iperattivo3di VALERIA ROSSI – Ennesimo msg su Facebook con descrizione di cane che fa il cane e diagnosi di due (stavolta) diversi educatori: “é iperattivo”.
Olè.
Peccato che il cane in questione sia un setter inglese, che vive in giardino ed ha rarissime occasioni di uscire.
Quello dell’altro ieri, invece, era un australian shepherd, cucciolone di cinque mesi. Iperattivo pure lui, diagnosi di comportamentalista con tanto di laurea e master… e infatti qui è arrivato pure il suggerimento intelligente: un  po’ di Prozac e passa tutto.
Domanda: ma cosa pretendiamo, da questi cani?
I cani da caccia e i cani da pastore sono selezionati da millenni per essere iperattivi: se non lo fossero non potrebbero mai passare intere giornate a correre su e giù per campi e boschi, dietro a un gregge o sulle tracce di un selvatico.
Questi cani si possono considerare malati, semmai, quando NON sono iperattivi: quando stanno troppo tranquilli, quando sono sospettosamente calmi. La grande dinamicità (perché di questo si tratta, ed è questa che viene ormai chiamata fin troppo regolarmente “iperattività” è segno di buona selezione e di allevamento corretto: se uno vuole il cane da divano o da giardino (rammento per l’ennesima volta che in giardino, da solo, il cane NON fa alcun esercizio fisico), non dovrebbe mai prendersi né un aussie né un setter… ma neanche un border, un breton, un weimaraner… e neanche altre millemila razze nate per muoversi, correre, fare attività intensa.
Il fatto è che evidentemente non suona carino dire a qualcuno “Hai sbagliato cane”. Ed evidentemente suona ancor peggio dirgli “Hai preso la bici sbagliata, ma mo’ pedali lo stesso: vedi un po’ di prendere ‘sto povero recluso e di portarlo a fare il suo mestiere, così una volta tornato a casa dormirà il sonno del giusto (e del realizzato, gratificato, sereno)”.
No, non si dice: perché se glielo dici il cliente si offende e magari non torna più (euro che volano via, scherziamo? Non sia mai!). Meglio scaricare la colpa sul cane, ma senza parlare esattamente di “colpe” (il cliente potrebbe offendersi lo stesso, perché il suo cane lo ama), bensì di  patologie psichiatriche. In pratica, ti dicono che il tuo cane è  un po’ matto (ma poco, eh… niente di grave, con la pilloletta magica passa tutto), ma senza dirtelo proprio chiaramente, così non ci resti troppo male: e soprattutto ti levano qualsiasi possibile senso di colpa… che invece non si dovrebbe chiamare colpa ma responsabilità.

iperattivo1Ma c’è davvero qualcosa di male, nel pronunciare questo termine?
A me capita molto spesso di dire a una persona: “Guarda, hai preso un cane assolutamente inadatto alle tue esigenze e al tuo stile di vita: ma visto che ormai è fatta, e che indietro non si torna perché un cane è per sempre, adesso sei responsabile della sua vita e anche della sua felicità. Quindi la soluzione è una sola: ti toccherà cambiare stile di vita”.
Non tutti ce la fanno, ovviamente: non tutti possono. Però, giuro, non si è mai offeso nessuno.
Di solito ne discutiamo, cerchiamo insieme un compromesso tra le esigenze del cane e quelle dell’umano: a volte ci sono problemi oggettivi, altre volte si tratta solo di pigrizia  (fisica o mentale), altre volte ancora si tratta semplicemente di aver dato ascolto alle persone sbagliate (ad una signora che ha un anno meno di me, e che viene al campo da qualche settimana, avevano detto che era “troppo vecchia per fare agility”, e lei ci aveva semplicemente creduto: adesso zompetta tra gli ostacoli con grande soddisfazione. Certo, magari non andrà mai ai campionati del mondo: ma il suo cane si diverte come un matto… e lei pure): tutto sommato sono rari i casi in cui proprio non c’è speranza di riuscire a cambiare le cose. Ma tutte queste persone, se non altro, sono consapevoli di avere un cane normalissimo, che non ha bisogno di nessunissimo psicofarmaco: e una volta assodato questo, qualche soluzione di ripiego si trova sempre. A volte basta coinvolgere un familiare o un amico meno impegnato, o più giovane: oppure di ricorrere ad asili, dog sitter eccetera. La cinofilia moderna, altre al mare di scanni,  confusioni, sette religiose e affini, fortunatamente offre anche risorse che sarebbero state inimmaginabili fino a pochi anni fa: gli asili stanno nascendo come i funghi, i campi idem, i dog sitter si moltiplicano.
Certo, bisogna fare un po’ di selezione (ma non serve essere espertissimi cinofili: basta chiedere un po’ in giro. Il passaparola in questi casi funziona splendidamente), ma alla fine la soluzione si trova.

