mercoledì 8 Luglio 2020

Statistiche ENCI 2013: 11 anni a confronto

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razze_mucchiodi VALERIA ROSSI, con furto a DENIS FERRETTI – Sono arrivate le statistiche ENCI 2013, ovvero “i numeri” delle iscrizioni ai Libri Genealogici italiani: e quelle le potete visionare direttamente sul sito dell’ENCI. Un cinofilo veramente pazzo, però, e cioè il nostro Denis Ferretti, è andato molto oltre ed ha fatto qualcosa che finora non mi risulta fosse mai stato neppure tentato: si è messo lì ed ha stilato una tabella comparativa con le iscrizioni ai libri genealogici degli ultimi 11 anni, ovvero dal 2003 al 2013 compresi.
Ovviamente non potevo che rubargli cotanto capolavoro e pubblicarlo anche su questo sito, perché la comparazione è estremamente più interessante della semplice statistica annuale.
Per esempio, il fatto che l’Australian Shepherd abbia fatto poco più di mille iscrizioni, in se stesso, dice poco: 1157 è un numero “medio” per una razza discretamente popolare e diffusa. Se però andiamo a vedere l’escalation di questi undici anni, scoprendo che nel 2003 gli iscritti erano 119, ci rendiamo conto di trovarci davanti a una vera e propria “moda”.
Ancora più impressionanti sono i numeri dei Chihuahua, letteralmente “decollato” negli ultimi anni, con un boom pazzesco negli ultimi tre: tendenza seguita un po’ da tutti i cani di piccola e piccolissima taglia, ma con maggior successo di questi ultimi. In pratica, più sono piccoli e più piacciono.
Contestualmente, però, triplicano le iscrizioni i terrier di tipo bull, in particolare l’amstaff; cresce sempre più il cane corso e migliorano, recuperando lentamente ma inesorabilmente dopo la demonizzazione delle “liste nere”, tutti i cani da difesa.
Sempre grandi cifre per i cani da caccia, che però mostrano una flessione generale (indice del fatto che sia in flessione la caccia stessa): il solito setter inglese la fa da padrone.
In testa alla classifica rimane l’immarcescibile pastore tedesco, tallonato appunto dal setter e seguito dal labrador, mentre – udite udite! – il Jack russell sorpassa il Golden Retriever e si piazza al quarto posto.
Continua l’avanzata dell’Akita, ed è in netta crescita anche l’Akita americano, mentre alcune razze sono in calo (e altre stanno proprio a zero): ma non sono certo le razze con più problemi di salute, come ventilava un lettore qualche giorno fa. Anzi, quelle sono tutte in aumento, ad ennesima dimostrazione che il grande pubblico questi problemi li ignora e che questo fa il gioco degli allevatori meno corretti, che possono continuare impunemente a produrre cani malati perché intanto la cosa non influisce sulle vendite.
Quella che influisce, invece, è ancora la crisi mondiale: in generale c’è un’ulteriore decrescita delle iscrizioni.

ENCI1_2013ENCI2_2013ENCI3_2013ENCI4_2013ENCI5_2013ENCI6_2013ENCI7_2013ENCI8_2013ENCI9_2013

 

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9 Commenti

  1. Davvero molto interessante. Mi ha abbastanza stupito il boxer, credevo fossero molti meno. Impressionante il tracollo che ha avuto dal 2003 al 2008 con quasi -60%… sarebbe interessante se qualcuno ne sapesse qualcosa di più sui motivi. Non mi sembra sia mai stato un cane particolarmente “di moda” (se non forse negli anni ’70 come cane da difesa) e quindi per fortuna direi poco preso di mira dai cagnari. Anche perché – off topic – il boxer è secondo me un cane splendido se è “in standard” mentre se ha dei difetti si notano tantissimo e diventa proprio un altro cane.

  2. E’ triste vedere come, a parte il jack russell, tutti gli altri terrier stanno avendo un significativo calo e i levrieri come sempre sono pochissimi. Mi sorprendono il volpino italiano e il chow chow, vedendone a fiotte pensavo fossero molto più diffusi, devo quindi ipotizzare che la maggior parte dei cani che vedo non abbiamo pedigree? E si spera che la moda del CLC passi in fretta… cani stupendi ma troppi in mano a persone sbagliate!

    • Hai veramente scritto “E si spera che la moda del CLC passi in fretta… cani stupendi ma troppi in mano a persone sbagliate!”
      ??????!!!!! VERGOGNATI

    • Il fatto è che molta gente si sceglie il cane non in base alle sue caratteristiche e necessità, ma come status symbol, seguendo la moda…. e poi saltan fuori i disastri!

  3. I miei ultimi tre cuccioli di Terrier Brasileiro nel 2003 poi piu nulla fino al 2010, un import…. questo era un cane che valeva la pena coltivare in Italia, ma non interessa a nessuno. Peccato.

  4. Sono un po’ dispiaciuta per il mastino napoletano, i numeri continuano a decrescere. Ammetto di non essere sufficientemente informata sui motivi né sullo stato di salute della razza, però spero che quei poco più di 300 esemplari siamo buoni soggetti.

  5. Complimenti al Sig Ferretti per il lavoro certosino.
    Il papillon è in crescita, 65!, ma rimane uno sconosciuto, meglio cosí, non verrà rovinato dai cagnari!

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