rifugio1di VALERIA ROSSI – Da allevatrice (ex allevatrice, a dire il vero… ma io mi sentirò allevatrice inside fino alla fine dei tempi), ovviamente sono convinta che la scelta migliore, specie per il neofita, sia quella del cane ben selezionato, allevato con amore e competenza, acquistato presso un Allevamento con la A maiuscola che non sia soltanto serio, ma anche in grado di abbinare il cucciolo giusto alla famiglia giusta.
Sono anche sicurissima che se tutti facessero questo tipo di scelta: a) il randagismo finirebbe nel giro di pochi anni e i canili si svuoterebbero; b) ci sarebbero in giro assai meno cani con problemi di salute e/o di carattere.
Purtroppo questa scelta la compiono ancora in pochi: o meglio, sarebbero pure molti, sulla carta… se non fosse che gli Allevatori veri & seri sono un numero infinitamente inferiore rispetto a quello dei cagnari che si autodefiniscono “allevatori” o (peggio ancora) che sono definiti tali dallo stesso ENCI.
Così la Sciuramaria ignara, convinta di andare nel migliore allevamento del mondo, torna a casa col cane dell’Est (magari strapagato), si incazza come una iena appena il cane comincia manifestare problemi di vario tipo e comincia a gridare ai quattro venti che gli allevatori sono dei criminali e dei ladri.
Non è colpa sua: lei ha perfettamente ragione, dal suo punto di vista. Le colpe sono di chi avrebbe modo, maniera e mezzi per fare informazione corretta (e magari per distinguere in modo chiaro gli allevatori dai canivendoli), ma non si sogna di farlo.
E siccome continua a non sognarselo da cent’anni… finisce che la Sciuramaria, quando il suo primo amico la lascia, annuncia ufficialmente al mondo intero che prenderà il suo prossimo cane in canile.
E qui si sente dire: “Ma sei pazzaaaa?!? Non sai che i cani del canile hanno tutti grossi problemi, il più delle volte irrimediabili? Con quello che hanno passato, povere bestie… non tornano mai ad essere cani normali! Per quei cani lì ci vogliono gli esperti, mica una persona normale!”
La Sciuramaria, a questo punto, resta spiazzata. E magari rinuncia proprio all’idea del cane.

rifugio2Ma hanno  ragione, coloro che mettono in guardia contro i “complicatissimi” cani del canile?
In minima parte sì, perché i casi difficili esistono (e andrebbero effettivamente affidati solo a persone esperte): ma da qui a pensare che questa sia la regola, ce ne passa!
In canile c’è pieno zeppo di cani normalissimi, che a volte non hanno neppure un passato particolarmente difficile (magari si sono semplicemente persi, o sono stati portati in canile dopo la scomparsa del loro umano, ma non hanno mai ricevuto maltrattamenti nè traumi), mentre altre volte l’hanno avuto, ma l’hanno brillantemente superato.
I cani sono animali dall’adattabilità pazzesca, capacissimi di dimenticare e di passar sopra anche alle peggiori esperienze.
Credo di avervi già parlato del rottweiler adottato da Vittoria Peyrani, un cane a cui il precedente proprietario aveva dato fuoco per liberarsene: oggi è uno dei cani più sereni che io conosca.
Avete seguito tutti la storia di Raùl, che era stato lasciato a morire di fame e di sete in una casa abbandonata: anche lui, prima di cadere vittima di una terribile malattia, era stato capace di superare quel terribile trauma e di diventare un cane davvero felice, anche se nel suo caso la mano esperta c’era voluta, perché i problemi comportamentali c’erano. Però si era “tirato fuori” anche lui: e certo, stiamo parlando di cani che sono finiti in mano a persone competenti… ma stiamo anche parlando di casi limite, di passati che nessun essere umano, probabilmente, avrebbe saputo superare e dimenticare.

