insicuro1di VALERIA ROSSI – “Fa la pipì in casa e non fuori”… “ringhia quando si avvicina un altro cane”… “rifiuta di essere toccato dagli umani”…
Mi si chiede molto spesso consiglio su casi come questi (e su altri ancora) che hanno un denominatore comune: un cane insicuro, con scarsa autostima e/o poca fiducia anche in quelli che dovrebbero essere i suoi umani di riferimento.
Sì, purtroppo nei cani insicuri c’è anche mancanza di fiducia: infatti chi pensa di avere al proprio fianco un super-eroe capace di difenderlo da qualsiasi nemico non ha, a sua volta, più paura di nulla.
Perché quella gran pirla di Lois Lane va regolarmente a cercarsi le peggiori rogne di questo mondo? Perché sa che intanto arriva sempre Superman!
Ecco, il nostro cane – anche se non si sente personalmente ‘sto gran figo – dovrebbe avere di noi un’immagine molto simile: “qualsiasi stimolo negativo mi si presenti davanti, posso stare tranquillo perché tanto ci pensa lui (o lei)”.
E quindi non c’è bisogno di provvedere in proprio con ringhi, abbai, sceneggiate varie che spesso nascondono solo una bella fifa di fondo.
Attenzione: “spesso” non vuol dire “sempre“.
Giusto ieri parlavo con un amico che mi ha raccontato come, in un corso per educatori cinofili, si sia insegnato agli allievi che nel cane esiste solo l’aggressività da paura.
Tremo al pensiero di come questi ragazzi potranno affrontare, in futuro, casi di aggressività da dominanza, da possessività o da predatorietà… ma a parte questo, l’aggressività da paura effettivamente esiste, così come esiste quella da semplice insicurezza.  Ed è un fatto che sia piuttosto diffusa, così come sono assai diffusi altri comportamenti legati all’insicurezza, come quello di “portarsi la pipì a casa” (più frequente nei cuccioli) o quello di marcare ossessivamente il proprio territorio (tipico invece degli adulti insicuri).
Prima di parlare di come migliorare l’autostima del proprio cane (argomento che ho già trattato in altri articoli, ma che non fa mai male ribadire), ci terrei comunque a spiegare per quali motivi i cani possono essere – o diventare – insicuri: di questo credo di non avere mai parlato in passato.

Jack Russell puppy (1 month old)Tanto per cominciare, i cuccioli sono quasi tutti insicuri, con rare eccezioni legate più all’individuo che alla razza.
In realtà è forse un po’ più facile trovare piccoletti che si sentono padreterni nelle razze più “toste”, come i terrier: ma a me viene il mal di pancia quando qualcuno mi scrive (e purtroppo succede spesso…) cose tipo: “Che caspita di cane mi hanno venduto? E’ un pit bull, dovrebbe essere coraggiosissimo e invece se la fa sotto se vede un sacchetto di nylon che svolazza!”, oppure “Il mio rottweiler è una fregatura! Se incontriamo qualcuno che corre o urla, viene a nascondersi dietro le mie gambe!”
Immancabilmente, di fronte a messaggi di questo tipo, per prima cosa chiedo: “Quanti anni ha il cane?”.
E quasi immancabilmente la risposta è: “Ha tre mesi” (o poco più/poco meno. Il record è stato quello di un tizio incazzatissimo perché il suo cane – sorry, non ricordo la razza – “non faceva la guardia”.  Si scoprì poi che aveva cinquanta giorni).
Altrettanto diffusa è la convinzione che i cuccioli più sicuri di sé siano quelli che affrontano il mondo a denti spianati: ma la verità sta all’ esatto opposto.
Il cucciolo che davvero “si sente un padreterno” è quello solare, amichevole, che affronta scodinzolando, a orecchie e coda alte, sia l’umano sconosciuto che il cagnone da ottanta chili.
Quello che ringhia/abbaia è quasi sempre parecchio insicuro.
La normalità, in ogni caso, è quella del cucciolo che non parte a testa bassa come se volesse mangiarsi il mondo, ma che approccia tutto e tutti con una certa prudenza e accetta la dominanza sociale dei soggetti più maturi, anche con posture di sottomissione (che non vanno lette come “timore” o “paura”, ma solo come rispetto).
E’ anche del tutto normale che il cucciolo cerchi protezione dai suoi punti di riferimento (umani o cani adulti); è normale che non si fidi di lasciare il proprio odore all’esterno, ma che tenda a sporcare in posti che ritiene “sicuri” (casa compresa, ahinoi); è normale che non abbia ancora acquisito la consapevolezza dei propri mezzi e che non sia ancora in grado di svolgere compiti impegnativi come appunto quello di guardiano. E’, insomma, normale, anzi normalissimo che abbia ancora una certa insicurezza di base: e restarci male (o peggio ancora, sminuire le doti del proprio cane) per questo è veramente sciocco.

insicuro3E l’adulto?
L’adulto equilibrato, ben allevato e ben educato/socializzato/gestito dalla sua famiglia di adozione; dovrebbe avere piena consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie possibilità; dovrebbe essere in grado di rapportarsi correttamente con cani e umani; dovrebbe pensare di avere un ruolo preciso e dei compiti ben definiti all’interno del proprio “branco intespecifico”.
Quando e perché, invece,  il cane adulto può manifestare problemi comportamentali legati all’insicurezza?
Anche se so che questo farà inorridire in ugual misura animalisti e Sciuremarie, la prima risposta è:  “quando è stato eccessivamente viziato”.
Perché? Perché il cane, quando viene continuamente omaggiato senza aver fatto nulla per meritarlo, “CI CREDE”. Crede di essere stato posto sul gradino più alto della scala gerarchica (se posso usare la “parolaccia”… crede di essere stato eletto capobranco).
Purtroppo, come ho già ripetuto un’infinità di volte, sono davvero rarissimi i veri “cani alpha”, disposti a ricoprire questo ruolo: la maggior parte dei nostri amici sarebbe molto più felice di avere qualcun altro che possa guidare lui e tutto il branco. Qualcuno che gli garantisca di prendere sempre le decisioni giuste anche per lui, sollevandolo da quelle che gli umani chiamano “responsabilità”.
Dunque: un cane che venga ripetutamente coccolato, rimpinzato di bocconcini e in generale fatto oggetto di attenzioni che “cadono dal cielo” penserà sempre di essere stato messo a capo della sua famiglia… ma novantanove volte su cento non si sentirà assolutamente in grado di  svolgere efficamente questo incarico.
Questo stato di insicurezza comporta nervosismo ed ansia che si traducono poi in eccessiva possessività, talora aggressività, marcature – ovviamente con l’orina – dei muri di casa (se si tratta di un maschio), marcature dei luoghi sopraelevati che lui ritiene debbano appartenergli (divani, letti eccetera: si noterà anche che il cane marca soprattutto i punti in cui gli umani poggiano i genitali o i piedi, perché quelle sono le parti più odorose e lui si sente in dovere di sovrapporre il suo odore a quello dei “sottoposti”. Questo possono farlo sia i maschi che le femmine).

