martedì 4 Agosto 2020

I dieci comandamenti sulle zuffe/risse tra cani

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

di VALERIA ROSSI – Ancora con le risse canine? Eh, sì.
Perchè su FB leggo continuamente messaggi che fanno riferimento all’aggressività intraspecifica, non sempre suggerendo soluzioni particolarmente azzeccate e spesso, ahimé, parlando di vere e proprie utopie, come quella di “tutti i cani che vanno d’accordo con tutti”: quindi mi è venuta voglia di scrivere “dieci comandamenti” anche su questo argomento.
Ed eccoli qua:

1 – Che cani adulti dello stesso sesso si azzuffino è assolutamente NORMALE.
Ed è ancora più normale  se sono maschi (ci si dovrebbe pensare, quando si sceglie il sesso del cucciolo. Le femmine andranno pure in calore, ma i maschi litigano il triplo di loro).
Esistono razze (poche, tutto sommato) selezionate per lavorare in gruppo o in muta e quindi avere bassa (ma NON inesistente!) aggressività intraspecifica; ne esistono altre, come quelle da compagnia, selezionate per essere amichevoli in generale (ma NON amorfe…). Ma sono, appunto, casi piuttosto rari.
La stragrande maggioranza dei maschi adulti, di fronte a un altro maschio adulto, entra in competizione. E non sempre ritualizza, come farebbero due lupi: perché i cani non sono più lupi, così come noi non siamo più scimmie.
Neppure noi trombiamo dal mattino alla sera come i Bonobo: noi litighiamo, ci azzuffiamo, ci ammazziamo.
L’evoluzione del cane dal lupo ha seguito lo stesso iter, grazie anche (o soprattutto) alla convivenza con bestiacce immonde come gli umani: così anche loro, proprio come noi, litigano e si azzuffano talora in modo più serio dei loro progenitori, e spesso con conseguenze più drammatiche perché i lupi, bene o male, son tutti della stessa dimensione, o quasi. I cani no.
Ma perché i cani litigano? Per molti motivi diversi.
Lo fanno perché a volte  non hanno (o credono di non avere) altra scelta (vedi comandamento numero 2).
Lo fanno perché nella nostra società il cane, animale da branco, si trova perennemente di fronte ad estranei che NON fanno affatto parte del loro branco e che quindi loro tendono a scacciare (proprio come  i lupi) da quello che, a torto o a ragione, considerano il loro territorio.
Lo fanno perché sono animali gerarchici (con buona pace di chi lo vorrebbe negare), ma in certe famiglie umane si convincono tutti di essere strafighi e di poter comandare a bacchetta chicchessia: così, quando incontrano un loro simile che magari è grosso il triplo di loro, la fanno fuori dal vaso e assumono atteggiamenti dominanti che l’altro non prende proprio benissimo.
Lo fanno perché gli umani li premiano e li gratificano quando si mostrano aggressivi (tipico caso del proprietario che accarezza il cane dicendogli “stai buono, stai buono” mentre lui sta ringhiando e abbaiando, rinforzando così il suo comportamento anziché “calmarlo” come si illude di fare).
Lo fanno per millemila altri possibili motivi (parecchi dei quali vedono responsabilità a due zampe: ma non tutti):  sta di fatto che LO FANNO, punto.
Se volete il classico “cane da parchetto” che resti tale anche dopo i 9-10 mesi (ovvero dopo la maturità  sessuale)… o scegliete una razza selezionata per essere amichevole, o scegliete una femmina (e sperate in Dio, perché ci sono anche  femmine che non disdegnano le risse), o fate entrambe le cose (e già avete qualche probabilità in più… ma NON la certezza).
In caso contrario dovrete mettere in conto che prima o poi il vostro cane possa litigare: magari solo perché è stato l’altro a provocarlo. Ma succedere, può succedere: proprio perché è normale che succeda.

2 – Il guinzaglio è uno scatenatore di risse
Di fronte a un possibile conflitto con un suo simile, il cane ha tre scelte rappresentate dalle famose “tre Effe”: fly, freeze or fight. Ovvero: scappare, immobilizzarsi o combattere.
Il cane non è una specie che “freeza” volentieri, perché questa è una scelta che solitamente compete alle prede e non ai predatori (e il motivo mi sembra ovvio: immobilizzarsi significa “cercare di non farsi vedere dal nemico”, il che ha senso per la preda – vedi conigli e capre, che infatti lo fanno – ma non ne ha per il predatore, che se si fermasse non acchiapperebbe più nessuno e morirebbe di fame).
Il cane, in quanto predatore (non più al 100% come il lupo, perché è diventato più opportunista: ma abbastanza da “ricordarsi come si fa”) è una specie che sceglie prevalentemente il movimento: o di fuga, o di attacco.
Il guinzaglio, tagliando di fatto fuori l’opzione “fly”, quasi obbliga il cane a scegliere il “fight”: e più è corto e teso, più innalza l’aggressività.
Ergo, se il nostro cane tende a rissare bisognerebbe evitare il più possibile gli incontri al guinzaglio.
Siccome questo non è possibile per chi vive in città, bisogna imparare a controllare il proprio amico insegnandogli i comandi di base (seduto, terra, resta) ed ottenendo che li metta in pratica anche in presenza di qualsiasi distrazione.
Sì, c’è da lavura’… la cosa non cade dal cielo. Ma educare il proprio cane è una responsabilità precisa: se non vogliamo lavorare per lui e con lui, ci son sempre i trudini.

