sabato , 18 novembre 2017
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Alpha, Beta, Omega… ma che vor di’? Le gerarchie lupine (e canine) spiegate alla Sciuramaria

di VALERIA ROSSI – PREMESSA – Quando scrivo articoli a commento dei seminari che vado tenendo in giro per l’Italia, spesso mi capita di parlare di “cane beta” o di “cane omega”, come se tutti sapessero di cosa si tratta. Invece mi sono accorta che no, non è troppo chiaro, specie alle Sciuremarie (ovvero ai neo-cinofili).
Siccome mi hanno chiesto in millemila di dare qualche spiegazione comprensibile, io ci provo… non so bene con quale risultato, perché vedendoli dal vivo è abbastanza agevole inquadrare i cani, ma descriverne le caratteristiche a parole è tutta un’altra cosa! Comunque… ci provo.

Cominciamo col dire che questi termini (alfa, beta, omega, intermedio, specialista) sono presi di peso dal mondo lupino, dove le gerarchie (che sono circolari e non piramidali – almeno in linea di massima e con qualche eccezione – e che sono anche fluide e non fissate una volta per tutte) prevedono vari “ruoli sociali”, codificati dagli umani con tre lettere greche e alcuni aggettivi.
Poiché il lupo è il progenitore del cane, e poiché il lupo (checché se ne pensi!) è stato studiato molto più del cane, questa terminologia si può applicare anche ai cani, anche se con le debite distinzioni. In effetti i compiti, all’interno del branco, sarebbero abbastanza simili da risultare sovrapponibili… SE ci fosse sempre un vero “branco” di cui parlare.
In realtà  la cosa più importante da capire è che il cane, con rare eccezioni, NON vive in branco.
I miei husky sì, vivevano in branco (anche se era un branco interspecifico, in quanto “inquinato” dalla presenza umana), perché stavano costantemente insieme dal mattino alla sera, dividevano lo stesso territorio e le stesse risorse, erano in gran parte imparentati tra loro e andavano pure a caccia insieme (NON con l’autorizzazione dell’umana… ma ci andavano lo stesso).
I pastori tedeschi che ho allevato in un altro periodo della mia vita, al contrario, vivevano solo parzialmente insieme, non cacciavano e soprattutto non erano “famiglie” composte da genitori e figli, quindi già non erano più un branco vero e proprio.

Figuriamoci i cani del parchetto che si incontrano per mezz’oretta al giorno e che appartengono a razze diverse, tipologie diverse, famiglie umane diverse.
Il vero motivo per cui non è sempre facile stabilire con certezza a quale categoria appartenga un cane è dovuto proprio all’impossibilità di vederlo agire in un branco naturale: ciononostante, osservando un cane alle prese con altri suoi simili,  si possono trarre indicazioni abbastanza attendibili, sulla base delle quali possiamo provare a descrivere le varie tipologie.

Il cane ALPHA

Sono ormai decenni che mi sforzo di spiegare a tutti coloro che mi ascoltano (o mi leggono) che il lupo alpha (il famoso “capobranco”!) NON è quello “che sottomette tutti gli altri”.
E’, semmai, il lupo a cui gli altri si sottomettono perché lo ritengono il più forte, il più intelligente, il più esperto, il più figo di tutti: per questo ha diritto a mangiare le parti migliori della preda, il che modifica il suo odore e – pare – anche il colore del suo mantello, mettendolo così in grado di inviare segnali visivi e olfattivi particolarmente evidenti agli occhi e al naso degli altri lupi.
Ora provate a pensare a come cavolo potrebbero “eleggere” un alpha dei cani che si incontrano al parchetto dalle nove alle dieci del mattino.
Dovrebbe apparire evidente anche alla Sciuramaria che questo status lo si può acquisire solo dopo una lunga frequentazione… e non solo: lo si acquisisce anche dimostrando determinate abilità (nella caccia, nel corteggiamento, nell’organizzazione del branco, nella difesa del territorio…) che i cani non hanno mai bisogno (o non hanno modo) di mettere in pratica.
A caccia non ci devono andare, visto che la pappa arriva pronta in ciotola; a corteggiare ci proverebbero pure, ma gli umani li dividono immediatamente dalle femmine in calore e/o li cazziano se tentano un corteggiamento troppo spinto; un vero branco da organizzare non ce l’ hanno…e se stanno al parchetto non hanno neanche un territorio proprio, perché quello è territorio di tutti.
Per questo motivo il concetto di lupo alpha (anzi, di coppia alpha, perché sono sempre un maschio e una femmina) ha un significato completamente diverso da quello di cane alpha, che si può identificare solo nel capo di un gruppo (branco o branchetto che sia) di cani conviventi, sempre che l’uomo non ci abbia messo troppo pesantemente lo zampino.
Ci sono veri cani alpha tra randagi e ferali, ci sono veri cani alpha negli allevamenti di persone che, come me, permettono ai cani di convivere… ma quando metti insieme un gruppo di cani che non si conoscono, o che interagiscono solo per un’oretta al giorno, di veri e propri cani alpha non si può realmente parlare.
Al massimo si può parlare di cani a cui “piacerebbe” essere tali, o che “tenderebbero” ad assumere questo ruolo… almeno fino a prova contraria. E anche qui riusciamo comunque a fare confusione, perché la Sciuramaria normalmente ritiene “alpha” (o “dominante”, o addirittura “capobranco”: maddeche, se il branco non c’è?) il cane che va a rompere le palle a tutti gli altri, ringhiando e facendo scoppiare risse a destra e a manca.

In realtà il vero cane alpha (o quello che si sente tale) è un cane che gli altri non se li fila neanche di striscio: può assumere atteggiamenti dominanti (coda dritta, orecchie dritte, corpo rigido, a volte piloerezione…) quando sono gli altri ad avvicinarsi a lui, ma non è MAI, per nessun motivo, un “cane da rissa”.
Lui non cerca praticamente mai il conflitto (il che non significa che, se altri lo cercano, non lo trovino: è un capo, non un pirla), anzi tende solitamente ad isolarsi abbastanza e a starsene per i cavoli suoi, possibilmente in una posizione sopraelevata, se ce n’è una disponibile.
Può andarsi a rapportare (“presentandosi” in modo rituale) ai nuovi arrivati: ma con i cani che già conosce è una specie di tranquillo sovrintendente che controlla tutto, tutto vede e tutto sa, ma non rompe le scatole a nessuno, se non ce n’è bisogno.
Il cane alpha non è un abbaiatore coatto.
Il cane alpha, dalla sua posizione privilegiata, difficilmente si abbassa a mescolarsi con la “plebaglia” non solo per litigare, ma neppure per giocare.
Gioca quasi esclusivamente con i cuccioli (che ritiene tutti figli suoi): con gli altri adulti può accettare solo qualche breve lotta ludica (nel corso della quale a volte si ribaltano completamente le gerarchie: quindi NON si deve cercare di capire i ruoli gerarchici dei cani mentre stanno giocando).
Proprio per questo motivo, ad eccezione di alcuni casi in cui serve un intervento particolarmente intenso dal punto di vista olfattivo o comunque “segnaletico”, il cane alpha raramente viene utilizzato come tutor.

Il cane BETA

Nei branchi di lupi, i beta sono i “poliziotti”: sono quelli deputati a mantenere le regole e a garantire la sicurezza. Anche loro sono solitamente una coppia, più grande e robusta della media, che ha il compito di delimitare il territorio in cui si muove un branco (con l’orinazione e con la marcatura fatta attraverso le ghiandole dei polpastrelli: i lupi – e i cani – che raspano a tutto spiano dopo aver sporcato sono quasi sempre beta), di “mettere ordine” quando nasce qualche conflitto interno e di proteggere il branco dalle invasioni esterne.
I cani beta sono davvero molto diffusi (insieme agli omega, sono la maggioranza) e sono anche quelli che, quando non hanno modo di interagire con un vero branco, piantano più facilmente casino.
Sono i cani che si “buttano in mezzo” alle risse, solitamente cercando non di pacificare (quello lo fanno gli omega), ma di dare man forte al capo… e siccome nelle risse canine solitamente un capo non c’è, danno una mano a quello che appare il più forte, rendendo a volte drammatica la classica situazione “cane grosso contro cane piccolo”. Perché il beta, quando e se si mette di mezzo, aiuta il più grosso… e siccome il mondo reale non è quello di Walt Disney, il più piccolo corre seri rischi.

Molti “cani da rissa” sono beta non perfettamente socializzati (o non socializzati affatto): gli stessi identici cani, messi in condizione di interagire con un branco, potrebbero essere splendidi cani “regolatori”.
Il beta si “presenta” solitamente approcciando in modo sicuro e deciso l’antagonista, ma rispettando il galateo canino (approccio laterale, segnali calmanti, calma olimpica); molto tipico il gesto di appoggiare il muso sul garrese dell’altro cane (segnale di dominanza pacifica).
A volte può completare la ritualizzazione con il gesto della monta.
Nell’ambito dei “cani tutor” il beta viene utilizzato molto spesso proprio per la sua capacità di far rispettare le regole… sempre che i cani pazienti le conoscano: se così non è, serve prima l’intervento di altri cani, come omega o balie (v.).
I cani beta sono piuttosto diffusi tra le linee neoteniche più basse (soprattutto molossoidi e retriever).

