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Ti presento… lo Scottish terrier

scott_apdi VALERIA ROSSI – Sì, è proprio lui: il cane “black” che campeggia sull’etichetta di uno dei whisky più famosi del mondo insieme al cugino “white”, ovvero il West Highland white terrier.
I due sono decisamente parenti stretti, non solo perché entrambi scozzesi, ma perché provengono anche dalle stesse regioni della Scozia (Blackmount, nel Perthshire, e Rannoch Moor): eppure non hanno avuto la stessa fortuna, almeno qui da noi.
Come spesso accade (ne abbiamo anche parlato in questo articolo) è stato il cane bianco ad ottenere i maggiori favori del pubblico, lasciando il nero indietro di parecchie lunghezze: in Italia, nel 2012, ci sono state 673 iscrizioni di Westie e solo 54 di Scottish.
Un vero peccato, visto che questa è una delle razze più interessanti (e più simpatiche) dell’intero gruppo terrier: cosa che hanno capito benissimo gli americani, visto che dal 1936 la razza sta ai primissimi posti (ed è stata spesso “sul podio”) negli Stati Uniti.

ORIGINI E STORIA

Gli amanti della razza amano sostenere che lo Scottish sia il più antico terrier delle Highlands, ma in realtà è ben difficile capire se questo sia vero, visto che inizialmente tutti i terrier scozzesi venivano chiamati con lo stesso nome, e cioè Skye Terriers.
Sulle origini, in realtà, c’è ben poca chiarezza: un cane molto simile al nostro eroe viene descritto da Don Leslie nel suo “Storia della Scozia” (1436), mentre un dipinto del Seicento di Sir Joshua Reynolds ritrae una ragazza che accarezza un cane che sembra proprio uno Scottish.

"Scottish Terriers at Work on a Cairn in the West Highlands" - James Robertson, 1835
“Scottish Terriers at Work on a Cairn in the West Highlands” – James Robertson, 1835

Nell’Ottocento l’aspetto della razza è già vicinissimo a quello attuale, come dimostra la litografia del 1835 intitolata “Scottish Terrier al lavoro su un Cairn nelle Highlands Occidentali”.
Di sicuro, nel XIX secolo, sia nelle Highland che nell’isola di Skye c’erano cani chiamati genericamente “short-haired” o “little Skye terrier”: ma solo verso la fine dell’Ottocento essi vennero separati in razze distinte.
Inizialmente furono soltanto due:  il Dandie Dinnmont ed un’altra razza chiamata ancora Skye, ma assai diversa da quella odierna che porta lo stesso nome. Con l’avvento delle esposizioni canine e la nascita degli Standard gli “Skye” vennero ulteriormente suddivisi nelle quattro razze scozzesi che oggi conosciamo come Scottish, Skye, West Highland White e Cairn terrier.

scott_capostipitiInizialmente lo stesso Scottish cambiò diversi nomi: venne definito Highland, Cairn, Diehard ed Aberdeen terrier.
L’ultimo è sicuramente il più interessante, perché proprio nella regione di Aberdeen era presente il maggior numero di questi cani.
J. A. Adamson, del clan Aberdeen, vinse moltissimo in esposizione con i suoi soggetti: e nacque nel suo allevamento anche Splinter II, cagna considerata la vera capostipite della razza moderna. Si ritiene infatti che tutti gli Scottish attuali derivino da Splinter II e da due soli stalloni: Ch. Alister, nato nel 1885, e Ch. Dundee, nato nel 1882.
Nel 1879 gli Scottish apparvero per la prima volta in expo, mentre l’anno successivo venne redatto il primo Standard (gli autori furono J.B. Morrison e D.J. Thomson Gray).
Curiosamente, il primo Club dedicato alla razza nacque in Inghilterra (Scottish Terrier Club of England, 1881), mentre lo Scottish Terrier Club of Scotland sarebbe arrivato solo nel 1888.

falaC’è ancora da rilevare che lo Scottish terrier è sempre piaciuto ai potenti: Giacomo VI di Scozia, quando divenne re d’Inghilterra nel XVII secolo, regalò sei terrier scozzesi al re di Francia Enrico IV, che si innamorò perdutamente della razza e incrementò la sua popolarità in tutto il mondo.
In America lo Scottish arrivò nel 1890, ma divenne famoso negli anni a cavallo tra le due guerre mondiali soprattutto per merito di Fala, la cagnetta del Presidente Roosevelt, che fu il cane più fotografato d’America in quegli anni.

presidentiUn po’ di tempo dopo gli onori delle cronache sarebbero toccate a Skunk, lo Scottish di Eisenhower, e più tardi ancora a Barney, il cane di George Bush.
Altri proprietari famosi furono la Regina Vittoria e moltissimi personaggi del mondo dello spettacolo: da Humprey Bogart a Bette Davis e Liza Minnelli.
Insomma, un vero e proprio “cane da VIP”!