3 – Socializzare i cuccioli e i cuccioloni NON BASTA.
La visione buonista-disneyana del cane che, una volta socializzato per benino, rimane a vita un amichevole giocherellone (e ancor peggio la teoria che vorrebbe TUTTI i cani perenni giocherelloni) è – detto proprio fuori dai denti – una boiata.
Un cane così non è neanche più un vero cane: anzi, personalmente sono dell’idea che le razze in cui è stata selezionata un’esasperata neotenia (e cioè il mantenimento per tutta la vita delle caratteristiche psicofisiche tipiche del cucciolo) siano state un pochino maltrattate geneticamente, né più e né meno di quelle in cui si è cercato l’esatto opposto (come i cani da combattimento).
Sta di fatto che un cane “normale”, nella società umana moderna, avrà tali e tante occasioni di litigare che non si può davvero pretendere che le ignori tutte, a meno che non vogliamo ridurlo a un pacioso tontolone che però perderebbe qualsiasi utilità pratica e quindi risulterebbe, di fatto, “de-caninizzato”.
Per quanto la tendenza alla “de-caninizzazione” sia in costante aumento e vada pure di moda, personalmente ho troppo rispetto per i cani per potermi augurare che questo accada: preferisco mettermi in grado di controllare il mio quattrozampe, oltre a  cercare di evitare le occasioni a rischio.
Comunque: a meno che i cani non vengano appunto “de-caninizzati” – per selezione o per influsso ambientale – la socializzazione serve SOLO a far sì che essi imparino a comunicare correttamente con i loro simili.
Dopodiché sta a NOI capire quando questa comunicazione smette di essere a base di “Giochiamo a rincorrerci?” “No, dai giochiamo alla lotta!” e comincia a virare verso cose come: “Dì un po’, coso… lo sai che stai nel mio territorio? Ti leveresti dai coglioni in fretta, please?”
“Ma non ci penso nemmeno, questo è il MIO territorio! Cosa ti fa pensare che sia il tuo?”
“Dialogo” purtroppo frequente –  e anche giustificato, a pensarci bene – in parchetti ed aree cani nei quali nessuno ha mai potuto spiegare ai cani che si tratta di luoghi “a libero accesso”: perché nella mente del cane il “libero accesso” non esiste proprio.
Lui il territorio in cui vive – ma anche quello in cui passa molto del suo tempo “libero” – lo difende a spada tratta, perché lo ritiene SUO.

Quando la conversazione tra cani comincia a prendere questa piega (e la prende spesso, tra soggetti adulti e sessualmente maturi: ancor più se ci sono in giro delle femmine che magari entrambi conoscono e sulle quali – antropomorfizzando un po’ – hanno fatto entrambi un pensierino)… non è che i due “non sappiano più comunicare”.
In realtà comunicano benissimo e si spiegano perfettamente.
Forse noi non parliamo più in italiano comprensibile, quando mandiamo qualcuno a quel paese?
Certo che no! Lo parliamo in modo più che chiaro: e se scoppia la rissa non è perché non ci siamo spiegati/capiti bene, ma perché quella rissa l’abbiamo cercata e voluta.
Ora, domanda: voi vorreste DAVVERO un marito, una moglie, un figlio incapace di mandare qualcuno a quel paese anche quando è stato provocato, irritato, schernito, minacciato?
Vi piacerebbe avere un’ameba umana che di fronte a un insulto risponde sempre e solo:  “Dài, andiamo a giocare insieme!”?
Io credo che non lo vorrebbe neppure il più pacifista del mondo: perché uno così non è “buono”, è scemo.
E allora:  volete DAVVERO un cane scemo?
No, perché… guardate che l’aggressività non parte mica sempre da lui!
Molto spesso i cani reagiscono aggressivamente perché sono stati provocati, e non necessariamente da un avversario che urla e strepita: a volte bastano i segnali odorosi (che noi non percepiamo e quindi non possiamo capire) per lanciare una sfida.
E se il vostro cane la accetta e non si tira indietro non potete definirlo “cattivo” o “aggressivo”: non è stato lui a cominciare. Semplicemente, non sta lì a farsi prendere per i fondelli, come probabilmente non ci stareste voi.

4 – La socializzazione, se è fatta male,  può essere addirittura controproducente
Ne ho già parlato in altri articoli, quindi non mi dilungo, ma ricordo semplicemente l’importanza di far socializzare tra loro cani di taglia, età, peso e possibilmente scale neoteniche il più possibile compatibili.
Perché se un cucciolo di jack russell gioca con un cucciolo di labrador, può succedere che si facciano male tutti e due. Il primo perché l’altro, anche solo giocando, può demolirlo; il secondo perché, tentando di star dietro ai movimenti rapidissimi del cane mille volte più agile di lui, potrebbe sfasciarsi i legamenti.
E su due cuccioli si fanno male mentre stanno socializzando, la cosa che pensano in automatico è che sia colpa dell’altro cane. Associano l’effetto alla causa che si ritrovano più a portata di zampa: quindi può succedere che diventino aggressivi verso i loro simili proprio per colpa della nostra smania di renderli super-amichevoli.
Concludendo: socializzazione ASSOLUTAMENTE SI’:  ma socializzazione fatta ad capocchiam, per favore, NO.

