bidone1di VALERIA ROSSI – Uffa, uffa, uffa.
Ieri sera ho chiacchierato piacevolmente su FB con una persona che non conoscevo e che, a sua volta, non aveva mai sentito parlare di me. La cosa buffa è stata che si è scusata per questo: le ho risposto che non sono mica il Papa (e poi sicuramente al mondo esiste qualcuno che non hai mai sentito nominare neppure lui…), dopodiché abbiamo fatto amicizia (nei limiti faccialibreschi, ovvio: però mi è davvero simpatica), lei mi ha raccontato la storia del suo cane…e al termine della storia ho pensato (e le ho anche scritto): “Mannaggia, però… se mi conoscevi prima, forse era meglio!”
Perché questo cagnolino (di cui non dico neppure la razza, perché non voglio affatto mettere in croce la mia nuova amica rendendola riconoscibile) è stato pagato come cane di razza pura. E non ha il pedigree, ma nessuno si è sognato di avvisare la cliente di questo “piccolissimo” particolare.
Fonte: un negoziante, che a sua volta si rifornisce da un sedicente allevatore (appena ho sentito il nome sono svenuta: è tristemente noto)  che sicuramente cagnareggia anche in proprio, accoppiando qualche cane suo: ma c’è il serio dubbio che importi anche dall’Est.
Tombola.
Anzi, supertombola… perché questa signora, del tutto ignara di ciò che poteva esserci alle spalle del suo cane, l’ha pure fatto riprodurre.

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Il lato tragico della vicenda è che, sul traffico dell’Est, la signora era pure informata. Ma non avrebbe mai pensato che il negoziante di fiducia, che le ha ovviamente raccontato di prendere i cuccioli da un “allevamento italiano” (ed è vero: il cagnaro è italianissimo. Sono i cani, che non si sa da dove arrivino) potesse aver nulla a che fare con questo traffico.
Bene: cosa ho scritto, ieri?  Che per qualche mese non avrei più voluto parlare  di cuccioli dell’Est?
Olè, mi smentisco subito!
Ne parlo esattamente il giorno dopo (se continuo con questa coerenza e con questo mantenimento di promesse, alle prossime elezioni mi candido): ma anziché fare la solita pappardella su tutto ciò che c’è dietro a questo immondo traffico (perché ne ho già parlato in altri millemila articoli: se scrivete “cani dell’Est” nel motore di ricerca di questo sito, vi appariranno tutti), stavolta faccio uno dei miei “decaloghi”.
Dieci indizi sicuri che gridano a gran voce “sto per prendere una fregatura solenne”.
In parte li avevo già segnalati nell’articolo “Come si riconosce un cagnaro”: sempre quelli sono, ma qui cambio la forma e le parole per rendere il tutto più snello e fruibile… con preghiera di ampia diffusione, se potete. Perché non può proprio esistere che ci sia ancora gente che sborsa mille euro per un cane di dubbia origine e senza documenti!

bidone3INDIZIO NUMERO UNO:  vi trovate in un negozio, in un garden, a una “fiera del cucciolo”, a un mercato.
Oppure state contattando – personalmente o via internet – un sedicente allevamento che dispone di cuccioli di almeno dieci razze (a volte anche cinquanta e oltre), pronta consegna. In ognuno di questi casi, la fregatura è in agguato.

SPIEGAZIONE:  tutte queste fonti, al 99,9%, si riforniscono da importatori di cuccioli dell’Est (non importa un tubo se in regola o non in regola con la legge: tutti i cuccioli dell’Est venduti da queste fonti – e dico TUTTI – sono di provenienza cagnarissima, figli di cani senza alcun controllo sanitario, quasi sempre con documenti e certificati medici fasulli).
Quando proprio va di stra-lusso (ma la cosa è riferita praticamente solo ai negozi) hanno raccattato e stanno rivendendo la cucciolata di un privato:  che non si sa come abbia tirato su i cuccioli (magari benissimo, magari malissimo), né chi caspita abbia accoppiato (magari due cani sani, belli, di buon carattere: magari l’opposto)… ma si sa per certo che verso questi cuccioli non prova il minimo trasporto, perché altrimenti non li avrebbe mai ammollati a un negoziante, che a sua volta li venderà a chissà chi. Leggete bene e tenete a mente, stampato a fuoco: nessun Allevatore con la A maiuscola (seguite il labiale: n-e-s-s-u-n-o!) cede i propri cuccioli ai negozi. Perché i suoi cuccioli li ama, perché ci tiene, perché vuole sapere a chi vanno in mano, vuole seguirne la crescita, vuole conoscere i futuri proprietari e dar loro tutti i consigli necessari.

Unica eccezione a questo indizio: il negoziante stesso è anche allevatore di una singola razza (se dice di allevarne una dozzina, è direttamente lui il cagnaro e/o l’ importatore). In questo caso potrà ovviamente promuovere e vendere le sue cucciolate, che però vi porterà a vedere a casa sua (nessun allevatore sano di mente terrebbe i propri cuccioli in un negozio dove può entrare chiunque, con qualsiasi cane e con qualsiasi malattia. Se lo fa, anche se fosse l’allevatore più famoso del West, è cagnaro inside).

INDIZIO NUMERO DUE: vi dicono che il cane può avere il pedigree oppure no, a scelta e/o vi chiedono un prezzo aggiuntivo per il pedigree.

SPIEGAZIONE:  queste alternative non possono proprio esistere, perché ilpedigree non è un optional. E’ la carta d’identità del cane: o è suo, o non è di nessuno. O è legato a quel cane lì,  o diventa carta straccia.
Se vi chiedono un prezzo diverso per il cucciolo con/senza pedigree, sappiate:
a) che un pedigree costa circa 30 euro (“circa” perché il modello A è unico – costo 23 euro – e perché c’è un diritto di segreteria fisso di 8,50 euro: entrambe queste spese vanno divise per il numero di cuccioli. Diciamo che per una cucciolata di cinque il pedigree costa  26, 3 euro se i cuccioli sono già intestati al nuovo proprietario, un po’ meno se non lo sono) e che qualsiasi cifra superiore a questa merita un sonoro pernacchione nel muso;
b) che è altamente probabile che il documento che vi rifileranno, qualora accettaste questo vero e proprio ricatto, sia falso.

Unica eccezione a questo indizio: può capitare, in alcuni casi, che qualcuno vi dica: “Senti, ho questo cucciolo che non è venuto proprio benissimo: è un buon cane da compagnia, ma non da esposizione né da riproduzione. Te lo cedo a un prezzo stracciato, però il pedigree lo tengo io perché voglio essere sicuro al cento per cento che non venga fatto riprodurre”.
Questo, però, non significa che il cane “possa o non possa” avere i documenti in regola. I documenti li ha, punto: solo che l’allevatore vuole tutelare il proprio nome e non vuole che un cane “difettoso” abbia cuccioli riconducibili  a lui.
I difetti possono essere di lieve entità, magari li vede solo un giudice e non hanno alcuna importanza per chi vuole un cane da compagnia: però è giusto sapere che ci sono e quali sono, nonché avere uno sconto proporzionale.

INDIZIO NUMERO TRE: vi propongono di “venirvi incontro” e di portarvi il cucciolo in un posto diverso dal luogo in cui dovrebbe essere teoricamente nato. O addirittura, vi propongono di spedirvelo.

SPIEGAZIONE: ce n’è una e una sola. La madre del cucciolo non è presente (probabilmente perché sta in Ungheria, o giù di lì) e il venditore non vuole che ve ne accorgiate (perché anche la più Sciuramaria delle Sciuremarie, vedendo un cucciolo – magari singolo – apparentemente nato sotto un cavolo, si farebbe qualche domanda).
A volte si aggiunge un’altra motivazione: il venditore non vuole farvi sapere dove abita perché non vuole darvi modo di rintracciarlo qualora qualcosa vada storto.

