mercoledì , 22 novembre 2017
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Al lupo, al lupo! Peccato che siano cani

di VALERIA ROSSI – L’ho letto solo stamattina, anche se è di qualche giorno fa: ma decisamente merita, sia che ci si voglia fare una sana risataccia, sia che ci si voglia mangiare un po’ di fegato (a scelta).
Parlo dell’articolo apparso su grossetooggi.it , testata che forse dovrebbe rinominarsi grossetonelmedioevo.it, visto che racconta ancora la favoletta del “lupo cattivo”  (“non vorremo mai, come accaduto recentemente, che qualcuno sia costretto a rifugiarsi per tutelarsi dalla aggressione  di un branco di predatori, o cosa ancora peggiore che qualche bambino sia azzannato“: sono le parole del presidente di Confagricoltura Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna).
E poi c’è la pregevole descrizione di  “una famigliola di canidi o lupi” (come sarebbe a dire? Canidi e lupi non sono mica sinonimi!) , ribadita più sotto (“ esemplari di canidi o lupi che dir si voglia“): ma “che dir si voglia” una beata cippa! Una cosa è la famiglia (Canidi) e un’altra la specie (lupi): canidi sono anche le volpi, i licaoni, gli sciacalli… e ovviamente i cani.
Ma proprio qui, rullo di tamburi… arriva la parte più divertente (o quella che fa più incazzare, sempre a scelta): perché i presunti lupi pericolosissimi ritratti nella foto sono, udite, udite… cani lupi cecoslovacchi!
Ovvero canidi, decisamente sì: ma appartenenti alla specie canis lupus familiaris, insomma CANI! come emerge chiaramente dalla foto che correda l’articolo:

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Dunque:
a) il presidente di Confagricoltura Grosseto non sa distinguere un cane da un lupo (e se è vero che i cani lupi cecoslovacchi somigliano al lupo, è anche vero che somigliano a quello dei Carpazi, da cui parzialmente derivano, ma non al lupo appenninico, che oltre ad essere più piccolo è anche marroncino e non grigio);
b) il presidente di Confagricoltura Grosseto crede che i lupi mangino i bambini: si vede che la sua formazione scientifica si è fermata a Cappuccetto Rosso;
c) il presidente di Confagricoltura Grosseto crede sulla parola ai “testimoni che, dopo aver scattato la foto, escludono che si tratti di cani abbandonati”. Abbandonati non so, ma cani lo sono di sicuro… quindi mi piacerebbe conoscere la preparazione scientifica/cinofila di questi misteriosi testimoni nonché fotografi;
d) il presidente di Confagricoltura Grosseto fa una piangina sui poveri allevatori che nessuno considera, lanciando un allarme del tutto ingiustificato (testuale: “se non interessa a nessuno tutelare i pastori che ormai quotidianamente perdono decine di capi, si abbia almeno la buona creanza e il buon senso di mostrare interesse nei confronti della salute pubblica messa a repentaglio da possibili, quanto realistici, attacchi“), aggiungendo figuraccia a figuraccia, visto che “ non ci sono casi documentati di attacchi all’uomo, né in Italia né in Europa”  (questa dichiarazione è del comandante della Guardia forestale di Cuneo Paolo Salsotto, che si presume persona ben informata).
In realtà qualche attacco documentato c’è stato, nel lontanissimo passato (parliamo dell’800): ma si trattava di animali colpiti dalla rabbia, malattia ormai debellata da molti anni in Italia.
Dunque, quanto “possibile e realistico” sarebbe, questo presunto attacco?

cappuccettobacioConcludendo: il presidente di Confagricoltura Grosseto ha rilasciato un’intervista che sarebbe passibile di denuncia per procurato allarme, se non fosse che ci si sente quasi mossi a compassione di fronte a cotanta palese ignoranza.
Ovviamente il rischio è sempre lo stesso: che la gente ci creda.
Che si cominci a gridare davvero “al lupo!” e che qualche cane lupo cecoslovacco, come purtroppo è già successo, venga ucciso perché scambiato per un lupo vero.
Purtroppo il CLC, essendo un cane, si avvicina fiduciosamente all’uomo e quindi diventa facile vittima dei deficienti armati: cosa che, per sua fortuna, il lupo non fa, visto che teme l’uomo e che, se solo ne ha la possibilità, gli gira più al largo che può (ed è anche per questo che non lo attacca).
E’ evidente che ha ragione il lupo: dagli umani, o almeno da certi umani, è meglio stare lontanissimi. Forse sarebbe anche il caso che gli agricoltori del grossetano prendessero le stesse distanze dal loro presidente, se non vogliono passare per gente che tenta di rubare soldi allo Stato accusando animali innocenti di presunte stragi di capi di bestiame che evidentemente non hanno nessuna voglia di proteggere: perché basterebbero due pastori maremmano-abruzzesi ben preparati, per scongiurare il rischio… ma ovviamente è molto più comodo attribuire al “lupo cattivo” qualsiasi pecora morta (magari proprio ad opera di cani randagi), sperando nel risarcimento.
Intanto che ci si dibatte nell’eterno e tutto italico balletto misto di ignoranza e furbizia, l’unico consiglio che mi sento di dare ai proprietari di cani lupi cecoslovacchi è quello di tenerseli ben stretti e ben controllati tra le mura di casa: perché in giro ci sono ancora troppi cretini.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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