di VALERIA ROSSI – Chi ha mai sentito parlare del Decreto Legislativo n. 529, del 30 dicembre 1992?
Probabilmente nessuno: eppure esiste, è attualmente in vigore e vent’anni fa è andato a sostituire la legge n. 30 del 15 gennaio 1991, che era riferita solo agli animali da reddito.
Il D.Lgs 529/92 recepisce invece la direttiva europea 91/174/CEE relativa alle condizioni zootecniche e genealogiche che disciplinano la commercializzazione degli animali di razza, estendo l’applicazione anche a tutte le specie e razze che non erano contemplate nella legge n. 30, quindi anche a cani e gatti.
Ma di cosa parla, questo misconosciuto decreto?
Parla del concetto di “animale di razza pura” e stabilisce le regole per la sua commercializzazione, determinando una volta per tutte – e senza possibilità di equivoci – la definizione giuridica di “cane o gatto di razza”… e VIETANDO, di fatto, la vendita di animali sprovvisti di certificato genealogico.
Insomma, non solo il cane (o il gatto) senza pedigree non possono in alcun modo essere definiti “di razza” (come già sapevamo): ma non possono neppure essere ceduti in cambio di denaro!
Infatti, all”art. 5, il decreto stabilisce che “è consentita la commercializzazione di animali di razza di origine nazionale e comunitaria, nonché dello sperma, degli ovuli e degli embrioni dei medesimi, esclusivamente con riferimento a soggetti iscritti ai libri genealogici o registri anagrafici, di cui al precedente art. 1, comma 1, lettere a) e b), e che risultino accompagnati da apposita certificazione genealogica, rilasciata dall’associazione degli allevatori che detiene il relativo libro genealogico o il registro anagrafico.
É ammessa, altresì, la commercializzazione di animali di razza originari dei Paesi terzi, per i quali il Ministro dell’agricoltura e delle foreste abbia con proprio provvedimento accertato l’esistenza di una normativa almeno equivalente a quella nazionale.
Alle stesse condizioni è ammessa la commercializzazione dello sperma, degli ovuli e degli embrioni provenienti dai detti animali originari dei Paesi terzi. Non sono ammesse condizioni più favorevoli di quelle riservate agli animali di razza originari dei Paesi comunitari.
Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque commercializza gli animali indicati nei commi 1 e 2 in violazione delle prescrizioni ivi contenute è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 10.000.000 a L. 60.000.000 (essendo il decreto antecedente all’avvento dell’euro, le cifre sono ancora espresse in lire).

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Insomma, la commercializzazione è riservata esclusivamente agli animali accompagnati da pedigree!
I  “senza pedigree” non dovrebbero neanche essere venduti, e sicuramente non venduti come cani o gatti “di razza”:  all’art. 3 dello stesso decreto risulta che non potrebbero neppure essere ammessi alla riproduzione!
Soprattutto nel mondo catofilo c’è grande subbuglio, in questi giorni: ora vedremo se anche il mondo cinofilo saprà muoversi e chiedere il rispetto di questo decreto che potrebbe mettere un definitivo freno alla vendita di cuccioli senza pedigree, ma spacciati per cani/gatti di razza pura.

A questo link (che è quello dell’ANFI, associazione nazionale felina italiana) potete trovare il testo integrale del decreto.

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129 Commenti

    • Come allevatrice di gatti sono “toccata” alla stessa stregua di voi allevatori di cani.Non e’ facile fornire informazione, io lo faccio tramite il mio sito, ma spesso, ugualmente mi sento chiedere senza pedigree “quanto fa”tutto cio’ e’ triste, le federazioni non aiutano molto in quanto, si mettono la legge, ma MAI IN VISTA e dire che andrebbe tutto a loro favore no??Io da parte mia ho scritto alla redazione di subito e trova il cucciolo..ho chiesto che nelle loro faq sia messa a lettere cubitali questa legge, e che quando viene linkata una frode provvedano , previa verifica a levare l’annuncio.green hills è una dimostrazione…e’ una vita che si tentava di farlo chiudere, ma ci è voluta l’unione….c’è voluta gazarra , ci siamo fatti sentire tuti assieme ed e’ questo che fa funzionare le cose: L’UNIONE…inutile lamentarci il cucciolo ha diritto al pedigree, sul contratto viene specificato che il pedigree e’ chiuso per trmila ragioni, se vogliono un cucciolo da riproduzione ce lo chiedano espressamente, ed e’ qui che salta fuori la diversita’ di prezzo(non perche’ ha o meno il pedigree)l’allevatore dopo tre mesi di osservazione puo’ azzardare se il cucciolo sara’ o meno da riproduzione(parlo per me)quindi se il mio cucciolo è figlio di campioni, se ho fatto esposizioni sui tre continenti..perche’ ti devo regalare tutto questo?? se vuoi un cucciolo da riproduzione segui, che ti piaccia o no l’iter che ho seguito io e i tuoi cuccioli futuri saranno tutti col pedigree,in quanto è un onore mostrarlo..e spesso salva la vita ad un cucciolo, sapere qualcosa dei suoi antenati.Ma e’ insieme che dobbiamo lavorare ora..la legge c’è…non la stanno facendo funzionare?? bene, cominciamo a metterla sui nostri siti, cominciamo a segnalare alle redazioni annunci la frode…facciamo che questa novita’vecchia di vent’anni che valeria (Dio ti benedica) ha tirato fuori faccia storia, siamo noi, non la legge a dover fare, e se poi vogliamo segnalare…….signori…IL VASO DI PANDORA E’ STATO APERTO..FACCIAMO IN MODO DI NON FARLO RICHIUDERE.Ho linkato una pagina del mio sito chi la volesse salvare puo’ farlo, l’importante è che ne citi la fonte.DIAMO BATTAGLIA ADESSO…IL FERRO VA BATTUTO SIN CHE E’ CALDO…buona giornata La Favola Blu

    • esclusivamente con riferimento a soggetti iscritti ai libri genealogici o registri anagrafici
      Lo scrivi tu giusto ?
      l’anagrafe canina è sufficiente a rendere un cane commercializzabile,è gratuita e non richiede razzistiche liste.
      perciò che c’entra il pedigree ????
      non sapete manco leggere una legge accecati dall’ego che vi si gonfia al sol leggere un foglio scritto da un associazione privata (ENCI).

  1. Quindi se molto onestamente vendo un cucciolo con un difetto a cui non ho fatto il pedigree per logica motivazione sono una delinquente e ho imbrogliato nonostante questo cucciolo abbia una madre campionessa europea e un padre campione italiano?? E siccome sono una delle poche che vende cani con fattura è commercializzato.

    • ammetto che potrei scrivere una fesseria perchè non conosco le regole e lo premetto perchè scrivo per capire, non per accusare. Se un cucciolo ha un “difetto” che lo rende improponibile come cane per partecipare a gare o per andare in riproduzione, secondo me non è da delinquenti venderlo come cane da compagnia dichiarando all’acquirente la situazione, anzi è corretto. Il discorso che sia logico che per questo cucciolo sia “logico” non avere il pedigree invece mi lascia perplessa. Potrebbe essere che sono ignorante della questione, ma non mi sembra che il pedigree abbia la funzione di decretare la perfezione di un cucciolo, se non sbaglio dice della sua genealogia e basta. Come per gli esseri umani la genetica non è una scienza matematica che esclude che da genitori campioni nasca un figlio che non avrà i numeri per esserlo.

    • Claudia, un conto è trattenere il pedigree di un cane (dopo averlo regolarmente iscritto), e un altro è non iscrivere la cucciolata e poi vendere i cani come cani di razza pura.
      Tra le altre cose…dubito fortemente che tu possa vedere il difetto di un cane (inteso come difetto che lo rende inadeguato a riproduzione/esposizioni, non come difetto fisico) nel tempo che occorre per registrare la cucciolata: normalmente i difetti si vedono più avanti. Quindi logica vorrebbe che tutti i cuccioli venissero regolarmente iscritti (anche perché il pedigree è la loro carta di identità…e non si vede perché un cucciolo difettoso non dovrebbe averla): dopodiché potrai benissimo non consegnare/volturare il documento, spiegando all’acquirente che il prezzo è diverso per questo e quel motivo, e che il cucciolo rimane intestato a te perché non vuoi che venga messo in riproduzione.
      Sinceramente non vedo il motivo per “non fare il pedigree” a un cane.

      • CREDO CHE QUI SI INTENDANO DIFETTI VISIBILI NELL’IMMEDIATO..CREDO CHE QUESTA LEGGE SIA STATA FATTA PER I CUCCIOLI DELL’EST VENDUTI IN NEGOZIO….COME HO GIA’ DETTO IN ALTRO POST..SE E’ UN CUCCIOLO SOLO CHE VI NASCE CON PROBLEMI…E NON FATENE UNA TRAGEDIA SE NON VI LASCIANO FARE IL PEDIGREE, MA GUARDATE AVANTI E CERCATE ANCHE VOI DI COLLABORARE NEL RISPETTO DI GENTE COME NOI CHE PAGA 3000 EURO ALL’ANNO A FONDO PERDUTO MAGARI ANCHE IN QUANTO NON AVRA’ MAI LA PENSIONE,MA PAGA!!!!!!!QUINDI E’ GIUNTA L’OCCASIONE DI CAZZIARE CHI SE LO MERITA…..NON VEDO PERCHE’ FARE STORIE…..A MENO CHE NON ABBIATE ABITUALMENTE CUCCIOLI CON PROBLEMATICHE….SPERO DI ESSERE STATA ESAUSTIVA CON QUESTO ULTIMO POST

      • cara Loredana , è facile cosi? fare il pedigree a un cane che non deve andare in produzione, lo vendi per un prezzo adatto a il problema e non fai il passaggio. in quel caso lo devi dare o lo potresti anche tenere per te e eventualmente dare una coppia?

        non c’è altro modo?

        cordialmente,

        sylvia reinders

    • ALLORA, SE PER UNA VOLTA TANTO VENDI UN CUCCIOLO CON DIFETTO E TI DEVI ADEGUARE ALLA LEGGE E SENTIRTI “DELINQUENTE” CREDO CHE VALGA LA PENA, IN QUANTO MILLE ALTRI ALLEVATORI CHE SONO DAVVERO DELINQUENTI SARANNO CAZZIATI…QUINDI CHE TE NE FREGA PER UN CUCCIOLO…PER UNA VOLTA SOLA..SE POI I CUCCIOLI SONO DI PIU’ E’ UN’ABITUE’QUESTO DIFETTO CHE DICI….
      ..TI CONSIGLIO DI STARE ZITTA E CAMBIARE LINEA…ANCHE IO FACCIO FATTURA…CHE PARTITA HAI TU???

  2. Nell’ultima settimana mi è capitato di incontrare un paio di signore che avevano preso il cucciolotto su subito.it.

    In entrambi i casi i cuccioli erano stati consegnati a circa 40 giorni dalla nascita.
    In uno dei 2 casi la signora, con il cagnetto che si ostinava ad abbaiare alla mia, la mia era placidamente seduta e in seguito l’ho messa terra (il mio cane è meticcio di pastore tedesco), ha detto che “non sapeva che i cani vanno presi dopo il periodo di socializzazione” (la signora aveva già avuto altri 3 cani nel corso della sua vita!).

    Il sito pare venga usato molto per cerare cani a buon prezzo (date un’occhiata si vedono/leggono cose folli) e presumo venga intensamente usato da trafficanti di cani. Possibile che il sito non abbia responsabilità in questi casi?
    Forse basterebbe che il sito inserisse qualcosa come 10 regole d’oro sull’adozione dei cuccioli o link a siti ufficiali per evitare disastri…

  3. Domanda: ho due meticci bravissimi nella ricerca del tartufo, il mio vicino pensando che la progenie possa avere le stesse caratteristiche vuole darmi del denaro per averne un cucciolo e io non posso venderglielo?

  4. Lho scitto su facebook e lo ripeto qui:
    Ecco un modo per fare cassa allo stato! Adesso lo scrivo a Monti!
    Gli dico di multare tutti quelli dei vari annunci su subito.it, kijiji ecc… Dove vendono cani di razza senza pedigree!
    Vediamo se questo malcostume tutto italiano, smette!