insicuro4Un altro motivo di insicurezza sono le piccole dimensioni: i cani non sono scemi come qualcuno sembra pensare, quindi non è affatto vero che “il chihuahua creda di essere un rottweiler”.
Sa benissimo di essere un chihuahua… e se non ha sufficiente fiducia nelle sue figure di riferimento (o se non ha affatto una figura di riferimento), ben sapendo di essere piccolo, cercherà di fare il bullo per tenere a distanza i cani più grandi (e talora anche gli umani) “a scopo preventivo”, ben sapendo che se dovessero arrivare a un conflitto lui ne uscirebbe perdente.
Ma dei microcani abbiamo già parlato in un articolo specifico, quindi non sto a ripetere le stesse cose.
Vorrei, invece, sottolineare un altro dei più comuni fraintendimenti a proposito di insicurezza, e cioè il fatto che “dovrebbe essere il cane a difendere noi, e non viceversa”.
Quando un cane adulto, di fronte a un ipotetico pericolo, corre a nascondersi dietro le gambe del suo umano, questi normalmente lo prende per “un codardo”: ma non è proprio così che funziona.
Se osserviamo un branco di cani (ma anche di lupi) di fronte all’avvicinarsi di un estraneo, noteremo che non è mai l’alpha a farsi avanti per primo: sia tra i cani che tra i lupi i primi ad affrontare l’intruso sono gli omega, che provano subito a mandare segnali di pace (nè cani, né lupi partono mai con l’intento di litigare). Se i segnali di pace non vengono  accettati si fanno avanti i beta, che sono i “poliziotti” del branco: se c’è da menar le mani – o meglio, le zanne – sono loro ad assumersi questo compito.
I soggetti alpha rimangono sempre indietro, ben protetti del resto del branco: la cosa è assolutamente normale, visto che il loro materiale genetico è quello più importante e più prezioso per la conservazione della specie, e quindi va difeso ad ogni costo.
Se ne deduce che, almeno tendenzialmente, i cani che ci usano come scudo non sono dei vigliacchi: sono soggetti che si ritengono “più importanti e più preziosi di noi”, e che quindi si aspettano che i membri meno importanti del branco (noi!) si occupino di tutelarli.
Quelli che ritengono che noi siamo i loro “alpha” si preoccupano invece di difenderci: ma con questi bisogna lavorare affinché capiscano che siamo NOI a stabilire se l’estraneo (umano o cane che sia) rappresenta davvero un pericolo, oppure no. Questo si ottiene più facilmente durante il periodo di socializzazione, ma si possono avere risultati apprezzabili anche più tardi.

campana-di-vetroTerzo, frequente motivo di insicurezza è la classica “campana di vetro”: ovvero, il tentativo di tenere il cane al riparo da qualsiasi forma di stress. E qui torniamo all’argomento che ho trattato nell’altro articolo di oggi: lo stress non è sempre “brutto e cattivo”, anzi! Ce ne sono due forme, il distress (che fa veramente male alla salute) e l’EUSTRESS, che invece dovrebbe essere addirittura ricercato perché, detto in modo un po’ semplicistico ma spero comprensibile, insegna al cane a vivere e soprattutto migliora la sua sicurezza e la sua autostima.
Purtroppo oggi esistono svariate scuole di pensiero cinofilo che vanno nella direzione diametralmente opposta, spingendo i proprietari (anzi, i “pet owner”, o i “care giver”: proprietari è un termine che non userebbero mai!) ad evitare al cane ogni minimo impatto con stimoli negativi. Insomma, ogni minimo impatto con la realtà della vita.
Il che, purtroppo, ha creato un vero esercito di cani insicuri e incapaci di affrontare le difficoltà e un corrispondente esercito di pet owner preoccupati che non riescono a capacitarsi di come il loro tesoro, accudito con tanto ammmore, possa manifestare problemi comportamentali.
Purtroppo li manifestano per colpa loro: perché il troppo ammmore (quello con tutte le emme del caso, ovvero quello malato, non l’amore normale e sano che dovrebbe legare umani e cani) crea insicurezza.
E’ insicuro il cane iperprotettivo, è insicuro il cane esageratamente possessivo, è insicuro il cane che non sa più dove sia lecito sporcare: magari non c’è solo l’insicurezza, ma possiamo star certi che essa sia sempre presente. E quindi dovremo, per prima cosa, correre ai ripari.


Come si migliora la sicurezza del cane?

Questo è un argomento che ho già trattato altre volte, in svariati articoli, e che è pure difficile analizzare per iscritto e parlando in generale, visto che ogni cane è un caso a sé e che andrebbe affrontato singolarmente (magari con l’aiuto di un vero e bravo esperto).  Però, giusto per dare qualche linea-guida generica, possiamo dire che bisogna SEMPRE:

a) stabilire regole, saper gestire le risorse, saper assumere, insomma il famoso (o famigerato, per chi lo vuole fraintedere) ruolo di “capobranco”, SEMPRE inteso come “guida sicura a cui affidarsi” e non certo come “despota che minaccia, punisce, fa uso di violenza”.
Lo ripeto per l’ennesima volta: se non ci fosse Superman, Lois Lane farebbe la casalinga e magari avrebbe anche un po’ di timore di uscire di casa in una città piena di delinquenti come Metropolis.

b) concedere al cane attenzioni, coccole, premi e rinforzi vari solo se li ha meritati, evitando di premiarlo per il solo fatto di esistere. Vi prego di prestare la massima attenzione a questo punto, perché è proprio questo il fattore che causa maggiori problemi di insicurezza. Ovviamente non c’è bisogno che il cane, per ottenere una coccola, debba risolvere un’equazione di terzo grado o fare un percorso di partour: basta un “seduto”, un “dai la zampa”, una cosetta qualsiasi. Però il concetto per lui deve essere “i premi arrivano perché mi sono comportato bene”, e non “i premi arrivano perché io sono il boss e quindi vengo omaggiato e osannato a prescindere”.

c) far fare al cane “il cane” e non il bambino, né il bambolotto, né il prezioso oggettino tenuto nella teca di cristallo.
“Vivere” significa affrontare e superare delle difficoltà: per tutti, ma ancor più per il cane, che è proprio “programmato” per una vita tutt’altro che comoda. I cuccioli, dalle loro mamme, imparano prima a cacciare e poi a lottare (attività che hanno proprio pochino di “zen”). Le mamme cagne li preparano a sapersela cavare di fronte a pericoli e stress, ad affrontare e superare paure e timori. Perché poi noi facciamo il possibile per rovinare tutto questo lavoro? Per amore, anzi per ammmmore? Mi dispiace, ma questo è un amore malato, sbagliato, che crea cani incapaci di vivere serenamente.
Quello che invece bisogna fare è proseguire il lavoro di mamma cagna ponendo – progressivamente – il cane di fronte a difficoltà di vario tipo, che noi gli insegneremo come superare. Gli esempi li ho già fatti altre volte, ma ripeto rapidamente: facciamo vedere al cane come si può camminare su una griglia senza timore del vuoto sottostante; facciamogli trovare sul suo – anzi, sul nostro – cammino sacchetti svolazzanti, ombrelli, oggetti rumorosi e così via; insegnamogli ad affrontare l’acqua e invitiamolo a nuotare… e così via. Gli esempi potrebbero essere infiniti. L’importante è capire che,  man mano che gli indichiamo come superare timori e piccoli stress, noi diventiamo Superman, ma anche il cane si sente sempre più sicuro di sé.

Qualcuno, forse, si chiederà: ma cosa c’entra tutto questo con il cane che piscia in casa?
Se aiutate il vostro amico ad acquisire contemporaneamente maggiore autostima e stima nei vostri confronti scoprirete che c’entra, eccome: perché sia il “portarsi la pipì a casa”, sia la marcatura delle zone di residenza sono manifestazioni della sua insicurezza.
Se si riesce a fargli superare quella, questo tipo di problemi sparisce esattamente come gli eccessi di possessività o aggressività.
Provare per credere… ma se non ve la sentite di provare da soli, o se non vedete risultati, vi invito ancora una volta a rivolgervi a persone più esperte: scappando però a gambe levate se qualcuno, di fronte a questo genere di problemi, vi propone la “pastiglietta miracolosa”.
L’insicurezza del cane è causata da errori del proprietario almeno nel 90% dei casi: pensare di risolverla con psicofarmaci & affini, anziché cercare di rimediare ai nostri errori, non è soltanto ingiusto. E’ proprio una vigliaccata. Sicuramente comoda… ma sempre vigliaccata.