Il cane INTERMEDIO

In ambito lupino si è scoperto che questi sono gli individui con l’udito più sviluppato e che, per questo, hanno il compito di avvisare gli altri qualora si avvicini un potenziale pericolo. Sono tendenzialmente diffidenti verso le novità.
La loro caratteristica principale è però quella di poter sostituire – in caso di morte – qualsiasi altro lupo, con qualsiasi ruolo, all’interno del branco.
Il cane intermedio è difficile da individuare (almeno per la sottoscritta) proprio perché l’ecletticità di questo ruolo lo rende anche ingannevole: in linea di massima, osservando un gruppo di cani, possiamo considerare “intermedio” quello che sembra più interessato ad imparare dagli alpha e dai beta e che segue più facilmente le loro indicazioni. Probabilmente sono i più diffusi in assoluto tra i cani, anche se ci vuole più tempo per capire che ruolo hanno.
I lupi intermedi hanno anche il compito di far sembrare il branco più numeroso di quanto non sia, lasciando tracce olfattive molto diverse (dovute ad una dieta estremamente varia) e a vocalizzi in varie tonalità.
Per quanto ho potuto osservare tra i miei cani, sono sicurissima di aver individuato una sola husky intermedia (l’adulta nella foto sopra a sinistra), il cui comportamento rispecchiava esattamente quello degli omologhi lupi: amava mangiare cose diversissime (comprese le ciliege del mio albero preferito, che alzandosi sui posteriori “ripuliva” completamente nei rami bassi, costringendomi così a prendere la scala ogni volta che volevo una ciliegia, perché ad altezza umana non ce n’era più mezza), utilizzava vocalizzi di tonalità diversissime (aveva imparato ad abbaiare come un pastore tedesco e anche come un maltese, imitando i due non-husky di casa) ed era l’ombra della cagna alpha (sua madre), della quale prese infatti il posto quando lei si ammalò.
In nessun altro caso posso dire di aver identificato con assoluta precisione e certezza un intermedio, ma in linea di massima si può pensare a questo ruolo quando si trova un cane molto eclettico in tutte le sue manifestazioni, dal cibo al gioco alla perlustrazione del territorio.

Il cane OMEGA

Quando si parla di lupi (o di cani) omega, sembra sempre di parlare di poveri derelitti che passano la vita a strisciare ai piedi di qualcun altro.
Che striscino, in realtà, è anche vero: sono cani che tendono ad avvicinare gli altri mandando a tutta birra segnali di calma e posture di sottomissione. Però non è vero che siano dei poveracci, dei paria, degli sfigati.
Anzi! Sono dei privilegiati, visto che il loro compito è quello di disinnescare le tensioni e di appianare i conflitti: e per questo, tra i lupi, vengono ricompensati con privilegi di tutto rispetto. Per esempio, è vero che mangiano per ultimi, ma è anche vero che mangiano parti pregiate, tenute da parte apposta per loro.
Questo non è ovviamente osservabile nei branchi di cani domestici (anche i miei husky, per quanto imbrancati, mangiavano pappa in ciotola: quanto alle spedizioni di caccia, di solito non avevo modo di scoprire come si sarebbero divisi la preda perché ero troppo occupata a pagarla al pastore o al contadino incazzato nero).
E’ invece osservabilissimo il comportamento di disinnesco delle tensioni: il cane omega, così come il lupo, è quello che avvicina tutti invitandoli al gioco, facendo lo scemo, scodinzolando a tremila all’ora, distribuendo leccatine e testatine affettuose. Il classico “cane buono con tutti, che vuole sempre giocare”, insomma…e che in realtà è molto, ma molto più di questo, perché è un pacificatore nato.
Tra i lupi il suo ruolo principale (e fondamentale) è quello di mantenere la calma, per esempio, al momento del pasto, quando tutti vorrebbero mangiare per primi e più degli altri: senza un omega, ogni pasto finirebbe in rissa e il branco subirebbe sicuramente delle perdite, o si ritroverebbe con metà dei membri feriti e sanguinanti (e in mezzo ai boschi non c’è il veterinario pronto ad intervenire…).

Tra i cani domestici, che hanno decisamente meno occasioni di tensione (a meno che non siamo noi a crearle: esempio tipico, il lancio di pallina al parchetto con dieci cani che non si sono mai visti prima pronti a scannarsi per conquistarla), l’omega è comunque quello che invita tutti al gioco, che approccia tutti con segnali di sottomissione passiva e anche attiva (l’omega “capotta” spesso e volentieri), che va a metter pace quando si accorge che due cani stanno per entrare in conflitto (se ci sono già entrati, il suo intervento non serve più: di solito, a quel punto, è un beta che va a dare manforte al presunto vincitore, come abbiamo già detto sopra…e il conflitto finisce comunque, ma in modo decisamente più cruento).
I lupi omega emettono anche segnali vocali “pacificatori”, particolarmente armonici e rilassanti; nei cani questo si osserva raramente, anche se alcuni omega mandano mugolii quando stanno cercando di metter pace tra due cani in tensione.
Sia i lupi che i cani omega emettono segnali olfattivi con effetto calmante e rasserenante. Per tutti questi motivi, gli omega sono i cani più usati in assoluto come tutor.
Gli omega si trovano facilmente in tutte le razze, ma in particolare sono diffusi tra golden, border collie, setter …e ci sono perfino diversi american pit bull terrier: moltissimi lo sono in giovane età, ma parecchi anche in età adulta.

I cani SPECIALISTI

Tra i lupi ci sono due tipi principali di specialisti: i cacciatori e i balia.
I cacciatori, lo dice il nome stesso, sono quelli che inseguono la preda, la stancano o cercano di spedirla nella direzione dei beta, che poi  la attaccano definitivamente e la uccidono.
Purtroppo per me, tra i miei cani ho individuato due femmine cacciatrici, ma in condizioni normali è praticamente impossibile scoprire quale cane domestico abbia questa attitudine.
Molto più facile (e importante, specie se si ha un cucciolo) identificare il cane balia, che  in natura ha la funzione di “zio” (o  zia, se femmina) dei cuccioli della coppia alpha. Tra i cani è molto più facile trovare balia maschi; le femmine sono più rare.
Il balia “si presenta” agli altri cani in modo simile al beta, ma anziché limitarsi ad appoggiare il muso sul garrese del cucciolo, lo lecca. Dopodiché comincia ad insegnargli un sacco di cose, sempre e solo attraverso il gioco che sarà molto spesso un gioco di caccia (lo fanno anche i cani, perché nessuno di loro si è ancora convinto che la ciotola verrà sempre e comunque riempita).

I cani balia sono quelli che vanno anche a rubare cibo o giochini ai cuccioli, insegnando loro il concetto di possessività: e qui occorre un po’ di attenzione, perché cuccioli che vivono molto a lungo con cani balia possono diventare particolarmente possessivi.
Il lupo balia è anche deputato a fare la guardia alla tana in cui vivono madre e cuccioli ed è l’unico autorizzato ad entrarvi anche prima che i piccoli, svezzati, escano dalla tana.
Trasportato in ambito canino, tutto questo emerge abbastanza chiaramente quando si vede un cane che si piazza “di sentinella” vicino alla cuccia di un giovane addormentato: spesso lo fanno anche con i bambini umani.
I balia sono cani veramente preziosi non tanto come tutor, quanto per le possibilità di utilizzo nelle classi di socializzazione (che non significa “buttare allo sbaraglio mille cani insieme”, come purtroppo avviene in qualche campo cinofilo, ma mettere insieme con la dovuta competenza gruppi di cuccioli e adulti compatibili, cosicché i più giovani possano imparare a rapportarsi e non uscire choccati da questa esperienza). Ma alle classi di socializzazione dedicheremo un altro articolo: per ora mi fermo, sperando di essere riuscita a far capire qualcosa del complesso (e stupendo) mondo dei rapporti e dei ruoli intraspecifici… ribadendo, però, che per capirli davvero bisogna osservare, osservare e ancora osservare!

NOTA: mentre per quanto riguarda i lupi ho attinto materiale da libri di vari Autori, le osservazioni che riguardano i cani sono legate in gran parte alla mia esperienza personale, che però è riferita soprattutto al mio branco di Siberian husky, cani molto in alto sulla scala neotenica e in quanto tali molto vicini al lupo.
Altre razze potrebbero manifestare (e manifestano) comportamenti diversi da quelli descritti: ma ho potuto notare che, almeno a grandi linee, i ruoli sono abbastanza simili per tutti. Semmai sono le manifestazioni esteriori ad essere, in alcuni casi, meno eclatanti e quindi meno riconoscibili dall’occhio umano.

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Commenti all'articolo

46 commenti

  1. Mooolto interessante, sopratutto per un semi-ignorante come me !
    Ora il grosso dubbio è: “ma la mia è Beta o Omega ?”….perché ha delle caratteristiche di entrambi i modelli !
    Forse dovrei aspettare l’età adulta per capirlo…..e osservarla molto !

  2. Complimenti per l’articolo! Come sempre!
    Non riesco a trovare il libro “Parlare da cani” di Mangini, ho visto che esisteva una versione web edition, ma è stata eliminata.
    Esiste una versione cartacea?

    • Non credo che esista più nessuna versione di “Parlare da cani”, purtroppo…ma aspetto conferma dall’autore, se leggerà!

  3. Interessantissimo.

    Da poco ho adottato una cucciolina di 2 mesi, ho modo di capire già da ora la sua “vocazione”?
    Inoltre, in famiglia vi è un Beagle adulto (maschio castrato e testone), cane che – secondo me – rientra nei Beta non equilibrati, poichè è un attaccabrighe ed ha già aggredito la cucciola (fortunatamente senza conseguenze) poiché questa voleva giocare con lui (la scena si è svolta in assenza di cibo, o giochi nè altre risorse ).

    Sicuramente il Beagle deve abituarsi alla nuova entrata, ma non vorremmo si ripresenti ancora la stessa condizione, anche perchè nel primo attacco abbiamo temuto il peggio!

  4. A tal proposito, stavo cercando il libro di Claudio ma non lo trovo… Bisogna chiedere direttamente a lui?

  5. sciuramaria

    Ho capito tutto… quindi la “prova Sciuramaria” è positiva 😉
    Al parco dove porto il mio cane c’è una comunità di una dozzina di cani, sempre quelli: non è un branco, ma ci sono comunque dei rapporti consolidati, abbastanza stabili e amichevoli (salvo un paio che non si possono incontrare: se arriva uno l’altra deve andare via). L’alfa che avevamo (credo) era una dogo di 4 anni (ora si è trasferita e non viene più) che aveva assolutamente l’atteggiamento descritto e a cui tutti gli altri cani tributavano “omaggi e rispetto”.
    Il ruolo del mio mi è del tutto incomprensibile… potrebbe essere un intermedio, visto che ce n’è tanti e visto che è abbastanza eclettico, ma tanto per dire… non saprei proprio.

