fobico13di VALERIA ROSSI – Sono appena tornata da un seminario in Veneto in cui ho trattato il tema dei problemi comportamentali più diffusi (soprattutto aggressività e fobie), e – le solite curiose coincidenze! – mi ritrovo, tra email e Facebook, ben quattro messaggi di proprietari di cani timidi (o addirittura fobici) che mi chiedono come poterli aiutare “in pratica”. Infatti, pur avendo già letto diversi articoli miei ed altrui sull’argomento, vorrebbero qualche suggerimento “più concreto”.
Eh, lo so: parlare in generale dei rimedi classici (desensibilizzazione, controcondizionamento, abituazione e tutto il cucuzzaro) lascia un po’ il tempo che trova.
Ma come si fa a proporre rimedi “concreti” o soluzioni pratiche che vadano bene per cani che non si sono mai visti e conosciuti?
Una delle frasi che mi sono resa conto di usare più spesso, nelle risposte a chi mi chiede consigli, è: “purtroppo non ho la sfera di cristallo!”… che a volte mi ci vorrebbe proprio.
In ogni caso posso provarci, a dare (o ridare, perché molte di queste cose le ho già scritte in altri articoli: ma ripeterle non nuoce) qualche consiglio pratico: fermo restando che si parla sempre di “un cane” generico che ha proprio poco senso… pratico, perché i cani non sono tutti uguali. Perché ognuno di loro è un individuo con i suoi pensieri, i suoi sentimenti, le sue reazioni.
Confrontarsi con un cane fobico è una cosa molto “personale”: i tentativi di recupero vanno mirati sul singolo soggetto, basandosi sulle sue reazioni a situazioni e stimoli diversi.
Però, in linea di massima, possiamo dire che:

fobico10a) la prima cosa che bisogna ottenere è la fiducia verso il proprio umano.
Se il cane non si fida di quella che dovrebbe essere la sua figura di riferimento, figuriamoci quanto potrà fidarsi del resto del mondo!
Quindi bisogna fargli capire che quando sta con noi non può succedergli nulla di male; che insieme possiamo scalare qualsiasi montagna; che siamo in grado di passargli tutte le competenze che al momento non ha e che gli possono permettere di affrontare tutto ciò che ora lo terrorizza.
Come si ottenga, in pratica, questa fiducia l’ho già spiegato molte volte:  si devono presentare al cane ostacoli che a lui sembrano insormontabili (dipende dal cane: c’è quello che ha paura delle griglie per terra, quello che teme i sacchetti svolazzanti, quello che ha il sacro terrore degli altri cani…), e dobbiamo essere noi a superarli e a fargli vedere che ne usciamo indenni: infine dobbiamo invitarlo a seguirci, mostrandogli “come si fa”.
Con qualche cane ci vorranno giorni, con altri mesi: dipende. Però la sua stima nei nostri confronti crescerà… e ogni volta che lui stesso riuscirà a superare un piccolo stress ne sarà gratificato e salirà anche la sua autostima;

fobico15b) la seconda cosa da fare è “ingaggiare” il cane su di noi.
Anche di questo abbiamo già parlato, ma riassumo brevemente: il cane deve convincersi che stare con noi è la cosa più interessante del mondo.
Dobbiamo catturare la sua attenzione con qualsiasi mezzo e riuscire a tenerla focalizzata su di noi. Il cibo può essere il primo approccio, ma NON è la soluzione (dobbiamo essere dei leader, non dei dispenser di wurstel o crocchette!).
Aggiungo che il cibo non crea neppure fiducia, né rispetto: pensare di “conquistare” un cane a suon di bocconcini è pia illusione.
Il cibo è un tramite, è quasi… uno specchietto per le allodole, che serve inizialmente per attirare il cane: dal cibo si dovrà poi passare al gioco – sempre e solo interattivo – e comunque sia il cibo che il gioco non devono essere il fine, ma un mezzo per arrivare a “fare qualcosa con noi”.
L’ingaggio si ha quando il cane pensa che “stare con noi” sia più interessante, più piacevole, più gratificante di qualsiasi rinforzo/premio/stimolo.
Se il cane non è ingaggiato, se non siamo noi il centro del suo interesse, non si può costruire nulla: nè l’educazione, nè l’addestramento, né il recupero comportamentale.
Obiezione classica: “Ma il mio cane non sa giocare!”.
Questo non è, semplicemente, possibile.
Tutti i cani sanno giocare e tutti i cani amano giocare: alcuni smettono di farlo perché sono stati inibiti, altri non hanno avuto modo di imparare (cani deprivati); i cani fobici spesso non giocano perché gli stimoli circostanti li impauriscono troppo e quindi non riescono a concentrarsi sul gioco.
In quest’ultimo caso, dopo aver conquistato la fiducia del cane – vedi punto a) – dovremo cominciare ad appassionarlo al gioco (ci sono diverse tecniche e mezzi che qualsiasi addestratore potrà sicuramente mostrarvi: spiegarle tutte per iscritto sarebbe impossibile) inizialmente in luoghi tranquillissimi, dove il cane si senta sicuro.
Si può cominciare anche dentro casa: poi, gradualmente, si passerà a luoghi esterni inizialmente privi di stimoli, inserendo con mooooolta gradualità dei nuovi elementi.