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51 Commenti

  1. Quando la Clio – primo cane entrato in famiglia – aveva sette mesi, l’abbiamo portata al mare a Albissola Marina per starcene con lei in un bagno attrezzato (bene) per i cani. Lei, una dobermann che più cacasotto non si può, non ne voleva proprio sapere dell’acqua di mare che si muove, oltretutto pericolosamente. Nostro vicino di ombrellone un signore inglese, simpatico cinofilissimo corredato di due cagnole senza razza ma fornite di una robusta gioia di vivere! Disse: “Se mi lasci fare, ci penso io.” Col cuore in gola, lo lasciammo fare e lui, acchiappato il guinzaglio, si è trascinato dietro la cagnola che piantava i piedi come un mulo. Nell’acqua, l’ha OBBLIGATA a circolare intorno a lui, finché la stragrulla non ha capito che il gioco era bello e divertente e che tutto sommato ce la poteva fare anche da sola. Noi muti e angosciati, seguivamo la scena con la frase sulla fronte:” Dio ce la mandi buona, povera piccola nostra!!!” Da quel giorno la feroce fifona si è trasformata in un anfibio felice di buttarsi a pesce in tutti i cavalloni immaginabili e non finiremo mai di ringraziare il povero John che temo sia rimasto tatuato a vita dagli unghioni di pura razza stampati sulla schiena e sulla pancia!

      • Tecnicamente non è proprio flooding: il flooding ha anche una connotazione temporale (presentazione dello stimolo che spaventa il paziente più volte, nella massima quantità possibile e per il maggior tempo possibile) che qui mi sembra sia mancata (l’ha fatto una sola volta).
        Direi che è stata più una forzatura a superare un blocco, simile a quella che si fa con i cani fobici… però sono d’accordo sul fatto che sia piuttosto discutibile.
        E’ una “tecnica” che si usava molto anche con i bambini, anni addietro: se avevano paura dell’acqua ce li buttavi dentro. Si sono ottenuti così ottimi nuotatori, ma anche adulti fobici che non si avvicinavano più a meno di trecento metri dal mare.
        Visto che imparare ad entrare in acqua non era poi questione di vita o di morte (come invece può esserlo, per un cane di canile, passare dallo stato di “inadottabile” a quello di “adottabile), personalmente non so se avrei utilizzato un metodo così drastico: anche perché con i cani che hanno paura dell’acqua ci sono delle alternative (prima fra tutte, farli interagire con un altro cane che ama nuotare). Se erano già state tentate e non avevano funzionato… allora mi può star bene anche il metodo “ti butto dentro di peso”: se non era stato tentato nient’altro, allora avrei tenuto questo metodo proprio come ultima spiaggia!

    • buongiorno, leggendo questo articolo, a me interessante, e amando in gli animali in particolare da sempre i cani come fossero figli, io avrei questo problema di insicurezza col mio pincher di nome snoopy, il cane è entrato da me qui in casa che aveva 45gg, senza allungare i danni che mi ha fatto in casa, la mia preoccupazione cher quando si va fuori ha fare i bisogni, qualsiasi persona incontra, abaia e chi si avvicina morde. mi potete dare dei consigli come, fargli avere autostima di se stesso? sottolineando che io secondo il mio parere il cane è vissuto in cattività 15gg da mia sorella pensando di fargli del bene, invece vedendo che stava fuori legato, subito me lo sono ripreso, però ho questo problema, quando va fuori, oppure bussa qualcuno alla porta di casa abbaia e secondo la persona che è, anche morde. aspetto un vostro consiglio sul sito facebook. distintamente la saluto e auguri per questo SANTO NATALE

      • adotti un cane a 45 giorni che viene tenuto in “cattività” da tua sorella tenendolo “che stava fuori legato” e ti domandi come mai si comporta in questa maniera? O-o

  2. Ci sto provando, giuro che ci sto provando in tanti modi diversi. Il mio nuovo cane, maschio 6 anni, segna il territorio in casa, situazione peggiorata dalla convivenza con una femmina della stessa età, a cui lui deve ricordare sempre chi è comanda.
    Siamo al 3° mese, oggi è una settimana senza pipì, spero di aver trovato l’equilibrio giusto. Siamo arrivati anche a 3 settimane senza pipì poi siamo ripiombati nel caos più totale.
    Ogni volta che lui disimpara, rimango molto delusa, penso che non ci arriveremo mai, penso di regalarlo a qualcuno più bravo di me… poi lui mi lecca il viso (mi adora) e allora corro a leggere “ti presento il cane” e decido di provare in un’altra maniera… ecco forse è lì che ho sbagliato… ho dato troppe considerazioni alla femmina… ha bisogno di una mega passeggiata per svagarsi…
    Quello su cui sto lavorando adesso è:
    -lui è il leader sull’altro cane (lei non è in grado di farlo ed ha accettato di buon grado il suo spodestamento), quindi prime coccole a lui, momenti speciali con me solo per lui.
    – la notte si dorme in un trasportino chiuso, basta andare a giro per la stanza (in cui ho anche il divano) e segnare con la pipì a giro. Ci sono voluti qualche giorno per abituarli ma ora la sera sanno che si va a dormire lì e non si devono disperare se li chiudo.
    – anche di giorno, quando non ci sono, si sta in un trasportino (ora non gliene frega niente di uscire (se hanno sonno, stare aperti o chiusi non fa differenza), l’unica volta, una settimana fa, che ho dimenticato il trasportino aperto mezz’ora, mentre ero in bagno, ho trovato un ricordino sul divano.
    – alle 21:30 finisce l’acqua (la tolgo), li porto fuori alle 23-24, al rientro non possono bere. Basta con le vesciche piene (soprattutto della femmina) che poi non riesce a tenerla.
    – la mattina mi sveglio presto (alle 7, ma io potrei dormire anche di più), per i primi mesi voglio abituarli a dei ritmi più agevoli per la vescica, poi lavorerò per darmi un po’ più di sonno.
    – tutti i giorni passeggiata più lunga per svagare la mente e stancarlo, porto solo il maschio, è il suo premio speciale, tanto la femmina odia uscire.
    Questo è il ritmo che mi sono data, per ora ho buoni risultati, ma devo essere costante nel mantenere i buoni propositi, certo qualche giorno fa lui ha distrutto per noia un pezzo della cuccia… ma ogni volta mi devo chiedere dove ho sbagliato (mi sono presa l’influenza e per 3 giorni non ha fatto una bella passeggiata, ecco dove ho sbagliato).
    Va be’ si ricomincia da dove si è sbagliato. Spero di avere buoni risultati in qualche mese, mi piacerebbe poter tenere il trasportino aperto di giorno e fidarmi che lui non ne approfitterà per fare graffiti in giro.
    Speriamo. Io non mi arrendo (per ora).
    Grazie a questi articoli.

    • Ha durato solo 8 giorni… l’ho visto entrare nel trasportino (quindi volontariamente!) fare uno strano balletto su una parete…-Ma cosa….? NOOOOOOOOOOOOOO!- Le mie urla (misto d’inc….e disperazione). L’ha fatta dentro.
      Perché Valeria? Perché un cane deve andare a fare pipì nella cuccia potendo scegliere di farla fuori?
      Questa volta, colto in flagrante, ha ricevuto una mega sgridata (era veramente impaurito)e l’ho messo fuori dalla porta. Ho ripulito tutto.. e quando l’ho fatto rientrare era felicissimo.
      Speriamo almeno abbia capito.
      Il mio veterinario dice che alcuni maschi non smettono mai di segnare il territorio in casa. E’ vero? Potrò riuscirci un giorno?
      Intanto ripartiamo da zero con la conta dei giorni.

      • Non sono un educatore ma penso che sarebbe il caso che tu ti faccia consigliare da Valeria qualcuno bravo nella tua zona.
        Da quello che ho letto mi pare tu stai facendo diversi errori di comportamento e di lettura del cane. Ovviamente è una mia opinione che potrebbe essere totalmente errata ma piuttosto che continuare con mille tentativi creando molta confusione nei cani potrebbe convenire qualche dritta giusta da parte di persone competenti. Ho trovato personalmente agghiacciante questa tua affermazione: “Ogni volta che lui disimpara, rimango molto delusa, penso che non ci arriveremo mai, penso di regalarlo a qualcuno più bravo di me”… Non mi voglio soffermare sulla parte di darlo via, che già parla da sola, ma maggiormente sul tipo di lettura della situazione.

