giovedì , 23 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Allevamento - Cuccioli >> Microcani e macroprezzi

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


Microcani e macroprezzi

hilton_pomeranian1di VALERIA ROSSI – Dei cani “tascabili” e di tutti i problemi di salute che si portano appresso ho parlato diverse volte: già nel 2011 avevo scritto un articolo solo su questo tema.
Perché tornarci sopra?
Perché la moda del microcane imperversa sempre più e perché le prime a farne sfoggio sono le protagoniste del jet set internazionale, purtroppo imitate da centinaia (se non migliaia) di Sciuremarie che prendendo lo stesso cane della VIP si sentono a loro volta strafighe e magari miliardarie.
Per carità, ognuno si illude come può: ma quando ci va di mezzo la salute dei cani, io fatico a pensare “si arrangino, ‘ste cretine” e a passare oltre.
Mi viene voglia di parlarne.
La VIP in questione, tutt’altro che nuova al gossip cinofilo, è Paris Hilton: quella che ha lanciato la dannatissima moda dei chihuahua in borsetta.
Quella tanto miliardaria quanto oca, oltre che “trasgressiva” (eufemismo costantemente utilizzato dai giornali per definire una tizia che guida – l’ha fatto più e più volte – a mille all’ora senza patente, fatta e/o ubriaca marcia, che si fa beccare ogni due per tre con droghe di vario genere in borsetta e che si è pure ripassata più partner di un bonobo. Ma questi ultimi sono affaracci squisitamente suoi, perché trombare a mille all’ora non è contro la legge: guidarci, invece, sì. E drogarsi pure).
Inspiegabilmente, cotanto personaggio vanta stuoli di ammiratrici e imitatrici, non soltanto tra le dodicenni (che si potrebbero anche comprendere e compatire…), ma anche tra sciure assai più attempate; sciure che magari pensano che “la Maria” sia un modo confidenziale di identificare la De Filippi e che faticano pure ad infilarsi nel parcheggio sotto casa… ma che possono comprarsi la borsetta per metterci dentro il chihuahua. E tanto basta loro per sentirsi un po’ Paris Hilton, nonostante abbiano la cellulite anche sulle dita dei piedi, facciano i salti mortali per arrivare a fine mese e il partner più figo che abbiano mai messo insieme fosse un salumiere di Montecatini con la pancetta strabordante (e non nel senso del salume).

bettyDetto questo… Paris Hilton ha mollato i chihuahua per farsi il Pomeranian: notiziona riportata da svariati media, cosa che già indurrebbe all’amarezza. Ma la cosa che interessa noi è che il Pomeranian in questione è mini-micro-toy-stocazzo-di-teacup. Insomma, l’ennesimo esempio di cane affetto da nanismo, con quasi certi problemi di salute in futuro, pagato – nella fattispecie – 13.000 dollari.
Sì, avete letto bene: tredicimila, non tredici.
Per quanto pure tredici sarebbero stati troppi, per un cane che ne costerà – se tutto va bene – altri diecimila in cure veterinarie. L’ha comprato da questa personaggia qua, una canadese di nome Betty che di microcani a macroprezzo ne propone, dal suo sito, uno sproposito.
Vi interessa uno yorkie (pure atipico, ma minimicroeccetera)? Con la modica spesa di ottomila dollari è vostro.
Volete anche voi il Pomeranian? Visto che se l’è fatto Paris Hilton, la Betty ha visto bene di aumentare ancora un po’ il prezzo (mica scema) e sul suo sito ne propone una, chiamata Miss Amazing, a diciottomila dollari.
Poi però deve aver provato un briciolo di vergogna e allora ha messo anche qualche cucciolo a “buon prezzo”: Jingle, Yoda e Tiny Girl Dream vanno dai sette agli ottomila dollari, mentre Polo dev’essere proprio un “saldo”, visto che ne costa solo cinquemilacinquecento.
Ma chi è ‘sta tipa capace di intortare le star con i suoi pucciosissimi cagnolini?
Non è un’allevatrice, ma una che i cani li compra e li rivende (insomma, una cagnara… però specializzata in miliardari): e li compra in Corea, da quelli che gli americani definiscono “puppy mills” e che noi chiamiamo “canifici”.
Insomma, non soltanto vende i cuccioli a prezzi spropositati, ma li paga anche un tozzo di pane, come si pagano tutti i cuccioli prodotti “in serie”.
Ovviamente molti di questi cuccioli manifestano problemi serissimi, perché non potrebbe essere altrimenti.
Cercando in rete il nome di Betty o quello del suo sito emergono messaggi sinistri, tipo questo: “Ho comprato una cucciola yorkie da “Yorkies teacup” di Betty: era una piccola cosa carinissima, ma dopo poche settimane ha cominciato ad avere crisi epilettiche. L’ho portato dal veterinario e scoperto che lei ha problemi al fegato e alla trachea. Il mio veterinario mi ha detto che non sarà in grado di vivere a lungo. Ho contattato Betty su questo argomento: tutto quello che ha detto è stato che se il cane muore entro un anno lei ci darà un cucciolo in sostituzione. Dovrei sperare che il mio cane muoia presto, così posso ottenere un altro cucciolo? L’ho trovato così nauseante…”
Oppure questo: “Ho acquistato un pom adorabile, ma era estremamente malato e aveva ricorrenti attacchi di ipoglicemia. Il nostro veterinario ci ha detto che aveva uno shunt al fegato e problemi cardiaci. Il mio bambino è morto a 6 mesi!

