venerdì , 17 novembre 2017
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L’uovo al cane: fa bene o no?

di VALERIA ROSSI – Avendo scritto da qualche parte (non ricordo dove) che a Samba piace da morire il rosso d’uovo nella pappa, ho ricevuto alcune richieste di chiarimenti. Tra queste:
“Ma come, le dai l’uovo? E il colesterolo?”
“Ma glielo dai crudo o cotto?”
“Perché solo il tuorlo?”
Provo allora a rispondere qui, visto che mi sembra che l’argomento interessi, premettendo che non sono una nutrizionista e che quindi quello che dirò non va preso come oro colato. Però, in quarant’anni di cinofilia, ho sempre dato uova a tutti i miei cani e direi che nessuno di loro ha mai avuto problemi. Più difficile stabilire se abbiano davvero “fatto bene”, visto che quando un cane è sano, dinamico e allegro non è certo possibile ricondurre il tutto ad un solo alimento (o a qualsiasi altra singola cosa): però le uova sono un’importante fonte di proteine e di grassi e sono normalmente graditissime, quindi non vedo perché non dargliele.

uovocane1Personamente non do le uova intere, comprensive del guscio, perché l’apporto di calcio fornito da un guscio d’uovo è veramente risibile (senza contare che non è poi così scontato che al cane servano integrazioni di calcio, quando è correttamente alimentato: di solito non ne ha alcun bisogno!). Però non è certo vietato darle intere, se sono cotte.
Io do soltanto il rosso perché l’albume, da crudo, contiene avidina, una glicoproteina basica che funziona come un’antivitamina: in particolare è proprio “avida” (da qui il suo nome) di biotina (vitamina H), necessaria per la metabolizzazione dei grassi, dei carboidrati e delle proteine oltre che preziosa per il pelo e la cute.

uovosodoLe caratteristiche antivitaminiche dell’avidina si perdono con la cottura, quindi non ci sono controindicazioni alla somministrazione dell’albume cotto.
Normalmente io non ho tempo di far rassodare le uova, raffreddarle e sgusciarle (odio farlo anche per gli umani… specie quando le dannatissime uova rifiutano di farsi sgusciare), quindi la mia scelta è “solo rosso, crudo”.
Quanto spesso? Una o due volte la settimana.
Però non credo esistano particolari controindicazioni se se ne danno di più, perché le uova NON comportano problemi di colesterolo nel cane (nell’uomo sì)..
Un’altra obiezione comune contro l’uso delle uova è la possibilità che portino la salmonella: in realtà, da uno studio condotto dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, è risultato che solo lo 0,003 per cento di uova è a rischio, e che queste uova provengono quasi immancabilmente da allevamenti intensivi in cui le galline vengono tenute in pessime condizioni igieniche.
Scegliendo uova di galline allevate a terra (scelta che dovremmo fare sempre anche per noi, se non altro per contrastare gli orrendi abusi che si verificano negli allevamenti intensivi di polli), il rischio – già basso – si riduce praticamente a zero. Aggiungiamo che un cane sano è molto più resistente di un uomo nei confronti della salmonella, e potremo concludere che questo tipo di allarme è davvero ingiustificato.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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