di VALERIA ROSSI – Era un po’ che non la sentivo, questa frase (e meno male): ma mi è capitato di sentirla pochissimi giorni fa e quindi mi sento in dovere di scriverne. Soprattutto perché le femmine non sterilizzate di cui stiamo parlando sono due, non sono adibite alla riproduzione né mai lo saranno e vivono con un maschio che, poveraccio, ad ogni calore di una delle due soffre – ovviamente – le pene dell’inferno.
C?è ancora molta, troppa gente che pensa che sterilizzare sia “contro natura”: e ce n’è, purtroppo, altrettanta che ritiene che “seguire la natura” significhi anche far fare alla femmina “almeno una cucciolata, altrimenti si ammala” (leggenda metropolitana senza uno straccio di validità scientifica – in due parole: NON E’ VERO! – ma così diffusa che credo stia alla base di tutti i problemi di abbandoni, randagismo e canili pieni)… e ovviamente permettere al maschio di accoppiarsi ogni volta che gli aggrada, perché il poverino “ha bisogno di sfogarsi”.

contronatura3Ho già dedicato diversi altri articoli a queste dicerie, sulle quali quindi non mi soffermo più: oggi voglio rispondere soltanto all’obiezione di chi dice “è contro natura“, chiedendo a queste persone che cosa, invece, secondo loro sia “naturale”. E non parlo solo degli abbandoni a cui si riferisce l’immagine a sinistra, ma proprio della vita di un qualsiasi cane ben tenuto, amato e ben accudito.
Questo cane mangia crocchette?
E’ contro natura: mai visti Messer Lupo e Madama Lupa andarsi a procacciare il cibo al pet shop.
Per caso mangia vegetariano o addirittura vegano?
Qui evito proprio di commentare, che è meglio. Ma anche se mangia carne… la mangia in una ciotola?
E’ contro natura: il cane dovrebbe inseguire, uccidere e poi sbranare il proprio pasto.
E ancora: indossa collari o pettorine, e guinzagli che gli impediscono di andare dove gli pare?
E’ contro natura.
I suoi conspecifici li incontra al parchetto o all’area cani, ed è stato accuratamente socializzato in modo che andasse d’accordo con tutti loro?
E’ contro natura… e potrei andare avanti per ore ed ore, elencando migliaia di cose che i cani fanno in modo totalmente diverso da come le farebbe un lupo: tutte “contro natura”, quindi… oppure anche no, visto che il cane non è più un lupo, ma un animale domestico.
E “domestico” significa che vive nella nostra domus (casa) e che “la natura” ha scelto di lasciarla da parte qualche millenniuccio fa.
Ha scelto lui, spontaneamente, per convenienza (opportunismo, etologicamente parlando), di affidarsi agli umani e di rinunciare, quindi, a tutto ciò che per lui sarebbe stato sicuramente più naturale, ma anche più scomodo.

contronatura2Dunque, che razza di scusa sarebbe quella dell’andare “contro natura” con la sterilizzazione, visto che ci andiamo ogni giorno in mille altre occasioni senza porci minimamente il problema?
Io penso – spero – che si tratti appunto di una scusa e niente più, portata avanti per mascherare il vero timore che ci assale quando pensiamo di far sterilizzare una cagnetta: e cioè quello che qualcosa vada storto, o che possa soffrire a causa dell’intervento, o ancora che diventi incontinente. Questi sono timori molto più sensati, e in parte anche fondati: un minimo di rischio operatorio esiste sempre, un po’ di dolore indubbiamente viene sentito e l’incontinenza urinaria si verifica in un piccola, ma non insignificante percentuale di casi (dall’1,3 al 20%, a seconda della tipologia canina: le femmine di grande taglia sembrano più predisposte).
C’è da dire, però, che i rischi legati ad un intervento ormai di routine sono infinitamente inferiori a quello di beccarsi un tumore di mammella o una piometra, eventi che richiederebbero comunque un intervento chirurgico (per di più, in caso di piometra, in situazione di emergenza e quindi con rischi quadrupli anche dal punto di vista operatorio) e che all’incontinenza, nella stragrande maggioranza dei casi, si rimedia con una terapia farmacologica. Qualora questa non dovesse funzionare, c’è la possibilità di ricorrere ad un secondo intervento… ma qui siamo veramente nell’ordine delle percentuali infinitesimali, quindi diciamo che ci vuole proprio una sfiga nerissima.
Quanto alla sofferenza post-operatoria… sì, è vero che le cagne solitamente se ne stanno moge moge per la giornata immediatamente successiva all’intervento: ma quasi tutte tornano alle normali attività (e alla normale allegria) già il giorno successivo. E se ho detto che “quasi tutte” è perché alcune si alzano e vanno a spasso come se nulla fosse accaduto non appena si svegliano dall’anestesia: i cani hanno una soglia del dolore altissima, che non è neppure lontanamente paragonabile alla nostra.

contronatura4Certo, “togliere parti del corpo ad un cane sano” (altro tormentone anti-sterilizzazione) non sarà il massimo del “naturale”: ma non lo è neppure impedire alla cagna di avere cucciolate ogni sei mesi, come accadrebbe se fosse lasciata “libera di scegliere”.
Eppure la cagna, spontaneamente, non farebbe “una” cucciolata nella vita: ne farebbe una carrettata, con ripercussioni terribili sulla sua salute (oltre che sul randagismo, come potete facilmente dedurre dalla foto a sinistra): e il bello è che coloro che ineggiano alla “natura” poi si scagliano contro gli allevamenti, accusando gli allevatori di sfruttare indegnamente le femmine. Ma decidiamoci, eh? Se sterilizzare è innaturale, e fare una cucciolata ad ogni calore (cosa “naturalissima”) è bieco sfruttamento… allora cosa rimane?
Rimane la famosa “singola cucciolata nella vita”, che non previene alcun rischio sanitario e a sua volta  è assolutamente “contro natura”, visto che la cagna in natura si accoppierebbe ad ogni estro. Ma attenzione: la cagna, non la lupa! Perché le lupe non soltanto vanno in calore una sola volta all’anno, ma non si accoppiano neppure tutte: è solo la femmina alpha ad avere la cucciolata.
Le cagne hanno “imparato” ad andare in calore due volte, e a poter avere quindi due cucciolate all’anno, proprio perché sono diventate domestiche e quindi hanno trovato “la vita comoda” garantita dal rapporto con l’uomo: cibo in abbondanza, rischi ridotti al minimo (almeno per quanto può saperne un cane: per esempio, sa che vivere in una casa lo difende dai predatori. Dell’esistenza di macchine, TIR e bastardi a due zampe invece non è al corrente).
“Vita comoda”, per quasi tutti gli animali del mondo, significa “possibilità di mettere al mondo tanti cuccioli perché sembra essere garantita la sopravvivenza di tutti loro”: per questo le cagne si sono trasformate in riproduttrici coatte.
Ma quale proprietario (allevatori esclusi) se la sentirebbe di gestire una cucciolata ogni sei mesi?
E attenzione: anche se se la sentisse, diventerebbe lui stesso uno “sfruttatore di fattrici”, perché avere una cucciolata ogni sei mesi accorcia vistosamente la vita della cagna e rovina anche la qualità di questa vita: tant’è vero che gli allevatori seri non si sognano neppure di far fare due cucciolate all’anno alle loro cagne.

contronatura5Insomma: il cane, scegliendo di vivere al nostro fianco, ha scelto la vita comoda ma si è portato dietro alcuni effetti collaterali non indifferenti. Tra questi, l’incongruenza tra la possibilità di produrre cucciolate a raffica e il fatto che questo sfianchi le mamme cagne (vi rammento che a Madre Natura non frega un tubo di tutto questo: a lei interessa molto più la sopravvivenza della specie che quella del singolo individuo. Ma a noi NO!)
Il cane è andato da solo contro la sua natura di lupo, quando ha deciso di diventare domestico: a noi non resta che fare del nostro meglio per evitare il più possibile che gli effetti collaterali lo danneggino in modo irreparabile.
Del “nostro meglio”, quindi, fa parte il tenerlo “innaturalmente” al guinzaglio per evitare che finisca sotto il TIR di cui sopra, e ne fa parte anche l'”innaturale” sterilizzazione delle cagne per motivi di prevenzione sanitaria, per evitare che le fattrici si ammalino di tumori o piometre o, in alternativa, che “si ammazzino – letteralmente – di cucciolate”… e anche per fare la nostra parte nella lotta agli abbandoni e al randagismo.
In ogni scelta ci sono compromessi da accettare: il cane si è preso i suoi, noi dobbiamo prendercene la nostra parte.
Dobbiamo ricordare che oggi la loro “natura” siamo noi. Le scelte responsabili (anche se difficili) toccano a noi.  
Trovare scuse e scusette varie per evitarli è poco responsabile… e sostanzialmente dannoso per i cani stessi.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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60 Commenti

  1. E anche i veterinari dovrebbero spingere molto di più per sterilizzare, per la mia povera Gaia, morta quasi sicuramente per le conseguenze renali di una piometra, non è mai stata proposta la sterilizzazione, neppure quando è stata operata per tumori alle mammelle o quando le veniva il latte (pilloline per farlo passare, che la rendevano una iena…)
    Io devo la mia (minima) cultura cinofila alla sua malattia…a tutto quello che ho iniziato a leggere purtroppo troppo tardi. Quando riprenderò una femmina verrà sterilizzata appena possibile, ma intanto per lei, per colpa di un veterinario che non ha mai proposto la sterilizzazione, è troppo tardi…è morta da oltre un anno e sto piangendo per i sensi di colpa di non aver fatto abbastanza

    • So che non serve dirlo, ma la colpa non era certo tua, ma del veterinario… Oggi ho incontrato un tipo con una cagnina minuscola, un incrocio chihuahua-pinscher (più o meno, viene dal canile, quindi la cosa non è certa); il proprietario mi chiede se il mio chihuahua è disponibile per l’accoppiamento (…e Sif lo guarda tipo “Ma ccerrtoo, anche subito”!!) …fermo il maniaco e preciso al tipo che il mio è displasico, verrebbero cuccioli orribili, etc…insomma, accampo due scuse. Lui mi dice che è preoccupato, che la bestiola è alla seconda gravidanza isterica e che il veterinario – oltretutto un medico conosciuto e a detta di tutti molto in gamba – gli ha sconsigliato la sterilizzazione, e lo ha convinto a fare almeno una cucciolata, sennò la cagnetta soffre. E qui spero che il tale abbia capito malissimo, perchè mi ha confessato che il vetrinario gli avrebbe raccomandato di trovare “qualsiasi maschio più o meno della sua taglia, basta che abbia un colore diverso”. Così i cuccioli verrebbero più fighi..?

  2. Grazie per l’articolo.
    Noi abbiamo fatto sterilizzare la nostra cagnetta una settimana fa e la frase “ma no perchè!?!?! e’ contro natura poverina ma almeno una cucciolata gliel’avete fatta fare?” ce la siamo sentita dire da una signora nella sala d’attesa del veterinario.
    Le abbiamo spiegato che è una meticcia raccattata dalle strade di Vibo Valentia (noi siamo liguri) e che non ha bisogno di fare cuccioli per vivere bene, ma piuttosto di non soffrire per 15 giorni ogni sei mesi perchè non si può accoppiare.
    Comunque non siamo riusciti a convincerla molto.
    L’intervento è andato benissimo e la mattina dopo era già la solita cagnetta di sempre, ancora un paio di giorni e toglieremo i punti così potrà tornare a correre e saltare come piace a lei.

  3. Senza contare che castrandole prima del primo calore o comunque presto, intorno ai 6/9 mesi in base alla razza, l’intervento è davvero poco invasivo perché l’utero e le tube sono minuscoli.

    • Io sapevo, da allevatori e svariati veterinari, che – sopratutto per i molossi – il primo calore conviene farlo fare perché porta a maturità lo sviluppo psico-fisico della cagna. Mi ci trovo giusto nel mezzo.

  4. Articolo interessante. Secondo me comunque da trattare più approfonditamente. C’è un equilibrio molto precario da seguire quando si tratta di assecondare o andare “contro” natura….seppur vero che il cane è un animale domestico non ritengo giusto dire che “ha deciso di abbandonare la natura qualche millennuccio fa…”, la vitalità che dalla natura il cane trae è la sua compagna quotidiana, forse è proprio per questo che il cane piace così tanto all’uomo. In tanti articoli si parla di seguire la sua indole, assecondare le sue attitutidini, trattarlo da cane, di non commettere l’errore di antropomorfizzare i comportamenti del cane. La cosa più giusta sarebbe dire che il cane e l’uomo sono diventati “amici” per conveneinza reciproca e per la stessa convenienza reciproca nel mondo moderno decidiamo di sterilizzare le nostre cagne. E’ chiaro che se i cani vivessero liberi in natura molto probabilmente si ricostituirebbero degli equilibri di branco e quindi tutte le problematiche sanitarie relative alla non sterilizzazione non ci sarebbero. Per non parlare poi della castrazione dei maschi che va tanto di moda. Perchè non parlare della tanto celebre frase “lo castro perchè sennò non accoppiandosi mai soffre, è frustrato….” e tante cavolate simili, senza pensare a quante risorse comunicative si tolgono al maschio castrato. La cosa più giusta da dire sarebbe “lo castro perchè mi fa comodo”.
    Con questa semplice riflessione non voglio assolutamente dire di essere contrario alla sterilizzazione (ho 5 cani 3 femmine sterilizzate e 2 maschi) ma non sono molto daccordo con le premesse dell’articolo.
    E’ la prima volta che commento approfitto per ringraziare Veleria Rossi per il suo impegno e per i continui spunti di riflessione che ci offre quotidianamente e gratuitamente con i suoi articoli.

    • Ciao, volevo chiederti cosa intendi con “quante risorse comunicative si tolgono al maschio castrato”. Ti prego di non pensare che ti stia scrivendo per desiderio di polemica, sono abbastanza nuova alla cinofilia e sto cercando di informarmi il più possibile. L’intervento di castrazione sul maschio, avendo io un maschio di 14 mesi, è uno degli argomenti al quale sono più interessata. Leggendo varie robe, fra cui anche gli articoli di TPIC, mi sono fatta l’idea che sia un intervento non strettamente necessario da un punto di vista della prevenzione oncologica (almeno prima dei tre-cinque anni), ma alle volte consigliabile per problemi comportamentali invalidanti che non beneficiano di interventi educativi. Non avevo però mai letto che il cane castrato abbia delle risorse comunicative in meno rispetto agli altri cani maschi interi. Ritengo, da quello che ho letto e da quello che vedo, che un maschio castrato sia semplicemente un cane che gli altri cani possano ritenere inferiore. Poi al castrato rimane il suo carattere (anche se magari diverso da quando era intero) quindi se è remissivo (o sta giocando) si lascia montare, se non lo è si ribella. Quindi non mi sembra in realtà che la castrazione tolga delle risorse comunicative al cane…Hai per caso (o avete se qualcuno legge questo post) delle informazioni diverse da queste? Puoi citarmi qualche cosa da leggere? grazie mille.

      • Ciao Agnese, non penso assolutamente alla polemica non ti preoccupare. Ti premetto che non sono un esperto cinofilo, ne veterinario, ne etologo, sono un umile Assistente Sociale con la passione per i cani e alle spalle qualche corso e seminario ma niente di più quindi prendi le mie parole con questa tara. Come hai giustamente detto tu nel caso del cane maschio la castrazione non è detto che sia utile per la prevenzione oncologica quindi non si può pensare di castrare un cane per questo motivo (diverso il discorso per la femmina). Hai un cane giovane,il consiglio che ti posso dare è: creaci un bel rapporto, giocaci, educalo, passaci più tempo possibile, mantienilo attivo e gratificato, sii il suo punto di riferimento, vedrai che il tuo cane non avrà problemi comportamentali. Se mai il problema è contrario a come lo poni tu. Ti spiego. Se un cane ha già problemi comportamentali, magari proprio di socializzazione, non avere i testicoli toglie anche quel canale comuncativo tipico che hanno i maschi con le femmine (fanno i provoloni 🙂 ), in alcuni casi questa potrebbe essere una risorsa da sfruttare per risolvere questi problemi, un cane castrato preventivamente non ha questa possibilità. Ho avuto un bel dobermann maschio che purtroppo dopo 13 anni è morto, non l’ho mai castrato, non è morto per problemi oncologici, il rapporto con gli altri cani era generalmente buono ma se qualche maschio gli stava antipatico era meglio evitare gli scontri che si creano generalmente dentro i famigerati recinti per cani o aree di sgambata. Ritengo che la castrazione del maschio faccia comodo SOLO al proprietario che non vuole problemi di nessun genere, che porta stancamente il cane a fare i propri bisogni in città e che non vuole sentirsi in difficoltà se incontra altri maschi perchè il cane non lo sa minimamente gestire, semplicemente perchè non lo conosce. “In natura” (tornando al post) la maggior parte dei maschi rimangono casti a vita, noi da maschi umani pensiamo che per loro sia una sofferenza ma non è così, i cani danno molta più importanza alla relazione, al corteggiamento, all’ “innamoramento” che all’accoppiamento vero e proprio (al contrario di molti maschi umani), quindi vivono la loro castita con naturalezza, la vera castrazione è togliere l’eccitazione dell’innamoramento che precede l’accoppiamento.
        Questa è solo la mia umile opinione dettata dalla mie esperienze di osservazione e da varie letture ma non ti saprei purtroppo citare dei testi o delle fonti autorevoli che sostengano quanto da me scritto.
        Spero di averti risposto con chiarezza.
        saluti Mauro

        • ciao Mauro grazie mille della tua esaustiva risposta, ti devo dire che però mi ha un po’ stupito quel tuo “la castrazione del maschio faccia comodo SOLO al proprietario” perchè mi sembra una affermazione tranchant che non apre al dialogo. Poi non capisco tanto cosa intendi per innamoramento, il mio cucciolone (è grosso quindi a 14 mesi è ancora un ragazzetto) si “innamora” sia dei maschi che delle femmine, basta che ci possa giocare. Certo quando una femmina ha finito o sta andando in estro gli parte anche l’ormone ma in quei momenti il suo comportamento è completamente diverso tenta la monta e basta, quasi non interagisce con la cagna. Inoltre, lui litiga con i cani maschi per il possesso di una femmina ma anche di un cucciolo maschio o di un maschio adulto piccolo oppure per il possesso delle cose (anche un buco per terra). Per inciso il cane che avevo prima era un tipo beauceron preso dalla strada a tre anni (e castrato a 11 per un tumore al testicolo) e purtroppo con lui di risse fra maschi ne ho vissute parecchie quindi non è che mi sconvolga più di tanto gestirle. Detto questo, se la vita di relazione con quelli della sua specie dovesse essere in futuro marcatamente limitata a causa della sua eccessiva aggressività con i maschi temo di non vederci niente di male a tagliargli le palle. E credo anche che se una femmina non avesse il rischio gravissimo di problemi oncologici penserei che la sua menomazione valga quella di un maschio e non di meno come a volte mi sembra che venga implicitamente detto, non da te Mauro in questo caso. Spero che il mio commento risulti costruttivo, mi sto formando ancora un’opinione comunque ancora grazie della tua risposta ci rifletterò. ciao Agnese

          • Ciao Agnese che la parola “innamoramento” potesse creare dei problemi lo immaginavo, ribadisco non sono un professionista e cerco di evidenziarlo. Quando vedo il mio cucciolo che fa lo spiritoso con una femmina penso “alè si è innamorato” e per questo uso questo termine diciamo da “parco” che però trovo carino. Che il tuo cucciolone quando incontra una femmina in estro gli parta l’ormone è del tutto normale. Nella mia esperienza ho conosciuto solo un cane maschio che continuasse ad ascoltare il proprietario con femmine in calore in giro, ed il proprietario è un allevatore, educatore, comportamentista abbastanza noto e di grande bravura.
            Per quanto riguarda il montare maschi e femmine, un cucciolone di taglia grande a 14 mesi è ancora un giovane adolescente e diciamo “ci prova”. La monta come saprai è anche un attegiamento posturale comunicativo che viene utilizzato anche tra cani dello stesso sesso. Non penso che risolverai i problemi legati alla manifestazione di possessività del tuo cane castrandolo però ti ripeto questa è solo la mia opinione. Non sono il tipo che guarda male chi castra il proprio cane per carità. Ciao Mauro

          • Qui si sta facendo un bel pò di casino e si stanno passando informazioni non del tutto veritiere…cerco di andare per ordine:
            – col cavolo che la castrazione fa comodo solo al padrone. La maggioranza dei cani interi se percepisce la presenza di una femmina in calore arriva a mettere in atto comportamenti autolesivi anche pittosto seri. Esempio: cane Dobermann di anni 3 che ha smesso di mangiare per 7 giorni a causa della vicinanza di una femmina in calore. Oppure meticcio di anni 7 (specifico l’età per smentire l’idea che questi siano atteggiamenti da adolescente arrapato) che scappa dal giardino recintato e rischia continuamente di farsi investire su una strada ad alto scorrimento. Ancora: altro Dobermann che interagisce con le femmine solo attraverso la monta (sessuale, non ritualizzata o “posturale”) che siano o meno in calore e che siano o meno cucciole.
            – In tutti questi casi non c’entra un fico secco il rapporto con il proprietario o l’educazione del cane (i due Dobermann sono educatissimi ed estremamente collaborativi, lo dico con assoluta certezza…perchè sono i miei! 😉 )
            – nel caso di tumori ai testicoli, (non metastatizzando questi facilmente al contrario di tumori che colpiscono le femmine), si può anche sperare che non vengano e, al massimo, castrare solo se il problema si manifesta, MA l’iperplasia prostatica è un problema difusissimo nei maschi adulti e indovinate un pò come si può evitare?
            – il carattere del cane non cambia!!!! se è stronzo rimane stronzo, se è buono rimane buono, se alza la gamba e marca, continuerà a farlo anche dopo la castrazione, però non patirà più le pene dell’inferno sentendo cagne in calore, non sarà ossessionato dalla monta e potrà interagire in modo più costruttivo, non rischierà di essere investito mentre cerca di raggiungere la cagnetta del vicino, eccetera. E per interagire tra di loro i cani hanno una meravigliosa mimica che comprende code, orecchie, posture, piloerezione, feromoni e altro ancora, ho castrato i miei due maschi e non sono cambiati di una virgola (continuano a odiarsi tra di loro, sono ancora iperattivi, non sono ingrassati e marcano il territorio).
            Sapete l’unico motivo per cui non si castra qual’è? Che voi maschietti fieri portatori di cromosoma Y tendete a somatizzare un pò troppo quest’intervento e a traslarlo facilmente sui cristiani, antropomorfizzando i cani (o caninizzando le persone!!). Senza offesa per nessuno e sì, con un velo di polemica.

          • Per l’iperplasia prostatica sembra che venga favorita dalla castrazione troppo precoce, mentre in età adulta (8 anni circa) è ottima prevenzione. Noi per un certo periodo abbiamo valutato la castrazione per l’aggressività verso gli altri maschi, ma per ora si tiene le sue palle anche su consiglio di Valeria che ci dice che questo intervento non sempre risolve, anzi risolve raramente e perché fosse risolutivo probabilmente lo dovevamo fare ai primi accenni di aggressività. Comunque confermo…il maschio somatizza!!!

          • Ciao Deni. Mi fa piacere che tu sia così piena di certezze!
            tu dici :”La maggioranza dei cani interi se percepisce la presenza di una femmina in calore arriva a mettere in atto comportamenti autolesivi anche pittosto seri”. Questa è una tua opinione, non di certo la verità assoluta! Non sono un ragazzino vivo da sempre con i cani sia maschi che femmine, ho avuto anche io 2 dobermann tra l’altro mamma e figlio e nessuno dei maschi nati dalla cucciolata ha avuto i problemi che dichiari tu. Non solo ti posso assicurare che conosco ed ho conosciuto tantissimi proprietari di cani maschi interi delle razze più svariate che non hanno problemi di autolesionismo o tentano fughe al limite dell’impossibile. Ci sono di certo cani ossessionati dall’estro delle femmine ma sono una minoranza e secondo me indagando bene si trova sempre una causa dalla quale nasce questo comportamento problematico.
            Tu davvero castri il cane per scongiurare l’ipertrofia prostatica?? non ci credo…
            “Il carattere del cane non cambia” sono daccordo infatti ho scritto che non mi pare una soluzione castrare il cane per ovviare a comportamenti problematici con altri cani, se è stronzo resta stronzo proprio come dici così chiettamente tu. Però ormai è di moda anche la castrazione precoce e questa secondo me influisce sul carattere del cane, sul suo sviluppo ed anche su come gli altri cani ci si rapportano (infatti Hopi il mio cagnone di 2 anni pensa che Oliver, un suo amicO pastore tedesco sia una femmina e ci prova sempre) in fondo a qualcosa il testosterone servirà no?
            Sono daccordissimo con te sulla capacità comunicativa dei cani è vero hanno tante altre risorse ma ti ricordo che ai cani venivano anche tagliate le orecchie e la coda solo per uno sfizio estetico dell’uomo senza considerare minimamente la utilità intraspecifica.

            Non voglio perdere troppo tempo per una riflessione sulle ultime 5 righe….non sono così macho da considerarmi orgoglioso dei miei testicoli e di quelli dei miei cani….anche se le due noccioline del mio bassottino mi piacciono molto….puoi offendere e fare polemica non sono permaloso 🙂
            Saluti Mauro.

          • Oddio, offendere proprio non era mia intenzione! Un pò di sarcasmo non ha mai ucciso nessuno…beh, anni e anni di medicina veterinaria abbinata a un bel pò di esperienza sul campo, qualche certezza (poche, per carità) te la danno.

          • no scusa non mi sono spiegato, non mi sono minimamente offeso in primo luogo perchè non sei stata offensiva ma anche se lo fossi stata non mi sarei offeso perchè non mi offendo facilmente….che gioco di parole è! avrai capito che sono un po cervellotico. sul fatto che fossi veterinaria non avevo dubbi invece 😉 saluti

          • Comunque, al di là delle nostre opinioni personali che sono comunque opinioni di persone che dei propri cani si prendono cura con attenzione e rispetto, dobbiamo purtroppo sempre tenere bene a mente che i messaggi vengono recepiti da una maggioranza di persone più o meno ignoranti (inteso come “che ignorano”) che lasciano i propri animali nell’anarchia, liberi di gironzolare e ingravidare cagnette (tanto il problema mica è del maschio!), mettendo al mondo orde di randagetti dal futuro nebuloso…perciò la soluzione migliore, unica veramente in grado di prevenire il problema (perchè educare le persone è impresa ben più ardua), resta la sterilizzazione, perciò ben venga la propaganda, tanto poi il libero arbitrio non ce lo toglie nessuno, no?!
            p.s. mi scuso se sono stata troppo aggressiva, ma di cagnolini abbandonati a se stessi nati per colpa di ignoranti retaggi culturali ne ho visti e continuo a vederne troppi. Saluti

          • Castra il cagnone, non te ne pentirai mai. (scusa il commento telegrafico, ho spiegato le mie motivazioni meglio nella risposta a Mauro Ciuffini, se hai la pazienza di leggerla).

          • Ciao deni scusa la risposta tardiva avevo provato a rispondere tempo fa ma avevi linkato un articolo che parla di castrazione e sterilizzazione da un punto di vista medico e la redazione ha cancellato il mio commento……peccato perchè l’articolo mi sembrava ben fatto, anch’io sono un medico anche se per umani. 🙂 Comunque il mio ragazzetto ieri sera è tornato in città dopo 1 mese di campagna e ha quasi disarcionato mio marito (che è alto 1 metro e 90 e non è affatto magrolino) nel tentativo di andarsi a picchiare con altro cane maschio colpevole di passare nelle vicinanze. Questo mercoledì come quasi ogni settimana lo portiamo dall’educatrice e vediamo cosa ci dice.. ma io mi sono quasi decisa a..mutilarlo. Vederlo piangere impotente di fronte a una cosa che io NON POSSO permettergli di fare (cioè permettergli di andarsi a saltare addosso agli altri maschietti, lui e i suoi 42 kg di giovincello) mi fa veramente deprimere, tutte le volte che succede. E giuro che lui non è un cane che non mi vogliamo gestire, sembra che lui straveda per me quanto io per lui, lo portiamo da quasi sempre a scuola, l’abbiamo fatto socializzare dovunque e ovunque e ha una risposta al richiamo penso veramente buona (giusto l’altroieri l’ho fatto tornare indietro mentre era in corsa verso una mandria di mucche, e torna pure-non sempre-mentre è in corsa dietro a un GATTO) quindi non so proprio che cacchio fare se non zac-zac e sperare che migliori questa sua ansia da prestazione. Per lui, per farlo vivere bene, perchè io lo amo proprio il mio cucciolo.