fobico14c) la terza cosa da fare è far divertire il più possibile il cane.
Dopo che saremo riusciti ad insegnargli (o re-insegnargli) a giocare, e l’avremo fatto appassionare moltissimo al gioco (con noi, lo ripeto e lo sottolineo: lanciare palline NON è “giocare col cane”, ma comportarsi nuovamente da dispenser. Giocare col cane significa giocare insieme: alla lotta, al tiramolla, a nascondino, a un quasiasi sport… ma ancora una volta, il fulcro del divertimento dobbiamo essere NOI), approfitteremo della sua passione per farlo divertire anche in presenza degli stimoli che gli hanno sempre fatto paura. Giusto al seminario di ieri abbiamo avuto una dimostrazione pratica con una cagnina che non si avvicinava a meno di dieci metri dal nostro gruppo di persone senza mettersi ad abbaiare furiosamente: ho chiesto allora alla sua umana di cominciare a farla giocare al tiramolla a distanza “di sicurezza” da noi, e poi di avvicinarsi un po’ alla volta, continuando a giocare. La cagna è arrivata a due metri da noi prima di accorgersi che c’eravamo… e anche quando se ne è resa conto, ha continuato a giocare. Appena il giocattolo è stato messo via, lei si è rimessa ad abbaiare contro tutti, “ricordandosi” di aver paura… ma intanto aveva fatto un notevole progresso sul quale, sicuramente, ha avuto modo di rimuginare la sera (“sono arrivata a due metri da quel mucchio di gente…e non mi è successo niente!”). Questi sono ragionamenti che i cani fanno, e che aiutano molto il recupero.
Certo, non è che un cane fobico “guarisca” solo perché, circuendolo col gioco, lo “freghiamo” e lo facciamo avvicinare allo stimolo che lo spaventa: però lui poi ci ripensa, elabora la cosa.
I cani sono cognitivi. Pensano e traggono le loro conclusioni. Certamente le fobie, a volte, sono più forti di qualsiasi ragionamento (chiunque abbia la fobia dei ragni, o dei serpenti, sa bene che non basta sapere razionalmente che quel ragno o quel serpente è del tutto innocuo… ce la facciamo sotto lo stesso quando lo vediamo): e infatti al gioco bisogna aggiungere anche la desensibilizzazione.

d) la quarta cosa da fare è desensibilizzare.
Il che significa, tecnicamente, sottoporre il cane agli stimoli che innescano la sua fobia partendo dall’intensità che non causa la reazione fobica ed aumentandola gradualmente (con molta, molta attenzione e sensibilità).
In pratica: il cane ha paura delle persone? Si comincia a fargliene vedere una lontana cento metri.
Mostra timore? La allontaniamo ancora di più. Non mostra timore? La facciamo avvicinare di dieci metri. Poi di venti. Poi di venticinque, e così via, fino ad ottenere che la reazione fobica scompaia anche quando la persona è vicinissima a noi.
Ogni volta che si innesca la fobia, faremo un passo indietro. Ad ogni reazione indifferente, avvicineremo lo stimolo di un passo.
Lo stesso si può fare con qualsiasi tipo di stimolo: altri cani, macchine, moto… qualsiasi cosa che provochi la reazione fobica.

