di VALERIA ROSSI – Non intendo fare nomi e non intendo dare riferimenti precisi: non solo per il consueto timore di querele, visto che in Italia dire la verità significa cercarsi le rogne col lanternino, ma perché, in questo specifico caso, non sono ancora sicura che la verità sia proprio quella che ho dedotto dalla storia. Quindi non voglio far capire di chi sto parlando, ma invitarvi semplicemente a riflettere, a trarre le vostre deduzioni…e magari a stare un po’ in campana, qualora vi capitassero personaggi simili.
La storia è questa: un’adozione da una regione lontana da quella dell’adottante. Una persona che “se ne occupa”, ovvero che riceve i cani dalla regione lontana e li consegna agli adottanti.
Questa persona chiede almeno 50 euro per ogni cane che consegna, sostenendo che siano “per vaccinazione e microchip”. Non chiede una generica donazione, come è uso comune nei canili, ma “un minimo di 50 euro”: il che appare già piuttosto strano.
Accade, comunque, che una signora si commuova per la situazione esistente in questa regione (moltissimi cani in canile, poco volontariato, condizioni di vita decisamente inadatte e così via) e desideri fare qualcosa di più della semplice adozione di un cane: quindi si dà un gran daffare per convincere altre persone a prendere cani provenienti da lì, e in più cerca di prendere contatti con le associazioni locali per provare a diffondere un po’ di cultura cinofila, inviando materiale utile (per esempio, dispense informative sulla pet therapy, di cui si occupa).
Riesce così a far adottare una decina di cani, dopodiché decide di prendere uno anche lei, nonostante ne abbia già altri due.
A questo punto conosce il signor Tramite, quello che si occupa dei contatti pre-adozione e delle consegne e che le chiede i famosi 50 euro.
La signora accetta, si mettono d’accordo per incontrarsi alla stazione ferroviaria di X (città che sta a metà strada tra quella della signora e quella del signor Tramite): lui porterà il cagnolino, lei porterà un po’ della documentazione sulla pet therapy che ha preparato…e i soldi, naturalmente, che il signor Tramite le ricorda almeno centodue volte. “Mi raccomando, non meno di 50 euro”.
E va bene.
Succede, purtroppo, che la signora, alla stazione ferroviaria di X, abbia solo cinque minuti di tempo per ritirare il cane e prendere il treno che la riporterà a casa: quindi prende il cane, consegna a Tramite le dispense sulla pet therapy, si perde (ovviamente, come sarebbe successo a tutti) in coccole al cagnolino, corre a prendere il treno per il ritorno…e si dimentica in borsa la busta con i famosi 50 euro.
Una volta arrivata a casa si accorge di aver ricevuto quattro o cinque telefonate da Tramite sul cellulare, che però, essendo sul treno, non ha sentito: sta per richiamarlo, quando le arriva la telefonata di un responsabile dell’associazione che aveva in carico il cagnolino. Spiega allora a lui che purtroppo si è dimenticata la busta, ma che la spedirà senza meno insieme al prossimo materiale informativo che sta già preparando.
A poche ore di distanza riceve però una email furibonda dal signor Tramite, a cui risponde: “Mi dispiace, è stata solo una dimenticanza, ero preoccupata per il cane, che aveva già fatto un lungo viaggio e doveva affrontarne un altro…avevo paura di perdere il treno e di dover rimanere due ore in stazione con questa povera bestiolina confusa e impaurita. Come ho già detto all’altro signore, non si preoccupi, i soldi glieli mando con la prossima spedizione di materiale!”
Questa è la successiva risposta di Tramite:

