sabato , 23 settembre 2017
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Il cucciolo va educato, non basta “aspettare che cresca”

di LOREDANA MATTICARI – Quando decidiamo di acquistare o adottare un cucciolo e finalmente ce lo portiamo a casa, è innegabile che la nostra vita cambi, radicalmente.

Un cucciolo è un po’ come un piccolo – e forse nemmeno tanto – tsunami, che ci investe a 360° stravolgendo totalmente tanto la nostra sfera affettiva quanto la routine quotidiana, e se è vero che “emozionalmente” parlando avere un batuffolo più o meno paffuto e peloso che trotterella tutto scoordinato dentro casa e ci guarda con quel tartufotto da mangiartelo di baci allarga e riempie il cuore in modo indescrivibile, è pur altrettanto vero che la sua presenza, per quanto in un primo momento almeno fisicamente “piccola”, di fatto si rivela notevolmente ingombrante per tutta un’altra serie di motivi di ordine pratico.

Sì, perché un cucciolo, oltre al musetto adorabile, gli occhioni spalancati e le faccine divertenti è dotato anche di altre parti anatomiche con le quali la convivenza non è  esattamente “idilliaca” fin dal primo momento. Mi riferisco principalmente al suo “sotto-coda”, che somiglia decisamente molto più ad una fabbrica di cacche e pipì a produzione illimitata per tempo e quantità, alle sue zampotte che in ben più di qualche occasione rivelano una stretta parentela con Edward Mani Di Forbice ed alla sua bocca, dove dietro la tenera linguetta si cela in dotazione un armamento “dentale” da far invidia ad un piraña con tratti bipolari.

In parole povere: la stragrande maggioranza dei cuccioli produce cacca e pipì quasi ininterrottamente e, soprattutto quelli almeno mediamente dotati da un punto di vista di qualità naturali, graffiano, mordono, tirano e strappano un po’ di tutto.

E lo fanno semplicemente perché SONO cuccioli, e come tali devono poter espletare letteralmente tutta una serie di necessità fisiologiche, fisiche e mentali fondamentali per un sano sviluppo.

Ovviamente tutto ciò deve poter essere regolato in qualche modo da noi proprietari per consentirci una convivenza piacevole e soddisfacente, evitando di ritrovarci casa ridotta ad un incrocio tra una “toilette” a cielo aperto ed una discarica di rifiuti semi triturati, il guardaroba trasformato in una collezione ultra moderna di abiti “trash” e la nostra persona in una sorta di “nave scuola” per classi di chirurgia plastica.

Scherzi a parte – e forse poi nemmeno tanto – non ci si può aspettare che tutta una serie di comportamenti si estinguano da soli con la crescita, perché se è vero che alcuni di essi possono anche andare modificandosi con l’andare del tempo, magari diminuendo nella frequenza e nell’intensità (ma non verranno mai totalmente estinti) è altrettanto vero che altri invece si fisseranno sempre di più e che proprio con la crescita appunto potrebbero assumere rilevanze e significati decisamente poco auspicabili.

Che un cucciolo sporchi praticamente ogni 3×2 è scontato: egli non è assolutamente in grado di controllare lo stimolo ad urinare e defecare, per cui nell’esatto momento in cui ne avverte la necessità lo fa e punto. Perciò è perfettamente inutile prendersela con lui aspettandoci che “capisca” di aver sbagliato facendola in casa, magari fuori dalla traversina, per cui è non solo inutile se non deleterio addirittura mostrarsi arrabbiati e compiere azioni ridicole come lo strofinargli il muso sui suoi bisogni o portarlo sul luogo del misfatto e dargli anche solo una sonora strigliata con il classico giornale arrotolato. L’unica cosa che potremo ottenere, e solo se siamo “fortunati”, sarà che il cucciolo colleghi la nostra presenza e quella dei suoi bisogni alla sgridata e quindi in futuro cerchi di trattenersi oltre ogni limite dal fare i bisogni in nostra presenza. Men che mai possiamo pretendere che ad un certo punto lui capisca da solo che è arrivato il momento di fare fuori casa gli ex “bisognini”, ora molto più “bisognoni”, che prima gli era stato insegnato/concesso fare sulla traversina: il cane è un animale estremamente abitudinario, e se per lungo tempo – almeno uno o due mesi, solitamente, tanto è il periodo necessario al completamento del ciclo vaccinale  – gli permetto di sporcare in casa, anche in età adulta, qualora dovesse avvertire la necessità o ritenerlo opportuno per diversi motivi, non esiterà a “liberarsi” quando e dove decida di farlo. Ho scritto “necessità” e “ritenere opportuno” perché in fascia adulta fare i bisogni in casa può anche non essere strettamente legato ad una necessità fisiologica.