fobico12Bastano questi quattro step a recuperare sicuramente un cane pauroso? Mi piacerebbe rispondere di sì… ma non è affatto detto che bastino. E’ detto, invece, che aiutino: questo sì, sempre.
Così come possono aiutare molti altri espedienti e tecniche che però sarebbe inutile elencare, perché finirei per fare una lista infinita e poco sensata, visto che per ogni cane ci sono cose che funzionano e altre che… proprio no.
Questi quattro passi – soprattutto i primi due – sono quelli “di base”, che vanno sempre e comunque percorsi, perché se non si ottiene la fiducia del cane e se non si riesce ad ottenere l’ingaggio è inutile provare a fare qualsiasi altra mossa: non si arriverebbe a nulla.
In alcuni casi questi step possono portare dritti al traguardo: in molti altri, purtroppo, saranno solo i primi passi di un cammino molto più lungo e complesso.
E questo è tutto ciò che posso dirvi sul “cane fobico generico”: tutto il resto è soggettivo, quindi altri consigli si possono dare (e altri tentativi si possono fare) solo mirandoli al singolo caso… che ovviamente bisogna conoscere “dal vivo”.

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22 Commenti

  1. Il mio cane gia’ molto pauroso nei confronti degli altri cani e’ stato genialmente castrato prima di essere dato in adozione a me l’anno scorso, a tre anni.Adesso gli altri cani lo annusano insistentemente e poi molti cercano di montarlo,naturalmente il problema e’ peggiorato,credo che lui non capisca perche’ le cose sono cambiate cosi’ radicalmente…

  2. Bellissimo ed interessantissimo articolo, mi domando una cosa….per un cane d piccola taglia di due anni, preso prima dell’età giusta (25 giorni di vita per cause di forza maggiore) che ha paura dell’approccio con le persone estranee bisogna seguire gli stessi step? non è la paura con la quale il cane si ritrae o cerca di scappare ma il cane abbaia contro evitando il contatto. Con chi conosce molto, ma molto bene è affettuoso e socievole per cui mi chiedo…gli step possono aiutarlo a migliorare un pò la condizione del “tutti gli estranei mi picchiano” (perchè a 5/6 mesi ha subito un trauma da un cretino per strada). Perchè capita spessissimo che dopo fievoli miglioramenti capiti il cretino di turno che per strada solleva il bastone da passeggio per minacciare il cane che manco se lo stava filando provocando una reazione “abbaio aggressivo”.

  3. Il mio cane da quando è con noi ha fatto passa da gigante (non salta più per aria al passaggio di una moto nè si va più a nascondere se qualcuno striscia una sedia). Non riesco però ad asciugarlo dopo il bagno: Il phon lo spaventa da morire, si rintana in un angolo del bagno tutto tremante e quindi preferisco piuttosto asciugarlo il meglio possibile con un asciugamano e sperare non si prenda il raffreddore. Suggerimenti per farlo abituare?

    • Per Giada, ho da poco terminato il corso per toelettatura e effettivamente ho visto che ci sono alcuni cani che proprio non sopportano il phon. Anche alcuni dei miei cani non lo amano molto. io faccio così.
      Mentre lo asciugo con l’asciugamano, accendo il phon o il soffiatore molto lontano dal cane alla potenza minima e continuo il mio lavoro con l’asciugamano. poi lo porto più vicino ma senza farglielo provare. il giorno dopo ( senza lavarlo ogni volta) lo metto nuovamente sul tavolino o se è grosso in terra, accendo il phon lontano e poi faccio finta di asciugarlo, spazzolarlo mentre cerco di calmarlo magari con un premietto ( poco) o con complimenti. tutto questo deve durare poco: 5 minuti. E continuo così, è un pò noioso e ci vuole pazienza. poi poco per volta avvicino sempre più il phon e lo asciugo cominciando sempre dal posteriore con la potenza minima, facendo magari solo la coda o una zampa. Se non ha reazioni di terrore, aumento sempre più sia la potenza che l’area da asciugare: se invece ha molta paura riprendo tutto dall’inizio.
      Prova , io ora non ho problemi

    • Se vuoi puoi provare come ho fatto io: mi asciugo i capelli col phon e lascio che il cane possa entrare nella stanza; non lo obbligo ad avvicinarsi ma lascio solo che guardi. All’inizio stava lontano, poi ha cominciato da sola a smettere di preoccuparsi e anche ad avvicinarsi. Poi pian piano abbassi il phon verso il cane e dopo un po’ dovresti riuscire ad asciugarlo direttamente