Appena due giorni prima le avevo scritto una email ricordandole la busta ( l’unica mail tra le tante alla quale non ha risposto…guarda un po’!); per cui personalmente le dico che non occorre che mi ripeta le cose tre volte, non sono un deficiente…piuttosto sono stato io a dirle per ben “4 volte”(quattro) cosa dovesse fare fino a poche ore prima e lei non l’ha fatto. Non discuto delle sue capacità in pet-therapy, ma mi irrita fortemente il tentativo vano di limitare tutta la questione in una semplice “dimenticanza”, di come finga di non conoscere come viva un’associazione animalista piccola e dal nome poco altisonante come la nostra (uguale a tante altre) la quale non riceve alcun contributo dagli enti locali e che sopravvive solo grazie alle offerte dei privati, per di più in una regione difficile come la nostra, martoriata dalla piaga del randagismo da decenni. Quello che lei ha definito con supponenza “…per pochi soldi… o come “unica nostra priorita” da mandarci solo e quando le fa comodo non rispettando gli accordi presi, ci avrebbero solo permesso di salvare altri animali in futuro, e questo ancor prima di rimborsare le spese sostenute per il suo cane in microchip e vaccinazioni. E’ una questione che avrebbe potuto risolvere in fretta già nei giorni scorsi o nelle ore immediatamente successive facendo semplicemente un bonifico come hanno fatto tutte le famiglie a cui abbiamo dato cani prendendo i riferimenti iban del ns ente presente nella modulistica di adozione. Comunque non importa, tenga pure i suoi soldi, non ci sono condizioni di fiducia da parte mia per nessuna collaborazione“.

La signora, ovviamente, c’è rimasta malissimo. Anzi, peggio.
Ma a parte i toni insolenti di questa lettera… non vi pare che manchi qualcosa?
Tipo, che so… un minimo, vaghissimo accenno al CANE? Giusto per sapere come sta, se si è ambientato, se va d’accordo con gli altri?
Niente. Nada. Nothing.
I soldi, solo i soldi, esclusivamente i soldi… che, ad una successiva piccola indagine, sono risultati NON essere affatto destinati a “vaccinazione e microchip”; perché questi vengono pagati dal canile con soldi pubblici e non con le donazioni degli adottanti.
Vi sembra lecito pensare, a questo punto, che il signor Tramite questi soldini se li metta in tasca, e che svolga questa “opera di volontariato” al solo ed unico fine di specularci sopra?
A me il dubbio è venuto: dubbio parecchio forte, anche se non posso averne (ancora) la certezza. Però, oltre a sapere già fin troppo bene che alcune associazioni protezionistiche si arricchiscono sulla pelle dei cani, che alcuni gestori di canili fanno lo stesso (evitando anche di dare i cani in adozione e – peggio ancora – permettendo che in canile nascano cucciolate – perché incassano tot al giorno per ogni cane e quindi hanno tutto l’interesse a tenerseli e a NON darli in adozione), che alcuni canili si vendono addirittura le confezioni di pet food che vengono loro regalate… adesso posso aggiungere alla sfilza degli orrori speculativi anche i personaggi come il signor Tramite. Che sembrerebbe accontentarsi di poco, dopotutto, visto che 50 euro non sono certo una grossa cifra: ma soltanto la signora protagonista di questa storia ha fatto adottare undici cani da quel canile… e fanno 550 (più i suoi, quando rimedierà alla dimenticanza, fanno 600).
Quante altre signore si comporteranno nello stesso modo, adottando personalmente un cane e facendo poi “propaganda” tra le loro conoscenze?
Presumo parecchie, anzi spero che siano parecchie, perché questo significa che molti cani troveranno casa… ma il signor Tramite, in questo modo, ci tirerà su uno stipendio: e non mi pare proprio che questo si chiami “volontariato”.
Non so cosa ne pensiate voi.

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22 Commenti

  1. ..Purtroppo non è la prima volta che sento cose del genere….per alcuni è semplicemente un grosso BUSINESS speculare sulla vita e sui sentimenti…….
    ovvio che alcuni potranno dire “bisogna denunciarli” , ma si corre il rischio che il prezzo da pagare sarà anche per i Volontari che si prodigano a salvare queste creature, perchè
    Con i tempi che corrono, c’è da aspettarsi da un momento all’altro che qualcuno proponga la chiusura delle strutture per fare l’ennesimo taglio delle spese….

  2. Non lo so..certo la storia è strana ma colpevolizzare il sig.Tramite per la richiesta di una somma tanto irrisoria, quando tutti noisappiamo quanto costa il mantenimento dei cani in un rifugio, mi sembra azzardato.
    Non penso che con 50 € alla volta si diventi ricchi e poi..il viaggio in treno per venire incontro alla signora chi lo ha pagato?

    • Syvie, il signor Tramite non mantiene alcun cane e vive ben lontano dal rifugio. In realtà lui ha due soli incarichi: mettere le foto dei cani sui un paio di siti di annunci e portare i cani il più vicino possibile, dopo che è stato il canile (a sue spese) a farli arrivare da lui.
      Infatti per una tratta ferroviaria che avrebbe avuto (andata e ritorno) il prezzo di € 9 euro, ne ha scelto una da € 7,50 facendo spostare anche l’adottante e costringendo, ovviamente, il cane stesso a cambiare più volte treno.

