lunedì 10 Agosto 2020

Lo sapevate che vendere cani e gatti “di razza, ma senza pedigree” è addirittura illegale?

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

di VALERIA ROSSI – Chi ha mai sentito parlare del Decreto Legislativo n. 529, del 30 dicembre 1992?
Probabilmente nessuno: eppure esiste, è attualmente in vigore e vent’anni fa è andato a sostituire la legge n. 30 del 15 gennaio 1991, che era riferita solo agli animali da reddito.
Il D.Lgs 529/92 recepisce invece la direttiva europea 91/174/CEE relativa alle condizioni zootecniche e genealogiche che disciplinano la commercializzazione degli animali di razza, estendo l’applicazione anche a tutte le specie e razze che non erano contemplate nella legge n. 30, quindi anche a cani e gatti.
Ma di cosa parla, questo misconosciuto decreto?
Parla del concetto di “animale di razza pura” e stabilisce le regole per la sua commercializzazione, determinando una volta per tutte – e senza possibilità di equivoci – la definizione giuridica di “cane o gatto di razza”… e VIETANDO, di fatto, la vendita di animali sprovvisti di certificato genealogico.
Insomma, non solo il cane (o il gatto) senza pedigree non possono in alcun modo essere definiti “di razza” (come già sapevamo): ma non possono neppure essere ceduti in cambio di denaro!
Infatti, all”art. 5, il decreto stabilisce che “è consentita la commercializzazione di animali di razza di origine nazionale e comunitaria, nonché dello sperma, degli ovuli e degli embrioni dei medesimi, esclusivamente con riferimento a soggetti iscritti ai libri genealogici o registri anagrafici, di cui al precedente art. 1, comma 1, lettere a) e b), e che risultino accompagnati da apposita certificazione genealogica, rilasciata dall’associazione degli allevatori che detiene il relativo libro genealogico o il registro anagrafico.
É ammessa, altresì, la commercializzazione di animali di razza originari dei Paesi terzi, per i quali il Ministro dell’agricoltura e delle foreste abbia con proprio provvedimento accertato l’esistenza di una normativa almeno equivalente a quella nazionale.
Alle stesse condizioni è ammessa la commercializzazione dello sperma, degli ovuli e degli embrioni provenienti dai detti animali originari dei Paesi terzi. Non sono ammesse condizioni più favorevoli di quelle riservate agli animali di razza originari dei Paesi comunitari.
Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque commercializza gli animali indicati nei commi 1 e 2 in violazione delle prescrizioni ivi contenute è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 10.000.000 a L. 60.000.000 (essendo il decreto antecedente all’avvento dell’euro, le cifre sono ancora espresse in lire).

Insomma, la commercializzazione è riservata esclusivamente agli animali accompagnati da pedigree!
I  “senza pedigree” non dovrebbero neanche essere venduti, e sicuramente non venduti come cani o gatti “di razza”:  all’art. 3 dello stesso decreto risulta che non potrebbero neppure essere ammessi alla riproduzione!
Soprattutto nel mondo catofilo c’è grande subbuglio, in questi giorni: ora vedremo se anche il mondo cinofilo saprà muoversi e chiedere il rispetto di questo decreto che potrebbe mettere un definitivo freno alla vendita di cuccioli senza pedigree, ma spacciati per cani/gatti di razza pura.

A questo link (che è quello dell’ANFI, associazione nazionale felina italiana) potete trovare il testo integrale del decreto.

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129 Commenti

  1. la commercializzazione è attività di vendita merci acquistate e non oggetto di produzione/trasformazione. Quindi al commercio può essere applicato il termine commercializzazione cioè all’attività del commerciante che acquista un cucciolo per poi poterlo rivendere. L’allevatore che vende un cucciolo può essere assimilato alla produzione agricola cfr legge 349/1993 oppure artigianale e non al commercio. Naturalmente anch’io sono dell’idea che un cane non è e non dovrebbe mai essere un oggetto ma purtroppo stiamo parlando di una legge.
    Per questo motivo credo che questa legge non posse essere applicata agli allevatori di cani ma “forse” solo ai commercianti.

  2. Domanda: ma se si dovesse leggere un post in un gruppo su Facebook dove è presenta questa violazione si può denunciare e se sì come? Grazie

  3. E io lo so!!! Come avrei voluto dire a quel finanziere in borghese, che vende husky di “razza” ma senza pedigree che m ha fatto la morale perché nn posso dare io sigarette nel bar dove lavoro perché nn sono la titolare del patentino…per quanta ragione egli possa avere, ma predichi bene e razzoli male!!

  4. Posso segnalare alla guardia di finanza un allevamento che vende i cani nella sede dell allevamento in nero ma li intesta privatamente a nome di uno dei due soci? Io inconsapevolmente ho cosi stipulato un contratto tra privati senza rendermene conto e loro di fatto si sono esentate dall’emissione del documento fiscale.

