lunedì , 20 novembre 2017
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Ma la museruola è obbligatoria o no?

museruolaobb1di VALERIA ROSSI – Ma è mai possibile che a cinque anni di distanza dall’ordinanza Martini (che per la prima volta dettò delle norme decenti in fatto di “tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani”, eliminando le stupide e inutili “liste nere”), e a un anno di distanza dalla nuova ordinanza ministeriale, che di fatto ha ripreso pari pari quella vecchia, ancora non si abbiano le idee chiare su come si devono portare a spasso i cani?
E passi ancora per la gente comune… ma è mai possibile, come mi ha scritto un’amica su FB, che un membro della polizia municipale non abbia ancora capito che la museruola NON è assolutamente obbligatorio farla indossare al cane, ma che bisogna soltanto averla con sé per usarla in caso di necessità?
Ecco cosa mi scrive Daniela:

Ho letto il tuo articolo di oggi su Ti presento il cane. Tu dici che c’è una legge che dice che puoi condurre il cane al guinzaglio e che la museruola devi averla con te ma non deve necessariamente essere indossata. Siccome anche io avevo letto qualcosa a proposito, stamattina ho chiesto ad un mio cliente, che fa parte della polizia municipale, se potevo lasciare i miei cani nei campi liberi dal guinzaglio e quasi mi lincia!!! “Dalla Svezia alla Sicila c’è una legge sola, i cani vanno condotti al guinzaglio e con la museruola indossata!! E che peste colga tutti coloro che non ubbidiscono!!!”
Addirittura la peste, wow.
E cosa dovrebbe cogliere, invece, gli ignoranti che non sanno leggere un testo indiscutibilmente chiaro e non fraintendibile?
museruolaobb_aprtNo, perché l'”Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani. (13A07313) (GU Serie Generale n.209 del 6-9-2013)”, che potete leggere direttamente sulla Gazzetta Ufficiale cliccando su questo link, è proprio lampante: basterebbe, appunto, saper leggere.
All’art. 1, punto 3, è scritto in modo inequivocabile:

Ai fini della prevenzione di danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane adottano le seguenti misure:
a) utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni;
b) portare con sè una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti;
c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente; d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché sulle norme in vigore; e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive.
L’egregio poliziotto municipale, dunque, può esigere che i proprietari di cani facciano indossare la museruola ai loro amici in sua presenza,  essendo (purtroppo) un’ “autorità competente” (ed evidentemente anche un cinofobo): ma la peste non può cogliere proprio nessun proprietario di cane che, prima della sua richiesta, stia passeggiando tranquillamente senza museruola.
Se ne ha una con sè, è perfettamente in regola con la legge vigente.
E attenzione, NULLA valgono le varie ordinanze comunali, provinciali o regionali che contrastino con quanto scritto sopra, perché  è sempre superiore la legge emanata dall’organismo superiore (quindi, in questo caso, la legge dello Stato è superiore a qualsiasi ordinanza locale).

alguinzaglioDall’ordinanza (sempre a saperla leggere, ovvio…) emergono altri dati interessanti: per esempio che si dovrebbe usare sempre (altro termine difficile da equivocare) un guinzaglio  lungo al massimo un metro e mezzo, quando ci si trovi in aree urbane. Quindi, peste dovrebbe cogliere chiunque giri in città col flexi (e se la legge venisse applicata davvero, ci sarebbe un’epidemia capace di far impallidire quella del 1630).
Sempre dalla stessa ordinanza si può desumere facilmente la risposta a un altro Grande Dilemma dei proprietari di cani, e cioé “cosa succede se il mio cane morde qualcuno?”
Succede che il medico veterinario segnala la presenza di un “cane impegnativo”, e che il Comune di residenza del proprietario stabilisce – sempre in accordo con i servizi veterinari – se questo signore deve essere obbligato a partecipare, a sue spese, ad un corso formativo che gli insegni a gestire meglio il suo cane.
Tutto qua.
Devo dire che l’onorevole Martini, pur appartenente a parte politica mooolto lontana dalle mie idee e dalle mie posizioni, aveva dimostrato, al tempo, di capirne qualcosa di cani (al contrario di altri personaggi politici che invece la pensano come me sui Grandi Temi, ma che crollano drammaticamente nella mia considerazione quando si tratta di legiferare sugli animali): la sua ordinanza era sostanzialmente buona, con la sola eccezione – almeno a mio avviso – dei percorsi formativi citati al punto 5, che dovrebbero essere istituiti dai Comuni “congiuntamente  ai  servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, i quali possono  avvalersi della collaborazione dei seguenti soggetti: ordini professionali  dei medici veterinari, facoltà  di  medicina  veterinaria,  associazioni veterinarie e associazioni  di  protezione  animale“.

