piazzato3di VALERIA ROSSI – Due persone, nel giro di pochi giorni, mi hanno chiesto di parlare del Fila Brasileiro: ho promesso che l’avrei fatto e infatti lo sto facendo, ma fin dal primo istante una domanda ha continuato a ronzarmi per la testa.
Di quale Fila, infatti, dovrò parlare?
Di quello utilizzato in Brasile come guardiano, difensore, cacciatore e pastore, soggetto ad una spietata selezione sia umana che naturale, o di quello da show, sempre più tranquillo e indifferente, allevato badando prevalentemente alla morfologia?
Avendo avuto la fortuna di poter osservare (da debita distanza, nel primo caso) entrambi i tipi di cane, posso garantire che si tratta di due cose completamente diverse.
Non è certo una novità e non è certo questa la sola razza in cui c’è un’eclatante dicotomia tra cani da bellezza e cani da lavoro: ma in questo caso le differenze caratteriali sono realmente impressionanti (anche perché si parla di un cane che può arrivare ai 75 cm al garrese e che pesa un minimo di 50 kg… e vi assicuro che in queste stazze la differenza tra cane “patatoso” e cane reattivo ha la sua bella importanza).

storiaORIGINI E STORIA
Per capire qualcosa di questa razza occorre esaminare la sua storia, peraltro molto lacunosa perché non esistono documentazioni certe sulle sue origini. Non si sa quali incroci l’abbiano prodotta (si teorizza che vi compaia sangue di bulldog, mastiff e bloodhound, più quello di misteriosissime razze autoctone), non si sa esattamente quando sia nata.
Si sa solo che questo cane era presente da tempo immemorabile nelle fazendas e che è sempre stato usato per molti scopi diversi, dalla difesa personale alla caccia al giaguaro, dalla guardia alla casa alla protezione del bestiame.
Ancora oggi, nel suo Paese d’origine, il Fila è un cane multifunzionale: e nel recente passato (che in alcuni casi è anche il presente) la selezione della razza è stata davvero dura.
I cani lavoravano di giorno accanto agli umani in cambio di qualche avanzo, ovviamente insufficiente a sfamare bestioni di tal fatta: quindi, di notte, se volevano sopravvivere dovevano andare a caccia per conto loro.

CACCIA-265x300Dove non ci sono soldi, non c’è alcuna possibilità di sopravvivenza per i deboli (tantomeno se sono grandi e grossi): niente veterinari, niente tempo perso in coccole e – appunto – poco cibo.
Si potrebbe parlare di “maltrattamento”… se non fosse che la stessa identica vita la facevano (e la fanno ancora) anche gli umani: bisognerebbe sempre considerare tutti i fattori sociali, economici e culturali, prima di giudicare.
Sta di fatto che i Fila originari sopravvivevano solo se erano dotati di quella che i brasiliani chiamano “ojeriza”, termine quasi intraducibile (un po’ come la “gameness” nei pit bull) ma che può somigliare ad “temperamento forte ed ardimentoso” (cacciare i giaguari non è uno sport per barboncini).
Purtroppo, non si sa bene perché, questo termine è stato poi sostituito con “diffidenza” nello Standard del Cbkc (che è il Kennel Club ufficiale brasiliano); si parla ancora di “ojeriza”, invece, nello Standard del Cafib (Clube de Aprimoramento do Fila Brasileiro), che dal Cbkc si è staccato.
Perché questa spaccatura?
Perché la razza cominciò ad uscire dall’ambiente rurale intorno agli anni ’50, ad opera soprattutto di un avvocato, il dottor Paulo Santos Cruz, di cui riparleremo tra poco: ma già negli anni ’70 divenne evidente che il Kennel Club ufficiale intendeva promuovere modifiche sostanziali nel carattere e nella morfologia del Fila, con l’intento  di farne un cane, se non proprio “per tutti”, almeno “per molti”.
Iniziava già il cammino verso quella “patatosità” che fa inorridire i puristi della razza,  tant’è che nello Standard la frase “il cane non deve mostrare aggressività nei confronti del padrone” era diventata “il cane non deve mostrare aggressività”, punto.
Lo scopo era evidentemente quello di vendere più cuccioli: per questo si cercò anche di renderlo esteticamente più attraente meticciandolo con alani, mastiff, mastini napoletani e dio sa che altro (andava tutto bene, purché si trattasse di cagnoni immensi, perché nei cani di grande taglia “attraente” è sinonimo di “più grosso possibile”. Chissenefrega se il gigantismo poi  comporta problemi di salute, esattamente come il nanismo: la gente vuole gli eccessi, della media non sa che farsene. E se i cani vivono tre o quattro anni di meno, pazienza. Anzi, meglio, perché così si vendono altri cuccioli).
Questo processo scandalizzò molti appassionati del Fila “duro e puro”, che quindi si fecero un Club per conto loro.

