giovedì , 30 marzo 2017
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Un anno di Border Collie

Testo e disegni di FABIANA BUONCUORE – Un anno che, tecnicamente, sono dieci mesi “fisici”: sì, perché oggi è il compleanno della nostra piccola Destiny, che abbiamo portato a casa a due mesi.
Però, per noi che la seguiamo da prima ancora che nascesse, è come se fosse un anno pieno, ed è pertanto giunto il momento di stilare un bilancio. Vediamo dunque la più importante conclusione a cui siamo giunti con la nostra personale esperienza, che è anche la frase più ricorrente che si legge su questa razza.

Il border collie è un cane molto amato e desiderato, ma non adatto a chiunque.

Vero, verissimo. Prima di tutto è un cane veloce: no, non (solo) nella corsa. È proprio un cane che pensa alla velocità della luce, per cui se non si ha una dimestichezza più che radicata con il linguaggio e la comunicazione canini, ci si ritrova un cane apparentemente pazzo. Noi abbiamo il paragone con i molossoidi: un rottweiler ti guarda, ci pensa, decide che ti ama tanto, ti scodinzola, poi pensa di nuovo, decide che vuole giocare, va a prendere la pallina, torna, la posa per terra, ci pensa, decide che vuole invitarti al gioco, fa un lieve “bùfff”, e poi aspetta con calma. Col border senti soltanto un improvviso tikitikitikitiki di unghie sul pavimento, e, tempo di alzare lo sguardo, te lo ritrovi in braccio scodinzolante e abbaiante con la palla in bocca, per poi mollarti un calcione in pancia per darsi lo slancio e iniziare a sfrecciare avanti e indietro ossessivamente da te alla porta o, in alternativa, da te al rottweiler più vicino, al quale morderà la pelle del collo, mentre il suddetto rottweiler sta ancora pensando a cosa vuole pensare.

In secondo luogo, proprio perché pensa velocemente, pensa anche tanto: se Samba in un minuto pensa a come potrebbe fare ad alzare il posteriore da terra per andare a bere, Destiny in un minuto ha già pianificato la sua vita; ecco perché si dice che questi cani “si fissano”. In realtà, semplicemente, hanno avuto tutto il tempo di pensare. Se lasci un rott in giardino con una pallina, probabilmente dopo un po’ di ore di gioco solitario sarà giunto a due conclusioni: 1. “è una palla”; 2. “ho fame”. Se lasci un border solo con una palla, tempo una mattinata e l’hai perduto per sempre, perché ora nel suo cervello ci saranno le seguenti informazioni: “è una palla, mi piace, la palla mi piace, mi piace tanto, la palla mi piace tanto, c’è una palla e a me la palla piace tanto, io guardo questa palla perché mi piace tanto, più guardo questa palla e più mi piace, mi piace guardare la palla, mi piace guardare la palla e farmela piacere sempre di più, mi piace che mi piaccia la palla”. E lo stesso vale per “abbaiare agli uccellini”, “scavare buche”, “mangiare i sassi”…

Il border è davvero un cane che deve fare cose. Non importa cosa, ma deve fare. Vai a buttare la spazzatura? Figo, viene pure lui. Vai a letto? Bello il letto, viene anche lui. È l’ora delle effusioni? Belle le effusioni, ti dà ventiquattromila baci. Non si può assolutamente pensare di avere un border collie e stare fuori casa tutto il giorno, perché questo cane si rovinerebbe davvero. Quando Destiny viene con noi a cena dai miei genitori, è molto “tranquilla e rispettosa”: ovvero non rompe niente, non corre e non si arrampica sui mobili. Nonostante ciò, i miei genitori ogni volta mi chiedono perché la cagna sia così agitata. Perché un border “tranquillo” passeggia su e giù per la casa, annusa qui, curiosa lì, sale le scale, scende le scale, saluta il nonno, saluta la nonna, risaluta il nonno.

È una razza che esagera, e nella vita quotidiana va costantemente frenato; non è un cane che può essere gestito da persone che pensano “ha il diritto di essere se stesso, si autoregola, gli lascio fare il cane”, perché il border non fa il cane. Fa l’uragano. Se vuoi vedere cosa significhi dare libero sfogo alla sua voglia di fare, devi portarlo a passeggio in aperta campagna: a quel punto scoprirai che è un cane che non si stanca mai, perché mentre tu fai cinque chilometri, il border ne fa cento, e quando sei a casa ti porta ancora la palla perché ora che si è scaldato i muscoli ha voglia di correre un po’ in giardino. A proposito, bisogna anche fare attenzione a questo, perché è capace letteralmente di rimanerci, e senza manco accorgersene. Bisogna quindi avere bene in mente i limiti fisici che può avere il nostro cane e sapergli mettere il guinzaglio, anche se sembra rimanerci malissimo, soprattutto quando fa caldo. Tempo fa mi dissero “ah, prendi un border? Stai attenta a scegliere bene l’allevatore, sono tanto soggetti a colpi di calore!” Perché adesso è questo che si pensa, che questi cani collassino a sorpresa. Invece, semplicemente, non hanno la percezione della fatica fisica, e vanno avanti finché il loro fisico non crolla.