  3. e anche chiarezza su dove prendano i cani. se qualcuno mi ha detto che li fanno nascere apposta in canile…(non in tutti ovvio…) questo è il motivo… mi sa

  4. Personalmente non sarei del tutto contraria all’idea di farsi pagare per dare un cane, in certi casi. Certo, se uno si limita a dire: “queste sono le gabbie: prendine uno e vai” allora no, non è giustificato dargli dei soldi per la fatica di stare li a guardare, ma se uno per esempio fa dei test caratteriali a tuttii cani per capire che cani sono, gli insegna due cose di educazione base (tipo a non mordere quando gioca), magari gli risolve qualche problema di comportamento minore (es. paura di fare le scale, saltare addosso alla gente, cose così), e poi si smazza per trovare una persona che sia giusta per il carattere di quel cane e che sia affidabile (disposta a fare dei sacrifici per il cane, disposta a perdere tempo e energie per capirlo e soddisfarlo), e si smazza ancora per insegnare a questa persona un po’ di “cinofilia di base” (di cosa ha bisogno davvero il cane, perchè non bisogna trattarlo come un bimbo ma nemmeno come un oggetto, come insegnargli l’educazione ecc.), allora secondo me è normalissimo che questa persona chieda un compenso. E anche se a fine mese ne ricava uno stipendio o quasi, non ci vedo nulla di male, anche perchè quando hai fatto tutto questo con diverse decine di cani, non ti resta molto tempo per fare di più di qualche lavoretto part-time nel week-end…

    • Anch’io sono favorevole all’idea che i cani del canile debbano essere pagati. Però in modo “ufficiale”; come impegno che ti prendi, sia per aiutare i cani che rimangono lì, sia per dimostrare che non sei andato in canile solo per “scroccare” il cane gratis.
      Ma questo signore, lo ripeto, NON lavora affatto al canile, vive in una regione lontana dal canile… e i soldi li chiede per un servizio che in realtà è già stato pagato dal Comune. A me la storia puzza…

  5. io ho appena adottato una meticcia………bhè qualche stranezza c’è………ed è un canile privato…nessun tipo di pubblicità e il Comune ne fa poca…….i volontari non possono entrare…..insomma devi “forzare molto” per vedere un cane e portarglielo via……con vaccini scaduti….etc …etc…..ma c’è molta omertà……….anche se decvo dire che i vigili del paese…sono stati molto disponibili…..arrivando a dire _per adottare un cane ci troviamo anche nei giorni di chiusura……..però non si pubblicizza l’adottabilità dei cani…….mi sono dovuta rivolgere ad un’associazione per scoprire il canile…..

  6. io ho adottato due cani, entrambi di taglia grande, avanti con gli anni ed in cattiva salute…

    il primo era ricoverato in un canile-rifugio che offriva anche servizi di pensione, era seguito da volontari che accettavano di buon grado qualunque donazione ma non chiedevano niente…

    il secondo era stato recuperato per strada da una delle più importanti associzioni animaliste (internazionale), che si sono dovuti persino sobbarcare le spese di sterilizzazione (oltre che di cura per l’eirlichiosi ed il cherry-eye di cui soffriva) perchè il servizio pubblico non provvedeva neppure a ciò…
    hanno aperto una sottoscrizione su facebook per coprire le spese, dato che io già dovevo accollarmi il trasporto in aereo (circa 250 euro) ed il corredo per la povera cagnona…

    purtroppo assistere i cani costa!
    costa fatica e costa soldi!

    tutto ciò non può essere demandato alla buona volontà dei privati, nè che i soldi pubblici possano andare (come da qualche parte molto probabilmente accade) ad alimentare i farabutti che ospitano i cani nelle loro strutture infernali, a migliaia addirittura, senza cure e con pochi alimenti non ostante i Comuni glie li paghino!