  4. riporto la mia esperienza perchè c’è stata una tecnica che a me ha aiutato molto, direi fase pre-ingaggio (ovvero quando all’ingaggio non riesci ad arrivarci)
    forse farà inorridire i cinofili, forse è altamente diseducativa, non lo so, so che con me ha avuto risultati visibili giorno per giorno, non consiglio non avendo esperienza, soltanto riporto.
    il primo cane è arrivato anziano, malato, ma soprattutto pauroso delle persone. dopo mesi come ti avvicinavi ancora si chiudeva come se dovessi picchiarlo, benchè si fosse attaccato a noi il primo giorno passato insieme (della serie da voi non mi stacco più) di noi aveva paura degli altri neanche parlarne, terrore.
    l’educatore un giorno ha detto “fatevelo venire addossso” è stata un’illuminazione, abbiamo cominciato a giocare con bocconcini golosi, anche a lungo, seduti in terra in un angolo con le spalle indietro, facendocelo venire addosso, sul nostro corpo, istigandolo a venirli a prendere. ha avuto un effetto notevole.
    poi abbiamo preso la seconda, adulta, sana, ma timidissima, sembrava non avesse mai visto neanche l’asfalto, auto, tutto la spaventava. se ne stava rintanata nella sua cuccia che lei aveva scelto nel sottoscala e farla uscire un’agonia. si bloccava ovunque, le prime due settimane lasciava pipì ogni volta che le ti avvicinavi, orecchie indietro coda fino alla pancia.
    allora ho cominciato a mettermi bocconcini (molto buoni), sempre da seduta, prima per terra per farla avvicinare, poi sulle gambe poi sulle spalle, poi a giocare con lei a farglieli prendere muovendo le mani e insegnandole a farsi avanti per prendersi il premio. è servito moltissimo, adesso mi segue e soprattutto non ha più paura di me. è ancora un po’ timida in certe situazioni (ma è con noi da due mesi e mezzo) ma ha fatto passi da gigante.
    ho visto che questo gioco, con loro due che non riuscivo a ingaggiare in nessun modo, gli hanno fatto perdere la paura di me, un primo passo per poi affrontare il resto. è bastata una settimana per avere risultati completi, già dopo due/tre giorni vedevo la differenza.
    forse sono coincidenze, ma con la seconda gli effetti mi parevano troppo evidenti.
    non so se possa essere pericoloso, loro non sono cani piccoli, ma in generale sono molto attenti con bocca e denti, le zampate vabbè… qualche graffio val ben la soddisfazione del risultato ottenuto.

  5. E quando il cane manifesta paura verso determinati cani? (Cani che non so quando incontrerò di nuovo, in quanto gli incontri sono totalmente casuali?)

    Tipo: Io ho il cane che ultimamente è terrorizzato da una coppia di pastori del ciarplanina. (Già il mio cane non è esattamente un’amante dei cani di taglia così grande. Non so perchè. Nessuno gli ha mai fatto nulla e non ha mai avuto brutte esperienze. Credo sia la stazza il problema. Solo con un paio di femmine di terranova non ha avuto problemi.)
    Due cuccioli di nove mesi. Maschio e femmina. Discreti bisonti.
    Premetto che quei due cani sono delicatissimi.
    Non hanno mai mostrato la minima aggressività nei confronti di altri cani o di umani e anzi, invitavano il mio cane al gioco.

    Ora, la prima volta che li ho incontrati, i due erano sciolti -lo sono quasi sempre- ed il mio a guinzaglio. Non conoscendoli e non sapendo come avrebbero reagito, mi sono limitata a mettermi a lato del sentiero che stavo percorrendo per lasciarli passare.
    I due naturalmente, essendo cuccioli, sono venuti lì a conoscere il mio cane.
    Annusatina, tentativo di invito al gioco, il mio cane che si innervosisce e vabbè ce ne siamo andati ognuno per la sua strada.

    Passano due/tre settimane.
    Li vedo di nuovo alla distanza.
    Panico totale del mio cane. Solo a vederli.
    Cose tipo lui che si siede in mezzo alla strada, si mette a sgroppare come un cavallo selvaggio, si impicca e vuole proprio scappare. Scenate isteriche. Vabbè. Mi fermo un po’ in un’area tranquilla, lo faccio sedere per vedere se si calma, ma non ottenendo proprio nulla. Passeggiata finita e torniamo a casa. Tipo correndo, perchè non c’era verso di farlo camminare normalmente.
    (Per un po’ di tempo, il mio cane è stato sul “chi vive” a passare in quella zona.)

