venerdì , 17 novembre 2017
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La storia di Rocco, da “vagabondo” a cane guida per non vedenti

10565088_10203331534741855_8667640395466129360_2di MARTINA DELTON e  IGOR FACCO – Sono Martina Delton, educatrice cinofila e questa è la storia di Rocco.
A fine giugno mi recai per le vacanze a Porto Cesareo (LE) dove la situazione “randagi” rimane purtroppo una delle peggiori in Italia. Come ogni anno in centro trovai due cani padronali di circa un anno di età: Rocco e Libera.
Inizialmente portai loro cibo tutti i giorni e cercai di capire a chi potessi rivolgermi nella zona per un possibile aiuto. Dopo quattro giorni, in cui FaceBook fece la maggior parte del lavoro con il passaparola, conobbi Claudia e Rosy, due volontarie che si misero subito all’opera per aiutarmi.
Ma andiamo per gradi: dopo giorni passati a portare cibo a Rocco e Libera, osservando il loro comportamento in mezzo alla gente, intuisco che sono due cani “speciali”, adatti a qualche utilità come per esempio la Pet Therapy o comunque cani che non avrebbero avuto nessun problema ad essere adottati da una famiglia, data la loro indole così mansueta.
Così mi decido: li porto a casa con me!
Purtroppo io abito in un mini appartamento con altri due cani, per cui dovrò accollare sicuramente a qualcun altro lo stallo dei due: le buone anime dei miei genitori, che hanno una bella casetta!
Organizzo il tutto, ma accade l’imprevisto: nel giorno in cui avevo organizzato di prendere Rocco e Libera per portarli dal veterinario per tutti i controlli, Libera viene presa dall’accalappiacani.
Venni a sapere ore dopo che erano stati chiamati per prendere entrambi, ma Rocco era scappato. L’estate avanzava e qualcuno era contrario a due cani che gironzolavano liberi.
Ero a pezzi, dal canile non sarebbero più usciti… bisognava fare in fretta, non c’era un minuto da perdere!
Cercai Rocco nei giorni seguenti, ma il furbetto si era spostato di quattro chilometri: aveva capito! Il terzo giorno ritornò, probabilmente la fame lo attanagliava. Appena lo vidi, chiamai Claudia e Rosy, le mie amiche di avventura, e ci organizzammo per portarlo fuori dal centro.
Caricare un randagio nel box di un furgone non è certo cosa facile, fortuna che Rocco non sa mordere e Yuri Vantaggiato, il mio compagno, si è immolato per la causa.
Infine Rosy l’ha tenuto per due notti fino alla nostra partenza. Siamo partiti verso casa l’11 luglio, un viaggio infinito per Rocco, che non è mai sceso per non rischiare una fuga o peggio ancora una tragedia in autostrada.

10524590_10203353188443184_5574545403561075915_nDa quando è arrivato a casa dei miei genitori Rocco è sempre stato a suo agio: non ha mai cercato di fuggire e non l’ha mai sfiorato l’idea  di avvicinarsi al cancello. Insomma, non vedeva l’ora di stare in una casa tranquillo!
Abbiamo lavorato in primis sul trasportino, poi sul salire e scendere dall’auto, sul guinzaglio e sulla museruola: vedevo che progrediva in pochissimo tempo, aveva un sacco di voglia di imparare e si fidava ciecamente di me. Ho cercato di prepararlo ad essere educato in previsione di un’adozione definitiva: di lui sapevo ben poco, ma certamente non è stato difficile fare tanti progressi in poco tempo.
Nel mentre, portai a casa Libera. Claudia doveva tornare a Faenza e colsi l’occasione per intestarmi la cagnetta e farla uscire dal canile: il 30 Luglio andai a prenderla a Faenza.
Mi stupii nel vederla così tranquilla e rilassata, sembrava che Libera prendesse il treno da una vita.
Il 4 agosto una telefonata inaspettata: mi chiamò Igor Facco, istruttore cinofilo specializzato nell’addestramento di cani per persone diversamente abili e cani da ricerca e soccorso, chiedendomi se poteva venire a vedere Rocco e Libera. Aveva saputo di loro tramite un passaparola da un’educatrice cinofila delle mie zone, Martina Lazzarini.
Igor mi anticipò al telefono che stava cercando un soggetto da formare come cane guida per persone non vedenti. Mi emozionai subito, pensare che un randagio di strada potesse avere una carriera come cane da utilità sociale: che storia eccezionale sarebbe stata!