iperattivo2Perché diagnosticare vere e proprie malattie mentali (peraltro, a volte, inventate di sana pianta) a fronte di problemi risolvibilissimi?
Non lo so. So solo che quando sento definire “iperattivo” un cane di cinque mesi, oppure un cane che deve assolutamente esserlo, per rappresentare degnamente la sua razza, a me viene un nervoso paragonabile a quello che mi è venuto stamattina quando ho scoperto di aver lasciato il  telefono al campo sotto il diluvio universale (che è poi il motivo per cui gli articoli, stamattina, vanno online un po’ più tardi del solito). Solo che per recuperare il telefono mi è bastato zompare in macchina, infradiciarmi, trovarlo e tornare a casa: recuperare ‘sta gente che prescrive psicofarmaci ai cuccioli che fanno i cuccioli, invece, è un po’ più difficile. E a volte mi chiedo se siano davvero recuperabili,  o se l’unica risposta sia la frase che spesso pronuncia il figlio, sospirando: “Ahhhh… con tutte le pallottole vaganti che ci sono in giro e che non beccano mai nessuno…”
Notarella finale: giusto per sfizio, ho cercato con google “cane iperattivo”.
Il primo sito che ho trovato sostiene che:

“Quando si parla di cane iperattivo si fa riferimento ad una sindrome precisa, quella da ipersensibilità o iperattività. Si tratta, quindi, di una patologia a tutti gli effetti che, in quanto tale, deve essere curata da un veterinario o da un esperto educatore cinofilo che sia in grado di prescrivere anche una terapia di tipo farmacologico. In genere si tende a fare un po’ confusione tra l’iperattività e l’eccitazione. Ci sono alcune razze canine da pastore, per esempio, sono molto attive e richiedono un bel po’ di esercizio sia fisico che mentale. Ci sono altri cani, invece, che sono eccitati perché non hanno ricevuto una buona educazione e il loro padrone non è stato in grado di fargli capire quali sono i comportamenti corretti e quelli sbagliati.”

Cioè, ci rendiamo conto?
Si dice chiaramente che il cane può essere iperattivo per razza o per cattiva educazione, ma nello stesso tempo si parla di “terapia anche farmacologica”.
E perché, di grazia?
Se il cane è così perché la sua razza è fatta così, per quale stracazzo di motivo dovremmo “curarlo”?  E se lo è perché il suo umano non è stato in grado di educarlo, perché dovremmo mettere sotto farmaci il cane anziché spiegare all’umano come rimettere a posto le cose?
Fortunatamente, su questo sito, si dice anche che “è bene precisare che tutti questi atteggiamenti ‘tipici’ di un cane iperattivo, sono del tutto normali quando si tratta di un cucciolo o di un cane adolescente“. Almeno questo.
Alleluja.
Sul resto dell’articolo (che trovate qui, se vi interessa) sono abbastanza d’accordo, escluso il punto in cui si dice che “a differenza di quanto si dice in giro, un cane iperattivo non tende a calmarsi facendo lunghe passeggiate. Al contrario, la tendenza a farlo stancare, non fa altro che allenarlo ancora di più!”
Certo, se per “lunghe passeggiate” intendiamo passeggiate “al guinzaglio”… ovvio che lo alleneremo un po’, ma non lo stancheremo MAI.
La maggior parte delle persone, quando mi porta cani che zompano come grilli, saltano sui tavoli e abbaiano incessantemente, quando chiedo “Ma questo cane fa attività fisica?” mi risponde immancabilmente: “Ehhhh! Un saccoooo!!! Intanto vive in giardino, quindi può correre tutto il giorno (peccato che non lo faccia, NdR): e poi facciamo almeno tre passeggiate di un’ora l’una!”.
Dove? In città, al guinzaglio.
Il che equivale, all’incirca, a cercare di stancare Nadal facendolo palleggiare per un quarto d’ora con me.
Evidentemente il proprietario medio non ha proprio idea di quale sia la fisiologia del cane:  non ha idea di quanto esercizio fisico gli serva per sentirsi davvero “un filino provato”, se non proprio “stanco”.
Ma – a mio avviso, almeno – ad educatori, addestratori e veterinari spetterebbe il compito di spiegarglielo, non di cercare comode scappatoie.
Il cane è un atleta, il cane è un animale fatto per un movimento pressoché continuo: ma dev’essere un movimento con uno scopo, perché il cane non è neppure un imbecille che gira a vuoto solo per il gusto di muovere le zampe. E’ programmato dalla natura per muoversi alla ricerca di cibo, di sesso, di territori favorevoli: non per fare la ronda in giardino… a meno che non sia un cane da guardia: ma anche se lo è, quando non c’è motivo di allarme si svacca al fresco. E perché si svacca? Per conservare le energie, che dovrà trovare disponibili nel momento in cui servono davvero a qualcosa! Ma se questo momento non arriva mai, il cane accumula, accumula, accumula… e alla fin fine, da qualche parte, dovrà pure sfogarle queste benedette energie. Ed ecco che diventa “iperattivo”, che viene portato dall’educatore o dal comportamentalista… e che, invece di trovare qualcuno che dica ai suoi umani “ma fatelo lavorare!”, trova qualcuno che dice “iperattivo! Diamogli la pastiglietta, così si rintrona e sta più tranquillo”.
Ma a questo punto… non viene da pensarlo anche a voi,  che tutte ‘ ste pallottole vaganti siano davvero sprecate?

