mercoledì , 28 giugno 2017
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L’ultima follia animalista: le cagne “violentate”

di VALERIA ROSSI – Ne scopro sempre una nuova: mi segnalano che sta girando su FB una foto che mostra la monta assistita di una coppia di bulldog.
A parte l’aspetto un filino tamarro dell’umano in canotta, la cosa che lascia più a bocca aperta è la didascalia:

cagna_violentata
Mica finita. Sulla pagina in cui l’ho vista io (mi dicono che appare praticamente su tutte le pagine di animalisti, volontari di canile & affini) la foto è accompagnata da questo messaggio, oberato – come molti messaggi animalisti – da un’overdose di  maiuscole e di vocali finali:

Allevatori di MERDA MI FATE SCHIFO TUTTI TUTTI TUTTIIIIIIIIII BASTA COMPRARE SIETE COMPLICI DI QUESTO SCHIFOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO E ORROREEEEE
Alura… forse sarebbe il caso che l’autrice di questa tragicomico messaggio, nonché l’autore della scritta sulla foto (Eddi Alf, che presumo sia l’Animal Liberation Front: sono quelli che “liberano” gli animali da sperimentazione mollandoli in mezzo alla strada, cosicché vengano spiaccicati dai TIR anziché ammazzati in laboratorio: un salto di qualità della madonna…), nonchè gli autori dei commenti sottostanti (ne cito alcuni: “spero che sia un fotomontaggio. E’ troppo orribile, che schifo!“, “che merda di gente“, “che orrore, povera!“)  venissero informati di un par di cosette:
a) l’unico essere vivente che può violentare una cagna (e purtroppo, a volte, lo fa) è l’essere umano. Il cane, se la femmina non è il calore, non è interessato all’oggetto. Non ha un’erezione. Non è fisicamente in grado di penetrarla;

trombacavalierb) un’ipotetica cagna violentata urlerebbe di dolore e tenterebbe ovviamente di mordere: di sicuro non avrebbe la faccia di questa bulldog (che, prego notare, non è neppure legata a un guinzaglietto), a cui si potrebbe piazzare sulla testa il fumetto con scritto: “Uff, che palle, di nuovo un maschio sul groppone. Vabbe’, d’altronde sono in calore e Madre Natura mi impone di accettarlo, anche se ne farei volentieri a meno”.
Per inciso, è la stessa identica faccia che fanno le cagne durante una monta libera e naturalissima. Anzi, la cavalier della foto a sinistra mi sembra ancora più scocciata della bulldog;

c) perché si fanno le monte assistite, che con stupri e violenze c’entrano come i cavoli a merenda?
Molto semplice: per affaticare meno la cagna, specie quando si parla di razze molto pesanti: per i bulldog, nella fattispecie, la monta naturale è faticosissima, perché hanno il treno anteriore molto più sviluppato del posteriore. Inoltre il maschio, come in tutte le razze, è molto più pesante della femmina. Quindi un anteriore pesantissimo va a gravare su un posteriore molto più debole, con un risultato quasi scontato: la femmina si siede e il maschio non sa più che fare (oltre a stressarsi a mille, ovviamente: perché in realtà la cagna è pronta e vorrebbe riceverlo, quindi si rialza e gliela rimette sotto il naso… ma appena lui monta, lei crolla nuovamente giù. E così via).

