparto cinotecnico…ma sopratutto il grande pubblico – qualora abbia a che fare con un cane difficile, e non con un cuccioletto di golden) non si fiderà mai di nessun Franco Rossi e continuerà a sbavare dietro ai Frank Red… anche quando poi i Frank Red  si chiamano Cesar Millan.

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65 Commenti

  1. Anche se il mio commento non sarà esaustivo dell’intero articolo posso dirti che:
    Sono appena tornato da Manhattan, NYC. Collari a strangolo con punte all’interno a go go. Parecchi montati su Cao de Agua, razza che va per la maggiore, perchè? ma perchè ce l’ha il presidente Obama ecco perchè! Già questo ti da la misura. Aree Cani limitatissime e senza erba, a Central Park si gira solo al guinzaglio. Cuccioli nelle vetrine sommersi da trucioli di carta. Decisamente non abbiamo molto da imparare da loro.

    Per i tedeschi invece cosa pretendi, è già tanto che qualcuno conosce l’inglese e si legge libri e articoli in lingua, sul tedesco che percentuale abbiamo? Se hai qualche libro/sito tedesco tradotto in inglese, linka, sarò lieto di leggere.

    Ciao

    • Chiedo scusa per l’inesperienza ma è un male chiedere che si usi il guinzaglio in spazi aperti a tutti? Non potrebbe essere un modo per tutelare l’amministrazione della città contro eventuali cause,cosa piuttosto diffusa da quelle parti anche per eventi che da noi sarebbero considerati risibili?

      • credo che in Italia sia obbligatorio per legge tenere i cani al guinzaglio fuori dalle aree a loro specificatamente assegnate.

      • Non è un male, certo… Però i cani hanno bisogno di potersi muovere liberi; va bene tenere il cane al guinzaglio in luoghi pubblici, però allora mi dai qualcosa in cambio: — – recinti dentro al parco dove liberarli (decenti, non 10m quadri di terriccio)
        – oppure parchi normali, dove in certi orari (da studiare bene per evitare di farli coincidere con gli orari di maggior affollamento) si possono liberare i cani (a patto che non facciano danni — e che i padroni li ripaghino se succede), che a mio avviso è meglio perchè si evitano condizioni di affollamento che scatenano l’aggressività dei cani, e si ha abbastanza spazio per giocare/lavorare col proprio cane
        – oppure permesso di lasciare liberi i cani in zone poco frequentate (argini dei fiumi, campi incolti) a patto che il padrone si prenda le debite responsabilità
        – magari in aggiunta permesso di lasciare il cane sciolto ovunque, però a discrezione del padrone che si prende ogni responsabilità in caso di problemi causati dal suo cane, per i cani che hanno passato un test tipo”buon cittadino a 4 zampe” (possibilmente più serio dell’attuale… Per esempio includendo la capacità, da parte del cane maschio, di stare sotto controllo anche con una femmina in calore nei paraggi: cosa spesso sottovalutata ma causa della maggior parte dei problemi che si hanno col cane maschio — liti, fughe, ecc. a volte con conseguenze tragiche)

        • 10mq! ma MAGARIII!!!!
          qui a genova la maggior parte dei parchi x cani (parlo di centro Genova, ma non li frequento da qualche anno perchè la mia essendo pitbulla anche se si comportava bene veniva vessata non solo dai proprietari ma soprattutto dai dog-sitter che mi impedivano sia di lanciarle la pallina che di lasciare che inseguisse le palline lanciate da loro rendendomi la vita impossibile e frustrando il cane, quindi ho rinunciato e ora libero il cane in pochi luoghi semideserti a orari improbabili mettendo in allarme gli spacciatori del luogo cosa che mi inquieta abbastanza e non mi fa desiderare di andare a far giocare il cane libero essendo una ragazza sola e mingherlina con un cane che “sembra tosto” ma non è un cane da difesa) a parte uno, sono di 3mq e zeppi di immondizia e siringhe con una recinzione alta 40cm se va bene! (quindi sono inutili e non sicuri ne x il cane ne x chi sta fuori, tanto vale non farli x farli così)…
          In molte città sono un sogno aree cani da 10mq con fondo sterrato (e senza che siano adibire a pisciatoi/cagatoi x umani visto che sono sempre in aree periferiche del parco) senza vetri o siringhe e magari con una recinzione alta almeno da fungere un minimo da deterrente x i cani non particolarmente agili…e magari le poche aree cani decenti che ci sono sono prese in ostaggio da un gruppo compatto di gente ostile e da uno o 2 dog sitter che non ti lasciano manco mezz’ora al giorno x portarci il tuo cane senza che ti si faccia la guerra in modo subdolo o palese (o anche rendendoti appunto IMPOSSIBILE frequentare l’area cani facendo divertire il cane: infatti la mia poteva frequentarla ma NON rincorrendo la SUA pallina ne inseguendo quelle altrui ne giocando con altri cani, in pratica poteva starci ma ferma in un angolo senza interagire con nessuno..allora meglio passeggiare al guinzaglio lontano da quel postaccio come faccio da anni, anche se mi dispiace visto che il mio cane non ha mai combinato casini + grandi di spaventare un cagnetto ricorrendolo ma fermandosi quando quel cane è stato placcato da un umano..ma a distanza di anni anche se ora ho molto + controllo si di lei non so nemmeno + come si comporterebbe però so che quel dog sitter continua a conquistare l’area cani x quasi tutte le ore in cui è aperta mettendoci pure dentro i suoi bambini al posto che farli giocare nel parco giochi antistante…).

          infatti il mio sogno sarebbe trovare uno spazio coperto in centro città (x chi non ha una macchina è difficile arrivare ad un campo x far lavorare il cane, io ne si qualcosa, e molti vorrebbero solo avere dove farlo sgambare libero anche solo x 30 minuti un paio di volte a settimana x integrare le passeggiate) da affittare abbastanza ampio e adibirlo ad area cani adatta anche a cani “non amichevoli” adeguatamente progettate e mettere un prezzo di ingresso minimo e magari qualche attrezzo da agility tanto x far divertire i cani e d’estate una piscina al coperto x i cani che amano nuotare, ma è solo un sogno e dubito che ci vivrei anche se tanti hanno questo problema e a tanti potrebbe piacere se il luogo fosse raggiungibile e con prezzi bassi.