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25 Commenti

  1. …. mala tempora currunt… e mai come in questi tempi cani e bambini sono accomunati dalla stessa malattia: “Iperattività”…. la nuova pandemia….
    Ohibò….

    • E se volete farvi due risate (amare) vi rivelo uno dei sintomi dell’iperattività nei bambini, secondo la sedicente esperta che si è presentata alla scuola di mio figlio con tanto di questionario: “Il bimbo/ragazzo incrocia i piedi quando è seduto a tavola e li muove avanti e indietro?” …io sarei da camicia di forza, e il mio cane da esorcista (anzi, nel mio caso, chiamerò l’EsorChihuahua)

  2. Il mio cane (un bovaro) si stanca molto quando è in giardino (un terreno collinare di 1500 mq) e noi non siamo a casa. Di solito torniamo e lei si accascia sul divano ronfando come un ghiro. Immagino sia perchè trascorre il tempo pattugliando il territorio con grande dispendio di energie (fisiche e mentali). Se noi siamo in casa il giardino è un posto in cui fare pipì e godersi il fresco la sera. Chiaramente per stancarla sul serio occorre ben altro e una passeggiatina al guinzaglio non risolve nulla. Già uscire in giardino e giocare con lei al tira e molla e a “inseguimi sennò col cavolo che te lo riporto” è meglio che mollarla là (ma stanca più l’umano che il cane). Ma è chiaro che parliamo di un cane che deve lavorare. La mia veterinaria, visitando una delle cucciole della nostra cucciolata (data da un paio di mesi a una famiglia in città col veterinario paranoico sui vaccini) sentendo i muscoli atrofici ebbe parole molto dure per chi “prende un cane da lavoro e poi lo tiene sul divano tutto il giorno”. Credo di non essere mai stata così d’accordo.

  3. anche ieri mi hanno detto di un cane a cui han dato il prozac. conocendo cane e prorpietario… bah. spesso è solo un problema di gestione e di proprietario ed educazione del cane.
    l’altro giorno dal vet c’era un lab di 14 mesi, saltellava e fischiava in continuazione. i proprietari però, erano molto cuggini, fosse stato il mio cane fidati sarebbe stato molto più calmo.
    il problema, quando fai consulenze, è che chiamano te poi tizio poi caio poi semprogno sperando che qualcuno con la bacchetta magica tocchi il cane e lo metta a posto risolvendo quelli che per loro sono i problemi che da il cane, ma senza toccare loro le loro abitudini e le loro routine, invece non funziona così…o non dovrebbe almeno. ma spesso, specie famiglie dove tutti lavorano i figli la casa la spesa ecc… alla fine se propende per quella soluzione…