cruzE giusto per capire che tipo di cane fosse ricercato all’epoca… può essere assai esplicativo il modo in cui il già citato Paulo Santos Cruz (nella foto a sinistra con la moglie), oggi considerato “padre della razza”, si avvicinò al Fila.
Cruz possedeva già dei cani da guardia (pare fossero dobermann), ma nel 1948 decise che erano assolutamente inadeguati al proprio compito.
Perché? Perché un branco di ragazzini che giocavano al pallone, essendo finita la palla nella proprietà dell’avvocato, erano riusciti a recuperarla senza essere sbranati dai cani.
Ciò non piacque per niente (!) al padrone di casa, che quindi si mise alla ricerca di soggetti diversi, capaci di mangiarsi gli impudenti ragazzetti: fu così che, tramite un amico, venne in contatto col Fila, diventandone poi allevatore e giudice e facendolo scoprire al resto del mondo.
Un aneddoto che fa un po’ sorridere e un po’ inorridire… ma i tempi erano quelli e la mentalità era quella.

sdraiatoE adesso, invece… che tempi sono?
Domanda da un milione di euro.
Come ho già detto in altre occasioni, se fosse vero che il cane da guardia non ha più ragione di esistere, sarei la prima a dire “facciamo pure Fila (e mastini napoletani, pastori del Caucaso, Asia Centrale eccetera eccetera…) patatosissimi”.
Facciamo i “morbidini” (come la Sciurallevatrice, che nomino perché è stata una delle due persone che mi ha chiesto questo articolo, definisce i suoi rottweiler).
Non c’è niente di male ad avere cani buoni, per carità: lungi da me l’idea che un cane debba per forza mangiarsi chiunque entri in casa mia, anche se intendeva solo recuperare un pallone.
Però… se entra un delinquente, anziché un ragazzino?
Sì, d’accordo, ci sono i sistemi di allarme: ma spesso vengono neutralizzati. Ci sono le pistole: ma in Italia non è che chiunque possa tenerne una… e poi, sinceramente, io non credo che riuscirei mai a sparare a qualcuno. Preferisco di gran lunga che venga morso dal mio cane, anche perché di solito chi viene morso se la cava con qualche punto di sutura… e se è un delinquente, ben gli sta. Colui a cui spari addosso se la vede un po’ peggio, ed io non concepisco la pena di morte neppure quando è decretata dalla legge ufficiale: figuriamoci quando si parla di iniziative personali.

incazzatoE poi, ovviamente, c’è la difesa. Nostra, dei nostri figli. Delle donne, in generale.
Qualche giorno fa ho visto un video molto bello in cui una ragazza indiana, molestata da due bulli per strada, viene circondata da altri ragazzi che le fanno cerchio intorno per difenderla. Bellissimo, forte, importante. Però a me è venuto subito da pensare: “I due bulletti avrebbero fatto lo stesso, se la ragazza avesse avuto cinquanta chili di cane al guinzaglio?”
Purtroppo la nostra società NON si è ancora evoluta al punto di rendere superfluo l’allevamento di cani “tosti”. E se pensiamo che il Brasile è messo molto peggio di noi,  forse diventa più facile intuire i motivi per cui ci si scanni tra “progressisti” che vorrebbero Fila per Sciuremarie e “conservatori” che invece ritengono aggressività e reattività componenti essenziali del carattere della razza.
Il risultato, comunque, è che di Fila oggi ce ne sono due: e se volete un consiglio spassionato, non cercate di capire quale tipo avete davanti allungando una manina per dargli pacche sulla testa.