  2. Signora Rossi, una pregio degli americani che gli italiani non hanno lo dobbiamo proprio riconoscere: la capacita’ di trasformare qualsiasi cosa in un evento mediatico, e quindi in una macchina da soldi. Perche’ a mio avviso nessuno guarda Millan perche’ e’ un bravo addestratore/educatore, lo guarda perche’ attorno gli e’ stato costruito un mostro del marketing che te lo fa stare simpatico anche se poi fa il domatore di leoni armato non di frusta, ma di guinzaglio o collare elettrico. e secondo me non e’ un caso che i suoi libri, a quanto lei mi dice, abbiano tutt’altro tono, perche’ chi sta dietro Millan sa che il pubblico dei suoi libri probabilmente e’ almeno in parte diverso da quello dei suoi programmi tv. I nostri addestratori/educatori, invece, devono accontentarsi di spazietti in programmi televisivi contenitore. Parafrasando un detto la differenza non la fa quindi il monaco, quanto la qualita’ del suo saio.

    • infatti, a mio parere, chi guarda Millan lo fa non certo per “imparare metodi educativi”, bensì per divertirsi, vedere cani di ogni forma e colore che ne combinano di ogni e il proprietario, americano medio appena uscito da Serendipity, totalmente amorfo, incapace anche del più semplice pensiero di buon senso. verrebbe quasi da dire “povero cane, cosa hai fatto per meritarti questa persona” se non fosse che la vicenda ha un chiaro risvolto tragicomico fantozziano su cui i produttori marciano alla grande. a questo è dovuto il successo della trasmissione, non certo al valore educativo del protagonista.

      • Non sono d’accordo con il vostro ragionamento!!
        Sto notando sempre piu spesso persone (della quale in gran parte mi fido) trovare utile il programma per migliorare il rapporto con il loro cane!!
        Poi ^^ che carino questo articolo!!! su una cosa sono d’accordo, ma perche non pensiaemo agli affaraccinostri?!?! ^^ Credo che per gli italiani , le parole cane e problemi assieme non dovrebbero quasi esistere, invece prefriamo scannarci a insultare o lodare gente estera,che non potremo mai conoscere!!!
        Una critica pero vorrei farla,… non potevi mettere una foto di cesar invece di quella della stilwet? ^^
        non la conosco nemmeno io, ma la trovo snervante è tristissima……ç_ç

        • Valeria, io non voglio discutere i contenuti del programma perche’ non ne ho le competenze, pero’ secondo me stai confermando il mio ragionamento. Le persone che conosci avevano qualche problema con il loro cane e hanno trovato utile il programma. Mi domando, ma non potevano rivolgersi ad un professionista in carne e ossa? Forse In Millan, data la sua importanza mediatica, riconoscono una figura piu’ autorevole del tizio che ha un campo da 30 anni ed e’ meno patinato.

          • Forse perche alle volte non sempre un professionista puo aiutare?, o semplicemente perche non trovavano di avere un problema e poi pensandoci l’hanno riscontrato!!
            E poi siceramente, mica tutti possono permettersi di spendere soldi con un educatore!?!!

            Sta una ragazza che non riusciva a fare andare d’accordo 2 cani maschi, si rivolse ad educatori addestratori ecc, risultato i cani si sono ammazzati a vicenDa!!! per dire…

            Se ipoteticamente millan fosse stato italiano, dov’era il problema?!

            Io invece ho sempre pensato che veniva criticato perche messicano! appunto non è nemmeno americano , li non credo se fosse stato davvero violento non l’avrebbero gia cacciato!
            Fatto sta che se sta simpatico o antipatico dovrebbe essere l’ultimo dei nostri problemi!
            Visto che nessuno sa chi sia, vive dall’altro lato del mondo!
            Quindi, un discorso dovrebbe essere riferito al suo metodo, o a cio che dice, io dico soltato che dice cose sensate, ottime direi,almeno non al 100% leggendo i libri anche io trovo di non essere d’accordo sempre, ma è anche vero che sembra andare in “contraddizione” , ma ovvio che ogni cane è diverso io non posso fossilarmi su una cosa per forza.

            Poi io non dico nemmeno che chi lo detesta è deficente e chi l’ammira no!!
            Per esempio Valeria ha parlato della pagina facebook contro, c’è anche quella pro . Io ho praticamente litigato con quasi tutti xD, perche? perche sembra che cio che dice millan è vangelo, dicendo quasi tutto il contrario di quello che dice lui per esempio!!!

          • ^^ dimenticavo, io sono anche d’accordo… non considero le persone “esperte” almeno in parte, all’altezza!!
            Sono convinta che noi italiani, abbiamo un qualche cosa in piu e se non adassimo a vedere cio che la televisione (italiana e straniera) dice, sapremmo cavarcela discretamente, se poi si trova l'”educatore” bravo, allora anche meglio…

            mi è capitato di vedere una puntata, del nostro carrissimo (xD) cesar millan , dove dice che considera gli italiani nati per essere leader!! ^.^’

          • Io spero sinceramente che abbiate ragione voi e che il programma venga inquadrato proprio nell’ottica dell’intrattenimento puro. Io non ho nulla contro Millan perche’, siccome sono un po’ malpensante, innanzitutto penso che sia solo un volto simpatico dietro cui ci stanno altri, e comunque siccome mi piace anche essere un po’ San Tommaso, ho spulciato alcuni consigli scritti sul suo sito e sui blog a lui dedicati, e da ignorante non li ho trovati affatto male, e per niente coercitivi.
            Valeria, comunque i soldi per un educatore si dovrebbero trovare. Non e’ facile dire queste cose in un momento di estrema difficolta’ per tutti, pero’ io equiparo le spese dell’educatore alle spese mediche.