5 – I proprietari di cani piccoli non possono pretendere che tutti gli altri si rimpiccioliscano
Vi piacciono chihuahua, cavalier, papillon, yorkshire? Ottimo. Però dovrete essere VOI – ben consapevoli di avere un microcane – ad evitargli le situazioni a rischio: non potete pretendere che tutti gli altri cani si comprimano, né che tutti i loro umani li tengano a doppio guinzaglio, con museruola stile Hannibal Lecter e magari anche con le zampe legate.
TUTTI dobbiamo assolutamente pretendere il rispetto delle regole (e magari anche un po’ di sana educazione, che non ha mai ammazzato nessuno): ma in un parco, o in un’area cani, o in qualsiasi altro posto in cui i cani possano stare sciolti, è sacrosanto che stiano sciolti tutti, di qualsiasi dimensione essi siano.
Se temete che il “cagnone brutto grosso e cattivo” aggredisca il vostro tesoruccio, spostatevi un po’ più in là: o attendete che sia uscito dall’area prima di entrare voi. Magari datevi proprio appuntamento con altri umani microcane-muniti, in modo da poterli liberare assieme senza rischi, e avvisate i proprietari di cagnoni che dall’ora X all’ora Y in quel posto lì ci siete voi, pregandoli di portare i loro amici mezz’oretta dopo.
Ci si può benissimo organizzare senza diventare arroganti: basta un po’ di buon senso.

6 – I proprietari di cani grossi non possono considerare i cani piccoli come se fossero “di serie B”.
A voi farebbe piacere che, mentre il vostro mastino napoletano si fa la sua pisciatina ai giardinetti, qualcuno liberasse un tirannosaurus rex nella stessa area?
Le dimensioni sono sempre una cosa relativa, ricordatelo: e chi di cane grosso colpisce, di cane-più-grosso-ancora rischia di perire.
Senza il rispetto reciproco non si va da nessuna parte: e se siete cinofili, non potete letteralmente ignorare che una rissetta da due centesimi tra un megacane e un minicane può avere conseguenze drammatiche, a volte addirittura letali per il più piccolo.
Quindi: guinzaglio SEMPRE nei luoghi che lo richiedono; museruola, se già sapete che il vostro cane è un attaccabrighe coatto; controllo SEMPRE (richiamo impeccabile, certezza assoluta di ottenere risposta immediata a comandi come “fermo”, “seduto”, “lascia”. Non siete capaci? Esistono apposta educatori e addestratori); massima attenzione agli altri cani presenti nei luoghi in cui pensate di sguinzagliare il vostro.
Se l’arroganza delle sciure con cane piccolo è indubbiamente fastidiosa, quella del truzzone col maxicane è pure pericolosa.
Vi costa così tanto, comportarvi da persone civili?

7 – Prevenire è sempre meglio che curare
Bella scoperta, direte. Eppure sembra che troppissima gente non l’abbia ancora capito.
Hanno il cane rissoso e… o se ne infischiano (a volte andandone pure fieri…), o fanno esperimenti e tentano soluzioni magari suggerite dall’amico o dal cuggino di turno, per “vedere l’effetto che fa”, mettendo costantemente i loro cani (e quelli altrui) in situazioni a rischio.
Eppure, a volte, basterebbe semplicemente cambiare strada. O fermarsi un attimo prima. O evitare di andare all’area cani proprio all’ora precisa in cui si sa già che arriverà il nemico giurato del nostro cane.
Spesso leggo, su Facebook e non solo, commenti come: “Ehhhh ma così non risolvi il problema, lo aggiri! Non va bene!”
Ma sì che va bene, invece.
Va benissimo!
Anche perché una vera soluzione definitiva al problema del cane rissoso, in realtà, non esiste (a meno di volerlo traumatizzare o snaturare, vedi sopra). Il cane rissoso può (anzi, deve) essere controllato; si può ottenere che accetti di  incrociare altri cani a distanze inferiori al chilometro prima di cominciare a tirare, impennarsi, strozzarsi, ringhiare, sbatterci per terra (i cani tutor, per esempio, servono esattamente a questo)… ma non potremo MAI obbligare un cane  a trovare simpatici i suoi simili!
Se gli stanno sulle palle, gli stanno sulle palle. Fine della storia.
E siccome è normale che gli ci stiano (come da comandamento numero 1), non vedo alcun motivo per forzare inutilmente la mano verso un risultato che non potremo ottenere (e se non ci credete, provate a far amare follemente una persona ad un’altra che non la può vedere nel muso. Poi mi fate sapere).
Dunque, evitare le occasioni di rissa è sempre e comunque cosa saggia: il che non significa, ovviamente, che il vostro cane non dovrà mai più incontrarne un altro.

Di solito i maschi (anche quelli rissosi) accettano la compagnia delle femmine (e viceversa): quindi fate interagire soggetti di sesso diverso, e con ogni probabilità tutto filerà liscio.
Non sta scritto che nessuna parte che ogni cane debba avere millantamila amici della sua specie: UNO basta e avanza.
Se il vostro maschio odia anche le femmine (o viceversa)… allora c’è stato probabilmente qualche serio problema all’origine (cane preso troppo piccolo, non socializzato e così via).
Purtroppo il caso è abbastanza frequente in questi tempi di smania di “spender poco”,  che porta dritti nella trappola dei cuccioli dell’Est, super-deprivati e quindi, da adulti, super-rissosi.
Succede, però, anche con i cani provenienti da storie di abbandono: in questo caso chi li adotta non ha alcuna colpa, ovvio… però ha un problema da risolvere.
Se avete un cane così, allora conviene ricorrere all’aiuto di un professionista per cercare di metterci una pezza almeno per quanto riguarda i sessi opposti (e qui i cani tutor sono veramente preziosi: ma anche altri metodi, come la desensibilizzazione, possono ottenere buoni risultati).
Non aspettatevi i miracoli, perché purtroppo quello che è mancato nelle prime settimane di vita non si recupererà mai al 100%: però si possono vedere grandissimi miglioramenti.

