di VALERIA ROSSI – Un’amica di FB mi passa la notizia di una lettera pubblicata sul Gazzettino di Venezia del 06/11/2012 nella rubrica “La Proposta”. Eccola qua, integralmente copincollata:

Una Tassazione Giusta sui Cani
Nel mondo tante malattie aumentano di pari passo con l’aumento del numero dei cani. Queste bestie, schiavizzate, cercano sempe la compagnia dei loro simili e non sono stati certamente loro a chiederci di vivere con noi. Anche alla luce della scoperta dei due virologi americani, coscienza e dovere impongono di fare i dovuti accertamenti a tutela della salute pubblica e della sicurezza contro le numerose aggressioni, anche mortali che ci provengono da queste bestie che, come confermato da sentenza magistratuale, sono pericolosi perché conservano i geni dei lupi. Da un punto di vista igenico (scritto esattamente così nell’originale, NdR) i cani piccoli sono più pericolosi di quelli grandi. Sembra opportuno e giusto che venga ripristinata una giusta tassazione sui cani. Cap Ferruccio Falconi Venezia

Ora, lasciamo da parte ogni considerazione sui film demenziale che questo “Cap” (spero che volesse scrivere il suo codice di avviamento postale e che non si tratti di un grado militare, altrimenti Schettino al confronto sembrerebbe un genio) si è fatto nella testa, compresa la brillante idea di introdurre una tassa sui cani per ridurne la pericolosità (come e perché, non è dato di saperlo).
Osserviamo invece che il redattore o addirittura direttore – chissà – di un giornale, anziché leggere questo sproloquio, farsi una grassissima risata e cliccare su “elimina”, l’ha pubblicato come se si trattasse di una proposta normale e seria.
Il tutto perché? Perché “i due virologi americani” di cui parla il farneticante scrivente si presume siano quegli altri bei geni che, non sapendo come passare il tempo, hanno tirato fuori la notizia che “gli animali nel letto farebbero male alla salute”, come da noi riportato in questo articolo: lo fa pensare il fatto che secondo l’autore della lettera i cani piccoli siano “più pericolosi di quelli grandi” dal punto di vista dell’igene. Semplice refuso? Potrebbe essere, per carità… ma non so perché, la cinofobia – così come l’omofobia, la xenofobia e tutte le altre fobie idiote – è diffusa soprattutto tra gente che scrive come uno scolaretto di seconda elementare (uno che non ha particolarmente brillato neanche in prima, però).
Purtroppo l’ignoranza va sempre di pari passo con la superstizione: e in questo caso siamo proprio a questi livelli, con questi cani “che conservano i geni dei lupi” e quindi vanno in giro mangiando la gente proprio come il Lupo Cattivo di Cappuccetto Rosso (e nessun altro, visto che il vero lupo, di fronte all’uomo, scappa).
E’ innegabile, peraltro, che  molte persone  abbiano conservato i geni della scimmia: però certe clamorose panzane – come quelle riportate dallo studio californiano a proposito dei cani a letto  – forse non se le berrebbe neppure un babbuino.
Chissà se una tassa sull’ignoranza crassa potrebbe salvarci, in futuro, da cotanti giornalisti e  lettori-autori di lettere demenziali?
Temo di no, così come non vedo come un’eventuale tassa sui cani potrebbe salvarci da malattie e aggressioni.
Però una cosa è certa, sarebbe un ottimo sistema per risolvere la crisi economica: perché le casse dello Stato si riempirebbero a dismisura.

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27 Commenti

  1. Capitano, mio capitano… Sarei curioso di sapere questo genio a quale corpo o arma appartiene. E anche “sentenza magistratuale” non è male…

  2. No, ma scusa, ha ragione, una bella tassa sui cani farebbe proprio bene a tutti. Anzi, dirò di più: perché non iniziamo a mangiarceli, come fanno in Cina? Ridurremmo il randagismo, svuoteremmo i canili, creeremmo posti di lavoro, l’igiene ne guadagnerebbe di certo, secondo me risolviamo proprio la crisi. Geniale, averci pensato prima accidenti!
    (N.d.A. se non si capisse, sono sarcastica. Cap, quelli come te sanno tirare fuori il meglio di noi).

    • no, leggi bene … console onorario del lesotho, ma facente parte del corpo consolare di Venezia e del Veneto, con ispirazione a quello della Serenissima Repubblica di Venezia…
      quindi rappresenta il lesotho, ok…ma presso chi?

      • Matteo, i consoli onorari non sono diplomatici di carriera, ma sono comunque nominati dal paese che rappresentano (di solito paesi “minori” diciamo così) in modo ufficiale. Anche se non sono “veri” diplomatici rappresentano comunque il paese. Il corpo consolare di venezia è solo una associazione tra questi consoli onorari.

  3. Mah io penso l’ esatto contrario. Tassa = piu’ abbandoni= branchi = piu’ attacchi probabili, se non all’ uomo senza dubbio ai pollai…. La fame e’ fame!
    Siccome non sono ne’ cap ne’ ten ne’ stacippa, non ho la pretesa di aver ragione!
    …. Da me il cap e’ l’ azienda dell’ acqua, vuoi vedere che a venezia hanno tassato la laguna…..