        • Potrei essere d’accordo quando dici che è preoccupante che della gente usi un programma televisivo (che è per forza limitato nel contenuto, se non altro perchè presentano un riassunto della vicenda) per migliorare il rapporto col cane. In effetti ero anch’io tra questi, quando ero ancora una capra in argomento e mi son trovata a gestire una cagnina che per grazia divina è una santa e sopporta tutti i miei errori,però non avendo mai avuto a che fare con cani prima d’allora non sapevo nulla di nulla. E se guardi la maggior parte delle puntate di Millan sono composte da gente che si stupisce di “dover portare fuori il cane tutti i giorni almeno mezzora” e non un cinque minuti due volte a settimana tanto per fargli respirare aria nuova…. insomma è un programma da cui giusto una capra neofita può trarre dei preziosi spunti, dopodichè chiunque è in grado solamente osservando il cane, informandosi tramite libri sul linguaggio dei cani, parlando con chi è più esperto di rendersi conto di quali sono le cose da fare e da evitare. Se poi si ha il soggetto difficile è sacrosanto rivolgersi ad un addestratore perchè NESSUNO è in grado di salvare la situazione se non un esperto patentato, ed è solo di questa persona che val la pena di preoccuparsi se basa l’educazione del proprio cane su qualcosa visto in tv che somigliasse vagamente al suo caso. Perdippiù qui si aprirebbe la voragine del “chi sono” questi esperti e “chi gli ha dato la patente”, “su quali basi” ecc. Ma se non ci si fida di qualcuno che si incontra faccia a faccia come si fa a dar credito a chi sta in America e fa un programma tv di INTRATTENIMENTO per FAMIGLIE (perchè è in questo ambito che rientra Dog Whisperer, non è un programma specializzato per addetti ai lavori). E’ per questo che dopo un’iniziale venerazione per chi mi ha insegnato come dovevo pormi nei confronti del cane (non abbaiando ordini, come si pensava a casa mia) ho proseguito a guardare il programma solo per ridermela di come questi americani non sapessero nemmeno le cose più di buon senso per le quali non serve una laurea in cinologia, bensì basta osservare il cane con spirito critico.

  3. Valeria, posso gentilmente chiederti cosa pensi dei metodi educativi di victoria stillwell (a prescindere dall’episodio sull’eutanesia) e cosa ne pensa anche Caludio Mangini?

    • Laura, potrei risponderti se fossi stata almeno un paio di giorni in casa di Victoria Stilwell e l’avessi vista lavorare “dal vivo”. Ma l’ho vista solo in TV, quindi non posso certamente dire di sapere come lavora.E se non so, neppure giudico 🙂

      • pure cesar millan l’abbiamo visto tutti solo alla tele, eppure mi pare che lo giudichiamo in molti, e spesso anche pesantemente.

      • Ciao Valeria e ciao a tutti,
        arrivo un po’ “a scoppio ritardato” (come si dice dalle mie parti) però, a costo di sollevare un putiferio, volevo chiedere il vostro parere su una cosa che mi ha un po’ colpito. Ho comprato una rivista “cinofila” (sarò buona…) dove si pubblicizzava a caratteri cubitali l’arrivo di Victoria Stilwell in Italia, mi sono incuriosita e l’ho comprata (effetto marketing!!!). Premesso che non ho mai visto “It’s me or the dog”, ho letto l’intervista e una parte mi ha fatto particolarmente riflettere, la cito testualmente: ” se hai portato il tuo cane ad addestrare (…) e ti hanno parlato con orgoglio di ruolo alpha, dominare, punire, far capire chi comanda (…) non fermarti e rivolgiti ad un professionista che (…) usi solo metodi basati sul rinforzo positivo”. Ho saltato qualche pezzettino per non essere prolissa, ma il sunto è questo. Premesso che SECONDO ME associare “ruolo alpha e dominante” a “punizione” fa sembrare la gerarchia del branco quasi come una cosa “cattiva” o “di cui avere paura” e non ne capisco bene il motivo, visto che per il branco è la cosa più naturale del mondo prendere ordini da un leader (anche un impiegato prende ordini dal suo capo o un bambino – in teoria! – dovrebbe dar retta a ciò che gli dicono i genitori, no?!), ma soprattutto questa cosa del rinforzo positivo come soluzione a tutti i problemi. Per l’amor del cielo, un bravo educatore insegna al cane con le carezze e con i biscottini e, se è l’educatore ci sa fare, il cane risponde in tempi più o meno lunghi (a seconda del suo carattere). Ma mi chiedo questo: io che ho un cane che ce l’ha a morte con gli altri maschi, la Stilwell cosa gli darebbe, un biscottino per farlo smettere di ringhiare? O mi proporrebbe di sopprimerlo? (sottolineo che è cane da soccorso pluribrevettato buonissimo con persone e bambini). Ma la cosa che più mi sconvolge è che una famosissima associazione di educatori (e non mi dilungo) ha organizzato un evento (ovviamente non gratuito) dove la nota educatrice “presenterà il suo libro, firmerà autografi, mostrerà filmati inediti del programma” (cito testualmente). La cosa che però mi ha lasciato davvero perplessa è che all’evento non sono ammessi i cani dei partecipanti. Questo significa che se io volessi partecipare con il mio cane per capire se la Stilwell è davvero in grado di aiutarmi, non lo posso fare. Non ho capito bene se almeno lei il cane ce l’avrà oppure farà solo vedere dei filmati. Ecco io mi chiedo (e mi assumo la responsabilità di questa affermazione)…come fa un’associazione che si rispetti a promuovere un evento così, permettetemi il termine, “fittizio”? Che senso ha venire in Italia per mostrare filmati e basta? Parlare due ore di teorie senza metterle in pratica è normale secondo voi? E la cosa assurda è che su fb la gente era entusiasta di partecipare!! Dunque mi chiedo Valeria ( e chiunque vorrà rispondere)…sono io che sono “DI FORI” (scusatemi, sono Toscana INSAID) o è la gente che cade facilmente in queste trappole con tanto marketing e poca sostanza?