Unica eccezione a questo indizio: un allevatore mostruosamente gentile, che davvero si sforza di venirvi incontro nel caso in cui voi dichiariate di avere problemi a muovervi. Se però è LUI a proporvi subito l’incontro a caselli autostradali e affini…allora è allarme rosso.
E’ chiaro che potrebbero esistere davvero nonne malate, case in ristrutturazione e tutta la serie di scuse normalmente inventate dai cagnari per non farvi andare a casa loro: ma non-fi-da-te-vi. Piuttosto rimandate l’acquisto, ma pretendete sempre di vedere la madre dei cuccioli e l’ambiente in cui sono cresciuti.

bidone4INDIZIO NUMERO QUATTRO: vi dicono che c’è disponibile un cucciolo di razza pura, gratis (di cui devono disfarsi per motivi vari, che vanno dalla morte della mamma al trasferimento in culo al mondo): dovrete pagare solo le spese di spedizione. Questa è una truffa ben conosciuta.
Il cucciolo non è neppure dell’Est: non esiste del tutto.
In alcuni casi i truffatori si limitano ad incassare i 200-250 euro del presunto viaggio, in altri si inventano che il cane è rimasto bloccato in qualche misterioso aeroporto perché manca qualche altrettanto misterioso documento: vi racconteranno che il povero cagnolino (sempre inesistente, sia chiaro) rischia di morire se non si paga immediatamente una cifra tot (sono arrivati anche a chiedere mille euro) per sbloccare la pratica. Attenzione, perché sembrerebbe impossibile cascarci… e invece hanno già infinocchiato centinaia – se non migliaia – di persone in tutto il mondo. Sono bravissimi: vi mandano anche la foto del cane, vi rintronano di storie commoventi… alcuni di questi truffatori si spacciano addirittura per religiosi, missionari e altre figure che ispirano la massima fiducia.

INDIZIO NUMERO CINQUE: vi dicono che il cucciolo è figlio, nipote, zio, cognato di campioni di ogni tipo (di bellezza, di lavoro, di agility, di nuoto, di salto con l’asta…), ma non hanno uno straccio di documento che lo dimostri.
Senza prove scritte, queste dovete considerarle automaticamente balle. E un contaballe è automaticamente un cagnaro, perché gli allevatori seri i campioni nei pedigree ce li hanno davvero, e non hanno alcun problema a dimostrarlo.

INDIZIO NUMERO SEI: vi dicono che il cane ha una “garanzia” di tot giorni (a volte sette, a volte quindici… dipende).

SPIEGAZIONE: qualsiasi oggetto di compravendita (e il cane, per la nostra legge, “è” purtroppo un oggetto di compravendita) ha un anno di garanzia. E non si scappa.
Se vi propongono la garanzia di un anno facendovela passare come un superpremio, un favore che fanno solo a voi, un’eccezione che dovrebbe dimostrare la loro immensa buona fede, stanno semplicemente rispettando la legge italiana: niente di più.
E farla passare come un meraviglioso “bonus” è proprio indice di malafede e di voglia di imbrogliare la gente.

INDIZIO NUMERO SETTE: non vogliono lasciare tracce della vendita. Non solo non si parla di ricevute/fatture e simili (i piccoli allevatori, magari serissimi ma che hanno solo 3-4 fattrici, non sono neppure tenuti a farlo) ma vogliono essere pagati in contanti, non accettano di firmare alcun documento di vendita (in compenso cercheranno spesso di far firmare a VOI qualche contratto-capestro in cui non appare da nessuna parte il nome del venditore), non vi danno mai un telefono fisso ma solo numeri di cellulari, insomma non vogliono che ci sia modo di dimostrare che quel cane è stato comprato da loro.
Il motivo mi pare che balzi agli occhi: sanno già per certo che quel cucciolo è a rischio di ammalarsi/morire nel giro di pochi giorni…e quando cercherete di avere giustizia vi troverete a dichiarare che l’avete comprato lì, mentre il venditore negherà. Sarà la sua parola contro la vostra: e sarete fregati.

INDIZIO NUMERO OTTO: vi propongono razze inesistenti.

