giovedì , 23 novembre 2017
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Lascia il cane in macchina (al fresco): gliela prendono a calci

macchina_calcidi VALERIA ROSSI – Ogni estate, immancabilmente, arriva qualche notizia su cani morti per colpo in calore per essere stati lasciati chiusi in auto sotto il sole: ma ogni estate, da qualche tempo a questa parte, arrivano anche notizie folli come quella pubblicata da “Radio Savona Sound news”, e che potete leggere a questo link.
In poche parole, un tizio ha lasciato il cane in macchina per 50 minuti, di sera, con l’aria condizionata accesa… e un gruppo di esaltati gli ha preso a calci la macchina, ha minacciato lui e ha costretto ad intervenire poliziotti in assetto antisommossa, veterinari, vigili del fuoco, ambulanza e non so chi altri. Il tutto per un clamoroso equivoco, visto che il cane non “stava morendo” come hanno pensato ‘sti matti, ma dormiva placidamente (e al fresco) in attesa del ritorno del suo umano.
Oggi le comiche? Be’, insomma…
Una rissa non è mai troppo divertente, una macchina danneggiata non fa piacere (ieri Samba è stata in macchina per due ore, al campo: all’ombra e con tutti i finestrini spalancati, vabbe’… ma se arrivava qualche pazzo a scalcionarmi la macchina mi sarei incazzata una cifra)… e in tutto questo, ovviamente, il povero labrador protagonista della vicenda si è spaventato moltissimo.
Ora, la domanda è molto semplice: ma ci vuole davvero così tanto, a usare il buon senso?
Ci vuol tanto a capire la differenza tra un cane mollato in macchina sotto il sole e uno che sonnecchia con l’aria condizionata accesa?
Se proprio si ha il dubbio di trovarsi di fronte a un maltrattamento, si può sempre chiamare un vigile, o quantomeno fermarsi cinque minuti a vedere se torna il proprietario del cane… ma spaccare tutto è da Far West e non mi pare una cosa socialmente accettabile.
Ma tant’è… in questi giorni ho visto girare più volte su FB la foto di una macchina con il vetro distrutto e la dicitura: “Lasci il cane in macchina? Aspettati questo”.
Ma magari anche no.
Il cane può anche restare in macchina al sole per cinque minuti, se il proprietario è sceso solo per comprare il giornale, e non gli succede proprio nulla.
E soprattutto, può restarci (e di solito gli piace starci) anche per diverse ore se è sera, se la temperatura esterna è fresca, se è all’ombra eccetera eccetera.
A volte vengono ignorati cani che stanno davvero soffrendo e rischiano di morire, solo perché il proprietario ha lasciato i fatidici cinque centimetri di finestrino aperti: lo sapete che non basta, vero? Lo sapete che il cane può crepare lo stesso?
Invece non sarebbe crepato affatto il Labrador della storia… a meno che non l’abbiano fatto morire d’infarto i deficienti che hanno preso a calci la macchina (ma cosa pensavano di fare? Almeno avessero rotto il vetro… ma non è che scalciando una macchina ci entri più aria!).
Insomma, come al solito tocca gridare appelli al buon senso e all’uso corretto di quella roba strana che il buon Dio, o chi per esso, ci ha messo in mezzo alle orecchie. E che a volte viene da chiedersi se davvero serva soltanto a tenerle separate.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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