        • Lisa, un tour promozionale è un tour promozionale.
          La Stilwell sta girando per presentare il suo libro, non certo per far vedere cosa sa fare e tantomeno per lavorare su qualche cane.
          Se qualcuno ha piacere di pagare per ascoltare la sua promozione, è liberissimo di farlo. Dopotutto c’è gente che fa code di otto ore per tirare due strilli quando appare (da lontano) la rock star o l’attore di turno…quindi perché meravigliarsi che ci siano fans anche per la protagonista di una trasmissione cinofila?
          L’effetto TV è quello che è: gli immuni sono pochi e sì, forse sono “di fori”. O forse sono di fori tutti gli altri, chissà…
          Quello su cui si può recriminare, al massimo, è che i seminari di professionisti italiani almeno altrettanto validi (ma spesso molto PIU’ validi), fatichino a pagarsi le spese, anche quando i protagonisti chiedono un centesimo di quello che si dice abbia chiesto la sciura Victoria.
          Ma è anche vero che solo un cinofilo capace può distinguere chi è bravo davvero da chi è tutto fumo e poco (o niente) arrosto: sulle Sciuremarie, invece, l’effetto TV è dirompente. Se poi si cavalca anche l’onda del gentilismo-buonismo (tanto sono in quattro gatti a sapere con quanta allegria la sciura consiglia soppressioni), l’effetto WOW va a mille…ma non credere che sia tutto qui. Tra un po’ pare che arrivi in Italia anche Cesar Millan, e non dubito che anche lì ci sarà il codazzo adorante (spero, almeno, di persone diverse…!) 🙂

          • Si ma millan viene in italia, per “educare” cani, e adottarli 🙂

            Sarà anche per un programma poco importa….. *.* magari si potesse incontrare!!! Qualcuno sa qualcosa? xD
            xD alcuni “cinofili” mi hanno definita discepola di Millan, xD era un complimento!!
            ^.^ Si vede che sono in adorazione?
            Ma si che lo sono, ora solo conoscerlo e scoprire che ha un “energia” di merda, puo farmi cambiare idea su di lui!!!
            M a dubito, per il semplice fatto, che non credo che un cane agggressivo o fifone, si stia tranquillo ad un colpo “violento” , conosco il “tocco al costato” fatto in modo sbagliato equivale o ad un morso o al cane che scappa! ……

          • Ecco ora mi è tutto chiaro. Non avevo afferrato il concetto che venisse in Italia per promuovere il libro…pensavo che venisse a farci vedere NELLA PRATICA i risultati ottenuti con il suo metodo di “gentile soppressione”. (Scusatemi sono cattivissima, ma dopo anni e anni di università e di teorie, riesco a fidarmi solo della gente che mi fa vedere le cose NELLA PRATICA!!). Comunque grazie Redazione per aver condiviso con me il tuo pensiero! (Che mi trova d’accordo – tranne che nel paragone con le Rockstar – sono una rockettara accanita e preferisco mille volte un concerto dei Foo Fighters di un seminario con la Stilwell) 😉

          • Millan NON verrà in Italia.
            Dog Whisperer è alla sua ultima stagione negli USA ed andrà in onda là tra un mese.
            Verrà sostituito da un altro programma, registrato tra breve soprattutto in Spagna, in cui cerca famiglie per adottare i cani salvati e recuperati dalle famigerate perreras. Queste famiglie proverranno principalmente da UK, Olanda ed Italia, ma senza nessuna presenza di Millan in Italia (al limite in Italia filmeranno solo i filmati di presentazione delle famiglie partecipanti, ma a quelli pensa la troupe).

          • ^.^ avevo capito anche io cosi! ma allora non ha senzo che nel filmato su nat geo, dice “verro in italia” e con una voce italiana orrenda xD “vi aspetto”
            *.* comunque per chiunque sappia qualcosa mi faccia sapere xD

          • Qualche settimana fa stavano raccogliendo le adesioni dei partecipanti, ora credo abbiano già avviato le selezioni. Considerando che DW va in onda negli USA circa 8-10 mesi dopo la registrazione delle puntate e che l’ultima serie parte in tv negli USA tra un mese, credo che il nuovo programma di Millan andrà in onda negli USA quantomeno dopo l’estate (salvo non abbia il formato del reality di settimana in settimana). E’ ragionevole immaginare che in Italia si vedrà non prima del 2013.

          • a me hanno girato le richieste, di segnalare cani che non si riesce ad educare e trovare casa!
            Inoltre mi è sembrato di capire, che il programma che farà quest’anno gia ha fatto qualcosa in spagna l’anno scorso solo in spagna!

            x D mannaggia io non devo adottare nessuno, ne o 5 e forse me ne arriva un altro!!
            Ah sapete condivido con voi, che forse la famiglia si allarga ^^ aiuto!! 😛

  4. le chiederei anche di spiegarmi a cosa serve questa mano di plastica. Dalla foto mi pare di capire che dovrebbe essere un sostituto della mano umana per abituare il cane alla manipolazione della ciotola da parte dell’umano. Se e’ cosi’ dubito che il cane possa confondere un pezzo di plastica con una mano umana, pero’ mi piacerebbe sentire il suo parere.

