cimitero1di VALERIA ROSSI – Lo spunto per questa lettera me lo dà un messaggio che trovo su Facebook: due ragazzi si sono innamorati di un cane del canile, ma lui non può prenderlo perché ne ha già due, mentre lei non può prenderlo perché tre mesi fa è morto il suo adoratissimo setter di 14 anni, e suo padre pensa (testuali parole) che “Argo sia insostituibile: il solo parlare di adottare un nuovo amico peloso lo fa imbestialire“.
Allora, caro papà, ti scrivo questa lettera aperta, invitandoti a leggerla perché te la manda una persona che non ti conosce, ma che ti capisce.
Magari tu starai alzando le spalle, pensando “figuriamoci”.
E’ normale. Nessuno di noi pensa che qualcun altro possa capire davvero quello che si spezza dentro di noi quando un amico a quattrozampe ci lascia.
Già ci girano le scatole pensando a tutti quelli che dicono (o pensano, ma lo pensano tanto forte che è come se lo dicessero, da tanto glielo si legge chiaramente in faccia): “Vabbe’, ma in fondo era solo un cane“. E quel solo ci fa scattare un misto di dolore e di rabbia per cui vorremmo gridargli in faccia “TU sarai “solo” un pirla! Il mio cane era una parte di me, della mia vita, un membro della mia famiglia: come ti permetti di dire solo?”…
Ma non possiamo, perché sappiamo che la faccia da “era solo un cane” verrebbe immediatamente sostituita da un’altra faccia che dice “Ok, questo è matto, lasciamo perdere”.
Tutto questo ci fa reagire costruendoci una specie di armatura psichica fatta di rigetto (“Non ne voglio più parlare”) e di rifiuto (“Non voglio mai più cani, perché non voglio più sentirmi così disperato e contemporaneamente così incompreso”). E una volta che ci siamo chiusi per benino in noi stessi, ovviamente, la mancanza del nostro amico diventa sempre più struggente: il non poter esprimere tutta la profondità del nostro lutto – e presumo per un uomo sia ancora peggio, perché molti uomini pensano ancora di non dover piangere, di doversi “dare un contegno”, di non dover apparire “femminucce”: personalmente ringrazio il cielo di essere una femminuccia, perché almeno posso sfogarmi senza sentirmi in colpa anche per questo – ci porta a viverlo solo “internamente”, finendo così per idealizzare sempre più la figura di quello che, in questo momento, ci sembra fosse l’unico in grado di capirci davvero.
Solo che lui non c’è più. Siamo soli. E stiamo letteralmente di merda: ma così di merda da sperare solo che questo male all’anima passi in fretta… e da giurare a noi stessi e agli altri che non faremo mai più l’errore di affezionarci tanto a qualcuno che – per sua natura – è destinato a vivere molto meno di noi.
Perché così di merda non ci vogliamo sentire mai più.

cimitero2Che dici, papà? Ci ho preso, almeno un po’?
Se ci ho preso,  è perché è appena successo anche a me. Be’… non proprio “appena”: diciamo un annetto fa.
E dire che io sono una che di cani ne ha avuti a carrettate: ho allevato per trent’anni, ho lavorato in campo cinofilo per tutta la vita e di tutta questa vita (esclusi i primi dodici anni) non ricordo un solo giorno in cui non ci fosse (almeno) un cane al mio fianco.
Avrei dovuto “farci il callo”, come si suol dire. Dovrei essere capace di accettare, una buona volta,  il fatto che i cani muoiano.
E invece no. Non solo per me ogni morte è stata una tragedia, ma l’ultima mi ha proprio spaccato il cuore in due.
Forse perché seguiva da vicino (troppo vicino) la morte dell’altro mio cane di casa; forse perché la Snow era vissuta 18 anni, e 18 anni sono  un’eternità da passare assieme.
Sta di fatto che ho detto “adesso basta“.
E mi trovavo – pure io, come te – la scusa che “un’altra come lei non l’avrei trovata più”: che non era del tutto sbagliata, come idea, perché quella cagna era davvero molto speciale, perché avevamo un’intesa quasi telepatica, perché era stata lì, sempre lì, in momenti molto intensi della mia vita e adesso mi sembrava che avesse lasciato non un normale “vuoto”, ma una voragine. Come se, senza di lei, anche la mia vita avesse perso un bel po’ di  significato.
Ma niente di tutto questo era la vera ragione per cui pensavo “mai più”.  La vera ragione era che pensavo di avere ormai “dato” a sufficienza in termine di dolore e di lutto per i miei cani.
Ero arrivata a tappo: non me la sentivo di ricominciare tutto daccapo e di finire un’altra volta così, con quella voragine che mi si mangiava dentro.
Ho resistito quasi un anno: poi mi sono presa un altro cane.
E voglio spiegarti perché l’ho fatto… sperando che qualcuno dei miei perché riesca a toccare qualche corda anche nelle tue, di emozioni.

cimitero3L’ho fatto perché… :

a) soffrire per la mancanza di un qualcosa solo perché non si vuole più soffrire per la mancanza di un qualcosa è, oggettivamente, una cazzata galattica. E’ come fermarsi davanti a un bar e dire “Ahhh che sete, che ho! Ahhhh come vorrei bere… però, se bevo, tra qualche ora avrò di nuovo sete: e allora lasciamo perdere, muoriamo pure di questa sete qua”. Se ci pensi un attimo, è proprio da pirla totali;
b) anche il fatto che un cane sia “insostituibile” è una sciocchezza. Certo che è insostituibile! Nessun cane è uguale a un altro, ma soprattutto nessun cane può arrivare con tutto il bagaglio di ricordi e di momenti passati insieme che appartenevano a quell’altro. Neppure se lo clonassi, potrebbe essere lo stesso cane!
Così come le persone, tutti i cani sono unici: ma non è che, se ci capita di perdere una persona cara, diciamo “non voglio mai più avere a che fare con un essere umano”.  Siamo anche noi animali sociali, abbiamo bisogno di altre persone.
Il fatto è che, dopo essere vissuti con un cane, la nostra “animalità sociale” si è allargata: e adesso abbiamo bisogno anche di loro. Certo, sarà un cane diverso. Imparagonabile a quell’altro, come no. Tutta un’altra cosa. Però ci serve, perché senza non si può più stare.
Io non insisto mai con chi cani non ne ha mai avuti: non cerco mai di costringerli a prenderne uno, perché non sanno cosa significa e quindi non possono sentirne la mancanza.
Ma noi che i cani li abbiamo avuti, se decidessimo davvero di non prenderne più, resteremmo con un buco dentro. E con un buco dentro si sta male, anche quando sembra che il peggio sia passato;
c) aver paura di “non volergli lo stesso bene” è lecito, è normale e probabilmente è anche vero.
Io non voglio alla Bisturi “lo stesso” bene che volevo alla Snow: sarebbe ben strano, dopotutto, visto che neppure a figli diversi si vuole “lo stesso bene”. Ognuno ha il suo.
Di modi di amare ce ne sono – fortunatamente – migliaia, forse milioni: e non credo proprio che ne esista uno identico all’altro: però sempre amore è. E l’amore fa sempre bene – scusa la bottarella retorica – a chi lo riceve, ma anche a chi lo dà.
Quindi, perché pensare di privarsene (e di privarne qualcun altro) solo perché non siamo in grado di replicare lo stesso sentimento? Vorrà dire che ne proveremo un altro, diverso.
Ma dove sta scritto che “diverso” debba essere sinonimo di “peggiore”?

cimitero4d) anche questo, forse, è un po’ retorico: ma io penso che lo scopo principale della vita dei cani, di tutti i cani, non sia quello di andare a caccia o di fare la guardia o di guidare le pecore, ma quello di insegnarci a voler bene a qualcuno senza secondi fini, senza ipocrisie, senza interessi.
Se davvero ci fosse un Dio (io non ci credo, ma non si sa mai…), credo che i cani li avrebbe creati soprattutto per darci questa possibilità di migliorare noi stessi. Ma anche se non ci fosse mai stata una volontà superiore dietro a tutto questo… i cani ci sono e questi insegnamenti ce li passano ogni giorno.
Si può essere – ancora una volta – così pirla da ignorarli?
Cioè, voglio dire: si può vivere insieme a Paganini e non appassionarsi almeno un po’ alla musica?
Io non dico che si possa diventare tutti eccelsi violinisti: ma almeno provarci, cavolo,  mi sembra doveroso.
E siccome ogni cane che passa nella nostra vita è un po’ il Paganini della capacità di amare, sprecarla mi sembra non solo stupido, ma addirittura offensivo nei suoi confronti.
Penso, sinceramente, che la Snow, dal Ponte dell’Arcobaleno o da dovunque si trovasse, quando pensavo “basta, mai più cani”, mi ringhiasse dietro. Credo che pensasse: “Ma allora sei proprio cretina! Allora siamo state insieme per 18 anni e non hai imparato proprio niente!”.
E credo, caro papà, che Argo stia pensando la stessa cosa di te.
E se non c’è nessun Ponte, se non c’è nessun aldilà, penso che dovresti pensarla tu, questa cosa, di te.
e) ultimo “perché”. Giuro. Poi non rompo più, perché non so cos’altro potrei dirti.
L’ultimo “perché” ha il nome di tua figlia, che è palesemente innamorata persa del cagnolino che sta accudendo al canile.  E vorrebbe fare tantissimisssssimo di più per lui: il che significa, forse, che anche a lei Argo ha insegnato qualcosa. Solo che lei ha imparato.
Vuoi davvero essere tu quello che renderà vano questo insegnamento?
Solo perché hai paura?

