sabato , 18 novembre 2017
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La bufala multipla del branco di lupi

di VALERIA ROSSI – Me lo state segnalando in millemila, quindi stavo per rispondere a proposito dei lupi malati mandati in avanguardia (una minchiata allucinante)… ma nel frattempo mi è stato anche detto che questa foto, che ormai credo avrete visto tutti, era stata spacciata per “branco di lupi in movimento in Abruzzo”.

lupi_bufala
Doppia bufala, dunque: e doppiamente pericolosa, perché a quanto pare aveva pure – a suo tempo – preoccupato i pastori abruzzesi (intesi come umani) che cominciavano a parlare di abbattimenti selettivi.
In realtà questo branco insolitamente numeroso (di solito i branchi di lupi sono familiari: una coppia e loro cucciolata, quindi raramente superano i 6-7 elementi) è stato fotografato in Canada.
Sul sito di BUTAC (Bufale Un Tanto Al Chilo) ho trovato anche la didascalia originale, che è la seguente:

A massive pack of 25 timberwolves hunting bison on the Arctic circle in northern Canada. In mid-winter in Wood Buffalo National Park temperatures hover around -40C.
The wolf pack, led by the alpha female, travel single-file through the deep snow to save energy. The size of the pack is a sign of how rich their prey base is during winter when the bison are more restricted by poor feeding and deep snow.
The wolf packs in this National Park are the only wolves in the world that specialise in hunting bison ten times their size. They have grown to be the largest and most powerful wolves on earth
.Traduzione: un branco di 25 lupi caccia i bisonti al circolo polare artico nel nord del Canada.
In pieno inverno, nel Wood Buffalo National Park, con temperature intorno ai -40 gradi centigradi. Il branco di lupi, guidati dalla femmina alfa, viaggia in fila indiana nella neve alta per risparmiare energia. La dimensione del branco è un segno di quanto sia ricca la loro riserva di prede durante l’inverno, quando i bisonti sono più limitati (negli spostamenti) a causa della scarsa alimentazione e della neve alta. I branchi di lupi in questo Parco Nazionale sono gli unici lupi al mondo specializzati nella caccia ai bisonti – 10 volte le loro dimensioni. Sono cresciuti fino ad essere i più grandi e potenti lupi sulla terra.

Dove stanno i “lupi malati” mandati avanti per segnare il passo di tutti gli altri?
Ovviamente non ci stanno, perché nessun branco di lupi farebbe mai una cosa del genere. Sono sempre stati – e sempre saranno – gli alpha ad esplorare i nuovi territori (altrimenti perché mai chiederemmo ai nostri cani di lasciarci passare per primi dalle porte?), mentre all’interno del proprio territorio sono solitamente i beta ad affrontare eventuali novità (vedi arrivo di un intruso).
Questa storia dei poveri malaticci che vanno avanti “per non perdersi” (ma anche per essere ammazzati per primi in caso di aggressione, come se un eventuale predatore procedesse “in ordine di fila indiana”, e non gli potesse pungere vaghezza, che so, di attaccare l’ultimo anziché il primo!) è la solita “disneyanata” buona per raccattare cuoricini su FB… nonché per divulgare disinformazione sui lupi, come se ce ne fosse ancora bisogno, e di conseguenza sui cani.
Che palle, posso dirlo?
Ma siccome si avvicinano le feste e non ho voglia di arrabbiarmi (vabbe’… non di arrabbiarmi TROPPO, va’!), preferisco chiudere scopiazzando, sempre da BUTAC, il post di un ironico e geniale commentatore, che ha scritto:

I primi tre inventano cazzate da divulgare su internet, sono seguiti da 5 fedelissimi (l’avanguardia dei boccaloni) che condividono come se non ci fosse un domani qualunque minchiata. Al centro la ricchezza di Facebook: il branco dei fessi. Poi altri 5 con la connessione lenta e, a chiudere il gruppo, il debunker non ascoltato da nessuno.

Standing ovation!

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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