        Ritengo che ogni comportamento del cane abbia un motivo e voglia comunicare, direttamente o indirettamente, qualcosa; può essere un disagio, una paura, felicità ma comunque qualcosa. Se non si capisce il messaggio, con buona probabilità si continuerà a reiterare il comportamento o la condizione che porta alla manifestazione di un suo comportamento. Leggo spesso di persone che dicono che il proprio cane è dispettoso ma non è un comportamento che, secondo me, possa far parte della loro natura.

        Mi immagino un bambino che quando è agitato si mangia le unghie per lo stress e i genitori non vogliono. A questo punto si può o operare per capire la fonte dello stress e sistemarla o punirlo/sgridarlo ogni volta che si mangia le unghie. Messo per iscritto diventa ovvio cosa sia più giusto fare no? Una volta capita l’origine dello stress si può ovviamente intraprendere la strada per insegnare al piccolo come incanalare questo stress ma sicuramente non si può aiutare urlando, punendo o arrabbiandosi.

        ps. per mia esperienza personalissima in generale i veterinari, anche bravi, raramente sanno come risolvere problemi di questo tipo nei cani, quindi bene riferirsi a loro per malattie, cure, ecc.. ma a professionisti educatori per tutto il resto^^

        • Rimango molto delusa… è ovvio che mi senta così, sto sbagliando qualcosa e forse questa casa non ha le condizioni adatte a lui.
          Non è terribile pensare che io non sono in grado… ma è la verità: non sto riuscendo a trasformare un cane che ha vissuto in allevamento in un cane da appartamento. è molto stressante vivere in una casa controllando angoli preferiti, divani, chiedersi continuamente “dov’è andato il cane?”, è normale che mi prenda la voglia di gettare la spugna e arrendermi. Mi sento una merdaccia a pensare di darlo via, ma qual è il punto in cui il disagio supera il piacere di averlo con me? Non ci sono ancora arrivata a quel punto e il cane è ancora con me, ma ho un problema che non mi fa apprezzare il rapporto con lui.
          Ha vissuto per troppo tempo con regole diverse, ed è difficile fargli capire come funziona qui.
          Ora ho risolto (mi sembra) il segnare il territorio a casa mia (l’ho portato in visita a casa di altri e ha riniziato a segnare), ma ora (2 volte) non mi aspetta più la mattina e fà pipì nel trasportino (punto più lontano da dove dorme) prima che mi sia alzata. Il tuo commento arriva proprio in un giorno di mia disperazione…
          Sicuramente ho creato confusione nel cane i primi tempi, ma ora sono molto costante con i miei comportamenti.
          Forse ci sono maschi e maschi, è un riproduttore, lasciare il suo odore in giro è il suo chiodo fisso (sia mai che passa una femmina che si segna il suo numero di telefono e lo chiama).
          Lo sgrido solo quando lo colgo sul fatto, ma almeno in quel momento lo devo sgridare, se no pensa che sia lecito farlo.
          In compenso le nuove regole sono state ottime per la mia femmina che si comporta impeccabilmente.
          Sto facendo un pensierino anch’io sul rivolgermi ad un bravo educatore.

          • Elena hai un contatto facebook? se sì potresti dirmelo, se vuoi, e e posso vedere di trovarti un bravo educatore adatto alle tue necessità. Non scoraggiarti, tu ci stai provando, vedrai che si riuscirà a sistemare la situazione… nel frattempo osservalo e cerca di capire quando marca, dopo cosa, se in occasioni particolari, perché, cerca di osservare il rapporto e le dinamiche tra i due cani, cerca di vedere se lui ha paura o sembra a disagio per qualcosa. In ogni caso per il tuo bene e suo (tuo bene anche psicologicamente parlando) mille volte meglio il kennel (come stai già facendo a quanto ho capito) che stare costantemente con l’ansia e stargli addosso (aggiunge stress per entrambi) cercando di controllare e vedere dove sia e cosa stia facendo. So che è difficile ma cerca di non impaurirlo quando lo sgridi, un no deciso basta e avanza ed è sicuramente più efficace e chiaro per il cane da capire. Ultima cosa su cui vorrei tu riflettessi un pochino, è che se fosse veramente un leader, cioè una guida, un cane forte, sicuro, stabile, che sa sempre cosa è meglio fare per il benessere degli altri, non avrebbe alcun bisogno di marcare ogni secondo per ricordarlo a tutti

          • Ritengo alcune tue affermazione molto vere Elena e so bene che finchè il rapporto con lui sarà questo non si sentirà un vero legame. Il consiglio di osservarlo e tentare di capirlo è ottimo anche se spesso non si hanno le conoscenze necessarie per interpretare nella maniera corretta i comportamenti del peloso.
            Ormai non penso ci sia più un discorso di orgoglio nel non contattare un professionista visto che la situazione è piuttosto al limite (sia per lui che per te) e dato che i risultati non arrivano mi pare automatico il dover contattare qualcuno, dato che, probabilmente, si sta operando male o il cane ha problemi diversi (o tutti e due).
            Tu affermi “Lo sgrido solo quando lo colgo sul fatto, ma almeno in quel momento lo devo sgridare, se no pensa che sia lecito farlo.” ed è qua che vorrei far capire che il mio discorso è a monte. Non sono contro il “no” al proprio cane ma la sgridata pare si basi solo sul fatto che fa un qualcosa che a noi non piace o che non vogliamo che faccia ed invece (a mio modesto avviso) bisognerebbe capire il perchè, valutarne il significato e poi agire di conseguenza (sempre che se ne abbiano i mezzi e le competenze). Nel caso che lui agisca così perchè in preda ad una tempesta ormonale durante la quale non si riesce a controllare (è un esempio ovviamente) sarebbe estremamente dannoso sgridarlo perchè non ne ha il controllo.
            Per questo vorrei ribadire, prima di rischiare di peggiorare la condizione del cane e rendere magari ancora più difficile il lavoro di sistemazione, che sarebbe il caso di appoggiarsi a qualcuno di preparato, fidato e magari consigliato dalla stessa Valeria. Ricordiamoci che potrebbero esserci spiegazioni che neanche abbiamo mai valutato e soluzioni ancora più semplici di quelle già provate… a volte la cosa più dura da fare è mettere in discussione se stessi ma sono certo che per loro ne valga decisamente la pena.

          • Non penso che lui abbia la stoffa da leader, però tra i 2 lo è sicuramente, gli prende il muso tra i denti se lei pretende attenzioni da me, a volte anche se lei mi guarda troppo intensamente.
            Tempesta ormonale? Si, c’è anche quella, è il primo maschio che ho, ma non penso che tutti tengano così spesso il pisello di fuori come il mio… se incontriamo un cane posso sapere dalla sua reazione se è maschio (mi sta già antipatico è bene che giri alla larga) o femmina (ciao bella, fammi annusare il tuo periodo ormonale, che poi ci penso io!).
            E ci aggiungerei anche paura dei botti, che lo innervosiscono in questo periodo.
            Ho scritto 2 righe a Valeria per chiedergli il contatto di un educatore e se ti da la mia email.