cimitero5Anch’io ho un figlio,sai. Forse un po’ più grande della tua. E anche mio figlio, che con i cani ci è vissuto da quando stava ancora nella mia pancia, credo abbia imparato qualcosa di cui non posso assolutamente privarlo.
Né per paura, né per egoismo, né con la scusa di impedire anche a lui di soffrire: tanto soffrire, purtroppo, fa parte della vita.
E di dolore ne tocca a tutti, prima o poi: non è che evitando di prendere un altro cane ci facciamo la corazza stile tartarughe Ninja e non soffriamo mai più.
Quindi, tanto vale bilanciare le fregature che sicuramente saranno in agguato lunga la nostra vita con tutta la felicità, tutto il piacere, tutte le risate che può regalarci un cane.
Nel vostro caso, poi, ci sarebbe pure la gioia aggiuntiva di salvare un innocente che momentaneamente sta in galera: non che debba essere questa la motivazione principale, per carità.
Non è che voglia farti sentire in colpa, anche perché questo sarebbe sicuramente il modo migliore per farmi mandare a quel paese, se ancora non mi ci hai mandato.
Però intanto il cane sta lì, in canile. E tua figlia mi chiede come può aiutarlo a superare le sue paure, le sue insicurezze, il suo vivere male.
Lo sai anche tu, vero, che l’unica risposta che potevo darle era “portatelo a casa”?
Solo che a casa ci sei tu: tu col tuo ricordo di Argo, tu che ti “imbestialisci” a sentir parlare di un nuovo cane.
Che poi ‘ sto termine è sbagliatissimo: tu non ti imbestialisci, ti “inumanisci”.
Perché tutte queste remore, queste paure e anche questo egoismo, ahimé, sono esclusivamente umane e non certo “bestiali”.
Siamo noi quelli che ragionano (troppo), che si fanno le pare (troppe), che mettono le mani avanti perché sanno quello che succederà “dopo”.
Siamo noi – scusa l’ulteriore bottarella di retorica, ma non so come altro dirlo – quelli così schiavi del proprio cervello da non saper più ascoltare il proprio cuore.
Per questo io ti chiedo di disumanizzarti un attimo e di “imbestialirti” in modo più letterale, ovvero di smettere di preoccuparti di quello che potrà succedere tra dieci o tra quindici anni e di riuscire a godere le poche (dopotutto) vere gioie che una vita umana può offrire: tra le quali, sicuramente (e lo sai bene quanto me) la compagnia di un cane sta ai primissimi posti, se non al primo posto assoluto.

Non so se sono riuscita a convincerti, papà della mia lettrice.
A volte si sanno già benissimo tutte le cose che ho detto finora… ma qualcosa ci blocca lo stesso, solo perché il lutto sta ancora lì a scavarci dentro e ci impedisce sia di ragionare che di ascoltare il dannatissimo cuore.
Quando è così, l’unico vero rimedio è il tempo: solo che, per tutto questo tempo, Abù rimarrà in canile. Crescerà solo, sarà sempre solo e nessuno potrà aiutarlo davvero a recuperare la sua dignità di cane. Ma nel frattempo, ovviamente, nessuno potrà godere di tutti i doni che lui sarebbe in grado di offrire.
Vale la pena di fare un piccolo (o forse un grande) sforzo su se stessi, per evitare che succeda?
Vale la pena di convincersi, anche a fatica, magari, che Abù non prenderà MAI il posto di Argo, ma che ad Argo partirebbe sicuramente la coda a mille, se vedesse un altro cane entrare in casa tua, perché saprebbe che il suo messaggio è arrivato?
Non posso rispondere. Soltanto tu puoi.
Io posso solo sperarci… per Abù, per tua figlia. Ma soprattutto per te.

 

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72 Commenti

    • Decisamente da lacrimone!
      Mi hai ricordato perchè, dopo 18 anni con la mia Ru, ho detto basta cani, salvo poi prendere Kali appena ne ho avuta l’occasione.
      Grazie

    • Oggi è morto Joker, undici anni, fino a due giorni fa andavamo ancora a spasso insieme per vedere i coniglietti selvatici e nessuno gli dava l’età che aveva: stessa testa e stesso aspetto di quando aveva un anno e mezzo (soprattutto la testa). La gioia di vivere che ha sempre avuto gli aveva mantenuto un animo fanciullo, a dispetto della cataratta e dei doloretti alle articolazioni. L’avrei voluto ancora vicino, soprattutto in una giornata bella come oggi, in cui saremmo usciti a passeggiare insieme. Abbiamo fatto chilometri e chilometri insieme e mi è stato sempre vicino.
      Ci sarà un altro cane nella mia vita? Sì, aspetterò la primavera perché le belle giornate ci permetteranno di conoscere insieme il mondo che si riapre alla vita, ci saranno cose e animali da scoprire con il sole di aprile.

  1. Chapeau Valeria…
    mi spiace soltanto di essere a Roma e non poterti conoscere. Magari la prossima estate quando siamo a Celle con peloso e marmocchio in arrivo ci incontreremo.
    Complimenti ancora
    Cri

  2. Ti sto odiando moltissimo, perchè odio piangere come un’imbecille davanti al computer. Io sono come te, senza cane non so stare, e quando ne ho persi due a distanza di un solo anno l’uno dall’altro sono seriamente morta dentro.. li ho “sostituiti”, e l’occuparmi di una cucciola prima e di un adulto con problemi l’anno seguente mi ha aiutata a campare, ma loro due, le loro foto, il loro ricordo, è qualcosa che mi mangia l’anima. Ora che sono mamma di un bambino di un anno sono terrorizzata dalla consapevolezza che tra qualche anno (spero una decina almeno) verranno a mancare, ma il mio terrore è per mio figlio e per come dovrò affrontare il suo dolore, come potrò spiegare che sono cose della vita, come riuscirò a introdurre un nuovo membro della famiglia che non sia visto come un sostituto, bensì come un sostegno al dolore che diciamolo, non se ne andrà mai.

    mi fa ridere che ho avuto l’impulso di scriverti “odio che vivano così poco!” come se fossi una ragazzina.. anche nella morte il cane riesce a tirare fuori il lato più immaturo e giocoso delle persone.. fanculo cane, con amore

    • AHAHAH! Fanculo cane, con amore è la più bella di tutte! Esprime alla perfezione l’amore totale che ti tira fuori un cane, così estremo da arrivare quasi a un paradossale odio per la loro vita troppo più corta della nostra! Grazie, questa tua frase mi ha colpito tantissimo! 🙂

  3. Ciao, come sempre un articolo travolgente..e la lacrima è caduta……il pensiero va al forte dolore per aver perso i nostri amici a quattro zampe e la fatica/gioia di decidere di far entrare nel nostro cuore e nella nostra casa un nuovo amico peloso. Quando è stato deciso di far entrare Kate in casa nostra, è stato faticoso e difficile, la paura di affezionarsi e di soffrire nuovamente era molto forte..e poi avevo il timore di offendere la memoria di Desi….quando Kate è entrata in casa nostra ci siamo affezionati tantissimo e il ricordo della nostra adorata Desi si è fatto più intenso ma , sembrava, meno doloroso………e poi è entrato in casa nostra anche Spot (per me è la reincarnazione di Desi perché è identico nel carattere!)….
    quindi coraggio accetta la richiesta di tua figlia….

  4. Tante tante lacrime e verità… anche io avevo detto la stessa cosa alla morte di Cleo… pochi mesi dopo entrava Brumbri nella mia vita 😀 è amore diverso…. ma l’amore è così bello che non ha senso privarsene! Ma soprattutto ora so che Cleo faceva di tutto per vedermi felice, sicuramente sarà contenta di vedermi di nuovo sorridere 😀

  5. Tre mesi fa la mia botola se n’è andata. Aveva i suoi annetti e una brutta malattia che se n’è stata zitta zitta finché non è stato troppo tardi per fare qualcosa. L’abbiamo accompagnata nel suo ultimo viaggio e ancora adesso, mentre scrivo, mi viene da piangere.
    Lei è stata il mio primo vero cane, mi ha accompagnata attraverso l’adolescenza e gli anni dell’università, ero la sua capobranco nonostante a casa ci stessi ben poco e mi manca ogni giorno.
    Mia mamma è una di quelli che “no, un altro cane no, sono stata troppo male, non me la sento”; mio papà è più possibilista (e l’ho sentito piangere solo una volta, quando al telefono mi ha detto che la canina non c’era più) e fa dei timidi tentativi di pressing.
    E io mi fionderei a prenderne un altro anche adesso. Ma che dico, lo avrei fatto la settimana dopo! Perché mi piace vivere con un cane, mi fa stare bene e mi rende una persona migliore. Il bucolocale in cui vivo con un grosso fidanzato e due gatti e lo stile di vita da ricercatrice precaria però non mi farebbero sentire a posto con la coscienza, qualora accogliessi un nuovo cane. E quindi aspetto, ma con ansia, perché non vedo l’ora di essere di nuovo accolta da una coda agitata e da un muso bavoso.

  6. caro papà della lettrice, dopo cotanto articolo, che mi ha fatto piangere come una bambina,DEVI ASSOLUTAMENTE capitolare. nessun altro sarà mai come il tuo Artù, ma perché dovrebbe esserlo? ogni cane è un individuo a sé, ed è giusto e stupendo che sia così.per quanto mi riguarda, nessun mio cane/gatto sarà mai dimenticato.tutti diversi, tutti amati in modi diversi, ma sempre tanto amati.Il dolore che ti lasciano, è proporzionale alla gioia che hanno saputo darti. coraggio, fai il grande salto!

  7. Caro papà, ti riporto la mia esperienza di figlia. Quattro anni fa mancò mia madre e l’anno dopo manco la “sua” cagnetta….faceva parte del trittico peloso di famiglia, ma Ola era sua perchè loro due erano indivisibili. Quando mi arrivò la chiamata che Ola non era sopravvissuta all’intervento il baratro che mi si aprì sotto i piedi era sconfinato. Avevo perso un cane con me da 8 anni, un cane che mia madre chiamava con il mio nome scambiandoci sovente e fu come riperdere mia madre. Non riuscivo nemmeno a respirare tanto piangevo, non sono riuscita nemmeno a darle l’ultima carezza tanto ero impegnata a tenermi in piedi e conservare quel barlume di dignità in mezzo all’ambulatorio…ho davvero pensato “non ce la faccio, io da questo non mi rialzo”. Il mio compagno mi caricò in macchina e mi portò nel canile della mia città. Ero frastornata, sconvolta, ma girai in mezzo alle gabbie. Ce ne andammo con Emma in macchina, adulta, zoppa, obesa e con uno sguardo così dolce da penetrare la mia disperazione. Mio padre non l’accettò mai del tutto, ma aveva 82 anni e posso capirlo. Ho sofferto meno con Emma in casa? No, ma mi ha aiutato a non lasciare che la disperazione mi portasse via. Aiutarla ad ambientarsi, scegliere l’alimentazione giusta, inserirla nella nostra vita mi ha dato un motivo per alzarmi la mattina ed affrontare le giornate ed il suo dolce peso addosso in divano asciugava le mie lacrime.