  5. Scusate ma qua c è un principio di base che viene ignorato.Allevare un cane,con o senza pedigree,quindi da privato o non,secondo il mio parere è assolutamente ingiusto dal punto di vista etico!!!Un cane non è un oggetto che puo’ essere venduto!!!E sentire questi discorsi da gente che si dichiara amante degli animali mi fa rabbrividire!!Con tutti i poveracci che stanno nei canili o per le strade voi ancora pensate a comprare cani o ad allevarli per venderli?!?

  6. Salve,
    Sono venuta in contatto con un “allevamento” (che si pubblicizza ampiamente su Facebook) che vende cani senza pedigree, nel caso specifico, chihuahua microscopici che dubito godano di buona salute.
    In questo caso a chi si segnala? è possibile che nessuno si accorga dell’irregolarità di tale commercio dopo tutta la pubblicità fatta? Questo decreto legge viene applicato nella realtà?

  7. Tempo fa volevo acquistare un cucciolo di chihuahua. Sono stata “fregata” da un famoso allevamento in provincia di Pavia (si sono tenuti i miei 300 euro di caparra nonostante avessi subito deciso che il cane non lo volevo più visto e considerato che non era il cane da expo promesso e visto che volevano solo fatturarmi metà cane altrimenti se avessi voluto la fattura per intero il prezzo del cane non sarebbe stato più 1.800 euro ma 2220 euro). Così conobbi una signora di un altro allevamento molto serio in provincia di Brescia alla quale raccontai l’accaduto e il tipo di cane che stavo cercando. Mi disse che loro operano regolarmente e rilasciano regolare fattura etc etc. Mi sembrava proprio di aver trovato il mio allevamento. Fino al giorno in cui sono scesa a prendere il cucciolo. L’amara sorpresa è stata il sapere che non avrei ricevuto nessuna fattura: non mezza, nessuna. Stesso discorso dell altro allevamento se vuoi la fattura il cane non viene più 1500 euro ma 2000 euro. Io sono caduta dalle nuvole soprattutto avendo avuto delle rassicurazioni proprio su questa cosa da parte della signora. Però volevo anche il cane visto che altrimenti sarebbe stato il 2 viaggio a vuoto che facevo. Loro mi hanno assicurato massima disponibilità se dovesse succedere qualche cosa al cane o se dovessi avere qualche problema: ma chi si fida più? Adesso ho questo cane, nessuna fattura (anche se loro dicono ce traccia ovunque che il cane l ho preso da loro ma loro potrebbero dire che me lo hanno regalato ad esempio…..fortunatamente ho il mio compagno come testimone). Ma io mi domando perchè gli allevatori fanno cosi? Perchè si comportano cosi? Fanno gli evasori fiscali? Io sono allibita davvero. Ho evitato di discutere perchè sapevo che non avrei potuto portarmi il cane a casa se loro si fossero per cosi dire “stizzite” riguardo al mio volere la fattura a tutti i costi (mi guardavano malissimo) ma io non potevo permettermi di pagare 2000 euro, gia è un furto 1500 euro per un cane a mio modesto parere. In piu avevamo tanto parlato via mail quindi ero sicura di chi avevo davanti, o per lo meno mi sembrava. Adesso non so cosa fare, ho paura che il mio cane abbia qualche problema e che io senza fattura non possa rivalermi. E’ così? Oppure ho dei diritti comunque?

    • Maria, la risposta è “sì”: molti allevatori evadono il fisco. Purtroppo il discorso è sempre lo stesso: se oltre alle spese (già importanti) ci devi mettere pure le tasse, ti mangi tutto…e allora sei costretto a fare prezzi alti per starci dentro. Solo che poi i clienti ti dicono: “Ehhhh, ma non è mica d’oro! Perché così caro? Io vado a prenderlo al negozio sotto casa!”… e allora c’è chi, per non restare con intere cucciolate invendute, tenta l’escamotage della frode fiscale. Questo vale ovviamente per gli allevatori che effettivamente sostengono tutte le spese necessarie per allevare BENE: quelli che fanno certi prezzi senza alcuna motivazione sono truffatori belli e buoni… e stop.
      Onestà vorrebbe, comunque, che si facesse sempre un prezzo “IVA compresa”, in modo che il cliente potesse regolarsi: dirgli un prezzo e poi aggiungerci l’IVA se questo chiede la fattura è estremamente scorretto, perché la fattura la devi fare, se sei un allevatore iscritto all’apposito registro (che ti consente anche di essere iscritto come agricoltore e quindi di avere certi sgravi fiscali). Se sei un allevatorino che fa una-due cucciolate all’anno non sei tenuto ad avere partita IVA e quindi neppure a fare fattura… ma devi dirlo chiaramente.
      Nel tuo caso, temo che ci siano buone possibilità che le signore facciano le gnorri in caso di problemi e di un tuo tentativo di essere rimborsata: ma visto che avevi fretta di prendere il cucciolo… ora puoi solo sperare che non ci sia mai nessun problema! Ma… posso essere carogna? Ti bruciava la casa, se non prendevi proprio quel cucciolo lì?
      Quando si vede che manca la trasparenza, che l’allevatore non ci convince del tutto e così via (qualsiasi sia il motivo) si può anche rinunciare e cercare altrove!

