di FABIANA BUONCUORE – Non molto tempo fa una coppia di miei amici aveva deciso di prendere un cucciolo di rottweiler da una mia cucciolata.
Ne avevamo parlato, parlato e ancora parlato: hanno uno zwergshnauzer pepe sale con un caratterino un po’ tutto suo, che probabilmente nelle mani sbagliate sarebbe diventato un piccolo despota mordace ed obiettivamente poco simpatico. Dopo che i padroni ci hanno messo mesi di lavoro, costanza ed impegno hanno ottenuto risultati spettacolari, chiaramente in proporzione al tipo di soggetto che avevano per le mani.

Hanno quindi deciso che però desideravano un secondo cane con cui ricominciare come si deve senza più tribolazioni, con cui magari fare dell’addestramento (a puro scopo ludico e non competitivo), e hanno optato per il rottweiler, perché hanno conosciuto la morbidinosità di questa razza conoscendo i miei soggetti.
rottQuando ormai i giochi erano pressoché fatti, e dovevamo solo più aspettare l’accoppiamento, lei mi telefona in preda al dubbio: stanno per comprare casa al quinto piano, senza ascensore. Il rott come se la caverà?
Questa situazione non è così infrequente; chi possiede cani di una certa stazza sa bene che, molto spesso, i cani grossi e pesanti sono proprio i più adatti alla vita d’appartamento, purché abbiano comunque la possibilità di fare passeggiate frequenti: sono proprio i più pesanti, infatti, i cani ad avere meno bisogno di moto durante la giornata.
C’è, però, un grosso “ma”: sì al cagnone in condominio, MA con ascensore!

Per capire il motivo della mia avversione per le scale bisogna considerare il ciclo vitale del molossoide: un cane che si sviluppa lentamente, a due anni comincia ad essere formato e solo dopo i tre si può dire che abbia terminato lo sviluppo osteoarticolare (i cani giganti addirittura dopo i quattro). Il cane di tre-quattro anni è nel pieno delle forze, e fino ai sei anni circa è in forma smagliante; dai sette anni in su comincia l’anzianità. C’è chi la porta meglio e chi peggio, ma sotto la pelliccia le ossa sono quelle di un animale che sta reggendo mezzo quintale di carne, e per forza di cose cominciano a deteriorarsi.alanoscale
Ormai lo sanno anche i muri: i cani grandi non dovrebbero far le scale (così come i salti e simili sforzi fisici che gravino sulle articolazioni) fino ad almeno sei mesi, ma minimo minimo: l’ideale sarebbe attendere l’anno di età. Avete presente quanto pesa un rott di sei mesi? Avete idea di quanto pesino un alano od un cane di san bernardo a questa età? Non siamo tutti degli incredibili Hulk, e salire e scendere tre volte al giorno due, tre, cinque piani con in braccio un batuffolo che a sessanta giorni pesa già sette-otto chili e giorno dopo giorno lievita, alla lunga preserverebbe forse la SUA salute, ma a discapito di quella della nostra colonna vertebrale (senza considerare che potremmo avere magari qualche altra cosa da portare a mano, come la spazzatura da portare giù o i sacchetti del mercato da portar su; e il cucciolo lo portiamo con la bocca come mamma lupa?)

sanbernardoMa supponiamo di essere dei sollevatori di pesi che salgono le scale con il rottweiler (io continuo a menzionare questa razza perché ovviamente la conosco meglio, ma anche perché fra le “giganti” è tutto sommato una delle più piccoline) sotto un braccio e le borse della spesa nell’altra mano, o che abbiamo avuto la forza di volontà di spaccarci la schiena per il bene del nostro amico. Mettiamo che a sei mesi, con il cucciolo di trenta chili, il nostro veterinario ci dica “tranquilli, questo cane è a posto e può fare le scale senza controindicazioni” (io penso che nessun vet lo direbbe mai, ma non entriamo in ambiti nei quali non sono competente). Tra dieci anni il nostro molossoide sarà un vecchietto, magari anche un pelino sovrappeso come lo siamo noi dopo una certa età. Magari le sue zampe cominceranno a cedere, non potrà più fare su e giù, e magari proprio perché in gioventù avrà fatto le scale per tanti anni. E a quel punto? A quel punto il nostro cane avrà bisogno di noi, e noi avremo dieci anni in più, che non sono pochi, e che faremo? Ricominceremo a fare su e giù per le scale con un bestione più grande di noi tra le braccia, col rischio di cadere e far male ad entrambi? O preferiremo smettere di farlo uscire costringendolo a sporcare in casa (cosa che al cane adulto NON fa piacere per nulla) e ricominciando a pulire cacche e pipì come quando aveva due mesi? E se dovessimo far su e giù dal veterinario?

Dunque, se proprio ci teniamo al cagnone, scegliamo solo un condominio con ascensore; se abbiamo trovato la nostra casa dei sogni e non ha ascensore, abbiamo sempre la scelta dei mini-molossoidi (che leggerissimi non sono, ma almeno stiamo sotto ai venti chili): il bouledogue francese o il carlino sono un’ottima alternativa.
E i miei amici? A fine estate, su mio suggerimento, saranno i felici proprietari di una staffordshire bull terrier, che alla fin fine…è solo un rottweiler in miniatura (la mancanza di serietà è la stessa, come pure l’incapacità di rendersi conto degli eventi!).

caneascensore

NOTA: Se optiamo per la casa con ascensore, ricordiamo sempre di fare molta attenzione al guinzaglio: noi ed il cane ENTRIAMO IN ASCENSORE INSIEME, a guinzaglio cortissimo e ben stretto tra le mani. Sono purtroppo frequenti i casi di cani “impiccati” in ascensore, molti se la cavano con un brutto spavento grazie alla prontezza di riflessi del padrone che sgancia il guinzaglio, altri purtroppo non hanno questa fortuna.
Ho salvato con le mie mani un cane che stava venendo “tirato su” in ascensore, perché i padroni, presi dal panico, non facevano altro che urlare e tirare il cane senza pensare a sganciare il moschettone, perché purtroppo la paura toglie spesso lucidità.
Il cane è un animale abitudinario, e spesso tende a buttarsi in ascensore prima di noi quando ormai sa che lo si usa per uscire a giocare: il guinzaglio flexi è il peggior complice di questo pericolo, quindi, se proprio dobbiamo usarlo, teniamolo in borsa ed agganciamolo solo in aree sicure (considerando che il suo utilizzo nelle aree urbane è vietato e pericolosissimo).

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