pubblicoexpo4di VALERIA ROSSI – Quelli che le expo le vanno solo a vedere si dividono in tre categorie:
a) quelli che non hanno cani (e vanno spinti dalla curiosità, magari perché pensano prima o poi di prendersene uno. Ma anche no);
b) quelli che il cane ce l’hanno, ma non di razza pura: quindi non possono iscriverlo all’expo.
Questi, a loro volta, si dividono in due sottocategorie:
b1) quelli che vanno per criticare i cani di razza perché “come i meticci non c’è niente, sono più intelligenti, più robusti, più tutto”;
b2) quelli che vanno per criticare i cani di razza perché “un amico non si compra”, perché “queste vergognose esibizioni turbano la dignità dei cani”, perché “questi poverini, guardate come soffrono ad essere toelettati e pettinati”… eccetera eccetera;
c) quelli a cui dei cani non può frega’ de meno, ma “portano i bambini a vedere”, esattamente come li porterebbero allo zoo.

pubblicoexpo1Quelli che non hanno cani, immancabilmente, si ritengono enciclopedie cinofile viventi: anche perché si sono comprati la “Guida completa alle razze canine” e sono ormai convinti di sapere tutto lo scibile canino.
Qualcuno se l’è comprata perché i cani gli interessano davvero, anche se per motivi di vario genere non può tenerne uno; qualcun altro se l’è comprata il giorno prima dello show per far colpo sull’amica o sulla strafiga abbordata due giorni prima, che purtroppo (per noi) gli ha detto che “le piacciono i cani”.
Il fatto è che nessuno al mondo (neanche i giudici ENCI…) riesce a ricordare davvero le caratteristiche di tutte le razze esistenti: è già grasso che cola se si ricordano i nomi. E infatti non se li ricordano.
Vanno per assonanza, vanno a orecchio e quell’orecchio è tutt’altro che assoluto.
Se riesci ad identificare uno di questi spettatori (specie nella versione “devo far colpo” sulla strafiga, ma anche solo sull’amica più Sciuramaria di lui/lei)  e ti ci metti alle costole, hai sicuramente trovato un modo divertente di passare il tempo in attesa del tuo turno.
Sentirai infatti dialoghi tipo “Dogo bordò? Ma non è proprio bordò, è più sull’arancione…”, oppure “Perché si chiama pastore belga Maligno? A me sembra buono”, o  “Vedi? Quello lì è il prizbull a gamba corta, si chiama Qualcosa Bull Terrier, non mi ricordo bene, poi ce n’è anche un altro col nome uguale però a gamba lunga”.
Se prima o poi non toccasse a te e non dovessi presentare il tuo cane, persone come queste non le lasceresti più.
Verrebbe da portarseli a casa e metterseli in salotto al posto della TV, perché ti divertono il doppio.
Il top, comunque, lo raggiungono quelli che non si limitano a citare i nomi delle razze, ma si lanciano anche su carattere ed attitudini (specie quando sperano di conquistare la strafiga): così li senti spiegare che “vedi, il setter irlandese è bellissimo ma è difficile tenerlo in casa perché ha bisogno di fare moltissimo movimento. Ha una falcata eccezionale, può percorrere moltissimi chilometri, e…”
A questo punto la strafiga fa la faccia un po’ perplessa e gli chiede: “Ma davvero? Con quelle zampette lì?”… perchè quello che il Sciurmario le sta descrivendo in realtà è un bassotto a pelo lungo fulvo (e se state pensando “mavalaaaaaaaaaa’!”, sappiate che a questa  scena ho assistito con i miei occhi).