trombaboxerAllora che fa l’allevatore di bulldog? Sostiene la femmina tenendole una mano sotto la pancia Quanto alle cinghie, non fanno parte di strane tecniche bondage: servono solo a tenere la cagna in posizione corretta, cosicché non possa far male al maschio spostandosi o girandosi dopo la penetrazione.
Forse chi ha scritto questa immensa cavolata non sa che, subito dopo la penetrazione, il maschio ruota su se stesso: ci pregiamo di informarli che foto come questa qui a destra NON ritraggono due fratelli siamesi, come forse credevano.
Se una cagna si lasciasse cadere bruscamente quando il maschio è in questa posizione, vi lascio immaginare che piacere sarebbe per lui… quindi, a volte, si usano le cinghie per impedire a cagne particolarmente nervose (o particolarmente pesanti, come nel caso del bulldog) di fare danni al maschio.
Le cagne nervose non sono quelle che “non ci stanno” (quelle mordono: e come dicevo sopra, violentarle è un po’ problematico): sono quelle che ci stanno più che volentieri, solo che poi si scocciano a rimanere 15-20 minuti (o più: il mio record personale di allevamento è di 45 minuti…) agganciate al maschio.
Ritengono la faccenda finita e vorrebbero andarsene per i fatti loro: solo che il poveraccio non può proprio lasciarle andare… ma non è colpa degli ALLEVATORI DI MERDAAAA!!! E’ colpa della natura, che per i cani ha previsto un’eiaculazione leeenta, goccia a goccia, ragion per cui era necessario che la penetrazione durasse una cifra.
Molte femmine non sono d’accordo, ma se si mettono a smatteggiare possono danneggiare gravemente il povero maschietto, per esempio causando la frattura dell’osso del pene (lo sapevate, animalisti cari, che il pene del cane ha un osso? Ce l’hanno anche moltissime scimmie, roditori, felini e perfino mammiferi marini: no, voi umani non ce l’avete. Potete evitare di controllare).

trombacorsid) se volessimo metterla proprio giù dura, potremmo dire che qualsiasi femmina di cane viene “violentata” ogni volta che si accoppia.
Lo stesso dicasi per le gatte e per moltissime altre specie (quasi tutte, a dire il vero: gli umani sono dei privilegiati), visto che a Madre  Natura – che è sostanzialmente una stronza – non è mai interessato far divertire le femmine.
Le femmine, quando sono in calore, sono “obbligate” ad accettare il maschio dai loro ormoni: ma la cosa, per loro, è mediamente sgradevole (in alcune specie, come mantidi religiose e diversi ragni, è invece il maschio a divertirsi ben poco, visto che viene mangiato subito dopo l’accoppiamento, e a volte anche “durante”).
Madre Natura vuole che le specie si conservino: non le interessa come e a discapito di chi.  E posso assicurarvi che le cagne non mostrano di divertirsi manco un po’.
Essendo stata un’ALLEVATRICE DI MERDAAAA e avendo assistito a millemila monte (tutte naturali, perché io allevavo razze che non hanno bisogno di assistenza alcuna), posso assicurarvi che si vede – e si sente – davvero di tutto: dalle urla stile canescannato ai ringhi più feroci, dalle espressioni strappalacrime da maltrattata cronica alle facce iper-navigate da “sì vabbe’, non è stato male: ora ti decidi a staccarti, fumarti una sigaretta e poi addormentarti?”.
Una mia femmina di husky era quasi più ardente dei maschi nelle avances sessuali: andava, invitava, provocava, corteggiava… per poi prorompere, al momento buono, in una serie di CAIN CAIINN CAIIIINNNNNN!!! talmente eclatanti che il partner designato, la prima volta, ha fatto un salto indietro e si è staccato (alla monta successiva lei ha fatto la stessa identica sceneggiata, ma lui stavolta ha fatto la faccia da “sì sì, vabbe’” e ha proseguito imperterrito).
Se gli animalisti avessero sentito le sue urla, chissà cosa avrebbero pensato: peccato che gli sarebbe stato un po’ scomodo parlare di violenze e/o maltrattamenti, visto che i due erano liberi come l’aria, in un ampio recinto e senza nessun intervento umano.
Dunque, se di “violenza” vogliamo parlare, questa riguarda TUTTE le cagne del mondo, di razza o non di razza.
Quando la monta si effettua in un allevamento, ovviamente, l’allevatore fa tutto ciò che può per rendere la cosa meno sgradevole possibile per la cagna e per evitare che uno qualsiasi dei due si faccia male. Se deve essere considerato DI MERDAAAAA per questo, pazienza: meglio un animalista che ti urla dietro che un cane rovinato.
In certe razze ormai non si fa neppure più la monta assistita, ma direttamente quella artificiale, proprio per eliminare qualsiasi tipo di problema: e le cagne, se solo potessero, sicuramente ringrazierebbero.

Concludendo: come al solito, prima di parlare (o di scrivere) bisognerebbe informarsi un filino.
Neanche troppo, eh? Giusto quel tanto che basta per evitare di fare immani figure da cioccolatai e di venire allegramente spernacchiati da chiunque abbia visto, almeno una volta nella vita, un accoppiamento canino.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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