8 – Se avete scelto un cane selezionato per combattere, non potete pretendere che sia amichevole con gli altri cani
Sembra lapalissiano, ma… ricevo in continuazione lettere di persone che si son prese il bull terrier o il pit bull e poi si lamentano perché “fino a una settimana fa giocava con tutti, e adesso litiga!”.
MA VA’?!?
Il cane è maturato, non è più un cucciolone e comincia a tirar fuori quello che sta nel suo DNA: come è logico e giusto che sia.
Vi piace il pit bull? Anche  a me, da morire.
Però – tranne alcuni casi, che possono esistere perché ogni cane è un individuo a sé, oltre che un appartenente alla razza X o Y – non potete pretendere che faccia il compagnone con tutti i suoi simili, una volta diventato adulto. Sarebbe come lamentarsi perché un barboncino non fa la guardia, o perchè un bassotto non si tuffa in mare per salvare chi annega.
Vogliamo usare il cervello, quando scegliamo un cane?
Postilla: attenzione, un VERO cane da combattimento NON è mai un “cane da rissa”. Sono due cose ben distinte.
Questo tipo di cane combatte se dall’altra parte trova un avversario altrettanto deciso a combattere: altrimenti ignora, si fa gli affari suoi, lascia perdere.
Se però qualcuno va a sfidarlo… embe’, allora lo trova. E siccome i parchetti sono pieni di cani che la fanno fuori dal vaso, è sicuramente meglio evitare di metterlo alla prova.

9 – Moltissime risse potrebbero essere evitate impedendo al cane di marcare in continuazione.
Sembra una sciocchezza e invece è fondamentale: i maschi che alzano perennemente la zampa per lasciare inizialmente un laghetto di pipì, e poi una sparuta gocciolina (che comunque contiene tutte le informazioni del caso, per chi la annuserà) ogni tre metri circa sono o saranno adulti rissosi, perchè troppo territoriali.
La territorialità – come l’aggressività, peraltro! – è una dote caratteriale che certamente non va inibita (specie se il cane dovrà avere funzioni di guardiano), ma che va assolutamente regolata e, se è eccessiva, limitata.
Marcare tutto il proprio giardino va bene: marcare ossessivamente il mondo intero, NO.
Impediamoglielo,  tirandolo semplicemente via con un invito del guinzaglio.

10 – La formula magica per dividere due cani che si stanno azzuffando non esiste
O perlomeno, io non ce l’ho.  Forse Panoramix o Mago Merlino potrebbero far meglio… ma per me restano validi i soliti consigli, ovvero:

– NON mettersi in mezzo alle teste azzannanti, ma sollevare i cani per la coda (se ce l’hanno) o per i posteriori (in assenza di code), cosa che devono fare in contemporanea i due proprietari, se sono entrambi presenti. Non funziona nel 100% dei casi (altrimenti sarebbe davvero la formula magica!), ma in moltissimi casi sì;

– mollare il guinzaglio e lasciar fare al cane, qualora si tratti di un cane sciolto e senza umani di riferimento: ovviamente la cosa è ad alto rischio, ma mettendosi in mezzo si rischia solo di peggiorare le cose;

– non sbraitare, strattonare, colpire i contendenti (penserebbero che è l’altro cane a far casino/far loro del male, e picchierebbero ancora più forte); – ricorrere alla buona, vecchia secchiata d’acqua (anche questa non funziona sempre, ma spesso sì) qualora sia disponibile (…e cioè MAI: non c’è mai quello che vorremmo avere a disposizione, quando scoppia una zuffa);

– NON provare assolutamente MAI a “tirar via” un cane piccolo dalle fauci di un cane grosso, perché ci sono stati casi in cui è stato letteralmente l’umano ad ammazzare il proprio cagnolino “strappandolo via” mentre l’altro si limitava a tenerlo fermo, e se gli fosse stato permesso di finire la ritualizzazione senza interventi umani forse gli avrebbe causato solo un buchetto o qualche ematoma. Ai proprietari di cani grandi, e in particolare di cani da presa, consiglio sempre di girare con un cuneo in tasca, perché l’unico modo per far aprire la bocca al cagnone senza far male al cagnino è quello di far leva sui molari. Ripeto: cuneo, di legno o di plastica (li vendono belli e fatti), NON mani umane: con quello si rischia di lasciarci qualche dito e non si riescono ad aprire le fauci di un cane in presa, neanche se si è parenti stretti di Hulk;

– ricordarsi che l’unico momento in cui c’è ancora speranza di ottenere una risposta dal cane (a un nostro comando) è quello che precede la rissa: quando è già iniziata, neppure il cane-robot più precisino del mondo accetterà mai di abbandonare il combattimento per rispondere a un richiamo o a un qualsiasi altro ordine.

Infine, ricordate che intervenire in una rissa, magari tirando via il nostro cane col guinzaglio, potrebbe rovinare per sempre – o almeno molto a lungo – il nostro rapporto con lui.
Cosa pensereste, voi, se mentre fate a pugni un vostro amico vi bloccasse le braccia, lasciando il vostro avversario  libero di menar le mani? Restereste amici ancora per molto?
Per il cane è la stessa cosa: il fatto che il suo Dio, in cui credeva e di cui si fidava ciecamente, gli abbia impedito di difendersi e magari, strattonandolo via, abbia permesso a un cane estraneo di morderlo, viene preso come un’offesa mortale che gli farà perdere ogni fiducia in voi.
Se proprio non si tratta di un’emergenza assoluta (tipo, appunto, cane immane vs cane microscopico, con alte probabilità di risultato drammatico), spiace dirlo ma la cosa migliore è starne fuori.
Meglio un buchetto in un orecchio che un cane che non vuole più saperne di noi…e attenzione, quando dico “buchetto” lo dico a ragion veduta, perché spesso siamo proprio NOI a trasformare in dramma quella che poteva essere solo una scaramuccia.
Anzi, il più delle volte lo è, una scaramuccia: perché all’inizio ho detto che i cani “non sempre” ritualizzano, ma questo non vuol dire che non lo facciano mai.