  8. Gran bell’articolo pienamente condivisibile.
    Sono incapace di restare senza un cane per troppo tempo, a casa mia ci sono sempre stati.

    Sono in attesa di andare a prendere un nuovo cucciolo perchè 4 mesi fa è morto il mio Lapinkoira.
    Aveva quasi 17 anni, ormai sordo, spelacchiato, zoppo e forse con l’alzehimer.
    Lo portò a casa mio papà a gennaio del 1997,la prima cosa che disse fu: muoio prima io. Purtroppo ha avuto ragione andandosene 3 anni fa a 81 anni. Ricordo bene il comportamento del mio cane gli ultimi periodi ma soprattutto delle ultime ore di vita di mio papà. Il cane ha saputo qualche minuto prima il momento di espiro infilandosi sotto il letto, altri umani si sono comportati peggio. Ecco anche perchè ho voglia di un nuovo cane.

  9. Sono 2 mesi che il nostro Spyke (il labrador) è mancato ed ancora non ce ne facciamo una ragione.
    Anche la piccola Meg, con tutto il suo essere amstaff e perciò bulla, ha perso qualcosa.

  10. Cara figlia,
    vai al canile prendi Abù e portalo a casa.
    Quanto tuo padre lo vedrà scodinzolante dirigersi verso di lui non potrà resistere.

  11. Grande Valeria. Dopo un bruttissimo incidente la nostra Bianca se n’è andata. Al rientro la casa era irriconoscibile senza di lei, era vuota e anche noi eravamo vuoti. Abbiamo sofferto così tanto. Ma due settimane dopo mia figlia, che allora era piccola, ci ha costretto ad adottare Milka, che è l’esatto opposto della dolce, sensibile e pigra Bianca. Un tifone. Ci ha sconvolto e ci ha fatto uscire dall’annegamento da lacrima. Per fortuna esistono queste meravigliose creature.

  12. Leggevo, guardavo Nala e piangevo come un vitello all’idea che prima o poi anche lei mi lascerà. Mi consola solo pensare che succederà tra minimo 40 anni, perchè abbiam fatto un patto e lei sarà il canbernese più longevo della storia!
    Certo che quando ti ci metti sai prender le budella e dargli una bella ravanata!
    Io se fossi il papà, dopo cotanta lettera, il via libera lo darei. Non a cuor leggero, magari col muso, ma lo darei. Tu facci sapere come va a finire 🙂

  13. Basta devo finirla di leggere questi articoli da lavoro … tutte le volte mi tocca scappare in bagno a piangere … comunque …
    caro papà della lettrice, cazzo, hai avuto Argo, hai vissuto con un cane, non dire che questo articolo super veritiero che ti ha tirato fuori l’anima non ti ha fatto nessun effetto … non ci crediamo … quindi vai, corri in canile, porta a casa Abù e fai contenta tua figlia ma sopratutto fai qualcosa per te stesso. Hai la possibilità di ricostruire il tuo cuore andato in pezzi … è l’ora di farlo!!!. Daiiiiiiii ….

  14. Io non ho mai avuto cani, il mio “compagno-animale” era una gatta. Presa quando avevo 9 anni, è stata con me fino ai miei 26. Diciassette anni. Praticamente tutta la mia vita. Nessun altro animale vivrà con me tutte le fasi dall’infanzia all’adolescenza all’età adulta. Già solo per questo, Trilli non sarà mai sostituibile. E’ stato straziante vederla ammalarsi, tentare il tentabile mentre lei perdeva peso e voglia di vivere, mese dopo mese, dovere accettare il fatto che non sarebbe mai guarita, che stava andando via. E poi se ne è andata. Il giorno del compleanno di un amico, la sera c’era la festa. Cercare di sorridere per tutta la sera, perchè era meglio così, perchè solo parlare di lei mi avrebbe fatta scoppiare. Alzarsi la mattina e non doverle preparare la colazione. Le ciotole, la lettiera, non volevo buttarle, non serviva tenerle.
    Io però non pensavo “mai più”. Dopo un paio di giorni in cui il lutto era troppo fresco per pensare ad altro, ho iniziato a guardarmi in giro. Una settimana dopo, Jamila è entrata nella mia vita. Una streghetta tricolore, che non somigliava a Trilli nemmeno un pochino (ma Trilli era una tartarugata blu-crema, colore abbastanza raro per fortuna, visto che non avrei mai voluto una gatta che le somigliasse) e con un carattere totalmente diverso. Le attenzioni di cui necessitava, i piccoli disastri che combinano i cuccioli così piccoli, mi hanno aiutata davvero tantissimo. Se invece di aspettare una settimana avessi aspettato due anni, sarei stata due anni senza la gioia di avere un gatto con me. Non avrei preso la mia Jami, con le sue reazioni sempre esagerate, sempre una primadonna. Non so se sarei riuscita a indurire il cuore abbastanza da non prendere Morrigan, che mi è capitata davanti per caso, che urlava disperata perchè voleva essere nutrita. Morrigan non stava in canile, stava in campagna, in una situazione abbastanza “tipica” in cui un paio di gattini forti sopravvivono, e gli altri muoiono. Anche lei stava per morire. Ma non voleva, e invece di lasciarsi andare da qualche parte, si è messa a piangere, così forte, così a lungo, questa cosina bianca delle dimensioni di una pallina da tennis, che mi stava tra i piedi e voleva solo essere presa e nutrita. Ora è una bella gatta tonda e morbida, che viene a salutarmi la mattina infilandosi nel bidet, che gioca col topo peluche dell’ikea come se fosse una preda vera e mi fa morire dal ridere.
    Nè Morrigan nè Jamila sono Trilli, non lo saranno mai e non prenderanno mai il suo posto. Ma ne hanno scavato uno proprio, nel mio cuore. Morrigan soprattutto: vederla ogni giorno e sapere che è viva e sana, invece di essere morta prima dei due mesi da qualche parte in campagna, mi riempie davvero di gioia.
    A chi pensa “mai più”, o “magari tra qualche anno”, posso solo dire che ogni giorno che passa vi state privando di un giorno in compagnia del vostro compagno-animale, un giorno di gioie, frustrazioni, pasticci e vittorie ottenute insieme. Da qualche parte, il vostro nuovo amico c’è già, aspetta solo di essere accolto e dimostrare che no, non è come quello che se ne è andato, ma sarà unico a modo suo. Non tutti loro sono per strada, non tutti sono come la mia pallina bianca, che urlava e urlava. Molti soffrono in silenzio, o sono comunque rinchiusi, e non possono raggiungervi, non hanno modo di farvi sapere quanto sono speciali, se non fate il primo passo per andare a vederli.

  15. …veramente…complimenti!
    Una lettera meravigliosa.
    ^_^
    …posso solo aggiungere una cosa. Che non è applicabile nel convincimento di questo papà, visto che si sta cercando di fargli adottare un cane specifico.
    E la cosa è che…
    Non importa “quanto” hai chiuso il tuo cuore, dopo aver perso un animale caro.
    Prima o poi un altro animale riuscirà ad entrare e a spaparanzarti lì, su tutte le tue ferite.
    Che stranamente, invece che più pesanti, ti sembreranno più leggere.

    Parecchi anni fa (oltre dieci) il mio gatto era scomparso. Penso morto, ma spero di no. A casa mia ci sono sempre stati gatti. Ma quello era il “mio” gatto, e chiunque ha amato un animale conosce la differenza. Uno di quegli animali con cui hai un’affinità totale. Lui è sparito, io l’ho cercato come una matta, ma non l’ho trovato. Ancora oggi dopo tutti questi anni sento tra le dita la sua testa tra le mie mani e vedo i suoi occhi incontro ai miei occhi. Per anni il mio approccio ai gatti attorno a me è stato “Mbè, tanto sono di passaggio…gli posso dare a mangiare, qualche coccola ogni tanto, ma non sono cosa mia”. Perché pensavo che il posto di quel gatto dovesse rimanere immacolato, come un mausoleo. Perché pensavo “Sì, ma se io mi affezziono sparisce anche quello, stiamo in campagna, ci sono cacciatori, cani, macchine, brutto tempo, millemila cose”. Poi, l’hanno scorso, una mamma gatta ha abbandonato un mostriciattolo nero appena nato. Io l’ho preso pensando “Vabbè, lo accudisco qualche giorno, tanto senza la mamma muore, ma morire da solo, affamato e infreddolito in giardino, non se ne parla”. Ora quel gatto ha quasi un anno e mezzo, è una delle cose che amo di più e mi ha insegnato tante cose, tra cui: un nuovo animale non ruba vecchi posti nel cuore. Un animale non farebbe mai una cosa tanto crudele. Ne costruisce di nuovi.

    n.b. ammetto che la paura di perderlo c’è, è sempre lì…ma ci sono anche tanti, troppi, meravigliosi momenti.
    n.b. il suddetto gatto vive in casa, col cavolo che permetterò ai cacciatori, le macchine o chiunque altro di portarmelo via! 😀