rifugio3I cani sì. I cani ce la fanno. Forse perché la loro mente è più semplice, forse perché non capiscono i perché e i percome. Le cose, per loro, succedono e basta: senza responsabili, senza colpevoli, senza nessuno da odiare o da cui pensare di essere odiati.
Restano ferite nei loro corpi, a volte anche nella loro mente: ma quasi sempre sono ferite facilmente curabili.
Basta far capire loro che non c’è più nulla da temere, che sono al sicuro e che possono ricominciare a vivere: e loro ricominciano, sempre pronti a rimettersi in gioco.
Perché se c’è una cosa che i cani sanno benissimo (e noi, a volte, no) è di avere una sola vita e di dover prendere tutto quello che dà, nel bene e nel male. Quando arriva il bene, il male si mette via.  Si lascia alle spalle, si riparte da zero.
Si torna a godersela, questa singola e unica vita, più che si può.
I cani del canile, nella stragrande maggioranza, hanno già dimenticato il passato e sono pronti a ripartire.
Certo, anche loro hanno un subconscio, anche loro hanno dei segni difficili da cancellare: ma quasi sempre ci riescono.
E se per i casi estremi occorrono mani esperte, per tutti gli altri (che sono, appunto, la maggioranza) bastano persone normalissime, anche alle prime armi, anche al primo cane.
Non basta “l’ammmmore”, come ripeto sempre: ma basta un po’ di consapevolezza, basta aver voglia di capire cos’è un cane  e cosa si aspetta dalla vita (e da noi, che di quella vita diventiamo responsabili).
Ieri ho pubblicato una nota di Carmen Pasquali, che mi è piaciuta molto: ne riprendo qui un brano, perché sono assolutamente d’accordo con lei con questo concetto:

Le uniche cose certe di cui hanno bisogno TUTTI i cani sono:
– sentirsi parte integrante di un gruppo
– ricevere regole, limiti e direttive
– veder soddisfatti i loro bisogni primari e secondari
– avere una guida sicura che gli mostri il cammino
– avere certezze, sicurezza, protezione
– avere una figura di riferimento che gli infonda fiducia, calore e serenità
– sentirsi utili e avere qualcosa da fare
– ricevere amore e rispetto
– ricevere un’educazione adeguata al suo carattere
– svagarsi, socializzare, giocare
– relazionarsi in modo soddisfacente con i membri famigliari
– ricevere un insegnamento gratificante, adattato al carattere e all’individualità dell’allievo, che lo renda abile ad obbedire  quando richiesto.

rifugio4Sono cose che, con un minimo di cultura cinofila e un po’ di buona volontà, qualsiasi persona può offrire a qualsiasi cane.
Sì, certo, ci vuole anche l’amore (quello con una “emme” sola: quello vero, realistico, rivolto al cane per ciò che è e non a qualche figura mitologica partorita dalla nostra mente e mai esistita nella realtà): ma l’amore serve soprattutto a NOI per poter dare al cane tutte quelle cose lì.
A lui, per dirla tutta, non è che importi poi molto di essere amato. A lui interessa essere rispettato, sentirsi al sicuro, sapere che può contare su di noi.
Cani complicati, quelli del canile? Ma va là.
In grandissima parte, lo ripeto, esclusi i casi particolarmente difficili come quelli dei cani deprivati (e in generale tutti quelli che i traumi li hanno subiti in età infantile, quando i segni rimangono profondissimi e talora indelebili), i cani del canile sono cani che aspettano solo di potersi godere nuovamente la vita. E spesso se la godono ancor più degli altri, perché sanno che cosa significa “vivere male” e quindi apprezzano più degli altri il “vivere bene”.

rifugio5Certo, qualche problemino può esserci: alcuni mostrano sintomi di ansia da separazione (ma di solito, per chi esce da un canile, si tratta di un fenomeno passeggero: una volta assodato che non saranno più abbandonati, i cani si calmano); altri non ricordano  – o non hanno mai saputo – che non si deve sporcare in casa, e allora bisogna insegnarglielo come si fa con i cuccioli (ma un cucciolo può metterci settimane ad imparare, mentre un adulto di solito ci arriva in due giorni); qualcuno non conosce l’educazione e magari abbaia troppo, o fa feste troppo esuberanti, o ruba il cibo dal tavolo: niente a cui non si possa rimediare con un programmino di educazione.
Insomma, pensare che il canile sia una sorta di clinica per disadattati mentali è davvero sbagliatissimo: certo, qualcuno c’è, ma non è assolutamente quella la media.
L’importante è trovare un canile in cui lo scopo dei gestori, o dei volontari, sia quello di affidare il cane giusto alla persona giusta, e non quello di “levarsi di torno” qualsiasi cane affibbiandolo a chicchessia. Purtroppo succede anche questo, e purtroppo è proprio questo il motivo per cui qualcuno pensa che l’adozione sia sempre ad alto rischio.
Però non è così: è ad alto rischio solo quando la cosa è gestita da umani incapaci.
Ma è sufficiente, ancora una volta, far funzionare il cervello – e non soltanto il cuore – per informarsi un po’ prima, sentendo magari le voci di persone che hanno adottato cani prima di noi, per capire dove si può andare con fiducia e da dove, invece, è meglio tenersi alla larga.
Dopodiché il cane giusto – il cane “normale”, il cane-cane – lo troveremo sicuramente e potremo portarcelo a casa senza alcun timore.  Perché lui aspetta soltanto di ricominciare a vivere: e il passato… è passato.