  5. Io allevo bassotti e se un bassotto ha la coda con un nodo o spezzata lo si vede alla nascita come in tutte le razze, ragion per cui per questi cani non richiedo pedigree, a che scopo farlo fare se poi devo trattenermelo o rimandarlo all’Enci? Il pedigree (soprattutto per come vengo fatti in Italia) sono un bel pezzo di carta e basta, chiaramente non voglio equiparare tutti ma finchè non ci saranno i dovuti controlli non darò mai tutta l’importanza che viene data ad un documento che nell’80% dei casi è basato su accoppiamenti casuali e che per la maggiorparte degli acquirenti rappresenta una lista di nomi più o meno chiari anche perchè basta che un cane abbia un nonno campione ed i più (allevatori che richiedono i pedigree) lo spacciano per figlio di campioni.
    Quindi il giorno in cui qui come all’estero i cani che possono avere pedigree dovranno essere sottoposti a determinati controlli inizierò a dare più credibilità alla cosa.
    Aggiungo che io continuerò a non richiedere pedigree per i cuccioli che dimostrano difetti alla nascita oppure entro i 3 mesi e se qualcuno si azzardasse a dire che non sono di razza potrei anche denunciarlo perchè esiste sempre l’esame del dna.

    • Mi spiace, ma per me non fare un pedigree a un cucciolo, vuol dire mettersi ai livelli dei cagnari degli annunci! Un conto è venderlo come pet e tenersi il pedigree o richiedere all’enci l’invalidità alla riproduzione. Un altro è non farlo e vendere il cane corretto a 1000 e quello senza pedigree a 200.
      Se non diamo valore noi ai pedigree, perché dovremmo aspettarci che lo faccia la gente?
      Se il cane non ha il pedigree, non è di razza. Potrai fare l’esame del dna, ma non hai un “pezzo di carta” che dica che il cane è di razza.

      • Elisa,dimmi come si fa a chiedere all’enci l’invalidità alla riproduzione.Io non ci sono riuscita.Detto questo qui salta fuori anche un altro argomento di cui si parla spesso sottovoce: il pedigree For breeding e il pedigree Not For Breeding che nel mondo cinofilo non esiste,mentre in quello gattofilo si.O meglio,non esiste in Italia:in francia esiste qualcosa di simile,il LOF confirmee.In pratica in francia a tutti i cuccioli viene dato un numero LOF,ma i riproduttori devono avere il LOF confirmee.A un anno il cane viene portato a una speciale di razza,e il giudice decide se dare o no la conferma di razza a quel cane.In pratica così distinguono in francia i cani con pedigree e i riproduttori con pedigree e i cani che non hanno avuto il lof confirmee per problemi sorti dopo.E mi chiedo,sarebbe così complicato farlo anche da noi?Perchè l’enci non guarda anche altre realtà?

    • Scusami ma il non fare il pedigree a cuccioli con difetti mi sembra una cosa da furbetti… come il non dichiarare i cuccioli eventualmente nati morti nella denuncia di monta (modello A) se ci sono problematiche di questo tipo in una cucciolata anche a fini Zootecnici potrebbe essere il caso di indagare sui genitori e magari non ripetere più l’accoppiamento o ritirare dalla riproduzione uno dei 2 genitori se tali problemi si ripetono durante altre cucciolate.
      Secondo me questo è quello che serve per rafforzare una razza e per eliminare o ridurre le malattie ereditarie..
      La genetica è ancora in parte misteriosa ma nn così tanto…

  6. Guarda Elisa basterebbe iniziare a far pagare le tasse a tutti quegli allevatoroni che non emettono fatture/ricevute per i cani che vendono oltre a tutti gli abusivi che pubblicano gli annunci su subito e tutti gli altri siti. Tra l’altro per la finanza sarebbe abbastanza semplice verificare il tutto visto che basterebbe andare all’Enci e fare un controllo, almeno a questo sti benedetti pedigree serviranno!

      • troppo comodo differenziare tra privati e privati…tu vendi un cucciolo proprio come me a 900 euro ma i tuoi sono al nero, mentre io emetto fattura pago un affisso pago i passaggi di proprieta’ ed i pedigree e rispondo di ogni problema futuro del cucciolo…tra privati com’è? con una stretta di mano con uno sputo in mezzo?? senza soldi?? allora e’ altra cosa

  7. Bah secondo me queste sono tante scusanti che possono valere per chi fa una cucciolata ogni 2 anni, in ogni caso mi spiace ma per me non fare il pedigree ad un cane che ha difetti che lo escludono dallo standard di razza è più onesto che farlo, tra l’altro è pure carta sprecata.
    Per quanto riguarda il dna mi pare che lo dica più del pedigree se un cane è di razza visto che dà la garanzia certa su chi siano i genitori, invece i pedigree grazie sempre ai miseri controlli che NON ci sono di garanzie ne dà ben poche.

    • come dici tu anche io sono sicuro che il pedigree,da solo,non dia questa sicurezza;su chi siano ovvero i genitori. come ho scritto in uno di questi post,anche l’enci lo ha pubblicato, uno studio con percentuale (non i risultati)degli ambiti in cui si sono avvalsi dell’esame del dna;tra questi,le persone che tramite avvocati e tribunali hanno obbligato allevatori o terze persone ad effettuare il dna sui cani per i quali non erano sicuri della genitorialità.mentre il pedigree lo accertava. questo per dire che secondo me il pedigree è un foglio di carta con il valore che a questi si puo’ attriuire. altre sono le garanzie di ciò che acquistiamo,e del livello del cane che abbiamo. la stessa enci ha istituito un campione riproduttore,e del riproduttore selezionato. che prevede una serie di esami oltre al deposito del dna. forse non so quanto giochino a loro favore chi parla del pedigree,e solo di quello, come garanzia di un cane di qualità,quando ci sono anche altri parametri che sembra pochissimi soggetti di ogni razza,possono annoverare. sta solo nel conoscerli e chiederli all’allevatore,magari mentre ci sventola davanti il pedigree. resta il fatto che come dici tu,ed anche io sostengo,pedigree con commercializzazione non hanno nulla da spartire. la questione riguarda la fatturazione,la tracciabilità (termine in voga di questi tempi) di somme e persone che “vendono”. la garanzia,del trovarsi di fronte uno che paga le tasse, da altrettante garanzie a noi che acquistiamo,a partire dall’identificazione e dagli eventuali obblighi successivi. (risarcimento,garanzie genialogiche,malattie etc etc)

  8. se il cane lo regali, puoi anche non fare il pedigree, ma poi che garanzie hai che il cane non venga usato in riproduzione, se tu stessa insegni che ci sono i cuccioli di serie b senza pedigree?
    Bisogna iniziare ad educare la gente. Se l’acquirente è informato, questo non andrà più dal cagnaro.
    Una cosa è certa: un cane è di razza solo se ha quel pezzo di carta. Che poi sia “difettato”, non è un problema rilevante. Perché se una ferrari ha una fiancata amaccata, mica non è più una ferrari! Ma se questa splendida ferrari, non ha un libretto con tutti i dati, si potrebbe pensare che è un tarocco!
    RIpeto, se non siamo noi ad iniziare a fare cultura cinofila, chi la deve fare?

  9. permettetemi una riflessione sul d.lgs di cui all’oggetto, e della richiesta di farlo rispettare. oltre alle associazioni di razza, qualcosa come l’anagrafe canina è come saprete già esistente. il microchip non solo serve a rintracciare l’eventuale proprietario,ma proprio perchè inoculato da un veterinario, servirebbe anche, così come si dichiara nella sua compilazione,ad indicarne la razza. il veterinario che oggi di prassi domanda al proprietario di che razza è il suo cane, avrebbe il compito di verificarne anche l’esattezza. ovviamente ciò non andrebbe a garantire circa la genealogia del soggetto e di fatto è molto poco, rispetto a ciò che fa (o dovrebbe fare) l’enci. una fondamentale differenza dall’anagrafe canina con il registro di razza dell’enci sta nella gratuità del primo e dei tempi e dei costi riguardo al secondo. differenza che incide molto sulla scelta di chi ha interesse a regalare un proprio cucciolo, seppure i genitori siano entrambi forniti di pedigree regolare. se la pratica della registrazione fosse perfezionata,a mio avviso si potrebbe perchè no, migliorare il registro regionale anagrafe canina, che rimane quello ancora del tutto statale e del tutto gratuito. e magari finalmente distinguere e censire chi della vendita degli animali ne fa un lavoro serio,con garanzie a tutela di entrambe le parti (venditore e compratore) e va da se,dell’animale stesso. oggi la normativa ne fa un fatto amministrativo che varia in numero di soggetti e partite iva, che a seconda ti fanno appartenere agli allevatori in generale, oppure ai prestatori d’opera occasionali. un saluto a valeria rossi.

    • Gratuita l’anagrafe? Non ovunque! Nella maggior parte delle regioni devi pagare il microchip! E a me non sembra che fare il pedigree sia così difficile e con una procedura da perfezionare!
      Dire che non si fa i pedigree, perché consegnare due moduli è complicato, mi fa riflettere su come siamo ridotti male…

      • permettimi ma prima di parlare di microchip a pagamento forse dovresti chiederti dove l’hai inoculato. se lo fai dal veterinario allora si, ma ed è la legge a prevederlo: è totalmente gratuito se ti rivolgi ai servizi veterinari dell’asl a cui appartieni. se poi parli della svizzera non lo so. secondo, due moduli e circa 80 euro a cane, e se sgarri di dieci giorni, rispetto al modello B (il secondo da consegnare) sei costretto a fare l’esame del dna. e sai quanto costa il dna su fattore -fattrice ed ogni cucciolo? circa 500 euro solo per i genitori,e che differenza c’è adesso tra dieci e dodici giorni ad esempio, perchè si debba dubitare della genetica su dei cani che spessissimo (anche se l’enci prevede controlli) si conosce dell’esistenza solo per i moduli che si consegnano? per cui non si tratta solo di due moduli, ma di costi che potrebbero presentarsi, e che personalmente lascio alla coscienza di ognuno di noi sapere cosa sta facendo quando compra un cane, se lo compra, perchè i cani spessissimo si regalano, ed a queste persone non dovrebbe essere vietato ne imposto alcun capestro per non continuare a farlo. piuttosto a chi vende dovrebbe fatturare e solo quando gran parte degli allevatori-venditori si decideranno chi a fatturare chi a pretendere che dietro al pagamento di tasse e tributi corrisponda una tutela. ma questo è un discorso che con chi ha deciso di cedere i cani della propria cucciolata,non c’entra,per il semplice fatto che vende chi lo fa per mestiere,vende chi fattura. e non invece bloccare chiunque non possa presentare un pedigree.quello semmai riguarda il cane di razza,è una garanzia che non può diventare un obbligo, e per me rimanda sempre alla consapevolezza di chi acquista, e chi vende oppure dona.

        • Ecco. E perché consegnare in ritardo? Il mod.A costa 14 euro, mod. b con nome del proprietario è 17 euro. Metti le spese di delegazione,ma non sono mica €80!!
          Qui non si sta parlando di filosofia di idee e su come e dove si voglia regalare un cane.
          Si sta parlando che se vuoi vendere un cane lo puoi fare se scrivi chiaramente cosa è esso! E se è di razza, devi avere la relativa documentazione che lo certifica. Pensi che nel campo agro-alimentare la certificazione sia gratuita? SI paga! E costa di più tutto! Però consegni un prodotto certificato e di qualità! Se poi uno fa certificati falsi o vende senza avere la documentazione, è giusto che venga punito.
          Certificare è un nostro dovere, ma è principalmente un nostro diritto! Che ci porta ad un livello di qualità più alto.

          • almeno il veterinario dell’asl il cane deve vederlo. all’enci lo riempi di carte,contenta tu che pensi sia quella che sembra una pratica amministrativa,la garanzia del cane di razza. ogni anno sono sempre di più persone che scoprono con il dna che il cane che hanno acquistato non corrisponde ai genitori che l’allevatore aveva dichiarato e “l’enci” garantito. ma questo solo perchè qualche proprietario zelante forse con suggerimento di altro allevatore,ha tirato in causa l’allevatore di cui parli, obligandoli attraverso tribunali a fare il dna. persone che come dici tu hanno consegnato il modellino, poi il secondo etc etc. se già fosse obbligatorio il dna, avrei una garanzia. se il microchip non da garanzie,davvero tu vuoi credere e farmi credere che portare due fogli con sopra scritto chi sono i genitori e chi i figli,sia la garanzia di acquistare un cane di razza etc etc? e la mia non è filosofia, quando parlo di dna parlo di soldi veri, e forse dell’unica pratica garante,che come vedi non è obbligatoria, e quando lo diventa, è in maniera pretestuosa;i soliti dieci giorni rispetto ai dodici per cani che altrimenti neppure si vedrebbero.