    • Quando scompaiono è ancora peggio. In vita mia ho seppellito 5 cani e due gatti ma il momento peggiore e stato quando un anno fa il mio gatto Linus è uscito e non è tornato all’ora di cena come al solito. Ho passato una settimana a cercarlo ovunque, mi sono fatta aprire cantine e garage dove poteva essere rimasto rinchiuso, sono uscita di notte col temporale perché mi avevano detto di aver sentito miagolare in un fabbricato non lontano da casa mia. Avrei preferito trovarlo morto piuttosto che immaginare che stesse morendo di stenti o ferito da qualche parte. Dopo una settimana l’ho trovato davanti al portone. Magrissimo, trascinava le zampe posteriori, non so come avesse fatto a salire le scale. Di corsa a fare le lastre e per fortuna non aveva niente di rotto, solo un mucchio di botte e una coscia completamente senza pelo. Ci ha messo due mesi per riprendersi. Continua a uscire ma non si allontana più dal giardino.
      Ormai è anziano e so che l’inevitabile è solo rimandato e per questo me lo godo finchè posso

      • …beh però io del mio scomparso posso sempre sperare che qualcuno l’abbia preso e abbia vissuto felice, anche se lontano da me…e nel tuo caso, poi, l’hai ritrovato, no? Quindi non è stato irreparabile, se fosse morto, sì. Però sì, il momento in cui non tornano e non sai cosa pensare e terribile.
        …mi dispiace per il tuo gatto, chissà come (o “chi”?) si era/l’aveva ridotto in quel modo. Comunque è assurdo che un animale debba rischiare di morire se esce di casa qualche giorno…alcune cose del nostro mondo fanno proprio schifo…una volta con dei volontari che frequentavo abbiamo trovato un cagnetto che camminava sulle zampe anteriori, sembrava uscito da un circo. Gli avevano rotto tutte e due le anche…
        ^_^
        Goditelo finché puoi…
        E quando sarà il momento, visto che anziano, pensa che gli hai dato una bella vita e che l’ha vissuta fino in fondo. Purtroppo il loro “in fondo” è precoce rispetto al nostro, ma è come se fosse un nonnetto ormai.

  16. “…lo scopo principale della vita dei cani, di tutti i cani, non sia quello di andare a caccia o di fare la guardia o di guidare le pecore, ma quello di insegnarci a voler bene a qualcuno senza secondi fini, senza ipocrisie, senza interessi”.
    Cara Valeria, come sempre riesci a cogliere il senso profondo delle cose.

  17. Purtroppo il dolore non ha la data di scadenza, magari l’avesse!
    Tre anni fa, nel giro di tre mesi ho perso due delle mie tre pelose!
    Niente e nessuno le potrà MAI sostituire, perchè con entrambe ho vissuto, condiviso, imparato; perchè ognuna di loro mi ha cambiata per sempre lasciando in me la propria essenza!
    Non bisogna fare paragoni, sarebbe ingiusto e irrispettoso!
    Piuttosto bisogna avere il coraggio di permettere a un nuovo amico di tirare fuori il meglio dell’animale che è in noi, ancora una volta!

  18. Questa Valeria è veramente una pugnalata. Forte e dritta, di quelle che ti spaccano il cuore a metà.

    E’ una lettera meravigliosa, c’è tutto il senso dell’unione uomo\cane. Vivo con le mie 2 “ragazze” belle avanti con gli anni e solo l’idea (che purtroppo spesso mi passa per la testa) che prima o poi non ci saranno più mi devasta!

    Un paio di mesi fa, una delle due ha avuto una torsione gastrica. Corsa di notte (sempre di notte e nei WE succedono) al PS e operazione d’urgenza. Con le lacrime agli occhi le promisi che se fosse uscita sulle sue 4 zampe avrei smesso di fumare (almeno un pacchetto da 20 anni). Oggi Giggia sta benissimo e io non ho mai più toccato una sigaretta 🙂

    Dire che mi hanno stravolto la vita è dir poco … dire che potrebbe esserci in futuro una vita senza un cane, no, non sarebbe la mia!

    Grazie Vale!!
    Carlo

  19. Ho imparato una lezione dagli amici che allevano animaletti diversi dai cani, ma in grado di dare tanto, nel loro piccolo, grazie alla loro intelligenza, alla loro docilità e simpatia.
    Grazie alla loro intelligenza, ognuno è diverso dall’altro e nessuno sostituirà mai quello perduto, perché questi piccoli tesori, i ratti domestici, vivono in media due anni; due anni è appena il tempo necessario ad abituarmi all’idea che un giorno il mio Michi (difficilissimo testone) mi lascerà, per sopraggiunti limiti di età.
    Ma loro, amanti dei rattini, li vedono nascere, li imboccano con il contagocce, li fanno curare dal veterinario, attenti ad ogni minimo sintomo, danno loro dei nomi, nomi con i quali i piccoli spesso si riconoscono, o riconoscono i richiami a loro riservati.
    Vivono dal primo giorno con loro ben sapendo che il conto alla rovescia è iniziato, ma non ci pensano e vanno avanti, assaporando ogni momento con loro.
    Io non sono così coraggiosa, non so se riuscirei ad tenerne mai, per ora mi alleno con le cavie, che hanno un’aspettativa di vita un po’ più lunga. Codarda che sono. 🙂

  20. . . . tanto era solo un cane . . . .
    Questa “frase fatta” me la sono ripetuta nella mente allo sfinimento nel tentativo (maldestro e inutile) di anestetizzare in qualche modo il profondo dolore che mi pervadeva quando scomparve il mio vecchio Danko.

    Cani in casa mia ne sono passati tanti, tutti sono stati amati e curati come membri della famiglia. Tuttavia , come credo accada anche tra persone, non con tutti il “distacco” è stato sentito allo stesso modo.

    Con alcuni dei nostri amici pelosi instauriamo rapporti che trascendono il normale affetto, con alcuni si attua una specie di “fusione”, uno stato di grazia che ci coinvolge al punto che quando si rompe sembra veramente che ci sia stato asportato un arto. . . e senza anestesia!

    Io capisco perfettamente il papà che è riluttante, che non vuole più mettersi in gioco. Lo capisco e gli dico che fa bene a prendersi i suoi tempi per metabolizzare il distacco. Nonostante tutto mi sento anche di dargli un consiglio che nasce dalla mia personale esperienza: non si deve attendere troppo! Io ho fatto l’errore di lasciar passare più di 5 anni prima di riprendere un nuovo cane in casa. Sono stati 5 anni vuoti, durante i quali la mancanza di un nuovo amico a 4 zampe non mi ha per nulla aiutato a migliorare il mio stato d’animo.

    Da quando Bart , il mio nuovo amico, è entrato nella mia vita le cose sono andate molto meglio. Penso sempre a Danko, ma ora penso alla fortuna che ho avuto potendo percorrere parte del mio “cammino” con lui al mio fianco, non al fatto che non c’è più.

  21. Che dire semplicemente stupendo e commovente…vero in ogni sua singola citazione…io ho un cane (il primo, nella mia vita) e spesso penso: “ma come ho fatto prima a non averne uno???” l’amore che ti insegnano e ti donano è indescrivibile e impareggiabile…
    Complimenti Valeria.

  22. Il 15 aprile ho perso il mio Spino, un meticcio, 13 anni di vita, scomparso per colpa del destino. Tre settimane prima era arrivato un maialino peloso, una pallina di due mesi e mezzo, 1.2kg di puro amore. Spino era un cane molto territoriale e permaloso, ma piano piano iniziò ad accettare il piccolo Leo, trattandolo come un figlio. Alle 12.30 del 15 aprile Spino è morto, investito davanti casa. In quel momento sono morta anch’io.. Le mie urla si sentivano in tutto il paese, la mia disperazione toccò l’apice. 13 anni di amore puro spazzati via in un minuto. Ma mentre urlavo come se mi avessero strappato il cuore, il piccolo Leo era lì, che mi guardava incredulo e che continuava a leccarmi, come se volesse alleviare il mio dolore in qualche modo. Capì che non potevo lasciarmi andare perché quel piccolo maialino peloso aveva bisogno di me e che dovevo occuparmi di lui. È stato grazie a il mio Leo che ho potuto sopportare la perdita del mio Spino.. Senza di lui la mia disperazione sarebbe ancora forte.

  23. Le tue doti Valeria sono veramente grandi, come il saper far ridere anche quando magari non ne si ha voglia e far piangere….i tuoi racconti sono uno più bello dell’altro sempre. Questo racconto che mi ha fatto commuovere, compreso i commenti di chi come me ti scrive e che come me ha sofferto…si, il dolore è sempre grande, ogni caro (umano e non), che ci lascia è una ferita profonda e fa molto male, ci vuole una gran forza di volontà, ma un’amico vicino è sempre la miglior medicina che sia un gatto, un cane o umano….ognuno diverso sicuramente, ma proprio per questo unici! Bè…umano, forse meglio i primi due!

  24. Sto piangendo come una fontana.. sono passati più di 5 anni ma il 29 luglio 2008 la nostra vita ha subito un colpo troppo forte. Abbiamo dovuto salutare per sempre la nostra cucciolona di appena 8 mesi a causa di un brutto incidente.. un dolore lancinante, che ti penetra nel profondo. Un dolore che pensi “ora mi si spezza il cuore in due”.. abbiamo vagato per casa come due vegetali per un mese.. poi abbiamo detto BASTA. e dopo pochi giorni in casa nostra è arrivata la “piccola” Theodora.. due cani simili per alcuni versi, molto diversi per altri.. ma nessuno ha sostituito nessuno! La nostra piccola Dora resterà sempre nel nostro cuore, tanto che alla sera diamo la buonanotte alla nostra bambina, alla dolce Theodora e anche alla piccola Dora che ora è una stella. Su caro papà, ascolta la tua bimba (perchè tutte noi restiamo sempre bimbe per i nostri papà, io lo sono ancora adesso per il mio anche se sono già mamma a mia volta) e regalate a Abù una famiglia che lo ama e lo amerà sempre.. sono sicura che Argo, ovunque esso sia, si metterà a scodinzolare felice..

