martedì , 21 novembre 2017
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Orecchie tagliate vietate in expo… ma poi vincono

di VALERIA ROSSI – Ricevo e pubblico quasi integralmente il messaggio di un giovane padre che si pone un problema molto sentito in ambito expo (ma non solo):

Sono un ragazzo di 25 anni, padre di un bimbo di cinque, e ho una grande passione per i cani. Siccome penso un bambino tragga un enorme beneficio a crescere con un cane appena ho potuto ne ho preso uno, e così cinque mesi fa è arrivato con noi un cucciolone di cane corso. Avendone lette di tutti i colori su questa razza mi sono affidato a un allevamento serio e sono felicissimo della mia scelta, in quanto ora che ha otto mesi mi ritrovo un cane equilibratissimo, molto attaccato al bambino e che non ha mai combinato danno. Ah, dimenticavo… è bellissimo! E siccome l’appetito vien mangiando mi sono “buttato” nel mondo delle Expo. Veniamo al punto: sabato 18 aprile mi sono recato alla Expo Internazionale di Ferrara, dove c’era una Mostra Speciale di Cani Corso. Al momento dell’entrata alla Fiera, come d’obbligo, era presente un veterinario che controllava i libretti degli iscritti, e tutto l’esterno della zona fiere era tappezzato da cartelloni di 2 metri per 2 che recitavano: “DIVIETO DI ACCESSO AI CANI CON CONCHECTOMIA”, pratica che come sappiamo dal 2007 è illegale in Italia in quanto considerata maltrattamento. Entro in fiera e noto subito una cosa strana: su quaranta cani Corso presenti, una trentina aveva le orecchie amputate. Mio figlio subito mi ha chiesto cosa fosse successo a quei poveri cagnoloni, che al contrario del nostro, che ha due bistecche, erano tagliati (alcuni anche malissimo). Dopo avergli risposto il mio bimbo, mi ha detto: “Papà, ma perché devono fare male a quei cani poverini?”. So che in questo mondo ne succedono di peggio, ma comunque mi ha dato fastidio dover cercare di giustificare a mio figlio i comportamenti di persone ignoranti. Tralasciando il lato umano, passiamo a quello della giustizia e dei regolamenti: sì, perché il bello viene adesso. Nonostante queste persone siano entrate contro i regolamenti, la giudice, invece di rifiutarsi di giudicarli (come accaduto con un boxer con coda amputata), ha pensato bene di far vincere in tutte le classi maschili e femminili solo cani amputati, e in tutte le classi sono arrivati sempre prima gli amputati e dopo gli integri. Sembrava di essere in uno di quei sogni dove stanno facendo un torto enorme ai pochi proprietari degli integri: ma tutti erano lì, impotenti di fronte a questa ingiustizia, ormai rassegnati dal fatto che “tanto va sempre così”. Io mi chiedo perché, perché quando palesemente si infrangono le regole, invece che essere puniti si viene premiati? Che messaggio passa alle persone, ai tanti bambini presenti? Io ho speso soldi per il mio cane, mi sono svegliato alle 5 per andare alla Expo, ho speso tempo e soldi per essere presente, ho tenuto mio figlio per sei ore dentro a un capannone per cosa? Per essere preso per il c…o da chi amputa e da giudici e organizzatori?

tagliorecchie1La risposta all’ultima domanda, purtroppo, è un “sì” forte e chiaro.
, chi tiene i propri cani integri viene spesso (anche se non sempre, per fortuna) preso in giro dagli ormai celeberrimi certificati medici che dichiarano la necessità di tagliare orecchie “per motivi sanitari”, ovviamente inesistenti nel 99% dei casi.
Se davvero così tanti allevatori continuassero a produrre decine di cucciolate interamente affette da problemi alle orecchie (fin dalla nascita, eh? Visto che il taglio avviene in giovanissima età), credo che dovrebbero farsi un bell’esame di coscienza: non sanno allevare, poverini. Utilizzano linee di sangue marce fino al midollo.
Sono degli assoluti sfigati o dei totali incompetenti, a scelta… quindi perché non lasciano perdere?
Invece, ovviamente, sanno allevare eccome: quello che non sanno fare è adeguarsi ad una legge (giusta o ingiusta che possa parere a loro) come hanno fatto immediatamente tutti gli allevatori tedeschi, per esempio, quando sono cambiati gli Standard di boxer, alano, dobermann, rottweiler (solo per la coda) e schnauzer.