hilton_pomeranian3Come se tutto questo non bastasse, basta guardare il sito per capire che nessuno dei cuccioli appartiene realmente alla razza dichiarata: sembrerebbe che siano tutti incrociati con dei chihuahua (probabilmente “estremi”), visto che presentano tutti, con impressionante regolarità, la testa “a mela” tipica proprio di questa razza, ma assolutamente atipica nello yorkshire e nel pomeranian.
Tant’è che non c’è traccia di pedigree, né dei nomi di padri e madri.
Ovviamente non penso che qualcuno dei miei lettori abbia in mente di andarsi a comprare un cane da otto o diecimila dollari in Canada: quello che vorrei far capire, però, è che gli stessi identici problemi si riscontrano comprando lo stesso tipo di cucciolo (toy, micro, thiny, tea-cup eccetera) in un negozio italiano, o in un sedicente allevamento che promette di vendere queste “razze” – lo ripeto per l’ennesima volta – i-ne-si-sten-ti.
Lo “yorkie teacup”, che dà addirittura il nome al sito dell’intraprendente Betty, NON è una razza. Così come non lo sono maltesi o pomeranian “toy”, shih-tzu “imperiali” e tutto il cucuzzaro dei cani bonsai.
Questi sono – papale papale – cani difettosi, fuori standard perché tutti gli  Standard indicano misure di taglia e peso che non servono solo a vincere le expo, come sostengono immancabilmente i cagnari truffatori, ma a garantire un animale in salute.
Il nanismo è una patologia, non un pregio: e i cani affetti dovrebbero essere regalati a persone che se ne prendano cura, già sapendo in partenza che potrebbero dover spendere pacchi di soldi per mantenerli in vita.
Dovrebbero essere “adozioni del cuore”, non affari da migliaia di dollari.

Poi, in tutta sincerità, nun me ne po’ frega’ de meno se il cane di Paris Hilton si rivelerà una fregatura: a lei i soldi per curarlo non mancano di sicuro (alla sciuramaria nostrana, magari, sì)… e purtroppo dubito anche seriamente che la tipa provi per i cani sentimenti diversi da quelli che prova per la sua ultima borsetta o paio di scarpe (o magari fidanzato).
Le sciuremarie nostrane, invece, dei loro cani si innamorano, come è giusto che sia.
Li amano, li adorano, se muoiono è un vero e proprio lutto familiare. Per questo spero proprio che evitino come la peste di comprare cani formato formica, nei quali l’incidenza di malattie e morti premature è a dir poco terrificante: ma a giudicare dai commenti agli articoli che presentano il topocane della Hilton temo che la mia speranza sia vana, vista l’overdose di “checcariiiinooooo” e “cheammmoreeee!” e visto che nessuno – ma proprio neanche uno – si è sognato di dire che un cane di quelle dimensioni è una sicura fregatura.
Vabbe’, ancora una volta lo dico io: non si sa mai, magari uno su mille mi ascolterà.

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico