mercoledì , 22 novembre 2017
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Spieghiamo i video virali – Il cane che “chiede perdono”

di VALERIA ROSSI – L’ultimo video virale con un cane protagonista è quello del simil-labrador che “chiede scusa”. Se qualcuno ancora se lo fosse perso, eccolo:

Premesso che il video è carinissimo e che il cane è un tesoro (oltre che un grandissimo paraculo), la cosa insolita è che gli umani di Ettore – così si chiama il cane – siano stati addirittura intervistati da Repubblica, diventando così protagonisti di questo secondo video nel quale, a domande decisamente sciocche, vengono date risposte in perfetto stile Sciurmario e Sciuramaria.
Niente di male, per carità: mica tutti sono obbligati ad essere psicologi canini e/o comportamentalisti & affini. Il cane è bravissimo a commuovere gli umani (sia i proprietari che i venti milioni di persone che hanno visualizzato il video) e un bel sorriso ci sta… ma le “spiegazioni” fanno pensare “povera cinofilia e povera cultura cinofila” a chiunque abbia una vaghissima idea di come ragiona un cane.
Anthony, l’umano di Ettore: “Io lo mando a cuccia e lui si mette nel suo angolino, sapendo di aver fatto qualcosa” (in questo caso stava scavando un buco nel divano, ci spiegano).
Ma il cane non sa affatto di aver fatto qualcosa di male! Se avesse capito che il suo branco non desidera che scavi nel divano, probabilmente smetterebbe di farlo: invece non ne ha la più pallida idea. L’unica cosa che sa è che il suo umano ce l’ha con lui: ed è per questo che reagisce mandandogli segnali di pacificazione a tutto spiano e probabilmente ripetendo quelli che già in passato gli hanno permesso di “fare pace” con l’umano. Dare capocciatine, “abbracciare” l’umano e fare gli occhi dolci ha funzionato in passato? Bene, lo rifaremo ogni volta che lui sembra incavolatissimo!
E infatti i due ragazzi intervistati sostengono che “lo fa sempre”…
Ma adesso chiediamoci: perché un cane così intelligente, così arguto, così fenomenale da comportarsi “come un essere umano” (sempre parole loro) dovrebbe essere contemporaneamente così scemo da continuare a far danni?!? Perché Ettore, ci dicono, nei suoi sei anni di vita ha distrutto tre divani, tre paia di scarpe e quattro paia d’occhiali. Inoltre dà zampate sul tavolo per cercare di rubare il cibo… e ancora scava buche nel divano attuale, che pare destinato a diventare la quarta vittima.
Sembra un po’ una storia alla “Io e Marley”… anzi, lo è: peccato che anche Marley fosse un esempio eclatante di come una gestione totalmente scorretta può portare un labrador a diventare una specie di Attila a quattro zampe.
Personalmente, se avessi dovuto commentare questo video e/o intervistare i due ragazzi, avrei chiesto loro se e come abbiano mai pensato di educare il cane; avrei spiegato che questi disastri NON fanno parte dell'”essere labrador” (o incrocio labrador, in questo caso), ma fanno parte piuttosto del non avere regole, del non aver ricevuto un’educazione corretta, magari dell’essere trattati come simpatici peluche quando invece si è cani da lavoro… e così via. Anche perché, se non si spiega tutto questo, il pubblico penserà che avere un labrador in casa significhi avere un vandalo: e questo non fa di certo una buona pubblicità alla razza.
Poi, per carità: il video resta carinissimo e tenerissimo. Però, se mi sta benone che i due ragazzi facciano commenti da Sciurmario e Sciuramaria e si divertano a tenere il cane così com’è… mi sta un po’ meno bene che un giornale nazionale li passi come se fossero verità cinofile. E tantomeno che si passi il messaggio che un cane che si comporta in questo modo sia “più buono di un essere umano”, o che “i cani capiscano meglio degli umani che se fai del bene, ricevi del bene”.
A parte il fatto che mi sfugge come distruggere divani e rubare cibo sia “fare del bene”… ma sorvoliamo pure su questo… a me vien da piangere vedendo i millemila cuoricini che stanno sotto il video su millemila pagine di FB, al posto degli “ahahah!” che sarebbero stati molto più logici, perché un video così dovrebbe far ridere, e non dare lo spunto a considerazioni filosofiche che non stanno né in cielo né in terra.
SE davvero Ettore continuasse a far danni per poi “chiedere perdono”, sarebbe un grandissimo pirla di cane.
Invece no: lui è veramente un sommo paraculo, perché ha capito come pacificare Anthony e ci marcia alla grande… ma Anthony e la sua ragazza non sono stati capaci di educare il cane dandogli regole che lui potesse capire e quindi rispettare.
Se vogliamo vederlo in senso cinofilo, questo video è un esempio di pessima educazione (ma anche di cane costretto a fare continuamente ‘sti numeri per cercare di rabbonire – dal suo punto di vista – “quel pazzo furioso di un umano che ogni tanto gli urla contro senza un perché”).
Se invece vogliamo solo sorriderne (e per me questo sarebbe l’atteggiamento più sano!), allora facciamolo senza attaccarci troppe masturbazioni cerebral/animaliste. Almeno eviteremo di farla noi, la figura dei sommi pirla.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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