  4. Il mio Border ad esempio, la mattina è fuori con mio marito, biciclette, area cani con lotte (giocose), con gli altri, freesby, giochi col papà prima di pranzo….al pomeriggio esce con me o tutti insieme, ma poco importa, tuffi nel canale con relativa pallina (oltre parecchia strada a pidi prima di arrivare), scorribande con la sua….morosa: rotolate, morsicatine, corse pazzesche per rincorrersi, giochi istruttivi e non con la mamma, bè, fra una pausa e l’altra, la mamma magari si siede un po e si fuma una bella sigaretta (bella perchè quando la tiro fuori dal pacchetto…;-) mi innamoro ogni volta), lui mi viene vicino e si accuccia ai miei piedi o si siede al mio fianco per la dose di grattini, ed ecco che compare uno/a che esclama:”Ecco, guarda come è bravo quel cane lì, se ne sta buono, buono vicino alla sua padrona, non è un pazzo isterico come te”…alla mia domanda sul che cos gli fa fare quante volte lo porta fuori ecc, la risposta il più delle volte è:”Ehhh, signora, io lavoro tutto il giorno, lo porto fuori verso sera per una buona mezz’ora, ma lui sembra un indemoniato, se mi seggo un attimo lui fa disastri, lo devo per forza di cosa tenere al guinzaglio, non so più che fare” ecc, ecc…scopro poi che o vivono in appartamento o hanno un giardino dove il cane può SOLO girarci attorno perchè ci sono i fioooori, al mattino scendono solo per i bisognini perchè poi bisogna andare al lavoro, escono di casa che è proprio dietro l’angolo…e lui dopo mezz’ora neanche si vuol sedere su una panchinaaaa???? Ma chi [email protected]@@o gli ha detto di prendere un cane? Intendiamoci cani come i border, pastore tedesco, insomma tutti cani normalmente da salotto…??????? Questa brava gente sapete che fa? Da qualche calmantino…ehhh, si, nèèè?? Come si fa se no? Almeno la notte io voglio dormire! Che brutta razza sono gli umani, mannaggia

  5. Questi veterinari comportamenti sono diventati una tendenza decisamente preoccupante. La maggiorparte di questi non sa nulla di educazione cinofila e non sa mettere le mani su un cane. La tendenza è purtroppo legittimata dal fatto che il padrone non ha nessuna intenzione di risolvere il problema e vuole rimanere arroccato alla sua pigrizia continuando a fare coccole al suo cane alimentando la sua frustrazione e la sua iperattività. Meglio i farmaci no? Questa situazione è analoga a quella di alcuni veterinari che sponsorizzano cibi e prodotti per toelettare il cane nonchè farmaci altamente tossici come quello della filaria per via endovenosa. Molti veterinari/comportamentisti sono senza scrupoli e non esitano a intossicare il cane pur di avvantaggiarsi.

    • aspetta, aspetta…che è ‘sta cosa del “farmaco antifilaria per via endovenosa” che sarebbe altamente tossico, sponsorizzato da veterinari senza scrupoli?

      • Come saprai contro la filaria ci sono due tipi di farmaco: la tavoletta (cardotek plus) e poi il farmaco per via endovenosa che risulta eccessivamente tossico. In america addirittura è stato vietato. Alcuni colleghi veterinari qui in Italia si rifiutano di somministrarlo ai cani. Altri invece prendono una cospicua percentuale e quindi se ne fregano. Sta di fatto che molti cani addirittura sono morti o hanno cominciato a manifestare episodi di epilessia in corrispondenza della somministrazione del farmaco che rimane in circolo oltre un anno.