          • Agnese, non è stato cancellato nessun commento. Semplicemente dato che il commento conteneva dei link, era stato messo “in moderazione” dal sistema di commenti e ci era sfuggito :), leggendo questo tuo commento siamo andati a controllare e abbiamo provveduto ad approvarlo..

          • ah grazie mille Valeria e scusami tanto per la sfiducia non ti nascondo che ci ero rimasta malissimo!

      • Per la mia limitata esperienza, cioe’ per i casi di cui ho conoscenza diretta, per i maschi direi che le motivazioni portate sono piu’ legate alla gestione da giardinetti del cane che vive la maggior parte del suo tempo sul divan, tanto che nella maggior parte dei casi la sterilizzazione e’ stata associata non a motivazioni di carattere sanitario ma di necessita’ legata al loro ruolo di cani da compagnia e queste motivazioni sono state portate dal veterinario, non da altri.

        In particolare, per i maschi, mi sembra che gli interventi fatti non in giovanissima eta’, l’influenza sugli aspetti caratteriali o di comportamento in generale sia praticamente nulla.

    • perfettamente d’accordo, + che chiedersi perchè non castrare il cane e che risvolti abbia non farlo, bisogna chiedersi perche farlo e cosa comporti questo… non tutti quelli che hanno dei dubbi sulla castrazione, pensano che sia contro natura

  5. D’accordo al 100%.
    Purtroppo in giro c’è ancora tanta ignoranza, e tanti pregiudizi.
    Spesso le adozioni dai canili non vanno a buon fine perchè gli aspiranti adottanti non accettano l’obbligo di sterilizzare le femmine.
    Moltissimi proprietari fanno fare cucciolate ai propri cani per la gioia di crescere dei cuccioli per la soddisfazione di vedere i figli del proprio cane e magari di tenersene uno, senza pensare minimamente alle conseguenze delle proprie scelte.
    Nel gruppo del pma di facebook a cui sono iscritta, capita spesso gente che pubblica orgogliosa le foto della propria cucciolata, e magari quando chiedi se chi scrive è un allevatore, chi sono i genitori dei cuccioli ecc. viene fuori che il proprietario ha cani maschi e femmine non sterilizzati e ogni tanto scappa l’incidente di percorso. Oppure che la mammina innamorata della sua femminuccia pelosa trovata per strada voleva tanto farle fare i bambini e allora ha preso il maschio del vicino che assomiglia tanto a un pma e li ha fatti fidanzare. Gente che è alla terza o quarta cucciolata nata per sbaglio e che cerca famiglia per i cuccioli. E i commenti sono tutti cuoricini e “Beeeeelli patatiniiiii” (e che sono bellissimi è fuori discussione). Ho provato a volte a spiegare a questi proprietari che forse è il caso che sterilizzino le proprie cagne, che le cucciolate dovrebbero farle solo gli allevatori, che i canili sono pieni di cani esattamente uguali a quelli che hanno fatto nascere. E la gente ti risponde che sei troppo rigida, che “poverina noooo non la potrei mai sterilizzare”, che “vabbè io lo chiudo sempre il maschio, ma scappa”. E addirittura c’è chi ti dice tutto fiero: “no ma gli allevatori speculano sulle vite, io il mio l’ho preso da un amico che ha fatto la cucciolata.” E allora ci rinunci….

    • Come ti capisco…
      Affermo, sposando la filosofia della mamma dello scarrafone, che ho due bei lupastri; lui nero, lei bianca (ma lei è una clc… cioè… è bella per antonomasia…) che insieme fanno proprio un bell’effetto; sono quindi oggetto delle solite domande
      – Beeeeellliiii, li fai accoppiare vero?
      – No, lei è sterilizzata
      – Oooohhhhh che peccato…. però potevi fargli fare almeno una volta i cuccioli
      – Lei era già sterilizzata, ma comunque l’avrei fatto io in ogni caso…
      – Eeeeehhhh ma è proprio un peccato…. venivano belli i cuccioli
      (e che non lo immagino? se ci penso mi viene un filo di bava alla bocca…. magari mi usciva un cecoslovacco nero… )
      E obbietta pure quanto vuoi…. ma tanto ti guardano pensando che hai sprecato l’occasione di far nascere cucciolotti belli belli… Eh certo, come quando cerchi le tende che facciano parure con il copriletto no? Un bel colpo d’occhio…

      • Ahahah immagino! Anche a noi dicono la stessa cosa, e se solo mi immagino le pallette bianche e nere che verrebbero fuori dai nostri….mi sento male!
        Mamma mia dai tuoi sarebbero nati delle meraviglie!
        Se ci si mette a pensare a come sarebbero i cuccioli altro che sterilizzazione, si prenota subito la monta!

      • Potresti chiedere loro se i BELLISSIMI cuccioletti che sarebbero venuti fuori, li avrebbero accuditi loro per -si spera- una quindicina d’anni.

  6. Racconto in breve la mia esperienza. Avevo una splendida femmina di P.T. di 7 anni Kira, che aveva qualche problema di allergia con conseguente perdita di pelo. Portata da un veterinario (l’ennesimo) specializzato in dermatologia scopre una piccola cisti alla mammella e ci consiglia di farla poi vedere per un’eventuale asportazione in modo da evitare che si trasformi in tumore. In 3 mesi si è trasformato in un tumore bruttissimo (circa 800 grammi di massa asportata). Intervento andato bene ma probabilmente aveva intaccato anche gli organi interni. Assimilava poco e male il cibo, aveva problem ai reni, era diventata l’ombra di sè stessa arrivando a pesare 20 Kg! Abbiamo fatto tutto il possibile ma non siamo prorpio riusciti a salvarla e l’ultimo anno di vita per lei non è stato sicuramente sereno. Adesso la mia cucciolona di 9 mesi è già sterilizzata. Aldilà di tutti I discorsi etici sul rischio randagismo è proprio una questione di salvaguardia della salute delle cagne.

  7. Dio mio, PAROLE SANTE. Quando ho trovato il mio l’ho fatto sterilizzare dopo poco tempo, anche se devo ammettere con un po’ di esitazione. Sono stato però messo al corrente dal veterinario di tutte le problematiche che sarebbero potute manifstarsi in vecchiaia (e non) e dei benefici per me e per il mio cane se invece avessi deciso di sottoporlo all’operazione. Quando mio padre (uno che dice il cane è CANE e deve stare fuori, non deve entrare in casa e altre stronzate, uno che al suo manco gli cambia l’acqua e lo tiene allo stato brado con i susseguenti probabili pericoli per se stesso e per gli altri) l’è venuto a sapere… apriti cielo! Che cattiveria! Ma sei imbecille? Gli hai fatto del male, ecc… .
    Purtroppo la gente che parla senza neanche premere on sulla loro scatola cranica esiste, e purtroppo esisterà sempre.