Ci sono, è vero, casi, in cui si menano seriamente e si possono ferire anche gravemente: ma diciamo che almeno in otto casi su dieci,  la rissa è fatta di tanto fumo e poco arrosto. E’ proprio ritualizzata, per quanto “scenografica” sia, e i cani ne escono con al massimo qualche ciuffo di pelo in meno. Proprio come accade di solito tra i lupi.
Capire la differenza?
Eh… fosse facile!
A volte, lo confesso, ci casco anch’io, nonostante di risse ne abbia viste decisamente in quantità industriale (comprese quelle interne al “mio” branco: perché pure lì capita di menarsi per una pallina, per una femmina, per un malinteso qualsiasi. Fa parte della vita). Però, nel dubbio, è sempre meglio sperare che sia “tutta scena” piuttosto che infilarsi nel mezzo nel modo più inopportuno e peggiorare le cose… come quasi sempre avviene quando un umano si butta allo sbaraglio senza sapere quello che fa.
I casi ad altissimo rischio, come quello macrocane vs microcane, è proprio MOLTO opportuno cercare di prevenirli: per tutti gli altri casi, se non hanno funzionato i tentativi canonici di cui sopra, la cosa migliore è lasciare che i cani se la vedano da soli.
Anche perché spesso il risultato finale ci sorprenderà,  ovvero ci accorgeremo che  cani non si sono fatti praticamente nulla e che gli unici ad aver rischiato (l’infarto) siamo stati noi.

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182 Commenti

  1. Salve avrei bisogno di un consiglio, io sto rischiando una denuncia da parte di una signora (mi spiace dirlo però maleducata e vendicativa) perché uno dei miei cani vicino a un area cani ha mozzicato il sedere al suo…
    La situazione é stata questa: area cani non recintata, i miei cani (una lupoide di 17kg e uno spinoncino di 12 kg, entrambi 7 anni) erano liberi e stavamo andando a casa -sud- , nessuno di noi tre ha notato la signora e il cane della figliastra -al guinzaglio e razza spinoncino di neanche 15 kg- arrivare da nord, questa subito urla con tono spregevole e attaccabrighe “I CANI SONO LIBERI”, mi giro e la mia lupa é partita -cosa che non fa mai- verso di loro, la signora secondo me ha commesso un secondo errore alzando il suo cane da terra con il guinzaglio e continuando a sbraitare come una pazza, sono andata a prendere la lupa e ho fermato il mio spinoncino che stava andando in aiuto, presi questa continua a insultarmi e minacciarmi di chiamare i vigili, ci sono stati due scambi di parole e me ne sono andata…
    Stamattina questa si presenta sotto casa mia con il marito la figliastra e il genero con il cane con un cerotto sul culo e aggrediscono mia madre urlandole addosso e dicendole che dovremmo pagare le spese mediche e che ci denunciano…

    Ora io so che la legge é chiara, i cani devono stare al guinzaglio e sono pronta a pagare la sanzione amministrativa ma c’è qualcosa che posso fare per difendermi da ulteriori accuse ignoranti? Perché a parer mio questa se l’è scavata da sola la fossa e sinceramente un buchetto nel sedere del cane mi sembra niente (i miei anche sono stati morsi, sono cani, nel senso……).
    Ho paura dell ignoranza e il non dialogo di queste persone che si cani hanno capito 0, cerco testimonianze video di educatori cinofili certificati che confermino che il tutto poteva essere evitato, mi potreste aiutare?

  2. Io, comunque, ricordo ancora con terrore la “rissa” o, meglio, il pestaggio che avvenne nei confronti del mio Labrador quando eravamo in area cani. Era poco più di un cucciolo e mi ero incontrata lì con una mia amica, anche lei con la sua cagnetta, e l’educatore. I due hanno iniziato subito a giocare e si stavano allegramente facendo i fatti loro quando due ragazzini (che avranno avuto massimo 9 o 10 anni) sono entrati in area cani con un dogo argentino, che hanno immediatamente liberato dal guinzaglio. Questo è partito come un razzo e ha travolto i nostri due cani, ringhiando. Il mio si è messo subito a pancia all’aria, ma il dogo lo ha preso per una zampa trascinandolo per tutta l’area cani. La cosa si è risolta solo grazie all’educatore (che tra l’altro ha fatto un culo a capanna ai ragazzini che, ripeto, erano da soli, senza nessun adulto) ma intanto il mio aveva uno sguaro sulla zampa che faceva impressione. Mi chiedo ancora cosa abbia scatenato l’attacco, dal momento che i due stavano giocando tra loro e non avevano ancora neanche notato l’arrivo del Dogo e la cagnetta non era in calore.