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34 Commenti

  1. Articolo favoloso, e grazie per questo:

    “se non fosse che gli Allevatori veri & seri sono un numero infinitamente inferiore rispetto a quello dei cagnari che si autodefiniscono “allevatori” o (peggio ancora) che sono definiti tali dallo stesso ENCI.”

  2. ma chi lo vuole il cane tranquillissimo del canile? dove faccio volontariato e’ zeppo di cani pronti per chi non l’ha mai neanche visto in fotografia, un cane: belli, sani, tranquilli ed educati nei limiti del tempo messo a nostra disposizione (gratuitamente) da educatori e nei limiti di noi volontari (molti dei quali, come me, hanno una infarinatura di cultura cinofila).
    Ma, ripeto, chi li vuole? Non sono stati picchiati da piccoli, hanno tutte e quattro le zampe, tutti e due gli occhi, la coda e le orecchie, sono troppo normali. meglio un bel cane che ne ha passate tante che uno che ha vissuto non magnificamente, ma abbastanza serenamente l’esperienza del canile.

    • Io Daniele, l’ho voluto un cane normalissimo. Fionda l’ho presa in canile, mix caccia(un po’ levriero un po’ pointer un po’ segugio un po’ bracco). Quando l’ho presa aveva 3 mesi e dieci giorni. Nata in canile da mamma accallappiata gravida. E’ stata adottata e poi portata indietro perchè “esuberante” da una coppia con una bimba di 6 anni. Poi l’ho presa io. M’ha fregato il cibo dal tavolo, certo. All’inizio spiscettava dappertutto, certo. Magari per farti le feste ti saltava in braccio, certo. E quando la lasciavo sola piangeva. Problematica? Assolutamente no. Una cucciola meravigliosa, socievole, curiosa. Vogliosa d’imparare. E’ due mesi che sta da noi a casa, ha già imparato tantissimo, fa i bisogni fuori, sta sotto la sedia al ristorante mentre mangiamo(noi). Posso addirittura lasciarla senza guinzaglio quando giriamo in posti isolati e senza auto, non si allontana più di 10 mt da noi. Questo è il cane portato indietro perchè esuberante. Fate voi. Certo che è esuberante mio dio, è un cucciolo! ….
      Però devo fare una precisazione. Quando sono andato in canile, parlando con il volontario l’ho informato di essere al mio primo cane. Beh, m’han proposto, prima che io scegliessi lei, un cane di 2 anni, 40kg, in isolamento per problemi di mordacità. Evidentemente è anche una politica di affidi “spingere” i cani più problematici, probabilmente pensano che quelli “normali” vengano affidati con meno difficoltà. Sbagliatissimo a mio parere.
      Vista l’esperienza che ha passato il mio cane, non mi stupirei che il cane mordace dato al perfetto neofita torni in canile nel giro di 3-4 giorni, facendogli rivivere lo stress da abbandono più e più volte. Ma io proprio certe politiche non le capisco, evidentemente è un mio limite… Complimenti per l’articolo Valeria

  3. certo non sono stati corretti con te, la politica della struttura in cui faccio volontariato e’ esattamente opposta. premesso che non abbiamo cani mordaci ma alpiu’ cani diffidenti, che non hanno avuto la giusta impregnazione umana, noi proponiamo i cani piu’ equilibrati e amichevoli con l’uomo e teniamo conto anche di esigenze particolari quali altri cani gia’ in famiglia, gatti (alcuni cani sono sufficientemente testati anche con gatti). Sono comunque contento che la tua esperienza sia stata positiva.

    • Corretti… ahahah. Mi viene da ridere. Visto che ne parliamo, rubo ancora due righe di spazio per raccontare un simpatico aneddoto. Andiamo io e la mia ragazza al canile decisi, volgiamo adottare il cane. Scegliamo un cane di 6 mesi, che però deve essere sterilizzato prima dell’affido. Il volontario mi fa: la sterilizziamo in settimana e poi ti chiamo, puoi venire il prossimo sabato? Io: no, sono in toscana il prossimo we. Passerò il lunedì successivo, ok? Lui: certamente, facciamo il preaffido. Firmo moduli, compilo schede. Mi chiamano 5 giorni dopo(un giovedì pomeriggio) dicendomi di andare a prendere il cane che è stato sterilizzato. Io ripeto che causa imminente viaggio in toscana e non potendomelo portare dietro(che poi, appena sterilizzato magari 500km di macchina glieli risparmiavo volentieri) sarei passato il lunedì(3 giorni dopo!) Morale, l’hanno affidato a altri….. Non mi sento di dire altro. 🙂

  4. Lo ammetto, quando ho deciso di prendere il mio primo cane l’opzione canile l’ho scartata proprio per questo motivo. Son al primo cane, son incapace, non voglio rischiare che mi arrivi il cane gia problematico. Prendo un cane di razza, ben allevato, “bianco” che a rovinarlo ci penso da sola.
    Certo sapevo che mica tutti i cani di canile sono casi problematici, quello di cui non riesco a fidarmi sono le persone che ti danno il cane.
    Coi cani non ho esperienze, ma ne ho avute molte con i gatti, sempre presi in rifugio, dal veterinario etc. E la maggior parte delle volte mi han dato la fregatura. E le peggiori fregature sono arrivate da dove mai ce lo saremmo aspettato… non faccio nomi enCOFFCOFFpa.
    Perchè evidentemente è normale che alla famiglia con bambina dai il gatto terrorizzato dai bambini e a chi ti chiede un gatto che per lo meno non sia da pastiglizzare ogni giorno, per motivi logistici, tu dai il gatto epilettico, no?
    E a chi ha gia un gatto in casa, sano, dai il gatto felv spacciandolo per negativo.

    Ci saranno la fuori anche persone serie, ma quando ti son capitate varie disvventure, per altro con enti di cui pensavi di poterti fidare, reputati seri, è dura ridare fiducia altrove.

  5. Stavo già pensando che mi faccio le paranoie sul mio cane da canile quando arrivo al paragrafo tra parentesi dove i traumi infantili sono forse gli unici indelebili….ecco, non sono paranoie le mie….grazie per avermi tolto il dubbio e messo l’ anima in pace. 🙂

  6. come è vero che esistono allevatori seri e altri no, la stessa cosa succede per i canili e chi li gestisce …

    certo se uno decide di prendere un cucciolo grosse sorprese non dovrebbe averle, l’unica incognita è quanto sia stato con la madre … certo non è una cosa da poco ma io, nel 2002, presi(mi fa schifo dire comprai ma è così) un cucciolo di pastore tedesco da un allevatore che me lo consegnò quando aveva appena 37 giorni …

    se invece si fa la generosissima scelta di prendere un cane adulto, bisogne essere certi di avere a che fare con persone ‘capaci’ di affidarti il cane giusto, di spiegarti tutto quello che c’è da sapere e anche di seguirti quando hai bisogno

    nel canile dove faccio volontariato io ci sono persone ‘speciali’ di cui puoi fidarti, fanno una specie di ‘terzo grado’ a chi viene per adottare un cane, terzo grado che spesso viene visto come una ‘rottura di palle’ però è necessario perchè sappiamo bene che è una cosa terribile quando i cani vengono riportati indietro (motivi più frequenti di restituzioni: perde il pelo, il cucciolo fa la pipì in casa, non fa la guardia, abbaia, ecc…) 🙂

    io ho avuto due cani presi al canile ed uno ‘comprato’ da un allevatore … sono stati, Astra lo è ancora, tutti meravigliosi!

  7. Ho tre cani, di cui una presa in canile ed una gatta presa da una volontaria di un’associazione già “citata”. Tutti sani (se si escludono i problemi legati all’avanzare degli anni) e senza particolari problemi. Forse ho avuto fortuna o buon senso nella scelta, forse ha aiutato informarsi prima (sopratutto sulla gatta, visto che non ne avevo mai avuti). Nel portare a casa Emma (Breton obesa, artitrica e ‘vecchietta’ dal canile ho semplicemente pensato che ad ogni eventuale problema avremmo trovato una soluzione, che fosse ‘casalinga’ o professionale.

    Non credo esista mai il bianco e nero, ma sempre la consapevolezza, il buon senso e la conoscenza ed in questi mesi Valeria ha contribuito non poco ad aumentare la mia.

