mercoledì , 18 ottobre 2017
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Snack essiccati, soldini risparmiati

di FRANCESCA M. BRUNELLO – Morivo dalla voglia di scrivere questo articolo da quando ho visto quel post nel gruppo di alimentazione per cani e gatti che seguo e sono letteralmente impazzita.
La settimana scorsa Jennifer, una delle admin, ha postato una foto della carne essiccata che aveva preparato in casa (in casa, cioè, questa ha prodotto snack per cani a casa sua!) e mi è sembrata una cosa meravigliosa, così ho chiesto qualche dettaglio in più, e tempo 2 giorni lavorativi (che c’era il weekend di mezzo, roba da mangiarsi le mani) anche a me è arrivato l’aggeggio più incredibile e fico del 2017: l’essicatore.

Scrivo questo articolo non solo per consigliarne assolutamente l’acquisto e riportarvi la mia esperienza (‘capirai, questa gli affari suoi non è capace di farseli?’ penserete voi) ma anche per spiegarvi come si usa. Non che sia niente di difficile eh, ma diciamo che se avessi saputo prima che avrei dovuto battere la carne, mi sarei risparmiata un pomeriggio di feroci colpi inferti alla lonza di maiale con il tubo della panna spray, poco male che comunque avevo stress da scaricare.

Essenzialmente io pensavo che un essiccatore fosse un apparecchio gigante e superprofessionale da centinaia di soldi, e invece no, o meglio ci sono due tipi di essiccatore: quello orizzontale, o come lo chiamo io ‘a cassettiera’ che effettivamente è la versione pro e costosa, ha la ventola posizionata dietro ai cassettini e permette una diffusione praticamente perfetta del calore, con un costo di circa 200 euro, e la versione verticale invece è fatta ‘a torre’ con l’uscita dell’aria calda dalla base e i vassoi impilati uno sopra l’altro che è l’opzione casalinga, il cui costo si aggira intorno ai 30-40 euro. L’unico neo di questa torretta dell’essiccazione è che a metà del processo sarebbe buona norma scambiare i vassoi di modo che i più alti vadano in basso e viceversa.

Questi adorabili marchingegni sono pensati per stare accesi a lungo, consumano in media 250W. Hanno essenzialmente la funzione di disidratare gli alimenti tramite il flusso di aria calda e secca, che ha una temperatura tra i 35 e i 70 gradi. Certo potreste fare lo stesso lavoro con il forno, ma considerato il tempo che ci impiega (tra le 4 e le 36 ore) la bolletta poi sarebbe salatissima.

Si possono essiccare tutti i tipi di carne, ma anche frutta, verdura, erbe e yogurt, anche se non ho ancora ben capito come. Il sistema è semplice: si fa tagliare la carne al macellaio più sottile possibile, la si batte ben bene e la di sdraia sui vari ripiani.

4-5 ore dopo a 68 gradi et voila, snack pronti!

Ora, parliamo di costi.

Io ho fatto un conto ipotetico in cui do uno snack al giorno alla Twiggy (magari solo uno, la bestiaccia negli ultimi tempi ha maturato una certa padronanza dell’atto dell’elemosina). Contando che ho pagato la lonza 8,90 al kg, e di un kg me ne sono usciti 51 pezzi direi non male, considerando che ogni pezzo essiccato pesa 8 grammi (vd foto 2). Ovviamente pesano così perché io ho tagliato questa grandezza, per un cane di taglia più piccola consiglierei pezzi in proporzione. Indovinate quanto pesa un biscotto? 7 grammi. Vero che i biscotti costano un po’ meno della carne, ma gli snack essiccati sono SOLO carne, i biscotti sono praticamente solo carboidrati, che essendo il cane carnivoro la differenza è decisiva.

È sicuro?

Si, il procedimento di disidratazione a temperature alte (alte per modo di dire, siamo sui 68 gradi) una volta completato stermina quel poco di carica batterica che si trova nelle carne a consumo umano. Se proprio siete restii, basta evitare il maiale, che è la carne kattifa ke porta malattie!!11 Oppure potete usare carne o pesce che sia stata passata sotto l’abbattitore, che è un macchinario tipo surgelatore che arriva fino a -20 gradi e che viene usato per sterminare tutti i tipi di batteri di carne e pesce che vanno consumati crudi, tipo il sushi o la tartar.

Come capisco quando è pronto?

Un alimento completamente essiccato si spezzetta senza piegarsi.

Come si pulisce?

Uno degli aspetti che più mi piacciono di questo favoloso elettrodomestico è che si pulisce praticamente da solo, basta acqua tiepida e un po’ di sapone per i ripiani e un panno umido per la base. Anche nel libretto di istruzioni sconsigliano lavaggi in lavastoviglie o con spugnette abrasive.

Che modello comprare?

Sicuramente un modello a torretta, ce ne sono diversi per più o meno lo stesso prezzo, praticamente nessuno di quelli nella fascia di prezzo sotto o intorno ai 50 euro ha il timer, ma si insomma, è il minore dei mali dato che siamo tutto smartphone-muniti. Importante invece è scegliere un modello a temperatura variabile, perché carne e pesce vanno essiccati tra i 65 e i 70 gradi, ma frutta e verdura a molto meno. Le banane ad esempio, che sono la spina nel fianco per qualsiasi essiccatore, vanno disidratate a 50 gradi per un tempo che arriva fino a 36 ore!

Consiglio di lasciarlo lavorare di notte, anche perché è silenziosissimo, fa un rumorino tipo ventola del pc.

I ripiani sono fatti sempre di plastica, mai in metallo.

Studiatevi sempre le recensioni, perché dei modelli proposte dalle sottomarche spesso gli acquirenti lamentano una plastica troppo leggera, che tende a fondersi o rompersi.

Fatto sta che sto aggeggio a me ha fatto uscire di testa, continuo a cercare cose da essiccare, roba che se avessi il moroso essiccherei pure quello da tanto sto fogata per sta novità.

Anche perché ho trovato diverse ricettine per fare snack di carne essiccata anche per me, il procedimento è il medesimo, solo che prima si fa marinare la carne in frigo per qualche ora con aromi vari che vanno dall’aglio, sale pepe alla paprica, ma perché no rosmarino e salvia ecc… insomma ce ne è per tutti i gusti.

Ed ecco un’altra chicca di questa mirabolante invenzione: l’essiccazione è un metodo per conservare gli alimenti; con un semplice contenitore di vetro, tipo quelli della marmellata per intenderci, possono stare in dispensa fino ad un anno senza problemi, meglio se tenuti lontano da luce e umidità.

Frutta di stagione, verdura dell’orto della nonna, snack per i cani… essiccament senz limits! Non vedo l’ora di farmi i pomodorini secchi, che con la Philadelphia mi fanno venire le bavette al solo pensiero… Twiggy, amore mio, solo adesso ti capisco.

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