        • vi dico io un pò di prezzi su chip e dna: 14e per l’inoculazione da veterinario Asl (quindi tanto gratuito poi nn è) e io ho pagato 265e per il dna dei 2 cuccioli.Ho avuto una “fuitina” e non sapevo chi era il padre dei due maschi che ho.Quindi,prelievo con vetkard (5e l’una)a mamma,2 padri (che avevano entrambi già il deposito) e 2 cuccioli quando avevano 2 settimane.Inviato tutto a laboratorio riconosciuto enci che mi ha preso 50e a campione (250e in tutto),in una settimana sono riuscita ad avere il risultato (stesso padre…Ma mi ero già informata e se fossero stati di 2 padri diversi l’Enci emetteva comunque i pedigree con i rispettivi padri solo se il test arrivava da un lab riconosciuto) e a presentare il modello A prima della scadenza dei 25 giorni!

    • gratuità dell’anagrafe canina? … bhe, poco o tanto il chip lo paghi: meno se inserito dal vet ALS, di + se inserito dal vet privato. e, in questo secondo caso, chip e pedigree costano uguali (20 euro circa) .. ma in ogni caso lo paghi.
      poi il vet che controllo può fare su una razza se – spessissimo – neppure sanno come è fatto il cane di una certa razza? un vet DEVE saper curare i cani, non la cinognostica 🙂 quella lasciamola a chi la sa fare 🙂

  10. Io non ho mai parlato di cuccioli di serie “b”. Inoltre io non sto parlando di difetti “riparabili” cosa che è la fiancata sfasciata della ferrari. Un difetto è una cosa che non si può riparare, anche se so che ci sono veterinari che riparano le code rotte ai cani così come quelli che impiantano testicoli e mettono denti che non ci stanno.
    Ecco perchè il pedigree non deve nemmeno essere fatto a questi cani, proprio perchè la lusinga del “è un cane bellissimo, si può riparare” prende a tutti, sia allevatori che privati. E mi spiace io sono terribilmente sfiduciata e pessimista ma prima di iniziare ad educare cinologicamente le persone sui pedigree iniziamo ad educarli su come si tiene un cane. Prima il benessere e poi il resto.

    • Se tu in una cucciolata, proponi cani con pedigree e alcuni difettati senza pedigree, fai delle distinzioni di serie A e serie B.
      Il pedigree non serve per garantire la qualità del cane, ma per certificarne l’origine e l’appartenenza a una razza. In esso possono essere inseriti i titoli e gli esami dei parenti.
      Magari l’esempio della macchina non era il più azzecato… Passiamo ai vini? Un brunello di montalcino può avere questo nome solo se ha i certificati d’origine. ma questo non significa che è perfetto, ma che l’origine è scritta e dunque ci si aspetta una certa qualità.
      Mi ricorda la pubblicità del parmigiano (o grana padano): “vi portereste a casa un estraneo?”

      • quando il mondo degli animali diventerà un consorzio,un distretto regionale tipo presidio slow food ne riparleremo. intanto non è vietato ai contadini della zona produrre bottiglie in proprio, coltivare l’uva che vendono anche al consorzio.poi non tutto il brunello è uguale, neppure tra quelli certificati. l’enologia come la gastronimia e la cinofilia giungono a disciplinare mondi che di per se, esistono già, loro giungono dopo, ad organizzare ciò che già esisteva prima. i titoli “possono” essere elencati, se conseguiti, come l’esame del dna o della displasia,ma in ogni caso il pedigree ti viene rilasciato. allo stesso modo di gastronomi e sommelier, capaci di valutare vino e cibo dal bicchiere e dal proprio naso, lasciamo che la capacità di inoltrarsi tra le masserie di manfredonia in cerca di cani corso,a persone che sono capaci di giudicare un cane dal modo che ha un contadino di essere geloso di cani e masseria e se non parli il dialetto foggiano è capace di liberarti contro il cane,come ha fatto in precedenza a chi gli proponeva di fare le “carte” ai propri cani. è una capacità tutta italiana, abbiamo creato noi la gastronomia;sapere che bisogna andare sul posto per trovare determinate cose. le etichette per il brunello sono per gli inglesi.

    • Si, ma facendo come fai tu insegni alla gente che il pedigree identifica solo il cane bello (al limite sano) e che quindi se uno non vuole un campione può prendere anche un cane senza pedigree: che è quello che già quasi tutti credono, e che fa si che la gente si faccia fregare dai cagnari. Se il tuo interesse è che i cani con difetti non si riproducano, basta che ti tieni il pedigree: che problema c’è? Il pedigree serve solo a attestare la genealogia del cane, e NON ad assicurare che il cane sia bello, sano, di carattere corretto: per quello ci sono i risultati delle expò, degli esami per patologie ereditarie, delle prove di lavoro.

  11. Un sacco di gente si lamenteà se diventasse vietato far riprodurre cani (o altri animali) non di razza. Io personalmente credo che uno, se non ha una proprio una pessione per una certa razza ( per cui sarebbe disposto a farsi il mazzo per trovare un buon allevatore! ) dovrebbe prendersi un meticcio e abbia pieno diritto di poter avere un meticcio. Io stessa ho 2 meticci e meticci voglio, non desiderando una razza particolare ma solo e semplicemente un cane che sia molto attivo, per il resto mi va bene tutto, nessuna preferenza. Perciò io per prima non sarei proprio d’accordissimo col vietare la riproduzione di animali non di razza. Ovviamente prima vanno risolti i problemi di randagismo, e migiaia di meticci senza padrone vanno adottati: cosa che cmq se decidiamo di risolvere davvero ci terrà occupati per mooooolto tempo, però se io penso al dopo, a un utopistico momento in cui il problema delle nascite non controllate, dei randagi, dei cani abbandonati verrà risolto, l’idea di non avere più meticci non mi piace granchè. Anche se ovviamente ci sarà ogni tanto qualche incidente e qualche incrocio nascerà…

    Ma mi rendo conto che è un problema solo personale: la specie cane non soffrirà dell’assenza di meticci, e certamente i cani stessi non soffriranno di nascere cani di razza con una casa, cure e amore assicurati, invece che meticci nati per sbaglio perlopiù destinati a morire di stenti.

    Per questo vorrei invitare a riflettere tutte quelle persone che adesso staranno già partendo in quarta contro il provvedimento che forse dovrebbe rendere illegale la riproduzione di cani non di razza, trovando abominevole l’estinzione dei meticci (e vorrei ricordare cmq che si tratta semplicemente di non farli accoppiare, non di ammazzarli tutti, giusto per invitare a non scaldarsi troppo neanche se si parlasse di sterminio di ogni forma di vita animale priva di pedigree).

    Essere cinofili vuol dire agire per il bene dei cani, e in questo caso impedire che ci siano ancora cani senza padrone che muoiono di stenti è un DOVERE per chiunque abbia a cuore i cani; il benessere dei cani e la riduzione dei maltrattamenti e sofferenze che devono subire DEVE venire prima di ogni ideologia o preferenza personale, non solo quando si tratta di allearsi col partito opposto perché ci da più fondi per il canile, ma anche quando si tratta di mettere da parte un idea che abbiamo sostenuto con grandissimo furore per anni, ammettere che fosse errata, sapendo che questo atto di umiltà non lo facciamo per i soldi o per il potere ma per i cani che diciamo di amare.

    Una persona che voglia rifiutare un provvedimento che permetterebbe di limitare drasticamente il numero di cani sofferenti, per la prima volta in maniera assolutamente incruenta, per l’orgoglio di non voler dire “ho sbagliato” secondo me non è degna di dirsi cinofila.

    • Nessuno vieta di far nascere meticci,manco la legge.Si vieta di venderli questi meticci,oppure dire vendo cane di razza senza pedigree.Se è senza pedigree è considerato un meticcio e come dice la legge,non si possono commercializzare.

  12. è un modo capestro,forzato di eliminare chiunque non faccia per lavoro dal mercato. perchè se parliamo di personaggi che vendono i loro cani,la legge prevede che dietro compenso ci sia sempre il rilascio di un documento che ne attesti la vendita, e pertanto a seconda, il pagamento delle tasse. chi vende il proprio cucciolo su un sito, dovrebbe sapere che se lo fa a nero,come la maggior parte,sta compiendo un reato. se diceste questo sono d’accordo. il fatto di commercializzare solo cani con pedigree è questo lo sbaglio: identificare il venditore unicamente come colui che ti fornisce un pedigree e non si fa cenno, all’appartenenza alla categoria di allevatori ad esempio,o dell’obbligo di rilasciare fatture o documenti fiscali o contabili che sono “obbligatori”. Parlare di pedigree come obbligo avvalora la tesi del cane di razza documentato,una garanzia sul “prodotto” ma non una disciplina sulla “vendita”. la verità è che troppo diffusa è la vendita a nero di questi animali,anche da parte dei professionisti, che proabilmente chi tra quelli seri cominciasse a pretendere dagli altri il rispetto di regole che già esistono,cominciando dal fatto che a finire male sono per primo loro,gli allevatori stessi,vedremo che non ci sarebbe bisogno di “impedire” la commercializzazione degli animali non perchè non si ha un pedigree,ma invece a coloro non fatturano, a chi viola l’obbligo a fatturare, a rendere economicamente evidente la vendita.

  13. penso che sia evidente che si parla di cane di razza e che in qualche modo cosa dice che un cane lo è debba essere normato e mi pare anche evidente che un cane non di razza non va venduto perchè nel primo caso in fondo non è tanto l’animale cioè l’essere vivente in sè che viene pagato quanto il “lavoro professionale” di chi alleva, e mi sembra giusto che sia retribuito. Se parliamo di un cane non di razza … anche moralmente a mio parere non è giusto che ci sia una vendita. Non c’è un “prodotto”, parola terribile da usare per un essere vivente, ma una professionalità che fa il costo.

  14. tutto quello che a te sembra chiaro e scontato per me non lo è. cosa c’entra la garanzia del cane di razza,con la possibilità di venderlo. a me sembra più evidente l’intento di impedire di vendere non a chi non possegga un determinato cane, ma a chi non dia una garanzia che a mio avviso, garanzia non è. e volendo ammettere che il pedigree sia una garanzia (senza parlare di quale) perchè allora un allevatore non dimostra che i suoi soggetti sono migliori, rispetto a chi questa garanzia non può darla, a cominciare dal pedigree? perchè qua parliamo di pedigree non di un certificato di salute, non di obbligo di lastre ed esami, o di dna, o ancora meglio, di una fattura di vendita. se l’allevatore di per se può dare garanzie da un pedigree, che bisogno ha di una legge in soccorso che di “fatto”, in sostanza, impedisce ad altri di vendere,a chi cioè non possa fornire un pedigree.e niente altro che questo. mi sembra invece chiaro invece che se il garantito in questo caso (che non è l’animale) ma il compratore,e se l’allevatore sia fornito di soggetti migliori, questo fatto debba andare da se, venda lui più soggetti, o tutti i soggetti di quella razza, ma perchè è bravo ed ha convinto la gente. non perchè ha una legge che prevede che solo lui possa farlo. resta il fatto che non è solo un pedigree a far lievitare i prezzi dei cuccioli, nelle società di razza il problema non è legato al pedigree quanto ai controlli ed ai cani che vengono diffusi, spesso da allevatori che vendono 300 cani l’anno dai mille euro a salire, e sinceramente hanno solo il loro nome a garanzia. di contro persone che con il pedigree vendono invece a 300 euro al contrario, debbono venderne mille e non è detto che questi non siano all’altezza. vediamo se questi che vendono 300 cani dai mille euro, quanto e se hanno fatturato. e poi parliamo di chi con 300 euro a cane vede pesare di certo le 70-80 euro di spese di pedigree.ma mi rendo conto che questo è un altro discorso. che tuttavia pone alla vendita per professione, il rimborso spese per passione.e nulla vieta di rendere gratuito il pedigree come lo è il microchip. anche se sono due cose differenti, il primo non è universale come il secondo. ma esistono ancora le rsr nelle esposizioni.se questo è il problema.