SPIEGAZIONE: l’unica razza canina ad avere una varietà “toy” è il barbone. Poi c’è il Russian Toy, razza di recentissimo riconoscimento.
Tutte le altre presunte “razze toy” non  esistono e non esisteranno mai. Così come non esistono al mondo varietà come “thiny”, “tea-cup”, “mini” e così via.
Le sole taglie riconosciute (ovviamente per le razze che ne prevedono più di una) sono “medio”, “nano” e – appunto, “toy” solo per il barbone.  Solo nello schnauzer esiste anche la taglia “gigante” e solo nel bassotto la taglia “kaninchen”. Tutto il resto è inventato di sana pianta, e mi pare scontato che proporre razze inesistenti sia un chiaro indizio di “cercare di fregare la gente”. Ci vuole veramente poco ad evitare queste trappole:  a questo link trovate l’elenco completo di tutte le razze riconosciute. Cliccando su quella che vi interessa potete  leggerne lo standard, che riporta immancabilmente le taglie, le varietà e tutto ciò che può farvi capire che cosa esiste e cosa no.

bidone5INDIZIO NUMERO NOVE: vi garantiscono che quel cucciolo sarà (a scelta): sanissimo/bellissimo/un sicuro campione… (e proseguite pure ad libitum con promesse varie).

SPIEGAZIONE: Nessun allevatore serio potrà mai dirvi nulla del genere.
Per quanto riguarda la salute, dev’essere ben chiaro a tutti che gli esseri viventi non si fanno con gli stampini e che qualsiasi essere vivente (anche se figlio, nipote, bisnipote e stranipote di cani sanissimi) può avere una malattia congenita/ereditaria.
A volte un gene bastardo se ne resta tranquillino, bello nascosto, per sette o otto generazioni… dopodiché incontra il suo amichetto del cuore nel corredo genetico di un partner, e ZAC! Salta fuori la magagna.
Ovviamente questo avviene in un caso su diecimila, se si controllano e si testano i riproduttori… però una persona seria vi dirà, appunto: “Ho fatto tutto il possibile perché non accada”. Se vi garantisce che non accadrà, è automaticamente un bugiardo, perché non può saperlo. Non è proprio sicuro al cento per cento che sia un cagnaro, ma sicuramente non è sincero.
Per quanto riguarda la bellezza, poi… non scherziamo. Se un allevatore potesse davvero capire che quel cane lì, che adesso ha due mesi, diventerà un campione… col cavolo che lo venderebbe! Perché non è che i campioni nascano sotto i cavoli, manco loro: riuscire a produrne uno è una faticaccia improba, e quando hai il vago sentore di esserci riuscito devono portarti via quel cucciolo puntandoti contro un kalashnikov. Poi, nove volte su dieci, campione neppure diventa… ma se solo pensi che possa andarci vicino, non lo vendi per nessun motivo al mondo.

INDIZIO NUMERO DIECI: cercano di rifilarvi un cucciolo di 45-50 giorni.

SPIEGAZIONE: non si deve (per vari motivi che abbiamo illustrato questo articolo) e soprattutto non si può. L’ENCI vieta la cessione di cani che abbiano meno di 60 giorni.

Sia ben chiaro: basta UNO SOLO di questi indizi per far sentire odore di fregatura in arrivo. Alcuni sono indizi particolarmente gravi, altri molto meno… ma ne basta uno qualsiasi per dire a chiare lettere che NON avete a che fare con una persona seria.
Ovviamente i più abili venditori (e più son cagnari, più sono abili: questa è una legge ineluttabile) si arrampicheranno sugli specchi per darvi spiegazioni, per trovare scuse, per inventare favole di ogni genere tese a farvi credere che sì, effettivamente quell’indizio lì (qualsiasi esso sia) potrebbe far pensar male, MA nel loro caso…
Se volete un consiglio spassionato, non state neppure a sentire la spiegazione. Appena vi imbattete in uno di questi indizi, dite che vi serve un po’ di tempo per pensarci e alzate i tacchi.
Il venditore, potete metterci la mano sul fuoco, vi informerà immediatamente che c’è una lista di attesa lunga da qui a laggiù per quel cucciolo, e se non lo portate via subito non potrete avere la certezza di ritrovarlo.
Pazienza, eh?
Tanto non lo volete più comprare. Neppure se avesse il musino più affascinante e tenero del mondo.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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