tagliorecchie4Loro hanno preso atto e hanno cominciato immediatamente ad allevare cani con orecchie e code integre, ottenendo risultati eccellenti nel giro di pochissimi anni: gli italiani hanno cincischiato, cercato cavilli, fatto finta di niente… col risultato di restare clamorosamente indietro nella selezione di orecchie e code.
Oggi, per fortuna, con le razze tedesche stiamo andando bene anche noi: ma in una razza italiana come il cane corso, dove in pratica non abbiamo concorrenza, continuiamo a fare i furbi e ad esibire certificati medici platealmente fasulli per esibire cani amputati… che oltretutto vincono pure.
E ancora una volta viene da chiedersi: perché farli vincere?
Le esposizioni canine dovrebbero essere un momento di altissima zootecnia: sono nate per dar modo agli allevatori di selezionare i soggetti morfologicamente migliori, ma anche – in senso più lato – per tutelare le razze sotto tutti gli aspetti, compreso ovviamente quello sanitario.
Un cane zoppo non vincerà mai un’expo. Un cane senza testicoli non può neppure entrare, e se entra (perché è sfuggito in qualche modo al controllo veterinario) viene immediatamente squalificato dal Giudice.
Allora, per quale misterioso motivo tutti questi cani che hanno dovuto subire interventi chirurgici per problemi alle orecchie dovrebbero vincere?
Sono cani malati, mi pare evidente! E quando ad essere colpita da questa malattia è un’intera cucciolata… be’, allora, vien proprio da pensare che si tratti pure di tare genetiche!
Quindi questi poveri cani, anche se venissero ammessi, dovrebbero finire in fondo alla classifica e con la qualifica minima, perché NON possono essere degni rappresentanti della propria razza e degni riproduttori!

tagliorecchie2Ma siamo in Italia, Paese in cui neppure la logica più stretta riesce  a superare le vecchie abitudini, le consuetudini, le tradizioni.
Ci vantiamo di essere innovativi, creativi, addirittura geniali… e poi ci riveliamo i più incalliti reazionari del mondo.
Caro papà, l’unica nostra speranza sta nei giovani, negli adulti di domani: le domande di tuo figlio “sono” una speranza concreta.
Per quanto riguarda noi adulti di oggi… be’, noi dovremo imparare a superare la paura di “mettersi contro i potenti” e protestare, sempre, vivacemente, contro ingiustizie di questo genere.
Non facciamo “gli italiani” anche in questo: quello che hai scritto a me scrivilo anche all’ENCI, all’FCI, a coloro che il mondo espositivo lo gestiscono e lo organizzano.
Se c’è una cosa capace di cambiare le cose è il sollevamento dell’opinione pubblica: ma troppo spesso, ormai, l’opinione pubblica si esprime solo su FB, in mugugni riservati a pochi eletti, magari nell’illusorio segreto dei “gruppi chiusi”.
Però così non si arriva da nessuna parte e non si cambia mai nulla.
Proviamo a partire dal basso: protestiamo con chi di dovere.
Perché basterebbe una regoletta chiara e concisa: “Avevi un problema alle orecchie del tuo cane e le hai dovute tagliare? Che peccato, ci dispiace per te: ma sul ring di un’esposizione non ci sali più, neppure col certificato medico, perché i cani malati sono zootecnicamente improponibili“.
Basterebbe questo per far sì che un mare, anzi un oceano di cuccioli guarisse “miracolosamente”. Quindi facciamoci sentire e chiediamolo in tanti, a voce altissima, che la regola diventi questa.
In fondo ci vuole poco, a volte, per far succedere i miracoli.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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