10561528_10203335672925307_2761184222058496914_nAll’inizio misi un po’ le mani avanti: per me era importante capire dove sarebbe andato uno dei miei amati cagnolini (già avevo capito che sarebbe stato Rocco, perché aveva tutte carte in regola per diventare un ottimo cane guida).
Lo stesso pomeriggio arrivò Igor Facco, che non solo mi colpì subito per il modo di interagire con Rocco e Libera, ma anche come persona!
Mi rassicurò in tutto, mi fece vedere dei video su dei lavori fatti da lui, mi promise che se Rocco avesse intrapreso questa strada io avrei potuto seguirlo e dargli una mano. Be’, cosa volere di più?
Mi aveva convinto.
Andai poi a vedere dove sarebbe stato Rocco nel periodo di formazione e feci mille domande sul percorso del cane e sul futuro proprietario. Così diedi l’ok per gli esami veterinari: displasie anche e gomiti, oculopatie, sordità, ecc.
Rocco, da buon randagio, ha ottenuto un 10+ su tutto!
Inizia quindi una nuova avventura da fine mese per Rocco e per questo ho deciso di tenere aperto l’evento “La storia di Rocco” su FaceBook: proprio per chi l’ha seguito fin dall’inizio, ha condiviso o magari si è solo informato perché Rocco l’ha sempre visto girare per il centro.
Per me è importante sensibilizzare, far capire che anche i randagi sono cani speciali e che possono fare grandi cose. Vorrei che la voce arrivasse a chi lo ha abbandonato, a chi lo ha maltrattato, ma anche a chi tutti i giorni vede questi cani ma non fa niente di concreto per cambiare le cose.
Infine vorrei che questo messaggio arrivasse a molti educatori cinofili, loro in primis dovrebbero sensibilizzarsi e “sporcarsi le mani” per i cani in difficoltà. Nei canili ne vedo ancora troppo pochi.
Vorrei ringraziare la mia famiglia, Yuri Vantaggiato, Igor Facco, Rosy, Claudia e Martina Lazzarini: la sinergia di tutte queste persone ha reso possibile tutto questo.

***

DSC_1593 (1024x685)Sono Igor Facco, mi presento, sono un istruttore cinofilo e in particolare mi occupo di addestramento di cani da utilità sociale, cani per persone non vedenti, hearing dogs, service dogs, pet therapy e cani da ricerca soccorso: nelle mie svariate esperienze all’estero ho avuto modo di lavorare spesso con razze miste o meticci testati per vari lavori.
Un soggetto di razza mista può dare spesso molte opportunità se risulta sano e se ha le attitudini per svolgere un determinato lavoro. Rocco non solo è un soggetto perfettamente sano, ma un cane che presenta tutte le caratteristiche migliori per svolgere il ruolo di cane guida: temperamento non eccessivo, buona tempra, mordacità inesistente, scarsissimo interesse per il selvatico, ottima gestione dei rituali nel rapporto con gli altri cani, ottima socializzazione con l’uomo nonostante un trascorso probabilmente non troppo felice.
Rocco è un esempio di recupero che chiude un cerchio perfetto, un problema trasformato in opportunità e vantaggio: per tutti quelli che ci hanno creduto e soprattutto per chi ha saputo guardare oltre, il riscatto di un randagio, dalla strada all’utilità sociale.
Ogni essere vivente nasce per creare un cambiamento sociale e culturale: Rocco lo ha fatto mettendosi in strada…

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