  8. Cara Valeria, facciamo l’ipotesi che, dopo aver letto il tuo articolo, mi venga voglia di prendermi un cane in più, partendo dal presupposto che dove ce ne stanno nove ce ne possono stare pure dieci (presupposto non dimostrato fino in fondo ma insomma posso provare a sostenerlo) soprattutto perchè sono dotata da maggio di campo di agility (ancora senza attrezzi ma a fine mese sarà pronto) che sta rivelandosi una bella valvola di sfogo (non li ho mai visti correre e divertirsi tanto, sono uno spettacolo).
    Di nove cani, (cinque anziani che non corrono più ma fanno la rally) otto hanno il pedigree per via che l’ Enci dichiara un cane campione nazionale di agility solo se ha il pedigree ed almeno un “molto buono” in una prova di bellezza.
    Quindi generalmente quando prendi un cucciolo nuovo lo prendi con il pedigree per non chiuderti la possibilità del titolo.
    Dato che però, pur rimanendo innamorata persa dell’agility, dopo 13 anni, mi sono rotta le balle dell’Enci, delle gare, dell’agonismo sfrenato, dei tempi di gara sempre più bassi che di fatto escludono tutte le razze canine se si eccettua i soliti border e shetland (manco più i jack russell vanno bene adesso, la mia jack più forte è finita fuori tempo per ben due volte) e dato che è da molto tempo che penso che una come me, sessantottina doc, un cane al canile, dopo tutti ‘sti pedigree, è politicamente corretto che se lo prenda, sono a chiederti consiglio.
    Come si sceglie un canile?
    Come me lo scelgo un cane (anche adulto, mica ho bisogno necessariamente del cucciolo)con il quale poter fare poi agility?
    Dal punto di vista fisico me la cavo, non troppo piccoli nè troppo fragilini, ma non sono affatto sicura di me stessa per quanto riguarda l’aspetto del carattere che è poi la cosa più importante.
    Sospetto che siano domande da tre milioni di dollari ma, se non le faccio a te, a chi le faccio?

      • Approffito della cosa per chiedere: prima o poi i libri in formato elettronico nel tuo shop (che spero si amplino come titoli nel tempo XD) saranno disponibili prima o poi nei formati ‘giusti’, cioè epub (e eventualmente mobi)? Perchè il PDF negli ebook è IL MALE e leggibile decentemente solo sui tablet o i reader molto grandi (che non vengono più fabbricati, ormai il massimo è 6-7 pollici).

  9. E’ proprio diffusa questa voce, però devo dire che l’ho sentita più su internet che dalle mie parti (cioè, dalla bocca di una persona davanti a me). Qui più che altro si parla dell’opposto, ovvero il brutto e cattivo allevatore -___-
    Anche il mio Kibone, entrato nella nostra famiglia a gennaio dopo dieci anni di canile, deve averne passate. Quando gli abbiamo fatto la radiografia, abbiamo scoperto dal nulla (non ne sapevano niente neanche i volontari) che ha una gamba piena di pallini di fucile! Essendo un simil husky, in verità la cosa non mi stupisce più di tanto. La teoria di famiglia è che sia stato impallinato da qualche contadino furioso per il prematuro trapasso delle sue galline, motivo che probabilmente avrà anche spinto l’emerito deficiente che l’aveva acquistato a piazzarlo in un canile (un pò come mettere una ferrari in un’autorimessa, visto lo spirito di Kiba)…o ad abbandonarlo per strada. Ma adesso Kiba è di nuovo felice, e anche lui ha quasi del tutto dimenticato il suo passato. Dico quasi perchè tutt’ora ringhia a mio padre, che a detta delle volontaria assomiglia al tizio che gestiva il canile. E non solo gli ringhia, ma lo fa senza apparente timore. Gli si avvicina scodinzolando a coda alta, quasi come se si imponesse. Stavo per portarlo ad un campo appunto per cercare di risolvere il problema, ma si è rotto il crociato, quindi si è fermato tutto! Comunque i dieci anni di stenti sembra che abbiano avuto un effetto tipo ibernazione: lui è stato lì fermo, nel nulla della routine, e ora che noi l’abbiamo “scongelato” ha ripreso ad essere folle e felice di vivere come doveva essere da giovane (quando mi hanno parlato di riposo assoluto dopo l’operazione mi è venuto da ridere!).