pubblicoexpo2Quelli che il cane ce l’hanno, ma non di razza, sono l’esatto opposto: NON mettetevi alle loro costole se non volete essere arrestati per aggressione dopo dieci minuti.
Perché questi (anzi, queste, perché sono quasi tutte donne. Gli animalisti maschi ovviamente ci sono, ma almeno sono coerenti e, non amando i cani di razza, non vanno neppure a vedere le expo. Invece le femmine ci vanno spinte dal Sacro Fuoco della Conversione: sperano di convincere tutti i presenti a pensare che i cani di razza pura siano una cosaccia immonda. Sono un misto tra i testimoni di Geova e i più fanatici tra i vegani fanatici)  fanno venire troppa voglia di uccidere.
Iniziano a girare intorno al vostro tavolo da toelettatura esibendo faccette schifate, nasini storti, smorfiette di disgusto: e già ti rompono i coglioni prima ancora di aprire bocca.
Poi, purtroppo, la aprono e danno la stura a tutta la retorica del razzismo al contrario: dal “poverino”  (eh, si sa… ci son cani che son morti a forza di pettinarli…), al “ma le sembra bello costringere questa povera bestia a sopportare tutto questo?” (di solito mentre il cane è capottato sul tavolo con aria di squisita beatitudine e col fumetto che dice “sìììììììììì ancoraaaaaaaa… spazzolami ancora un po’ la pancia, che mi piace tantooooooooo”), fino al “comunque gli allevatori sono come i nazisti, con questa fissazione della razza pura. Vergogna! Ammazzare un cucciolo perché non è del colore giusto! Infami!”
E tu, che magari hai due Louis Vuitton sotto agli occhi perché hai passato la notte dal veterinario a cercare di rianimare un cucciolo poco vitale, sbattendotene altamente del suo colore, ti salvi dal raptus solo se il commissario di ring chiama la tua classe proprio in quel momento.
In caso contrario il raptus ti viene, cominci a coprire di insulti la cretina, il tuo cane ti dà ragione e le abbaia… e lei conclude, allontanandosi (ma di poco): “Ecco, e poi questi poveri cani torturati dal mattino alla sera diventano tutti aggressivi!”

pubblicoexpo3Quelli che portano i bambini allo zoo sono i più pericolosi in assoluto: perché l’expo canina ha un enorme vantaggio rispetto allo zoo, e cioè il fatto che gli animali si possono toccare!
E fosse solo “toccare”… ma si possono anche pastrugnare, pasticciare, smanacciare (rigorosamente SOLO quando hai appena finito di toelettarli), gli si può far cadere in testa la coca cola (idem), gli si possono allungare pezzi di brioches, merendine, cioccolatini (velenosi, per i cani) e qualsiasi altra immonda schifezza il pupo stia ingurgitando (e se provi a dire “no, per favore”, ti guardano con la stessa faccia da “dagli al bieco torturatore!” che inalberano le deficienti di categoria b2); dopodiché si possono accarezzare per benino, da cima a fondo e schiacciando ben bene il pelo, con le mani sporche delle stesse immonde schifezze di cui sopra (con particolare predilizione per il cioccolato).
Nel frattempo non è escluso che la mammina dia lezioni di cinofilia: come in “Vedi che bello il cane corsico? Su, fai una bella carezzina al cane corsico…”; o l’altra alternativa “No, quello non lo toccare, che è un ruzzvailer e ti mangia” (era un labrador nero).
“Invece guarda questo che morbido, questo lo puoi toccare perché è buono” (era un pastore maremmano abruzzese, “buono” in quanto bianco. E se non intervieni prontamente, quello era un bambino. Se invece intervieni prontamente, la mamma si offende).

Per le expo, ogni tanto (ma raramente) vedi vagare anche qualche persona normale, civile, che osserva senza smanacciare; che magari apre la bocca per chiedere anziché per pontificare, e che magari aspetta che siano finiti i giudizi prima di cominciare ad attaccar bottone; che non si piazza esattamente sull’entrata del ring quando chiamano la tua razza (“eh, ma da qui vedo meglio, non c’è nessuno!”. Per forza, non c’è nessuno… perché quella è la porta da cui si entra e si esce: ma se tu la occupi restiamo tutti fuori – o tutti dentro, a scelta – a vita!); che non si offende se hanno appena chiamato la tua classe, tu stai dando gli ultimissimi ritocchi al pelo, lui ti chiede: “Ma quanto mangia? Ma quanto pesa? Ma da che cani deriva? Ma è vero che l’hanno fatto in laboratorio? Ma morde?” (risposta standard: lui no, io sì) e tu non hai tempo di rispondergli.
Perché il bello è che quando i giudizi sono effettivamente finiti, e tu non hai più niente da fare fino all’inizio del ring d’onore (solitamente passano mesi, e tu ti annoi a morte), nessuno viene più a chiederti niente: il visitatore medio viene a chiedere informazioni SOLO quando stai cercando il ring, o quando stai toelettando, oppure quando sei appena entrato con tavolino, ciotole, valigetta dei pettini, kennel impilati, due cani al guinzaglio che tirano in direzione opposta, un diavolo per capello e nessun cartello che indichi dove cazzo stia la segreteria.
Ecco, se proprio in quel momento lì arriva la Sciuramaria che ti abborda con “Belli, di che razza sono? Quanto costa un cucciolo?”,  il vaffa mi pare proprio il minimo.
Eppure le Sciuremarie si offendono e tornano a casa dicendo alla famigliola che è proprio vero, i cani è meglio prenderli in canile: anche perché gli allevatori sono tutti dei gran cafoni.