  8. eh sì GRANDE valeria, e sottolineerei anche che le cagne non sterilizzate che però non fanno cuccioli (come le gatte) non solo soffrono ma rischiano anche di ammalarsi di tumori, lo hai accennato nell’articolo ma vedo parlando in giro che è un buon argomento per i proprietari indecisi sul da farsi, perché magari prima non lo sapevano! (la cucciolata una volta come fare un figlio per noi donne, qualche beneficio lo porta ma non è vero il contrario, ovvero che fa male non farlo, sono benefici di cui un cane cmq può fare a meno dato che la loro vita è corta, anzi magari si pareggia con i normali rischi di gravidanza e parto)

  9. Io sono assolutamente a favore della sterilizzazione ma ODIO che si faccia di tutta l erba un fascio mille volte mi sono sentita giudicata male perché non intendo sterilizzare le mie cagne (almeno per il momento) e non per far cucciolate (non ci penso propio!!!) ma semplicemente perché pratico l agility e amo le femmine perché sono cazzute e carogne e lo sono perché hanno gli ormoni sempre in circolo… Ma le persone ragionano a monorotaia quindi io che non sterilizzo i miei cani sono una pessima persona (mi sono sentita dire queste esatte parole)…. Sarà…

    • guarda che ci sono femmine sterilizzate altrettanto ‘cazzute e carogne’, anche sui campi di gara. Non è una questione di ormoni o non ormoni.

    • Ma scusa, facendo agility e da quel che presuppongo, gare, la sterilizzazione non ti eviterebbe ad esempio la limitazione di dover girare per ultima in caso di cagna in calore e di doverla tenere lontana dagli altri per non creare disturbo?
      Non credo che sterilizzare influisca sulla “cazzutaggine” della cagna, almeno credo..altrimenti non oso immaginare come fosse la mia prima….(l’ho adottata “usata”… e già sterilizzata 🙂 ) visto che adesso si approccia a tutti (tranne al maschio che già c’era) alla marchese del Grillo.. – io so’ io e voi nun siete…- è campionessa di “pipì in piedi” (non chiamatemi femminuccia…) e raspa peggio di un cinghiale..

  10. Questi sono argomenti dove si finisce sempre per scontrarsi con opinioni di origine piu’ culturale e spesso religiosa che altro, sia che ci si voglia schierare a favore che contro.

    Esiste una forma di pensiero che avvalora le proprie tesi partendo dal presupposto che quelle degli altri siano partorite da intelligenze mediocri o da gente che parla perche’ ha la lingua in bocca o che, ancora, si e’ dimenticata di accendere il cervello. Cosi’, raccontando cosa non va in quelle degli altri invece di argomentare in senso positivo le proprie di opinioni, non si va molto lontano. Quello che succede e’ che le energie vengono spese nello scontro con gli altri invece di essere investite nel migliorare le comprensione di cio’ che osserviamo. Chi non investe in conoscenza matura le proprie convinzioni in minor tempo e con minori costi ma, ovviamente, ha per quello che ha speso.

    Ora, quando si manifesta un’opinione che non e’ fondata sula conoscenza (per quanto errata e approssimativa possa essere) siamo davanti a una forma di pregiudizio e fin qui e’ facile, ma quando invece ognuno si e’ dato da fare e le opinioni sono diverse le cose si fanno piu’ complicate perche’ se tutto funzionasse bene cio’ non dovrebbe essere possibile se non per la parte che attiene a giudizi di carattere etico-morale-religioso etc…

    Con questo pistolotto non ho alcuna intenzione di introdurre un corso semestrale di filosofia della scienza, ma solo il concetto di slittamento del significato di “contronatura”.

    Il concetto di contronatura nel pensiero umano ha una valenza squisitamente morale e storicamente attiene piu’ alla condanna di comportamenti giudicati negativamente per ragioni religiose, per esempio quando e’ contronatura cio’ che viene giudicato peccato di particolare gravita’. Al di fuori di questo contesto le cose si fanno piu’ complicate perche’ faremmo fatica a immaginare qualcosa di veramente contrario a una particolare scelta fatta dalla natura e gia’ l’idea che la natura faccia scelte e’ fondata per il pensiero piu’ comune su una personificazione della natura a cui attribuire unita’ e volontarieta’ di azione in modo del tutto fantasioso e arbitrario.

    Pero’ qui si parla di cose che non esistono in natura, la sterilizzazione, cosi’ come il lungo elenco di usi, costumi e consumi fatto nell’articolo, non esistono in natura. Il fatto che non esista non significa che sia contrario, ma solo che la natura (ancora in qualche modo personificata per praticita’) non lo ha previsto. Dove sta scritto che cio’ che non e’ previsto dalla natura sia necessariamente contrario alla natura, cioe’ contronatura?

    Insomma, la mia di opinione e’ che il problema sia malposto e che si debba invece tenere distinti i due piani: uno di carattere fisiologico-scientifico e l’altro invece di carattere etico-morale, culturale etc…

    Se non si tengono distinti i due piani si deraglia continuamente dall’uno all’altro e si finisce per combattere battaglie che potrebbero avere motivazioni sanitarie sul piano morale e viceversa, con derive francamente aberranti.

    Se cerchiamo un esempio pratico, ne deriva che non e’ ammissibile che si dia in adozione un cane con obbligo di sterilzzarlo andando a sindacare su convinzioni di carattere etico o morale e su motivazioni di carattere affettivo di chi si porta a casa il cane (maschio o femmina che sia).

    Si puo’ non essere d’accordo e cercare di convincere le persone a fare diversamente, ma se una signora vuole far fare i cuccioli alla propria meticcia e vuole tenerseli ha pienamente diritto di farlo e sta facendo qualcosa di assolutamente legittimo. Io, che magari gestisco le adozioni del canile, ho tutti i titoli per far sterilizzare i cani prima di darli in adozione ma non ho alcun titolo per obbligare chi ha adottato un cane a fare altrettanto e tantomeno a dargli dell’ignorante se desidera tenere dei cuccioli di una femmina che vive in casa, meticcia o meno che sia.

    Ma allora sono favorevole alla riproduzione forsennata di meticcioni a go-go? Prima che la faccia qualcun altro, la domanda me la faccio da solo e mi auto-rispondo che se questa e’ l’unica domanda che mi viene in mente forse e’ meglio che mi rimetta a studiare.

    Io non sono favorevole alla riproduzione incontrollata ma sono contrario a trasformare un’esigenza di carattere sanitario in una posizione ideologica da contrapporre alle riserve di carattere morale e affettivo di chi invece non e’ d’accordo con me e so generalmente contrario alle crociate e soprattutto a chi inneggia alle crociate indipendentemente da cause e motivazioni.

    Ritornando all’articolo, le motivazioni sono di buon senso ma in fondo si ptorebbe semplicemente obiettare che non si tratta di cose contrarie alla natura, ma semmai complementari dal momento che in natura semplicemente non esistono.

  11. Questa frase me la sento ripetere continuamente da chiunque….fortunatamente mi sono strainformata prima di far effettuare l’intervento e quando ho letto le percentuali di prevenzione del tumore alla mammella e all’utero non ci ho pensato due volte.non avevo comunque intenzione di far fare una cucciolata alla mia piccola terrorista per ovvi motivi di gestione e non mi sono mai posta il problema di essere contro natura,ho fatto esattamente il ragionamento espresso in questo articolo…..la natura lupoide é stata accantonata anni e anni fa quindi di che stiamo a parlá?????mi fa sorridere lo sguardo di alcune persone che quando apprendono del “terribile” misfatto.guardano Athena con un’aria di pena che neanche gli occhioni dei bambini africani riescono a strappare…..e di rimando la terrorista mi guarda con un fumetto gigante che riporta “MA CHE PROBLEMA HA COSTEICOSTUI?????”.