      • Guarda ti dico la verità è tre anni che cerco di comperare un cucciolo. Mi ero rivolta al 1 allevamento che mi aveva fregata nell stesso modo. Mi dissero che mi fatturavano solo metà cane e io non ho voluto (andai anche dall avvocato che scrisse una lettera per riavere i 300 euro di caparra ma non ho risolto nulla, solo nervoso e stress). Su internet ho trovato un allevamento di cui parlano bene tutti. Avevo instaurato un rapporto di amicizia con una delle due titolari e quando sono andata giu a prendere il cane non mi aspettavo certo che si sarebbero comportati come il 1 allevamento (anzi peggio visto che il 1 allevamento almeno 1/2 fattura me l’avrebbero fatta. Mi chiedo tra l altro visto che sono un grosso allevamento con affisso come possano non fatturare nessun cane. Ma i controlli non glieli fa nessuno? Io ero tentata di lasciar perdere anche stavolta ma l’idea di essermi fatta 300km per la 2 volta a vuoto mi ha veramente buttata a terra (anche perchè questa cosa è saltata fuori alla fine, quando avevo gia il cane in braccio pronta per comperarlo). In più lei mi ha assicurato che la fattura non mi sarebbe servita perchè loro erano li e non c erano problemi (mi hanno proprio tranquillizzata su questo lato). Non volevo questionare sulla cosa pià di tanto perchè pensavo mi avrebbero risposto male (sai quanto avrei voluto dirgli che sono degli evasori fiscali e che grazie a gente come loro l’Italia è a rotoli ma dovevo decidere o prendevo il cane o le trattavo come andavano trattate e me ne andavo). L’ ho fatto presente piu volte della fattura e mi è stato risposto che loro sono molto professionali e la fattura non mi serve perchè per qualsiasi problema loro ci sono e se gli riporto il cane mi ridanno i soldi senza nessun problema. Io mi sono fidata molto delle loro parole più che altro perchè tanta gente compra da loro e non ho mai sentito nessuno che si sia lamentato, anzi. Ti dico la verità un po mi sono cadute con questa storia della fattura in quanto quando ci scrivevamo mail sull accaduto con l allevamento precedente la stessa mi aveva assicurato che i loro prezzi erano gia comprensivi di iva. Non capisco perchè dire una cosa e poi farne un altra. Non me la sono sentita di tirare fuori la cosa dicendo: “scusa ma in internet mi avevi detto tutt altra cosa come mai adesso cambi le cose?” Sia perchè non volevo che si creasse la stessa situazione del 1 allevamento sia perchè sicuramente non avrei mai più voluto saperne ne di cani ne di allevamenti perchè se su 2 allevamenti con tanto di sito e affisso e molto rinomati si comportano cosi allora significa che quasi tutti fanno cosi e sinceramente ne avevo fin sopra i capelli. Quindi se non avessi preso il cane non avrei piu preso nessun altro cane. Io spero solo di non avere problemi prossimamente (che ne so soprese legate alla salute del cane che mi sono state omesse) perchè li vedrò la loro serietà e verificherò le loro parole. Non credo si vogliano “sputtanare” il nome così, anche perchè io denuncerei il fatto se loro si comportano male con me in futuro. Fino ad ora ad ogni mio dubbio o domanda riguardante il cane vedo che mi rispondono gentilmente e senza problemi e a parte questa storia della fattura mi sembrano molto professionali. Bisogna vedere davanti al problema come si comportano. Comunque io ho un testimone che era con me quando ho preso il cane quindi una certa tutela dovrei averla (non so però davanti ad un giudice…) e ho il foglio di pasaggio di proprietà che attesta che il cane è passato da lei a me.

  8. Cara Valeria questa frase del tuo articolo pur se logica letta nel contesto generale, se presa da sola può dar luogo a fraintendimenti come è già stato fatto:
    “Insomma, la commercializzazione è riservata esclusivamente agli animali accompagnati da pedigree!”

    La frase corretta dovrebbe essere: “Insomma, la commercializzazione degli animali “di razza” è riservata esclusivamente agli animali accompagnati da pedigree!”

    Tutti gli altri cani, ovvero quelli privi di pedigree (meticci) possono essere commercializzati, come avviene regolarmente nelle migliaia di negozi autorizzati alla vendita di animali la cui normativa rientra nelle fattispecie previste dall’art. 1496 del codice civile.

    Avulsa dal contesto dell’articolo la tua frase lasciia invece intendere che tale normativa si applica a tutti gli animali.
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