    C’è però un cane che ha un comportamento che mi incuriosisce molto. Maschio adulto di circa 3 anni, intero. Meticcio molto misto, con dentro pastore tedesco, husky, labrador e dell’altro ancora (genitori e nonni sono conosciuti).
    Moderatamente giocoso e abbastanza sicuro di sé. Non particolarmente litigioso, anche se ci sono alcuni cani maschi che detesta (compresi suo fratello e suo padre)
    Quando il mio (ma anche un altro) gioca con un cane più piccolo e il piccolo pare essere un poco in difficoltà (il mio alle volte è irruento) interviene a dividerli e difendere il piccolo. Mette il muso vicino al muso del mio e gli ringhia… ma in modo bonario, con calma: però si capisce che è un ringhio… I destinatari del ringhio capiscono benissimo e si calmano. Il tutto avviene “in amicizia”. E’ bello da vedere e anche molto curioso: io non lo avevo mai visto questo comportamento. Però non parrebbe un omega… è un cane abbastanza spavaldo.

    • Si direbbe un beta…anche se capirlo da una descrizione a parole è ben difficile (come presumo siano state assai generiche e poco indicative le descrizioni mie) 🙂

      • sciuramaria

        Dalla tua descrizione lo direi anch’io… se non fosse che interviene a difesa dei deboli… è questo il fatto curioso…

        Volevo fare anche un’altra domanda… cani tutor a parte, io vedo che il mio cane “copia” gli atteggiamenti dei cani che frequenta, imparando di solito le peggio cose da tutti (come fanno anche i bambini) ma anche qualcosa di buono.
        Alle volte lo vedi proprio che quando succede qualcosa si gira a guardare l’altro cane per vedere cosa fa (in assenza di altro cane guarda me).
        E’ dovuto alla giovane età (cioè lo fanno tutti) oppure è un tratto distintivo (o del carattere individuale o del tipo di cane)?

        • Lo fanno più o meno tutti (anche per questo i cani tutor funzionano!), chi in modo più evidente e chi meno. Però lo fanno eccome.
          In giovane età di più (come i bambini, sono più portati ad assorbire gli insegnamenti specie quando non sanno bene come affrontare una situazione), ma anche da adulti: e meno male, perchè così i cani non smettono mai di imparare (anche da noi).

          • I cuccioloni sono copioni! Blu, un cane che avevo anni fa era entrato in famiglia da neonato (pena la soppressione) e poveretto imparava dai cani adulti ai giardinetti. La prima volta che ha notato un cane adulto sgattare dopo aver fatto la cacca per coprirla si e` subito dato da fare per copiare: appena espletato guardando fisso la cacca si e` messo a sgattare furiosamente!

  6. Buongiorno e complimenti per l’articolo, veramente esaustivo. Sono veterinario e mi occupo da una decina d’anni di relazione uomo-cane senza peraltro aver acquisito certezze di alcun tipo e tantomeno ricette… La mia domanda è un po’ polemica: oggi tra gentilisti e assertivisti, tra sostenitori delle gerarchie e detrattori delle stesse, si assiste ad un’estremizzazione ed a schieramenti davvero inquietanti. Lavorando in un’ASL e occupandomi di progetti nelle scuole e corsi formativi per proprietari di cani vorrei fornire sempre indicazioni semplici, fruibili e il più possibile corrette; purtroppo mi rendo conto che ormai è difficilissimo conciliare questi estremi. Personalmente mi piace parlare di gerarchie e, fermi restando l’alterità del cane, il suo valore ed il suo significato, delle analogie sociali con i “branchi” umani. Ma non si richia (ecco la domanda) di andare ad un estremo che sta perdendo di “valore”?
    Un cordiale saluto.

    • Mauro, se si va a scavare un pochino a fondo sotto le varie cinofilosofie che apparentemente negano le gerarchie si trova sempre la stessa cosa: un modo diverso di chiamare le stesse cose (a puro scopo di marketing, dicono i maligni; io mi auguro che almeno qualcuno sia davvero in buona fede e che stia tentando solo di spogliare termini come “dominanza”, “gerarchia” eccetera di quel “lato oscuro” che purtroppo è stato dato loro dai Cesar Millan di turno, confondendo addestramento con violenza, correzione con coercizione e così via).
      Sta di fatto che se prendi un qualsiasi “negatore della dominanza” e gli chiedi come funzioni un branco di lupi o di cani, lui ti parlerà di ruoli sociali, di diversi status, di posizioni più o meno elevate… sempre che non parta con le supercazzole e non sforni termini inusuali e raffinatissimi per dire le stesse identiche cose: ma alla fine, stringi stringi, scoprirai sempre che esistono la dominanza, la sottomissione, le gerarchie eccetera eccetera.
      Sono davvero in pochi a negarne realmente l’esistenza (e quei pochi, ahimé, stanno causando un drammatico effetto-Spock tra i proprietari iperpermissivi, che dopo un annetto o due arrivano disperati al campo dell’addestratore dicendogli che Fufino gli ha staccato una caviglia): tutti gli altri giocano con le parole, ma non possono negare che le gerarchie esistano eccome… perché non si può negare l’etologia e soprattutto non si può negare l’evidenza.
      Forse ci riesce chi di cani ha sempre e solo “letto”, senza mai averne visto uno: ma bastano un paio d’ore passate in mezzo ai cani “veri”, in pelo ed ossa, per rivedere certe posizioni (a meno che non si vada in giro con gli occhiali scuri e il bastone bianco).
      Le gerarchie esistono, la dominanza e la sottomissione esistono: se ci fossimo messi tutti d’accordo per spiegare al grande pubblico che NON vanno interpretate come forme di violenza, anziché fare tante supercazzole, oggi parleremmo tutti la stessa lingua e la gente ci capirebbe… ma qui ho idea che, anche senza voler essere maligni, il marketing abbia fatto davvero la parte del leone.

  7. Domanda da ingnorantissima (scusa): ma i cani hanno in se queste qualita` innate o si sviluppano solo se sono in branco? Ho visto che i ruoli possono cambiare, quindi dipende dal branco in cui un cane si ristrova o nasce? Io non riesco neanche a capire fra i miei due cani chi si consideri “piu` importante”…dagli atteggiamenti direi che fanno a turno ma puo` essere? Ti prego non mi bannare perche` ho il sospetto di aver chiesto cose idiotissime e chiedo perdono.

    • Ermanna, ma ti pare che io banni la gente solo perché fa una domanda magari un po’ ingenua?!? Eddai! 😀
      E poi la tua non lo è affatto, anzi è una domanda interessante. Sì, i cani hanno in sè delle qualità innate, che però emergono soprattutto nei rapporti di branco. E’ abbastanza normale che questo succeda: un bambino può avere il DNA di un potenziale genio della musica, ma se non gli si mette a disposizione uno strumento nessuno lo scoprirà mai.
      Ecco, il branco è lo “strumento” che serve a far emergere le qualità dei cani.
      Per quanto riguarda i tuoi due cani il discorso è diverso: non tanto di ruoli quanto di dominanza. E sì, può essere che “facciano a turno”, se tra loro non ci sono particolari conflitti gerarchici e se nessuno ha intenzione di diventare il capo dell’altro. Può anche essere che entrambi si considerino di pari grado e che ritengano che il vero capo sia tu 🙂

      • Cos`e` quel pollice verso rosso? Qualcuno immagino non possa credere che il capo sia io ne? Bhe …e` vero. Comunque i cani hanno un bellissimo rapporto mi pare. Si rispettano molto, ci sono un paio di futon che sono di Maro e Yukita va su tutti gli altri ma su quelli no. Per cui pensavo che come secondo arrivato considerasse Maro gerarchicamente superiore. Pero` passa prima lui dalle porte e beve prima. Dormono come capita, da soli o insieme o con noi nel letto. Mangiano ciascuno per conto proprio contemporaneamente e se uno va a vedere cosa c`e` nella ciotola dell`altro l`altro lo lascia fare tanto sa che non prelevera` nulla, aspettera` di ricevere caso mai qualcosa da me.
        Non e` merito mio perche` sono arrivati in famiglia gia` adulti e bene educati ma sembrano proprio, ciasuno a modo suo, equilibrati nei rapporti fra loro e poi con noi.
        Le monte rituali le fanno a turno ma sempre durante le lotte scatenate di gioco, non so neanche se a volte non sia proprio solo una “mossa di lotta libera”. Forse sono davvero pari gerarchicamente, chissa` in un branco che funzioni avrebbero? Da come fanno certi giorni che sembrano pazzi durante i giochi potrebbe anche essere “lo scemo del branco” sospetto ^o^

  8. Grazie 1000! Bell’articolo , semplice e chiaro e con molte informazioni 🙂

  9. Valeria, grazie per la risposta, ho visto adesso del corso di comunicazione a Frossasco e sicuramente parteciperò e sarà un piacere conoscerti di persona.
    Credo anch’io che non si possa prescindere da una base gerarchica per spiegare le dinamiche socio-relazionali, intra ed interspecifiche umane e canine. E’ un mondo affascinante che insegna moltissimo; anche a relazionarci tra umani.

  10. preciso e chiaro… direi che è difficile confondersi, così!
    😉
    anche se poi ovviamente chi non avrà la mente aperta a capire, continuerà a compiacersi del proprio cane fastidiosissimo definendolo “alfa” per sentirsi figo!
    😀

    i miei cani, seppur con troppi anni (5-6) vissuti in modo che è impossibile sapere prima che io li adottassi, mi sembrano un MASCHIO BALIA e una FEMMINA BETA…

    colgo l’occasione, anche se esula un pochino: la femmina ha comportamenti “anti-balia” nel senso che con tutti i cani adulti si comporta da beta, mentre ai cuccioli riserva un trattamento speciale: li afferra e gli “pinza” una guancia senza ferirli in alcun modo, mai una goccia di sangue o un’escoriazione ma li tiene in presa e li fa strillare di paura…
    purtroppo è accaduto due volte e da allora non la lasciamo mai più avvicinare a un cucciolo, eppure dalle sue mammelle deformate e la schiena imbarcata siamo ragionevolmente certi che debba averne avuti tanti di suoi…
    o forse – vedendoli deboli – si accanisce su di loro estremizzando un comportamento da beta (evidentemente squilibrato)?