  25. E’ giusto far riflettere su questo argomento, ed è sbagliato chiudersi, o meglio, rimanere chiusi, dopo la morte del proprio cane. Però non sempre si è pronti a prenderne un altro, e se non ci si sente pronti, si potrebbe andare incontro a problemi ancora più grossi prendendone un altro. E ciò farà molto male a chi lo prenderà, e purtroppo anche al nuovo arrivato, che non avrà l’amore che si merita. Qualcuno potrebbe rimanere scioccato da quanto sto per dire, ma secondo me è come per i figli. Se disgraziatamente lo si perde,il figlio è insostituibile, e se mai si deciderà di averne un altro, sarà perchè ci si sente pronti, non per sopperire a un vuoto che comunque rimarrà incolmabile. Arriverà di sicuro il momento, ma senza forzature, affrontando giorno dopo giorno il dolore e la mancanza, guarendo dalla rabbia, e quando ci si sentirà pronti lo si capirà, dentro.

  26. Bellissimo articolo…Il nostro piccolo,troppo piccolo,Artù ci ha lasciati 10 giorni fa e ancora oggi piango se ci penso.Evito i luoghi che frequentavo con lui,quando passeggio con Milù non faccio il giro che facevo fare ad entrambi.Ma piango anche perché ho avuto la fortuna di conoscere e vivere Artù…Quando guardo negli occhi la nostra Milù vedo anche in lei il vuoto che proviamo noi e allora penso:’Nessuno può sostituire nessuno ma un’altra ‘dose’ di amore incondizionato può fare solo del bene!’…e allora,non subito ma fra qualche tempo,andremo a cercarci un’altra bella dose di amore incondizionato…

    Ciao piccolo Artù e gioca con tutti gli altri nostri amici a quattro zampe!

    Grazie Valeria.

    Ci vediamo al Debù

    • Ciao Umberto,ho saputo al Debù della brutta notizia,mi spiace davvero un sacco perchè non tutti riescono a capire il vuoto che lasciano questi angeli.
      Ti siamo tutti vicino!
      Ci vediamo presto al Debù,Veronica

  27. Perchè non 2? Di cani intendo… di età diverse… quando uno ti lascia è l’altro a dirti “mi sento solo” e ti convinci a prenderne un altro per lui, anche se in realtà è per te!
    Lord (16 anni) ci ha lasciati per una brutta malattia, Trilli (6 anni) è rimasta sola. Il suo sguardo nel vuoto ci ha convinti, 3 giorni dopo arriva Daggy! Perchè farlo attendere ancora al canile? Perchè far attendere Trilli? Perchè attendere noi invece di buttarci in una nuova avventura?

  28. A me sono serviti 11 anni e mezzo per trovare finalmente il coraggio di prendere un altro cane. Bella é stata una parentesi troppo breve e troppo dolorosa ma al tempo stesso troppo felice nella mia vita, il cane perfetto, quello che non puoi non amare, quello che quando se ne va ti spacca il cuore in milioni di pezzi. Prima di lei Black, il cane ereditato dalla nonna paterna alla sua morte, voluto da mio padre e riscattato per due volte da una triste sorte, che per 16 anni ha incasinato ed arricchito la nostra vita. “Mai più cani” dissero i miei quando lui morì. Era il 1989, avevo 7 anni e non potevo credere che tutto potesse finire così, per sempre. Bella é capitata per caso, sei anni dopo. Non era nostra, veniva da noi nei fine settimana e nei periodi di vacanza ma, che ci crediate o meno, lei era il MIO cane, quello che capisce tutto al volo, quello che fa sempre la mossa giusta, quello che senza guinzaglio ti segue ovunque, quello con cui basta uno sguardo ed é subito intesa. Sapevo che nessun cane avrebbe potuto prendere il suo posto ma capivo anche che quello che avevo provato per lei era solo l’inizio di un’avventura che non doveva finire. Nel 2011, dopo 11 anni e mezzo dalla scomparsa di Bella, é arrivata Didi, un cane completamente agli opposti, per aspetto e carattere. E’ arrivata in un momento molto doloroso per la mia famiglia ma non poteva esserci attimo migliore, perché un cucciolo da crescere e da educare toglie spazio ad ogni pensiero negativo. Dopo quasi tre anni dall’arrivo della cucciola, posso dire che oggi Bella continua a vivere dentro di me, ma é Didi a camminarmi accanto, con la sua benedizione.

  29. iO FORSE FECI QUELL’ERRORE, IL MIO lEONE MORI’ A 7 ANNI ED UCCISO A FUCILATE, LO STRAZIO FU IMMENSO, GIURAI ANCH’IO MAI PIU’ CANI, UN GIURAMENTO RISPETTATO PER 20 ANNI, POI UN GIORNO PER CASO O VOLLE IL FATO, CAPITAI IN UN ALLEVAMENTO DI yORKIE, MI VENNERO INCONTRO, TUTTI MENO UNO, RIMASE IN DISPARTE MI OSSERVAVA SOLO MUOVENDO IMPERCETTIBILMENTE, LA TESTOLINA, ME LO PRESI IN MANO, MI STAVA SU UN PALMO E CONTINUAVA A GUARDARMI, POI VELOCE MI LECCO’, TORNAI A CASA CON LUI, QUEL CANE ORA SON 14 ANNI CHE FA PARTE DELLA MIA VITA E’ PARTE DI ME E DA LASSU’ SON CONVINTO CHE E’ STATO LEONE A MANDARMELO

  30. Quando ripenso a Vasco,
    il primo cane mi viene da piangere ancora. ..
    e sono passati 13 anni da quando
    se ne è andato.
    Sono stato accanto a lui x 3
    giorni e 3 notti alla fine,
    l’ho voluto accompagnare al mio meglio, mai mi sarei perdonato di lasciarlo da solo ,mai avrebbe dovuto pensare
    di essere solo.
    Ma dopo 2 mesi ne avevo un altro come dici te Valeria,
    Vasco mi aveva insegnato quanto sia bello dividere la vita con un cane, quanto può darci e quanto può insegnarci.
    Adesso ne 4,ognuno è a modo suo,
    2 pt un bauceron e un labrador.
    Li amo, li amiamo come vanno amati i cani secondo me,
    e cioè facendoli sentire partecipi della ns vita, i ns momenti migliori li dividiamo con loro.
    Vasco è lì nel cuore di tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.
    Ha lasciato il segno il…bastardo.
    Ci sono 2 grandi foto in sala
    di quando era giovane e forte.
    Nei suoi occhi la gioia di vivere.
    Penso che sia stato un cane molto felice e fortunato,
    noi il bonus della fortuna ce lo siamo giocato tutto ad averlo
    x 10, brevissimi anni.

  31. bellissime parole, ma sopratutto giuste, il dolore e indescrivibile solo chi ha amato un cane o un gatto epuo capire, e tutti diciammo basta non riesco a guarire per lui figuriamoci sopportare un atro dolore simile, io che ho perso un cane un gatto un cane e vi dico la stessa sofferenza lo prota per il cane di mia sorella che quando mi vedeva era meglio che mangiare un biscotto, amici compagni unici, e la perdita del mio ultimo avevo detto basta na poi camminavo per strada e mi fermavo a guardare tutti i cani che mi passavano accanto e li vedevo tutti belli fermavo la gente per parlare di loro, poi ho pensato il mio tato mi ha insegnato come fare per amare un cane, non posso rimanere senza era un cane finto dicevo perche non abbaiava stava con tutti giocava con tutti,ok decideo di prenderlo stessa razza però forse volevo ritrovare lui, ma vi assicuro che nessun cane e uguale un teppista come questo, na son felice non ho il tempo di essere triste con lui stesso amore un intesa perfetta e piu passano i giorni e piu son felice della mia scelta, e son sicura che e stato il mio precedente tato a mandarmi un teppista cosi per non darmi il tempo di essere triste, ma ricordatevi che non dimentichero mai i miei amori unici amori della mia viita anzi con orgolio parlo di loro ancora ora dopo 30 20 5 5 anni di distanza dalla loro perditanon si possono dimenticare grazie tati pelosi e no per esistere

  32. Cara Valeria, questa volta mi hai fatto piangere…… Di solito leggo i tuoi articoli con il sorriso ma questo mi ha toccato profondamente…. Parole e concetti verissimi, che tutti noi che amiamo gli animali non possiamo non condividere! Complimenti e grazie.

  33. Anch’io avevo detto basta, molti anni fa, quando è morto, troppo giovane ed improvvisamente per un aneurisma, il mio primo vero cane, Bric. Io sono cresciuta sempre in compagnia di cani, il primo in assoluto è arrivato a casa che io non avevo ancora un anno, per tutti ho pianto e mi sono disperata e li ricordo tutti. Bric però aveva qualcosa in più e non me la sentivo di sostituirlo. Dieci giorni dopo mio marito mi ha accompagnata in un rifugio per cani e siamo arrivati a casa con Chewbacca che è con noi ormai da 15 anni e come se non bastasse a maggio è arrivato anche Spock. Li amo entrambi come ho amato tutti i miei cani, ognuno forse in modo diverso, ma tanto intensamente! Ti fanno soffrire quando se ne vanno, è un grosso impegno seguirli come vanno seguiti, ma niente sostituirà mai la felicità che ti possono dare!

    Caro papà fai contenta tua figlia e il piccolo Abù, apri il tuo cuore e non te ne pentirai

  34. Ho dimenticato di dire che sono stati proprio i miei genitori ad insegnarmi quanto amore possano dare tutte le piccole creature a quattro zampe. Sono cresciuta in mezzo ad animaletti di tutti i generi e ne sono felice. Non deludere tua figlia.

  35. I cani e i gatti miei compagni di vita e perduti me li porto con me infilati in un sacchetto in mezzo al cuore che fanno compagnia stretta agli umani che stanno lì con loro. Ogni volta che ho perduto un cane o un gatto ho detto mai più. E in effetti un nuovo compagno peloso non l’ho cercato io dopo una mazzata simile, mi hanno trovata loro. Poi… se l’amore per gli animali te lo porti dietro in ogni momento, il peloso nuovo si trova subito il posto in più che non aspettava altro che aprirsi per farcelo sistemare! C’è un sacco di spazio nel cuore se è grande. Grazie Valeria.

