di FABIANA BUONCUORE – Anche al cane più rustico del mondo potrebbe capitare di dover assumere medicinali in varie forme; sebbene non sia così scontato e banale eseguire queste operazioni, in molti casi non si tratta comunque di procedimenti talmente complicati da doversi per forza affidare al veterinario anche per applicare la cura che ci avrà prescritto: vediamo allora passo per passo come comportarci per somministrare al nostro amico a quattro zampe alcune delle medicine più comuni.

Pillole/pastiglie
Molto dipende da quanto il nostro cane “si fida” di noi. Non in senso generale, ma dal punto di vista più ingenuo del termine: ci sono cani che non prenderanno mai il pezzetto di wurstel al volo, perché anche se glielo lanciamo tutti i giorni lo faranno prima cadere a terra per poi annusarlo per sicurezza prima di mandarlo giù, e cani che si lanciano voracemente sulla nostra mano tesa anche se stiamo offrendo loro un sasso.
Personalmente ne ho avuti “per tutti i gusti”, e con la nuova cucciola ho per la prima volta il cane di quest’ultimo tipo: mi basta mettermi in modalità lavoro e darle un paio di bocconcini “veri”, dopodiché, dando un qualsiasi comando, dopo l’esecuzione mi mostro super entusiasta e le offro con allegria la pastiglia: lei ingurgita tutto con foga e senza masticare per fare in fretta, quindi con i cani molto voraci è possibile usare questo metodo.
Con i cani voraci ma che tendono comunque ad usare tanto il naso, il solito metodo della medicina nascosta nel prosciutto o nel pezzetto di carne o wurstel è l’ideale e quello più universalmente usato.


I cani che invece tendono a masticare tutto o a spulciare con la lingua lasciandoci la pillola bella lucida ed intatta dopo aver minuziosamente prelevato la parte commestibile richiedono un metodo meno elegante, ma molto efficace: mentre teniamo aperta la bocca del cane con una mano, con l’altra infiliamo dentro la pillola lateralmente, conficcandola più in fondo possibile (non temete: il cane non rischia di soffocare, perché sentendosi “invaso” tappa il fondo della gola con la base della lingua); immediatamente chiuderemo la bocca al cane e la terremo bloccata finché non deglutisce, se serve aiutandolo massaggiandogli la gola. Alcuni cani ci mettono parecchio, ma generalmente se avremo piazzato la medicina bene in fondo il nostro amico sarà praticamente costretto a mandarla giù.


Non tutti i cani si lasciano manipolare in tal modo: potremmo avere un cane che magari non accetta il contatto, o un morbidissimo pastore del caucaso che non è molto convinto che ciò che facciamo sia davvero utile, preferendo manifestarci il suo disappunto esibendo la sua smagliante dentatura. In questi casi, se si tratta anche di cani “spulciatori”, il metodo più fattibile è sbriciolare la pastiglia o aprire la pillola e liberarne il contenuto: il medicinale polverizzato verrà distribuito su della carne trita distesa su un piatto e poi ricoperta con altra carne. In proporzioni così piccole rispetto all’ambita leccornia permetterà all’odore principale di avere la meglio, prendendo il nostro amico per la gola.

Pasta/soluzione liquida per via orale
pastaSono per lo più prodotti svermanti, che possono essere miscelati a pappe semiliquide come yogurt od omogeneizzati. Personalmente con lo yogurt non ho mai avuto problemi nemmeno con il più schizzinoso dei miei cani, ma se il nostro amico non si fidasse (facciamo prima una prova con una piccola quantità di medicinale!) o se la pasta fosse molto densa (ad esempio il vermifugo per cucciolate), il metodo migliore rimane quello “invasivo”, ossia utilizzare una siringa senza ago per raccogliere il prodotto e depositarlo direttamente sulla base della lingua del cane, passando dal lato della bocca. Con i cuccioli è meglio non trattenerli per la collottola come spesso alcuni fanno, perché questo potrebbe impedire una corretta deglutizione, rischiando che il prodotto vada loro di traverso. Meglio perdere qualche goccia di medicinale e vederlo sputacchiato per terra che rischiare di far danni.