musoneCARATTERE
Ma non ne ho parlato finora, del carattere?
Sì e no.
Sì, perché ho sottolineato che non si può descrivere un cane laddove in realtà ce ne sono due: no, perché non ho ancora detto che “entrambi” i Fila hanno una cosa in comune, ed è una cosa fondamentale.
E’ l’amore davvero sviscerato che li lega alla loro famiglia.
Che sia allevato per l’utilità o per gli show, è sempre il “cane fedele” per antonomasia: devotissimo, innamoratissimo dei suoi umani e specialmente dei bambini di casa (che è meglio non avvicinare neppure per una carezza, se non volete lasciarci un braccino: il Fila è moooolto protettivo).
Se si pensa al modo in cui sono vissuti per secoli questi cani, e cioè molto “mollati là” ad arrangiarsi per conto loro, a volte lasciati soli per intere giornatea badare al bestiame mentre i loro umani erano in tutt’altre faccende affancendati, la loro devozione è semplicemente commovente.
Certo, verso gli estranei la musica cambia: ma pensare di prendere un Fila per farci la vasche su e giù per Corso Italia è pura follia.
Questo è un cane da guardia e da difesa nel senso più antico – e forse anche più “puro” – della parola: non è fatto per essere smanacciato da chiunque, ma per vivere con la sua famiglia e con gli animali di casa (anche altri cani, perché non è rissoso). Certo, un soggetto equilibrato e ben socializzato potrà anche essere portato a spasso senza che sia lui a cercare di aggredire chicchessia (se non viene provocato il Fila è un cane calmo, sereno, conscio della propria forza e quindi sicuro di sé) : ma se gli vengono rotte le scatole, poco ma sicuro, lui reagisce.
D’altro canto, pretendere che un cane sia in grado di capire la differenza tra un’aggressione e un’amichevole pacca sulla spalla è davvero utopistico. Vero è che in qualche misura lo si può insegnare a tutti i cani… ma ci sono dei limiti, e con un cane di queste dimensioni non bisogna mai rischiare che vengano superati.
E’ solo questione di buon senso.

showPurtroppo lo Standard FCI (essendo anche questa Federazione in linea con la tendenza buonista) prevede l’eliminazione del cane che in expo reagisca contro il giudice che vuole toccarlo: nello Standard originale si specificava invece che tale reazione non doveva essere considerata un difetto, ma una conferma del temperamento tipico della razza (sono i giudici a dover dimostrare di conoscerla e quindi non andare a piantare le mani in bocca al cane o a palpargli allegramente i testicoli come se fosse un canetto da grembo).
In generale, il Fila è un cane che fa tutto per amore. Anche la sua possessività è una forma di amore, a ben vedere: i “suoi” umani, i “suoi” bambini, i  “suoi” animali sono sacri e intoccabili.
Ovviamente va educato con particolare attenzione fin da cucciolo, ma senza eccessiva rudezza (che mal sopporta, essendo un cane molto sensibile che potrebbe chiudersi se trattato troppo duramente) e senza pretendere che faccia le cose “perché l’ha detto l’umano”. Lui le fa se pensa che abbiano un senso: altrimenti ti guarda col fumetto che dice: “Ma anche no”, e continua a farsi gli affari suoi.

piazzato

LO STANDARD

FCI Standard N° 225 / 02.04.2004 – FILA BRASILEIRO
ORIGINE: Brasile
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 10-03.2004
UTILIZZAZIONE: Cane da guardia
CLASSIFICAZIONE F.C.I .: Gruppo 2 Cani di tipo Pinscher e Schnauzer Molossoidi e Bovari Svizzeri Sezione 2.1 Molossoidi di tipo Mastino

ASPETTO GENERALE
Tipica razza molossoide. D’ossatura possente, struttura rettangolare e compatta, ma armonico e proporzionato. Dimostra, assieme all’aspetto massiccio, una grande quantità di agilità concentrata, che si nota subito. Le femmine devono mostrare una ben spiccata femminilità che le diversifica immediatamente dai maschi.

PROPORZIONI IMPORTANTI
• Il muso è leggermente più corto del cranio.
• La lunghezza del corpo, misurata dalla punta dello sterno alla punta della natica, è uguale all’altezza al garrese + 10%.

TEMPERAMENTO – CARATTERE
Determinazione ed evidente coraggio fanno parte delle sue caratteristiche. È docile con i proprietari e la loro famiglia ed estremamente tollerante coi bambini. La sua fedeltà è divenuta proverbiale; cerca sempre la compagnia del suo padrone. Una delle sue caratteristiche è il riserbo verso gli estranei. Dimostra un’indole calma, sicurezza e padronanza di sé, restando indifferente a rumori o circostanze strane. Guardiano insuperabile della proprietà, è pure portato istintivamente a cacciare grossa selvaggina e custodire il bestiame.

ESPRESSIONE
A riposo è calma; nobile e piena di sicurezza di sé. Non dimostra mai espressione annoiata o assente. In attenzione, la sua espressione dovrebbe riflettere determinazione, trasmessa da uno sguardo fermo e penetrante.

testaTESTA
La testa del Fila è grande, pesante, massiccia, sempre proporzionata a tutto il corpo. Vista da sopra sembra una figura trapezoide, nella quale è inserita una forma di pera.
REGIONE DEL CRANIO
il profilo del cranio mostra una curva liscia dallo stop all’occipite, che è sporgente specialmente nei cuccioli. Visto dal davanti è largo, ampio con la linea superiore leggermente bombata. Le linee laterali scendono quasi verticalmente, in una leggera continua curva che si restringe verso il muso. Stop visto dal davanti è praticamente inesistente. La sutura metopica è leggera e sale in modo dolce verso circa il centro del cranio. Visto lateralmente lo stop è solo leggermente pronunciato, e praticamente formato solo dagli archi sopraccigliari ben sviluppati.
REGIONE DEL MUSO
Tartufo ben sviluppato, narici ampie che non occupano interamente l’ampiezza della zona frontale del mascellare superiore. Colore: nero.
Muso: forte, ampio e profondo sempre in armonia con il cranio. Piuttosto profondo alla radice, ma non più profondo che lungo. Visto dall’alto è pieno sotto gli occhi, va leggermente restringendosi verso la metà del muso e di nuovo allargandosi leggermente verso la parte anteriore. Vista di lato la canna nasale è diritta o montonina, ma mai rivolta verso l’alto. La linea anteriore del muso è quasi perpendicolare alla canna nasale, con una leggera depressione proprio sotto il tartufo.
Labbra: le labbra superiori sono spesse, pendule e si sovrappongono alle inferiori con una curva perfetta; così la linea inferiore del muso è quasi parallela a quella superiore. Le labbra inferiori sono ferme e aderenti alle mascelle fino agli angoli, dove sono rilassate con i bordi dentellati sempre apparenti.
Il muso ha una buona profondità alla radice ma senza sorpassare la lunghezza. I bordi delle labbra formano una profonda “U” rovesciata.
Denti/Mascelle: i denti sono notevolmente più larghi che lunghi, forti e bianchi. Gli incisivi superiori sono ampi alla radice e più affilati all’estremità. I canini sono possenti, ben impiantati e distanziati. La chiusura ideale è a forbice, ma è accettata la tenaglia
Occhi: di misura da media a grande, a forma di mandorla, ben distanziati, mediamente infossati. I colori permessi: dal marrone scuro al giallo, sempre in armonia col colore del mantello. Data l’abbondanza di pelle rilassata, molti soggetti presentano i bordi delle palpebre inferiori ricadenti; ciò che non è considerato difetto in quanto questo dettaglio aumenta l’espressione malinconica che è tipica della razza.
Orecchi: pendenti, larghi, spessi, a forma di “V”. Ampi alla base si restringono verso le punte arrotondate. Inseriti nella parte posteriore del cranio, in linea con gli occhi quando il cane è in riposo. In attenzione, vengono rialzati al di sopra della posizione originale. L’inserzione è obliqua con il bordo anteriore più alto di quello posteriore. Pendenti sulle guance o piegati all’indietro, lasciano vedere la parte interna (a rosa).

COLLO
straordinariamente forte e muscoloso dà l’impressione di un collo corto. Leggermente arcuato alla parte superiore, e ben staccato dal cranio. Giogaia alla gola.

piazzato4CORPO
Forte, ampio e profondo, ricoperto da pelle spessa e rilasciata. Il torace è più lungo dell’addome.
Linea superiore: garrese in linea discendente, con le due parti ben separate l’una dall’altra, data la distanza fra le scapole; è più basso della groppa. Dopo il garrese, la linea superiore cambia direzione salendo dolcemente verso la groppa.
La linea dorsale non mostra alcuna tendenza ad avvallamenti o ad essere cifotica.
Reni e fianchi: reni più corti e non così profondi come il torace, e che mostrano ben chiaramente la separazione fra le due parti componenti. Nelle femmine la parte inferiore dei fianchi è più sviluppata. Visti dall’alto i reni sono più stretti del torace e groppa ma non dovrebbero segnare la linea della vita.
Groppa ampia, lunga, discende formando con un angolo sull’orizzontale di circa 30°, e termina con una curva blanda. La groppa è un po’ più alta del garrese. Vista da dietro, la groppa è ampia quasi come il torace, e può essere ancora più ampia nelle femmine.
Torace con costole ben cerchiate ma che non interferiscono con la posizione delle spalle. Largo e profondo fino al livello dei gomiti. Sterno ben pronunciato.
Linea inferiore un torace lungo e parallelo al terreno in tutta la sua estensione. Linea rilevata leggermente al ventre, ma mai levrettata.

CODA
molto grossa alla radice, inserita mediamente, si assottiglia rapidamente per raggiungere il livello del garretto. Quando il cane è in attenzione, la coda è rialzata e la curva all’estremità è più accentuata. Non dovrebbe essere portata arrotolata sul dorso, né toccarlo.

movimentoARTI ANTERIORI
La lunghezza degli arti, dal suolo al gomito, dovrebbe essere la metà dell’altezza dal suolo al garrese. Spalla la struttura della spalla dovrebbe essere composta da due ossa di uguale lunghezza (scapola e omero), la scapola a 45° con l’orizzontale, l’omero a 90° con la scapola. L’articolazione scapola-omero forma il punto della spalla che è situato al livello del manubrio dello sterno, ma un po’ dietro. La posizione ideale della punta della spalla dovrebbe essere a metà strada fra il gomito e il garrese. Una linea immaginaria perpendicolare che scende dal garrese, dovrebbe tagliare il gomito e raggiungere il piede Avambraccio gli arti devono essere paralleli. Ossa forti e diritte. Carpo corto, forte, visibile Metacarpo corto, leggermente obliquo Piedi anteriori dita forti e ben arcuate non troppo serrate. Il cane poggia su dita spesse e cuscinetti che sono lunghi, ampi e profondi. Il piede nella posizione ideale è rivolto direttamente in avanti. Forti unghie scure; unghie bianche permesse quando il colore delle dita corrispondenti è bianco.