  36. Cara Valeria, è la prima volta che leggo un tuo articolo in quanto non conoscevo il sito.
    Farti i complimenti è poco. Volevo solo dire che non bisogna essere donne per piangere.
    Ho 70 anni: ho pianto anche a 40 a 50 a 60 tutte le volte che ho perso un “amico peloso”. E ho pianto leggendo le tue righe.

  37. Sembrerà molto strano ma io sono parzialmente fuori dal coro.
    Ovviamente condivido le parole di Valeria ma avendo anch’io vissuto questa esperienza,come la maggior parte di voi e come quest’uomo,credo di poter dire anche qualcosa di diverso e in parte contrastante: io ho 18 anni attualmente,e quando se ne è andato,durante i miei 15 anni, il mio primo cane e primo pastore tedesco di nome Rex,a soli 7 anni-soffrendo e morendo così male,dopo una malattia di cui non siamo mai stati neanche sicuri di cosa fosse, e non sapremo mai se la vet abbia davvero fatto del suo meglio per curarlo-sono stata molto male sia per la solitudine che per i rimorsi che avevo per la sua morte così poco dignitosa e che assolutamente non si meritava.
    Comunque,nonostante Rex mi mancasse molto e pensavo(e penso) che fosse stato il miglior che potessi mai avere,dentro di me ogni giorno cresceva questo vuoto di cui parla Valeria,in me acuito dal fatto che questo vuoto era già presente e che in quel periodo ero già una persona particolarmente sola e demotivata,e quindi la morte di Rex mi aveva reso ancora più “debole” e triste. Quindi questo vuoto si portò ben presto dietro la voglia di avere un’altro cane,un cucciolo che mi riempisse le giornate,che potesse farmi essere un po’ più felice.
    Tuttavia dentro di me ero molto combattuta,tra il fatto di volere questo cucciolo e cominciare una nuova avventura,e i tanti dubbi e preoccupazioni che avevo il riguardo: innanzitutto,era giusto prendere un’altro cane? Come facevo,dopo così poco tempo,a pensare egoisticamente a sostituire Rex? E poi,che cane avrei preso? un’altro pastore tedesco? un’altro pastore tedesco sarebbe stato un cane fin troppo simile al mio Rex,ma NON il mio Rex! Non volevo che un’altro pastore tedesco sostituisse con la sua immagine il ricordo che avevo di Rex,o che cmq vi si frapponesse. Allora,un’altro cane,magari un meticcio del canile? Ma se avessi preso un cane di un’altra razza,che cane avrei dovuto prendere? Qualsiasi cane a cui pensavo,dal labrador al meticcio,mi faceva dire: sarebbe completamente diverso da Rex,e questo è un bene,ma…non è un pastore tedesco! Non mi piace il carattere di quella razza xxx! Se prendo un meticcio lo prendo lupoide e che abbia un carattere simile a quello del pastore tedesco,quindi che senso ha prenderlo se lo prendo simile a un pastore tedesco e se amo il pastore tedesco,che però sarebbe a sua volta troppo simile a Rex?
    Queste e altre pare(come dice Valeria…io direi vere e proprie elucubrazioni mentali,che mi facevano quasi ‘impazzire’,forse insolite per una quindicenne,non lo so sinceramente) io avevo in quel periodo,ma in tutto questo continuavo a rimanere profondamente sola,e quando ho cominciato a manifestare alla mia famiglia il mio desiderio di avere un’altro cane(non senza un po’ di vergogna),ecco che mio fratello e anche mio padre,e anche un pochino mia madre,erano in disaccordo: Rex non si sostituisce,Rex rimarrà unico,nessun cane prenderà il posto di Rex,non possiamo riprendere un’altro Pastore Tedesco ecc
    Io però non ce la facevo più,quindi,dopo diversi pianti,si decise di prendere un cane,ma mio fratello era ancora molto convinto che non fosse giusto prendere un’altro Pastore Tedesco.
    Io ero davvero molto combattuta e in tutto questo ero davvero confusa. Dentro di me desideravo un’altro pastore tedesco,ma pensavo a tutte quelle cose(e anche più) che sopra vi ho descritto,e quindi cominciava a prendere strada l’idea di adottare un meticcio al canile. Un gesto che tra l’altro mi sembrava quasi dovuto,come per sdebitarmi con Rex per il fatto che non fosse vissuto molto bene e che fosse morto davvero male.
    Andai con mio nonno in 2 diversi canili,ma tuttavia non rimasi molto colpita da nessun cane in particolare: nel primo c’era un cane che un po’ mi colpì,ma era adulto,e in quel periodo desideravo un cucciolo perchè non l’avevo mai avuto prima e mi piaceva provare quest’esperienza per la prima volta(ovvero,Rex lo prendemmo da cucciolo,ma ero troppo piccola per ricordarmene e per viverlo appieno). Nel secondo mi fecero vedere due cuccioloni,già un po’ cresciutelli,che non mi fecero scattare nulla di quello che credevo potesse scattare quando avrei incontrato “quel cane”. Sì insomma,quel cane lì,che sai che dev’essere tuo. Non avevo mai provato quella sensazione prima,perchè Rex lo scelsero per me,e quindi volevo scegliere io stavolta. E scegliere bene.
    Un giorno,leggendo un libro della Rossi, lì lei stessa scrisse,su un capitolo riguardante la scelta,che ” se hai una razza nel cuore non c’è nulla da fare: prendila e basta”(o qualcosa del genere),e lì capii che probabilmente il Pastore Tedesco,insieme a Rex,mi era rimasto nel cuore,e che nessun’altra razza avrei potuto prendere se non quella. E che il tentativo di evitare il PT in nome di Rex non era giusto,anche se in realtà per molto tempo ho creduto che invece non avrei dovuto riprendere un pt,per Rex.
    Alla fine andai da un’allevatore che aveva allevato il padre del mio Rex: lo conobbi sul web risalendo a lui tramite la geealogia di Rex,e quindi decisi di vedere i suoi cuccioli e,nel caso avessi scelto un PT,mi dissi che l’avrei sicuramente preso da lui,avendo lui allevato i genitori di Rex(che però fu preso da un privato).
    Andai da lui insieme a mio padre e a mio nonno e la prima volta che vidi la mia cucciola,sinceramente non rimasi molto colpita neanche di lei,anche se mi faceva indubbiamente tenerezza: non mi venne in mente,non so perchè,di vederla più da vicino e prenderla,forse perchè aveva ancora solo 25 giorni,e quindi era davvero piccola. Quando la vidi pensai a Rex,e una volta in macchina,scoppiai a piangere,presa da un non so quale senso di colpa.
    Per tanto tempo,fino a quando la mia futura cagna attuale non compiette 2 mesi,io rimasi indecisa su quale cane prendere. Alla fine presi lei,la mia cucciola di pastore tedesco. Quando arrivò a casa fui felice,ma il secondo giorno,guardandola,nonostante fosse passato più di 1 anno dalla morte di Rex,mi venne da piangere,anche per il fatto che mio fratello allora era ancora molto restio a un PT e me lo faceva pesare.
    Ora,se io penso a tutto questo,penso a due cose:
    -ognuno di noi ha dei tempi diversi: è giusto ricordare a questo papà ciò che ha ricordato Valeria,ma è altrettanto giusto comprendere che noi tutti siamo diversi gli uni dagli altri e che ognuno di noi ha avuto una storia diversa col proprio cane…Se questo papà non è pronto a me non sembra giusto voler “spingere” affinchè lo sia,perchè,incredibilmente,persino io che personalmente volevo un cucciolo,in realtà NON ero affatto pronta per averlo. Psicologicamente ero concentrata su tutte quelle paranoie che vi ho descritto,e questo ha fatto sì che io no vivessi bene quello che invece doveva essere una cosa bellissima,la scelta e l’arrivo di un cane a casa! In tal caso sua figlia è pronta ad accogliere un nuovo cane,ma è bene rispettare i tempi di ognuno e capire che finchè si ragiona come ragionavo io e come ragiona questo papà,è MEGLIO ASPETTARE,perchè significa che non si è ancora lucidi per fare UNA SCELTA COME SI DEVE.
    -arrivo al secondo punto: proprio perchè non psicologicamente ben disposta,fra tutte queste paranoie io dimenticai la cosa più importante,ovvero scegliere bene il cane,non tanto in base alle similitudini con Rex o con i PT,ma in base alla salute,caratteristiche ecc. Io in tutto questo che vi ho raccontato ho davvero pensato a poco a fare una scelta giusta: pensavo alle similitudini con Rex invece che a pensare alla salute del cucciolo,a come fosse stato cresciuto ecc. Perciò,io ritengo che se una persona pensa e dice cose come facevo io o questo papà,significa che non è pronta per avere un’altro cane,ed è giusto che non lo abbia finchè non sia psicologicamente pronta per un’altra “avventura”. Il ‘bello’ è che io poi VOLEVO un cane,ma lo volevo PER RIEMPIRE la mia solitudine! E questo è sbagliato! Sono contentissima della mia cagna oggi,ma avrei voluto che le cose,quando la scelsi,andassero diversamente. Non ero pronta e me ne accorgo solo oggi.
    Quando leggo di persone,amanti dei cani,che suggeriscono a qualcuno di iniziare una nuova avventura con un’altro cane,a una persona cui è morto il cane,mi dà sinceramente un po’ fastidio perchè penso che non si possa dare un suggerimento del genere a un’individuo che ha appena subito un dolore così. Non puoi chiedere a una persona che ha ancora una ferita così aperta di aprire il suo cuore. Perchè se la persona stessa non crede di poterlo aprire,e prende il nuovo cucciolo con mille paure e paranoie,allora non farà una scelta giusta!
    Quindi ritengo che sia giusto che il papà aspetti,e che capisca da solo. Ovviamente non so com’è la loro situazione: certo,se la figlia invece è sicura,sarebbe un atto gentile da parte sua decidere di accogliere un nuovo cane,però le scelte di solito si fanno in famiglia,tutti. Soprattutto se così importanti.
    Cmq,anch’io,posso dire a quest’uomo di non avere paura delle similitudini che si dovrebbero creare fra Argo e il nuovo cane: anch’io ne avevo paura appena presa la mia,ma ora invece,mi trasmettono solo tanta dolcezza,e sono contenta di rinvenirle.
    Una volta ho visto dalla finestra della cuccina la mia pastorina ‘sorridere’ seduta in terrazzo,che mi guardava: ho rinvenuto in lei lo stesso sguardo di Rex,la stessa espressione…E tutto ciò per me ora è solo fonte di felicità,e non di paura! Non c’era nulla da aver paura,sono semplicemente due cani diversi,con i loro difetti e le loro qualità,ma con un qualcosa che li accomuna: la stessa felicità nel vedermi,la stessa voglia di attività, lo stesso sguardo d’amore e di cucciolo giocherellone.
    Scusatemi per il poema,ma è un argomento complesso,e ognuno di noi porta la sua esperienza dietro.
    Ciao Rex,
    il mio primo cane,che mai vorrò dimenticare.