  7. Ciao Valeria l’ Onlus di cui faccio parte, si occupa di cani provenienti da un canile del Sud (che non è un hotel a 5 stelle), dei cani del territorio, della sensibilizzazione a favore della sterilizzazione e contro l’abbandono.
    Tanto per iniziare, se uno ti chiede dei soldi per un randagio prima cosa da fare è andarsene!!!! Poi se si fanno donazioni, richiedere sempre la ricevuta, possibilmente queste donazioni vanno fatte al presidente o al tesoriere dell’associazione o sul IBAN – Poste Pay etc, dell’associazione stessa! Soldi a mano non esistono, nella nostra non tanto corta esperienza abbiamo visto e/o sentito di tutto!
    Altra cosa i nostri cuccioli viaggiano da di Catania a Torino in aereo per limitare al massimo il tempo di viaggio ed i disagi per i cani stessi, in treno e quanti cani per volta o nei furoni? Allora siamo uguali a quelli che portano i cani dall’Est? 🙁 che tristezza!!! La signora Maria che adotta un cucciolo tragicamente non sa che microchip, vaccinazioni e libretto sono a carico del canile-comune e reponsabile ne è l’associazione che si occupa dell’adozione.
    Noi facciamo vedere i cuccioli in foto, la loro scheda, li portiamo al Nord solo se sani vaccinati microchip etc, facciamo fare un modulo di pre affido e poi i “forse futuri adottanti” vengono a vedere i cuccioli nel nostro mini rifugio, poi telefonate, post affido e nel caso di bisogno sono seguiti GRATUITAMENTE da dei nostri educatori cinofili o supportati da veterinari amici. Così si fa!!! Anche noi viviamo di autofinanziamento e di donazioni e di tante cose che ci inventiamo tutti i giorni per tirare avanti ma MAI abbiamo chiesto soldi e sempre nella legalità! Ma non per tutti è così… che immensa tristezza… che male che fanno queste persone sia alle altre associazioni che ai nostri amici pelosi dei canili!!!!

    Valeria GRAZIE dei tuoi articoli sei una fabbrica di spunti e di notizie per chi vive il mondo dei cani!

  8. successo anche a me alla ricerca di un cagnolino, il cane lo potevi vedere previo appuntamento e non potevi incontrarlo più volte cioè o lo prendi o non ti far più vedere, se volevo un cane era già prenotato da piu di sei mesi ma di documenti nemmeno l’ombra, volontari che sindacano sulla volonta di avere un cane avendo gia sei gatti, richiesta di donazione forzata di mangime, l’unico che è stato onesto gia conoscendomi mi ha consigliato un canino ma non volevo per svariati motivi un maschio. io sono sempre stata precisa nell’indicare le mie esigenze non potevo permettermi un adozione del cuore avendo gia in casa i mici e due bimbe, e altri due cagnoni da babbo(non più giovanissimo) ma un cagnolina la volevo lo stesso. matta lo sono io ma proprio sprovveduta no.

  9. Per esperienza, questi personaggi certo non rinunciano facilmente ad una qualunque somma di denaro, mi pare strano sia stato così lassista verso i cinquanta urini della signora.

    • probabilmente per mandare una busta, la signora avrebbe dovuto disporre di un indirizzo postale… probabilmente il signore in questione non era disposto a fornire il proprio… penso troppo male?
      Bisognerebbe che qualcuno che si dichiari disposto a fare una grossa offerta “per i cagnolini” chiedesse di visitare il canile/rifugio… chissà magari verrebbe rifiutata pure questa possibilità.

  10. Riporto la mia esperienza in canile di circa 10 anni fa. Cercavo un cagnolino da adottare, così come primo giro alla ricerca del mio nuovo amico sono andata un canile, qui purtroppo c’erano solo cani di grossa taglia e io a causa dei miei genitori cercavo un cane di piccola massimo media taglia… quindi non trovando nessun cane che fosse adatto a me mi sono fermata a parlare con il responsabile (piccola offerta e un paio di chiacchiere) così gli ho chiesto come potevo far del volontariato presso quel canile (in quel periodo non lavoravo quindi avevo tanto tempo e mi sarebbe piaciuto investirlo aiutando in canile), ma mi è stato risposto che non serviva… perchè un volontario costa troppo (spese di assicurazione, ecc…) sono rimasta basita!!! ma come??? non si accettano 2 mani che aiutino a pulire o che danno qualche carezza a dei cani sicuramente bisognosi???