Collirio
Per le patologie oculari è prassi dover somministrare un collirio al cane: il procedimento è analogo a quanto si fa con gli umani, sarà sufficiente tenere ben aperto l’occhio e applicare il medicinale (ovviamente da vicino per arrecare meno fastidio possibile). Anche in questo caso, a seconda di quanto il cane si fidi di noi l’operazione sarà più o meno semplice da eseguire, tendenzialmente è sempre sufficiente una sola persona ma se abbiamo a che fare con un cane che mostra disagio quando lo manipoliamo sul muso o sugli occhi può essere una buona idea applicargli la museruola.

collirio

gocce_orecchieGocce auricolari
Nel caso di infezioni alle orecchie la maggior parte dei prodotti consigliati è in forma di gocce. L’applicazione è piuttosto semplice, anche se chiaramente un cane con “tante orecchie” sarà più facilmente manipolabile.
La posizione migliore è quella di far stendere il cane su un fianco, specialmente se così l’orecchio si “adagia” e non dobbiamo tenerlo aperto, quindi inseriamo delicatamente il medicinale e una volta completata l’operazione massaggiamo la base dell’orecchio in cui abbiamo applicato la cura.
Se possibile, tratteniamo il nostro amico per qualche secondo, per evitare che si scrolli subito disperdendo gran parte o tutto il medicinale (avvertendo fastidio è praticamente certo che la prima cosa che proverà a fare sarà scrollare la testa).massaggio_orecchie

Iniezione
Può capitare che il nostro cane debba fare iniezioni per qualche giorno, ed il nostro veterinario probabilmente eviterebbe volentieri di avere questo impegno fisso per un’operazione che richiede davvero pochi secondi. Possiamo togliergli un fastidio provando a fare da soli: una volta presa la mano è davvero semplice. Se non ci sentiamo sicuri, mettiamo la museruola al cane. Partiamo dal presupposto che, a meno di non incappare nel caso specifico in cui il cane ha un pregresso trauma a riguardo, i cani non hanno paura delle iniezioni; la maggior parte delle volte a malapena si accorgono della puntura, o comunque la tollerano senza fare una piega, quindi non preoccupiamoci di “fargli male” o non facciamoci paranoie nel caso in cui dovessimo riprovare a fare un buco o due, perché il nostro amico non si farà grandi problemi e sopporterà volentieri la nostra inesperienza.
iniezione_sottocuteLa puntura sottocutanea è la più semplice: si solleva la collottola del cane e poi si inserisce l’ago nella base della “piramide” che avremo formato, considerando che dobbiamo penetrare uno strato di 1/1.5 centimetri. Al tatto sentiremo che, superata la barriera iniziale (la cute del cane è resistente, quindi non facciamoci impressionare se forandola sentissimo un piccolo “tac”: è come superare uno strato di cartone), l’ago scorrerà senza fatica. Non scendiamo verso la scapola del cane: l’obiettivo è rimanere sotto la pelle, quindi perforiamola quasi in orizzontale. Può succedere, specie se usiamo un ago lungo e non abbiamo la concezione di quanto siamo entrati in profondità, di… passare da parte a parte, facendo fuoriuscire il farmaco dalla parte opposta della piega di pelle! Niente panico: succede ed il nostro cane non ne farà un dramma. Arretriamo un po’ e riproviamo a premere lo stantuffo.
Se il farmaco è denso o brucia un po’ il veterinario ci avrà sicuramente avvertiti prima: in tal caso aiuteremo il nostro cane con un bel massaggio post-iniezione.
iniezione_intramuscoloL’iniezione intramuscolo è un po’ meno semplice, perché dovremo stare attenti a due cose: non toccare le ossa e non intaccare un vaso sanguigno. Foreremo la coscia del cane tenendoci a distanza dal femore, e una volta inserito l’ago per 2/2.5 centimetri (se abbiamo, ad esempio, un chihuahua ovviamente ci regoleremo in base alle dimensioni della sua coscia), e prima di iniettare faremo un piccolo test aspirando con lo stantuffo. Se in siringa entra del sangue dobbiamo uscire e riprovare, perché abbiamo centrato un vaso sanguigno; se non esce sangue possiamo premere ed iniettare il medicinale.

Supposta
Ormai non si usa praticamente mai, ma se dovesse capitare ci metteremo a cavallo del nostro cane, al contrario (girati verso la coda), se serve mettendogli una museruola. Una mano sulla pancia (sulle mammelle nelle femmine, tra coscia e pene nel maschio) per non far sedere il cane, l’altra spingerà la supposta con l’ausilio di un batuffolo di cotone. Se qualcuno ci aiuta, ci farà comodo una mano a tenere sollevata la coda. Dovremo rimanere in posizione alcuni secondi, altrimenti il cane espellerà la supposta quasi subito.