    • non ricordo la mia vita senza un cane ,non ricordo di aver vissuto neanche un mese senza un-Il mio cane.continuano ad essere nel mio cuore tutti i cani avuti. E continuo a piangere per la loro mancanza.Mi hanno dato tanto ,ognuno diverso dall’altro, ma sempre miei.Non vivo e non vivrò mai senza un cane accanto a me.Sono una persona che può dirsi più fortunata di tante altre ,con famiglia,figli e benestante,quindi non dovrei sentire questa necessità?si è una necessità perchè son loro che mi hanno sempre dato tanto,anche ora che non ci son più ho il loro ricordo <3

  38. che dire….. come hai ragione valeria…. io ho impiegato due anni e mezzo a riprendermi dalla perdita di nala, il mio siberian….. poi ho preso nami….. e il giorno che lei è entrata nella mia vita mi sono pentita di aver aspettato così tanto…. lei è difficile, testarda, fantastica… mentre nala era bravissima, perfetta…. fantastica…… due cani, due amori unici….. due amiche per la vita….. nessuno sostituisce nessuno…. l’amore non ha limiti…specie l’amore per un cane…l’amore di un cane…

  39. Giustissimo, nessun affetto si può sostituire. Però ogni cane che ha vissuto con noi ci ha lasciato qualcosa che ci ha arricchito e sarebbe un peccato sprecarla, proprio per l’amore che abbiamo dato loro e che ci hanno restituito.

  40. Gent.le Sig. Valeria
    leggo con piacere i suoi articoli, ma questo ha toccato il mio cuore più da vicino xchè sono una delle tante fortunate che hanno amato così tanto una creatura a 4 zampe. Lui era un micio, ma poco importa: quel dolore lacerante è lo stesso, specialmente se si è trattato di qualcuno di raro, davvero raro.
    È vero ciò che dice: insegnano ad amare in modo pulito e questo sentimento così limpido non va sprecato.
    Tra pochi giorni saranno due anni da quando non c’è più, ora ho un altro micio che ne ha poco più di uno.
    Ma sa cos’ho fatto circa 5 anni fa, quando LUI era ancora vivo?
    Sapendo quanto fosse immenso il suo dono x me ho deciso di renderlo, in qualche modo, immortale.
    Ho coltivato il sogno che mi aveva regalato fin dal suo arrivo, nel 2001, salvando la mia vita: ho letto, ho studiato e sono diventata Operatore Pet Therapy.
    Ho adottato una Weimaraner che ora ha 4 anni e abbiamo iniziato a metter su un’equipe multidisciplinare con le mie colleghe. Anche il mio micio di oggi ne fa parte e LUI.. Lui c’è ed è vivo in ogni cosa buona ed importante che riusciamo a fare. La nostra équipe porta il Suo nome e io.. Io ce l’ho fatta: gli ho regalato l’immortalità xchè lui adesso esiste x tutti coloro che ci conoscono e beneficiano di questa fantastica co-terapia. A Ghibli

  41. Valeria… mi hai fatto piangere: è l’articolo più bello che abbia mai letto. Anche il mio lupo si chiamava Argo: siamo cresciuti insieme ed è morto 26 anni fa. Non lo dimenticherò mai e piango ancora spesso per lui. Ma io senza cani non ci posso proprio stare: ce ne sono stati tanti, dopo di lui… e ora c’è Giulia, adottata 1 mese fa dal canile, dove ha passato tutti i suoi 8 anni in un box all’aperto… So che morirà anche lei, so che abbiamo ancora meno tempo del normale, visto che è già “anzianotta”, ma tutti gli anni che le restano li vivrà in famiglia, in una casa calda, circondata dall’amore ed è così che dovrà addormentarsi quando sarà il momento: la sua vita è appena cominciata.

  42. quando il nostro cane ci lascia (che sia il primo, il secondo o il centesimo) ci strazia … a fine 2011 è morta la mia Kora, stavamo insieme 24 ore al giorno perchè io ho la fortuna di lavorare a casa … è stata dura, ancora di più perchè è stata una cosa improvvisa, due minuti prima era in piedi di fianco a noi nello sgambamento di un parco, due minuti dopo era a terra in coma …

    e sì, mi è capitato di pensare che tutta la gioia che mi aveva dato mi fosse stata strappata dal cuore in un attimo, e sì ho pensato che quel dolore era così forte che forse non valeva neanche i 9,5 anni di amore reciproco … sì quando sei lacerato dal dolore pensi che non potresti sopportarlo di nuovo … anche mio marito afflitto aveva dichiarato ‘basta cani’ almeno per un pò (nove mesi prima era morto anche il piccolo Red, si era serenamente spento a quasi 17 anni)

    ma poi oltre al dolore inimmaginabile ho iniziato a provare una sensazione ancora peggiore … ricordo ancora quando, circa un mese dopo, sorpresa a piangere da mio marito (che se entrasse in casa ora mi sorprenderebbe di nuovo in lacrime)
    gli dissi “io mi sento a metà” e lui mi rispose “allora dobbiamo trovare un’altra metà”

    la mia altra metà si chiama Astra, l’ho adottata da un canile ma non sono stata io a salvare lei, è lei che ha salvato me

  43. Che dire se non che ho pianto dalla prima all’ultima riga…
    mi sono ritrovata in ogni parola scritta.. Grazie!
    Il 23 dicembre 2012 mi ha lasciato la mia ombra… la mia anima… la mia vita…
    Avevo 16 anni quando l’ho preso dal canile e stavo per compierne 35 quando mi ha lasciato…
    Tra gennaio e febbraio avrebbe compiuto 19 anni, tra cui 18 anni e mezzo sempre insieme a me…
    lui è stato accanto a me sempre… ai tempi della scuola, quando mamma è stata male, quando è morta, quando aspettavo mia figlia e durante i primi quasi 3 anni e mezzo della piccola…

    Gli ultimi 3 anni sono stati durissimi, soffriva di incontinenza e lo portavamo fuori ogni 4 ore, lo portavamo su e giu per le scale in braccio e dovevamo aiutarlo ad alzarsi perchè a causa dell’artrosi non riusciva piu a farlo…
    Quella domenica mattina, quando ha esalato il suo ultimo respiro qui in casa, durante le nostre coccole e fortunatamente in modo naturale e senza bisogno di aiuto… mi è caduto il mondo addosso… un mondo che non si ritrova mai del tutto… così come non l’ho ritrovato del tutto dopo la morte di mia mamma…
    Rispondere alle domande di mia figlia di 3 anni e mezzo che si alzava la notte chiedendo perche’… era dura… davvero dura… lui era stato un cane esemplare con lei, nonostante la sua vecchiaia, nonostante l’artrosi… Lei ci era cresciuta insieme e di punto in bianco non c’era piu… era sparito dalla mia vita, dalla sua vita… come avrei fatto?
    Me lo chiedo ancora adesso… il mese prossimo è un anno e mi sembra ieri che accarezzavo il suo pelo per l’ultima volta, mi sembra ieri che passavo ore a parlarci per dirgli che lo avrei amato per sempre e ricordargli tutto quello che avevamo fatto insieme… ancora adesso ci parlo, ancora adesso parliamo di lui, ancora adesso che mia figlia ha 4 anni e che è passato quasi un anno chiede di lui… spesso mi dice: “se adesso Iki sul ponte arcobaleno sta bene ed è guarito può tornare con noi!”, 10 giorni fa mi ha chiesto quando torna dal Ponte!

    Oggi abbiamo una cagnolina, Nuvola, presa anche lei dal canile… siamo rinati da quando c’è lei in casa, ma non mi sento di avere tradito Iki anche se all’inizio temefo fosse cosi’… a volte mi pare di vederlo dietro di lei che le insegna qualche marachella, anche perchè spesso ha i suoi comportamenti…
    Io non amerò mai nessuno come ho amato Iki perchè ogni amore è diverso… ogni amore è insostituibile, nessuno è un sostituto di nessuno e nessuno lo sarà mai…
    Lui è stato il mio primo cane, colui per la quale ho pianto anni per averlo, colui che era messo così male che pareva dovesse vivere un mese e invece è vissuto quasi 19 anni… colui che avrei voluto per sempre al mio fianco, ma lui c’è… io lo sento che c’è… non so se è perchè ne parliamo tanto quanto prima o se è perchè lui c’è e basta ma C’E’… anche se invisibile…
    invece Nuvola è qui… visibile… aveva bisogno di una casa e amore come tantissimi altri…
    Nuvola l’ha scelta mia figlia in foto, ne sono successe così tante che ho sempre detto il cane che entrerà in questa casa sarà mandato da Iki e io sono ancora certa che l’ha mandata lui… e lo ringrazio ogni volta… e ringrazio il mio compagno che nonostante la sofferenza ha insistito, ringrazio mia figlia, dopo poco dall’arrivo di Nuvola lui mi ha detto: “avevo ragione però… nessuno sostituisce nessuno… Nuvola non occupa lo stesso spazio di Iki nel cuore, solo lo stesso spazio in casa, è un amore diverso, ma anche questo è amore!”
    credo che questa frase dica tanto… dica tutto… spero che questo padre legga la tua bellissima lettera e magari anche i commenti sotto… e ricominci ad amare… amare un secondo cane non vuol dire non amare piu il primo… ma amarne due… in modi diversi ma salvare un’altra vita e anche se stessi…