  12. Son contenta di questo articolo, ogni tanto è capitato anche a noi di farci qualche domanda a riguardo! Spiego: ci è stato chiesto perchè non abbiamo sterilizzato il nostro cane e noi abbiamo risposto quello che ci avevano detto sia veterinari che “esperti cinofili” cioè che un cane maschio se sterilizzato, potrebbe andare incontro a gravi patologie quali tumori! Avete allora intenzione di farlo accoppiare? La nostra risposta è stata:”Mah! perchè no? Se capita una borderina disponibile, se si piacciono, perchè no?” Risposta:”Non faccia una [email protected]@@@ta del genere se non ha intenzione di farlo accoppiare tutte le volte che vuole, il cane, una volta provato…..se poi non lo fa….impazzisce!” Questa cosa, mi è stata confermata da un paio di vet! Ora, a me pare una strunzata, ma non sono un’esperta, quindi ti chiedo: cosa c’è di vero? Posso farlo accoppiare? Insomma non si capisce più un H! Noi cerchiamo di usare il buon senso, ma per delle sciuremarie e sciurmari come me e mio marito….bè, qualche domanda ce la siamo posta!!!

  13. Vale, sai che secondo me le vere remore contro la sterilizzazione sono per il prezzo? E vale anche per i gatti (io di cani non so niente, di gatti un pochetto). Sterilizzare costa. Sterilzzare le femmine costa di più.

    • Io non credo, il prezzo è solo l’ultimo ostacolo (ma per qualcuno può essere un vero problema) dopo la “questione morale” e la fifa dell’intervento. Attila ha ancora le sue palle perché, pur essendo un intervento semplice e praticamente senza rischi, non siamo riusciti ad andare oltre il “e se lui fosse l’1 su x” a cui va male???” inoltre per il maschio sembra che la castrazione precoce aumenti il rischio di iperplasia prostatica…quindi si ricade nella “questione morale”…mille domande e giri da superare ancor prima di sapere il costo: penso che per molti sia così

    • dai non penso sia una questione economica…almeno per i gatti, ho fatto castrare i miei gatti spendendo per tutti e due 80 euro….la femminuccia 50.

  14. Non ho mai avuto cagne, ma se mai ne avrò una, di sicuro la prima cosa che farò, sarà farla sterilizzare.
    Sono e sarò sempre pro sterilizzazzione/castrazione, da che ho visto cos’è accaduto al mio gatto.
    Per tre anni ho cercato di convincere mio padre a far castrare sto gatto. Principalmente peche era particolarmente selvatico ed attaccabrighe. Si azzuffava con altri gatti praticamente ogni giorno.
    Mio padre non voleva saperne, perchè “poveretto.”.
    Si è convinto, il giorno in cui il gatto è tornato a casa che sembrava una grattuggia.
    Quando lo abbiamo portato dal veterinario per fissare l’appuntamento, ci han consigliato l’esame del sangue, siccome era abituato ad azzuffarsi in giro. E sorpresa! Si era beccato la fiv da qualche altro gatto infetto.
    Cinque anni è vissuto. E’ morto giovanissimo.
    Ad un certo punto gli si era sviluppato un tumore all’intestino.
    A quanto pare, i gatti affetti da la fiv, sono più propensi a prendersi tumori, sicomme il loro sistema immunitario è debole.
    Era una roba talmente grande, che non erano neppure riusciti a vederlo tutto con la macchina delle ecografie.
    Avendo lui la fiv, le medicine non avevano particolare effetto, la chemio sarebbe stata inutile e l’unica soluzione fattibile era l’operazione di asportazione.
    Lo abbiamo operato. Sembrava essere andato tutto bene. “E’ uno dei tumori più grandi che abbia mai rimosso.” ci ha detto il dottore che lo ha operato.
    Bhe…Il gatto si era ripreso ed ha vissuto nella decenza per un mese e mezzo.
    A giugno lo abbiamo dovuto far sopprimere, perchè il tumore gli si era riformato e gli si era sviluppato OVUNQUE. Naso, gola, polmoni, intestino, reni..Probabilmente anche cervello.
    Non mangiava più, non beveva più, non stava più in equilibrio, non riusciva a sporcare…Giuro che è stato devastante.
    E questo forse non sarebbe successo, se lo avessimo fatto castrare prima, perchè da che lo avevamo castrato, non si era più allontanato da casa, nè si era mai più azzuffato con nessuno.
    Se avremo un altro gatto, maschio o femmina che sia, la prima cosa che si farà, sarà sterilizzarla o castrarlo.
    Non voglio mai più vedere o passare una cosa del genere. Naturale o meno, non mi interessa…Preferisco avere un animale sano e vivo, piuttosto che uno morto “lasciato alla natura”.

  15. Quello che spesso frena la gente (me in primis) è l’irreversibilita’ dell’intervento . Io pero’ solitamente le femmine le faccio sterilizzare (quelle che non devono avere cucciolate ) , i maschi li lascio integri perchè nel maschio la castrazione ha un’impatto piu’ marcato a livello caratteriale . Amo ed adoro i cani da guardia e…. un maschio castrato diventa solo un vitello da ingrasso a causa degli squilibri ormonali che ne conseguono . Testicoli non significa solo liquido seminale e cucciolate indesiderate . Chi non è capace di gestire il suo amico a 4 zampe non dovrebbe avere cani .
    Quando sento che alcuni cani maschi scappano perchè in preda ai “fumi” dei ferormoni di qualche femmina in calore che si aggira nei dintorni …….mi chiedo se chi ne è responsabile , proprietario e tutore alla fine non sia un superficialone distratto . In quei casi il cane scapperebbe anche per noia o per altri motivi . E’ anche vero che molti hanno fatto castrare i loro maschi perchè iperdominanti e piuttosto inclini all’aggressivita’ per poi rendersi conto che in un cane adulto con carattere ben formato tale “soluzione” solo un grande presa per i fondelli .

    • ARGH!! Troppe stupidaggini in un solo commento. Venga pure a casa mia e veda se i miei due Dobermann senza palle la fanno entrare. Prima dice che i maschi castrati smettono di fare la guardia e subito dopo che nei cani castrati il carattere non cambia. Si metta d’accordo con se stesso. Vitello da ingrasso? Squilibri ormonali? Com’è che diceva Totò? “Ma mi faccia il piacere!”