          • Quoto Mikk 🙂 non dare per scontato nessuna ipotesi, magari lui la blocca solo perché è in competizione con lei, o magari è un po’ prepotente, o stressato… o altre mille cose. Ovviamente son cose che vanno viste di persona, da qui si possono fare solo ipotesi, potrebbe essere che lui butti tutto in ormoni perché è l’unica esperienza che ha fatto per interagire con gli altri, essendo stato un riproduttore, e allora usa quello perché non sa in che altro modo comportarsi (ma ripeto sono solo esempi non conoscendolo). Per i botti consiglio 31 e 1 (in cui ancora qualche botto lo sparano) dai il Rescue Remedy (letteralmente è il rimedio d’emergenza dei Fiori di Bach), 4 gocce 4 volte al giorno, aggiungendo il 31 4 gocce nell’acqua e, se riesci, gliene dai altre 4 su un bocconcino (tipo mollica di pane, qualcosa che assorbe) mentre sparano i fuochi… puoi provare anche la thundershirt (cerca nel web, come rimedio di emergenza se pensi possa aiutarlo va bene una maglietta o un maglioncino ben aderente), lavorare per il prossimo anno con il ttouch… come consigli generali, chiusi in casa con tutte le porte (anche quelle interne) finestre e tapparelle chiuse, tv pc e radio ad alto volume, stare insieme al cane trasmettendo calma (va bene sostenerlo se lui lo chiede e se lo fa sentire meglio, l’importante è non trasmettergli ansia o paura altrimenti è peggio, nel qual caso non toccarlo, ma se riesci a trasmettergli calma e sicurezza puoi offrirgli un contatto fermo se lui lo vuole e lo gradisce, tipo stare seduta vicino a lui a contatto o mettergli una mano ferma, tranquillamente sul lato opposto al tuo del torace) nella stanza più tranquilla di casa o lasciarlo ripararsi se vuole in kennel o posti simili, magari lasciando un kong così se è abbastanza tranquillo da mangiare mangia e si distrae (è utile per capire anche quanto è in ansia, se ha molta paura non mangerà)

  3. Ciao Paola,
    la stessa situazione è capitata con il nostro dobermann, a me non interessava che a lui piacesse l’acqua volevo solo che capisse che non c’era niente di tragico. Nel mare non c’era verso di entrare…per carità era piccoletto, allora ho deciso di fargli attreversare un fiumiciattolo…di seguire palline, altri cani non c’era verso…allora ho preso la lunghina da 10 mt ho attraversato e non gli ho dato la possibilità di andare indietro, mi sono seduta e l’ho continuato ad incitare…fino a che dopo varie abbaiate, piagnucoltti etc…ha preso ed è corso da me. Qaundo è arrivato gli fatto tantissime feste neanche avesse fatto chissa che…sono sicura che in mare non ci entrerà mai perchè a lui l’acqua non piace…ma se non altro gli ho fatto capire che è tutto ok infatti adesso attraversa l’acqua senza fastidi.

    Maria Rosa

  4. Le persone medie che leggeranno questo articolo penseranno “allora ogni volta prima di accarezzarti ti farò sedere” e visto che accarezzano il cane volente o nolente 500 volte al giorno, cosa che magari al cane già sta sulle palle, aggiungeranno anche il comando… bella vita di merda ahahah e il cane imparerà che “se mi siedo mi accarezza… bene non mi sedo più” e allora la gente “SEDUTOOOO!!!” e il cane va via… quindi diranno ma il cane non mi ascolta, è dominante… ah ma normale, doveva superare l’insicurezza, no? 😛 perciò lo accarezzi dopo il seduto… (altrimenti detto “come mai i coercitivi iniziarono a mettere lo strangolo? perché volevano accarezzare il cane dopo gli esercizi” 😀 )

    • Se sei così convinto che “le persone medie” siano dei totali deficienti, allora sì.
      Fortunatamente io sono ancora dell’idea che la “media” sia costituita da persone cervellomunite e neurofunzionanti… anche se commenti come questo, ogni tanto, mi spiazzano un po’.

  5. Buongiorno, ho un maltese maschio di un anno e mezzo. Non ha mai sporcato in casa, neanche da piccolo ed è molto socievole con gli altri cani (abbaia solo se è l’altro cane ad abbaiargli o aggredirlo, viceversa cerca compagnia e gioca con molto piacere con grandi e piccini). Fa una vita piuttosto attiva, con lunghe passeggiate sui prati/spiagge in cui lo lascio senza guinzaglio e l’ho abituato sin da piccolo a tutti i tipi di stimoli. Da qualche mese, tuttavia, il suo atteggiamento nei confronti di persone estranee è molto cambiato: prima era sempre festoso, ora sembra che faccia perennemente la guardia e abbaia se qualcuno entra nel suo territorio (non in casa, dove si mantiene socievole, ma nei “suoi” luoghi aperti). Non è aggressivo, ma si limita ad abbaiare fastidiosamente e a rincorrere la persona in questione. Ho provato a ignorarlo, a rimproverarlo, a distrarlo, ma non ho ottenuto risultati. La cosa curiosa è che se è al guinzaglio non lo fa, ma solo quando è libero e, quindi, si sente presumibilmente più responsabile e solo di fronte al presunto pericolo. Riguardo al viziarlo, ammetto di essere un po’ sciuramaria, anche se cerco di farlo vivere da cane il più possibile… Ma ammetto di essere spropositatamente affettuosa con lui.
    Grazie se potrete darmi qualche suggerimento.

    • Be’… che un cane faccia la guardia nel suo territorio è anche normale. Però mi fa sorridere la tua definizione: “non è aggressivo”. Abbaia contro le persone,le rincorre… che dovrebbe fare per essere aggressivo? Puntargli contro una pistola? 🙂
      “Aggressivo” non è sinonimo di “mordace”: il tuo cane non è mordace, ma aggressivo direi proprio di sì! La sua è aggressività territoriale e in un maschio adulto ci sta tutta. Se la cosa ti infastidisce, prova a fare così: quando dà l’allarme tu esci, leghi il cane, vai a controllare il nuovo arrivato (lo guardi, lo tocchi, lo annusi, insomma lo ispezioni in modo molto “vistoso” per il cane), poi torni dal cane, lo sleghi, ti complimenti con lui per averti avvisato e gli dai un segnale di “va tutto bene, ho controllato io, non c’è pericolo” (scegli tu un termine: “okay”, “amico”, “a posto”… quello che ti pare).
      Facendo così il cane dovrebbe imparare semplicemente ad avvisarti e poi ad attendere che sia tu a prendere le decisioni nei confronti dell’intruso, senza fare sceneggiate in proprio.

      • Grazie della risposta. Esatto, intendevo che non è mordace e che è anche capace, se la persona si mostra sicura e non impaurita, di passare dall’abbaio alle feste e alle leccatine.
        Forse però non mi sono bene spiegata sulla dinamica di questi “avvisi”: lui abbaia quando si trova in passeggiata, libero al parco, per esempio, o sulla spiaggia e nei confronti di persone sconosciute a me e lui. Potrei magari provare l’esercizio proposto con amici miei a lui sconosciuti, che si prestino a farsi ispezionare da me, ma certamente non con persone estranee e già irritate dal comportamento del mio cane… Il quale sicuramente fa bene a difendere il suo territorio, ma risulta sgradevole e si danneggia, perché inevitabilmente devo privarlo della sua libertà dal guinzaglio per evitare che infastidisca altre persone. Grazie mille per aver risposto

        • Sì, Celia, devi utilizzare dei “complici”, sconosciuti al cane ma amici tuoi. Ovviamente non puoi lavorare con persone estranee!