    • A cosa serve la mano di plastica? A NIENTE. A cosa dovrebbe teoricamente servire, secondo gli squinternati che l’hanno inventata? A testare le reazioni del cane se lo tocchi, se gli tocchi la ciotola, se gli tocchi un giocattolo e così via. Ovviamente il cane la vede per quello che è: un bastone con attaccato un simulacro di mano senza alcun odore, senza movimenti spontanei, senza nulla di “umano”.
      Ma non è mica finita con la manina…c’è anche il mitico bambolotto-robocop che dovrebbe sembrare un bambino… 🙁

      • Certo che non dovrebbe essere complesso da capire che non può funzionare… I cani basano il riconoscimento delle cose sull’olfatto, la manina odora di plastica, il cane la riconosce come bastone di plastica; e reagisce come reagisce a un oggetto di plastica. Basterebbe provare prima con la manina nella ciotola, poi con un manico di scopa, poi con una mano umana; si noterebbe subito che i risultati sono pressochè uguali nei primi due casi, ma molto diversi nel caso in cui nella ciotola si metta una mano umana

      • certo che gli americani quando vogliono essere ottusi ci riescono alla grande…è come il canale tv per cani, che trasmette immagini di prati in fiore e immagini di altri cani…

        • Oddio è vero l’ho sentito anch’io! Sempre per la serie “non abbiamo ancora capito che il cane usa l’OLFATTO…. e le immagini praticamente non le nota nemmeno”

      • Infatti è solo un mezzo x GIUSTIFICARE le soppressioni di alcuni cani (o di moltoi cani, come in USA e UK) dicendo che erano aggressivi e inadottabili…con questo test o puoi far passare cani normali x aggressivi e quindi ammazzarli a rigor di legge, x questo è usato in USA e x questo sarà usato in Italia (salvo alcuni cino-idioti che credono realmente che una mano di plastica e un bambolotto possano essere visti dal cane come una mano umana e un bambino)…

        Il “bello” è che in USA dicono che se un cane denutrito addenta la mano di plastica che leva la ciotola (anche quando il cane x settimane si è comportato benissimo con Vet e volontari del canile) è aggressivo e IRRECUPERABILE poichè un cane possessivo con la ciotola potrà essere controllato con l’addestramento ma NON CAMBIERà MAI CARATTERE e quindi sarà come una bomba ad orologeria (tratto da Animal Cops, prgramma USA sui cani, finto–salvati dai maltrattamenti ma in realtà uccidi x futili motivi dopo aver speso soldi x curarli quando già si sapeva che 99% li si avrebbe ammazzati, e poi si ammazzano altri cani perchè non bastano i soldi..beh da qui si capisce che è una scusa x usare la soppressione x tenere a bada il numero di cani nei canili e NON un mezzo x testare REALMENTE i cani, se non x gente demente che crede che un cane sia tanto deficente da scambiare mani di plastica e bambole x mani di umani e bambini in carne e ossa…solo SCUSE e in italia tali scuse sono utili visto che si possono x legge ammazzare solo cani gravemente malati e incurabili o aggressivi e non riabilitabili quindi far passare x aggressivi e non riabilitabili molto cani con questi test può convenire quasi + qui che in USA dove la soppressione di cani sani è santificata dalla legge!!).

  5. Ciao qsta è la prima volta ke commento un tuo articolo, ma qsta volta sono assolluttamente d’accordo con te spesso il “Made in Italy” fatto in qlsiasi settore viene visto come un lavoro/prodotto d bassa qlità. Eppure c sono allevattori/addestrattori ke ottengono più risultati all’estero (America, Germaia, etc.) e in Italia a malapena sono conosciuti e apprezzatti: veramente incredibile!!!

  6. Standing ovation per Valery Reds (plurale).
    P.S. Ma che è sta mano di plastica, è “teribbile”, pare na cosa di Dario Argento (or Darius Silver, if you like)

  7. x daniele:la mano di plastica la usano negli Stati Uniti x testare la possibile aggressività dei cani prima dell’adozione,insieme a:una persona vestita di una povera vecchietta gobba con tanto di ombrello che passa vicino a sto povero cane stuzzicandolo di continuo….e anche una bambola a grandezza di un bimbo di 2-3 anni…tutto assurdo in assoluto…

    • grazie andy. ma chi è questo genio che ha brevettato questi gadget e pensa che un cane possa confondere un bambolotto di plastica con un bimbo?

      • In linea di principio sono d’accordo che un cane non possa confondere arti e bambolotti di plastica con mani e bimbi veri… Questo quando il cane è calmo e sereno almeno. Ma come la mettiamo con la mia doby – con ha problemi di aggressività intraspecifica – che ha aggredito un barboncino di porcellana che “adornava” il giardino di una mia amica? La scena mi ha fatto scompisciare dalle risate, ma poi ci ho riflettuto e ho smesso di ridere… Oppure quando, guardando in TV le puntate di DW voleva saltare addosso ai cani “dentro” la televisione? Posso ipotizzare con la massima umiltà da neofita, che un cane in presenza di stimoli per lui molto stressanti (altri cani nel mio caso), non ragioni e approfondisca l’indagine sull’oggetto e si scagli contro di esso in maniera del tutto inconsulta?