    vabbè, vado in un altro canile… trovo una signora decisamente antipatica… le dico le mie richieste, cane piccoletto come taglia e possibilmente maschio (ho sempre avuto maschi, solo per questo) questa mi ha risposto in maniera moooolto sgarbata, con una frase del tipo “ti do il cane che voglio io altrimenti vattene!!!” al che vuole rifilarmi una femmina, perchè secondo lei con il meticcio di 12 anni e 3kg del mio fidanzato un altro maschio ci avrebbe litigato, io ne dubitavo ma penso vabbè tanto sono sterilizzate quindi ci posso anche pensare, ne vedo una bellissima (in un gabbione con tipo 20 cani) la cagnetta mi si avvicina e io attraverso la rete le faccio pure un paio di carezze… sembra amore a prima vista, quindi mi informo su quella cagnolina… ma di nuovo la signora in modo sgarbato mi risponde “quella non te la do perchè è bella e la posso dar via sempre!!!” ma può essere una risposta??? proseguiamo, ma a questa signora iniziava a darmi sui nervi!!! finiamo il giro, ma sento in un altro settore cani che abbaiano, le chiedo se possiamo vedere anche quei cani, ma mi risponde che non ci sono altri cani, insomma si arrampica sugli specchi… così me ne vado anche stavolta senza cane e qui terminano i miei giri per canili perchè poi tramite un’associazione ho trovato un cagnolino fantastico che vive ancora con i miei genitori.
    ho cercato poi di informarmi sul perchè quella signora del secondo canile non mi volesse mostrare tutti i cani, e alla fine ho scoperto che nell’altro settore c’erano cani di razza e cuccioli che la signora si vendevaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!! purtroppo erano solo chiacchiere e chi aveva visto questo settore certo non voleva andare a denunciare la signora!!! ma che schifo, c’è gente che marcia sulla vita di tanti poveri cani!!!!!

    Anna

  11. Non so se nel caso qui raccontato si tratti di persone che lucrano sulle adozioni o meno.
    Penso che le persone che si occupano di adozioni di randagi, soprattutto al sud dove la situazione e` disperata, finiscono per avere una generale sfiducia nei confronti delle persone, anche degli adottanti, quasi fossimo tutti “colpevoli” di quello che accade ai cani.
    Queste persone sono cosi` indaffarate nel cercare sistemazioni ai cani, pagare i debiti verso le cliniche e trovare stalli, che finiscono per perdere di vista cio` che conta, ovvero la buona adozione del cane.
    Quello che preme e` sistemarli il prima possibile e basta.
    Personalmente ho avuto una esperienza con una volontaria qualche mese fa. Stavo cercando un cucciolo in adozione e mi e` stato proposto un cucciolo tolto da una situazione non adatta. Dopo diverse telefonate, il cucciolo c’era, poi non c’era perche` prenotato, poi sarebbe stato portato in citta`, poi no perche` la volontaria non poteva… alla fine potevo prenderlo, ma non potevo vederlo, se lo volevo era mio ma non potevo decidere, formula “visto e piaciuto”…
    Ora: siccome parliamo di un cane, e non di una macchina di seconda mano, mi sembrava sacrosanto poter vedere il cucciolo e poi decidere se prenderlo, considerando anche l’indole del piccolo.
    Visto che questo non era concesso, ho lasciato perdere: sicuramente mi avranno considerata come una persona poco meritevole, perche` non disposta a prendere il cane in ogni caso.
    Probabilmente avranno avuto ragione, ma penso che se l’obiettivo principale e` l’adozione, allora forse e` bene dare il cane solo alla famiglia giusta, anche in base al temperamento del cane, non dare via il cane il prima possibile a chiunque.

  12. Ecco cosa penso:
    c’è GROSSA crisi.
    di coscienze.
    E, da ragioniera: la fattura? o almeno, la ricevuta? Perchè mai dovrei consegnare 50 euro a un tizio che non conosco, alla stazione, in busta chiusa, alla consegna di un cane…. Quando si sono scambiati cane contro volantini informativi, il sig Tramite doveva dire: Ecco il cane, ecco la ricevuta, mi dia i 50 concordati.
    Se non lo ha fatto, puzza di evasiooooooone fiscaaaaaale. Del canile per cui lavora, che deve comunque tenere i libri contabili, anche se è un’associazione non profit.

  13. Pure io conosco questa storia…tutto questo buonismo per farli adottare e poi ricevono fondi e se li sperperano come gli pare…e allora non rompessero l’anima al loro solito

  14. Faccio la volontaria in un rifugio privato a Palermo, in Sicilia e spesso per fortuna riusciamo a fare adozioni anche al nord dove la richiesta è maggiore rispetto alla nostra regione. Non chiediamo soldi se non eventualmente donazioni, abbiamo dei “tramiti” in alcune città che non sono altro che ex volontarie che si sono trasferite a studiare/lavorare fuori (visto che anche quello scarseggia in Sicilia) e il loro compito è il fondamentale controllo di pre-affido, perchè siccome noi ai “nostri” cani ci teniamo non gli facciamo affrontare un viaggio se non siamo sicuri (per quanto si è possibile) che andrà a trovare una buona famiglia! La scatola chiusa purtroppo è necessaria se non abbiamo altri rifugi o canili che possano prendere i cani prima, perchè il cane non è un pacco che si rimanda al mittente se non và bene! Ovviamente da parte nostra c’è tutta la chiarezza possibile sul cane, sul suo carattere e la salute, e siamo i primi a cercare di dissuadere gli adottanti se non li riteniamo adatti a quel cane, visto solo per foto!E assicuro tutti che nessuno ci fa uno stipendio, anzi dedica tempo e fatica “solo” per vedere quel cane finalmente passare da un box a una calda cuccia!Questo è solo per dare una testimonianza diversa a quelle riportate da questi commenti, per i quali posso solo dire di non fare di tutta l’erba un fascio! E faccio anche pubblicità perchè vado fiera del rifugio di cui faccio parte: http://www.legadelcane-pa.org/

  15. attenzione anche ai canili più insospettabili!Un amica si è ritrovata a dover cercare una sistemazione al suo cane a causa di problemi di salute di suo padre (trapiantato di cuore!). Portato in canile mentre noi amici e conoscenti ci davamo da fare per trovargli casa (cane grande e abituato fuori) il responsabile le chiede 50 euro a settimana per mantenimento fino a quando non verrà adottato. non solo ma il cane viene sistemato in un box sul retro isolato da tutti (anche dai visitatori) e sul sito del canile non compare la sua foto. Alla richiesta di spiegazioni ci viene detto che i soldi vengono chiesti come offerta per il canile (!) e verra lasciato isolato finchè non sarà a posto con le vaccinazioni (è già a posto!).Sarà mica che gli “ospiti paganti” non vengono fatti adottare di proposito? dopo un mese il cagnone è stato adottato ma non certo grazie al canile

  16. Tre anni fa ho visto su Ebay, mentre cercavo altro, un annuncio di una notissima associazione per la protezione del cane italiana.
    Già che mettono annunci su ebay…
    Ho chiesto info, visto che era intenzione della mia famiglia in quel periodo adottare un cane. E’ venuta a casa mia una “esperta in visite domiciliari” che ha setacciato casa e giardino -viviamo in una villetta a schiera alle porte del parco Ticino-, ci ha rivoltato come calzini, e ha chiesto CENTO euro per mandare avanti le pratiche di adozione.
    Attenzione, non mi assicurava che mi avrebbero affidato un cane, perché avrebbe dovuto esporre la mia richiesta e il risultato della visita domiciliare alla sua sezione, ma solo che avrebbe inserito la mia richiesta.
    Poi tutte le vaccinazioni, sterilizzazioni, microchip, sarebbero state a mio carico, e SE avessero deciso ritenuto che eravamo idonei ad adottare un animale (ma la casa su due piani non va bene, il giardino è troppo piccolo, i prati vicini non vanno bene perché ci possono essere parassiti, il mio veterinario non è loro affiliato…) avremmo potuto ricevere visite di controllo a sorpresa.
    Li ho mandati al diavolo, e fatto pessima pubblicità.

  17. da un mese cerco di adottare un cane tramite internet.niente.rompono coglioni e chiedono 140 euro piu donazione …..ma vaffff…….ho lasciato perdere

  18. Io ho trovato la mia cucciolona in un canile in cui le volontarie fanno un gran lavoro anche per pubblicizzare i cani (con tanto di sito internet ecc) e chiedono l offerta senza limite di cifra. Il cane era già chippato e vaccinato però non era sterilizzato (ma avevo l obbligo di sterilizzar la a spese mie). Conosco però canili in cui ti chiedono una offerta minima (si parla anche di 150€!! Ma che scherziamo!?) con la scusa delle spese di mantenimento tedi cani…io da quelli sono fuggita a gambe levate!

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.