        • Allora: intanto per cominciare la moxidectina (questo il nome del farmaco) non si somministra “per via endovenosa”, ma è un preparato depot che va iniettato sottocute. E’ parente dell’ivermectina, ma è meglio tollerato anche dai cani MDR1- che non possono assumere ivermectina (Cardotek). Nelle esperienze post marketing in USA, la formulazione mensile orale non ha provocato allergie, mentre con quella depot sono state osservate 1.4 reazioni allergiche/10,000 dosi (fonte: http://www.who.int/tdr/publications/documents/moxidectin-4-broch2.pdf).
          In USA (non in America: in Canada non fu mai ritirato, per esempio) l’azienda ritirò dal mercato il prodotto ProHeart 6, per una serie di eventi avversi che rimasero inspiegabili. Forse problemi di produzione con permanenza di residui? certo niente a che fare con il principio attivo, tant’è vero che tali eventi NON si verificarono in nessun altro paese dove la formulazione era commercializzata. Es. appunto il Canada, il Giappone e se non sbaglio anche l’Europa. E nemmeno problemi con le altre formulazioni: le tavolette orali e il depot 12 mesi.
          Recentemente, visto che NON si sono manifestati effetti collaterali particolari, nè morti sospette, nè altro, il preparato è stato nuovamente reimmesso sul mercato statunitense.
          Detto questo, affermare che “Alcuni colleghi veterinari qui in Italia si rifiutano di somministrarlo ai cani. Altri invece prendono una cospicua percentuale e quindi se ne fregano”, è, oltre che estremamente cretino, anche querelabile. D’altronde, questo è un paese di 56 milioni di CT calcistici e di medici.
          Quindi due consigli: informati meglio, prima di sparare affermazioni così categoriche. 2) vacci piano, prima di accusare un’intera categoria. Magari (è solo un’ipotesi) quelli che sbagliano sono i veterinari che si rifiutano di prescrivere il Guardian perchè, come te, non hanno voglia di informarsi. Chissà. Non mi stupirebbe.

          PS: i miei cani fanno annualmente l’iniezione di Guardian, tranne cuccioli sotto i sei mesi (come è logico per i preparati depot, non perchè il farmaco “risulta eccessivamente tossico”).

          PPS: preciso che NON lavoro per Pfizer, attuale detentrice della molecola, nè per alcuna altra azienda farmaceutica, e che non sono nemmeno veterinaria. E preciso anche che conosco più di un cane purtroppo affetto da filariosi perchè i proprietari hanno dimenticato qualche compressa mensile. Capita, e qui la malattia non perdona. Personalmente, ho raccolto dalla strada una cagnolina di 8 kg, di circa 3 anni, che aveva 14 (sic) filarie tra cuore e arterie polmonari. So il numero preciso perchè l’ho fatta operare (a PV fanno questo intervento passando dalla giugulare ed estraendo quelle bestiacce una ad una). Cane meraviglioso, purtroppo ormai l’endocardio era troppo danneggiato, ci ha lasciato dopo solo due anni per complicanze cardiache… malattia maledetta, ben venga tutto ciò che riesce a prevenirla efficacemente, e che sia a prova di dimenticanza.

          • Gentile signore o signora,
            io non so chi sia lei ma la prego di abbassare i toni e di evitare le minacce. Mi pare di non aver insultato la categoria a cui, peraltro, appartenevo anche io anni fa e da cui me ne sono andato disgustato preferendo occuparmi di training. Ho solo parlato di “alcuni veterinari”. Non ho fatto nessuna generalizzazione. Io non so quanti anni abbia lei ma io ne ho quasi 70 e, mi creda, ne ho viste di tutti i colori.
            Alcuni miei cani hanno smesso di avere episodi epilettici dopo aver interrotto la somministrazione del farmaco. Sarà un caso? Le dico un’altra cosa: trovo decisamente puerile preferire un farmaco soltanto perchè è più comodo ed evita dimenticanze. Soprattutto oggi la tecnologia ci offre tantissimi strumenti per fissare un promemoria. Ma a parte questo non capisco come mai un cane debba avere in circolo un farmaco oltre un anno per un problema che si riduce a 3/4 mesi. Lo so benissimo che la filaria non perdona (vivo in veneto, quindi può ben immaginare che piaga sia), ma questo non vuol dire che si debba intossicare i cani. Può anche darsi che il farmaco sia stato “corretto” ma nel periodo in cui vi erano sospetti molti veterinari non lesinavano la somministrazione. Ma su questi aspetti si può discutere all’infinito senza litigare. Per il resto la invito a darsi una calmata e a evitare ipotesi sul conto di persone che non conosce.

          • @Antonio Micheli: non sono io che ho alzato i toni, e non ho minacciato nessuno, visto che non sono veterinario, come ho spiegato. Lei HA insultato alcuni (molti) veterinari, dicendo che “prendono una cospicua percentuale e quindi se ne fregano” (del fatto che Guardian sia tossico). Ma sono fatti loro, io non sono veterinario quindi non mi sento insultata. Ho obiettato ad alcune inesattezze (somministrazione endovenosa di un farmaco depot), a qualche castroneria (che il farmaco sia tossico e fuori commercio), e ora contesto il fatto di definire “comodità” l’enorme problema della compliance. Credo che lei nemmeno sappia di cosa sto parlando, ma per una malattia come la filariosi, con un trattamento cronico, dove è quasi certo lo sviluppo di positività in caso di dimenticanza/malassorbimento o qualunque accidenti impedisca anche una sola assunzione mensile, per malattie così, dicevo, avere un farmaco che minimizzi l’infestazione accidentale è un GROSSO vantaggio. Poi, siccome sono SICURA che lei gli studi di veterinaria non li abbia finiti, non pretendo che mi capisca, ma almeno che non metta in giro notizie allarmanti prive di fondamento. GIà Internet è la fogna che è, ci mancano pure i mancati veterinari che sparano corbellerie.

          • Lei è sicura che non abbia concluso i miei studi? Vuole che le mandi l’attestato di laurea? Ma come si permette scusi? Lasciamo perdere e chiudiamola qui. Tanto è inutile proseguire oltre con gente che, da quello che leggo in altri interventi, ha solo voglia di fare polemiche e non si sa nemmeno per quali motivi. La veterinaria, cara signora. un tempo era una missione e oggi è solo business. Non è allarmismo; sono dati di fatto constatati sul campo. Ma lei può dire quello che vuole, a me le sue opinioni, corroborate da vuoti dati già corrotti in partenza,non mi interessano.

  6. Allora tutti i cani che ho avuto avevano problemi psicologici! Devo dire che un po’
    lo sospettavo! Ma cosa c’è di più divertente di un cane che corre a perdifiato, che gioca,
    che fa il pazzo?!? Come si fa a pretendere una statuina lobotomizzata?!?
    Un cane è anche tornare un po’ bambini, sguazzare nelle pozzanghere,
    rotolarsi nei prati, a me pensare di tornare a casa dal lavoro, anche nelle giornate più pesanti,
    e trovare Iris che è felice di vedermi e non vede l’ora di giocare con me, mi fa dimenticare
    tutte le preoccupazioni, e più fa la pazza e più mi diverto!

    • Beh, se pensi che sedano pure i bambini e gli impediscono di fare esattamente quello che dovrebbero fare i bambini (e i cani)… Si riempiono la bocca di problemi come il deficit d’ attenzione e appunto l’ iperattività quando in realtà spesso sono i genitori che nn hanno tempo/voglia di ascoltarli (con la A maiuscola)! Che poi questi disturbi esistano veramente non è in discussione, ma ormai si tende a risolvere tutto nella maniera di più veloce -.-

  7. mahh, credo che il fatto di affermare che 3 passeggiate da 1 ora l’una al guinzaglio siano poche come esercizio sia soggettivo… ho un westie, che essendo terrier dovrebbe essere abbastanza attivo… beh, secondo me come energia ha quella di un bulldog 🙂 sarà che ogni volta che esce è sempre sul chi va là, raramente rimane rilassato, ma dopo un giro di 1 ora quasi collassa (a parte che fosse per lui in 1 ora si farebbe il giro dell’isolato ai suoi ritmi, si ferma ad annusare ogni cosa e a fare pipì ogni 2 passi)… e direi che di salute sta bene… comunque meno male direi dato che io sono pigra 🙂

  8. ah ma quindi fino ad ora sono stata cretina io ad alzarmi alle 5 del mattino per attaccami il cane alla vita e andare a correre fino a sputare un polmone? No, perchè cavolo allora me lo dicevate prima che la mia sh in realtà è iperattiva, mica vuole correre perchè -pensa- è un husky, e io tutti questi mesi dormivo. Ma robe da matti. La prossima frontiera del sedicente-tipo sarà dirmi che durante la muta perde peli perché soffre di alopecia?

    • L’iperattività, lo ribadisco, così come viene fatta intendere oggi, è una invenzione di questi guru della cinofilia new age, come dice la signora Rossi. Quella che viene normalmente chiamata iperattività è lo scarto tra la attività che il cane dovrebbe svolgere e lo stato di frustrazione a cui è confinato il cane stando a casa quando dovrebbe invece essere impegnato. Un cane che svolge una attività e un lavoro adeguato alla sua razza e alla sua indole è preservato da ogni squilibrio. La conoscenza della razza è fondamentale. Io in quasi 70 anni di vita ho avuto cani di tutti i tipi, dai pastori tedeschi ai molossi di tipo terrier come gli amstaff negli ultimi anni. E mai ho avuto problemi. E in questi anni un solo concetto è rimasto sempre costante, un cane in attività ADEGUATA è un cane che non ha e non avrà problemi MAI.

  9. \Dopo una vita a desiderare un cane finalmente arriva la famigerata casa con giardino( SIGH) e la nostra beniamina !!Chiaramente essendo al nostro primo cane non ci siamo minimamente informati su razze ed eventuali attitudini e così’ adottiamo una cucciola bellissima nata dalla storia clandestina tra un randagione e una super blasonata border collie da lavoro.Naturalmente il nostro primo pensiero e ‘ stato”fantastico e’ uguale alla mamma’ sembra il cane della pubblicità’ ed è’ pure gratis”.Peccato che il primo anno sia stato un incubo a occhi aperti!!!!Essendo io e mio marito la classica coppia Sciuramaria e Sciurmario DOC abbiamo subito messo in atto le classiche mosse letali:1quando non ci siamo cane esclusivamente in giardino così’ si diverte e si sfoga 2passeggiatine per fare un po’ i figli con il cane simil border collie e …. Stop3 cane super viziato trattato come un lattante con conseguente incazzatura della figlia adolescente che non la vede come compagna di giochi ma come antagonista !!!Risultato di queste perle di cinofilia :giardino devastato,cane iper agitato fuori da ogni controllo,e la nostra vita famigliare stravolta .In quei giorni abbiamo veramente pensato ” cosa ci è’ venuto in menteeee!!!! “Ma essendo già’ innamorati follemente abbiamo incominciato a leggere e informarci (meglio tardi che mai )sulla razza e tramite un libro sui border collie abbiamo scoperto il sito di Valeria Rossi…..e ci si è’ aperto un mondo!GRAZIE GRAZIE GRAZIE!!!Adesso la nostra beniamina e’ per noi il cane ideale.Grazie ai suoi consigli abbiamo scoperto che dopo corse sfrenate nei prati a rincorrere la sua adorata pallina e’ perfettamente in grado di rimanere a casa (non in giardino)senza di noi in compagnia della sua amica gatta senza fare una piega,e che con poche regole sacrosante si è’ trasformata in una creatura adorabile lontana anni luce dalla mina vagante dei primi tempi .E’diventata parte integrante della famiglia e ci ha portato un sacco di risate!!!Ancora grazie mille

    • Sembra che questo commento me lo sia scritto da sola per autoincensarmi! 🙂 Prego, non c’è di che: è sempre un piacere scoprire di essere stati utili a qualcuno!

    • Hai detto bene: la “famigerata casa con il giardino”. Io ho una casa con un giardino molto grande ma la comprai a suo tempo perchè il giardino piace a ME. i miei cani in giardino ci stanno poco e quando ci stanno, ci stanno con me. Non so se La signora Valeria me lo potrà confermare, ma io in tanti anni di educazione e addestramento ho notato che i cani mediamente più tranquilli e meno frustrati sono i cani di media taglia che vivono in appartamento. Questo aspetto deve far riflettere.

      • Confermo eccome! Io ho sempre detto, e sempre ribadirò, che il giardino è comodissimo per le pipì (oggi come oggi vorrei TANTO averne uno…), ma che non serve a nient’altro.

        • E alllora diciamolo a piena voce: IL GIARDINO NON SERVE ovvero NON SOSTITUISCE ALCUNA ATTIVITA’ DEL CANE.
          Il cane deve associare la casa al riposo e allo stato di rellax. Se non si concepisce questo non si ottengono cani equilibrati.
          Un piccolo aneddoto di vita vissuta: un mio amico ha un pittbull con il quale vive in un monolocale. Ma il cane è sempre in attività, essendo il mio amico in pensione come me. Quindi mandate pure a quel paese chi vi dice che il cane ha bisogno di spazio o del giardino. Anzi se avete poco spazio e volete un cane di tagllia media, il cane ideale è proprio la tipologia pitbull (amstaff e company). Fatte salve le vostre capacità di gestione di queste razze, naturalmente.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.