        • Senza offesa… posso ipotizzare che la tua doby sia un po’ pirla? 🙂
          Scherzi a parte, bisognerebbe capire quale è stata davvero la causa scatenante dell’attacco. Personalmente ho avuto moltissimi esempi di cani che, messi di fronte a un simulacro fasullo di cane, inizialmente gli hanno abbaiato e hanno reagito come se si trattasse di un conspecifico…ma nel giro di pochi secondi sono andati ad annusarlo e hanno capito che era solo una statua, o un peluche.
          Penso che al comportamento della tua cagna possano esserci due spiegazioni: o va talmente “su di giri” quando vede un altro cane da perdere ogni cognizione, oppure ha capito benissimo che il cane era finto, ma ha rediretto ugualmente su di lui l’aggressività che le aveva causato l'”immagine” di un altro cane. In entrambi i casi ti consiglio vivamente di lavorarci sopra, perché qui siamo al limite della psicosi… e non c’è, effettivamente, troppo da ridere 🙁

          • Innanzitutto ciao e grazie per la tua risposta. Ti confermo che stiamo lavorando con molto impegno col cane da molto tempo. A causa della mia ignoranza, dapprima con persone che hanno fatto più danni che altro: dall’addestratore/macellaio, alla gentilista più talebana (che mi ha pure letteralmente RUBATO dei soldi). Poi, avendo maturato un minimo di capacità di giudizio sui vari metodi, ho trovato una persona con cui ora mi trovo molto bene. I problemi del cane sono stati in questi mesi in gran parte risolti (soprattutto perché sono stato rieducato io!): iperattività, distruttività, ansia da separazione, pipì al nostro ritorno a casa… Ma l’agitazione fuori casa, la tempra un po’ bassa, la probabile cattiva socializzazione (l’ho presa a 12 mesi, ora ha 4 anni), l’ansia, e l’aggressività che le scatena la vista di un conspecifico, sebbene migliorati, non sono ancora del tutto risolti. Abbiamo ancora da lavorare, ma sono fiducioso! E’ ipersensibilità (eh certo, è un dobermann!!) e iperreattività (è una linea svedese da lavoro), e non nego che in passato ho pure subito gli effetti del suo morso rediretto… 🙁 Purtroppo vorrei farla muovere di più: al di là di lunghe passeggiate, non potendola mai sciogliere nemmeno nelle aree cani, ho difficoltà a farle scaricare le energie. Però mi piacerebbe fare UD (sarebbe il suo mestiere), ma temo che potrebbe essere incompatibile con l’attività di recupero psicologico che stiamo facendo. O potrebbe invece migliorare l’autostima e la sicurezza di sé? Che ne pensi? PS: confermo che una volta capito che era solo una statua, ha smesso di inveire 🙂

          • Non me ne intendo di recupero comportamentale, ma forse posso esserti utile circa lo sfogo di energie: hai provato ad andare in bici assieme al cane (usando l’apposito strumento per non farlo avvicinare troppo alla bicicletta ovviamente)? È un ottimo modo per far fare attività al cane quando non puoi slegarlo. Magari puoi provare anche a insegnarle degli esercizi per tenerla occupata “con la testa”, che siano fattibili anche col cane al guinzaglio; puoi scegliere tra quelli dell’obedience, della dog dance, o anche quelli che si insegnano ai cani aiuto per disabili (tipo portare il telecomando, premere l’interruttore ecc.) che sono anche fattibili a casa; l’importante è partire da quelli più facili e poi andare per gradi a difficoltà maggiori. Buona fortuna con la tua doby 🙂

    • si, grottesco e deprimente: mi viene da piangere ogni volta che lo vedo (x questo EVITO accuratamente “Animal Cops”)…anchge perchghè NESSUN cane NORMALE potrà mai reagire a tali stimoli come se fossero reali, solo cani amorfi o strani o specificamente abituati a quel genere di test oppure cuccioli prima dei 3-4 mesi reagiranno esattamente come auspicato nel test (cioè come se gli stimoli fossero normali e reali e con gioiosa indifferenza.

      Poi in cani tenuti in gabbie nelle quali manco ci si può alzare in piedi magari x varie settimane (e che quindi accumulano energia e frustrazione..notate che nei canili USA non ci sono quali mai giochi nelle gabbie e anche quando grandi non hanno quasi mai un cane compagno e mai un’area esterna in cui anche solo defecare e ciò snatura il cane e gli fa accumulare enorme stress, molto è che in un canile italiano con area di sgambamento di alcuni metri esterna e magari uno o 2 guiiochini e un compagno cane di sesso opposto oltre a qualche sgambata fuori dalla gabbia che in USA spesso è proibita anche prima di adottare e x pulire le gabbie), questa è utopia e ciò secondo me è fatto apposta x aumentare le soppressioni in un sistema USA che gestisce i cani di canile sopprmendoli salvo rarissimi casi, e che si maschera con i test x avere donazioni visto che la mentalità comune è cambiata e si accetta solo che il cane malato o aggressivo venga soppresso…quindi SERVE un test che faccia passare x aggressivi almeno il 50-80% dei cani visto che i canili USA sono tarati x avere tale % di abbattimenti minima…x questo i pochi canili NO-Kill nati in USA vengono accusati e osteggiati in ogni modo: fanno svanire l’incanto delle soppressioni NECESSARIE e quindi fanno diminuire le DONAZIONI e il consenso pubblico).

  8. in barba al suo nome…è proprio la ASPCA,cioè:The American Society for the Prevention of Cruelty to Animals…..che lo usa,poi chi che lo abbia brevettato non saprei.

  9. perchè lo trovo assurdo???….allora,intanto perchè andare a rompere le scatole al cane che mangia?sapendo che sono cani con un passato sconosciuto,abbandonati e magari sofferto la fame…poi x la bambola…ben,ti dirò da madre di tre figli piccoli che un bimbo non si comporta affatto come un robot…loro strillano,parlano e gesticolano davanti ai cani…dunque,parere mio…tutto inutile,anzi..spesso a discapito dei cani…ma qua torniamo alle solite americanate e finirà x aprire un “processo”,dunque..io mi fermo qui.