  11. Claudio Mangini

    Rispondo un po’ in generale
    Questi “status sociali” – come sapete – sono plastici (Bonanni docet) e necessitano in ogni caso di un gruppo (branco) per esprimersi al meglio.
    La loro NON conoscenza da parte di alcuni cinofili ha generato tanti piccoli e grandi conflitti nei proprietari i quali, unitamente alla disinformazione dilagante sul web (il mio cane è “alfa”, “dominante”, etc) e la Cinofilosofia di chi i cani (ed i lupi) li ha solo letti o visti su youtube, non hanno trovato nei nuovi educatori le risoluzioni ai loro problemi..
    Nelle cucciolate si possono già vedere diverse tendenze sul fronte sociale (nella “socialità” sono insite le “REGOLE di convivenza” – anche se i Cinofilosofi le negano, arrivando addirittura a negare – in alcuni casi – l’essenza stessa del cane), ma proprio a causa della plasticità, ai fattori ambientali e di crescita può rimanere sopita, inespressa o alterarsi.
    Proprio attraverso questo studio, e soprattutto le conoscenze sulla comunicazione chimico/olfattiva, nascono i “cani tutor”, i quali si distinguono proprio per l’amplificazione di certe caratteristiche sociali che vengono, in un certo senso, restituite al “cane paziente”.
    Come dico sempre nei seminari:-“Il primo compito di un cinofilo che si prefigge di rieducare un cane – o di recuperarlo – è quello di spogliarlo”.
    D’altra parte, come farei a “rivestirlo” se prima non lo metto a nudo?
    Resta il fatto che un cane “omega”, non potrà mai diventare un “beta”, ma potrà al massimo acquisirne le competenze, senza per questo disattendere la sua vera vocazione.
    Vivendo con 15 cani in casa è facile far crescere soggetti in linea con le loro inclinazioni sociali, e questo permette di avere un gruppo piuttosto nutrito di “cani tutor”, i quali (lo dice il termine) fanno da “cerniera” tra il “cane paziente” e gli altri cani, o tra il “cane paziente” ed il mondo degli uomini (Raùl ne è un mirabile esempio).
    Ci sono dei test piuttosto attendibili per verificare l’esatta collocazione sociale del cane paziente, e l’operatore si muove di conseguenza con il “cane tutor” più idoneo, tenendo conto soprattutto della neotenia e della razza.
    Come dice Valeria:-“Vederli in azione è molto più semplice che tentare di descriverli” – anche perché i tanti casi con cui hanno a che fare negli incontri pubblici sono sempre differenti, dalle mille sfacciettature e personali.
    Per il libro “Parlare da cani”, non ho più concesso l’autorizzazione alla ristampa.
    Me ne rimasero alcune copie destinate alla promozione che un giorno promisi di regalare ad alcuni amici, ma poi decisi che le avrei usate per accendere il fuoco del caminetto. E così fu.
    Avevo inserito dieci capitoli sul mio blog (poco più di 200 pagine delle oltre 400 che compongono il libro), ma alcune persone si misero a fare ostracismo di basso profilo.
    Non vivendo di editoria, decisi quindi di toglierlo anche da la web con buona pace degli scrittori di stampo commerciale.
    Le richieste, ancora oggi, sono tantissime (anche perché c’è un DVD allegato che mostra i “cani tutor” all’opera e le applicazioni etologiche di quanto c’è scritto all’interno), e se un giorno dovessi cambiare idea, ve lo farò sapere 😉

    Claudio

    • Claudio scrive:
      “Resta il fatto che un cane “omega”, non potrà mai diventare un “beta”, ma potrà al massimo acquisirne le competenze, senza per questo disattendere la sua vera vocazione”

      domanda:
      se il cane venisse inserito in un contesto sociale completamente diverso, un “branco artificiale” completamente diverso aggregato in modo “non familiare” come potrebbero essere ad esempio un gruppetto di randagi, nel quale non ci sono “beta”, il cane “omega” che ha acquisito le competenze da “beta” non ricoprirebbe anche questo ruolo?

      grazie, saluti

      Alessio

      • E’ la stessa cosa: un omega non diventa beta. Sono gli intermedi che possono passare di ruolo “diventando” effettivamente qualcos’altro.

        • quindi alcuni NASCONO predeterminati (alfa, beta, omega) mentre altri si formano secondo necessità (gli intermedi)?

          • Claudio Mangini

            Nascono con queste tendenze, ma per effetto della loro plasticità e delle abilità adattive – pur mantenendo le caratteristiche originarie – alterano il loro status originale.
            I cani “intermedi” hanno come predisposizione – appunto – una maggiore plasticità sociale, la quale si manifesta anche in una evidente plasticità adattativa di fronte a differenti stimoli e/o sul fronte lavoro 😉

          • Yes. O meglio…personalmente non so se ci nascano o se lo diventino a seconda delle competenze che vengono loro fornite da cuccioli (magari Mangini lo sa): però so che a tre mesi già puoi farti un’idea di cosa sarà il cane, e a 5-6 mesi lo vedi quasi con assoluta certezza. Quindi la cosa è sicuramente molto precoce.

  12. Innanzitutto complimenti Valeria e complimenti Claudio… è un articolo veramente interessantissimo!!
    Non si sente parlare di queste sfaccettature fondamentali nella cinofilia!
    Volevo chiedere a voi che siete sicuramente piu esperti se esiste davvero la figura del “cane riparatore” in un branco e in che cosa consiste; me ne hanno accennato, ma non sono riusciti a spiegarmi bene in che consiste…
    Grazie ancora Valeria, sei fenomenale!!

    • Claudio Mangini

      Di neologismi ce ne sono ogni giorno, ma questo – sinceramente – mi mancava.
      Se mi dici cosa è, secondo l’informazione ricevuta, e di cosa si occupa il “cane riparatore” forse riesco a darti un’informazione corretta 😉

  13. essendo io una perfetta sciuramaria al primo cane, finalmente so riuscita a capirci qualcosa! grazie! domanda forse un po’ sciuramariesca: nel cucciolo è già possibile vedere uno di questi ruoli? o proprio perchè cucciolo ancora deve imparare dai suoi simili e trovare la sua collocazione?

    • Normalmente i ruoli si definiscono nella cosiddetta “fase di ordinamento del branco”, quindi intorno ai cinque mesi. Nel cucciolo più piccolo si possono avere già delle indicazioni, ma non definitive.

  14. Lisa & Obelix

    Grazie Valeria per l’articolo, ora è tutto più chiaro. Mi son beccata della “Sciura” ma non me la prendo perché ho imparato un sacco di cose dunque…ben venga!:-D

  15. grazie per questo e per tutti gli altri articoli Valeria! La mia formazione è appena iniziata ma da te si impara sempre tanto!!!! Comunque di tre cani che ho di una sono sicurissssima: lagotta romagnola di 13 mesi, omega forever!!!! Anche se ho sempre paura che quando si “intrufola” per sedare imminenti risse, poi se la prendano con lei… per questo l’allontano…

  16. Articolo veramente molto interessante e nonostante la tua paura, Valeria, di non riuscire a trasporre in parole gli atteggiamenti canini, direi che hai fatto davvero un buon lavoro perché é risultato davvero molto chiaro.
    Certo poi riconoscerli in loco é tutta un’altra storia.. ma ora ho comunque una maggiore chiarezza.
    Io e il mio flat coated retriever maschio di 2 anni frequentiamo la pineta della zona, dove c’é un gruppo molto ben consolidato di cani che vanno dalla decina fino a diventare, soprattutto nel week end, anche una ventina abbondante, tutti discretamente tolleranti l’uno verso l’altro e in ogni caso conviventi sereni in un contesto in cui la rissa é veramente un evento rarissimo. Al massimo qualcuno fa un po’ i dentini e ogni tanto sfugge qualche ringhietto, soprattutto quando il padrone del Fufino del momento decide di portare la pallina personale e allora anche la padrona di Chicchetta e Ciccino il giorno dopo penseranno bene di presentarsi con la pallina, e allora é ovvio che qualche incazzatura qualche peloso se la fa anche venire perché un pó gli girano che invece la sua pallina sta a casa e vorrebbe proprio quella bellissima di Fufino..
    Poi proprio non capisco perché in una pineta piena di pigne uno senta l’esigenza di portarsi la palla da casa, ma vabbé, infatti il mio é uno dei pelosi che mette il muso perché noi la palla non la portiamo.
    In questo gruppo non saprei distinguere nemmeno una tipologia sopra descritta lo ammetto, tranne forse ipotizzare qualche omega un pó piú evidente. Il mio poi é un grandissimo mistero, cane docilissimo ma mai pauroso o remissivo, pacato negli atteggiamenti, mai incline alla rissa, non schivo ma discreto. Se un maschio lo provoca lui semplicemente lo ignora, non scappa, non si sottomette ma si gira e se ne va per i fatti suoi reagisce solo se attaccato ma si difende senza infierire o rispondere con ferocia. I cuccioli vorrebbe tanto ignorarli secondo me, e un pó ci prova a far finta di niente, ma se proprio insistono si butta per terra e gioca alla lotta dove lui peró non vince mai. Gli piace scrutare l’orizzonte, é sempre attento a quello che succede in lontananza e se vede un altro cane parte e gli va incontro (con me incacchiata come un picchio perché non importa quanto distante é il cane, lui tanto ci va comunque) lo annusa e poi ritorna. Le femmine forestiere gli piacciono tutte, gonfia il petto e fa il balletto, e in effetti ammetto che é un gran figone e lui lo sa. Quelle del suo “branco” invece di fondo le ignora, ad eccezione di una pastore tedesco coetanea con cui sono cresciuti insieme, l’unico cane in grado di suscitare in lui il gioco ancora adesso.
    Insomma Valeria non saprei proprio in che categoria avvicinarlo?! Tu che ne pensi?

