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I rischi del fumo passivo per cani e gatti

di DAVIDE BELTRAME – In America è stata condotta una ricerca sui danni da fumo passivo per gli animali domestici: l’ANSA ad esempio ne ha parlato ieri.
Lo studio è stato condotto dall’Fda (Food and Drug Administration), l’ente per il controllo sui farmaci negli Stati Uniti, e ha evidenziato – come prevedibile – come il fumo passivo sia un fattore di rischio non solo per gli umani, ma anche per cani e gatti (e altri animali domestici).

In particolare lo studio ha posto l’attenzione al fumo di seconda e di terza mano (quest’ultimo riguarda i residui che rimangono ad esempio su vestiti e mobili, ad esempio), soprattutto perchè i cani vivendo la maggior parte del tempo per terra sono maggiormente esposti ai residui di tabacco.
Cadendo a terra infatti le sostenze si trovano a contatto con l’animale che ne può raccogliere molte con la pelliccia; di conseguenza, quando poi andrà a leccarsi il pelo, ingerirà anche le sostanze nocive che si erano depositate a terra (o direttamente su di lui).
E’ praticamente lo stesso principio per cui i bambini sono maggiormente sottoposti ai rischi del fumo passivo, dato che durante la crescita si trovano a respirare le varie sostanze che cadono verso il basso.

 

Riporto in particolare una parte di cosa lo studio ha riscontrato riguardo ai cani:

Per i cani che hanno già problemi di respiratori, inalare il fumo del tabacco può peggiorare i sintomi e portare a tosse cronica.
I cani possono sviluppare cambiamenti nelle loro vie respiratorie e nei polmoni, simili a quelli riscontrati nei fumatori. […] La lunghezza della canna nasale del cane influenza il modo in cui il fumo di tabacco agisce sui loro polmoni, perchè il naso agisce da filtro: per questo motivo i cani con il naso molto sviluppato o con canna nasale lunga, come Greyhound, Borzoi e Doberman rischiano maggiormente di avere cancri nasali, perchè le particelle del fumo del tabacco vengono “intrappolate” dal naso e una minor parte di esse raggiunge i polmoni. Sfortunatamente, questo espone il tessuto del naso al contatto con molte sostanze tossiche.
I cani con la canna nasale corta o media come Carlini, Bulldog o Beagle hanno invece un maggior rischio di cancro ai polmoni perchè la minor dimensione del naso fa filtrare meno particelle, quindi una maggior parte arriva direttamente ai polmoni. Queste particelle ultra-sottili arrivano in fondo ai polmoni, causando un aumento del rischio di cancro polmonare.

E riguardo ai gatti:

I gatti badano molto alla loro toeletta, effettuando spesso il “grooming”. Questo però può essere molto dannoso per i gatti che vivono con un fumatore: i gatti respirano il fumo di seconda mano direttamente, come i cani. In più quando il gatto esegue il grooming, ingerisce anche le particelle di fumo di terze parti che sono cadute sulla sua pelliccia. Gli studi dimostrano che i gatti che vivono in casa con i fumatori hanno una possibilità tra le 2 e le 4 volte superiore di incorrere in cancri alla bocca. Tale cancro è trovato spesso sotto la base della lingua, proprio dove la maggior parte delle particelle del fumo tendono ad accumularsi dopo il grooming.
Dei gatti affetti da tale patologia, meno del 10% sopravvive a un anno dalla diagnosi, anche se sottoposti a chemioterapia, chirurgia o trattamenti a base di radiazioni.
I gatti che vivono con persone che fumano più di un pacchetto di sigarette al giorno hanno un rischio triplicato di sviluppare un linfoma maligno, un cancro del sistema immunitario simile al linfoma non-Hodgkin. L’aspettativa di vita di un gatto con questa patologia, anche con chemioterapia o intervento chirurgico, non è superiore ai sei mesi.

Ho tradotto dall’inglese, quindi perdonate eventuali errori…ma credo che anche la mia traduzione renda abbastanza l’idea; i testi integrali e in lingua originale sono disponibili sul sito dell’FDA.

Curiosamente la notizia sui nostri media è arrivata un po’ “in sordina” e soprattutto a scaglioni: lo studio dell’FDA risale al Novembre dello scorso anno, alcuni siti ne hanno parlato già a dicembre, mentre su altre fonti se ne è parlato durante questo mese e come detto l’ANSA e altre fonti ne hanno fatto menzione solo ieri.
Trattandosi di un argomento comunque di un certo rilievo è curioso come non ci sia stato un riscontro “contemporaneo” da parte di più testate…ma l’importante comunque è che se ne parli.

Lo studio dell’FDA non è l’unico sul tema: già nel 2012 una ricerca simile era stata condotta in Gran Bretagna (l’articolo è del 2013 ma parla di “studio dell’anno precedente”, NdR) ed era giunta a conclusioni molto simili, anche se in quel caso il rischio di linfoma in quel caso era considerato doppio e non triplo.

In entrambi i casi i consigli per ridurre i rischi (oltre ovviamente a smettere di fumare, se possibile…) sono quelli fumare solo all’aperto, o se si fuma anche in casa di areare il più possibile le camere e prestare particolarmente attenzione alle cicche, facendo in modo di tenere i posacenere fuori dalla portata degli animali che potrebbero altrimenti ingerirle.
Nel caso ingerisse più di un mozzicone, oppure una sigaretta intera, l’FDA consiglia di portare immediatamente l’animale dal veterinario perchè in quel caso rischia un’intossicazione da nicotina.
Riporto nuovamente dallo studio:

L’avvelenamento da nicotina è un problema molto serio per gli animali, non solo se la nicotina viene inalata, ma anche se interita. Ci sono diversi modi in cui un animale domestico più ingerire della nicotina, incluso mangiare i mozziconi o intere sigarette, bere i flaconi di ricarica liquida, masticare le sigarette elettroniche o le relative ricariche.
La nicotina può essere tossica anche in picocle dosi, la dose fatale per cani e gatti è stimata tra i 20 e i 100 mg.
Una sigaretta contiene tra i 9 e i 30mg di nicotina, mentre un sigaro ne contiene tra i 15 e i 40: un cane o un gatto possono quindi star male anche ingerendo una sola sigaretta.
I segni di avvelenamento da nicotina sono: vomito, salivazione eccessiva, stanchezza, battito cardiaco accelerato, tramori, debolezza, convulsioni. Se il vostro animale quindi ingerisce un’intera sigaretta, oppure più mozziconi, mastica del tabacco o delle ricariche liquide di nicotina, portatelo in una clinica veterinaria il più presto possibile.
Non c’è antidoto per l’avvelenemaneto da nicotina, ma il vostro veterinario può intervenire per esempio con medicinali anti-convulsioni e aiutarvi a prevenire danni peggiori e salvare il vostro animale.

Un’ultima nota: anche le sigarette elettroniche possono essere rischiose per l’animale. Rimando per maggiori dettagli al paragrafo dedicato a queso punto dall’FDA.

In conclusione, anche se lo studio alla fin fine riporta conclusioni molto simili a quello del 2012…repetita iuvant, e ben vengano questi studi se possono invogliare ancora più persone a smettere di fumare, o almeno a ridurre la quantità di sigarette.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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