  10. Grazie Valeria,
    e posso confermare che è proprio vero, difficilmente un cane che può scegliere di stare bene decide di continuare a star male e in questo direi che sono molto più intelligenti di noi, vorrei avere una mente più semplice anch’io!
    Io ho 4 cani adottati, 2 prese da cucciole e 2 da adulti, sono una di quelle che adotta i cani un po’ disastrati, ma non quelli che fanno tanto scalpore su internet e ricevono tante richieste di adozioni (che spero sempre vengano ben ponderate), ma di quelli che arrivano dai canili privati più, passatemi il termine, sfigati d’Italia, e quindi hanno poca risonanza, e infatti dei miei cani solo una è sana, a una manca mezza zampa una ha dei seri problemi alle zampe ed è zoppa (nonostante sia già stata operata e segua una fisioterapia costante) l’altro è sordo e con una malattia degenerativa agli occhi, la mia è stata una scelta consapevole sapevo di avere la disponibilità economica e le capacità atte a prendermi cura di loro al meglio, però vorrei sottolineare (in risposta ad un commento che ho letto sopra) che non è che un cane portatore di handicap non possa essere un cane equilibrato, anzi i cani hanno una straordinaria capacità di adattarsi e in alcuni caso, specie se sono nati così (come le mie 2 femmine) non hanno neanche la consapevolezza di essere diverse! Ben diversi i problemi derivati dalle ferite dell’anima, ma anche quelle vengono superate se ben gestiti, 2 dei miei “mostrini” prima di giungere da me ne hanno passate tante, ma proprio tante, il lavoro da fare non è stato poco, specie con uno, e credo non finirà mai, ma caspita se si sono abituati a stare bene! A ricevere amore e attenzioni! E cosa più difficile, a fidarsi, amore ne han sempre dato, ma quello che arriva con la fiducia è enorme e indescrivibile! Insomma si alle adozioni, ma consapevoli.

  11. Ma certo che i canili sono pieni di cani normalissimi. Io e mia zia abbiamo preso due cagnette (meticcia di piccola taglia lei, similsetter io) da un canile comunale della zona. Nessuna delle due aveva o ha mai creato problemi. Ci hanno messo una settimana ad ambientarsi: durante la prima settimana erano intinmidite, silenziose, spaesate. Poi è emerso il loro carattere: normalissimo e pure abbastanza equilibrato. Non era il nostro primo cane ma non siamo certo cinofile esperte. Eppure la cagnetta ce la siamo scelta noi: mia zia per “colpo di fulmine”, io un po’ per simpatia verso i cani da caccia un po’ per osservazione della cagnetta. C’era anche un altro cane che mi piaceva molto, ma aveva difficoltà a relazionarsi con gli altri cani e, siccome avevo detto che intendevo tenerne due insieme, la volontaria del canile mi ha onestamente informata del problema. Così è venuta a casa con me Diana. Fa parte della mia famiglia da 5 anni e ci vogliamo un gran bene. Che poi sia un cane perfetto, beh no, ma quello esiste solo nei nostri sogni.

  12. Diciamo anche che i canili sarebbero vuoti se più gente sterilizzasse i propri cani!!
    E non, come vedo su certi siti di annunci, gente che cerca il “fidanzatino/a” del proprio cane meticcio o non, solo per togliersi lo sfizio di far accoppiare il suo cane (che poi,fatto una volta, lo vorrà rifare altre mille e non so cos’è peggio)…
    E poi è giusto che certi veterinari dicano ai clienti che il loro cane sta male perchè è arrivata la primavera e quindi DEVE dare sfogo ai suoi istinti?!?! Ma se fosse così nascerebbero milioni di cani ogni giorno!!
    Per non parlare dei cuccioli che arrivano dall’est e della gente che continua a comprarli, nonostante l’informazione sia aumentata nel corso degli anni..
    Io non riesco più a concepire il fatto che in una vetrina vedi bei vestiti con relativo prezzo e nel negozio accanto, cuccioli in vetrina con possibilità di pagamento RATEIZZATO! e ancora una cosa, che non c’è scritta sull’insegna: garanzia di 2 settimane (?) nel caso in cui il cucciolo non sopravviva te ne danno un altro……. ma esiste il carcere per questi “negozianti”?
    Scusate lo sfogo ma in questi giorni ne sento di tutti i colori, e, tra l’altro, grazie Valeria per i tuoi articoli, questo lo girerò a una signora che mi ha chiesto aiuto nel trovarle un cane meticcio ma mi ha specificato non dal canile perchè hanno problemi…
    Speriamo veramente di far sparire questi luoghi comuni, i cani (certo, non quelli che hanno subito traumi pesanti) fortunatamente vivono il presente e ci danno sempre modo di stupirci.
    Ne approfitto per ringraziare tutti quelli che si occupano di canili, associazioni, chi fa giusta informazione e quant altro, perchè se lo meritano e perchè i piccoli gesti possono fare grandi cose.
    Aurora

  13. Confermo tutto, anch’io al mio terzo cane ho optato per una cagnetta “gia’fatta”, di 3 anni, precisamente 3 anni di prigionia quasi totale. E’ evidente che le sono mancate tante cose, soprattutto l’abitudine a familiarizzare con la vita di citta’, che la disorienta e fatica a capire. Ma posso dire che specialmente nelle prime settimane era cosi’ tanta la voglia di farsi accettare che siamo riusciti a insegnarle tantissime cose, compresa la questione dei bisogni che in 2 giorni si e’ risolta senza problemi. E tanta e’ la voglia di giocare che si fatica a credere che abbia 3 anni e tutti la prendono per una cucciolotta. E l’affetto che ci ha dimostrato da subito è qualcosa che ripaga di qualunque cosa! Ringrazio di cuore le ragazze del canile che me l’hanno affidata non senza avermi saputo consigliare e non posso che augurare a chiunque voglia un amico peloso un’esperienza come la mia! L’ho presa nel canile di finale ligure (pubblicità!!!)