Non ho volutamente menzionato le iniezioni in vena, poiché si tratta di operazioni delicate che consiglio di lasciar fare al medico veterinario: fanno eccezione le flebo, per le quali solitamente il vet avrà già inserito e fissato la cannula, ma in tal caso ci faremo istruire da lui su modi e tempi in cui dovremo applicarci a casa.

Ringrazio Tonino che si è lasciato “torturare” e bucherellare per il bene della diffusione della cultura cinofila 🙂

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30 Commenti

  1. Con Trimix, che è goloso ma se si accorge della pasticca intrusa spulcia il wurstel e sputa la pastiglia ho messo a punto un trucco: primo pezzo di cibo con pastiglia e secondo già in mano a seguire rapido: per la paura che non gli dia il secondo si ingoia il primo senza spulciarlo. Inoltre, sulle terapie un po’ lunghe io mi sono trovata bene ad avvisarli di quello che stiamo per andare a fare come se fosse un ordine in addestramento (es: “orecchie” e poi metto le gocce) seguito, ovviamente da entusiastici “BRAVO!!!” e premietti in abbondanza, dopo 3 giorni di questa solfa all’ordine “Orecchie” le bestiacce iniziano a scodinzolare perchè si pregustano il premio!

    • invece il mio quando gli faccio qualcosa che non gradisce (collirio, advantix o semplice salvietta pulente) appena finito il trattamento si piazza davanti al frigo, dopo aver ricevuto il premio inizia le sceneggiate napoletane (scuotere la testa, rotolarsi…)…ma se ti dava così fastidio perchè hai aspettato tutto il tempo necessario a premiarti per manifestare il tuo incommensurabile disagio???? 🙂

  2. Il mio fortunatamente si fida molto con il fatto che l’ho abituato sin da piccolo a essere manipolato da noi, anche mettendo le mani in bocca, ma con le pastiglie è paraculo come pochi: dal vet le prende senza storie manco fossero biscotti, anzi, gli da la zampa perché ne vuole ancora, a casa se provo a dargliele “con le buone” me le sputa sui piedi con tanto di faccia schifita… una volta mi ha fatto pure “no” con la testa, giuro!

  3. argomento sul quale son particolarmente ferrata, purtroppo..brava Fabiana, non è così scontato che uno sappia come fare..aggiungo un suggerimento, soprattutto nei casi in cui la somministrazione del farmaco sia da farsi nel lungo periodo: deve riuscire ad essere un momento positivo per il cane. Quindi NO ansia, NO gesti bruschi. Il bocconcino nel quale è inserita la medicina deve essere buono e considerato una ricompensa per una cosa che ha fatto- basta anche un seduto-.Bocconcino anche se si mette collirio o pomata oftalmica, tra l’altro se il loro canale naso lacrimale è simile al nostro si ritrovano in gola il gusto del collirio. In questo modo il momento della medicina diventa per lo meno “neutro”, se non addirittura positivo. Ginger ad esempio, che di medicine ne deve prendere tre volte al giorno, oramai attende l’ultimo wurstel e poi va a nanna la sera..

  4. Bellissimo ed utilissimo ! Grazie Fabiana.
    Grazie Tonino… anche se ho il sospetto che la sua prestazione non sia stata “gratuita”, cosa non si fa per uno/due/settantordici bombi.. 🙂

  5. Ne so qualche cosa sulla somministrazione di pasticche: Cagnetto, prima di volare sul ponte si è sottoposto per due anni ad una terapia farmacologica per curare un’insufficienza cardiaca ( a detta della cardiologa, se fosse stato un umano sarebbe stato in lista per un trapianto) e quindi di pasticche ne prendeva parecchie tutti i giorni, tutte accuratamente nascoste in bocconcini appetitosi, e tenuto strettamente sotto controllo per essere certa che avesse ingoiato. Ora con Niky, nessun tipo di problema: la pasticca per il vaccino antifilaria la manda giù come fosse un biscotto dopodichè mi guarda come per dirmi: “embè, e allora, solo questa?????”