    • la ASPCA non è che voglia rompere le scatole al cane mentre mangia, ovviamente.
      Essendo che, nonostante sia un’associazione a salvaguardia degli animali, anche da loro i cani non adottabili vengono soppressi, gli esperti cercano di recuperare il recuperabile mettendo l’animale alla prova davanti a situazioni che incontrerebbe facilmente qualora venisse adottato da una famiglia.
      Se il cane, per esempio, dovesse innervosirsi o mostrare i denti mentre la finta mano si avvicina alla ciotola, verrebbe rieducato fino a nuovo giudizio; in caso di non miglioramento, sarebbe giudicato(non so con quali criteri, spesso seguendo alcune puntate ho visto ragionamenti agghiaccianti) ‘non adottabile’ e finirebbe col venire soppresso.
      La finta mano ha quindi una sua utilità, perchè anche se priva di odore umano rappresenta comunque un elemento di disturbo a cui il cane deve rispondere in modo positivo. Non credo poi, che fra gli esperti, ce ne sia qualcuno abbastanza fesso da usare la propria mano per il test.

  10. La mano di plastica! Mi ricordo l’ altro articolo in cui se ne parlava, che incubo…e che idiozia!
    Comunque bellissimo articolo, specialmente perchè, come anche gli altri di “ti presento il cane”, non è estremizzato in nessuna maniera, e non sputa sentenze, come verrebbe spontaneo a chiunque, anche se in buona fede (me compresa, sigh), quando si parla dei vari cesar e victoria. Decisamente noi italiani ci meriteremmo un pò più di attenzione, specie alla luce di quello che possono fare persone speciali come claudio per cani come raul.
    Ah, anche io sono stata in america, a LA, e li ho trovato delle situazioni estreme: da un lato massima cura dei cani di casa, e massima pulizia dei luoghi pubblici (in riferimento a cacche etc). Inoltre ogni domenica, nel locale negozio per animali (e ahimè DI animali), i volontari del canile portano gatti e cani per dare loro l’occasione di essere visti. Anche il cagnolino di cui ci occupavamo noi mentre eravamo li proveniva dal canile. Però poi, per fare un esempio stupido, con i chilometri di spiaggie della california, tutte libere, con i bagnini a ogni 500 metri, trovare un buco per portare il cane è impossibile. Ho letto poi che in realtà delle spiaggie per loro ci sono, ma io sinceramente non ne ho viste!

  11. Considerazioni molto giuste. Personalmente (senza voler generalizzare), molte cose dei tanto decantati USA sono molto d’impatto, direi grande cura nell’aspetto formale, a cui non sempre corrisponde la sostanza, anzi…E lo penso per tanti altri campi, scientifici e sociali. Poi, però, noi ci mettiamo sempre del nostro. Il detto che “in Italia si perdona tutto tranne il successo” è tristemente vero. E questo discorso a mio avviso può essere tranquillamente traslato anche nel settore Allevamento, dove se uno stesso cane di chiamasse con un Von (o un Van, o un bel genitivo sassone, dipende dall’origine della razza, anziché di Casa…) spesso acquisterebbe subito un grande valore aggiunto, mentre fior di cani nostrani vengono utilizzati la centesima parte rispetto a cani esteri di importazione pur avendo eccellenti caratteristiche, salvo che non abbiano il nome del MegaAllevatoreGalattico. E non mi si venga a dire che all’estero sono più seri, perché la serietà rimane legata all’etica del singolo, ma dove iniziano gli interessi e le ambizioni malate, allora tutto il mondo è paese..

  12. Valeria, a proposito di mani e bambini di plastica: tempo fa, quando ancora non frequentavo assiduamente questo sito, ho letto un tuo articolo su un pitbull femmina condannata a morte in seguito ad un test farsesco effettuato da una donna che toglieva alla cagna la ciotola con la mano finta, ma nonostante tutte le provocazioni, lei reagiva scodinzolando, dimostrando assoluto equilibrio. Se non sbaglio l’articolo risale a settembre-ottobre 2011. Sai per caso che fine ha fatto quel povero cane? Sono riusciti a salvarlo?

      • L’articolo era questo:
        http://www.tipresentoilcane.com/2011/09/28/unaltra-cagnina-dolcissima-condannata-a-morte-dalle-mani-di-plastica/
        Il suo nome è Dusty e alla fine è stata adottata… forse adesso sono un pò meno scettico sulle petizioni online: sono riusciti a far annullare una sentenza di una corte, che non è cosa da poco in USA! 🙂
        http://www.facebook.com/people/Dusty-Canine/100002572431850?sk=info
        Questo è il resoconto che quell’espertona (tra l’altro è una professoressa universitaria! Stigrancazzi!) ha messo nero su bianco:
        “Agitata nell’approccio; osserva e si accuccia; morde la mano quando viene accarezzata e mangia. Evita la strega (forse si riferisce all’imbecille vestito di nero col volto coperto); ringhia alla bambola; Saltella in presenza di altri cani ma non è aggressiva.
        Risultato: deve essere sottoposta “umanamente” ad eutanasia per motivi di pubblica sicurezza”. Adesso che il pericolo è scampato, possiamo anche ridere in faccia a questa “professoressa”.

        • Sono contentissima di sapere che Dusty è stata adottata e il fatto che la petizione in questo caso abbia avuto effetto mi conforta molto. Purtroppo resta il fatto che la professoressa sia un “Guru” americano e che testi suoi siano utilizzati in Italia – mi dicono – alla facoltà di Veterinaria 🙁

          • Questa non la sapevo 🙁
            Ecco, se qualcuno voleva un esempio pratico di cosa voleva dimostrare questo articolo, abbiamo trovato l’esempio perfetto: un’americana condanna a morte una cagnolina scodinzolante e la facoltà di veterinaria italiana adotta i suoi libri. Se Brunetta fosse nato a New York, le università di Economia italiane inserirebbero i suoi libri nei piani di studi.

          • Per mia curiosità, visto che sento dire che i suoi testi sono adottati dalla Facoltà di Veterinaria (ma quale?), potrei sapere chi è e qual è il suo settore professionale e di insegnamento? Anche per cercare i suoi testi..

  13. Buonagiorno a tutti

    una domanda, mi sfugge quale sia la scuola italiana di addestramento visto l’eterogeneità delle varie scuole di pensiero, filosofie varie che popolano il panorama dell’addestramento.