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45 Commenti

    • Molto bene.Le esposizioni sono una cosa carina e ci si puo anche divertire ma: L ENCI è un associazione a delinquere e le esposizioni sono fatte spesso in modo schifoso,almeno qui al sud.Io abolirei da maggio fino a settembre le expo di mattina perche molti cani creati dall uomo e sottoscritti dalla stessa ENCI come razza spesso ci lasciano le penne per il forte caldo.

  1. Ho una meticcia carina carina, pelo bianco e oro, naso rosa e occhi verdi, non posso portarla ad un’esposizione ed è un vero peccato, ma amo le expo sia perché mi piacciono i cani, di tutte le razze e mi piace imparare, sia perché ci va mio marito che alleva una razza in particolare, non rientro nelle categorie qui descritte, meno male! 😀 😀

  2. Faccio parte della quarta categoria che non c’è, quelli che hanno il cane di razza ma vanno solo perchè: gli piace stare in compagnia degli allevatori del proprio cane e con altri (quindi “parenti” acquisiti) che hanno la stessa razza; per tifare per i fratelli/sorelle/genitori del proprio cane che gareggiano.

    • Brava Barbara stavo per scrivere la stessa cosa, anch’io vado per confrontarmi e soprattutto chiedere consiglio ai possessori dei cani della stessa razza del mio, visto che almeno qui dalle mie parti è pressochè sconosciuta…

    • Brava Barbara stavo per scrivere la stessa cosa, anch’io vado per confrontarmi e soprattutto chiedere consiglio ai possessori dei cani della stessa razza del mio, visto che almeno qui dalle mie parti è pressochè sconosciuta.

      P.S. ho inviato di nuovo perchè avevo sbagliato l’email…

    • anch’io faccio parte della quarta categoria!!!! Vado solo a trovare l’allevatrice della mia bestiaccia (e a rifarmi gli occhi con i cani che espone) o qualcuno dei miei clienti che espone. E cerco di stare fuori dai piedi il più possibile, se vedo che sono in fermento….ripasso dopo…

  3. Ahahahah articolo azzeccatissimo specie la parte dei bambini mi ci sono rivisto anche se spesso erano anche i grandi a venire a rompere durante la toilettatura, una volta avevo quasi finito di pettinare e oliare il mio yorkie, quasi pronti per entrare in ring arriva una sparata,”che bello” in due secondi me l’ha scompigliato tutto, stavo per tirarle la spazzola.

  4. Ho 3 meticci, vado alle expo semplicemente a vedere da quando ho 5-6 anni. In sintesi, mi piace. Pur senza avere una razza preferita starei le ore a guardare, imparare…Faccio anche il giochino del “vediamo se indovino chi vincerà”. Da osservatrice pluriennale ho anche imparato a capire, a seconda della gente fuori dal ring, quale razza si sta esibendo. Valeria, dovresti scrivere un articolo anche su questo… vogliamo parlare delle differenze tra proprietari-allevatori di rottweiler piuttosto che di barboncini? e i vari modi di richiamare il cane da fuori ring per farlo stare bello attento? e i battibecchi post giudizi? ecco è anche molto divertente andare alle expo!!! 🙂

  5. Beh ci sarebbe pure da parlare degli ammiccamenti ai giudici di proprietare/allevatrici, o cani fatti vincere perche’ allevatori amici dei giudici, anche se e’ un argomento che fa fare levate di scudi.