    Passa un mese. Stavolta li becco su di una stradina veramente stretta. Sguinzagliati. Ci vedono e ci corrono incontro.
    Problema.
    Dietro ho un capannello di gente, da un lato ho un fiume e dall’altro ho terra e bosco in estrema pendenza. Non posso fare altro se non andare avanti.
    I due ciarplanina arrivano, annusano, il mio cane di rimando si gira e morde il maschio. Nessun danno, gli ha solo strappato un po’ di pelo.
    Scene di guerra.
    La gente che si allontana velocemente, la cagna si butta a pancia per aria in sottomissione, il maschio è confuso e ci trotterella intorno. Il mio cane ringhia come un dannato. (Lassie incazzoso non è un bello spettacolo.)
    Chiedo (grido) al proprietario se -per Dio, ragazzo!- può tenerli, che il mio cane sta dando di matto. Il tipo si scusa, li lega e va per la sua strada.
    Più avanti ci re-incrociamo in un’area ampia di prato.
    Stavolta il mio cane è sciolto mentre gli altri due sono legati. Lo acchiappo per il collare, lo faccio sdraiare a terra e vedendo che non c’è panico, il tipo si avvicina.
    Tutto a posto. Faccio due chiacchiere con il proprietario, i cani sembrano tranquilli. Lascio il mio cane. Nessun problema.
    Chiedo al tipo di provare a sciogliere i suoi, per vedere che succede.
    Li lascia andare. Tutto regolare. Il mio cane ad un certo punto accenna addirittura a seguire la femmina.
    Poi di nuovo, ognuno per la sua strada.

    La volta dopo, di nuovo il panico.
    Nemmeno ci siamo avvicinati. Il mio cane già tentava la fuga vedendo i due alla distanza. (Erano molto distanti.)
    Abbiam dovuto tornare indietro.

    Ora, sapendo che:
    Io becco questi cani saltuariamente. A caso. (Quindi non è che possa abituarlo gradualmente. Non so quando incontrerò questi cani di nuovo.)
    In un parco/bosco la cui strada è quella che è. (Significa che non posso cambiare strada, se non in determinate zone, perchè ce n’è una sola.)
    Se lascio il mio cane sciolto, la prima cosa che fa, è scappare a cento all’ora in direzioni a caso. (Ci ho provato ed ho dovuto inseguirlo per 15 minuti.)
    Se lo tengo legato, morde non appena gli altri si avvicinano per paura.
    Se il mio cane vede questi due cani, comincia già ad innervosirsi e ad andare nel panico.
    Bocconcini, distrazioni o richiami non funzionano in alcun modo.
    Non ho molte altre zone in cui andare a passeggio con il cane. (In questo periodo, nei prati dove lo porto di solito, ci sono lavori in corso e greggi di pecore con cani da pastore piuttosto aggressivi.)

    Io cosa dovrei fare per -almeno- calmarlo, in caso di un altro eventuale incontro con sti due cagnoni?

    • Io già mi chiedo perché ‘sto tipo vada in giro con due Ciarplanina sciolti… ora sono cuccioloni, e ok, ma quando crescono… non è che siano esattamente i cani più pacifici del mondo: quindi, tanto per cominciare, inviterei l’umano a tenerli al guinzaglio. Dopodiché, con TUTTI i cani sotto controllo e senza rischio di incontri “troppo” ravvicinati, penso che potrai stare più tranquilla. Che facciano amicizia la vedo dura, ma almeno evitare sceneggiate ogni volta che si incontrano sarebbe una buona cosa! 🙂

      • Onestamente non saprei.
        Non vorrei dire castronerie, ma pare che della gente si sia anche lamentata con il tipo, in quanto “Cani del genere (così grossi!) non dovrebbero andare in giro.”
        (La cosa mi pare un po’ drastica..Solo perchè grossi, non vuol dire che debbano starsene nel giardino di casa a marcire tutto il giorno, però è vero che il guinzaglio non è nemmeno un’optional.)
        Dalle voci che ho sentito in zona, sembra che uno dei due cuccioloni abbia urtato una signora che si è spaventata…O qualcosa del genere..Un casino.