CARATTERE ED ATTITUDINI

 “Terrier” significa “cane da caccia in tana”: ma ormai sono veramente poche le razze che possono ancora mettere in mostra le proprie doti naturali di cacciatori, visto che la stragrande maggioranza dei terrier è diventata da compagnia e soprattutto da show.
Però… qualcuno vada a spiegarlo ai cani, che invece amerebbero moltissimo continuare a fare il mestiere per cui sono nati. Il risultato è che si sfogano come possono: scavando buche di inaudita profondità nei boschi, nei prati e ovviamente anche in giardino, se non gli spieghiamo che la cosa è poco gradita (e a volte anche se glielo spieghiamo), correndo a velocità insospettabili in un cane a gambe corte, “uccidendo” ciabatte e palline e – se è il caso – dimostrando tutto il loro carattere intrepido in discussioni con cani grossi dieci volte loro.

scott_apertoPer fortuna, a differenza di molti altri terrier (anche di quelli “di moda”, super-diffusi), lo Scottish non è un attaccabrighe. Se viene sfidato non si tira mai indietro, questo è vero: ma non è quasi mai lui a cercar rogna.
L’unica, vera esigenza di questo cane è quella di vivere in più possibile all’aperto.
Lui è “contadino inside”: un vero cane rustico e compagnolo  a cui degli show nun po’ frega’ de meno. Ci si adatta, certo (i cani si adattano a tutto), ma sarebbe un vero insulto, per lui, costringerlo a vivere tra divani e tavolo da toelettatura, senza permettergli mai di esprimere la sua vera natura.
A proposito di tavolo da toelettatura, però, ricordiamo che strippare questo cane è assolutamente indispensabile (come lo è per tutti i peli duri).
Se gli Scottish andassero ancora a caccia e frequentassero ancora boschi e sottoboschi, il pelo morto rimarrebbe impigliato in cespugli, rovi e affini e quindi la toelettatura sarebbe “automatica”: ma per i cani che vivono in casa devono provvedere gli umani. In caso contrario sarà il cane a sembrare un cespuglio.

strippingTeniamo a ricordare che lo stripping non fa male al cane: quello che si elimina è pelo morto, quindi già staccato dalla radice. Lo stripping è sicuramente noioso, ma non doloroso: e libera il cane dal vero e proprio fastidio che il pelo morto rappresenta. Quindi le Sciuremarie a cui ho sentito dire (piuttosto spesso, ahimé) che non si prenderanno mai un pelo duro perché detestano l’idea di “torturare” il cane, si rilassino un po’: lo stripping non è molto più fastidioso (e neppure più costoso) di una nostra seduta dal parrucchiere.

piazzato2L’unica differenza sta nel fatto che l’aspetto del cane, dopo la seduta, migliora in modo decisamente clamoroso: il nostro… be’, non sempre.
Ma torniamo al carattere, ricordando che la selezione moderna, mirata a creare cani da compagnia e da show, ha smorzato parecchie delle caratteristiche “tipicamente terrier” meno gradite al pubblico.
Lo Scottish attuale è un cane capace di passare diverse ore al giorno in appartamento (ribadisco: non tutte le ore del giorno, per favore!) senza nervosisimi e soprattutto senza abbai: è un cane piuttosto silenzioso (almeno per essere un terrier) e – come abbiamo già detto sopra – capace di convivere pacificamente con i suoi simili, fermo restando che con due maschi bisogna sempre fare un po’ di attenzione.

scott_mucchio“Ammorbiditi” lo sono stati di sicuro, ma rincoglioniti proprio no: sono pur sempre terrier, vivaddio! Quindi cani dal temperamento fortissimo, di tempra dura, coraggiosi fino alla temerarietà e così via.
Una caratteristica tipica dello Scottie, però, è quella di saper alternare momenti di calma riservatezza ad altri di sfrenata vivacità. Non è che azzecchino proprio sempre il momento giusto per assumere l’una o l’altra personalità… ma diciamo che in genere riescono ad accordarsi decisamente bene con l’umore dei loro umani.
Poi, vabbe’, ogni tanto sbagliano un po’ i tempi e tirano fuori il lato tranquillo quando gli umani vorrebbero giocare, oppure si lanciano sul lato vivace-allegro-giocherellone quando l’umano ha le palle decisamente girate: però, quando se ne accorgono, ci restano malissimo.
E quando ci restano male fanno la faccia mortificata, ovvero facce talmente buffe che è francamente impossibile non scoppiare a ridere.
Prego osservare le foto qui sotto e dirmi se si può restare incavolati vedendo espressioni come queste:

espressioni
collostorto3Il top delle facce buffe, però, a mio avviso è la testina piegata di lato, che lo Scottie esibisce ogni volta che qualcosa non gli è proprio chiarissimo. I cuccioli sono campioni mondiali di questa particolare espressione, ma anche gli adulti la propongono molto spesso (secondo me, perché hanno capito che gli umani la trovano irresistibile e quindi consente loro di ottenere quello che vogliono).
Nonostante la simpatia, comunque, gli Scottish restano cani tosti. E anche quando si tratta di educazione e addestramento, non ci si può decisamente aspettare il robottino pronto a scattare agli ordini: anzi, con quella faccia è più lecito aspettarsi che gi ordini li dia lui… e lui, potete contarci, ci proverà sempre.
Sta agli umani non lasciarsi comandare a bacchetta (neppure dalle faccine buffe), ma senza sognarsi di diventare despoti e di fare i “capibranco alla Millan”, perché un terrier preferirebbe morire piuttosto che cedere alle maniere forti.
Per ottenere che un Scottish vi dia retta dovrete dimostrargli di essere più intelligente, più furbo, più esperto di lui: o meglio, dovrete essere bravi a farglielo credere, perché non è detto che questa sia la verità.

giocattoloAnche se a volte possono sembrare un po’ tontoloni, questi sono cani dall’intelligenza spiccatissima e decisamente arguti. Innamorarsi di loro (specie se si ha la fortuna di incontrare una cucciolata) è questione di secondi: per riuscire a farsi obbedire e rispettare, a volte ci vuole una vita. Però ne vale la pena… anche quando si riesce semplicemente a convincere uno Scottish che le nostre ciabatte, o i peluches di nostro figlio, NON sono prede e quindi NON andrebbero “uccise”.

SALUTE

cuccioloLo Scottish è un cane rustico e robusto, che non si ammala facilmente. Vanno tenute sotto controllo, ovviamente, le malattie genetiche, tutte rilevabili con gli appositi test: quindi, se intendete prendere un cucciolo, chiedete sempre se i genitori sono stati testati.
A colpire questa razza sono la malattia di Von Willebrand, la sindrome di Cushing (nei cani anziani), gli shunt epatici e l’osteopatia cranio-mandibolare (che compare nei cuccioli, fortunatamente curabile).
Tutte queste patologie hanno un’incidenza decisamente bassa nello Scottish, che invece viene colpito piuttosto frequentamente dal cosiddetto “Scottie cramp”, legato, pare, ad un eccessivo accumulo o da una carenza di neurotrasmettitori (in particolare sembra implicata la serotonina) che causano un disturbo nei segnali inviati tra il cervello ed i muscoli. Quando è particolarmente stressato, il cane – normalissimo fino a quel momento – comincia a muoversi in modo strano: gli arti si spostano lateralmente e in avanti anziché andare solo in avanti, la schiena può inarcarsi e i posteriori possono flettersi. Il cane può anche inciampare e cadere.
Nonostante faccia piuttosto impressione vedere il cane che si muove in modo scoordinato (se cercate “scottie cramp” su youtube potrete vederne alcuni esempi), questa non è una malattia grave: non c’è alcun rischio che l’animale ne muoia e i sintomi regrediscono spontaneamente non appena lo stimolo si attenua. Inoltre il cane colpito non prova dolore: perde soltanto temporaneamente la capacità di coordinare i movimenti.
Lo Scottie cramp è presente fin dalla nascita e non peggiora con l’età. Non esiste cura – anche se c’è qualche trattamento efficace per i casi più gravi – ma quasi tutti i cani affetti restano ottimi compagni, perfettamente in grado di condividere tutte le attività con le loro famiglie.

LO STANDARD

FCI Standard N° 73 10.01.2011 – SCOTTISH TERRIER
ORIGINE: Gran Bretagna
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 13.10.2010 UTILIZZAZIONE: Terrier
CLASSIFICAZIONE FC.I.: Gruppo 3 Terrier – Sezione 2 Terrier di piccola taglia (gamba corta) Senza prova di lavoro

scott_expo2BREVE CENNO STORICO: Lo Scottish Terrier Club fu fondato nel 1882, un anno dopo fu redatto il primo standard della razza, e tre anni dopo la razza cominciò ad assumere l’aspetto che conosciamo oggi per merito del Capitano Gordon Murray che fu validamente sostenuto dal fondatore e primo presidente del Kennel Club, Mr Sewallis Evelyn Shirley.
L’immagine pubblica di questo terrier a gambe corte proveniente dalle Highlands, è spesso quella di un duro scozzese, ma con la sua famiglia e gli amici è affettuoso e allegro; sempre però attento al minimo rumore, per il suo spirito di protezione verso la sua casa e i suoi familiari.