  6. Oddio…la supposta 🙁 metterla a un border collie a pelo lungo, anche in due è un’impresa XD con le medicine per bocca è sicuramente meglio, ingoierebbe anche un sasso, come dici tu hi hi

  7. Con le pastiglie mai avuto problemi. Mi basta dire al gatto “guarda cosa ti dò! ” e Iris si precipita e aspira tutto con l’aria soddisfatta per aver fregato il gatto. Ma se tiro fuori un contagocce spariscono tutti all’istante.

  8. ciao a tutti, ho da 4 mesi una cagnolina di 6 mesi (a pelo corto) e volevo chiedervi se avete anche un consiglio per l’applicazione dell’antiparassitario: lo mettiamo sulla nuca seguendo le istruzioni, la teniamo ferma durante l’applicazione ma appena finito corre a strusciarsi sul divano con l’intento preciso di liberarsene (e ci riesce perché sporca il lenzuolo del divano).
    La veterinaria ci ha suggerito di fare l’applicazione mentre siamo a spasso in modo che si distragga e non si rivolti sulla schiena ma magari voi avete qualche altra idea utile. Tra l’altro avendo 2 bambini piccoli sulle istruzioni c’è scritto di non accarazzerla sulla nuca per almento 24h dopo l’applicazione motivo per cui preferiamo farlo di notte…è veramente così tossico?
    Grazie!

    • ciao, personalmente sono passata alla pastiglia per vari motivi tra cui la tossicità del prodotto al tatto. Condivido però il suggerimento della vet, mentre siete a spasso il pelo si asciuga un po’ e lei non ci pensa più

      • parliamone 🙂 cosa usi? serve anche per zanzare a pappataci? sia Attila che Betty odiano l’antiparassitario…fanno scenate di puro maltrattamento. Per quest’anno se lo beccano (anche perchè l’ho già comprato per tutta la stagione) ma per l’anno prossimo volevo cambiare (anche perchè l’advantix li unge per parecchi giorni e poi devo accarezzarli facendo lo slalom)

        • hola! io uso brevecto, che però è solo per pulci e zecche, pastiglia appetibile che va giù in un nanosecondo, da dare ogni tre mesi. Per zanzare e pappataci invece uso interceptor, la classica compressa da far andare giù a forza e che rispunta dalle guance quelle 7 volte prima di fregarla 🙂

          • Ciao Daniela, se usi Interceptor + Bravecto, la tua pelosa è comunque “scoperta” dalla protezione contro i Flebotomi (Pappataci).
            Lo so, è un gran caos con le profilassi estive 🙁
            Il primo tutela da zanzare (= Dirofilaria), il secondo, come giustamente hai spiegato, da pulci e zecche.
            Per i Pappataci maledetti (= Leishmaniosi) devi aggiungere Advantix/Scalibor/FrontlineTriact/ Seresto (che però è OFF LABEL!). Scusate pappardellone. Baci

          • ah, grazie Deni!! ne devo parlare con la vet, allora..meglio un prodotto che copre per entrambi, piuttosto che dare due pastiglie diverse…grazie davvero ?

          • Con le grane della Ginger i pappataci sono l’ultimo dei tuoi problemi credo, per cui io non cambierei nulla, continua ad ignorarli 🙂 fra l’altro la tua non è zona endemica.

          • Sì, l’Expot è uguale all’Advantix (permetrina), io non l’ho mai usato (perchè con 4 cani i collari sono un pò più convenienti!), ma chi ne fa uso si trova bene e credo sia anche relativamente meno costoso. Però chiedi alla tua Veterinaria se ci sono più rischi o benefici. Sono comunque prodotti abbastanza tossici e se la belvotta dorme dentro casa e non vivi in una zona ad altissima densità di pappataci, forse, coi problemi di salute che ha, è il caso di calcolare bene il rapporto rischi/benefici…
            (Questo discorso ovviamente non vale per i cani che non hanno problemi di salute!)

        • achtung achtung….come ha fatto giustamente notare Deni, interceptor, che uso io, non copre per i pappataci. Mi sa quindi che pure io dovrò ripassare ad advantix o similari..:-(

  9. Pastiglia antiparassiti ricoperta di prosciutto, e per il miele (consigliato dalla vet per la tosse!) che proprio gli fa schifo…beh, te lo spalmo sul naso, e adesso leccati ^^

  10. Il mio pelosetto di 7kg non ne vuole sapere di medicine…allora la pastiglia la avvolgo in una sottiletta …e come se la gusta ?

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Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.