  4. io inorridisco… ma possibile che chiunque sia autorizzato a scrivere la qualunque? siamo nell’era della DISINFORMAZIONE per tutti e su tutto? Inorridisco millemilioni di volte

  5. A proposito di disinformazione, guardate questo!
    http://www.primadanoi.it/news/cronaca/534698/Quanti-lupi-in-Abruzzo–l.html
    La cosa peggiore è che su circa 1700 letture ci sono stati 65 likes, ovvero il 5% di una popolazione di cultura medio-elevata ha gradito (probabilmente con una età media tra i 25 e i 50 anni). Non sò se mi ha messo più “ko” l’articolo o il fatto che una percentuale così alta di persone si sia presa la briga di schiacciare likes.
    Purtroppo gli animali non possono procedere con una bella denuncia per diffamazione. Il che significa che un qualunque scribacchino può mettere insieme tot righe di accuse non circostanziate e “per sentito” dire, cosa che non potrebbe assolutamente fare nei confronti di chichessia (alla faccia dell’etica, tanto sò bestie), e senza nessuna remora per eventuali conseguenze. Io preferirei che in casi estremi come questi si potesse denunciare lo scribacchino di turno (tramite associazioni di vario genere) perchè purtroppo i fobici non aspettano altro che notizie di questo genere per cavalcare l’onda delle false accusa con conseguenze disastrose.

  6. la soluzione,forse, è non leggere più i giornali, i telegiornali e affini. le notizie sono sempre uguali e quelle nuove sono boiate.
    onestamente non vedo dove ognuno possa agire per contrastare della gente che agisce da criminali con il beneplacito di una categoria enorme come quella dei giornalisti, degli amministratori, etc…

  7. MAH! è semplicemente una lettera pubblicata da un giornale, in quelle rubriche dove i perditempo fanno le proposte più bizzarre. Sembra uno sketch di Palmiro Cangini, assessore “alle varie ed eventuali” del Comune di Roncofritto…

  8. Beh l’editoria italiana da sempre un certo spazio alle “lettere al direttore”, riserva naturale dei deliri dei pensionati nelle pause dalla sorveglianza/direzione ai cantieri edili ed ai lavori stradali.
    Lo stesso presentarsi preceduto dal titolo professionale da l’idea del tipo in questione, la archiavierei insieme all’ambizioso progetto di “Sbancare il Turchino” http://www.youtube.com/watch?v=vmvpm51TdJM

      • Matteo, tu hai pure ragione, ma in casi come questi le offese partono per legittima difesa 🙁
        Lettere così (come pure gli “studi” demenziali sui rischi per la salute) scatenano la cinofobia…che coinvolge non soltanto i cani, ma anche i loro proprietari. Quindi, quando si fa disinformazione a questi livelli, una botta di “cretino” mi sembra il minimo sindacale.

        • ok, ma fossi in maurizio piuttosto che in pinco pallino, non darei il minimo appiglio alla possibilità di querela o simili!
          a titolo informativo, il signore parrebbe essere un pilota di porto, a meno di omonimia.

  9. Tassare il cane non mi pare un’idea così malvagia, anzi, sarei felicissima se finalmente si imponesse un “dazio” annuale per i cani non seterilizzati/castrati, certo, non uno sproposito, ma un versamento simbolico di chessò…30€ o giù di lì.
    In una società civile significherebbe aumentare le sterilizzazioni (sempre col dovuto incentivo) quindi ridurre il randagismo e migliorare il funzionamento dell’anagrafe canina.

    Nella nostra beneamata italia, composta da dementi come il Signor “Cap”, significherebbe solo un fuggi fuggi di abbandonatori folli.
    Perchè riusciamo sempre a dimostrarci dei benemeriti cretini?
    Mannaggia a noi.

  10. Speriamo che non sia un capitano dell’Arma dei carabinieri, perché già poverini sono costantemente bersagliati da barzellette di pessimo gusto. Ci mancava solo questa.
    Ps. Se credessi nella reincarnazione, affermerei senza timore di smentita che questo Capitano in una vita precedente era un gatto.

  11. questi pseudo giornalisti..coi loro sproloqui(nn si puo’ parlare d articoli)..mi fanno rivoltare nella tomba prematuramente!:P

  12. ma allora i nostri contadini??i nostri nonni?come hanno fatto a sopravvivere!?come mai si ammalano sempre più spesso le persone che abitano in città rispetto a chi vive in campagna, magari sempre a contatto con animali di tutti i tipi 24h su 24?!?
    bah…non riesco neanche a capire come uno possa pensare certe cose..

  13. io , letto cio , ne deduco che moriro a breve oppure staro molto male , visto che dormo su un letto ad una piazza con 2 cani ( 25 e 35 kg ) e due gatti . Almeno ho fatto in tempo a lasciarvi un messaggio

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.