museruolaobb2E’ dal 2009 che mi viene la pelle d’oca al pensiero di veterinari e volontari di associazioni protezionistiche che tengono percorsi formativi per proprietari di cani (e in particolare per proprietari di “cani impegnativi”): i veterinari, infatti, nulla sanno e nulla sono tenuti a sapere di psicologia canina (a meno che non abbiano fatto un master post-laurea sul comportamento: ma l’ordinanza non parla di veterinari comportamentalisti, parla di veterinari e basta), mentre la stragrande maggioranza dei  volontari è capacissima di dire che il cane impegnativo si rieduca con tanto ammmore e tante coccole.
Il fatto che non siano stati citate le uniche persone naturalmente deputate a insegnamenti di questo genere (e cioè educatori, addestratori e istruttori, magari in collaborazione con un veterinario) è però legato al fatto che non esistono figure “ufficiali” con questi titoli. Educatori, addestratori e istruttori vengono ogni giorno “diplomati” da Enti,  strutture, Club assolutamente privati e del tutto incontrollati: anche per questo sarebbe ora – e quanto sarebbe ora! – che il Ministero della Salute o quello delle Politiche Agricole (gli unici due che in un modo o nell’altro si occupano di cani) istituissero (o ufficializzassero tra quelli già esistenti) percorsi formativi che potessero dare finalmente una valenza reale ai vari diplomi, diplomini e diplometti.
Invece, in campo cinofilo, continua a vigere l’anarchia più totale: cosicché chiunque voglia legiferare in tema di “cani pericolosi” è costretto a chiamare in causa i veterinari, che sono medici e non certo psicologi o psichiatri (a proposito: in un percorso formativo come quello che i Comuni dovrebbero istituire – e non  tutti lo fanno, quindi anche loro disattendono la legge! – sarebbe molto opportuno, e non sto scherzando, la presenza di uno psicologo umano, visto che una congrua porzione di problemi canini è direttamente legata ai problemi psicologi dei proprietari).
Non si può avere tutto dalla vita, d’accordo: ma in tema di “tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani” si sarebbe sicuramente potuto avere di più.
In compenso, se si pensa che le ordinanze precedenti si erano limitate a redarre elenchi di presunte “razze pericolose” (palese sintomo di ignoranza abissale in tema cinofilo), l’ordinanza Martini era già favolosamente “avanti” e l’abbiamo accolta tutti con un sospirone di sollievo: così come siamo rimasti sollevati dal fatto che l’ordinanza del 2013 – quella attualmente in vigore – l’abbia mantenuta inalterata (visto il dilagare del giornalismo cinofobo e la conseguente presenza di un’opinione pubblica sempre più terrorizzata dai cani, c’era da temere che si tornasse alle “black list”).

museruolaobb5Una cosa è comunque certa e scritta a chiarissime lettere: la museruola NON è obbligatorio farla indossare al cane.
E’ obbligatorio solo portarsela appresso.

Se non l’avete con voi, siete in torto (e non ci sono scusanti tipo “non ho trovato la misura giusta”, o “non ci sono museruole adatte al mio cane”: ne esistono di duemila tipi e per qualsiasi tipo di muso. Certo, non sempre ce l’avrà il pet shop sotto casa… ma su Internet, se volete, le trovate di sicuro. Ah… non esistono neppure museruole “proibite”, come ho sentito dire pochi giorni fa da un signore che ne cercava una particolarmente sicura per il suo cane particolarmente aggressivo. Gli hanno detto che quelle in ferro “sono vietate”, cosa falsissima, evidentemente nella speranza di vendergliene una tra quelle disponibili in negozio).
Se l’avete con voi, un'”autorità competente” può chiedervi di farla indossare al cane e voi dovrete farlo, almeno finché rimarrete in presenza della suddetta autorità (che magari è solo un cinofobo cagasotto, ma magari ha pure ragione di ritenere che il vostro cane debba indossarla perché pensa che non sia sotto controllo, o perché la situazione contingente sembra richiederlo).
Logica e buon senso dicono che ad un cane evidentemente amichevole ed affidabile, o evidentemente sotto controllo, ben difficilmente qualcuno chiederà di mettere la museruola: ed altrettanto logicamente, la scelta di avere o meno un cane di questo tipo spetta esclusivamente ai proprietari.
Un proprietario è anche libero di scegliere di avere un cane rissoso e pericoloso: però, in questo caso, non dovrà stupirsi e tantomeno inalberarsi se gli viene chiesto di mettere la museruola. Anzi, dovrebbe avere tanto cervello da mettergliela direttamente lui, senza sollecitazioni di sorta… a meno che non lo diverta vedere il suo cane che sbrana qualche suo simile, o peggio ancora qualche umano: nel qual caso lo psicologo gli servirebbe con la massima urgenza (e magari gli servirebbe pure un bel TSO).
Per altre informazioni sulle museruole, vi rimando a questo articolo.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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