  17. Maria Giovanna Orioli

    Il mio misto spinone ha esattamente l’atteggiamento descritto per Alfa . Sta quasi sempre per i fatti suoi, è molto rispettato e se può si mette in posizione da poter tenere d’occhio tutti senza dare nell’occhio . Se lo infastidiscono risponde ma non cerca mai la rissa . Ho notato che quando si avvicina al gruppo , gli altri cani tendono a lasciargli il passo, lui fa un giro e poi torna per i fatti suoi . credevo fosse un pò asociale ….. La lupa che ho invece è decisamente l’elemento di gioco del gruppo, sempre pronta a giocare , a invitare, è tosta ma sa anche spanciarsi e sovvertire i ruoli . E’ molto presente e sembra davvero che ami portare pace a oltranza, sebbene al bisogno sia sempre molto attenta a quello che le succede intorno. grazie per questo articolo, io sono decisamente una “sciuramaria” ….. Quando sono da soli, la lupa cerca sempre di giocare con lo spinone e lui la mette a posto in un nano secondo…ma questa è a mio parere la loro dinamica di gioco ed io non intervengo mai . Quello che non capisco è perchè la lupa ( io la chiamo così ma è un incrocio pastore tedesco/malinois) spesso prenda la rincorsa e mi dia un morsettino molto delicato alla mano per poi riprendere a correre all’impazzata . Cosa vuole dirmi ? Lo fa anche a guinzaglio, ogni tanto mi guarda e mi mordicchia gentilmente la mano . Non tira ed è davvero molto ubbidiente . grazie se potrà spiegarmelo . maria Giovanna

    • Cara Maria Giovanna Orioli,
      anche il mio giovane pastore dell’appennino reggiano si comporta come la tua “lupa”.
      Penso sia un gesto per ribadire una giocosa alleanza, senza scalfire il ruolo del “capo”.
      Il mio lupetto tira invece il guinzaglio come un dannato: gli dò l’alt, ruoto il percorso nel senso opporto, ma dopo poco lui ricomincia.
      Mah.
      Sandro

  18. E a che eta’ si puo capire che “tipo” e’ il mio cane? suppongo che a 4 mesi sia troppo presto, ma mi farebbe piacere una conferma

  19. Salve,
    io ho una meticcia di 1 anno e mezzo. Lei è decisamente beta e in quanto tale tende a sorvegliare il nostro quartiere da tutti i vari cani che vi circolano. E’ ben socializzata, ed è capace di comunicare con gli altri cani. Però, questo suo ruolo di beta, lo ricopre alla perfezione e quando andiamo in giro marca tantissimo il territorio e alla vista in lontananza di un altro cane si immobilizza a terra e lo punta (tipico del cane da pastore) da quel momento in poi, non c’è più nulla che la possa distrarre. Nè il mio richiamo, nè un bocconcino prelibato, lei deve assolutamente capire chi è l’altro cane. Non appena sono vicini, ma a volte anche da lontano, le alternative sono due: se l’altro cane “gerarchicamente” è superiore, lei si sottomette e mostra tutti i segnali calmanti, se l’altro cane è “inferiore” a lei, ma fa il bullo lei cerca di educarlo sottomettendolo pesantemente senza mai arrivare a mordere, ma come potete immaginare con le urla del proprietario dell’altro cane che ovviamente pensa che il mio gli sta divorando il suo “bambino”. Quelle poche volte che è stato possibile farle terminare la ritualizzazione, perchè purtroppo sono sempre obbligata ad intervenire, allontanandola di peso, dopo un pò di finto chiasso i cani iniziavano a giocare. Molti si sono convinti che il mio cane è aggressivo con gli altri cani, per primi i miei parenti, e considerando che non tutti sono interessati a capire e soprattutto non posso tutte volte fare una “lezione” di cinofilia al primo che capita, sono un pò in difficoltà sul come comportarmi con il mio cane. Ho paura di fare qualcosa che lei possa interpretare male e rovinare il nostro rapporto. Il mio “problema” è come posso cercare di convincere il mio cane che non è assolutamente indispensabile controllare perfettamente il territorio dagli altri cani? Sto frequentando un corso in cui lavoriamo sull’autocontrollo, e il cane risponde molto bene. Ma se siamo nel nostro territorio e soprattutto alla vista di un altro cane non c’è modo di distoglierla dal suo ruolo di cane beta “poliziotto”. C’è qualcosa che posso fare o devo rassegnarmi? Grazie.

  20. Articolo interessantissimo! Ruoli d cui non sapevo proprio l’esistenza!

  21. Ce li ho tutti! Cioé, ne ho quattro perché ho solo quattro cani:
    Piccolo è un alpha (è davvero quello che nel branco tende a starsene per i fatti suoi, a sorvegliare, ma poi a fare il macho tutto in tiro quando gli si avvicinano). Rebecca è un’intermedia (mangia di tutto, fa di tutto). Medusa è una beta (massiccia e poliziotta, gratta dopo la pipì, fa casino quando se ne presenta l’occasione). Tuono è un adorabile omega, per ora che ha meno di dieci mesi, e spero rimanga così perché porta tanto equilibrio nel gruppo, oltre ad essere gradevolissimo da vedere (è il più alto di tutti ma striscia come un lombrico e sculetta sotto il muso dei “grandi”, leccando a destra e a manca).

    • Fabiana, è abbastanza normale che in un branco familiare (come è il tuo) vengano ricoperti tutti i ruoli. Chi magari non sarebbe alpha o omega (o quel che l’è) per predisposizione genetica lo “diventa” quando si trova in un branco nel quale il suo ruolo è già “occupato”, e si adatta a ricoprirne un altro. Tuono probabilmente resterà omega (e lo stesso vale per tutti gli altri) finché rimarrà in quel branco: se dovesse uscirne e andare a fare il “cane unico” in un’altra famiglia, o entrare in un branco diverso – cosa, che, conoscendoti, penso non accadrà MAI AL MONDO 🙂 – potrebbe risaltare fuori la predisposizione genetica e l’atteggiamento potrebbe cambiare. Le gerarchie nei cani (ma anche nei lupi) sono sempre piuttosto plastiche: questo (oltre alla presenza degli intermedi) garantisce il funzionamento corretto di ogni gruppo sociale.

  22. Ma Bellissimo articolo e molto interessante!!!

  23. Buonasera,
    faccio anch’io una domanda da ignorantissima: come si modificano i ruoli gerarchici quando si parla di cani meno “lupini” (io ho un cocker)? Rimangono inalterati o si “affievoliscono” un po’? Osservo la mia cagnolina da un po’ di tempo, sia con noi che con gli altri cani, e, mentre ho capito che ha una chiarissima percezione dei ruoli familiari (la mamma è capo, io sono il “capo in seconda” e mio fratello è il cucciolo con cui giocare, ma a cui non obbedire), non riesco a capire come si comporti con gli altri cani. Ultimamente, come si diceva nell’articolo, tende a non giocare molto con gli altri cani (con me sì), ma a salutare, esplorare un po’ il parco e poi mettersi su una panchina ad osservare…in realtà ho paura di averla un po’ troppo “umanizzata” e che non sappia più comportarsi con i suoi simili 🙁

  24. Ok c è il lupo alfa il lupo beta il lupo omega il lupo intermedio ma il lupo bulldog dove lo mettiamo?! Ci vorrebbe una qualifica nel branco fatta apposta per il bulldog! Visto che ha tutte le caratteristiche messe insieme allo stesso momento o a giorni alternati a secondo di come si sveglia! Un giornovedo che si avvicina a un chiuhaua come se il chiuhaua fosse un leone affamato avvicinandosi a mo di zerbino un giorno lo vedo rischiare la propria vita lanciandosi letteralmente su un grosso e dico grosso maremmano con l intento di giocare saltando tutti i preliminari del caso un giorno non si fila manco dovesse passare la reincarnazione di rin tin tin…è pazzo o è veramente perché è veramente un bulldog?

  25. Il mio Lokino, apbt di quattro mesi e mezzo, è decisamente un omega.
    Un omega tenerissimo, strisciante, scodinzolante e spanciato. La cosa più tenera, che avviene al parco con la ciotola dell’acqua, è che è sempre l’ultimo a bere e aspetta pazientemente il suo turno con aria da pesciolino felice, anche quando la ciotola sarebbe sua e l’acqua mia 🙂
    È così fin da cucciolissimo e la cosa si sta accentuando con la crescita.

  26. stefano zesi

    osservando i miei cani riconosco molto di ciò che ho appena letto. Allevando da 35 anni e osservando giornalmente i comportamenti di ogni singolo soggetto, rivedo in loro i ruoli descritti dalla Sig.ra Rossi, anche perchè molti di loro sono parenti stretti (dalla Nonna ai pronipoti)e quindi hanno vissuto costantemente insieme. Avendo un giardino di 5000 mq la fase di caccia, seppur limitata a lucertole, topi ed uccelli si verifica,i cuccioli crescono insieme agli adulti e tutto fila regolare in stretta collaborazione e nel rispetto dei ruoli. Quello che noto per esempio(forse sarà una mia sensazione) è il rispetto che tutti portano per l’anziana del gruppo 14 anni e progenitrice di molti di loro. Quasi come un rito le si avvicinano con rispetto e qualcuno la lecca sul muso. Chiedo se sia un comportamento ravvisabile anche nei Selvatici

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




46 commenti

  1. Mooolto interessante, sopratutto per un semi-ignorante come me !
    Ora il grosso dubbio è: “ma la mia è Beta o Omega ?”….perché ha delle caratteristiche di entrambi i modelli !
    Forse dovrei aspettare l’età adulta per capirlo…..e osservarla molto !

  2. Complimenti per l’articolo! Come sempre!
    Non riesco a trovare il libro “Parlare da cani” di Mangini, ho visto che esisteva una versione web edition, ma è stata eliminata.
    Esiste una versione cartacea?

    • Non credo che esista più nessuna versione di “Parlare da cani”, purtroppo…ma aspetto conferma dall’autore, se leggerà!

  3. Interessantissimo.

    Da poco ho adottato una cucciolina di 2 mesi, ho modo di capire già da ora la sua “vocazione”?
    Inoltre, in famiglia vi è un Beagle adulto (maschio castrato e testone), cane che – secondo me – rientra nei Beta non equilibrati, poichè è un attaccabrighe ed ha già aggredito la cucciola (fortunatamente senza conseguenze) poiché questa voleva giocare con lui (la scena si è svolta in assenza di cibo, o giochi nè altre risorse ).