  6. eh Santa peppa…. Un paio di cavolate le ho fatte pure io alloraaaaaa…. Nooooooo…. Sono infettato di sciumarite acuta! Oddio oddio oddio… Come faccio a curarmi?
    Ma leggendo gli articoli della Valeria ovviamente! XD
    Comunque ora che ci penso è proprio così… Categorie comprese! 🙂

  7. Buongiorno Valeria, si è dimenticata di quelli che frequentano le expo per trovare un fidanzato o fidanzata al proprio Fufi… A noi personalmente è capitato un paio di volte 🙂

    • Concordo! Io ho uno Schnauzer gigante, quando aveva 4 mesi l’ho portato in expo (non era iscritto) per farlo abituare all’ambiente e vedere gli altri cani del suo allevamento… Siamo stati fermati da una coppia con femmina di medio nero, che ci ha chiesto quanto volevamo per una monta: ho smesso di ridere solo parecchi minuti dopo! XD

  8. Valeria,
    ho letto anche questo articolo con attenzione.
    Soprattutto perché ho vissuto da poco una giornata intera di una expo.
    Ed essendo nuovo dell’ambiente e con gli occhietti aguzzi, ho potuto constatare la veridicità e l’ironia che
    hai descritto.
    Una integrazione che mi permetto di suggerirti è quella che descrive gli espositori.
    “Io ne ho viste cose che voi canidi non potreste immaginarvi…”
    E certamente tu più di me!
    Ergo… scrivi qualcosa, così dimentico sorridendo la brutta sensazione di diffusa ipocrisia e GRANDE che sembra regnare
    fra i partecipanti.
    E’ così difficile essere contenti di essere arrivati secondi dietro un soggetto decisamente più tipico del tuo?
    Io lo sono stato e ho fatto i complimenti a giudice e proprietario.
    E non mi sento per questo meno “felice”.
    Del resto i giudizi sono

  9. Scusa mi si è interrotto l’articolo.

    Stavo per aggiungere solo che i giudizi SOGGETTIVI, quindi qualcuno è normale che non rimanga contento. Fa parte del gioco…
    Se lo consideriamo tale… 😉
    Fabio

  10. Fabio se ti batte un cane piu’ tipico o bello ci sta e la sconfitta si accetta e ci si complimenta, se il tuo cane viene battuto da uno con difetti e decisamente inferiore al tuo solo perche’ proviene da un allevamento di grido o che l’allevatore/ce e’ amico/a del giudice, t’incazzi.

  11. grazie per l’iniezione di buon umore, oggi mi ci voleva proprio con una figlia col mal di denti e l’altra con la febbre, uff.
    La prima volta che ho portato i bimbi ad un espo avevo notato le facce atterrite dei vari proprietari al nostro avvicinarsi: erano tre di 2 – 3 e 5 anni, per cui quella piccola truppa doveva apparire abbastanza minacciosa, si rilassavano però quando vedevano che tutti avevano le manine in tasca, come avevo ribadito loro prima di entrare, e rispondevano di buon grado alle loro domande.

    Sulle expo dei gatti invece ci sarebbe mooooolto da dire, sui proprietari però, più che sul pubblico: a quelli si che manca qualche venerdì, in senso buono eh!