        Io spero che dopo la -credo?- lamentela, il tipo si sia deciso almeno a tenerli a guinzaglio.
        Per ora non l’ho visto più in giro, per cui magari ha cambiato zona..Non saprei.
        Io spero solo che le sceneggiate finiscano..Davvero non avevo mai visto il mio cane comportarsi così..(Intendo..Essere così spaventato al punto di mordere. Le zuffe capitano, ma è normale. In fondo il mio cane è masculo.).
        Di solito è amichevole nei confronti di quasi tutti gli altri cani..Specialmente i cuccioli.
        Mi dispiacerebbe fargli avere altre brutte esperienze in passeggiata.
        Per cui bho..Spero vivamente che il tipo il guinzaglio lo usi, in futuro. (E in caso contrario, spero vivamente che il mio cane non mi stacchi le braccia/non si spezzi il collo, nel tentativo di scappare via..)

        (Certo che comunque i Ciarplanina sono degli orsi. Io non ne avevo mai visti fin’ora..Sono stupendi.. XD)

  6. Ciao a tutti, questa è la mia prima esperienza con un cane, l’ho desiderato tantissimo e finalmente sono riuscita a coronare il mio sogno.. ho preso una cucciola di golden retriever femmina; non aveva trovato famiglia (credo perché essendo nata ad Aprile nessuno voleva il cane d’estate), insomma sono arrivata io e lei aveva quasi 5 mesi, ho deciso di sceglierla perché se passava altro tempo nessuno l’avrebbe scelta.. ora è due mesi che è con me, è davvero buonissima, dentro casa ti dimentichi che c’è, non hai mai fatto bisogni, insomma sembrerebbe perfetta ma purtroppo è terrorizzata da tutto. A noi membri della famiglia ci adora, e da confidenza ma come si avvicina un estraneo si sdraia per terra sottomessa, oppure va via. Il mio problema più grande è portarla sotto casa a fare i bisogni, è terrorizzata da tutto, rumori forti, auto, motorini, negozi ed è ingestibile, ho sempre paura che mi scappi e finisca sotto una macchina.. io gioco tantissimo con lei, tutti in famiglia la coccolano passano ore a giocare in qualunque modo, la porto al parco tutti i giori per almeno un ora, e li gioca con tutti i cani si trasforma sembra un altro cane!! potete darmi qualche consiglio?? io vorrei veramente che lei si fidasse del tutto di me e stesse più serena!!
    p.s. quando l’ho portata al lavaggio il ragazzo me l ha restituita umida perché ha detto che era talmente agitata ed impaurita che aveva paura si facesse male!!

  7. La mia piccola amy sette mesi Border collie e super timida e paurosa delle persone e dell ambiente intorno a se !! Sto cercando in tutti i modi di aiutarla a volte facciamo un passo avanti altre voltel Tre indietro .

    • Ciao lausa, anche la mia (adottata ad un anno) è così…è con me da due mesi e sto proando a farla abituare alle persone e al traffico. A te come sta andando?

  8. ciao a tutti, scusate il rottura di scatole, vorrei raccontarvi la mia esperienza, a questo punto la prima dopo 10 anni di cucciolate. Da qualche anno ho adottato dei rottweiler, una coppia, non fratelli, e quest’anno c’è stata la loro prima cucciolata di ben 12 pargoletti, tutti sani e tutti donati alla cinofila. Per amor mio, ho tenuto una cucciola, bellissima, buona con le persone, bambini. Ma c’è un problema, è fobica. Ha paura di ogni rumore, oggetti e persone estranee.
    Non saprei come comportarmi, dato che questa per me è la prima volta che mi capita una cosa del genere.
    Sapreste darmi qualche consiglio?

  9. ciao a tutti. La mia cagnotta Nina ha paura di tutto..a volte anche di me se faccio dei movimenti bruschi. Di farla socializzare non se ne parla.. appena si avvicina un cane, mostra i dentini e ringhia … L’ho presa a circa un mese di età. Mi dicono che era troppo presto. Voi che ne pensate? Vorrei tanto vederla giocare con gli altri cani, come tutti…

  10. ho adottato con mio marito la nostra terza cagnolina il 10 di gennaio , lei è dolcissima e socializza con tutti sia con le altre due che con le due gatte… però è impossibile portarla al guinzaglio perchè si sfila la pettorina, non esce di casa da sola ma solo in braccio ( però rientra tranquillamente) non sale le scale e qualsiasi rumore ( specialmente le macchine) la terrorizza al punto da farsi la pipì addosso, anche i movimenti bruschi la spaventano a questo punto ed è davvero ingestibile… abbiamo entrambi molta esperienza con i cani ma qualsiasi tecnica sembra non funzionare, non si smuove nemmeno con le ricompense. Cosa ne pensate?

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.