di VALERIA ROSSI – Qualche tempo fa abbiamo commentato (non troppo teneramente) il video del cane che si presumeva “insegnasse a saltare” a una bambina, quando in realtà era probabilmente affetto da un disturbo ossessivo-compulsivo nei confronti delle ombre. Qui trovate l’articolo, se vi interessa, nel caso ve lo foste perso.
Purtroppo i video virali con cani protagonisti – e con commenti fuorvianti, che danno un’immagine assolutamente distorta della realtà – stanno diventando sempre più numerosi. Il più noto è sicuramente quello del cane che, secondo chi l’ha condiviso in tutto il mondo, “tenta di rianimare” dei pesci appena pescati, gettandoci sopra dell’acqua. Eccolo:

Ora, chi ha commentato il video parlando di “gesto di grande solidarietà” dovrebbe spiegarmi come potrebbe, il cane, sapere che i pesci non possono respirare fuori dall’acqua. Avrà studiato scienze naturali?
Chiunque abbia un minimo di esperienza cinofila ha capito benissimo che per il cane quei pesci sono soltanto cibo e che lui sta cercando di “seppellirli” per nasconderli e ritrovarli quando servono, cosa che fanno tutti i cani del mondo, per esempio, con gli ossi. Di solito fanno buche nel terreno e poi le ricoprono a musate, esattamente con i movimenti che sta compiendo questo cane: ma qui non c’è terra a disposizione e quindi lui compie il movimento istintivo di “ricoprire” utilizzando quello che c’è, ovvero l’acqua.
Altro esempio che circola in questi giorni su FB: i due pitbull raccolti dalla strada che “miracolosamente” non litigano, ma giocano insieme. Il video è questo:

Questo uno dei commenti apparsi sul web: “Questi due Pitbull sono stati salvati dalla strada dopo anni di vita difficile e problemi. Uno si potrebbe immaginare che siano cani aggressivi, anche a causa della nomea che ha ingiustamente questa razza. Invece quello che fanno una volta che hanno trovato qualcuno con cui interagire dopo una vita soli è ancora una volta la prova che spesso i cani sono migliori degli uomini. Vederli “danzare” riempie il cuore“.
Per carità, ben venga qualsiasi testimonianza che vada a smentire la stupida fama di “cani killer” che circonda i pit bull: però sarebbe almeno sensato specificare che questi due cani sono un maschio e una femmina. Il maschio sembra anche un cucciolone, che dubito abbia passato “anni” in strada… ma potrei sbagliarmi: invece non sbaglio di sicuro dicendo che questa “danza” è un corteggiamento in piena regola. E sarebbe il caso di dirlo soprattutto per evitare che qualche volontario, magari già predisposto al buonismo disneyano, prendesse due pit bull dello stesso sesso e li infilasse allegramente in una stanza.
Di esempi se ne potrebbero fare molti altri, ma il concetto non cambia: prima di mettere in rete interpretazioni e commenti più o meno strappalacrime (sempre all’insegna de “i cani sono migliori degli uomini”… che sarà anche vero, non  dico di no: ma mi sembra un po’ tirato per i capelli dedurlo dal fatto che due cani di sesso opposto giochino insieme!), forse sarebbe il caso di capire quello che si sta guardando.
Perché altrimenti non solo si cade nel ridicolo, ma si rischia di far pensare ai milioni di persone che vedono questi video cose non vere, fuorvianti e – in alcuni casi – anche pericolose.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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5 Commenti

  1. Boh! Per lo meno sono graziosi. I miei mostri tendono a seppellire commestibili impegnativi (ossi,piccioni assassinati, un corvo , ecc) oppure oggetti che nonvogliono rivedere (è successo con una museruola,o con ľ orecchio del fratello) Forse quelĺ akita nonama quelľ odore e cerca di nasconderlo. Diversamente ne acciufferebbe uno e lo porterebbe via.

  2. Più che corteggiamento a me sembra sverzura di quella che se l’altro cane non risponde aumenta fino a cacare il c..o all’inverosimile. La femmina è paziente e sembra divertirsi in quello che sta facendo, cioè mantenere entro certi limiti la sverzura del cucciolo, bloccandolo e di tanto in tanto gli ribadisce il suo gergo superiore per rimarcare una certa autorità , l’autorità di fermarlo.
    Il corteggiamento è un altra cosa. Quello che fa il cucciolo lo fanno appunto i cuccioli molto emozionati e desiderosi di interagire con l’altro cane ma che non guardano o se ne fregano dei segnali di calma degli altri, tanto che dopo un po possono arrivare a rompere le palle proprio solo per romperle, e lo fanno anche maschi con maschi, ma anche alcuni adulti poco socializzati e questi ultimi si lo fanno più spesso verso le femmine

      • stato mentale che comporta una particolare carica o spinta a compiere determinate azioni. La “sverzura” in campo sessuale è un classico, ma può essere associato ad una giornata particolarmente dinamica: “Oggi sono in sverzura, vado via come un treno”

        lo credevo un termine italiano e invece è bolognese

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