giovedì , 23 novembre 2017
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Dobby è a casa

di M. KATIA PALLAVER – Finalmente il tanto sospirato 10 Gennaio era arrivato, alle 5 di mattina già giravo per la cucina con la tazza di caffè in mano, troppo nervosa per dormire. Il programma della giornata prevedeva lavoro la mattina e viaggio in allevamento a ritirare Dobby il pomeriggio, ma le previsioni meteo davano neve ed il rischio di dover posticipare tutto a sabato era concreto. Dovevo aver offeso qualche divinità del tempo: il nebbione terrificante il giorno della scelta e la neve quello del ritiro…

Alle 14 un poco nevischia, nulla di serio, nulla che possa far paura, decido di partire e, ovviamente, dopo Asti la situazione si fa critica ma oramai siamo in viaggio…il karma vuole proprio che questa Dobbyna me la guadagni.

Arrivo, acchiappo la cucciola e scappo, poco tempo per i convenevoli, la situazione meteo mi fa paura.

Nel viaggio la prima piacevole sorpresa: Dobby si lamenta pochissimo, quando lo fa basta avvicinarle l’asciugamano che avevo pregato Fabiana di impregnare di odore di cuccioli perché si calmi; inoltre, udite udite! Non soffre la macchina: niente fiumi di bava, niente vomitate! Miracolo!

Sono parecchio nervosa: a casa mi attendono Minny, Trimix e Baloo e dovrò gestirmeli da sola.

Minny è una vecchia pastore belga groenendael di quasi 16 anni con una montagna di problemi col genere umano ma che mai ha avuto atteggiamenti aggressivi con i suoi simili; ha accolto Woolfe cucciolo e, dopo la sua morte, Trimix che aveva 2 mesi, non ha detto nulla all’introduzione di Baloo nel branco, addirittura accettò, senza un solo ringhio, di ospitare per due estati di fila la cagna di una mia amica. Non mi preoccupava. Data l’età e la situazione di vista e udito, se fossimo restate sottovento, probabilmente ci avrebbe impiegato qualche settimana prima di accorgersi del nuovo arrivo.

Trimix era il problema. Quasi 5 anni, 48 kg, rissoso con tutti i cani che non fan parte del suo branco. Non arriva neppure a verificare se l’antagonista sia maschio, femmina, giovane o vecchio: se incrociano la sua strada vanno aggrediti, nessuna eccezione.
Non voglio dire che sia impossibile andare in giro con lui, basta munirlo di pettorina con maniglia da cui tenerlo se le cose si mettonp male (lo conduco con uno scorrimento, ma se parte in attacco non posso trattenerlo da li o si impiccherebbe), mettere gli occhi in modalità radar, avvistare i cani prima di lui e dargli l’ordine “ignora”;  si capisce che vorrebbe mangiarsi il nemico in salsa rosa ma, anche se non è d’accordo, ubbidisce alla “mamma”.  Insomma, le passeggiate con lui sono scarsamente rilassanti.

Baloo è un maschio adulto di Dogue de Bordeaux, 5 anni e 1/2, 58kg di peso, tende a ignorare i suoi simili con un’aria di superiorità da nobile della corte di Francia che sconfina nel ridicolo, questo se è da solo. Se è con Trimix le cose cambiano parecchio: si trasforma in un truzzo da bassifondi, quelli da serramanico sempre intasca…e se “mammina” non è veloce a ringhiare “ignora” il tentativo di rissa è assicurato.
Tentativo, beninteso: i i miei cani non hanno mai morso nessun loro simile e spero vivamente che mai accada, ho lavorato perché non accadesse.
Oggi possiamo stare nella  sala d’attesa del veterinario piena di cani e gatti sconosciuti mantenendo il terra, ma io so benissimo cosa passa nelle loro teste e quale lotta psicologica ingaggiamo tutte le volte, io e loro, per ottenere quel “terra-resta”.