La sua sensibilità è mooolto relativa. La nostra Destiny, nello specifico, ha una tempra fisica mostruosa, per cui hai la sensazione che nulla possa farle male (attenzione invece, ha pur sempre un corpicino leggerino sotto tutto quel pelo!); ha anche una considerevole tempra emotiva, dato che è molto difficile che si faccia spaventare dagli atteggiamenti di dominanza di un altro cane o da un rumore forte. A quel punto pensi che non patisca mai nulla, almeno finché non ti sbaglia un esercizio in addestramento e ti scappa un delicatissimo “no”. Con quel cuore da primo della classe, il border pretende di essere sempre perfetto, di fare sempre tutto giusto. Lui è un cane da lavoro, dopotutto! Se ti azzardi a fargli intuire che sta sbagliando, va in crisi totale: o si rifiuta di andare avanti col lavoro per andare ad autocommiserarsi in un angolino buio (“me tapino! Sono un buono a nulla! Non sarò mai un cane degno di questo nome!”), o si inceppa e inizia a ripetere in loop i comandi che decide di esibire in quel momento per farti vedere che ti sei sbagliato tu, che non volevi davvero che facesse quell’esercizio lì, ma che volevi il “gira” (e comincia a piroettare ossessivamente su se stesso), o il “terra” (e si mette a terra, poi si alza, poi si rimette a terra, ad libitum), o il “piede” (e ti si appiccica a cozza alla gamba sinistra, e per quanto tenti disperatamente di scollartelo sembra che qualcuno te lo abbia inchiodato addosso).

Ci vuole un carattere davvero zen per superare questi momenti, e chiunque non abbia pazienza ed autocontrollo distruggerebbe il rapporto col cane. Perché ti viene, eh, l’impulso omicida, quando chiedi al tuo cane un banalissimo “seduto”, e lui si mette a terra o gira o ti si mette al piede con gli occhi pallati da tossico. Perché è drogato di lavoro, e tende ad anticiparti a tal punto da decidere prima di te che comando volevi dargli. È a quel punto che ti scappa il “no”, perché dovrebbe sapere benissimo come si fa uno stramaledetto “seduto”. E il cane va in palla, e tu, se sei un pessimo padrone, lo distruggi psicologicamente, perché ti prende l’embolo e inizi con “NOOO STUPIDO CANE! COSADIAVOLOFAIPORCOCANEFERMATIII!”, e più tu ti arrabbi, più il border va fuori di cocozza. Ecco perché tu, padrone Zen, devi fermarti, contare fino a dieci, ma poi non basta e facciamo anche cinquanta o sessanta, fare una trentina di respiri profondi e, col tono più dolcino del mondo, invogliare il tuo adorabile cagnolino psicopatico a ritentare.

E così si va avanti ogni giorno, finché non ti nasce una cucciolata e tu sparisci giorno e notte in sala parto e ricompari solo di tanto in tanto per nutrire il tuo border e fargli fare pipì in giardino tre secondi, aspettandoti che il cane ti distrugga casa, che poi non voglia più vederti, o che vada in ansia da separazione. Ti aspetti che non sappia più fare nessun esercizio. Ma poi hai l’esame per istruttore di dog dance, e allora lasci gli undici batuffoli al tuo compagno e parti per le montagne col border al seguito, senza aver fatto più nemmeno un po’ di condotta. E niente, una volta lì il border sa benissimo che hai bisogno che ci sia, che faccia bene, e dincipatata, è un cane da lavoro e ora che è il momento di far vedere di che pasta è fatto  lavora da Dio, e ti fa fare una coreografia da standing ovation, che a fine esame la commissione ti prende da parte e ti dice “ti vogliamo alla prossima gara”.

Ecco, forse il border collie non sarà proprio un cane adatto a tutti, ma diamine, è davvero un gran Cane.

Buon compleanno, quindi, a Destiny, e grazie a Valeria per avermi detto “vuoi un border? Sei pazza? Vabbè, prendilo, tanto so già che ti piacerà un casino.”

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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