  3. Questo articolo è stato veramente utile..
    Io sono una Sciuramaria con ovviamente uno Yorkie (da allevamento serio xò, scelto con cura)
    Lui ha due anni ed è socievole e giocherellone.. vorrebbe annusare e salutare tutti i cani.. personalmente non amo chi passeggia col peloso e quando mi vede passare col cane al guinzaglio e me lo porta tt i costi davanti .. ovviamente il suo è il
    Doppio del mio.. perché sono TUTTI almeno il doppio.. ma da brava Sciuramaria ho voluto il cane di 3 kg. E quindi è così.. però.. dico.. se vedi che mi sposto perché devi per forza arrivare col tuo cane?? Non è solo perché nn so chi sei e nn so se il tuo cane è equilibrato , ma soprattutto xché non voglio che il mio tiri per andare verso tt quelli che incontriamo quando siamo a spasso.. d’altronde, io mica saluto e tiro pacche amichevoli a tt quelli che incontro!! Poi ci sono situazioni e situazioni.. un giorno La cocker di una mia amica gliel’ha date senza fargli male ma facendolo spaventare perché faceva avances troppo esagerate .. io nn sono intervenuta xché sapevo che nn correva pericolo con lei.. poi mi è successo di un simil lupo che tirava il suo nonpropriofusto umano (che non riusciva a tenerlo) con la bava (GIURO!!) alla bocca verso di noi e lui diceva “tranquilla vuole solo conoscerlo” no dico ma sei fuori😲 sarò anche Sciuramaria ma tu sei rimbambito totale!! Stringeresti la
    Mano ad hulk che ti corre incontro incazzato?
    È vero chi ha i cani piccoli non può aspettarsi che il mondo si scansi, ma se io mi faccio i c…i miei perché mi devi venire addosso?

    Ho solo una domanda: non ho mai pensato che il mio cane fosse territoriale perché nn abbaia quasi mai ed è sempre socievole.. ma fa pipì ogni mezzo metro nn ho mai pensato che fosse da correggere ..

  4. @ibrasibo:disqus “O lo porti in aree aperte isolate (appena fuori da ogni città ne esistono)”…

    Serve solo a illudersi di poter liberare le proprie “belve” senza conseguenze, quando poi incontri un altro povero cristo che aveva deciso di liberare il suo cane, convinto anche lui di essere in mezzo al nulla, e ti trovi in situazioni ancora più difficili. Prova poi a inseguire i tuoi cani (i quali inseguono a loro volta l’altro cane) in mezzo ai boschi (tenendo conto che fisicamente, rispetto ai cani, noi esseri umani siamo praticamente dei paraplegici), cercando di impedire un’aggressione…! Insomma, in mezzo ai boschi e alla natura “incontaminata” è ancora più facile abbassare la guardia, perché intorno a te non vedi nessuno, ma in realtà qualcuno che passeggia pensando di essere per i cavoli suoi e del suo cane, puoi sempre incontrarlo dietro l’angolo…
    Per anni ho fatto passeggiate con i miei cani tra le baragge di Fontaneto, Cavaglio e Ghemme, senza incontrare quasi mai nessuno. Ma una delle poche volte che ho incontrato un cane, all’improvviso dietro una curva di alberi, questo era un pincher! Che ci faceva un pincher solo in mezzo al bosco?? In seguito ho scoperto che abita in una cascina poco lontana e che a volte scappa fuori e si fa i suoi giretti. Comunque ecco il pincher… et voilà, scatta l’inseguimento, i miei cani Snowy e Zuma, rispettivamente di 30 e 40 chili, che il più delle volte si erano dimostrati giocherelloni con tutti, hanno visto in lui nient’altro che una preda. Si era liberato in loro l’istinto atavico, i richiami che lanciavo (a cui hanno sempre risposto), in quel momento erano inutili. Per fortuna il piccolo è giovane e combattivo. Quando i miei, con le loro falcate, l’hanno raggiunto, lui è riuscito a tenerli a bada, abbaiando e ringhiando, per pochi secondi, ma sufficienti per dare a me il tempo di raggiungerli a mia volta. Zuma (quella di 40kg) l’aveva già schienato, e lo stava pinzando sulla gola e sul ventre. Sì, stava facendo sul serio! Snowy (quello di 30kg) si stava limitando a fare un po’ il pirla, dandogli qualche leggera zampata, ma era già indeciso se si trattasse di un gioco o di una vera e propria predazione. Mi son lanciata di peso su Zuma, distesa letteralmente su di lei per bloccarla, mordendole un orecchio, il piccolo è riuscito a svicolare e a scappare, Snowy l’ha inseguito per qualche metro poco convinto, e poi al mio richiamo è finalmente tornato indietro. Ho chiesto poi in giro, ho scoperto dove abitava il pincher. Mi son presa un meritatissimo cazziatone quel giorno, e grazie a dio il proprietario del pincher si è limitato a quello. Ci siamo scambiati il telefono, ho saputo che nei giorni seguenti il piccolo non è stato bene, ma in seguito si è ripreso.
    Tirando le somme, ora prendo diverse precauzioni con i miei cani, che evidentemente non sono sono più i cuccioloni giocosi di una volta: dopo i due-tre anni hanno raggiunto la piena maturità psicologica e hanno sviluppato determinate caratteristiche che prima non mi aspettavo. Quando sono insieme preferisco tenerli al guinzaglio, in passeggiata nei boschi li porto singolarmente, in modo che non facciano più “branco” e che non si aizzino a vicenda. Nel contesto cittadino Zuma è esemplare, molto più serafica, le passano accanto i cani senza che lei faccia una piega. Nei boschi si scatena ad ogni volo d’uccello e ad ogni ramo spezzato, diventa un’altra, quindi la slego solo per brevissimi tratti in posti che siano davvero impraticabili da altri (non comode passeggiate sterrate, ma colline scoscese, torrenti da guadare, infestati di sterpi e di rovi, e io mi adatto ai percorsi), e la richiamo spesso al mio fianco. Snowy al contrario è sempre un po’ caciarone, specie se al guinzaglio e in città. Nei boschi, senza la sua compagna (nei cui confronti si comporta da gregario), è un po’ più tranquillo, mi trotterella accanto, e se trova un altro cane è molto più propositivo che in città… e specialmente senza Zuma, ascolta il mio richiamo.

