brambilla-canidi VALERIA ROSSI – Il 12 luglio scorso ho pubblicato un brevissimo articolo sul canile di Lecco, gestito dalla LEIDAA, associazione che fa capo alla signora Michela Vittoria Brambilla.
Su trattava in realtà di una semplice news con un breve commento, che si rifaceva a quanto pubblicato su “Repubblica” online, precisamente a questo articolo. Per chiarire meglio il quadro generale citavo anche “Il Fatto quotidiano”, linkando  questo articolo.
Oltre ai suddetti link, in pratica non parlavo quasi dell’ex ministro, se non per definirla “sempre in primo piano quando si tratta di battaglie dalla grande visibilità mediatica (come quella di Green Hill) e decisamente molto più defilata quando si tratta di verificare le condizioni di cani “normali”, per di più affidati alla custodia della sua associazione“, opinione che rimane inalterata e che credo sia anche lecita in un Paese in cui c’è ancora libertà di pensiero e di espressione.
La cosa curiosa è che, dalla pubblicazione dell’articolo ad oggi, nessuno si è  mai minimamente preoccupato dei suoi contenuti. Qualche giorno fa, invece (chissà come mai, dopo sei mesi? C’entrerà mica per puro caso la campagna elettorale?), ricevo una email dall’ufficio stampa della signora Brambilla, nella quale mi si chiede (testualmente) “l’immediata rimozione, in quanto si basa su informazioni non veritiere e ampiamente rettificate dagli organi di stampa che per primi ne hanno dato diffusione“.
Capperi!
Non mi sono accorta di aver linkato articoli poi rettificati, senza vedere le rettifiche?
Mi precipito a controllare… e di rettifiche non trovo l’ombra, né sul Fatto, né su Repubblica.
Rispondo allora alla signora dell’Ufficio Stampa con questa email:

Mi scusi, ma gli articoli a cui fa riferimento la mia breve nota mi sembrano tuttora online e senza alcuna nota di verifica. Se hanno scritto cose inesatte credo che dovrebbero essere questi due quotidiani i primi a cancellare i propri articoli: quanto a me, potrei anche eliminarlo, ma gradirei le prove certe della non veridicità della informazioni riportate… visto che le trovo ancora online tali e quali. Se potrete fornirmele, non avrò problemi ad eliminare l’articolo.
Grazie per l’attenzione e cordiali saluti
Valeria Rossi

A questo punto la signora, molto gentile, mi telefona e mi informa che verso Repubblica e verso Il Fatto Quotidiano sono in corso procedimenti legali perché entrambi sono stati fatti oggetto di querela (il messaggio mi sembra chiaro…).
Io chiedo comunque di fornirmi cortesemente le prove della non-veridicità di quanto riportato: e mi viene risposto che le prove stanno sul sito del Comune di Lecco.
La signora aggiunge che la cosa parte comunque da un presupposto falso in assoluto, perché la signora Brambilla “non ha nessun canile”.
Ringrazio, saluto, vado a controllare il sito del comune di Lecco: si evince, in realtà, che il canile (che stando a Repubblica si sarebbe dovuto chiudere entro lo scorso novembre a causa della fatiscenza della struttura) è invece aperto e funzionante grazie a una deroga dell’ASL.
Ciò che pubblica il Comune lo si può leggere cliccando qui:  da quanto si può intuire, non avendo ancora trovato una soluzione alternativa (dopo quattro anni che la cercavano, visto che si dice che le condizioni “sono note dal 2008″… ma adesso è passato un altro anno, quindi stiamo a cinque), i cani dovevano restare dov’erano perché non si sapeva dove metterli. E se le condizioni erano di grave disagio… amen. Non ci sono i soldi, non si può far nulla.
Il Comune precisa che “l’associazione che gestice il canile” (e cioè la LEIDAA) “non ha responsabilità sulla struttura“.
Be’, certo: se io gestisco un locale e il locale cade a pezzi, non è responsabilità mia.
Se però ci tengo a quel locale, e se quel locale ospita degli esseri viventi che proclamo di amare e di voler difendere ad ogni costo… allora, magari, ci metto – se posso – qualcosa di mio per cercare di aiutarli. E se non sono esattamente una persona indigente, magari una mano riesco anche a dargliela.
Comunque non è certo un obbligo di legge. Per carità.
Ma passiamo all’affermazione successiva della signora dell’Ufficio Stampa: la signora Brambilla “non ha alcun canile“.
Che non ce l’abbia nel senso della proprietà, è indubbio e l’abbiamo appena assodato. Ma nel senso della gestione?
No, non ce l’ha neppure in quel senso lì… perché, come si legge su Wikpedia:

Nel 2008  la presidenza della LEIDA passa al compagno di Michela Brambilla, Eros Maggioni.

Dunque è vero: la signora Brambilla non ha un canile e non ha neppure un’associazione (così come io non ho una macchina: quella di famiglia – l’unica, sigh – è intestata al marito. Però, quando mi serve, la prendo e la guido… e se vado a sbattere contro qualcuno, ne rispondo).
C’è un ultimo piccolo problema: la signora Brambilla non ha un canile perché non ha più un’associazione… ma forse non lo sa! Infatti, sul sito della LEIDAA, si legge: “La Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente (Le.I.D.A.A.) è stata fondata dal suo presidente Michela Vittoria Brambilla”.
Sta proprio in home page:

leidaa_home

C’è scritto “il suo presidente Michela Vittoria Brambilla”.
Forse devono aggiornare il sito?
Eppure no… la news che si vede in home page, sulla sinistra, si riferisce a un episodio di cronaca di pochi giorni fa (era su tutti i giornali il 4 gennaio 2013).
Dunque, la Brambilla ha ceduto la  presidenza della LEIDAA a sua insaputa?
In ogni caso, mi si chiede di rimuovere un articolo ed io lo rimuovo per un motivo molto semplice (che ho comunicato all’Ufficio Stampa): non ho né tempo, né voglia, né soldi da buttare in battaglie legali per difendere un pezzo di dieci righe che più che altro risportava notizie altrui (e che sono ancora leggibilissime da chiunque).
D’accordo che sulle questioni di principio io sono piuttosto talebana, ma non fino al punto di difendere a spada tratta dieci righe, di cui quattro riferite  ad articoli altrui che si leggono ancora online.
Ho quindi informato l’Ufficio Stampa della signora Brambilla che avrei rimosso l’articolo,  ma che avrei informato i miei lettori sulle motivazioni: ed  è ciò che ho appena fatto.
Quanto ai cani del canile di Lecco… loro stanno ancora là. “In deroga”.
Chissà se arriverà mai una campagna elettorale capace di far cambiare qualcosa anche per loro?

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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