  15. concordo a pieno ma credo che si vendano più cani evadendo le tasse senza dichiarare gli introiti che quelli senza pedigree. Tutti omettono di dichiarare sul proprio 730 oppure di emettere ricevuta fiscale o scontrino e qui mi viene in mente un certo Monti che se solo sapesse il giro di danari che c’è in questo “settore” riuscirebbe a risanare le casse italiane togliendo l’IMU. Inoltre, questo esercita una concorrenza sleale verso chi opera nella regolarità e secondo me è assimilabile alla vendita di un cane senza pedigree, cioè senza garanzie certe. Pagando in nero, un privato come me, come si tutela di fronte alla legge? Dovrebbe scrivere molto anche su questo anche se può turbare forse il 90% degli allevatori “amatoriali”, “privati” e “professionali” che fanno finta di nulla e magari sono gli stessi che mettono MI PIACE.

  16. ….e qui mi giunge una domanda spontanea…E chi vende senza pedigree senza essere tracciati da nessuna parte (perchè spesso questi signori non inseriscono il chip,non hanno pedigree e certi non sono manco nati in Italia…) le pagano le tasse?Rilasciano ricevute?dichiarano come prestazione occasionale il ricavato dei cuccioli?rilasciano una garanzia valida per salute,morfologia,carattere?E ultima cosa,siamo sicuri che il mercato sia mosso più da cuccioli con pedigree e non da cuccioli senza?Ricordatevi che per i “senza” non abbiamo l’enci che ogni anno ci dice quanti cuccioli ci sono iscritti al libro genealogico e dell’enormità dei simil razza presi dalla sciuramaria e dal sciurmario perchè intanto il pedigree non serve,serve solo per le mostre…..

    • per i cosiddetti “senza” ci sarebbe l’anagrafe canina; si potrebbe chiedere a loro quanti cani e di quali razze,poichè l’uno,l’enci è allineato al secondo,ma non viceversa. da far notare come anche nella scheda del microchip viene chiesta la razza,ma senza alcun obbligo di fornire pedigree. il timore secondo me è proprio questo,che un bel giorno ci siano le asl a rilasciare dati sulla popolazione canina tutta,distinguendo solo le razze dai meticci.ragion per cui mi domando se all’anagrafe canina riportano la razza del mio cane nella sua carta di identità,la stessa che richiede l’enci per i “suoi” iscritti, perchè non devo ritenere il mio cane “di razza” e non come i puristi del pedigree vorrebbero, dichiarassi un meticcio?

      • Si,ma all’anagrafe canina tu vai li con qualsiasi cane e ti chiedono a te che razza è.Puoi andare con un meticcio simile a un pincher con il pelo riccio che pesa 2kg e dichiarare che è un chihuahua,loro come razza ti scrivono chihuahua,non ho mai visto uno sindacare su quello che dichiara il proprietario,anche se quel cane forse solo la stazza ha del chihuahua.Eppoi,l’anagrafe canina non è uno strumento così certo,ne ho visti a milioni di cani comprati dalla sciuramaria senza chip perchè l’allevatore gli ha detto che il cane è troppo piccolo per inserirlo o qualsiasi altra scusa,ovviamente tutto ciò per non venir tracciato.Questo perchè non si rispetta un altra legge che però conosciamo tutti tra i cinofili (le sciuramarie non la conoscono),quella della cessione con chip e dopo 60 giorni.Quindi,vedendola da un lato di legalità,i “senza” sono quelli che evadono le tasse con maggior facilità,i “con” sono obbligati a metterlo il chip se vogliono il pedigree,e dunque vengono tracciati,sia da anagrafe che da enci,che mensilmente per legge dovrebbero fare un controllo dei dati incrociati tra i due archivi.

    • i pitt il ped ce l’hanno. non è riconosciuto dall’enci, ma anche loro (quelli veri, nn gli pseudo pit ai giunzagli dei bimbiminkiatamarri) hanno dei fior di pedigree !

      • lo so bene… ma a che titolo dichiari un pedigree riconosciuto. Io ho anche il pedigree della mia ultima bastardina. Sapevo chi era sua madre (ce l’aveva mia nonna), sapevo chi era il padre (il cane di Colla), e il padre del padre (il cane di Pellegrini). E’ già più completo di un pedigree medio di un jack russel 😉 … cioè se promuoviamo l’enci di diritto come unico ente riconosciuto persino dallo Stato… ma chi l’ha deciso?

        • La legge dice:”rilasciata dall’associazione degli allevatori che detiene il relativo libro genealogico o il registro anagrafico.”,non parla di pedigree riconosciuto dall’enci-fci.Ci sono realtà,come in Germania e in America,dove ci sono più associazioni di allevatori,dove solo una di queste è riconosciuta FCI.In Germania il VDH e in America il AKC.Detto questo,all’interno dei loro paesi,le altre associazioni hanno pedigree e allevatori,e quei pedigree sono validi nel loro stato.Hanno anche le loro expo,tutto indipendentemente dal riconoscimento FCI.Quindi,secondo quello che ne capisco io della legge,se c’è nell’unione europea un associazione di allevatori che detiene un personale libro genealogico di razze non comprese nell’elenco enci-fci,anche questi vengono riconosciuti come pedigree nella legge.Si parla di animali che comunque abbiano generazioni di animali simili e che abbiano un documento che certifica che quel cane è nato da cani con lo stesso nome di razza nei loro documenti.In pratica animali che abbiano una traccia di ciò che sono,da generazioni.Però questa è una mia interpretazione 🙂

          • quindi, in sostanza, uno di questi qui:

            http://www.breederinfocenter.com/index.php?a_id=20090106104443

            è lecito, lo posso pagare con tanto di spese di spedizione. Sono registrati e certificati! Mentre per il cocker del vicino di casa non posso nemmeno rifare le spese di vaccinazioni… a meno che il vicino di casa non si faccia furbo e metta in piedi un’associazione di recupero del vecchio cocker a orecchie ricce, sulla falsa riga del barbone particolor, del bassotto piebald, del pastore calabro o del lupono del gigante. In fondo bastando tre quattro foto dei genitori con i loro nomi…

          • Il link che hai messo tu appartiene non a un associazione riconosciuta da uno stato riconosciuto dall’unione europea(ti faccio 1 esempio americano che esiste sul serio e ha anche il proprio pedigree,L’UKC,lo united Kennel club)ma un “allevamento” che vende cani inesistenti.Una razza non riconosciuta dalla FCI ha comunque il suo standard,le sue mostre,il suo pedigree…Non confondiamo,per favore,associazioni che si battono per il riconoscimento di una razza e cagnari belli e buoni che vendono chihuahua mini mini toy,Yorkie a pelo riccio e il cane tanto cattivo pizzbull…..Una singola persona non potrebbe mettere in piedi un associazione che tuteli una razza inesistente,dovrebbe essere riconosciuta nel suo stato prima,creare uno standard,avere una storia di quella che secondo lui è una razza,creare pedigree,detenere un libro genealogico di quella razza.Ripeto,la legge parla chiaro “risultino accompagnati da apposita certificazione genealogica,rilasciata dall’associazione degli allevatori che detiene il relativo libro genealogico o il registro anagrafico.” Il che non è così facile come pensate.Per niente.

          • Come interpretazione non è male. A me va bene… sarebbe un “buon inizio” :). Dunque, per il momento si potrà rispondere a tutti gli annunci che propongono la vendita di cuccioli che non rientrano in queste caratteristiche citando la succitata legge e ricordandogli che la vendita è illegale, passibile di denuncia e che i loro cani possono essere solo regalati. Poi vedremo quale sarà la reazione… sia loro che della legge.

          • Ciao Denis,
            se mi permetti la legge non dice che i cani senza pedigree non possono essere venduti, dice solo che se ho un labrador e lo vendo come tale DEVO fornire al compratore il certificato che attesti che quello è davvero un labrador. Se invece ho un labrador senza certificato (tecnicamente quindi non un labrador) posso venderlo come meticcio. La legge è, io credo, pensata in chiave anti frode, serve cioè a tutelare l’acquirente dall’acquistare cani dichiarati essere di razza ma che di razza non sono. Senza pedigree il cane che vendo potrebbe davvero essere figlio di due labrador certificati anche se ho deciso di non denunciare all’ENCI la cucciolata ma senza certificato il compratore non ha modo di accertarlo e quindi è potenzialmente vittima di una truffa. Non a caso giustamente si è fatto notare che la norma estende quanto già previsto per gli animali da reddito. Personalmente non credo che una norma siffatta possa servire ad arginare il fenomeno della compravendita di cani di dubbia provenienza, ma questa è solo la mia opinione.

        • ah beh, allora è una legge che ci cambierà la vita! Già vendendo un cane come maltese toy o dobermann gigante sei già a posto. Non lo vendi “come maltese” o “come dobermann”, quindi… Anch’io penso che se la norma è da intendersi in questo modo non basterà certo ad arginare la compravendita di cani di cani allevati male e di scarso valore cinotecnico. Qualche caso forse si… ma molti acquirenti sono consapevolissimi di acquistare un “falso” esattamente come quelli che comprano un rolex taroccato o una borsa louise vuitton dall’amico trafficone sanno benissimo di che cosa si tratta e pensano di fare la “furbata” di prendere un cane che molti non sanno distinguere dalla razza riconosciuta a un prezzo un po’ piu’ basso.

          • Non vorrei andare oltre gli scopi di questo spazio ma credo che le motivazioni che spingono all’acquisto fuori dal circuito degli allevatori siano si economici (il cucciolo di razza con tutte le carte in regola acquistato dal privato costa mediamente circa la metà di un cucciolo non di prima scelta presso un allevamento) ma anche legati ad un mondo, quello della cinofilia ufficiale, pensato e strutturato ad uso e consumo degli addetti ai lavori. Se la comunicazione trasmette messaggi tesi ad evidenziare i risultati conseguiti in expo ed i titoli conquistati è, credo, evidente che il comune mortale pensi “voglio solo un cane per la mia famiglia” e vede nella differenza di prezzo un balzello a copertura delle spese sostenute dall’allevatore per mettere in mostra i propri soggetti in mezzo mondo (e non credo abbia tutti i torti). Il mercato sarebbe forse diverso se la comunicazione mirasse ad informare, così come fa Valeria, il comune mortale PRIMA che porti a casa il cane spiegando come si faccia un acquisto consapevole anche sapendo scegliere tra gli allevamenti. IMHO. Ciao

          • Si,ma la legge dice che non si possono vendere cani di razza senza certificato genealogico.Quindi tu,persona ke metti in rete vendo maltese toy (ke nn esistee!!!!) Non puoi scriverlo.Maltese è la parola che indica una determinata razza,toy è un aggettivo utilizzato impropriamente (grazie America che chiami le razze del gruppo 9 invece che da compagnia come facciamo noi,toy…Che poi letteralmente significa giocattolo,mica microscopico!!),quindi tu il tuo cane lo vendi come Meticcio,NON con la parola della razza.Poi voglio vedere quante sciuramaria ti comprano il meticcio toy…Magari ancora molte,ma quelle che vogliono il cane di razza per status symbol,vogliono la razza,non il meticcio.

  17. io rimango della convinzione che il mercato “malato”, “non trasparente” ed anche non regolare nemmeno fiscalmente sia soprattutto fatto da vendite senza pedigree, perchè tanto non serve, perchè tanto ce ne sono di falsi, perchè … ognuno è bravo a darti ottime ragioni. E non è che sto facendo congetture su sentito dire perchè io da uno di questi ho comprato e non credo proprio di essere stata l’unica. Se mai posso dire che a me non pesa ammettere di essere stata “il pollo di turno”.

  18. Ma..E se uno si fa pagare le spese di vaccinazione e microchip e basta, invece?
    Senza pedigree, dico?
    E’ fuorilegge anche questo?
    Nel senso..Io il mio cane -aspirante collie. Aspirante, appunto perchè senza pedigree- l’ho avuto tramite un veterinario.
    La cui femmina di collie ha avuto una cucciolata con il maschio di un -se non ricordo male- collega del sopracitato veterinario.
    Ho potuto vedere genitori e quattro fratelli del mio cane. Tenuti molto bene, cresciuti in casa, regolarmente vaccinati ed in salute.
    Il tipo ha risposto ad ogni domanda, ci ha dato consigli su come crescere il nostro cane correttamente e ci ha dato un sacchetto di crocchette per cuccioli che era solito usare per i suoi cani.
    Ci ha fatto il microchip ed un vaccino per i vermi, di fronte ai nostri occhi.
    Insomma, magari ho avuto c*lo e basta, ma mi è sembrata una persona onesta.
    Il mio cane non ha il pedigree, ma il tipo ci ha fatto pagare il prezzo dei vaccini ed del microchip.
    Ciò è da considerarsi illegale?