    Insomma, ogni cane è un universo a sé, ogni situazione anche, le soluzioni possono essere tante e variegate a seconda del contesto. Bisogna cercare di capire qual’è il problema, non hanno senso affermazioni intransigenti del tipo “il cane ha problemi di aggressività, al parco non ce lo porti, punto e basta”.
    Trovo che l’articolo sia utile e completo, non mi pare di aver letto nulla di deleterio, anzi si prendono in considerazione punti di vista edifficoltà che i proprietari, sia di micro che di macro-cani, possono incontrare durante le interazioni con altri cani e padroni. E le possibili soluzioni.

  5. Questo articolo è condivisibile nelle parti piu tecniche, come i consigli in caso di rissa. Ma nelle parti soggettive è veramente estremistico e fuori da ogni logica. Dire che se io porto il mio cane al parco e c’è un cane aggressivo, se succede qualcosa è anche colpa mia perché potevo non portarcelo o portarlo in un altro orario, è una sciocchezza semplicistica! È vero che i cani non possono capire leggi e norme civili, ma i padroni sì e se il tuo cane ha dei problemi di aggressività, al parco NON CE LO PORTI, punto e basta. Anche perché se ammazza il mio e io ti denuncio (e come se ti denuncio) non solo devi mettere mano al portafogli ma si va anche nel penale e il tuo cane rischia l’abbattimento. Quindi se davvero gli vuoi bene fai qualcosa. O lo porti in aree aperte isolate (appena fuori da ogni città ne esistono) oppure (e qui arriviamo al secondo punto di disaccordo) fai addestrare lui e te da uno bravo, perché gli addestratori insegnano prima di tutto ai padroni. Poi dire “un cane aggressivo non si può cambiare troppo, altrimenti si snatura” è ridicolo. I cani sono PER DEFINZIONE animali snaturati, secondo natura non dovrebbero proprio esistere animali con certe caratteristiche caratteriali e talvolta anche fisiche, non per niente il nome scientifico è “Canis Lupus FAMILIARIS”. Non mi dilungo poi su molte altre parti che, più che soggettive, mi paiono proprio deleterie. Ripeto, l’autore conosce certamente ció di cui parla, ma dovrebbe attenersi a fatti scientifici e approvati, altrimenti diventa soltanto un’opinione.

  6. Buonasera,
    Io ho avuto un grosso problema.
    Ho un cane che è stato aggredito più volte da quando era cucciolo, e adesso nella zona in cui abita non è particolarmente docile, al contrario di quando lo porto altrove.
    Lo scorso anno mia madre portando a spasso il cane regolarmente tenuto al guinzaglio, si è trovata davanti un cane libero (bulldog francese), si sono azzuffati e il proprietario ha massacrato di pugni e calci in testa al mio.
    (e nonostante fosse lui in pieno torto, andava in giro a dire che è il mio che ha aggredito il suo e non viceversa).
    Il suo cane che lui definisce “piccolo” è scappato più volte dal guinzaglio o perché lasciato libero e ha morso anche una persona in passato. (e il padrone manco ha chiesto scusa)
    Vengo al punto.
    Qualche settimana fa, mia madre stava portando a spasso il cane regolarmente tenuto al guinzaglio e museruola, stava scendendo le scale, quando si è trovata davanti questo cane qua senza guinzaglio (la pettorina era a terra 10mt prima delle scale). Il mio cane ha tirato in terra mia madre (ha provato a tenere il cane, ma all’ultimo ha dovuto mollarlo), la museruola si è rotta, i cani si sono azzuffati e questo CRETINO per dividere i 2 cani ha messo la mano davanti alla bocca dei cani incazzati (oltre ad aver preso a pugni, calci e bastonate in testa al mio). (inutile specificare che si è preso un bel morso).
    Lui è andato all’ospedale, ha fatto denuncia ai vigili e carabinieri (già arrivati a casa Vigili e Carabinieri), dicendo che il mio è scappato e che l’ha morso.
    Ho “testimoni” che hanno visto tutto, l’unico problema è che lui ha il morso alla mano.
    Ho già perso in partenza?
    Basta la parola di una persona “falsa” (dato che sta andando in giro a raccontare che è il mio che è scappato e a lui è scappato dopo), oppure faranno delle verifiche?
    Cosa può succedere? perché devo “pagare” io, soltanto perché lui ha un morso alla mano (ma non si sa da chi l’ha preso).

  7. vorrei precisare solo una cosa, i lupi sono canidi, infatti sono anche essi parte della famiglia del “canis”. Noi SIAMO ANCORA SCIMMIE, entriamo nella famiglia delle scimmie antromorfe, di cui fanno parte anche i gorilla insomma. Dopo questa precisione, ti dico che comunque è un buon articolo, scritto molto bene.

    • No, semmai noi siamo primati, non scimmie antropomorfe (e non “antromorfe” come scritto da te). Le scimmie antropomorfe sono tutte quelle con aspetto e comportamento più simile all’uomo rispetto alle molte altre specie di scimmie (gorilla, bonobo, scimpanzé…). Dire che noi siamo scimmie antropomorfe non ha senso, anche solo per il significato del termine “antropomorfo”.