POSTERIORI
dall’ossatura meno pesante degli anteriori, ma non devono mai apparire sottili se paragonati all’insieme della costruzione. I posteriori sono paralleli. Coscia ampia, con profili curvi, formati da forti muscoli che provengono dall’ileo e dall’ischio che disegnano la curva delle natiche, e per questa ragione l’ischio deve avere una buona lunghezza. Garretto forte Metatarso leggermente inclinato, più lungo del metacarpo. Ginocchio e garretto moderatamente angolati. 3 Piedi posteriori un po’ più ovali dei piedi anteriori, ma per il resto uguali. Non devono presentare speroni.

ANDATURA
lungo ed elastico passo felino la cui principale caratteristica è l’ambio; un passo a due tempi laterali per cui gli arti di ciascun lato si muovono avanti e indietro contemporaneamente, causando un rollìo e dondolio nel corpo del cane (chiamato passo del cammello), accentuato lungo tutta la linea dorsale dalla coda quando è portata eretta. Al passo il Fila porta la testa più bassa del dorso. Il trotto è liscio, sciolto e senza sforzo con lunga e potente spinta. Il galoppo è potente, e raggiunge velocità insospettabili in un cane tanto grosso e pesante. Date le sue articolazioni, tipiche dei molossoidi, i movimenti del Fila non danno solo l’impressione, ma effettivamente permettono al cane simultanei e rapidissimi cambi di direzione.

PELLE
una delle più importanti caratteristiche della razza è la pelle spessa e rilassata, su tutto il corpo e specialmente al collo dove forma giogaia pronunciata, e molte volte può estendersi fino allo sterno e all’addome. Alcuni soggetti presentano una piega ai lati della testa, e anche al garrese, piega che scende fino alle spalle. Quando il cane è a riposo, la testa non ha pliche. Quando è in attenzione, il cane rizza gli orecchi e la contrazione della pelle sul cranio forma piccole rughe longitudinali fra gli orecchi.

tigratoMANTELLO
PELO
corto, liscio, fitto e aderente al corpo.
COLORE
tutti i monocolori sono permessi eccetto quelli da squalifica. Tigrati con tinta monocolore e strisce più o meno scure. Può essere presente o no una maschera nera. In tutti i colori permessi, sono ammesse macchie bianche sui piedi, petto e punta della coda. Le macchie bianche sulle altre parti del mantello sono considerate un difetto.

TAGLIA E PESO
Altezza al garrese
Maschi da 65 a 75 cm Femmine da 60 a 70 cm
Peso
Maschi minimo 50 kg. Femmine:  minimo 40 kg

DIFETTI:
Qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerata come difetto e la severità con cui questo difetto va penalizzato deve essere proporzionata alla sua gravità

DIFETTI GRAVI
• Muso corto
• Orecchi piccoli
• Orecchi inseriti alti
• Occhi eccessivamente chiari
• Rughe quando il cane è a riposo
• Prognatismo
• Doppio mento. (pieghe di pelle sotto la gola, che non siano giogaia)
• Dorso insellato
• Groppa molto stretta
• Coda arrotolata portata sul dorso
• Torace che manca di profondità
• Metacarpi e metatarsi deviati
• Posteriori troppo angolati
• Passi corti (poca spinta)

DIFETTI MOLTO GRAVI
• Cane apatico o timido
• Figura nel quadrato
• Testa piccola
• Stop pronunciato, se visto dal davanti
• Labbro superiore corto
• Occhi sporgenti, rotondi; mancanza di pigmento ai bordi palpebrali.
• Mancanza di 2 denti ad eccezione dei PM1 (primi premolari)
• Mancanza di giogaia
• Dorso cifotico od orizzontale
• Ventre troppo retratto
• Ossatura leggera – Mancanza di sostanza
• Garretti vaccini
• Mancanza di angolazione dei posteriori (garretti diritti)
• Macchie bianche che superano ¼ del corpo
• Fuori dal limite superiore della taglia

DIFETTI ELIMINATORI
• Aggressività o eccessiva timidezza
• Naso color carne
• Enognatismo
• Prognatismo con denti visibili quando la bocca è chiusa
• Mancanza di un canino o un molare, eccetto il 3°
• Occhi gazzuoli 5

cuccioli

 

 

 

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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