      • Guarda, i veterinari da noi sono particolarmente sanguisughe in questo senso.
        Se possono farti pagare l’aria che respiri, lo fanno.
        E poi..Se da te i vaccini costano SOLO 7 euro ed il microchip 15, mi trasferisco dove vivi tu. XD

        Dal primo veterinario -ladro, questo sì- da cui andavamo noi, un vaccino per cane o gatto che fosse, costava SEMPRE 50 euro. (Siamo sempre andati da questi perchè erano persone che conosceva mia madre..E da quando abbiamo animali a casa, siamo sempre stati lì. Bravissimi, per carità, ma ladri.)
        Dove vado ora un vaccino costa 24 euro. (Abbiamo dovuto cambiare -per fortuna- perchè ci siamo trasferiti.)
        Il microchip 30 euro.
        Tutti quelli che hanno un cane con microchip, dalle mie parti lo pagano (o lo hanno pagato) così. (Lo so perchè quando si incontra gente in giro con i cani, si finisce sempre per parlare di prezzi e di quanto son ladri i veterinari..XD)
        Non di più non di meno. Cucciolo o adulto che sia le cifre sono queste.
        Se poi sia onesto o meno come prezzo, non saprei. Non ho mai avuto cani prima di questo, per cui non so.

        Inoltre questo veterinario specifico di cui parlavo nel commento era di una città vicina la mia..Per cui altri prezzi ancora.

        Se poi da te si paga di meno..Bhe..Fortunata te. XD
        Ogni paese ha i suoi prezzi persumo…

        • MI DOMANDO..SE DA VEN’ANNI C’E’ QUESTA LEGGE, COME MAI IN NEGOZIO VENDONO ANCORA CUCCIOLI SENZA PEDIGREE?? COME MAI SU SUBITO SI FA LO STESSO????

  19. Ciao Valeria (Zoot), articolo mooolto interessante. Vorrei aggiungere una riflessione basata su esperienza personale. A prescindere dalle norme di legge già il regolamento ENCI esclude un passaggio di proprietà senza relativo trasferimento di pedigree: senza passaggio di pedigree per l’ENCI semplicemente il passaggio di proprietà non è di fatto avvenuto ed il nuovo proprietario CREDE di esserlo. Se a questo aggiungiamo che per legge l’anagrafe ENCI e le anagrafi regionali devono risultare sincronizzate (ed in caso di manato trasferimento del pedigree non lo sarebbero) credo sia evidente che trattenere il pedigree da parte dell’allevatore se non un reato è certamente scorretto. Domando: ma se l’obiettivo fosse evitare la riproduzione non sarebbe più semplice sterilizzare il cane prima della vendita ovvero prevederne per contratto la sterilizzazione a carico dell’acquirente pena la nullità della vendita con relativa restituzione del cane?

  20. Bellissimo articolo, finalmente una informazione corretta! L’estenzione di questa legge anche ai cani è gatti è, a mio avviso, qualcosa di straordinario. Questa legge nasce per gli animali da reddito , i quali hanno anche loro un pedigree perchè in allevamento quando ,per esempio, decido di inseminare la mia vacca ho bisogno di scegliere il seme di un toro che risponda alle caratteristiche che cerco.. quanti figli ha avuto,quanti maschi, quante femmine, le femmine come sono fisicamente, i maschi se sono in riproduzione, che misure hanno (diametri ,trasversi, conformazione generale, grandezza e conformazione della mammella ecc…) lo stesso concetto si deve applicare ai cani, si fanno i pedigree a tutti i cuccioli perchè anche se difettati si deve riuscire a capire da dove viene quel difetto e se non hai una carta scritta non ci riuscirai mai.. La legge dice che non si può vendere un cucciolo dicendo che è di razza pura se non è accompagnato da pedigree perchè se non dimostri che tutti gli antenati di quel cane ( e ci sono razze per cui si può tornare indietro anche di 100 anni)appartengono alla stessa razza il cane non può essere definito puro; quindi se voglio vendere un cucciolo senza pedigree Non devo dire che è di razza pura ma dire all’acquirente che è un meticcio di…… o un …… non puro e ovviamente non farmi pagare o al massimo una cifra simbolica per le spese; se vendo ad una persona un cucciolo dicendo che è puro devo per forza accompagnarlo dal pedigree perchè questo documento mi dimostra l’appartenenza alla razza di tutti i suoi antenati e con una ricerca nel database dell’enci posso risalire molto indietro fino al capostipite. Il problema di oggi è che il pedigree viene ritenuto, da molti, un pezzo di carta che non vale niente e tutti i proprietari di cani che non ce l’hanno sostengono di avere cani puri,non sapendo che sono stati imbrogliati proprio all’atto della vendita e che potrebbeno benissimo denunciare il venditore.

  21. dal mio punto di vista il pedegree del cane è la sua carta d’identità per cui come tale deve essere ceduto regolarmente e senza costi aggiuntivi insieme al cane a ll’iscrizione all’anagrafe canina e a tutti i documenti sanitari in primis libretto veterinario e poi per chi li fa anche i certificati sanitari dei genitori( per chi li fa eh).

    Se un cucciolo non è, dal punto di vista dell’allevatore, adatto alla riproduzione penso che si debba comunque rilasciare il ped ma con accordi ben precisi firmati e controfirmati attraverso un contratto che ne impone la non riproduzione perchè ” non attinente allo standard” o per difetti congeniti. naturalmente questi sono accordi che vanno presi prima della vendita, prima della caparra. Non c’è un perchè valido che avalli la vendita di un cucciolo di razza senza ped.

    • eeeeeeeeeeeeeh…. magari bastasse… 🙁
      mia storia personale: mi nasce un cucciolo con un difetto evidente, che lo rende inadatto a carriera riproduttiva. cmq gli faccio il ped perchè appartiene a quella razza ed è figlio di x e y.
      cedo il cucciolo a rimborso spese, ho un contratto scritto su cui è specificato il difetto del cucciolo e che per questo motivo a) non deve riprodursi b) trattengo ped sin che nn verranno a trovarmi col cane sterilizzato

      mi pare tutto chiaro, viene tutto spiegato anche a voce e accettato dal propr.
      poi, scopro che il cane è stato usato in riproduzœone e con una femmina al primo calore di proprietà di cagnaro noto.
      qualche tempo dopo il propr mi telefona x sapere ‘se il ped ce l’ho io’… e gli rispondo: ‘si, è qui. quando verrai a trovarmi col cane senza palle ti do il ped, come da accordi che puoi rileggerti sul contratto’.
      risultato: dopo quasi 4 anni il ped è ancora qui e so per certo che il cane è stato ancora usato in riproduzione con cagne a loro volta senza ped.
      cosa potrei fare? nulla, purtroppo.
      però mi ha insegnato che IO sterilizzo il cucciolo con problemi evidenti e poi lo cedo!

      • lo so Dani, il problema alla fine sono le persone. Però se ci rifletti, con o senza ped la storia di questa cucciola sarebbe stata identita e non perchè la piccola aveva il ped ma perchè le persone che l’hanno presa in affido non sono state corrette e mai lo sarebbero state a prescindere da tutti e da tutto.

        In ogni caso, volendo e dico volendo, il tuoc ontratto ha valore legale se al momento dell’acquisto lo hai fatto firmare e volendo potresti comunque rivalerti. Cero alla fine si lascia sempre stare, ormai il danno è fatto.

        Però, ecco ti faccio un esempio, devo prendere una monta molto importante ma per avere questo cane ho delle limitazioni pesantissime da parte dell’allevatore: tutti i cuccioli dovranno essere ceduti da pet pena, da contratto, una multa salatissima. Ora sono due le cose che posso fare, o non prendere quel cane ( ho fatto i salti mortali per averlo e mai più si ripeterà l’occasione), oppure cedere i cuccioli con contratto identico a quello che verrà fatto a me quindi con penale salatissima e probabilmente farò cosi ma i cuccioli avranno regolare ped. Sterilizzare? A tre mesi? Attenta però perchè i problemi di una sterilizzazione precoce potrebbero essere altri e ben più importanti soprattutto per lo sviluppo psico-fisico del cane; tutto sta a decidere se è più importante il bene della razza o il benessere del cucciolo. A questo non saprei rispondere nemmeno io però….

        • purtroppo non posso fare niente. il contratto è carta straccia (mi sono informata) … per questo ho deciso che steriizzo io prima della cessione. di solito, per cuccioli ‘difettati’ questa avviene + tardi: trattengo il cucciolo per maggior tempo per essere certa al 100% di eventuale problema, e così posticipo la sterilizzazione di solito verso i 5-6 mesi

          • anche una semplice email dove l’allevatore confermava di vendere il cucciolo per expo che poi si è rivelato a 6 mesi con gravi problemid i lussazione bilaterale, per il giudice di pace è stata considerata valida e l’allevatore è stato obbligato a risarcire. Credimi qualsiasi contratto concluso anche con una semplice stretta di mano è valido, certo dipende sempre dal giudice ma per la prossima volta, se ti dovesse capitare, fai valere i tuoi diritti. Si 5-6 mesi già mi sembra meno envasivo per il cucciolo. Comunque parlare con allevatori che preferiscono cedere un cucciolo sterilizzato a prezzo di spese piuttosto che influire negativamente sulla razza, è già un traguardo per me, grazie.

  22. il pedigree è un certificato di origine, ti dà certezza sulla provenienza genetica del cane. non serve a certificarne la salute o la perfezione estetica per expo. altrimenti tutti ic ani con pedigree dovrebbero essere campioni! il cane senza pedigree quindi è di origine sconosciuta (non certificabile) (a meno dei controlli di dna come detto sopra) quindi non di razza. la legge dice di non vendere un cane spacciandolo per cane di razza solo perche ha le caratteristiche estetiche di quella razza ma essendo sprovvisto di pedigree. perche sarebbe una truffa. chi compra si aspetta una cosa ma è un’altra. e paga senza avere quello che chiede. ritengo inoltre che chi compra sapendo che non ha il pedigree dovrebbe aspettarsi che il cane non rispecchi il carattere e altro delle caratteristiche della razza. per cui che paga a fare? ci sono tanti canili… se paghi paga per qualcosa che ricerchi in modo preciso, il carattere, l’aspetto, le attitudini. e mai dimenticare che alla base di tutto ci deve essere la salute. il chip è legge, per tutti, non sono con pedigree. non dare un pedigree ad un cane che lo merita significa aumentare il numero dei meticci.

  23. questa legge è (o dovrebbe essere) importantissima, se le maledette Sciuremarie ne venissero a conoscenza e ne capissero l’importanza, e soprattutto se i NAS, la Finanza e compagnia cantando aprissero dei paioli così ai negozianti con i cuccioli in vetrina.
    In relatà da certi commenti che leggo (Claudia, per esempio), siamo assai lontani dal livello di civiltà minimo che serve per fare ognuno la propria parte, perchè c’è sempre qualcun altro che fa troppo poco. L’ENCI non fa i controlli (verissimo), gli altri allevatori non fanno fatture, ecc ecc e allora io mi adatto e non iscrivo all’ENCI i cuccioli NON destinati alla riproduzione. No, dico, ma se provassimo a fare NOI le cose per bene ANCHE se siamo circondati da stronzi? così, tanto per distinguerci dagli stronzi, ma anche dai cagnari? e magari provassimo a PRETENDERE dall’ENCI che si mettesse a lavorare invece che spillare soldi e basta? Italiani… basta trovare una scusa per essere un po’ peggiori di come si è…

  24. Bell’articolo, corto ma utilissimo..ora dovrei correre ad appenderlo sul cancello della sciuramaria vicina di casa del mio ragazzo (LO SO che parlo sempre di lei, ma oh, è veramente la sciura più in standard che abbia mai conosciuto: chihuahua attualmente con zampa rotta per colpa di una delle figlie, gatta di casa sempre incinta e, secondo lei, di razza pura anche se senza pedigree, e tutta la sua serie di convinzioni cuggine!). Finalmente io e il moroso abbiamo capito perchè temporeggiava per far sterilizzare la sua gatta (grigia simil- certosino)dopo una prima cucciolata..voleva i gattini grigi! Ora che l’ha di nuovo mandata a battere per strada (perchè è quello che ha fatto, nè più nè meno!), son saltati fuori dei micetti simil certosini come la mamma, e la sciuragenio li ha messi in vendita a 400 euro l’uno, riuscendo pure a trovare il boccalone di turno che glieli comprerà!!! E questo è uno di quei momenti in cui mi metterei a piangere!