  8. Sono disperata..stasera l’ennesima lite tra i due miei cani in giardino che per nostra distrazione si sono trovati insieme liberi (li teniamo separati in due spazi di giardino).
    Il più grosso (incrocio di pastore del caucaso) ha naturalmente sempre la vinta..e non esistono metodi per fargli mollare la presa..acqua fredda e suppliche..
    Siamo preoccupati perché lui vive in giardino e dentro teniamo il piccolo ,un pincer che ha gia aggredito una volta…
    Lui è l’ultimo arrivato..un anno fa..abbiamo fatto l’errore di prenderlo (al canile)…non sappiamo come fare.Per l’altro si è dovuto costruire una gabbia per separarli..e sentirci al sicuro…ma confesso che viviamo nell’incubo..che ci consigliate?

  9. il mio labrador per me e’ incomprensibile. Al Parco c’e’ il suo gruppo di amici (un altro labrador, un golden, un meticcio di labrador … per non parlare dei cuccioli) da cui si fa togliere anche il cibo di bocca (oddio… a qualcuno inizia a far capire che e’ meglio non farlo ma senza fare casini) ma da un po’ coi cani che non conosce comincia a fare lo stronzetto. C’e’ un cucciolone di Dogue di Bordeaux che proprio non sopporta … gli deve andar davanti e fargli il bullo. Puoi chiamarlo quanto vuoi che lui deve andare a far la rissa
    Fra poco ha 4 anni ma sto comportamento da bullo lo noto da poco 🙁

  10. L’articolo è fatto bene, complimenti per aver chiarito tanti punti, anche i commenti non son da meno quelli costruttivi naturalmente…., ma al di la del fatto di come può nascere una rissa e il come uscirne fuori si è parlato sempre del prima e del durante ma non ho letto niente del dopo o forse mi è sfuggito. Formulo la domanda: dopo avere separato i due cani come ci si comporta dopo ? Niente sberle a chi ha cominciato ? Bisogna allontanarsi restando li vicino lasciando che gli animi si plachino o bisogna allontanarsi e basta andando via. Io ogni tanto assisto ad alcune risse tra cani sia dello stesso sesso che sesso opposto e per quanto possa darmi fastidio vedo i proprietari del cane che ha cominciato prima ad azzannare dopo averlo separato, picchiarlo e sgridandolo per aver commesso il fatto. E’ giusto (spero di no) ? Qual’è il comportamento giusto …? Grazie.

  11. Ero interessata all’argomento perché, facendo la dog sitter, mi sono ritrovata nella situazione cane medio tranquillamente a spasso con me, attaccato da cane del vicino di stazza doppia del cane che stavo portando a spasso io perché i proprietari avevano lasciato il cancello aperto. Non avevo niente con me per distrarre il cane attacante così ho fatto proprio quello che non avrei dovuto fare e cioè tirare via il cane che mi era stato affidato mettendomi in mezzo. Capisco che dal punto di vista “tecnico” bisognerebbe “lasciarli fare” ma se il cane non è il proprio, non credo sia professionale lasciarlo alla mercè del cane grosso che lo ha attaccato.

  12. Ciao, io ho due cani di due anni che vivono insieme, sono due maschi non castrati, entrambi molto equilibrati, si adorano, a volte mangiano dalla stessa ciotola o dormono sullo stesso tappetino, ma a volte litigano per motivi che non riesco mai a capire(a parte due occasioni) appunto perche non so il motivo della litigata, io li divido. Pero molti mi dicono di lasciarli fare, perche vivendo insieme ed essendo equilibrati comunque non ariverebbero mai a farsi male. COSA dovrei fare in quelle occasioni? Ps la gerarchia tra i due cani é gia “impostata”, quindi non credo il problema sia quello

  13. avevo letto che talvolta la rissa è dovuta a eccesso di protezione nei confronti del padrone, e basta allontanarsi senza intervenire e i cani si separano.. a me è successo (ho un pastore tedesco rissoso) e ha funzionato, per fortuna anche il padrone dell’altro cane ha fatto lo stesso. Spesso infatti il problema sono i padroni! Generalmente prevengo e soprattutto nel caso di microcane vs maxicane, ma se il padrone interviene peggiora le cose. Di solito se si tratta di un cane locale che gira libero in zona (abito in campagna) lascio che se la vedano loro, e veramente non ho mai visto una goccia di sangue.. ovviamente preferirei non fosse così rissoso, ma da quel che leggo qui non ci posso fare nulla..

  14. Diciamo che le risse non sono mai piacevoli neancche a vedersi, concordo con Valeria comunque che e’ meglio lasciare che se la sbrighino tra loro, tempo fa in area cani il mio golden si prese con un pit, bruttissimi entrambi a vedersi, ma alla fine tre buchetti sul muso il mio ed altrettanti il pit curati col betadene, col JR ci devo stare invece molto piu’ attento, non e’ un attaccabrighe, ma se lo sfidano parte non guardando minimamente alla stazza dell’avversario

  15. Io ho un problema con la mia meticcia di 4 mesi…ogni volta che vede un cane si blocca e se il cane non l’ha ancora notata abbaia…se non lascio che si avvicini, perchè magari l’altro cane è sul marciapiede opposto inizia a saltarmi addosso e a mordermi..se lascio che si avvicini invece inizia a saltare da una parte all’altra scodinzolando..raramente annusa per prima gli altri ma si lascia annusare…poi ricomincia a saltellare da un lato all’altro finché il padrone dell’altro cane non si allontana (considerando anche che molti cani iniziano a diventare aggressivi quando vedono la mia che impazzisce) e quando anch’io mi allontano lei mi salta addosso e mi morde…perchè fa così e io come devo comportarmi?

  16. Sarebbe fantastico se i possessori di micro cane tenessero il loro amato cuccioletto al guinzaglio!!!Sono stanca di prendermi infarti e pagare per gli errori degli altri. E il mio cane deve tenere perennemente la museruola perchè la gente non sa comportarsi.

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