  44. Noi per ora abbiamo perso solo le nostre micie. Iside, in modo assolutamente ingiusto e improvviso. Aveva solo sei anni, iniziò a star malissimo e in tre giorni se ne andò…ancora non sappiamo che cosa la colpì. Poi Mao, sua figlia, che scomparve nel nulla. Ovviamente dopo qualche mese, avevamo già una nuova micia, scaglia di tartaruga come Iside, presa al gattile ( tanto per capire com`era presa, tuttora il suo soprannome é “schifezzina”, anche se adesso é una bella gatta altetica). Ogni volta che guardo i miei due cani, specie quando Kiba ha la “coccolite” e mi “zampa” perché io resti a coccolare lui invece di Yuki, non riesco a trattenere una lacrimuccia. Yuki é stata il mio primo cane, e ora ha otto anni. É grazie a lei ( e a questa rivista…ma se non avessi avuto yuki sarei una sciuramaria perché non avrei mai iniziato a leggerla!) se ora mi fanno i complimenti per strada quando riconosco razze come l`hovawart o il norfolk terrier, o se l`educazione di Kiba é stata cosí facile ( ma non tiriamocela troppo, é ancora un pazzo scatenato eh!). Kiba invece…é Kiba. Si é fatto dieci anni di gabbia, e quando ne é uscito ha ricominciato da zero a vivere. É così felice, così spontaneo. Quando yuki ti fa qualcosa, ti pianta li una faccia da culo come poche, invece lui é quasi in balia dell`istinto. Il pensiero che sia così avanti con l`età mi fa salire il magone perché se c`é qualcuno che ama la vita quello é lui. Quante volte mi son trovata a pensare che pur di averlo con me gli darei dieci anni dei miei, visto che i suoi glieli hanno rubati!

  45. Dimenticavo: l`unica cosa che spero, é che quando verrà il loro momento, io li possa salutare nella loro cuccia, in casa. Non vorrei dover rivivere mai più quello che abbiamo passato con Iside, che se n`é andata su un tavolo di metallo con noi impotenti a guardarla soffrire piangendo. Ci credo che poi uno pensa “mai più!”

  46. Ho perso la mia gattina a settembre, era una gatta speciale con la quale vivevo in simbiosi ormai da 2 anni e mezzo. Lei non era una gatta come le altre, ma delicata, malaticcia, debole… Non l’ho mai fatta sterilizzare, in cuor mio sapevo che il suo cuore non era abbastanza forte da reggere un intervento e ogni volta che andava in amore, le davo il doppio dell’affetto senza arrabbiarmi mai per il suo miagolare a tutte le ore…
    Mi è caduta dal terrazzo, secondo piano. Per due giorni l’abbiamo cercata incessantemente senza trovarla. La sera del secondo giorno, ho sentito un flebile miagolio e mi sono affacciata dal terrazzo: era nel giardino della vicina! Sono scesa di corsa, la disperazione di quei due giorni finalmente era finita! Averla tra le braccia di nuovo, sporca ma viva era la sola cosa che contasse!
    Appena in casa ci siamo accorti che aveva una zampa fratturata, così la mattina dopo l’ho portata dal veterinario. La frattura era bruttissima e lei non era in condizioni di essere operata, aveva la febbre alta ed era debilitata, così dietro consiglio del veterinario abbiamo deciso di farla riprendere qualche giorno e poi decidere l’intervento con un chirurgo.
    Per una settimana l’ho riempita di coccole, il più che potevo. Ma il mio tesoro non era come gli altri gatti… era un piccolo angelo, e il giorno dell’intervento, non ce l’ha fatta ugualmente.
    Mi manca. Solo dio sa quanto. Ma ho giurato a me stessa che se l’avessi ritrovata, avrei preso un altro povero animaletto abbandonato. E dio, sapendo che se la sarebbe portata via, mi ha ascoltato. Ora ho un micetto in casa, che non è la mia piccola stella, ma vi assicuro che le sue zampette stanno curando la grande ferita che lei ha lasciato. In silenzio, con amore, con l’amore che solo un peloso sa dare.
    Ale.

  47. Non riesco a finire di leggere l’articolo, ho gli occhi pieni di lacrime e il groppone. Sono passati più di 10 anni da quando Lea è morta, eppure il dolore che ho provato (era una ragazzina, avevo circa 12 anni) me lo ricordo ancora benissimo. Adesso di cani ne ho due, e non voglio pensare a “oh, stanno crescendo e io non me ne accorgo… mi sembra ieri che avevano 20 giorni e adesso hanno quasi 4 anni…”, no. Voglio godermi ogni secondo con loro e se ne frattempo il branco si dovesse ampliare, ben venga: mai più dubbi se prendere o meno un altro cane dopo la morte del precedente. Una vita senza pelosi per me non è concepibile.

  48. non so ancora cosa voglia dire soffrire quando partono per l’arcobaleno…ma sono consapevole che quando succedera’ il mio dolore sara’ cosi’ forte che anch’io pensero’ “basta cani”..ma oggi leggendo questa leettera ho capito tante cose. Questa donna è stupenda, e la ringrazio per cio’ che fa per i nostri amici a 4 zampre.

  49. Il 18 Dicembre 2013, dopo 9 meravigliosi (racchiudo tutto in una sola parola in quanto sarebbero davvero troppe quelle adatte) anni insieme, ho dovuto dire addio alla mia Mia. Un dolore inimmaginabile, devastante, profondo come una vorgine, la voragine di vuoto che la mia bambina andandosene ha lasciato nella mia vita, nella mia casa, in tutto il mio mondo. Un dolore accentuato dalla consapevolezza che la decisione di quando dirle addio spettava solo a me, un brutto male la stava divorando giorno dopo giorno. Il dolore e la sofferenza della perdita non se ne andranno mai, si forse si affievoliranno, ma non se ne andranno mai. Ogni volta che guardo le sue foto appese per casa, ogni volta che guardo il suo cuscino riposto con cura nello sgabuzzino, ogni volta che mi imbatto nelle sue palline o semplicemente ogni volta che mi guardo intorno e non vedo il suo naso bagnato che ronfa o non sento il ticchettio delle sue unghie risuonare per minuti e minuti prima di trovare una posizione consona al riposo del suo meraviglioso culone peloso. Mia ha con me diviso gioie e dolori di quei nove anni, abbiamo vissuto insieme milioni di avventure e nessuno o niente mi potrà mai separare da quei ricordi o sostituirli/sostituirsi ma la cosa più importate che ho condiviso con lei è l’amore incondizionato e supremo ed il più grande regalo che potesse farmi è la consapevolezza di non volere assolutamente una vita senza un compagno peloso. Non ho ancora idea di quando un’altra bambina entrerà nella mia casa ma, contrariamente a quanto potevo io stessa pensare, la voglia di ricominciare una nuova avventura c’è già. Grazie mia bellissima bambina, tu mi hai insegnato tutto questo e io non potrò mai smettere di ringraziarti.

    Per sempre io & te

  50. C’è chi riesce a camuffare un’intolleranza anche per settimane, mesi, anni fingendo, a volte, “per il quieto vivere” di accettare situazioni indesiderate. Alla prima occasione di cambiamento poi finalmente (per il camuffatore) si gira pagina adducendo pietose motivazioni.

  51. avevo letto questa nota qualche tempo fa e proprio qualche giorno fa, ho perso la mia amatissima Leni, una Rottweiler di appena sei anni. Se n’è andata nel sonno, dopo due mesi di lotta contro un male cattivo e lacerante. Anch’io sono sotto un lutto pesante, e non ho vergogna alcuna, quando dico che ho pianto e piango al solo pensiero di Leni che non c’é piú. Ovviamente, anch’io mi sono detto: “cani, mai più!”, visti i sei anni di grande amore e intesa passata con Leni, malgrado le cattiverie e intrighi fatti contro di lei, per il solo fatto di essere una Rottweiler, razza stigmatizzata dai media ipocriti. Quindi, Leni ai piedi del Ponte ed io qui, solo col mio dolore.
    In famiglia, abbiamo avuto sempre cani, ma Leni, è stata la mia prima cagnolona tutta mia e si sa che i Rottweiler, amano un solo “padrone” per il resto della loro vita. Quindi mai piú cani? In questo momento, è difficile dire. Forse ci vorrá del tempo, visto che sento ancora la presenza di Leni. Ma mi ha fatto del bene rileggere questa nota!

  52. Tutte le parole che potrei mai usare sarebbero solo sprecate. Questo articolo mi ha spezzato il cuore, letteralmente, di gioia. Ha confermato quello che credevo di aver imparato dal mio peloso fratello, figlio e migliore amico.

    Ancora complimenti e grazie.

  53. Il 20 novembre mi ha lasciato per sempre il mio Luke,aveva appena compiuto 11 anni e non mostrava assolutamente la sua età,purtroppo si è ammalato e nonostante le lunghe cure,ha deciso di lasciarmi.
    Mi ha lasciato un dolore e un vuoto dentro devastante che non mi lascerà mai…sono già passati quasi 5 mesi e so che una parte di me è volata via con lui.
    Ogni tanto guardo le sue foto o i suoi giochini di cui lui era tanto geloso e non riesco a trattenere le lacrime.
    Mi manca tantissimo in ogni momento della mia giornata,era un cane favoloso,ci capivamo anche solo guardandoci negli occhi,mi manca quel suo balletto strano che faceva ogni qual volta mi vedeva rientrare a casa.
    Purtroppo è un dolore che non tutti capiscono,soprattutto chi non ha mai avuto un “amico fedele peloso”.
    Dopo quello che ho passato mi ero ripromessa di non prenderne più,ma non è andata così…ora ho un cucciolo di soli 6 mesi con un bel caratterino,di conguenza mi impegna tanto,ovviamente non potrà mai sostituire il mio Luke…ogni cane è unico e solo loro sanno donare così tanto amore e affetto.
    Loro ti riempiono la vita!

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.