  25. chissà se si potrà applicare ai negozianti!! io ho sempre visto, nelle vetrine di famosi pet shop a roma (catene di grandi pet shop, in realtà), cuccioli sempre addormentati e sul vetro c’erano scritti due prezzi differenti, a seconda che si volesse acquistare lo stesso cane con o senza pedigree (acquistarlo senza consentiva di risparmiare mediamente 200 euro!!!) è una vergogna!!! ma in questo caso se capita di vedere cose del genere si può fare una denuncia ai carabinieri??

    • ciao eleonora…è questo il punto…..segnalare chi froda.io sono allevatrice di gatti, ma la cosa non cambia..nei negozi vedi questi piccoli quasi agonizare…dalle varie associazioni animaliste ci giungono(ma non è necessario) la loro fine dopo 15 giorni di stallo nei negozi…sino a ieri erano legalizzati…ora qualche cucciolo sul ponte ha lanciato la sua battaglia privata ed ecco che oggi e’ una realta’.Dio benedica chi ha varato la legge, oggi il negozio sa che non puo’ vendere cuccioli senza iscrizione(LIR LOI LOF) ma ci pensi che traguardo abbiamo raggiunto??? ma ci pensi che finalmente viene riconosciuto il nostro lavoro??che spesso è stenuante……la denuncia si deve fare!!!!!!!ma la si deve fare anche agli allevatori che pur essendo iscritti WCF o FIFE vendono cuccioli senza pedigree…e bisogna coinvolgere anche i portali degli annunci…far sapere loro che questi annunci sono annunci illegali!!!!abbiamo il coltello dalla parte del manico al momento..USIAMOLO BENE!!!!!!!!!!!

      • è 10 anni che abbiamo il coltello dalla parte del manico,ma è stata insabbiata bene questa legge…Io dico,ma in 10 anni,come fa una legge a perdersi così?è davvero una cosa dell’altro mondo….Pensate se questa legge fosse stata applicata da subito dove saremo ora dopo 10 anni….Magari nn sarebbe neanche mai iniziata la tratta dei cuccioli dell’est! 10 anni di vite sacrificate.

  26. Ciao Valeria, bello l’articolo, bello ma completamente inutile!
    Inutile perché irrealizzabile.
    Irrealizzabile per il semplice motivo perchè in Italia sono , molto spesso, interpretative. Inoltre l’e.n.c.i. (la scrittura in minuscolo non è stata fatta a caso)non ha nessun potere legale in quanto ente privato.
    Poverini, a mio avviso, quelli che pagano l’affisso.
    Inoltre come se non bastasse il pedigree di per se dice molto poco.
    Per esempio ….. il documento di per se vale se contiene notizie importanti, i nomi dei cani, i titoli di per se danno una visione incompleta. Spesso nella maggior parte delle razze ci sono nomi di campioni.
    Ma campioni di cosa?
    Molto spesso sono solo campioni di conformazione, o di tipicità estetica, prove caratteiali ed equilibrio molto spesso pari allo zero.
    Avevi trattato anni fa un tema molto scottante, quello del costo del mantenimento e della selezione in un allevamento che si possa definire tale, quindi selezione per tipicità fisica e caratteriale con tutte le garanzie del caso….. Risultati??
    E come dice il testo della famosa canzone …. “e la barca va”.
    Saluti
    Abramo

  27. Errata corrige…..
    volevo rettificare una frase (errore di battitura) : “Irrealizzabile per il semplice motivo perchè in Italia LE LEGGI sono , molto spesso, interpretative. “

  28. Mi sembra esagerato impedire l’accoppiamento di quasiasi soggetto non di razza, e allora come farebbero le persone che non si possono permettere di sborsare 1000 euro per un animale ad avere i loro gatto? Tutti i bambini hanno diritto ad avere un cucciolo, io prima dei miei birmani ho vuto solo europei comuni, a volte trovatelli, ed sono stata felicissima di adottarli.

    • Caterina, ma la legge mica dice che non si devono accoppiare i cani/gatti non di razza! Dice che non si possono commercializzare, ovvero che non hanno un valore commerciale e che non devono essere pagati!
      Far accoppiare due meticci e regalare i cuccioli è assolutamente lecito e legale (a parte che il fatto che a mio avviso, prima di fare accoppiare due meticci “nuovi”, bisognerebbe svuotare tutti i canili e i gattili da quelli “vecchi”: ma questo è il mio pensiero, che non c’entra con la legge).

  29. Redazione, cito dal vostro stesso articolo:

    “I “senza pedigree” non dovrebbero neanche essere venduti, e sicuramente non venduti come cani o gatti “di razza”: all’art. 3 dello stesso decreto risulta che non potrebbero neppure essere ammessi alla riproduzione!”

    • Caterina, è vero, ma l’intepretazione secondo me è sempre legata al concetto di “razza”.
      Copincollo l’articolo 3:

      – I soggetti delle specie e razze di cui all’art. 1, originari dei Paesi membri della Comunità economica europea, sono ammessi alla riproduzione, sia in fecondazione naturale che per inseminazione artificiale, purché in possesso dei requisiti genealogici ed attitudinali disciplinati dalla normativa comunitaria. Alle stesse condizioni è altresì ammesso l’impiego di materiale seminale, di ovuli ed embrioni provenienti da animali originari di tali Paesi.
      – I soggetti delle specie e razze di cui all’art. 1, provenienti da Paesi terzi, sono ammessi alla riproduzione, sia in fecondazione naturale che per inseminazione artificiale, alle stesse condizioni stabilite in Italia per i riproduttori delle medesime specie e razze, purché in possesso dei requisiti genealogici ed attitudinali, stabiliti con decreto del Ministro dell’agricoltura e delle foreste. Alle stesse condizioni è altresì ammesso l’impiego di materiale seminale, di ovuli ed embrioni provenienti da animali originari di detti Paesi. Non sono ammesse condizioni più favorevoli di quelle riservate ai riproduttori originari dei Paesi comunitari.
      – Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque ammette alla riproduzione animali in violazione delle prescrizioni contenute nei commi 1 e 2 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 10.000.000 a L. 60.000.000.

      E’ un po’ nebuloso, in realtà… ma io intendo come “non si possono usare soggetti senza documenti per la riproduzione di animali di razza pura”.
      Ovvero, non si possono fare accoppiamenti di cani/gatti senza pedigree e poi dire “Ti vendo un cocker”, o “Ti vendo un persiano”. Si deve dire “ti regalo un meticcio”, e qui nessuno può dire nulla.
      Aspetto eventuali lumi da chi ne capisce più di me di legalese…perché non è detto che la mia interpretazione sia quella giusta!

  30. Ciao Valeria…..
    in Italia ognuno vende quello che vuole, quando vuole, come vuole.
    I problemi sono di due tipi , quello fiscale, ricevuta, fattura ecc. ecc., e quello morale….
    A mio avviso sono solo questi due.
    La moralità è un fatto personale, ovviamente, ognuno ha la sua!
    La legge è legge, però ricordiamoci che una persona non è obbligata a pagare le tasse, se pur rilasciando una ricevuta, il reddito non supera un “tot”!
    Ovviamente chi compra ad un certo prezzo non pretende una ricevuta e non pretende neanche delle garanzie.
    Quindi,scusami l’esempio, uno può comprare anche un’autovettura con il motore completamente fuso nello stato di visto e piaciuto!
    In alternativa un soggetto , cane o gatto che sia, può essere venduto con pedigree; il pedigree, come sappiamo, vuol dire tutto e vuol dire anche nulla, nel senso che va letto con attenzione.
    Sul pezzo di carta ci sono scritti nomi e genealogie che di fatto possono essere completamente fasulli (piaga del controllo e.n.c.i.) oppure incroci completamente sbagliati (vedi malattie da consanguineità). Tornando a bomba una persona, allevatore o non, può vendere quello che vuole a quanto vuole, fiscalità a parte, questa è la verità tangibile e sotto gli occhi di tutti.
    Io posso vendere un gatto od un cane al prezzo che meglio credo, al limite posso rendere conto al fisco, ma il prezzo lo fa chi lo accetta. Brutto da dirsi, ma altrettanto vero.
    Non si spiegherebbe altrimenti tutto il mercato che c’è in Italia. Tutti criticano i cani dell’Est, ma se questo mercato è così fiorente è perchè c’è chi vende , ma c’è anche chi compra.
    Si predica bene, ma si razzola male.
    Oltretutto i cuccioli dell’Est non sono così a buon mercato.
    Saluti Abramo

    • Abramo, la legge evidentemente la pensa diversamente. Che poi non sia mai stata applicata, è un fatto…ma prova a leggerla per intero (c’è il link nell’articolo) e vedrai che è espressamente VIETATO commercializzare come cani/gatti di razza soggetti senza pedigree. Che poi i pedigree possano anche essere fasulli, non servire a nulla eccetera eccetera, è un dato di fatto…ma se questa legge fosse applicata, almeno il malcostume di vendere i cani “con o senza pedigree” a due prezzi diversi potrebbe sparire.

      • Ciao Valeria, tutto giusto, tutto vero, infatti dopo ventanni dalla promulgazione di questa legge, i fatti sono quelli che sono.
        Una legge è tale quando viene applicata, altrimenti è solo teorica. Oltretutto è una legge che va in contraddizione con la legge del libero mercato. La differenza sta nel buon senso e nel raziocinio delle persone che acquistano. Esempio,in un thread precedente, quello del comportamento verso l’allevamento di Green Hill.
        Saluti Abramo

  31. Scusate se insisto ma la legge non tocca in alcun modo il mercato dei cani “non di razza” (ed un cane senza pedigree tecnicamente non è un cane di razza e quindi questa legge non lo riguarda), detta solo le norme che dovrebbero regolare la riproduzione e la commercializzazione dei cani di razza. Non credo poi che privare un cane del pedigree lo possa mettere al riparo dall’uso riproduttivo anzi, stando a questa legge, è proprio il contrario: se un cane ha il pedigree è di razza e se l’ente depositario del libro genealogico fissa delle regole che ne escludano l’uso in riproduzione chi contravvenisse sarebbe soggetto alle sanzioni amministrative indicate. Credo che se volessimo regolare l’uso “improprio” dei cani di razza a fini riproduttivi dovremmo spingere affinchè (1) tutti i cuccioli siano dotati di pedigree e (2) l’ENCI stabilisca norme specifiche e restrittive sul loro uso in riproduzione ad esempio rendendo obbligatori i controlli sanitari, specifici per razza, oggi solo consigliati e la loro registrazione. Ma, ripeto, questo non tocca il mercato dei cani “non di razza”. IMHO.

    • RE per Charlie
      L’e.n.c.i. è un ente privato ed è stato demandato dal Ministero delle politiche agricole per la registrazione dei pedigree di alcune razze, non di tutte. Ricordo, inoltre, che è un ente privato come lo è anche l’F.C.I., ovvero Federazione Cinofila Internazionale.
      In alcuni Paesi, tipo USA, ci sono centinaia e centinaia di registri tutti privati e con pari dignità, anzi anche storicamente più antichi. Quindi in Italia uno può registrare quando e come gli pare qualsiasi tipo di cane e qualsiasi tipo di razza.
      Saluti Abramo

  32. C’è una cosa che non ho mai sopportato nei miei connazionali: la tanta voglia di criticare ma la poca voglia di muoversi per cambiare qualcosa.Quando qualcuno gli dice “guarda che è così,lo dice la legge” si risponde sempre “eh si,ma quello fa così,quello fa in altro modo,allora io non lo faccio,io non credo che sia giusto ecc ecc ecc….”
    Ci sono cagnari in Italia?Lo sappiamo.
    C’è un ente che guarda + al guadagno che alla tutela del cane di razza? Lo sappiamo.
    Ci sono i furbini che non pagano le tasse?Lo sappiamo!!!!
    Ma perchè nessuno fa nulla?
    Abbiamo una legge forte dalla nostra parte lasciata in un cassetto per ben 20 anni….Perchè non si dice al negozio di animali che vende senza pedigree,all’allevatore che vende con e senza,alla sciuramaria che ci guadagna sulla cucciolata spacciata per razza che sono passibili di denuncia?!?!?!?Che siamo noi a denunciarli??????Perchè non si crea un associazione senza scopo di lucro che vigili su ciò e che rompa a tutta l’Italia per far rispettare questa legge?Che siano sciuramarie o professionisti,gli annunci “vendo cuccioli di razza ……. senza pedigree” è illegale!!!!!E quindi sono passibili di denuncia!!!
    Nella cinofilia c’è un mondo di cose che non va,un mondo,ma non vedo nessuno che muove un dito.Tutti a lamentarsi e pochi che fanno azioni,che il più delle volte vengono bloccate sul nascere.Ricordatevi che una goccia non fa il mare,e che per certe battaglie bisogna muoversi tutti insieme,prima risolvendo un problema,poi un altro poi un altro ecc….
    Ma se stiamo qui a lamentarci e a fare i bastian-contrari,cosa risolviamo?!?!?!?!?!?

    • Ciao Valentina, dal mio sito capisci cosa allevo, metto annunci ovunque, e su ogni annuncio che metto, faccio notare l’importanza del pedigree…lo metto sul mio sito, spiegando il costo inicquo….segnalo ai portali tidpo kijiji ..subito….quando qualcuno mette un annuncio vendo cuccioli senza pedigree..ma cosa credi?? che lo levino???i negozi non possono vendere con pedigree per legge…ma da dove prendono i icuccioli?? se sono di importazione lo sappiamo, ma molti allevatori italiani forniscono la materia prima ai negozi.Io ho una coppia di Rottweiler, e faccio una cucciolata all’anno….ho una partita iva giusto per poter mandare affanculo la gente che vuole un mio gatto ma non mi piace….Ma sul piano salvaguardare le razze, non possiamo farci nulla ..se ne fottono!!!Le stesse federazioni feline (ce ne saranno un centinaio) non ci tutelano…gente che fa tre cucciolate in un anno e mezzo e vende i cuccioli senza pedigree a 300 euro….magari ha pure acquistato il gatto da te e ha firmato un contratto che il gatto non era da riproduzione…E’ UNO SCHIFO!!!!!non puoi lavorare bene…

  33. Quello che ha riportato ORSETTO è corretto!

    Sempre in riferimento all articolo (ove ho gia immesso mio commemto con info PRECISE da fonti ufficiali riportati), s’intende cani registrati a LIBRO ORIGINI, GENEALOGICO,DEL CANE DI RAZZA (enci)con rilascio del pedigrèe OPPURE e ripeto O P P U R E (significa non solo) cani registrati in BANCA DATI NAZIONALE (registro anagrafico nazionale ANIMALI D’AFFEZIONE) VISIBILE ANCHE SUL SITO del MINISTERO DELLA SALUTE.

    Ovvero i genitori (e parentela se si era in possesso, quindi lo stesso funzionamento come prevede il libro geneal. enci) si conoscono e sono per l appunto segnalati ed identificati.

    LA COMPRAVENDITA DI CANI E GATTI (PERTANTO L ATTIVITA’ DI ALLEVAMENTO) è REGOLAMENTATA DA UNA LEGGE EUROPEA CHE NON ASSERISCE QUANTO VIENE CITATO IN QUESTO ARTICOLO!

    Tramite un avvocato penalista ho ricevuto conferma di quanto ho citato.

  34. Ciao MC eccoti il decreto…pensa…ci hanno dato una legge da anni….e non l’abbiamo mai saputa far sfruttare!!!!pensa che alcuni miei clienti, sono passati prima dal negozio…e mi hanno detto: sono io che non ho voluto il pedigree..quindi che significa?? che il negozio ci prova…..te la butta li’..ma se vuole…..le diamo il pedigree…..costa 200 euro in piu’….ecc ecc…ne ho sentito uno io stessa…bye

    La vendita di animali di razza senza pedigree è vietata per legge. DLG 529/1992: ART. 51. È consentita la commercializzazione di animali di razza di origine nazionale e comunitaria, nonché dello sperma, degli ovuli e degli embrioni dei medesimi, esclusivamente con riferimento a soggetti iscritti ai libri genealogici o registri anagrafici, di cui al precedente art. 1, comma 1, lettere a) e b),e che risultino accompagnati da apposita certificazione genealogica, rilasciata dall’associazione degli allevatori che detiene il relativo libro genealogico o il registro anagrafico.2. È ammessa, altresì, la commercializzazione di animali di razza originari dei Paesi terzi, per i quali il Ministro dell’agricoltura e delle foreste abbia con proprio provvedimento accertato l’esistenza di una normativa almeno equivalente a quella nazionale. Alle stesse condizioni è ammessa la commercializzazione dello sperma, degli ovuli e degli embrioni provenienti dai detti animali originari dei Paesi terzi. Non sono ammesse condizioni più favorevoli di quelle riservate agli animali di razza originari dei Paesi comunitari.3. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque commercializza gli animali indicati nei commi 1 e 2 in violazione delle prescrizioni ivi contenute è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 10.000.000 a L. 60.000.000.

    Allo stesso tempo è fatto divieto a livello europeo di vendita di cuccioli con pedigree nei negozi d’animali, per tanto, un negozio d’animali non è autorizzato alla vendita di animali di razza.

  35. 2) il decreto legge è invece uno strumento a disposizione del Governo. In casi di necessità ed urgenza l’esecutivo può ricorrere a questo mezzo con cui si produce un atto avente forza di legge. Il decreto legge, prima di diventare efficace, deve essere emanato con decreto dal presidente della Repubblica. Al Governo è conferito quindi solo in casi straordinari, caratterizzati appunto da necessità o urgenza, l’esercizio della potestà legislativa. Il decreto legge dura al massimo sessanta giorni dalla DATA di emanazione: in questo lasso di tempo si comporta come se fosse una legge, tuttavia l’ultima parola spetta al Parlamento. Se in questi sessanta giorni le Camere non convertono il decreto legge in legge, esso decade e gli effetti prodotti si annullano, come se il decreto legge non fosse mai esistito. Le Camere possono regolare i rapporti sorti sulla base dei decreti non convertiti. Il decreto legge è quindi uno strumento molto efficace per il governo, perché consente di accorciare notevolmente i tempi parlamentari di discussione, ma è sottoposto in ultima analisi alle decisioni delle Camere.

    3) Il decreto legislativo consiste in una legge del parlamento che delega il governo a redigere la disciplina di materie soprattutto tecniche. La delega del parlamento al governo non è in bianco: i margini di azione dell’esecutivo sono limitati nel tempo, nell’oggetto e nel contenuto. Non possono esserci quindi deleghe generiche ed inoltre devono essere indicati i principi cui il governo deve attenersi.

    Il governo non è giuridicamente obbligato a esercitare tale delega.

    ESSENDO QUESTO UN DECRETO LEGISLATIVO MI DITE DOV’E’ LA LEGGE CHE IMPONE DI ASSOCIARSI ALL’ENCI UNICO ORGANO PREDISPOSTO A EMETTERE IL PEDIGREE???? denunciamo allora penalmente e civilisticamente chi è anche stato acquirente di un cane senza pedigree in modo consapevole???
    Associarsi all’ENCI non è obbligatorio, avere un affisso non è obbligatorio, quindi?????
    Posso dire che è deontologicamente professionale e morale MA IN NESSUN CODICE CIVILE, PENALE viene fatta menzione di quello che scrivete. La truffa la si ha se si promette qualcosa dietro pagamento e non la si mantiene MA GENERICAMENTE PARLANDO VINE DISCIPLINATA QUESTA COSA….. nessuno ha mai menzionato i pedigree. C’è La legge sulle cinture di sicurezza?? sul casco?? bene dove si parla del pedigree???? dov’è la legge???? non il decreto legislativo vecchio come mio nonno…. voglio il link della legge …. la vendita degli animali è disciplinata dalla legge come una vendita di “cose” non c’è alcuna differenza e di pedigree non si parla da nessuna parte.

    • Ma che c’entra associarsi all’ENCI, scusa? L’ENCI è l’organo ministeriale (unico) autorizzato al rilascio dei documenti ufficiali di un cane (in Italia). Quando tu vai a farti la carta d’identità ti associ al Comune? Non direi! Presenti i documenti necessari, paghi, porti a casa il tuo documento. Fine.
      Se tu dichiari che un cane è di razza pura lo devi documentare con i relativi “pezzi di carta”, che puoi avere all’ENCI senza associarti ad alcunché. Altrimenti vendi tutti i cani che vuoi, ma NON dichiari che sono di razza pura: perché altrimenti stai truffando il tuo cliente vendendogli una cosa diversa da quella per cui lui paga.
      Semplice, lineare e comprensibilissimo…se si vuole capire, ovviamente!

    • infatti Giogia… non esiste!!! Qui continuano a dare una informazione sbagliata!!! Mah va bene cosi.. questa è l Italia !!! Se cè gente che ci crede e non s informa correttamente dove deve…. (e su internet non ci s’informa ma ci si disinforma come è palesemente ovvio….) si continua ad avere gente che continua a dare consigli inutili e ad attribuire pure “fantascienza” !

  36. Scusate una info ma allora chi mette annunci di cani di razza senza pedigree sugli svariati siti di annunci può denunciare? (ad esempio sono incappata ora su uno di border collie, anche perché non solo non è manco accennato ma so di persone che hanno comprato e di pedigree manco l’ombra!)

  37. per la Redazione
    Mi dispiace contraddirLa ma Lei non conosce la Legge Italiana sull’argomento!
    La legge dichiara SOLO che i cani devono essere iscritti in banca dati nazionale sia per i cani con e senza pedigrèe!
    L Enci è una associazione non obbligatoria ne per i privati ne per gli allevatori. Ed ha uno statuto completamente autonomo dove impartisce obblighi e doveri per gli ASSOCIATI! Premetto che io sono socia… ma dell esserlo, dalle corrette verifiche sulle cucciolate, dal codice etico, dalla selezione e dall allevamento stesso… la regolamentazione UFFICIALE è tutt altra! Quindi SI si possono comprare cani senza pedigrèe!

    • Certo che si possono comprare. E anche vendere. Però definirli “di razza pura” è illegale: ovvero, la stragrande maggioranza dei cagnari è fuorilegge.

  38. ho solo letto l’inizio dell’articolo, e mi permetto di puntualizzare che se il decreto legge di cui Lei parla , non è stato convertito in legge entro 60 giorni dall’emissione dello stesso, non è diventato legge .

  39. Buongiorno a tutti,
    a tal proposito volevo fare una domanda.
    Come mai se esiste questa legge ci sono persone che hanno il permesso di aprire negozi che non si occupano solo della vendita di prodotti per animali,ma vendono anche cani,gatti ecc. Quasi sempre questi cani vengono dall’est e ovviamente il commerciante non fornisce nessun tipo di pedigree ma se mai un certificato di buona salute.
    Guarda caso questi certificati sono,almeno qui in Lombardia,redatti e firmati dalle asl di competenza.
    Come mai,allora,tutto questo è permesso? Non dovrebbe essere il Comune che fornisce la licenza al corrente del tutto? E non dovrebbe esserne al corrente anche la asl che firma questi “certificati”?
    Grazie per la disponibilità.

    • Alice…vorrei tanto saperlo anch’io :-(. Probabilmente questa legge viene ignorata, o non è neppure conosciuta. Sta di fatto che c’è, ed è in vigore.

  40. domanda??e se invece di venderli uno li regala?????non fraintendetemi non voglio togliere i meriti a chi alleva cani e in tal senso s’impegna con onestà e criterio..ma se io avessi un cane apparentemente di razza ma senza pedegree come mi dovrei comportare??

  41. Scusate la domanda … vediamo se ho capito qualcosa … dunque da quello che ho letto in questi post questo DLG 529/1992: ART. 51 non è una legge perché non è stata confermata entro i 60 giorni ,e l’enci non dipende dallo stato perchè è un’associazione privata di allevatori,per cui chiunque abbia dei cani iscritti all’anagrafe canina nazionale puo’ venderli come meglio crede …

    • Ma hai letto solo quello che ha scritto il commerciante di cani? Il DLG *é* legge, ed è entrato in vigore il 26-1-93, come si evince da: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1992;529
      L’ENCI è effettivamente un’associazione privata di allevatori, ma è riconosciuta dal Ministero dell’Agricoltura come unica autorizzata a gestire libri genealogici per la specie canina. Quindi NON è legale vendere con la dicitura di “cani di razza pura” cani che non siano in possesso del certificato genealogico rilasciato dall’ENCI/FCI…checché voglia raccontare chi invece li vende.