      • Il mio meticcio maschio, Pingo, sterilizzato a due anni circa, non ha avuto alcuno scompenso ormonale, è asciutto e in forma e lavora con passione ed entusiasmo. Se incontra femmine in calore si mostra interessato ma poi riprende la sua vita serenamente, mentre prima piangeva, non dormiva e non mangiava. Io credo di avergli fatto un favore, e non so quali cani abbia visto il sig. Nando

    • Già…Senti questa: coppia lui/lei di cani da guardia formidabili (purissimi pastori dell’inkazzosistan!!) comprata a peso d’oro da un guru del settore e rigorosamente NON sterilizzata (i cuccioli se li prendeva il guru).
      Che così so’ più cattivi.
      Quando “lei” era in calore e non era il momento di accoppiarsi lui era “pazzo d’amore”, incazzosissimo con tutti padrone compreso, ma più che a far la guardia pensava a come raggiungere l’amata abbattendo cancelli, muri, palizzate ecc. ecc…
      Quando finalmente hanno coronato il loro sogno d’amore e sono nati i cuccioli entrambi i cani difendevano a bbestia da TUTTI (padrone compreso) la zona della proprietà che avevano eletto a “tana”. Di tutto il resto del confine -ed era parecchio- gli importava una cippa.

  16. Io lavoro in un pet shop e ne ho di cose da raccontare con tutte le cose che sento. Mi sono capitate parecchie persone che “io non sterilizzo perché é contro natura”, ma allo stesso tempo mi capitano persone che non conoscono i problemi di avere una femminuccia non sterilizzata, quello che hai scritto é praticamente quello che rispondo a queste persone. Con certa gente riesci a ragionare e a parlarci tranquillamente … Ma invece c é certa gente peggiore… Molto peggiore… Come quelli che li annegano o quelli che li mettono in un sacco e li lanciano contro il muro
    C é molta ignoranza sul discorso animali e gestione di un animale domestico, il discorso sterilizzazione é solo la punta

  17. Allora, parlando per esperienza diretta: non ho sterilizzato subito la doby precedente Caos perchè dieci e passa anni fa di tale pratica non se ne parlava. Era una cagna, mica una gatta randagia. Poichè era anche una cagna con annesso domicilio, il vet proprio non ne ha mai accennato. Tra altro il calore non la sconvolgeva neppure molto. Finchè, cagna ormai adulta, un bel giorno non noto strane perdite e non vado per scrupolo dal veterinario. Che opera la cagna d’urgenza. Ma urgenza urgenza, eh. Tipo la guarda e mi dice “ferma tutto che va operata ieri”. Piometra.
    Se nel fare le cose in elezione ( ossia potendo scegliere il modo ed il tempo di intervento) i rischi sono x, in urgenza i rischi sono sempre x2. Quindi Yuma a momenti collassa nel post operatorio. Poi è andato tutto bene…. finchè qualche annetto dopo, Yuma era una femmina con dimensioni da maschio, che ha SEMPRE ( prima e dopo ) marcato il territorio a pisciatine a zampa alzata,ogni tre mentri come neppure Caos, che i suoi escrementi li faceva sulle panchine del giardino, non ha manifestato una piccolissima incontinenza urinaria notturna ( solo notturna) controllata con pochissimo farmaco.
    Prendessi una femmina oggi, la sterilizzerei prima del primo calore.Tanto non sono una allevatrice e proprio non saprei come cavarmela, con 12 cuccioli come sono capitati ad una mia conoscente che aveva una beeellaaa doby che si era innamorata ( secondo la proprietaria ) del beeelllisssimo doby di suo cugino ( una g sola perchè era proprio il cugino. Che poi i due si giocassero la palma della cugginaggine maggiore, questo altro discorso è ) .
    Ora ho il maschio di cui parlo spesso, che le femmine in calore, se finora le ha incontrate, le ha filate il giusto,ma che appena arriva ora di cena si fionda sempre e comunque davanti alla ciotola ( si è presino scrostato il naso per prenderla a nasate, per segnalare col rumore che è VUOTA!!! Allora Boss, la riempiamo sta cosa?? ) perchè la femmina sarà femmina ma la ciccia è ciccia ( seguo la Barf ) … ma non l’ho sterilizzato perchè da cucciolo ha avuto un problema alle ossa , è cresciuto troppo e troppo in fretta, per cui non aveva completato bene lo sviluppo osseo di una spalla, pur essendo esente da qualsivoglia tipo di displasia ed il vet mi ha detto di soprassedere per qualche tempo, visto che la sterilizzazione potrebbe in qualche interferire con lo sviluppo.
    Ma l’idea di sterilizzarlo più avanti ( anni ) come prevenzione dei problemi prostatici, non mi sembra affatto ballerina. E lui è un cane che a parte le ovvie antipatie per “certi” maschi che hanno avuto il torto di abbaiargli contro ( e che lui ricorda alla perfezione) del resto del mondo se è importa qb.

  18. la corretta via di mezzo? una cucciolata all’anno dai due ai sette anni e poi stop…previene i tumori, non distrugge la cagnetta e non obbliga a mutilare un cane sano…
    thi si my opinion

  19. Ciao Agnese, se trovi quelle tabelle mi interesserebbero moltissimo!!!
    Io ho castrato i due cani in età adulta e mi sono trovata molto bene (ma nessuna variazione di carattere).

  20. L’articolo è interessante, ma non tocca un punto che a parer mio è molto importante, ovvero il progressivo aumento o diminuzione di comportamenti di tipo aggressivo maturato in alcuni soggetti dopo la sterilizzazione, argomento di cui sostanzialmente si sa poco…Ho sentito diversi veterinari consigliare la sterilizzazione su cani, semplicemente perchè aggressivi, l’operazione avrebbe cioè un graduale effetto “calmante”…pare che a volte sia così, ma altre volte no, e anzi, avverrebbe l’esatto contrario…sicuramente la cosa dipende dalla motivazione che spinge il soggetto in questione a mostrare atteggiamenti di tipo aggressivo. Per evitare questo rischio altri veterinari raccomandano infatti la sterilizzazione prima della maturità sessuale…Insomma direi che c’è un bel po’ di confusione a riguardo, ed il mio inevitabile pensiero è che i veterinari stessi, o almeno molti di loro, non ne sappiano abbastanza…Qual’è il suo parere in merito?

  21. Quindi un giorno di dolore post operatorio è meglio di un minuto per il taglio della coda a due gg dalla nascita? E se il cane ha una soglia del dolore alta..perchè la coda no e le ovaie e i testicoli si????

  22. Io sono terrorizzata dall’operazione… non perché è contro natura ma perché conoscendo il mio chihuahua che si abbatte per poco ho paura non possa riprendersi dopo l’intervento. Anche perché ho sentito già 2 chihuahua che sono morte per l’intervento di sterilizzazione. E ho davvero paura possa succedere anche alla mia… io non avevo nessuna intenzione di farla operare ora però ci sto pensando perché ha avuto una gravidanza isterica e la mia veterinaria mi ha consigliato l’intervento.

  23. Salve io vorrei far sterilizzare la.mia cucciola dopo il primo calore. I dubbi più grossi che avevo in tal senso sono dovuti al naturale paragone che mi viene da fare con la donna (io non ho conoscenze veterinarie). Se si vuole evitare il rischio di tumori immagino si debba praticare un’isterectomia totale. Che almeno in noi umane qualche problemuccio lo causerebbe (tipo una menopausa precoce) demineralizzazione ossea, sbalzi pressori, sbalzi d’umore, perdita dei capelli e crescita dei peli (beh questo nei cani non credo ci sia). Volevo sapere dunque se simili problemi si manifestino anche nel cane. Grazie!
    P.S anche nel maschio (umano) praticare la castrazione prima dello sviluppi porta a grossi problemi, fatta dopo dovrebbe causare solo impotenza funzionale.

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