  14. “…mi dimostrino di aver prodotto risultati in assenza di maltrattamenti e di farmaci”….ma non hai pregiudizi, nooo. No comment.

    • Pregiudizi nei confronti dei farmaci? Ne ho a tonnellate, visto che ho trattato decine di casi senza mai farne uso e che tuttora vedo trattare altre decine di casi (da addestratori consapevoli di quello che fanno) senza mai farne uso.
      Mi sembra il minimo aspettarmi lo stesso da chi si professa profondo conoscitore della psicologia canina, della zooantropologia, del cognitivismo e di tutto il cucuzzaro.
      Chi recupera un cane a suon di farmaci, in assenza di una patologia fisica conclamata (che non è sinonimo di “inventata”), per me sta sullo stesso piano di chi usa il collare elettrico: è uno che se ne infischia del cane e che mira solo al risultato comodo, veloce e senza rischi. SI, ho pregiudizi (anzi, come ho già detto altrove, “post-giudizi”) nei confronti di simili personaggi che non dovrebbero aver nulla a che fare con la cinofilia.

      • però anche il rifiuto totale dello psicofarmaco non riesco a capirlo, sarà che faccio un indebito parallelo con gli umani – non si possono dar via pasticche a tappeto MA sotto attento controllo medico, SE necessario, come integrazione (non in sostituzione!!!) dell’intervento degli psicoterapeuti aiutano il paziente a ripigliarsi prima – se un professionista preparato, che sa che cosa sta facendo, egli stesso vet o adiuvato da un vet esperto, somministra temporaneamente un farmaco ad un cane esclusivamente per accelerare il suo recupero o quel che è, per attenuare la sofferenza o lo stress della bestiola e poter lavorare meglio CON la bestiola, è automaticamente un cialtrone?

        • Non è un rifiuto totale, Any: è un rifiuto totale della comoda scorciatoia, non del farmaco. SE esiste una patologia reale,che nel cane è quasi sempre più “fisica” che psichiatrica (l’unica vera patologia psichiatrica che io conosca nel cane è l’aggressività idiopatica, sulla quale però non si sa praticamente nulla), l’uso della terapia farmacologica è più che lecito.
          Il problema è che si parla sempre di terapia comportamentale “associata all’uso di psicofarmaci”, quando in realtà nessuna terapia comportamentale può avere una reale efficacia su un cane rimbambito dagli psicofarmaci. Esempio umano stupido: prova a prenderti un paio di Tavor e poi a seguire una lezione di fisica a scuola. Ammesso che tu non cada addormentata sul banco, è molto probabile che tu non riesca a seguire alcuna spiegazione, perché non hai il cervello abbastanza “sveglio”.
          Lo stesso accade quando si lavora su un cane semi-rintronato (o rintronato del tutto) dalle pastiglie: il lavoro RALLENTA, non si velocizza affatto. L’unico motivo per cui si impasticca il cane è la speranza di far correre meno rischi all’operatore… ma lo stesso identico risultato si ottiene con una museruola.

          • in realtà pensavo più a problemi come i vari terrori (temporali, botti etc), qualcosa tipo mezza compressa per scongiurare la crisi di capodanno (e i suoi rischi) mentre già stiamo facendo la scuola con l’istruttore per desensibilizzare il quadrupede (in verità non ho esperienza dei terroi canini, in quanto il mio peloso è un tamarro che quando non capisce qualcosa invece di scappare assume un atteggiamento sbirresco simile in tutto a quello di zingaretti-montalbano e rutta)

          • Any, quando parlo di uso di psicofarmaci intendo parlare di cani condannati al Prozac (o simili) A VITA…non certo della pastiglietta data la sera di capodanno!

  15. ciao Redazione, con la storia degli americani mi hai ricordato Roberto Benigni in “Non ci resta che piangere”… ricordi il dialogo con il compianto Massimo Troisi?

    – “Ma che t’hanno fatto mò gli americani, mò esce n’ata storia..”

    – “Come cos’hanno fatto??? gli indiani!!! non c’è più indiani da nessuna parte! L’hanno… l’hanno ammazzati tutti. Hanno fatto finta d’essere arrivati prima gli americani! Hanno visto gli indiani ‘Voi che ci fate qui?’ – ‘Noi ci siamo sempre stati! – ‘Sempre stati??? ah! ah! ah!’ TRAAAACK! Secchi tutti! Gli indiani che avevano scoperto l’America, altro che Colombo! Gli indiani stavano già lì! Se non ci trovava nessuno allora l’aveva scoperta lui, ma c’eran già gli indiani, no Mario ? Come se io ora vado in Puglia e dico ‘Eeeeh che é! la Puglia!!!’ I pugliesi son dumila anni che stanno lì, lo sapranno che c’è la Puglia! L’indiano è stato sterminato! Non c’è un americano buono in nessuna parte del mondo. Non c’è un americano nè nella cultura nè nello spettacolo, nello sport… ne… nel… ”

    – “No, lascia stare, nello sport so’ forti: Cassius Clay!”

    – “Ma sei daltonico?! Cassius Clay è nero! Che nasce i neri in America?! Quello è africano, è stato esportato… SCHIAVI! Mario! Bisogna fermar Colombo!”

    TORNANDO IN TOPIC:

    1) Ian Dunbar AI SUOI TEMPI non ha dato contributi cinofili di qualche valore?
    secondo me, sì… ed era Americano!
    Però visto che io sono giovane magari non lo so se magari qualcuno non l’aveva già detto prima!

    2) Suzanne Clothier mi pare che sia tra quelli che definisce strumenti e modelli di valutazione un minimo dettagliati e non basati su criteri “a caso”… ed è Americana!

    anch’io sono convinto che l’erba di casa nostra possa essere più verde di quella del vicino… però non volevo fare di tutta l’erba (americana) un fascio!
    😀

    ciao

    Alessio

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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