      • ok perfetto era quello che speravo ,persino all’anagrafe canina mi avevano detto che era legale …che ignoranza che c’è in giro nessuno sembra sapere nulla

    • Non confondiamo. Non si tratta di un Decreto Legge (che deve essere convertito dalle Camere in Legge entro 60 giorni) ma di un Decreto Legislativo (fatto direttamente dal Governo e senza approvazione delle Camere perchè rientra tra le materie per la cui trattazione le stesse Camere hanno delegato il Governo).

      • perdonami ma hai del decreto legislativo un’idea naif. giusto per deformazione il decreto legislativo è quella Legge mediante la quale il parlamento attribuisce al governo la funzione legislativa. art. 76 della costituzione,ovvero è una materia coperta da riserva di legge formale, che significa che il parlamento approva una legge che contiene la delega al governo, fissandone principi e criteri direttivi,oggetti definiti,per un tempo determinato. altro che il parlamento non tratta la materia.solo il parlamento e la sua approvazione in discussione assembleare può concedere al governo la delega a legiferare e con i limiti contenuti nel c.d decreto legislativo delegato. ciao

  42. ho letto e riletto tutti i decreti e le varie modifiche e integrazioni e si fa sempre riferimento ad animali da reddito, tra i quali non sono compresi gli animali da compagnia quali cani e gatti. Potreste darmi riferimenti validi con i quali affermare che gli animali da compagnia son diventati animali da reddito al pari di suini, equini, bovini ecc.?
    In caso contrario non riesco a capire come si possa applicare questo decreto al commercio di animali da compagnia.
    Vi ringrazio fin da ora per la vostra disponibilità.

  43. Cara Valeria questa frase del tuo articolo pur se logica letta nel contesto generale, se presa da sola può dar luogo a fraintendimenti come è già stato fatto:
    “Insomma, la commercializzazione è riservata esclusivamente agli animali accompagnati da pedigree!”

    La frase corretta dovrebbe essere: “Insomma, la commercializzazione degli animali “di razza” è riservata esclusivamente agli animali accompagnati da pedigree!”

    Tutti gli altri cani, ovvero quelli privi di pedigree (meticci) possono essere commercializzati, come avviene regolarmente nelle migliaia di negozi autorizzati alla vendita di animali la cui normativa rientra nelle fattispecie previste dall’art. 1496 del codice civile.

    Avulsa dal contesto dell’articolo la tua frase lasciia invece intendere che tale normativa si applica a tutti gli animali.
    Condividi?

  44. Tempo fa volevo acquistare un cucciolo di chihuahua. Sono stata “fregata” da un famoso allevamento in provincia di Pavia (si sono tenuti i miei 300 euro di caparra nonostante avessi subito deciso che il cane non lo volevo più visto e considerato che non era il cane da expo promesso e visto che volevano solo fatturarmi metà cane altrimenti se avessi voluto la fattura per intero il prezzo del cane non sarebbe stato più 1.800 euro ma 2220 euro). Così conobbi una signora di un altro allevamento molto serio in provincia di Brescia alla quale raccontai l’accaduto e il tipo di cane che stavo cercando. Mi disse che loro operano regolarmente e rilasciano regolare fattura etc etc. Mi sembrava proprio di aver trovato il mio allevamento. Fino al giorno in cui sono scesa a prendere il cucciolo. L’amara sorpresa è stata il sapere che non avrei ricevuto nessuna fattura: non mezza, nessuna. Stesso discorso dell altro allevamento se vuoi la fattura il cane non viene più 1500 euro ma 2000 euro. Io sono caduta dalle nuvole soprattutto avendo avuto delle rassicurazioni proprio su questa cosa da parte della signora. Però volevo anche il cane visto che altrimenti sarebbe stato il 2 viaggio a vuoto che facevo. Loro mi hanno assicurato massima disponibilità se dovesse succedere qualche cosa al cane o se dovessi avere qualche problema: ma chi si fida più? Adesso ho questo cane, nessuna fattura (anche se loro dicono ce traccia ovunque che il cane l ho preso da loro ma loro potrebbero dire che me lo hanno regalato ad esempio…..fortunatamente ho il mio compagno come testimone). Ma io mi domando perchè gli allevatori fanno cosi? Perchè si comportano cosi? Fanno gli evasori fiscali? Io sono allibita davvero. Ho evitato di discutere perchè sapevo che non avrei potuto portarmi il cane a casa se loro si fossero per cosi dire “stizzite” riguardo al mio volere la fattura a tutti i costi (mi guardavano malissimo) ma io non potevo permettermi di pagare 2000 euro, gia è un furto 1500 euro per un cane a mio modesto parere. In piu avevamo tanto parlato via mail quindi ero sicura di chi avevo davanti, o per lo meno mi sembrava. Adesso non so cosa fare, ho paura che il mio cane abbia qualche problema e che io senza fattura non possa rivalermi. E’ così? Oppure ho dei diritti comunque?

    • Maria, la risposta è “sì”: molti allevatori evadono il fisco. Purtroppo il discorso è sempre lo stesso: se oltre alle spese (già importanti) ci devi mettere pure le tasse, ti mangi tutto…e allora sei costretto a fare prezzi alti per starci dentro. Solo che poi i clienti ti dicono: “Ehhhh, ma non è mica d’oro! Perché così caro? Io vado a prenderlo al negozio sotto casa!”… e allora c’è chi, per non restare con intere cucciolate invendute, tenta l’escamotage della frode fiscale. Questo vale ovviamente per gli allevatori che effettivamente sostengono tutte le spese necessarie per allevare BENE: quelli che fanno certi prezzi senza alcuna motivazione sono truffatori belli e buoni… e stop.
      Onestà vorrebbe, comunque, che si facesse sempre un prezzo “IVA compresa”, in modo che il cliente potesse regolarsi: dirgli un prezzo e poi aggiungerci l’IVA se questo chiede la fattura è estremamente scorretto, perché la fattura la devi fare, se sei un allevatore iscritto all’apposito registro (che ti consente anche di essere iscritto come agricoltore e quindi di avere certi sgravi fiscali). Se sei un allevatorino che fa una-due cucciolate all’anno non sei tenuto ad avere partita IVA e quindi neppure a fare fattura… ma devi dirlo chiaramente.
      Nel tuo caso, temo che ci siano buone possibilità che le signore facciano le gnorri in caso di problemi e di un tuo tentativo di essere rimborsata: ma visto che avevi fretta di prendere il cucciolo… ora puoi solo sperare che non ci sia mai nessun problema! Ma… posso essere carogna? Ti bruciava la casa, se non prendevi proprio quel cucciolo lì?
      Quando si vede che manca la trasparenza, che l’allevatore non ci convince del tutto e così via (qualsiasi sia il motivo) si può anche rinunciare e cercare altrove!

      • Guarda ti dico la verità è tre anni che cerco di comperare un cucciolo. Mi ero rivolta al 1 allevamento che mi aveva fregata nell stesso modo. Mi dissero che mi fatturavano solo metà cane e io non ho voluto (andai anche dall avvocato che scrisse una lettera per riavere i 300 euro di caparra ma non ho risolto nulla, solo nervoso e stress). Su internet ho trovato un allevamento di cui parlano bene tutti. Avevo instaurato un rapporto di amicizia con una delle due titolari e quando sono andata giu a prendere il cane non mi aspettavo certo che si sarebbero comportati come il 1 allevamento (anzi peggio visto che il 1 allevamento almeno 1/2 fattura me l’avrebbero fatta. Mi chiedo tra l altro visto che sono un grosso allevamento con affisso come possano non fatturare nessun cane. Ma i controlli non glieli fa nessuno? Io ero tentata di lasciar perdere anche stavolta ma l’idea di essermi fatta 300km per la 2 volta a vuoto mi ha veramente buttata a terra (anche perchè questa cosa è saltata fuori alla fine, quando avevo gia il cane in braccio pronta per comperarlo). In più lei mi ha assicurato che la fattura non mi sarebbe servita perchè loro erano li e non c erano problemi (mi hanno proprio tranquillizzata su questo lato). Non volevo questionare sulla cosa pià di tanto perchè pensavo mi avrebbero risposto male (sai quanto avrei voluto dirgli che sono degli evasori fiscali e che grazie a gente come loro l’Italia è a rotoli ma dovevo decidere o prendevo il cane o le trattavo come andavano trattate e me ne andavo). L’ ho fatto presente piu volte della fattura e mi è stato risposto che loro sono molto professionali e la fattura non mi serve perchè per qualsiasi problema loro ci sono e se gli riporto il cane mi ridanno i soldi senza nessun problema. Io mi sono fidata molto delle loro parole più che altro perchè tanta gente compra da loro e non ho mai sentito nessuno che si sia lamentato, anzi. Ti dico la verità un po mi sono cadute con questa storia della fattura in quanto quando ci scrivevamo mail sull accaduto con l allevamento precedente la stessa mi aveva assicurato che i loro prezzi erano gia comprensivi di iva. Non capisco perchè dire una cosa e poi farne un altra. Non me la sono sentita di tirare fuori la cosa dicendo: “scusa ma in internet mi avevi detto tutt altra cosa come mai adesso cambi le cose?” Sia perchè non volevo che si creasse la stessa situazione del 1 allevamento sia perchè sicuramente non avrei mai più voluto saperne ne di cani ne di allevamenti perchè se su 2 allevamenti con tanto di sito e affisso e molto rinomati si comportano cosi allora significa che quasi tutti fanno cosi e sinceramente ne avevo fin sopra i capelli. Quindi se non avessi preso il cane non avrei piu preso nessun altro cane. Io spero solo di non avere problemi prossimamente (che ne so soprese legate alla salute del cane che mi sono state omesse) perchè li vedrò la loro serietà e verificherò le loro parole. Non credo si vogliano “sputtanare” il nome così, anche perchè io denuncerei il fatto se loro si comportano male con me in futuro. Fino ad ora ad ogni mio dubbio o domanda riguardante il cane vedo che mi rispondono gentilmente e senza problemi e a parte questa storia della fattura mi sembrano molto professionali. Bisogna vedere davanti al problema come si comportano. Comunque io ho un testimone che era con me quando ho preso il cane quindi una certa tutela dovrei averla (non so però davanti ad un giudice…) e ho il foglio di pasaggio di proprietà che attesta che il cane è passato da lei a me.

  45. Salve,
    Sono venuta in contatto con un “allevamento” (che si pubblicizza ampiamente su Facebook) che vende cani senza pedigree, nel caso specifico, chihuahua microscopici che dubito godano di buona salute.
    In questo caso a chi si segnala? è possibile che nessuno si accorga dell’irregolarità di tale commercio dopo tutta la pubblicità fatta? Questo decreto legge viene applicato nella realtà?

  46. Scusate ma qua c è un principio di base che viene ignorato.Allevare un cane,con o senza pedigree,quindi da privato o non,secondo il mio parere è assolutamente ingiusto dal punto di vista etico!!!Un cane non è un oggetto che puo’ essere venduto!!!E sentire questi discorsi da gente che si dichiara amante degli animali mi fa rabbrividire!!Con tutti i poveracci che stanno nei canili o per le strade voi ancora pensate a comprare cani o ad allevarli per venderli?!?

  47. Posso segnalare alla guardia di finanza un allevamento che vende i cani nella sede dell allevamento in nero ma li intesta privatamente a nome di uno dei due soci? Io inconsapevolmente ho cosi stipulato un contratto tra privati senza rendermene conto e loro di fatto si sono esentate dall’emissione del documento fiscale.

  48. E io lo so!!! Come avrei voluto dire a quel finanziere in borghese, che vende husky di “razza” ma senza pedigree che m ha fatto la morale perché nn posso dare io sigarette nel bar dove lavoro perché nn sono la titolare del patentino…per quanta ragione egli possa avere, ma predichi bene e razzoli male!!

  49. Domanda: ma se si dovesse leggere un post in un gruppo su Facebook dove è presenta questa violazione si può denunciare e se sì come? Grazie

  50. la commercializzazione è attività di vendita merci acquistate e non oggetto di produzione/trasformazione. Quindi al commercio può essere applicato il termine commercializzazione cioè all’attività del commerciante che acquista un cucciolo per poi poterlo rivendere. L’allevatore che vende un cucciolo può essere assimilato alla produzione agricola cfr legge 349/1993 oppure artigianale e non al commercio. Naturalmente anch’io sono dell’idea che un cane non è e non dovrebbe mai essere un oggetto ma purtroppo stiamo parlando di una legge.
    Per questo motivo credo che questa legge non posse essere applicata agli allevatori di cani ma “forse” solo ai commercianti.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.