  14. “L’importante è trovare un canile in cui lo scopo dei gestori, o dei volontari, sia quello di affidare il cane giusto alla persona giusta, e non quello di “levarsi di torno” qualsiasi cane affibbiandolo a chicchessia.”

    Esatto 🙁

  15. verissimo: quando ho preso i miei due cani dal canile, ero molto preoccupata. E se non sarò capace? E se non andranno d’accordo con i gatti? E se saranno problematici?
    Ci è voluto un anno, ma ora il rapporto è pieno e felice, loro si fidano di noi e sono buoni e dolci. E’ una bellissima esperienza, e il merito non è solo dei cani “buoni”, ma anche del canile che li ha tenuti moto bene, e della volontaria con cui noi abbiamo avuto contatti, che ci ha rassicurati, ha fatto le varie “prove gatti”, e non ha MAI insistito per convincerci o farci pressione.
    Infatti, anche il secondo cane è venuto dallo stesso canile, a perugia.

  16. Ciao Valeria , avrei bisogno di un consiglio, ieri io e mio marito abbiamo fatto visita al canile di Cossato, bella struttura pulita e con persone molto gentili e abbiamo visto un cagnolino sui sei kg maschio molto dolce e socievole (sia con i cani che con gli umani) il poveretto pero’ è sordo…… la cosa mi lascia un po’ perplessa non vorrei non essere capace di insegnargli le cose (tipo a non fare i bisogni in casa ) noi abbiamo già una cagnetta femmina di 7 anni e viviamo in appartamento .Grazie ilaria

  17. Io sono disperata col mio cane meticcio simil spinone e forse Drahthund,chi lo sa. Preso 6 anni fa in canile! Aveva due anni.Nella mia piccola città, con mille “questo è il cane che fa per voi”. Ho spiegato che ho bambini piccoli e un gatto..abito in montagna. Certo, avremmo fatto degli errori,ma ha mostrato subito un comportamento predatorio fortissimo, gatto e soprattutto mia figlia più piccola e gli amici dei miei figli. Ha tentato di morsicare 8 volte dei bambini anche grandicelli 11-13 anni senza motivo apparente. Non parliamo poi di quando li vede correre. Non abbiamo avuto il coraggio di riportarlo indietro. A nulla sono valse scuole di rieducazione. E’ come se lui ad un certo punto perdesse la testa. Stiamo facendo una vita difficile e piena di ansia. Mai più. Ora lui ha 9 anni e cosa ci aspetta?

  18. Vorrei aggiungere: dopo un’esperienza così difficile, quale cane un domani ci consilgierebbe, Valeria? Cucciolo, di razza, di nuovo canile..? Io sono cresciuta con i cani ed è sempre andata bene, forse perché ero con i miei genitori. Ma convivere con l’ansia che il tuo cane possa da un momento all’altro scattare e fare del male è davvero stressante. Sicuramente c’è una parte di nostra responsabilità. Ci siamo ritirati e lui si è iper-responsabilizzato. Ma l’ultimo educatore ci ha proprio detto, lui e voi non siete compatibili.ma mai potrei riportarlo al canile. Fa parte della famiglia. Vorrei solo che questa esperienza non ci segnasse per sempre..Altro pensiero: potrebbe giovargli una compagnia canina?

    • E’ vero che esistono umani e cani poco compatibili (e sarebbe preciso dovere di chi gestisce i rifugi fare in modo che non finiscano mai insieme…ma per questo ci vogliono conoscenze e competenze che spesso i volontari non hanno): però è anche vero che non basta dire “eh, avete sbagliato, ciao”. A tutto c’è rimedio, se non totale, almeno parziale. Prima di pensare al domani, quindi, io penserei all’oggi. Una compagnia canina? Chissà: magari gli sarebbe utilissima, magari peggiorerebbe le cose. Ci vuole la sfera di cristallo… però un tentativo si potrebbe fare, magari facendosi “prestare” una cagna amica per qualche giorno (NON una cagna di canile: illudere un cane e poi riportarlo indietro se non funziona per me è una carognata bella e buona).
      Io cercherei l’aiuto di qualcuno che sappia dirvi qualcosa in più di “non siete compatibili”…

  19. Grazie! Nel frattempo leggo volentieri il Suo libro sull’adozione. Non per fare “mea culpa” ma per imparare e andare avanti con un po’ più di fiducia. Il nostro Frodo rimane con noi, questo è certo e proveremo nuove “strategie”. Complimenti per il Suo interessantissimo blog.