    • La mia si comporta praticamente nello stesso modo, più o meno da un annetto (ora ne ha 3). E’ una meticcia di piccola taglia che occorre “saper prendere”. Si comporta bene nelle occasioni “sociali” come mercati, sagre paesane, raduni cinofili ma quando é nel suo territorio vuole farsi valere. Sia esso l’auto, la casa (purtroppo su questo non abbiamo potuto lavorarci mai molto, non ricevendo quasi mai…) o il solito parco, ogni cane nuovo venuto deve sorbirsi una bella dose di “bau” in lontananza. Poi, una volta annusato per bene o visto magari un paio di volte scatta l’amicizia. Idem con le persone, con le quali però (solo in certi casi, ad esempio la persona che magari arriva correndo nel campo in cui sta giocando)ha un atteggiamento più aggressivo, soprattutto se l’allarme é dato dai compagni di giochi. Anche lei infatti tende a rincorrere e questo mi irrita moltissimo…Siccome ignorare non serve ed arrabbiarsi neppure sono arrivata a prevenire, quindi quando é libera controllo sempre se arriva qualcuno, così ho tempo di richiamarla e approfittare dell’occasione per fare esercizio, premiandola mentre guarda la persona e sta ferma. Purtroppo, però, resta il fatto che non é un cane completamente affidabile…

  6. Buongiorno,

    ho un barbone grande mole di 11 mesi che sta tentando di diventare una unità cinofila, ma temo sia un pò insicuro per arrivarci. Spesso quando si deve addentrare in un bosco da solo, o zona buia, si ferma osserva molto e da li prosegue a passi lenti con coda non fra le gambe ma bassa.
    Lui è abituato a stare con una femmina di jagd terrier che chiaramente va anche nel fuoco, e lui dietro. Con lei si allontana da me e va ovunque. Se sono solo io e lui mi tiene d’occhio molto di più e non si allontana mai moltissimo. fin da piccolissimo ha sempre odiato le carezze in testa da tutti e dagli estranei le scansava proprio. A volte se senza la jagd si spaventa per delle statue o dei bidoni o altro, questo da libero perchè al guinzaglio non da nessun cenno di paura. premetto che lo porto sempre in giro con me, e non credo gli manchino esperienze. forse è ancora troppo cucciolone?

    • E’ ancora molto giovane, ma soprattutto ha preso la jagd come riferimento anziché te (succede quasi sempre quando due cani convivono: è normale, tra loro parlano la stessa lingua!). Se continui a lavorarci credo che si riferirà di più su di te e che la sua sicurezza aumenterà.

  7. Akille, come più volte scritto ormai, è aggressivo e un gran furbone e opportunista e territoriale… ma fondamentalmente un INSICURO, ce lo ha nel DNA e poi poveretto è capitato in una famiglia di tanto Ammore ma poca pochissima esperienza cinofila. Infatti con chi si fida è tranquillo e sereno (l’ educatore), miglioramenti tanti tantissimi ma insuccessi quotidiani. Ciò che mi dispiace di più è che non riesco proprio a trasmettergli la giusta tranquillità quando siamo fuori ed incontriamo persone con cui mi fermo a scambiare due parole: ad esempio con certi signori del palazzo (da me soprannominato il comitato d’accoglienza) quando si trovano nel portone condiminiale, o mio Dio, un leoneeeeeeee ed io quasi mi vergogno, mi defilo, lo rimprovero usando il rumore metallico che lui associa all’errore, abbassa la guardia ma se un altro giorno s’incontrano nuovamente ricomincia…, avresti suggerimenti al riguardo perchè in presenza dell’educatore non avviene ma con me da sola sempre…..
    Poi con alcuni cani grandi, sa di essere piccolo, abbaia per primo, prova a fare il boss, ma non con tutti solo con alcuni, con altri si rapporta benissimo; con i cani piccoli dipende se gli sono simpatici o antipatici… Ma gli vogliamo bene così com’è!!!!!!!

    • Cristina, urge esamino di coscienza :-): se con l’educatore si comporta nel modo X e con te nel modo Y… quale sarà mai il problema?
      Penso che tu debba parlare a lungo con l’educatore e che lui debba farti capire quali sono le differenze tra il tuo modo di comportarsi e il suo, cosicché tu possa adeguarti ed ottenere che Akille si fidi di te come – evidentemente – si fida di lui.

  8. Ma che bell’articolo! Ed io che pensavo che il mio cane fosse un fifone… un giocherellone, lui fa festa a tutti, accoglie tutti in modo gentile, tranne il postino, sia chiaro! Però è sempre stato così dolce, non ha mai aggredito nessuno, e in casi di “pericolo” che definirei più “situazioni nuove” si è sempre “nascosto” tra le mie gambe, e guardandomi attendeva un responso, come a dire “posso stare tranquillo? O hai bisogno del mio aiuto?”. E tutti lì a dire che è timoroso… Io ho sempre pensato “beh, meglio un cane pauroso che gioca con i bimbi senza fargli del male, che un cane che può morderti da un momento all’altro!” E adesso scopro che non è per nulla insicuro, ma probabilmente si fida di me, e ai suoi occhi indosso un mantello da superman!! 🙂

  9. “Il cucciolo che davvero “si sente un padreterno” è quello solare, amichevole, che affronta scodinzolando, a orecchie e coda alte, sia l’umano sconosciuto che il cagnone da ottanta chili.”

    Sembra la descrizione della mia jack di tre mesi. Quando siamo in passeggiata basta che qualcuno la chiami e lei va a prendersi le coccole e poi si avvicina a qualsiasi cane e lo invita a giocare.
    Quello che mi lascia un po’ interdette è che in casa, invece, ha paura di alcuni oggetti e io non riesco a trovare un modo per “presentarglieli” in modo da farle passare questa paura. Ad esempio, ha paura della scopa e delle bottiglie di plastica quando ne vede una abbaia e guaisce, poi si avvicina a coda e orecchie alte le sfiora con una zampa e fa un balzo all’indietro, dopodiché si avvicina di nuovo schiacciata a terra e continua ad abbaiare finchè di punto in bianco si gira e se ne va quindi mi chiedo ha davvero paura o sta giocando? Invece, con gli oggetti rumorosi tipo aspirapolvere e phon scappa e si tuffa in braccio a qualcuno oppure ti guarda col faccino che dice “Ti prego, ti prego, ti prego, ti prego! Prendimi!”.

  10. La mia Jack se vede un cane sconosciuto da lontano, solitamente si mette a terra lanciando segnali calmati … se quello resta lì lei non si muove, se il cane le viene incontro allora lei si alza e si avvicina solitamente( a meno che non si tratti di un cucciolo) con pose di sottimissioni e lanciando segnali calmanti a manetta. Se è buio, invece, a volte si mette ad abbaiare … ma una volta avuta l’occasione di identificare o far conoscenza con il nuovo arrivato smette. Non mi sembrano sintomi di isicurezza, però a volte capita che venga a rifugiarsi da me …anche se ho notato che prima di farlo va ad annusare lo sconosciuto

    • E’ insicurezza… associata a predazione, si mette a terra probabilmente in punta… i segnali calmati sono solo segnali di stress e disagio… cercherei di non obbligarlo a interagire con altri cani, soprattutto al guinzaglio, potrebbe magari vedere pochi cani che gli piacciono e tranquilli che non lo forzino in alcun modo insistendo per interagire

  11. ho un problema enorme col mio cane, forse riconducibile sempre ad un discorso di insicurezza e sicuramente ai nostri errori.
    Non so dove scrivere e a chi rivolgermi e, nel dubbio, provo qui, se sbaglio a farlo, perdonatemi.
    Siamo alla prima esperienza canina e abbiamo un boxer femmina di due anni, una meraviglia del creato!
    Da qualche mese ha cominciato a comportarsi in maniera strana: ha iniziato col non volere uscire più sola con me, poi, pian pianino, ha generalizzato questo comportamento non volendo più uscire singolarmente con nessuno di noi (siamo 5, ma solitamente siamo in 3 a gestire le sue uscite).
    Al massimo di mattina accetta di uscire da sola con mio padre (il suo idolo), ma in altre fasce orarie pretende la “coppia”, tipo carabinieri, specie se vi è inclusa mia madre (preciso che quest’ultima si occupa della sua pappa ma non delle sue uscite, dato che la signorina tira come un trattore e mia madre ha forti problemi alla schiena).
    Quando si impunta per non uscire cosa fa??? o rimane ferma e impassibile sul suo cuscinone oppure inizia a tremare con la coda tra le gambe nemmeno fosse un cane maltrattato, cosa che mi fa particolarmente incavolare, visto che nemmeno una giornalata sul sedere ha preso mai!!!!! appena vede sopraggiungere un altro componente della famiglia, pronto per uscire, scatta come una molla scondinzolante verso la porta! assurdo!
    aiutatemi, è diventata insostenibile questa situazione!

    • indubbiamente un problema di insicurezza legato alla fiducia… chiaramente bisogna vedere il cane nel contesto, sarebbe bello che pubblicassi dei video, tipo prima durante e dopo… altrimenti diventa difficile dare delle direttive… hai comunque bisogno di un’educatore….