ASPETTO GENERALE
Massiccio, di taglia adeguata per il lavoro in tana, il che preclude cani dal corpo eccessivamente pesante, a gambe corte, ma svelto e che suggerisce l’idea di gran potenza e attività riunite in una taglia ridotta. La testa dà l’impressione d’essere lunga rispetto alla mole del cane. Molto agile e attivo nonostante le sue gambe corte.
PROPORZIONI IMPORTANTI:
Cranio e muso hanno la stessa lunghezza

COMPORTAMENTO E CARATTERE
Leale e fedele. Dignitoso, indipendente e riservato, ma coraggioso e molto intelligente. Audace, ma mai aggressivo.

testaTESTA
Lunga senza essere sproporzionata alla taglia del cane. Portata su di un collo muscoloso di moderata lunghezza che mostri qualità.
REGIONE DEL CRANIO
Cranio quasi piatto. È tanto lungo da consentire una bella larghezza e tuttavia sembrare stretto. Stop leggero ma ben definito fra cranio e muso all’altezza degli occhi.
REGIONE DEL MUSO
Tartufo nero, grande e, vista di profilo, la linea tra la punta del tartufo e il mento appare inclinata verso il dietro.
Muso di solida costruzione e profondo nell’insieme.
Mascelle/Denti: denti grandi con perfetta e regolare chiusura a forbice; cioè con i denti superiori che a stretto contatto si sovrappongono agli inferiori e sono impiantati perpendicolarmente alle mascelle.
Guance: le ossa delle guance non devono essere sporgenti.
Occhi: a mandorla, bruno scuro, piazzati abbastanza distanti e ben inseriti sotto l’arco sopraccigliare, con espressione intelligente e penetrante.
Orecchi di taglio netto, di spessore sottile, appuntiti, eretti e piazzati in cima al cranio, non troppo ravvicinati fra di loro.
Orecchi grandi, con la base larga, sono altamente indesiderabili.

COLLO
Muscoloso e di moderata lunghezza, mostrante qualità.

CORPO
Linea superiore diritta e orizzontale. Dorso proporzionatamente corto e molto muscoloso. Reni muscolosi e forti. Torace piuttosto ampio e sospeso tra gli anteriori. Costole ben cerchiate che si appiattiscono per dare profondità al torace e sono ben portate verso il posteriore. Cassa toracica ben saldata al posteriore.

CODA
Di media lunghezza, tanto da dare al cane un aspetto bilanciato. Grossa alla radice, si assottiglia in punta. Inserita con portamento diritto o con una leggera curva.

andaturaARTI ANTERIORI

Aspetto generale: sterno ben posizionato fra gli anteriori. Spalla: lunga, obliqua. Gomiti: non devono essere deviati in fuori o posizionati sotto il corpo. Avambraccio: diritto, con buona ossatura.
Metacarpo: diritto.
Piedi anteriori: di buona misura, con buoni cuscinetti, dita ben arcuate e serrate; i piedi anteriori sono leggermente più grandi dei posteriori.

ARTI POSTERIORI
Aspetto generale: notevolmente possenti in rapporto alla taglia del cane. Grandi e ampie natiche Cosce lunghe. Ginocchia ben angolate. Metatarsi: garretti corti e robusti, non deviati in fuori né in dentro.
Piedi posteriori di buona misura, con buoni cuscinetti, dita ben arcuate e serrate; i piedi posteriori sono leggermente più piccoli degli anteriori.

ANDATURA
Sciolta e libera, diritta sia davanti che dietro, con spinta dal posteriore e un passo sempre regolare.

coloriMANTELLO
PELO: il pelo, aderente, ha due strati: il sottopelo corto, lanoso e denso; il pelo di superficie duro, “fil di ferro” e spesso; il loro insieme forma una copertura resistente alle intemperie.
COLORE: nero, grano o “brindle” di ogni tonalità.

TAGLIA E PESO
Altezza al garrese: 25 – 28 cm. Peso: 8,5 – 10,5 kg

DIFETTI
Qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerata come difetto e la severità con cui questo difetto sarà penalizzato deve essere proporzionata alla sua gravità, e alle conseguenze sulla salute e il benessere del cane.

DIFETTI ELIMINATORI
– Cane aggressivo o eccessivamente timido
– Qualsiasi cane che mostri in modo evidente anomalie fisiche o comportamentali sarà squalificato.

N.B. I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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