  20. Ho adottato un meticcio di un anno al canile…il problema è che da quando è arrivato non fa altro che fare pipi in casa e bisogni in terrazza.
    L’ho fatto uscire, siamo stati in giro più volte al giorno per molto tempo al freddo e al sole ma di fare i suoi bisogni all’esterno non ne vuole sapere!
    Non so più che fare è dolcissimo ma sto impazzando a pulire escrementi in continuazione non posso continuare così, ditemi che è possibile fargli capire che la casa non è il suo wc personale!

  21. i nostri due cani vengono da canili… uno preso anziano dopo una vita prima di randagismo poi di detenzione (8 anni in una cella senza recinto è arrivato che faticava a fare un gradino), l’altro preso un anno dopo adulto. entrambi un po’ dichiaratamente “difficili” non perchè molto aggressivi ma uno inibito e spaventato da tutto, l’altra non doveva aver mai visto niente del mondo e quindi tutto la terrorizzava e aveva anche il ringhio facile e quindi hanno richiesto impegno. per noi è stata (è) una bella esperienza. i cani come scritto nell’articolo, sono molto bravi a lasciare le cose brutte al passato. oggi sono sani equilibrati e sereni. li portiamo ovunque (e sono grandi!) sono abituati a stare liberi. ci sono voluti mesi di “lavoro” ma che soddisfazione vederli trasformarsi, e anche per noi, una scuola di vita, siamo cresciuti insieme.
    noi eravamo alle prime armi, abbiamo chiesto aiuto bien sure, ma se l’amore è “impegnato” s’impara e si fa. naturalmente il prossimo come per la seconda: quello che non riescono a dare via per problemi caratteriali. il miracolo che avviene sotto i tuoi è occhi è fantastico, fosse per me ne prenderei uno all’anno…

  22. Non so come sia la situazione nel resto dell’Italia, ma nel mio canile comunale sono stato tutti correttissimi. Il cane che avevo scelto era fobico, probabilmente di esserti umani ne aveva visti pochi nel suo anno e mezzo di vita e in canile c’era rimasta solo un mese. Oltre al fatto di essere appena stata separata dalla sorella.
    Me l’hanno detto subito: per niente aggressiva ma assolutamente terrorizzata dalle persone.
    Ci hanno fatto il questionario (seriamente), ci hanno incoraggiato a portarla a casa (dopo un mese di approcci con bocconcini andati a vuoto) nonostante le sue fobie (non sto dicendo che dovrebbero far portare a casa tutti i cani indipendentemente dal loro problema, ma nel nostro caso è stata la scelta giusta) e soprattutto, una operatrice ci ha accompagnato a casa e si è assicurata che il cane potesse viverci (avevano e abbiamo tuttora un gatto bisbetico e mio fratello aveva solo 5 anni).

    Ripeto di non avere idea di come funzioni nel resto dell’Italia, ma il rifugio privato accanto al canile comunale spala m**** sul primo, mettendo in guardia possibili “clienti”, ritenendolo un concorrente. Ora, io ho fatto volontariato in canile e so come funziona (il mio), ma se addirittura i “colleghi” si danneggiano a vicenda mi chiedo che razza di messaggio pensano di passare al pubblico.

  23. Poveri cani del canile, ma lasciateli vivere in pace, c’è chi gli vuole bene anche se non sono perfetti, lasciateli dove sono piuttosto!
    Se desiderate un cane del canile, andateci a fare volontariato prima di dare giudizi stupidi, conoscete chi sono ed il loro carattere ed esigenze, vedrete che farete fatica sceglierne uno perchè sono tutti fantastici.
    Portarli a passeggio, pulire i loro box, fargli il bagno, coccolarli,… vi farà capire un pò di più con chi avrete più empatia.
    Per chi ha voglia di conoscere il proprio cane in maniera profonda e diversa un cane del canile ha un qualcosa in più e da molto.
    Senò prendetevi un cucciolo e crescetelo a vostro piacimento.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.