      • io li farei anche questi video, ma dove li pubblico poi? anche io ho pensato di rivolgermi a un educatore, ma ormai ci si improvvisano cani e porci, non so a chi rivolgermi, di chi fidarmi, senza essere presa in giro.

  12. Gentile signora Valeria,
    ebbene sì, sono una sciuramaria anzianotta di anni 70.
    Nella mia vita ho avuto 3 cani, due P.T. femmine e una maremmana. Deceduti, con mio grande dolore, di vecchiaia.
    Sinceramente non volevo più cani ma quasi tre anni fa, mio marito ha insistito tanto, abbiamo preso un P.T. di 6 settimane, per la prima volta un maschio.
    Premetto che fino a un paio di mesi fa è stato un cagnone adorabile, mai sporcato, affettuoso e obbediente.
    Adesso mi sembra di vivere un incubo…con me continua ad essere adorabile e ascolta tutti i miei comandi. Lo porto fuori ogni sera a passeggiare senza guinzaglio e quando lo chiamo arriva di corsa. Invece con mio marito si comporta da capobranco. Se solo gli si avvicina ringhia e anche se gli da da mangiare continua ad avere il pelo rizzato. Mio marito è veramente dispiaciuto, vuole molto bene a Rex e io tremo all’idea che posso un giorno morderlo. Sarebbe un bel guaio.
    Purtroppo adesso mio marito fa la voce grossa e non gli permette più di entrare in casa e sia io che il cane ne stiamo patendo molto. Non so se l’ho viziato, forse sì come le vecchie nonne viziano i nipotini.
    Cosa posso fare perchè l’armonia ritorni nella nostra casa? aiutatemi per favore.
    Grazie e un augurio grande di buon anno.
    Gloria Rolando.

    • Gloria, sicura non sia successo qualcosa, qualche incomprensione, uno spavento? La piloerezione sa di insicurezza e/o aggressività… hai detto che lo avete preso a 6 settimane, pochino, da legge dovrebbe essere tenuto con la cucciolata fino ai 60 giorni… ha passato del tempo con la mamma? è di allevamento? possibile abbia avuto brutte esperienze con l’allevatore o con qualche figura maschile quand’era molto piccolo? Credo che se il problema fossero i vizi da parte tua avrebbe problemi con te e non con tuo marito 🙂 Comunque ti posso dare qualche consiglio generico, per ridurre gli eventuali conflitti e lo stress del cane e non far peggiorare le cose nel rapporto del cane con tuo marito… tuo marito deve ignorarlo il più possibile, niente richieste (no, seduto, basta, giù, qui, vieni, terra, lascia, sgridate, togliergli cose da bocca, togliergli la ciotola mentre mangia, fargli qualsiasi cosa che mette il cane a disagio, anche se fosse accarezzarlo o mettergli il guinzaglio o solo andargli e stargli vicino etc etc), può parlargli e guardarlo amichevolmente se al cane va bene, ma in linea generale deve comportarsi come se il cane non esistesse… niente pressioni, non fargli dare cibo e non farlo giocare con lui (perché se sono già in conflitto, con il cibo e giochi “costringi” il cane ad andare da lui, a ricercarlo, anche se magari il cane non si trova così a suo agio con lui, di fatto estendendo il conflitto anche in quell’ambito… so che generalmente viene detto che per far diventare uno stimolo positivo (in questo caso, tuo marito) può essere utile dare cibo e far fare al cane e a quella persona attività e giochi insieme, ma quello che spesso sfugge è che uno stimolo non può passare da negativo a positivo, deve prima diventare neutro, ed è quello che cerco di farti raggiungere dandoti questi consigli… quindi tuo marito deve essere il più possibile neutro nei confronti del cane)… è un’ipotesi ovviamente, non conoscendolo e non avendolo visto, ma in questo modo sicuramente non puoi peggiorare le cose, in nessun caso)… Insomma gestiscilo tu, con le uscite, il cibo, il gioco e tutto… anche tu cerca di ridurre lo stress per questo periodo (l’ideale sarebbe un paio di mesi), facendo fare al cane solo cose che gli piacciono (5 minuti di gioco 2 volte al giorno, se gli piace uscire portalo fuori in posti dove lui è tranquillo e a suo agio), poche o niente richieste (meno cose gli chiedi di fare, meglio è, attieniti a chiedergli cose solo se davvero è strettamente necessario)… fondamentale è che dorma, almeno 14 ore al giorno (quindi se tu hai da fare o sei impegnata, il cane va ignorato e deve dormire, deve imparare a rilassarsi nel caso non sappia farlo, ovviamente deve avere i suoi spazi (cuccia, kennel, il giardino, un box, un recinto, il divano, una stanza (va benissimo anche se è una stanza dove sei anche tu o vostra, basta che sia per il cane un posto piacevole e tranquillo)) dove riposare e dove non va assolutamente disturbato) e che gli si stia addosso (a controllarlo, a dirgli cosa fare) il meno possibile (insomma deve stare in situazioni, tipo in casa, in giardini recintati etc in cui lui può fare quello che vuole in una situazione controllata e sicura, senza bisogno che nessuno lo controlli ogni secondo, cosa che ovviamente porta sia cane che proprietario a stressarsi)… poi se ti va posso consigliarti qualche educatore in zona tramite fb, ma vedrai che facendo quanto ti ho detto (non è facilissimo, ma dopo le prime due settimane di adattamento con questo tipo di gestione vedrai grandi miglioramenti) la situazione andrà già meglio

  13. C’è una cosa che non capisco. E non so se a distanza di un mese dalla pubblicazione dell’articolo Valeria avrà ancora voglia di rispondermi… personalmente ho un cane insicuro: 45 kg di cane a cui non riesco a spiegare che decido io che aspetto abbiano i ‘pericoli’ contro cui – eventualmente – si dovrebbe scagliare. E’ un cane preso in canile a un anno di vita, probabilmente ha avuto qualche deficit nella socializzazione perché vede pericoli anche là dove non ce ne sono (persone con stampelle, persone strane, di etnie diverse, che sbucano dai cespugli, etc.). E’ anche un cane estremamente reattivo: passa da uno stato di quiete a uno di ‘attacco’ in un nanosecondo, e questo rende ancora più complicata la gestione perché prevenirlo non sempre è possibile. Di contro è un cane estremamente rispettoso: non tocca i miei gatti anche se ha un predatorio altissimo (ha già fatto fuori diverse prede anche importanti), posso lasciare una bistecca sul tavolo certa di ritrovarcela (mangia solo quando riceve il permesso), se nel bosco trova un osso lo raccatta e viene a poggiarlo ai miei piedi, non sale su letti e divani a meno che non venga invitato. Bene: se da un lato è un cane che ho sicuramente viziato (di coccole) dall’altro è un cane che in qualche modo ‘obbedisce’. Mi chiedo, ED E’ QUELLO CHE NON CAPISCO: se, come mi sembra di aver letto più volte, l’individuo alpha è l’individuo che nel branco resta un passo indietro e viene protetto, perché mai il mio cane (CHE SICURAMENTE ALPHA NON E’) dovrebbe rinunciare a proteggermi quando – secondo i suoi parametri – incontriamo un pericolo? Gli individui diversi dall’alpha nel branco intervengono solo quando l’alpha dà loro il permesso o lo proteggono (a prescindere) quando credono che sia il caso di farlo? Grazie se avrà il tempo di chiarirmi questo aspetto.

