domenica , 19 novembre 2017
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CLC reincrociati con i lupi: blitz della Forestale

clc_forestaledi VALERIA ROSSI – Forse non lo leggeremo sui giornali (o forse sì: ormai la fame di notizie è tale e tanta che può succedere di tutto…), ma intanto lo si legge sul sito del Corpo Forestale dello Stato (da cui è tratta anche la foto): ben otto allevatori di Cane Lupo Cecoslovacco sono stati denunciati per “detenzione di specie protetta, falso in atto pubblico, violazione delle normative CITES e violazione della legge sulla caccia”. E in ben cinque delle provincie segnalate sono stati sequestrati animali.
In pratica? In pratica incrociavano i loro CLC con veri lupi (dei Carpazi, del Mackenzie e anche appenninici), a loro dire “per migliorare le caratteristiche genetiche e morfologiche della razza”.
Non so chi siano questi allevatori, ma so quello che penso di loro:

IMBECILLI!

Imbecilli perché ci sono già abbastanza problemi, con questa razza difficile – anche se splendida – e sciaguratamente diventata “di moda”. C’è già uno sproposito di cani aggressivi (perché male allevati e/o mal gestiti: i cani, come sempre, non hanno alcuna colpa). ci sono già fin troppe eutanasie di poveri CLC finiti in mano a gente con quella che io chiamo “la sindrome di Cappuccetto Rosso”, che si fanno il cane strafigo e poi, quando scoprono che ha i denti, chiamano l’equivalente del cacciatore della favola (in questo caso, il veterinario) e ne chiedono l’abbattimento.
C’era davvero bisogno di immettere nuovo sangue di lupo in questa razza, e quindi di alzare il livello di diffidenza verso l’uomo (diffidenza che, se il cane non può scappare, si trasforma per forza di cose in aggressività)?
Ovviamente NO.

britaSe proprio si voleva lavorare per migliorare il carattere, semmai si sarebbe dovuto reincrociare con altri pastori tedeschi (magari più docili e meno “tosti” di quello che diede origine alla razza, e che fu l’unico a sottomettere la prima lupa Brita costringendola a cedere al suo corteggiamento… non certo mandandole mazzolini di fiori).
Ma reincrociare con il pastore tedesco avrebbe potuto rendere più “canino” l’aspetto dei CLC, che invece sono strafighi proprio perché sembrano taaaanto lupi. Quindi, l’idea geniale deve essere scaturita dal desiderio di farli sembrare ancora più lupi e quindi più fighi: non certo per migliorarne la genetica e/o, appunto, il carattere.
Ho sempre detto che dal mio punto di vista incrociare il cane con animali selvatici è semplicemente stupido. Ci abbiamo messo 100.000 anni ad ottenere l’animale domestico per eccellenza, quello capace di vivere in completa simbiosi con noi umani, nonostante tutti i nostri clamorosi difetti: datemi UN solo motivo valido per cui dovremmo tornare indietro. Perché dovremmo impegnarci in una de-selezione, perché mai dovremmo rinselvatichire ciò che con tanta fatica abbiamo addomesticato.
Il primo tentativo fu fatto (in tre casi: lupo italiano, CLC e cane lupo di Saarloos) sperando di ottenere un soggetto più rustico e robusto del cane medio, ma con le stesse caratteristiche di docilità. Terrei  a sottolineare che in due casi su tre il primo tentativo fu considerato un fallimento. I Saarloos erano troppo timidi, i CLC (che avrebbero dovuto essere cani dell’esercito ceco) erano troppo diffidenti e mordaci: solo il lupo italiano di Mario Messi fu subito apprezzato dal suo creatore, che però badò bene a non dare la nuova razza in pasto al pubblico, ma a selezionare personalmente gli affidatari. Invece olandesi e cechi, che fecero? Assodato che non erano riusciti ad ottenere ciò che cercavano, ma vista la morfologia particolarmente accattivante dei loro cani, li diedero proprio in pasto al grande pubblico, ovvero li affidarono agli allevatori che ne ottennero il riconoscimento FCI.

perchecec13E infatti adesso le strade sono piene di CLC, l’un per cento dei quali, forse, capita davvero in mani competenti.
Per il resto…  fortunatamente un buon 80% dei proprietari – o per puro culo, o perché i cani sono sempre dei santi, o perché gli umani hanno capito che era meglio darsi una mossa e studiare davvero a fondo la razza che si era messo in casa – è riuscito almeno a non fare danni.
Ma resta un altro 20% (ad essere ottimisti) che invece i danni li fa eccome: che ha in mano cani ad alto rischio, perché paurosi, aggressivi, mordaci e compagnia cantando.
E molti, troppi, troppissimi di questi cani finiscono ammazzati: non sempre, purtroppo, dalla mano pietosa del veterinario.
Ora viene da chiedersi quanti di questi cani siano effettivamente CLC (e cioè cani ormai da molte generazioni) e quanti invece siano “doppiamente ibridi” di lupo, visto che la Forestale questi li ha beccati oggi… ma chissà da quanto tempo andavano avanti.
Ma quanto siamo furbi, ma che geni che siamo: abbiamo fatto proprio un lavoro della madonna, con questa idea di incrociare cani e lupi.
E non contenti, ne stiamo producendo altri (in America “wolf mix” di ogni genere, alcuni dei quali di dimensioni veramente immani, stanno diventando di gran moda…e già qualche italiano mi ha chiesto dove può trovarne uno). Non ancora contenti, pensiamo bene di ributtar dentro un po’ di geni lupini nel CLC, giusto per distruggere definitivamente anche quel po’ di buono che gli allevatori più seri stavano facendo, limando le caratteristiche più negative della razza con una selezione accurata e consapevole.
Non posso che ribadirlo: imbecilli.
Imbecilli quelli che hanno avuto l’ideona, ancor più imbecilli quelli che sbavano all’idea di avere un cane che sia “più lupo possibile”.

ellisNe volete uno? Benissimo: fate come Shaun Ellis, andate a vivere in un branco.
Inselvatichitevi voi: puzzate il giusto, imparate a ringhiare come dio comanda e andate a contendere le prede ai lupi. No, il PC lo lasciate a casa: i cuoricini su FB li prenderete al ritorno… se tornate.
Certo,  si sa: il branco di Ellis non era proprio selvaggio del tutto, visto che viveva su un’isola in condizioni di semicattività… ma se non altro erano lupi-lupi, non mezzi cani.
Che gusto c’è, con un mezzo cane? E’ come bullarsi perché si vive con un leone incrociato con un Ragdoll.
No, no, non ci siamo! Prendetevi un lupo vero, se il CITES vi dà l’autorizzazione: e se invece non ve la dà, andate a vivere in mezzo a un bosco e ne troverete finché volete.
Vi assicuro che sembreranno decisamente più lupini dei CLC, anche se forse non potrete portarli in esposizione.
Come dite? L’unica cosa che vi interessa sono proprio le esposizioni canine, le coccarde e le coppette?
E’ solo questo il motivo per cui vi è sembrato così figo avere un mezzo lupo, e per cui adesso vi sembra una buona idea arrivare a “tre quarti di lupo”?
E allora vedete che ho ragione? Siete proprio imbecilli.

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NOTA: i soggetti ritratti (ad eccezione di quello nella prima foto in alto, tratta dal sito del Corpo Forestale, di cui non sappiamo se appartenga o meno ad uno degli allevamenti sotto accusa), NON hanno nulla a che vedere con la storia in oggetto.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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