Insomma, il problema era concreto. Per questo motivo, dopo poco che i cuccioli erano nati avevo chiesto a Fabiana di guardarmi i maschioni e stabilire con me una strategia che permettesse l’introduzione della piccola in casa senza che corresse pericoli. Eravamo andati in campo d’addestramento e se li era studiati con agio, avevamo persino usato Destiny (la Border di Fabiana) come “esca-scatena-risse”.
La tecnica classica, quando si vuole introdurre un cane nella casa già occupata da un altro,  è di far incontrare il vecchio cane ed nuovo fuori casa, in un ambiente neutro, e solo dopo che han fatto amicizia si può  farli entrare nel territorio che il vecchio cane considera “casa”.
Fabiana li studiò  per un po’  e decise, con mio grande terrore, di mollare la patata bollente a me: la malefica, adottando la scusa che Trimix  ha uno schema di attacco ormai consolidato al di fuori di casa, decise che la cosa più saggia era spiazzarlo entrando con la cucciola nel suo territorio (dove non è abituato ad attaccare), lasciandomi quindi da sola a gestire il momento!

Mi ero quindi comprata un kennel piccino e maneggevole ma robusto e, con Dobby chiusa al sicuro dentro, ero entrata in casa recitando tutte le preghiere che conoscevo più qualcuna inventata al momento. Ovviamente inframezzavo le preghiere con gli accidenti a Fabiana, alla sua mal riposta fiducia nella mia autorità e alle sue strambe idee innovative.

E invece, sorprendentemente, lo schema funzionò.

Dopo che l’ebbero bene annusata nel kennel e si furono rimpinzati  di premietti e stancati di giochini mi azzardai a tirarla fuori, cucciola in braccio e posa da Mussolini, gambe larghe, petto in fuori, occhi fissati su di loro a sfidarli e in tono basso, quasi un ringhio,  ripetevo “è miiia, è miiia, è miiia”.
Per fortuna abitiamo in una cascina isolata dove gli operatori del 118 non hanno occasione di passare molto spesso…

Non posso far altro che ringraziare Fabiana: strategia vincente. Quella sera gli permisi di annusarla a terra tra le mie gambe e nulla più, intanto continuavo a premiarli a manetta con i bocconi più prelibati,  poi andammo a dormire, come al solito i due maschioni ai piedi del mio letto, la cucciola vicino a loro ma nel kennel che la proteggeva.

Devo dire che Dobby si è comportata meravigliosamente: ha un atteggiamento sottomesso che non sconfina mai nell’eccesso, nessuna urinazione da sottomissione con i cagnoni ma nessun atteggiamento da bulla, si rannicchia quando loro si avvicinano e abbassa la coda senza infilarla troppo tra le gambe, la sua capacità di capire il suo ruolo all’interno del branco (2 di picche a briscola) e di saper così ben comunicare ha sicuramente aiutato.

Così è iniziata la nostra nuova vita insieme, di giorno la porto in studio con me, non mi fido ancora a lasciarla sola con Trimix e Baloo, e sarà così per lungo tempo , sino a quando le sue dimensioni saranno tali da permetterle di sopportare un eventuale morso che, spero, non capiterà mai.

Così abbiamo iniziato a conoscerci e ad essere tutti, cani ed umani, ogni giorno, sempre più branco. Oggi Trimix le ha fatto il ”gioco del tabù” con una pallina facendomi perdere 10 anni di vita, Baloo l’ha fatta scappare cainando dopo che lei ha tentato di sottrarle un giochino ma, fondamentalmente, nessuno ha voluto darle più che una sgridata, ed è giusto così.

Mi piace questa cucciola, è di carattere, testarda e determinata nell’ottenere ciò che vuole: non sarà facile con lei, si capisce già che mi farà faticare molto. Ma ha un grande equilibrio, nessuna paura dei rumori improvvisi, cammina sulle griglie con sotto il vuoto ma non si getta dal divano: valuta le altezze, si diverte a star sulla sedia a dondolo, a farsi sorprendere dai suoi movimenti, bulleggia i tre gatti giovani ma lascia in pace Lollypop, la gatta vecchia e carogna di casa, è incuriosita dalle novità, mai spaventata a sproposito, ha fiducia nella vita e nelle persone.

Sarà il programma di stimolazione precoce, sarà che è la figlia della cagna di Valeria Rossi, sarà che Fabiana ha trasformato il suo giardino in una accozzaglia di oggetti per poter stimolare i cuccioli (oltre agli attrezzi da agility trovi griglie lasciate a terra perché i cuccioli ci camminino sopra, onduline sottotetto e stramberie varie), sarà che son stata fortunata o ben consigliata nello scegliere, non so…ma il risultato di tutti questi “sarà” a me piace molto.

L’avventura sta iniziando.

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