    • Faccio le expo con i gatti, e mi permetto di replicare.
      A molti manca davvero qualche venerdì, ma cerca anche di capire che un buon 90% del pubblico che viene a vedere le expo feline è veramente, davvero, convinto di essere allo zoo, e di poter pastrugare impunemente tutti i gatti che ci sono. Impressione incentivata dal fatto che i mici, in expo, normalmente sono abbastanza annoiati, e quindi dormicchiano, dando l’idea di essere tutti degli orsetti di pelouches.
      Il problema è che, per i gatti (non so per i cani, sinceramente) esiste il serio e concreto rischio di micosi, di cui si fanno portatori proprio le simpatiche manine dei visitatori che accarezzano prima quel gatto li, poi quel micione la….e poi il tuo.
      Non hai idea di quanti gatti hanno preso la tigna così.
      Ed è un bel problema, la tigna, specie se hai gatti a pelo lungo, ti può anche colonizzare in via definitiva l’allevamento e non andarsene più.
      In ogni caso, sei costretto a tosare i mici (quindi stagione chiusa, per un anno)e, se hai la disgrazia che te la prenda una femmina (magari gravida, visto che in expo felina si possono anche portare le femmine gravide o comunque magari te la prende uno dei gatti, che la passa ai mici di casa) per quell’anno hai chiuso con la riproduzione, in quanto i farmaci antimicotici possono provocare aborti e malformazioni fetali.
      Insomma, è una bega da non poco.
      Quindi, di solito tutti tendono a presidiare con aria piuttosto minacciosa le proprie gabbie, scoraggiando anche con insistenza chi tenta di toccare i tuoi gatti.
      Lo so benissimo che risulta antipatico, come atteggiamento.
      Oltretutto, i gatti, a differenza dei cani, si stressano tanto ad essere toccati da sconosciuti. Quindi, per la loro salute, è meglio evitare proprio.
      Considera che a me, solo nelle ultime due expo, è capitato
      1) signora che entra dentro l’anello riservato agli espositori, apre la gabbia della mia micia e ci fa infilare dentro le manine al bambino
      2) Signore che legge il cartellino “per favore non toccare i gatti” e dice “ma che sei, un gattaccio cattivo che graffia???Ma no, poverino, guarda come sei bravo” solleva la retina di protezione, infila entro la mano e inizia a toccare il mio gatto, che, poverello, spaventatissimo, cerca solo di ritrarsi
      3) Signora che mi smonta tutta la rete di protezione, perchè “altrimenti i bambini non vedono bene il gatto”
      4) Ragazzetta che gira tutta l’expo con un giochino per gatti, tentando di infilarlo in tutte le gabbie
      Senza contare tutti quelli che battono sulle gabbie, schiamazzano, utrlano etc…èper far muovere il gatto, o per farlo svegliare zx vedere di che colore a gli occhi, per vederlo in poedi etc…
      Durante le expo, passo buona parte della giornata a difendere i mici, quindi alla fine essere un po’ schizzati è capibile 🙂

      • sto immaginando la faccia del mio gatto se dovesse ritrovarsi in una situazione così….scusate l’inesperienza, ma come verrebbe giudicato un micio gonfio come un tacchino, con una coda che fa invidia alle volpi e la gobba alta du’ metri attaccato al soffitto? 🙂

        • Mai stata ad un expo?
          I maschi interi, specie durante la gara general o il wcf ring(in pratica, il ring d’onore dei cani), in cui spesso si parla al microfono e comunque i gattoni son presenti tutti insieme sul palco, fanno anche di peggio.
          Durante un wcf ring, lo scorso mese, un maschio (tra l’altro un gattone che conosco personalmente, e che normalmente è un bambolotto) ha letteralmente affettato gli avambracci del suo umano, perchè il giudice faceva un po’ troèppo “colore” e si attardava parlando al microfono per ore….
          Lui ha avuto paura, si è scocciato, a cacciato due gnauli e poi è…passato alle vie di fatto!
          🙂

          • ..ehm…scusate l’orrore di grammatica…colpa della tastiera del tablet, che vedo poco…non “a cacciato” ma “ha cacciato” 🙂

          • @Giulia: no, mai stata. i miei gatti li ho sempre raccolti per strada, o da cucciolate fatte da gente che “porca miseria, la gatta è scappata e m’è rimasta incinta”. l’unica gatta pregiata è stata la mia prima miciona, che mi ha cresciuto. persiano ma senza pedigree, ergo meticcia. al momento ho due gatti, il maschio è un salamone bianco- grigio di 8 chili, la femmina è una roscetta…tutti e due raccolti in campagna e tutti e due sterilizzati. da poche settimane è morta la numero 3, una persianina molto bella di 16 anni, ma anche lei senza pedigree.
            è un mondo che non conosco, per questo mi fa ridere l’idea del mio gattone psicopatico in un contesto del genere 🙂 (anche se lui non ha mai graffiato nessuno, anzi, ha adottato mio figlio e lo adora. però è un po’ schizzato)

          • Però caspita,non voglio fare la fanatica stile animalista con cane meticcio come quelle descritte nell’articolo di Valeria…però se davvero le expo feline sono tutte così,e davvero le persone si permettono sempre di fare tutte queste cose,misà tanto che i gatti,ancora più abitudinari, territoriali e indipendenti dei cani si stressino non poco…
            Altro che le spazzolate e i kennel dei cani XD

          • @@ Silvia, si, se lasci che la gente gli faccia di tutto, i gatti si stressano non poco. Per questo normalmente gli allevatori pattugliano le gabbie con aria minacciosa, così da evitare proprio che il micio associ all’expo un’esperienza più che negativa.
            Non ci sono solo i pazzi che ho descritto nel commento, è ovvio, c’è anche tanta gente per bene, che si approccia nel modo corretto, che si avvicina solo per chiedere informazioni.Ma, per sicurezza, appena uno si avvicina io entro in modalità “occhio minaccioso”, proprio per scongiurare idee balenghe nello sciurmario di turno. Poi, ci sono anche gatti che si stressano, e infatti in quei casi se davvero gli vuoi bene cerchi di limitare la loro partecipazione allo strettissimo indispensabile.
            Però ci sono anche quelli come la mia femmina, che è un’istrionica esibizionista. Lei sale sul tavolino e fa le fusa al giudice, ma non quelle da stress, proprio un ron ron soddisfatto con tanto di sdrusciatine e testate.
            E portar loro in expo è un divertimento…:)

  12. Il problema dei giudizi oltre ad essere soggettivi, purtroppo spesso capita di trovarsi in spiacevoli situazioni dove gli espositori provenienti da fuori intuiscono già chi vincerà solo leggendo il nome dei proprietari/allevatori nel libretto che consegnano quando si ritira il numero.
    Situazione che ho vissuto in un raduno avvenuto poco tempo fa, so benissimo che il raduno è la prova più difficile da superare, soprattutto perchè vengono fatte con meno frequenza (3 all’anno?) e quindi c’è un maggior numero di esemplari che partecipano. Ma la cosa che mi ha fatto venire mille dubbi e mille perplessità è stato quando ho scoperto che la vicepresidente dell’associazione che si occupa dell’organizzazione di questo raduno, era uno dei giudici presenti alla manifestazione e giudicava quel giorno. La cosa assurda è che due cani del suo allevamento erano in gara e fatalità nel momento in cui venivano giudicati, lei aveva già concluso (o preso una pausa) i suoi giudizi e si trovava a bordo ring per farsi notare dal giudice che stava giudicando i suoi cani. Tra le altre cose, pare sia lei stessa a contattare i giudici per invitarli a giudicare al raduno!
    Per concludere, han fatto 1° e 2° categoria libera maschi, fortuna che non aveva portato anche le femmine, ma il CAC del raduno se lo è portato cmq a casa.
    A mio avviso non ha molto senso promuovere il lavoro degli allevatori meritevoli quando comunque non si ha la possibilità di far concludere il campionato italiano ai propri cani. Ci credo che molti allevatori prediligono l’estero per i campionati, non lamentiamoci però che manchi la cultura cinofila in Italia e che la gente preferisca prendere il cucciolo di razza in negozio..

  13. Grazie Valeria per questo spassosissimo e verissimo articolo! Mi sono davvero divertita ed è TUTTO vero quello che scrivi. A me capita oltre ai “Ma quanto pesa?” “Ma quanto mangia?” “Ma che razza è?” ecc…”Posso fare una foto con il cane?” e devo dire che fosse di chiedere un euro a foto, almeno uscirebbero fuori le spese della giornata…

  14. “Belli, di che razza sono? Quanto costa un cucciolo?” Ebbene sì. L’ho chiesto. Ma che c’è di male? 🙁 (Io ero lì ad esporre il mio pointer, ma per ingannare l’attesa…)
    Un’altra volta, e questa la racconto perché fa ridere, ho osservato dubbiosa un cosino peloso e ricciolino e ho chiesto: “Bolognese?” L’allevatore annuisce sorridendo. (Fiùùùùùù, ci ho azzeccato.) “Che bello, una razza italiana!” dico. Ok, era per far conversazione, ma il problema non era questo… L’allevatore mi guarda un po’ strantito con la’ria di chi non capisce e…. mi si rivolge in tedesco!

    • Già, le esposizioni… non me ne sono persa quasi nessuna, nella mia città e anche fuori qualche volta. E quando qui erano in uno dei parchi cittadini e si poteva anche portare il proprio cane “in visita” ci si andava tutti quanti, anche quando erano diventati tre. E non posso dimenticare gli sguardi obliqui di alcuni allevatori di dobermann quando passava la nostra Clio, cagna zuzzerellona e fancazzista che da giovane sembrava una ballerina/indossatrice da quanto era bella, loro tutti turbati all’idea che lei fosse in gara! Non lo è mai stata, come nessuno dei miei cani. Semplicemente non le ho mai volute far riprodurre (sono tutte sterilizzate) e al giudizio di un giudice preferisco quello del veterinario, ma questa è un’idea personale, è ovvio. Alle mostre canine si riescono a vedere anche razze rare e talvolta rarissime ed è per questo che mi aggiro golosa alla ricerca di quello che non si vede mai in giro, e me la godo da pazzi!!! Quello che non mi piace (anche questa è un’opinione personale) è il trattamento riservato ai cani col pelo lunghissimo, dato che per renderlo e mantenerlo in condizioni perfette e “da mostra” li si deve toelettare continuamente e tutti i santi giorni più volte al giorno e non si può permettere loro, che sono cani come tutti gli altri, di fare quello che ai cani piace di più, tipo svaccarsi nelle pozze, ficcarsi nei cespugli, scavare le buche e rotolarsi per benino nelle cose pulite e… non! Ecco, i cani non sono di per sé votati alla perfezione estetica e forse gli umani in questo senso pretendono da loro un pochino più del ragionevole, o no?

      • Paola, sono d’accordo sul fatto che i cani debbano fare ciò che amano (compreso svaccarsi nel fango), ma non è che poi puoi lasciarli così. Anche quando non era “stagione di expo” i miei cani sono sempre stati spazzolati ogni giorno… altrimenti i cespugli diventano loro. E non è una questione estetica: è che il pelo si annoda e dà fastidio, prude, raccoglie di tutto (compresi i dannati forasacchi, che se non pettini ogni giorno non vedi…e poi te li ritrovi sotto la pelle del cane e lo devi operare), facilita eczemi e altre malattie della pelle.
        I cani, da expo e non da expo, VANNO tenuti in ordine e toelettati ogni giorno, se ci tieni al loro benessere: e siccome intanto li lavi e li spazzoli e li pettini comunque… puoi anche lasciarli svaccare nel fango, se gli va. Però “dopo” li rimetti in ordine!

    • Che c’e’ di male a chiedere quanto costa un cucciolo? Qui in Messico a meta’ settembre oranizzano la principale expo nazionale e io e mia moglie l’ anno scorso ci siamo andati senza cane (anche perche, casualita della vita, Balrog nacque proprio quel giorno). E sembrava di essere al mercato. Ci hanno offerto almeno una dozzina di cuccioli, compreso un figlio di un mastiff campione nazionale (per 1500 euro).

  15. Ti sei dimenticata di una categoria, quelli che hanno un cane di razza pura, quelli che hanno cani con eccellente, eccellente, eccellente, che sono andati ad una Expo e hanno visto in che modo certi allevamenti trasportano i cani. Vedere carrelli sezionati in quattro scompartimenti, uno per cucciolo e una presa d’aria come unico sollievo. No, grazie.
    Piccola postilla, gli handler potrebbero anche neutralizzare la nuvola di puzza sotto al naso quando sfoggiano i loro “campioni”.

  16. Futura categoría “C modificata”; visto che portero’ Balrog con me a vedere una expo. E spero solo che lui non si comporti come i bimbi descritti nell’ articolo…
    Provo a modificare mettendo Balrog al posto del bambino in questione
    “l’expo canina ha un enorme vantaggio rispetto allo zoo, e cioè il fatto che gli animali si possono toccare!
    E fosse solo “toccare”… ma si possono anche pastrugnare, pasticciare, smanacciare (rigorosamente SOLO quando hai appena finito di toelettarli), gli si può far cadere in testa tutta la propia bava (ídem); e si puo scegliere felicemnte un compagno di giochi.
    Nel frattempo non è escluso che Eros (io) dia lezioni di cinofilia: come in “Vedi che bello il cane corsico? Su, vai a giocare insieme al cane corsico…”; o l’altra alternativa “No, quello non lo toccare, che è un ruzzvailer e ti mangia” (era un labrador nero). (Va bene un labrador nero che si mangia un mastino spagnolo farebbe moriré dal ridere tutti i presenti, ma fa niente…)
    “Invece guarda questo che morbido, con questo ci puoi giocare perché è buono” (era un pastore maremmano abruzzese, “buono” in quanto bianco. E se non intervieni prontamente, Balrog era un cane (anche se in realta quando avra’ un anno dovrebbe sfiorare i 70 chili e poter sopravvivere all’ eventuale attacco di un cane una ventina di chili piu piccolo di lui)… Se invece intervieni prontamente, Eros si offende).”

  17. Col mio gatto se un bambino dovesse allungare solo un ditino penso che piangerebbe per un bel po! E’ come la padrona, tranquillo, ma se me rompi i maroni in solo due mosse ti faccio diventà come il quaderno di matematica: a quadretti!!! Ci sono tanti padroni di animali maleducati, isterici eccma quanti genitori incoscienti e cretini ci sono!

  18. Ma poi..Premettendo che io non sono mai stata ad una expo canina o felina, ma solo ad un fiera del cucciolo, della quale ricordo solo di aver potuto accarezzare un boa constrictor..

    Ma voglio dire…Mia madre mi avrebbe staccato lei una mano se avessi anche solo provato a toccare uno dei cani in questione.
    (Ed io ero quel genere di bambina rompipalle che dava fastidio agli animali..Per dire..Una volta mi son quasi fatta incornare da una capra…)

    Davvero oggi la gente viene lì e smanaccia a tutto spiano senza remore?

    • Non posso parlare per le expo canine, in quanto io ci son stata solo da spettatrice, ma a quelle feline la gente non è che viene li e smanaccia, pretende proprio di farlo.
      Una volta, scendendo da un ring d’onore, sono stata letteralmente assediata da un branco di ragazzini (tutti sotto i 6 anni) che volevano a tutti i costi toccare la gatta.
      E, quando me ne sono andata tenendo la gatta sopra la testa (e che cavolo,va bene che è buona, ma è appena scesa dal palco, ha le balls a mille, se cava un occhio ad uno dei pargoletti poi son rogne per me)ho sentito distintamente diversi genitori commentare l’atteggiamento “snob” di “questa gente coi gatti da miliardari”….
      E che vuoi fare…la maleducazione impera un po’ ovunque, non solo alle expo.

      • Bho..Ripeto che mia madre -ma anche mio padre- mi avrebbero staccato le mani, per una roba simile.
        Mi hanno sempre insegnato che “guardare e non toccare è una cosa da imparare”. Specie con gli animali degli altri..
        Poi i gatti son pure un po’ meno pazienti dei cani..Immagino..XD

        • Anche alle mostre feline vado per adocchiare i gatti rari e “di carattere”. Il bengal, per esempio. L’ultima volta c’era una femmina stradeliziosa e, scusate ma l’ho fatto, ho messo in moto l’arruffianamento perfetto per poter penetrare nell’anello e avere l’agognato contatto con la belvetta. Il proprietario ha capitolato e io con tutte le precauzioni alla fine sono riuscita a conquistare la semi-belva dagli occhi selvaggi e dal pelo di seta. Al che un altro visitatore poco accorto ha visto, è piombato sulla gatta e ha ficcato tutte e due le zampe nello sgabbiotto. Ma… se non si fosse precipitato a tirarle fuori a razzo, garantito non se le ritrovava più! Pensare che io ho avuto l’omaggio delle fusa, son soddisfazioni.

  19. Non c’è la categoria: “quelli che il cane ce l’hanno, ma non di razza pura, e vanno alle Expo perchè vorrebbero conoscere meglio le razze e, un giorno, magari, prendersi un cane da esposizioni 🙂

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.