    • Dipende dal cane: i beta, purtroppo, intervengono spontaneamente quando sembra loro che sia il caso, senza aspettare nessun “ordine”. Teniamo però presente che un branco di lupi è un bel po’ diverso da un branco-famiglia uman-canino: quando c’è un buon rapporto uomo-cane, come mi sembra ci sia nel tuo caso, è possibilissimo che il cane impari a tenere sotto controllo i propri impulsi e ad intervenire solo a comando: però bisogna insegnarglielo, non ci arriva da solo.
      E a volte bisogna proprio fargli “capire la differenza” addestrandolo prima ad attaccare (a comando) e poi a NON attaccare (sempre a comando): questo è uno degli scopi di discipline come l’UD, il Mondioring eccetera… che qualcuno ritiene ancora che servano “a far diventare aggressivo il cane”, mentre in realtà servono prima di ogni altra cosa a controllare l’aggressività che tutti i cani hanno già (altrimenti non sarebbero cani), ma che qualcuno manifesta anche un po’ troppo “ad capocchiam” 🙂

    • Ovviamente, quoto Valeria… nei branchi randagi (formati di base da un gruppo familiare, quindi maschio e femmina con prole) gli individui più giovani e reattivi fanno da sentinelle, andando avanti a controllare e avvisando dei pericoli abbaiando (altri cani, persone, intrusi nel territorio etc)… se il leader del gruppo decide che la cosa non è degna di nota e non richiede intervento o che è meglio girare al largo e lasciar perdere per il benessere del gruppo, semplicemente cambia strada e direzione rispetto al “pericolo”, si allontana e gli altri lo seguono 🙂

  14. x favore mi aiuti a capire ….ho preso un cucciolo maltese di 35 giorni …essendo la mia 1 esperienza nn sapevo che nn si poteva…mi può spiegare quali sono i problemi che potrei incontrare in futuro??

  15. Io non ho capito la differenza tra cane insicuro e pauroso. Il mio pastore fin da cucciolo era molto pauroso e nonostante il campo e socializzazione esercizi mentali ora la paura si manifesta con l’aggressività

  16. Il mio pastore tedesco, causa anche brutti trascorsi, era abbastanza insicuro, non a livello di pisciare in casa, ma per esempio si tratteneva per tutta la passeggiata per fare i bisogni in giardino! Con una gestione come quella consigliata dalla signora Rossi e con la crescita ha acquistato una buona fiducia in se stesso. La cosa che però lo ha reso proprio sicuro di se è stato l’addestramento, da quando gli faccio fare ricerca su superficie e macerie è migliorato tantissimo! Anche far fare uno sport al cane secondo me può aiutare a vincere l’inicurezza!

  17. Buongiorno, arrivo tardi su questo articolo di qualche mese fa perchè in difficoltà con il mio dobermman di 15 mesi. Gaetano viene da un allevamento dove si allevano cani da utilità, scelto con cura come un cane adatto ad una ragazza sola perché identificato come sicuro di se ed equilibrato. L’ho portato a casa a quasi tre mesi, due trascorsi con la madre, uno in allevamento con i fratelli e altri adulti tra cui il padre. E’ stato seguito da un educatore a partire dai 6 mesi fino all’anno con ottimi risultati. Socievole con gli umani, territoriale il giusto in quanto capisce perfettamente quando far entrare visitatori tramite il mio permesso, tranquillo nelle ore di permanenza solo in giardino, praticamente perfetto, almeno per quello che desideravo io dal mio cane. Poi intorno ad un mesetto fa ha incominciato a manifestare forti intemperanze nei confronti di alcuni cani maschi, in pratica la maggior parte di quelli che incontriamo nelle nostre passeggiate e se io lo trattengo con forza tenendolo vicino a me, in un paio di occasioni si è voltato e ha bocca aperta mi ha lasciato segni dei suoi denti sulle gambe (non dico che mi ha morso di proposito, perchè non era evidentemente quello l’intento). Ora, questo cane è molto coccolato, troppo ammmmore me ne rendo conto anche io, da me e dal mio fidanzato, arrivato a casa dopo un paio di mesi di presenza di Gaetano ed è pure da segnalare che intorno ai nove mesi è stato aggredito da un Weimaraner mentre pareva giocassero in spiaggia.
    Ho richiamato l’educatore, di cui mi fido molto, e lui sostiene appunto che sia stato un po’ troppo coccolato e viziato, e che da insicuro quale in realtà è, necessita che vengando ripristinati i ruoli nel branco, nell’ottica di ricostituire il mio ruolo di tramite con il mondo, quindi capace io di gestire le situazioni di forte stress come quelle di incontro con altri maschi, garantendo sicurezza a lui e a me. Io ci proverò, ammetto che mi ha un po’ spaventata e che riprovare la gestione di queste situazioni da sola mi spaventa. Spero di essere nella direzione giusta…

  18. Buongiorno, prima di tutto devo fare i complimenti per i consigli ed il sito in se stesso.
    veniamo a me, io due anni fa ho adottato una meticcia di 4 mesi, di medio piccole dimensioni, 7 kg, all’inizio è stata dura, mi faceva i bisogni in casa e non ha voluto abituarsi alla lettiera, poi con pazienza e amore, la portavo fuori prima che la facesse e ora usciamo tre volte iil giorno e più di un anno che nn la fa più in casa, ora spiego il mio motivo perchè vi scrivo;
    una mattina di un paiio di mesi fa, nel portarla fuori, sono passati due fuoristrada con dei cani nelle gabbie che facevano un casino che non immaginate , cani da caccia naturalmente, lei si è svaventata e d allora se passa un fuoristra si intimotisce, se sente le canizze si imaurisce e spesso durante tutto il tragitto dellla passegiata è timorosa, lei con gli altri cani è o aggressiva o non li calcolaa, ora come posso fare per riportarla alla normalità?
    vi ringrazio anticipatamente per l’aiuto che potete eventualmente darmi e vi porgo i miei saluti

  19. Ciao Valeria il fatto che il mio cane non si faccia annusare da nessun altro cane e se per caso provano ad annusarlo lui tenta di mordere a cosa e’ dovuto secondo te? Grazie Ilaria

  20. Non sono un’esperta di cani, ma di bambini e devo dire che a me sembra molto logico, perché con i cuccioli di uomo non è diverso. Troppo viziati, molto più insicuri nel mondo, dove gli altri non concederanno sempre lo stesso trattamento di favore

  21. Salve!Prima di tutto complimenti per quest’articolo e tutti gli altri pubblicati in questo sito. Ho un cucciolo di cocker Kiko di 7 mesi.Il cucciolo mi é stato regalato quando purtroppo aveva appena 45 giorni. Abbiamo cercato di far si che socializzasse da subito con l’ambiente esterno.Kiko é dolcissimo e affettuoso,giocherellone,non è aggressivo con gli altri cani ne con gli estranei adulti o bambini (tranne nelle situazioni descritte sotto)…é molto movimentato direi iperattivo ma credo che ció faccia parte della sua natura di cucciolo. Non è distruttivo , sta volentieri solo in casa,ubbidisce ai comandi seduto,zampa… anche se a volte,quando è distratto distratto,con fatica. Restituisce gli oggetti vietati con il cambio o compromesso (in cibo), fa i bisogni fuori…insomma tutto ok.Solo che non sopporta farsi spazzolare o lavare…diventa aggressivo e ci morde.Inoltre da qualche giorno é capitato che toccandolo in un momento in cui sembra apparentemente tranquillo,tipo seduto che osservava fuori,o intento ad ascoltare i cani in lontananza, si gira all’improvviso e ringhiando morde…io l’ho rimproverato con il NO deciso un “non si fa” usando sempre lo stesso tono e la stessa frase che uso quando fa qualcosa che non dovrebbe fare e gli volto le spalle…dopo il rimprovero a volte scatta il guaito…poi torna normale.Mio marito pensa che é stato traumatizzato da qualcosa…tipo dalle forzature(anche se accompagnate da premi alimentari) per pettinarlo o pulirlo…Cosa potrebbe essere accaduto?A volte ho paura di toccarlo.Inoltre quando torna a casa dalla passeggiata, si distende a terra di piatto e si agita con abbai lamentosi,strofinando i lati della bocca a terra.dopo diventa serio e sta disteso in modo normale ma se lo tocchiamo rischiamo ringhio e morso. Tutto cio ci deprime…é il nostro primo cane

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.