    Sicuramente il Beagle deve abituarsi alla nuova entrata, ma non vorremmo si ripresenti ancora la stessa condizione, anche perchè nel primo attacco abbiamo temuto il peggio!

  4. A tal proposito, stavo cercando il libro di Claudio ma non lo trovo… Bisogna chiedere direttamente a lui?

  5. sciuramaria

    Ho capito tutto… quindi la “prova Sciuramaria” è positiva 😉
    Al parco dove porto il mio cane c’è una comunità di una dozzina di cani, sempre quelli: non è un branco, ma ci sono comunque dei rapporti consolidati, abbastanza stabili e amichevoli (salvo un paio che non si possono incontrare: se arriva uno l’altra deve andare via). L’alfa che avevamo (credo) era una dogo di 4 anni (ora si è trasferita e non viene più) che aveva assolutamente l’atteggiamento descritto e a cui tutti gli altri cani tributavano “omaggi e rispetto”.
    Il ruolo del mio mi è del tutto incomprensibile… potrebbe essere un intermedio, visto che ce n’è tanti e visto che è abbastanza eclettico, ma tanto per dire… non saprei proprio.

    C’è però un cane che ha un comportamento che mi incuriosisce molto. Maschio adulto di circa 3 anni, intero. Meticcio molto misto, con dentro pastore tedesco, husky, labrador e dell’altro ancora (genitori e nonni sono conosciuti).
    Moderatamente giocoso e abbastanza sicuro di sé. Non particolarmente litigioso, anche se ci sono alcuni cani maschi che detesta (compresi suo fratello e suo padre)
    Quando il mio (ma anche un altro) gioca con un cane più piccolo e il piccolo pare essere un poco in difficoltà (il mio alle volte è irruento) interviene a dividerli e difendere il piccolo. Mette il muso vicino al muso del mio e gli ringhia… ma in modo bonario, con calma: però si capisce che è un ringhio… I destinatari del ringhio capiscono benissimo e si calmano. Il tutto avviene “in amicizia”. E’ bello da vedere e anche molto curioso: io non lo avevo mai visto questo comportamento. Però non parrebbe un omega… è un cane abbastanza spavaldo.

    • Si direbbe un beta…anche se capirlo da una descrizione a parole è ben difficile (come presumo siano state assai generiche e poco indicative le descrizioni mie) 🙂

      • sciuramaria

        Dalla tua descrizione lo direi anch’io… se non fosse che interviene a difesa dei deboli… è questo il fatto curioso…

        Volevo fare anche un’altra domanda… cani tutor a parte, io vedo che il mio cane “copia” gli atteggiamenti dei cani che frequenta, imparando di solito le peggio cose da tutti (come fanno anche i bambini) ma anche qualcosa di buono.
        Alle volte lo vedi proprio che quando succede qualcosa si gira a guardare l’altro cane per vedere cosa fa (in assenza di altro cane guarda me).
        E’ dovuto alla giovane età (cioè lo fanno tutti) oppure è un tratto distintivo (o del carattere individuale o del tipo di cane)?

        • Lo fanno più o meno tutti (anche per questo i cani tutor funzionano!), chi in modo più evidente e chi meno. Però lo fanno eccome.
          In giovane età di più (come i bambini, sono più portati ad assorbire gli insegnamenti specie quando non sanno bene come affrontare una situazione), ma anche da adulti: e meno male, perchè così i cani non smettono mai di imparare (anche da noi).

          • I cuccioloni sono copioni! Blu, un cane che avevo anni fa era entrato in famiglia da neonato (pena la soppressione) e poveretto imparava dai cani adulti ai giardinetti. La prima volta che ha notato un cane adulto sgattare dopo aver fatto la cacca per coprirla si e` subito dato da fare per copiare: appena espletato guardando fisso la cacca si e` messo a sgattare furiosamente!

  6. Buongiorno e complimenti per l’articolo, veramente esaustivo. Sono veterinario e mi occupo da una decina d’anni di relazione uomo-cane senza peraltro aver acquisito certezze di alcun tipo e tantomeno ricette… La mia domanda è un po’ polemica: oggi tra gentilisti e assertivisti, tra sostenitori delle gerarchie e detrattori delle stesse, si assiste ad un’estremizzazione ed a schieramenti davvero inquietanti. Lavorando in un’ASL e occupandomi di progetti nelle scuole e corsi formativi per proprietari di cani vorrei fornire sempre indicazioni semplici, fruibili e il più possibile corrette; purtroppo mi rendo conto che ormai è difficilissimo conciliare questi estremi. Personalmente mi piace parlare di gerarchie e, fermi restando l’alterità del cane, il suo valore ed il suo significato, delle analogie sociali con i “branchi” umani. Ma non si richia (ecco la domanda) di andare ad un estremo che sta perdendo di “valore”?
    Un cordiale saluto.

    • Mauro, se si va a scavare un pochino a fondo sotto le varie cinofilosofie che apparentemente negano le gerarchie si trova sempre la stessa cosa: un modo diverso di chiamare le stesse cose (a puro scopo di marketing, dicono i maligni; io mi auguro che almeno qualcuno sia davvero in buona fede e che stia tentando solo di spogliare termini come “dominanza”, “gerarchia” eccetera di quel “lato oscuro” che purtroppo è stato dato loro dai Cesar Millan di turno, confondendo addestramento con violenza, correzione con coercizione e così via).
      Sta di fatto che se prendi un qualsiasi “negatore della dominanza” e gli chiedi come funzioni un branco di lupi o di cani, lui ti parlerà di ruoli sociali, di diversi status, di posizioni più o meno elevate… sempre che non parta con le supercazzole e non sforni termini inusuali e raffinatissimi per dire le stesse identiche cose: ma alla fine, stringi stringi, scoprirai sempre che esistono la dominanza, la sottomissione, le gerarchie eccetera eccetera.
      Sono davvero in pochi a negarne realmente l’esistenza (e quei pochi, ahimé, stanno causando un drammatico effetto-Spock tra i proprietari iperpermissivi, che dopo un annetto o due arrivano disperati al campo dell’addestratore dicendogli che Fufino gli ha staccato una caviglia): tutti gli altri giocano con le parole, ma non possono negare che le gerarchie esistano eccome… perché non si può negare l’etologia e soprattutto non si può negare l’evidenza.
      Forse ci riesce chi di cani ha sempre e solo “letto”, senza mai averne visto uno: ma bastano un paio d’ore passate in mezzo ai cani “veri”, in pelo ed ossa, per rivedere certe posizioni (a meno che non si vada in giro con gli occhiali scuri e il bastone bianco).
      Le gerarchie esistono, la dominanza e la sottomissione esistono: se ci fossimo messi tutti d’accordo per spiegare al grande pubblico che NON vanno interpretate come forme di violenza, anziché fare tante supercazzole, oggi parleremmo tutti la stessa lingua e la gente ci capirebbe… ma qui ho idea che, anche senza voler essere maligni, il marketing abbia fatto davvero la parte del leone.

  7. Domanda da ingnorantissima (scusa): ma i cani hanno in se queste qualita` innate o si sviluppano solo se sono in branco? Ho visto che i ruoli possono cambiare, quindi dipende dal branco in cui un cane si ristrova o nasce? Io non riesco neanche a capire fra i miei due cani chi si consideri “piu` importante”…dagli atteggiamenti direi che fanno a turno ma puo` essere? Ti prego non mi bannare perche` ho il sospetto di aver chiesto cose idiotissime e chiedo perdono.

    • Ermanna, ma ti pare che io banni la gente solo perché fa una domanda magari un po’ ingenua?!? Eddai! 😀
      E poi la tua non lo è affatto, anzi è una domanda interessante. Sì, i cani hanno in sè delle qualità innate, che però emergono soprattutto nei rapporti di branco. E’ abbastanza normale che questo succeda: un bambino può avere il DNA di un potenziale genio della musica, ma se non gli si mette a disposizione uno strumento nessuno lo scoprirà mai.
      Ecco, il branco è lo “strumento” che serve a far emergere le qualità dei cani.
      Per quanto riguarda i tuoi due cani il discorso è diverso: non tanto di ruoli quanto di dominanza. E sì, può essere che “facciano a turno”, se tra loro non ci sono particolari conflitti gerarchici e se nessuno ha intenzione di diventare il capo dell’altro. Può anche essere che entrambi si considerino di pari grado e che ritengano che il vero capo sia tu 🙂

      • Cos`e` quel pollice verso rosso? Qualcuno immagino non possa credere che il capo sia io ne? Bhe …e` vero. Comunque i cani hanno un bellissimo rapporto mi pare. Si rispettano molto, ci sono un paio di futon che sono di Maro e Yukita va su tutti gli altri ma su quelli no. Per cui pensavo che come secondo arrivato considerasse Maro gerarchicamente superiore. Pero` passa prima lui dalle porte e beve prima. Dormono come capita, da soli o insieme o con noi nel letto. Mangiano ciascuno per conto proprio contemporaneamente e se uno va a vedere cosa c`e` nella ciotola dell`altro l`altro lo lascia fare tanto sa che non prelevera` nulla, aspettera` di ricevere caso mai qualcosa da me.
        Non e` merito mio perche` sono arrivati in famiglia gia` adulti e bene educati ma sembrano proprio, ciasuno a modo suo, equilibrati nei rapporti fra loro e poi con noi.
        Le monte rituali le fanno a turno ma sempre durante le lotte scatenate di gioco, non so neanche se a volte non sia proprio solo una “mossa di lotta libera”. Forse sono davvero pari gerarchicamente, chissa` in un branco che funzioni avrebbero? Da come fanno certi giorni che sembrano pazzi durante i giochi potrebbe anche essere “lo scemo del branco” sospetto ^o^

  8. Grazie 1000! Bell’articolo , semplice e chiaro e con molte informazioni 🙂

  9. Valeria, grazie per la risposta, ho visto adesso del corso di comunicazione a Frossasco e sicuramente parteciperò e sarà un piacere conoscerti di persona.
    Credo anch’io che non si possa prescindere da una base gerarchica per spiegare le dinamiche socio-relazionali, intra ed interspecifiche umane e canine. E’ un mondo affascinante che insegna moltissimo; anche a relazionarci tra umani.

  10. preciso e chiaro… direi che è difficile confondersi, così!
    😉
    anche se poi ovviamente chi non avrà la mente aperta a capire, continuerà a compiacersi del proprio cane fastidiosissimo definendolo “alfa” per sentirsi figo!
    😀

    i miei cani, seppur con troppi anni (5-6) vissuti in modo che è impossibile sapere prima che io li adottassi, mi sembrano un MASCHIO BALIA e una FEMMINA BETA…

    colgo l’occasione, anche se esula un pochino: la femmina ha comportamenti “anti-balia” nel senso che con tutti i cani adulti si comporta da beta, mentre ai cuccioli riserva un trattamento speciale: li afferra e gli “pinza” una guancia senza ferirli in alcun modo, mai una goccia di sangue o un’escoriazione ma li tiene in presa e li fa strillare di paura…
    purtroppo è accaduto due volte e da allora non la lasciamo mai più avvicinare a un cucciolo, eppure dalle sue mammelle deformate e la schiena imbarcata siamo ragionevolmente certi che debba averne avuti tanti di suoi…
    o forse – vedendoli deboli – si accanisce su di loro estremizzando un comportamento da beta (evidentemente squilibrato)?

  11. Claudio Mangini

    Rispondo un po’ in generale
    Questi “status sociali” – come sapete – sono plastici (Bonanni docet) e necessitano in ogni caso di un gruppo (branco) per esprimersi al meglio.
    La loro NON conoscenza da parte di alcuni cinofili ha generato tanti piccoli e grandi conflitti nei proprietari i quali, unitamente alla disinformazione dilagante sul web (il mio cane è “alfa”, “dominante”, etc) e la Cinofilosofia di chi i cani (ed i lupi) li ha solo letti o visti su youtube, non hanno trovato nei nuovi educatori le risoluzioni ai loro problemi..
    Nelle cucciolate si possono già vedere diverse tendenze sul fronte sociale (nella “socialità” sono insite le “REGOLE di convivenza” – anche se i Cinofilosofi le negano, arrivando addirittura a negare – in alcuni casi – l’essenza stessa del cane), ma proprio a causa della plasticità, ai fattori ambientali e di crescita può rimanere sopita, inespressa o alterarsi.
    Proprio attraverso questo studio, e soprattutto le conoscenze sulla comunicazione chimico/olfattiva, nascono i “cani tutor”, i quali si distinguono proprio per l’amplificazione di certe caratteristiche sociali che vengono, in un certo senso, restituite al “cane paziente”.
    Come dico sempre nei seminari:-“Il primo compito di un cinofilo che si prefigge di rieducare un cane – o di recuperarlo – è quello di spogliarlo”.
    D’altra parte, come farei a “rivestirlo” se prima non lo metto a nudo?
    Resta il fatto che un cane “omega”, non potrà mai diventare un “beta”, ma potrà al massimo acquisirne le competenze, senza per questo disattendere la sua vera vocazione.
    Vivendo con 15 cani in casa è facile far crescere soggetti in linea con le loro inclinazioni sociali, e questo permette di avere un gruppo piuttosto nutrito di “cani tutor”, i quali (lo dice il termine) fanno da “cerniera” tra il “cane paziente” e gli altri cani, o tra il “cane paziente” ed il mondo degli uomini (Raùl ne è un mirabile esempio).
    Ci sono dei test piuttosto attendibili per verificare l’esatta collocazione sociale del cane paziente, e l’operatore si muove di conseguenza con il “cane tutor” più idoneo, tenendo conto soprattutto della neotenia e della razza.
    Come dice Valeria:-“Vederli in azione è molto più semplice che tentare di descriverli” – anche perché i tanti casi con cui hanno a che fare negli incontri pubblici sono sempre differenti, dalle mille sfacciettature e personali.
    Per il libro “Parlare da cani”, non ho più concesso l’autorizzazione alla ristampa.
    Me ne rimasero alcune copie destinate alla promozione che un giorno promisi di regalare ad alcuni amici, ma poi decisi che le avrei usate per accendere il fuoco del caminetto. E così fu.
    Avevo inserito dieci capitoli sul mio blog (poco più di 200 pagine delle oltre 400 che compongono il libro), ma alcune persone si misero a fare ostracismo di basso profilo.
    Non vivendo di editoria, decisi quindi di toglierlo anche da la web con buona pace degli scrittori di stampo commerciale.
    Le richieste, ancora oggi, sono tantissime (anche perché c’è un DVD allegato che mostra i “cani tutor” all’opera e le applicazioni etologiche di quanto c’è scritto all’interno), e se un giorno dovessi cambiare idea, ve lo farò sapere 😉

    Claudio

    • Claudio scrive:
      “Resta il fatto che un cane “omega”, non potrà mai diventare un “beta”, ma potrà al massimo acquisirne le competenze, senza per questo disattendere la sua vera vocazione”

      domanda:
      se il cane venisse inserito in un contesto sociale completamente diverso, un “branco artificiale” completamente diverso aggregato in modo “non familiare” come potrebbero essere ad esempio un gruppetto di randagi, nel quale non ci sono “beta”, il cane “omega” che ha acquisito le competenze da “beta” non ricoprirebbe anche questo ruolo?

      grazie, saluti

      Alessio

      • E’ la stessa cosa: un omega non diventa beta. Sono gli intermedi che possono passare di ruolo “diventando” effettivamente qualcos’altro.

        • quindi alcuni NASCONO predeterminati (alfa, beta, omega) mentre altri si formano secondo necessità (gli intermedi)?

          • Claudio Mangini

            Nascono con queste tendenze, ma per effetto della loro plasticità e delle abilità adattive – pur mantenendo le caratteristiche originarie – alterano il loro status originale.
            I cani “intermedi” hanno come predisposizione – appunto – una maggiore plasticità sociale, la quale si manifesta anche in una evidente plasticità adattativa di fronte a differenti stimoli e/o sul fronte lavoro 😉

          • Yes. O meglio…personalmente non so se ci nascano o se lo diventino a seconda delle competenze che vengono loro fornite da cuccioli (magari Mangini lo sa): però so che a tre mesi già puoi farti un’idea di cosa sarà il cane, e a 5-6 mesi lo vedi quasi con assoluta certezza. Quindi la cosa è sicuramente molto precoce.

  12. Innanzitutto complimenti Valeria e complimenti Claudio… è un articolo veramente interessantissimo!!
    Non si sente parlare di queste sfaccettature fondamentali nella cinofilia!
    Volevo chiedere a voi che siete sicuramente piu esperti se esiste davvero la figura del “cane riparatore” in un branco e in che cosa consiste; me ne hanno accennato, ma non sono riusciti a spiegarmi bene in che consiste…
    Grazie ancora Valeria, sei fenomenale!!

    • Claudio Mangini

      Di neologismi ce ne sono ogni giorno, ma questo – sinceramente – mi mancava.
      Se mi dici cosa è, secondo l’informazione ricevuta, e di cosa si occupa il “cane riparatore” forse riesco a darti un’informazione corretta 😉

  13. essendo io una perfetta sciuramaria al primo cane, finalmente so riuscita a capirci qualcosa! grazie! domanda forse un po’ sciuramariesca: nel cucciolo è già possibile vedere uno di questi ruoli? o proprio perchè cucciolo ancora deve imparare dai suoi simili e trovare la sua collocazione?

    • Normalmente i ruoli si definiscono nella cosiddetta “fase di ordinamento del branco”, quindi intorno ai cinque mesi. Nel cucciolo più piccolo si possono avere già delle indicazioni, ma non definitive.

  14. Lisa & Obelix

    Grazie Valeria per l’articolo, ora è tutto più chiaro. Mi son beccata della “Sciura” ma non me la prendo perché ho imparato un sacco di cose dunque…ben venga!:-D

  15. grazie per questo e per tutti gli altri articoli Valeria! La mia formazione è appena iniziata ma da te si impara sempre tanto!!!! Comunque di tre cani che ho di una sono sicurissssima: lagotta romagnola di 13 mesi, omega forever!!!! Anche se ho sempre paura che quando si “intrufola” per sedare imminenti risse, poi se la prendano con lei… per questo l’allontano…

  16. Articolo veramente molto interessante e nonostante la tua paura, Valeria, di non riuscire a trasporre in parole gli atteggiamenti canini, direi che hai fatto davvero un buon lavoro perché é risultato davvero molto chiaro.
    Certo poi riconoscerli in loco é tutta un’altra storia.. ma ora ho comunque una maggiore chiarezza.
    Io e il mio flat coated retriever maschio di 2 anni frequentiamo la pineta della zona, dove c’é un gruppo molto ben consolidato di cani che vanno dalla decina fino a diventare, soprattutto nel week end, anche una ventina abbondante, tutti discretamente tolleranti l’uno verso l’altro e in ogni caso conviventi sereni in un contesto in cui la rissa é veramente un evento rarissimo. Al massimo qualcuno fa un po’ i dentini e ogni tanto sfugge qualche ringhietto, soprattutto quando il padrone del Fufino del momento decide di portare la pallina personale e allora anche la padrona di Chicchetta e Ciccino il giorno dopo penseranno bene di presentarsi con la pallina, e allora é ovvio che qualche incazzatura qualche peloso se la fa anche venire perché un pó gli girano che invece la sua pallina sta a casa e vorrebbe proprio quella bellissima di Fufino..
    Poi proprio non capisco perché in una pineta piena di pigne uno senta l’esigenza di portarsi la palla da casa, ma vabbé, infatti il mio é uno dei pelosi che mette il muso perché noi la palla non la portiamo.
    In questo gruppo non saprei distinguere nemmeno una tipologia sopra descritta lo ammetto, tranne forse ipotizzare qualche omega un pó piú evidente. Il mio poi é un grandissimo mistero, cane docilissimo ma mai pauroso o remissivo, pacato negli atteggiamenti, mai incline alla rissa, non schivo ma discreto. Se un maschio lo provoca lui semplicemente lo ignora, non scappa, non si sottomette ma si gira e se ne va per i fatti suoi reagisce solo se attaccato ma si difende senza infierire o rispondere con ferocia. I cuccioli vorrebbe tanto ignorarli secondo me, e un pó ci prova a far finta di niente, ma se proprio insistono si butta per terra e gioca alla lotta dove lui peró non vince mai. Gli piace scrutare l’orizzonte, é sempre attento a quello che succede in lontananza e se vede un altro cane parte e gli va incontro (con me incacchiata come un picchio perché non importa quanto distante é il cane, lui tanto ci va comunque) lo annusa e poi ritorna. Le femmine forestiere gli piacciono tutte, gonfia il petto e fa il balletto, e in effetti ammetto che é un gran figone e lui lo sa. Quelle del suo “branco” invece di fondo le ignora, ad eccezione di una pastore tedesco coetanea con cui sono cresciuti insieme, l’unico cane in grado di suscitare in lui il gioco ancora adesso.
    Insomma Valeria non saprei proprio in che categoria avvicinarlo?! Tu che ne pensi?

  17. Maria Giovanna Orioli

    Il mio misto spinone ha esattamente l’atteggiamento descritto per Alfa . Sta quasi sempre per i fatti suoi, è molto rispettato e se può si mette in posizione da poter tenere d’occhio tutti senza dare nell’occhio . Se lo infastidiscono risponde ma non cerca mai la rissa . Ho notato che quando si avvicina al gruppo , gli altri cani tendono a lasciargli il passo, lui fa un giro e poi torna per i fatti suoi . credevo fosse un pò asociale ….. La lupa che ho invece è decisamente l’elemento di gioco del gruppo, sempre pronta a giocare , a invitare, è tosta ma sa anche spanciarsi e sovvertire i ruoli . E’ molto presente e sembra davvero che ami portare pace a oltranza, sebbene al bisogno sia sempre molto attenta a quello che le succede intorno. grazie per questo articolo, io sono decisamente una “sciuramaria” ….. Quando sono da soli, la lupa cerca sempre di giocare con lo spinone e lui la mette a posto in un nano secondo…ma questa è a mio parere la loro dinamica di gioco ed io non intervengo mai . Quello che non capisco è perchè la lupa ( io la chiamo così ma è un incrocio pastore tedesco/malinois) spesso prenda la rincorsa e mi dia un morsettino molto delicato alla mano per poi riprendere a correre all’impazzata . Cosa vuole dirmi ? Lo fa anche a guinzaglio, ogni tanto mi guarda e mi mordicchia gentilmente la mano . Non tira ed è davvero molto ubbidiente . grazie se potrà spiegarmelo . maria Giovanna

    • Cara Maria Giovanna Orioli,
      anche il mio giovane pastore dell’appennino reggiano si comporta come la tua “lupa”.
      Penso sia un gesto per ribadire una giocosa alleanza, senza scalfire il ruolo del “capo”.
      Il mio lupetto tira invece il guinzaglio come un dannato: gli dò l’alt, ruoto il percorso nel senso opporto, ma dopo poco lui ricomincia.
      Mah.
      Sandro

  18. E a che eta’ si puo capire che “tipo” e’ il mio cane? suppongo che a 4 mesi sia troppo presto, ma mi farebbe piacere una conferma

  19. Salve,
    io ho una meticcia di 1 anno e mezzo. Lei è decisamente beta e in quanto tale tende a sorvegliare il nostro quartiere da tutti i vari cani che vi circolano. E’ ben socializzata, ed è capace di comunicare con gli altri cani. Però, questo suo ruolo di beta, lo ricopre alla perfezione e quando andiamo in giro marca tantissimo il territorio e alla vista in lontananza di un altro cane si immobilizza a terra e lo punta (tipico del cane da pastore) da quel momento in poi, non c’è più nulla che la possa distrarre. Nè il mio richiamo, nè un bocconcino prelibato, lei deve assolutamente capire chi è l’altro cane. Non appena sono vicini, ma a volte anche da lontano, le alternative sono due: se l’altro cane “gerarchicamente” è superiore, lei si sottomette e mostra tutti i segnali calmanti, se l’altro cane è “inferiore” a lei, ma fa il bullo lei cerca di educarlo sottomettendolo pesantemente senza mai arrivare a mordere, ma come potete immaginare con le urla del proprietario dell’altro cane che ovviamente pensa che il mio gli sta divorando il suo “bambino”. Quelle poche volte che è stato possibile farle terminare la ritualizzazione, perchè purtroppo sono sempre obbligata ad intervenire, allontanandola di peso, dopo un pò di finto chiasso i cani iniziavano a giocare. Molti si sono convinti che il mio cane è aggressivo con gli altri cani, per primi i miei parenti, e considerando che non tutti sono interessati a capire e soprattutto non posso tutte volte fare una “lezione” di cinofilia al primo che capita, sono un pò in difficoltà sul come comportarmi con il mio cane. Ho paura di fare qualcosa che lei possa interpretare male e rovinare il nostro rapporto. Il mio “problema” è come posso cercare di convincere il mio cane che non è assolutamente indispensabile controllare perfettamente il territorio dagli altri cani? Sto frequentando un corso in cui lavoriamo sull’autocontrollo, e il cane risponde molto bene. Ma se siamo nel nostro territorio e soprattutto alla vista di un altro cane non c’è modo di distoglierla dal suo ruolo di cane beta “poliziotto”. C’è qualcosa che posso fare o devo rassegnarmi? Grazie.

  20. Articolo interessantissimo! Ruoli d cui non sapevo proprio l’esistenza!

  21. Ce li ho tutti! Cioé, ne ho quattro perché ho solo quattro cani:
    Piccolo è un alpha (è davvero quello che nel branco tende a starsene per i fatti suoi, a sorvegliare, ma poi a fare il macho tutto in tiro quando gli si avvicinano). Rebecca è un’intermedia (mangia di tutto, fa di tutto). Medusa è una beta (massiccia e poliziotta, gratta dopo la pipì, fa casino quando se ne presenta l’occasione). Tuono è un adorabile omega, per ora che ha meno di dieci mesi, e spero rimanga così perché porta tanto equilibrio nel gruppo, oltre ad essere gradevolissimo da vedere (è il più alto di tutti ma striscia come un lombrico e sculetta sotto il muso dei “grandi”, leccando a destra e a manca).

    • Fabiana, è abbastanza normale che in un branco familiare (come è il tuo) vengano ricoperti tutti i ruoli. Chi magari non sarebbe alpha o omega (o quel che l’è) per predisposizione genetica lo “diventa” quando si trova in un branco nel quale il suo ruolo è già “occupato”, e si adatta a ricoprirne un altro. Tuono probabilmente resterà omega (e lo stesso vale per tutti gli altri) finché rimarrà in quel branco: se dovesse uscirne e andare a fare il “cane unico” in un’altra famiglia, o entrare in un branco diverso – cosa, che, conoscendoti, penso non accadrà MAI AL MONDO 🙂 – potrebbe risaltare fuori la predisposizione genetica e l’atteggiamento potrebbe cambiare. Le gerarchie nei cani (ma anche nei lupi) sono sempre piuttosto plastiche: questo (oltre alla presenza degli intermedi) garantisce il funzionamento corretto di ogni gruppo sociale.

  22. Ma Bellissimo articolo e molto interessante!!!

  23. Buonasera,
    faccio anch’io una domanda da ignorantissima: come si modificano i ruoli gerarchici quando si parla di cani meno “lupini” (io ho un cocker)? Rimangono inalterati o si “affievoliscono” un po’? Osservo la mia cagnolina da un po’ di tempo, sia con noi che con gli altri cani, e, mentre ho capito che ha una chiarissima percezione dei ruoli familiari (la mamma è capo, io sono il “capo in seconda” e mio fratello è il cucciolo con cui giocare, ma a cui non obbedire), non riesco a capire come si comporti con gli altri cani. Ultimamente, come si diceva nell’articolo, tende a non giocare molto con gli altri cani (con me sì), ma a salutare, esplorare un po’ il parco e poi mettersi su una panchina ad osservare…in realtà ho paura di averla un po’ troppo “umanizzata” e che non sappia più comportarsi con i suoi simili 🙁

  24. Ok c è il lupo alfa il lupo beta il lupo omega il lupo intermedio ma il lupo bulldog dove lo mettiamo?! Ci vorrebbe una qualifica nel branco fatta apposta per il bulldog! Visto che ha tutte le caratteristiche messe insieme allo stesso momento o a giorni alternati a secondo di come si sveglia! Un giornovedo che si avvicina a un chiuhaua come se il chiuhaua fosse un leone affamato avvicinandosi a mo di zerbino un giorno lo vedo rischiare la propria vita lanciandosi letteralmente su un grosso e dico grosso maremmano con l intento di giocare saltando tutti i preliminari del caso un giorno non si fila manco dovesse passare la reincarnazione di rin tin tin…è pazzo o è veramente perché è veramente un bulldog?

  25. Il mio Lokino, apbt di quattro mesi e mezzo, è decisamente un omega.
    Un omega tenerissimo, strisciante, scodinzolante e spanciato. La cosa più tenera, che avviene al parco con la ciotola dell’acqua, è che è sempre l’ultimo a bere e aspetta pazientemente il suo turno con aria da pesciolino felice, anche quando la ciotola sarebbe sua e l’acqua mia 🙂
    È così fin da cucciolissimo e la cosa si sta accentuando con la crescita.

  26. stefano zesi

    osservando i miei cani riconosco molto di ciò che ho appena letto. Allevando da 35 anni e osservando giornalmente i comportamenti di ogni singolo soggetto, rivedo in loro i ruoli descritti dalla Sig.ra Rossi, anche perchè molti di loro sono parenti stretti (dalla Nonna ai pronipoti)e quindi hanno vissuto costantemente insieme. Avendo un giardino di 5000 mq la fase di caccia, seppur limitata a lucertole, topi ed uccelli si verifica,i cuccioli crescono insieme agli adulti e tutto fila regolare in stretta collaborazione e nel rispetto dei ruoli. Quello che noto per esempio(forse sarà una mia sensazione) è il rispetto che tutti portano per l’anziana del gruppo 14 anni e progenitrice di molti di loro. Quasi come un rito le si avvicinano con rispetto e qualcuno la lecca sul muso. Chiedo se sia un comportamento ravvisabile anche nei Selvatici

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