Molto meglio, quindi, cercare di insegnargli fin da subito che i bisogni si fanno fuori e non dentro casa. Personalmente, quando mi arriva un cucciolo in casa, io non uso traversine e cerco di portarlo fuori nei limiti del possibile tutte le volte che questo si rende necessario, il che equivale, per lo meno all’inizio, a circa una volta ogni ora e mezza/due e comunque sempre dopo che il cucciolo ha mangiato, bevuto, giocato o appena si è svegliato da pisolino. Anche se la copertura vaccinale non è completa: ovviamente non è che lo porti a passeggio in una discarica e qualche metro avanti ed indietro sul marciapiede sotto casa non comporta molti più rischi di quelli che comunque corre dentro una casa dove, di solito, non è che tutte le persone si tolgano le scarpe prima ancora di mettervi piede.

Se non siete disposti a fare qualche sacrificio durante i primi mesi per educare correttamente il vostro beniamino, un’ottima soluzione potrebbe essere quella di acquistare un graziosissimo peluche che non fa né pipì e né cacca e può restare tranquillamente in casa anche tutto il giorno persino senza traversina.

Relativamente all’utilizzo delle zampe e della bocca, è bene chiarire fin da subito che eventuali “ferite” – tipo sgraffi e buchini – arrecate durante qualsiasi tipo di contatto fisico non equivalgono automaticamente ad altrettanti attentati alla nostra vita o supremazia.

Se non ve ne foste accorti prima, i cuccioli hanno 4 zampe ed una bocca piena zeppa di dentini aguzzi che abitualmente usano in una marea di situazioni, molte delle quali semplicemente “ludiche”, solo ed unicamente perché rispondono a delle pulsioni istintive guidate per modalità ed intensità dalle singole doti caratteriali.

Ad alcuni cuccioli piace tantissimo saltare addosso, strusciarsi, spingere, dare pettate e colpi di posteriore, altri amano utilizzare la bocca mordicchiandoci in modo più o meno deciso e magari sgrullando e tirando, altri ancora prediligono oggetti anziché la nostra persona. Si tratta di comportamenti perfettamente normali in una prima fase “esplorativa”, dove il cucciolo agisce per scoprire quelle che sono le sue capacità, le sue forze e le sue competenze, o meglio i limiti che gli vengono – o meno – evidenziati  dal suo compagno umano.

Si tratta semplicemente di saper affrontare nel giusto modo questi comportamenti, partendo dal presupposto che:

  1. Fisicamente siamo purtroppo molto più fragili di un cane, e la dentata che il nostro cucciolo ci rifila giocando, e che ci lacera la pelle, ad un altro cucciolo non avrebbe nemmeno scalfito un pelo, perciò va bene spiegargli che noi non siamo “cani” come lui e che è opportuno che lui moderi un po’ la sua irruenza, ma il tutto senza andare in escandescenze per un graffio o un buchetto più o meno insanguinati.
  2. Qualsiasi atteggiamento – e sottolineo qualsiasi – noi teniamo con il nostro cucciolo, per lui rappresenta comunque una fonte di apprendimento, per cui è fondamentale cercare di trasmettere il giusto messaggio fin da subito, e se fin da subito ogni volta che lui usa zampe e bocca su di noi, per tutta risposta noi ci ritraiamo, non è che stiamo facendo esattamente una gran bella figura ai suoi occhi
  3. Se gli atteggiamenti del nostro cucciolo dovessero assumere toni un filino sempre più consistenti e determinati o se non riusciamo a gestire una o più situazioni in modo corretto, modificando quello che ci crea problemi – ma veri – l’ULTIMA cosa che dobbiamo fare è riporre le nostre speranze nel fattore “crescita”, illudendoci che con il passare del tempo le cose miglioreranno. Il nostro cucciolo NON è il nostro BAMBINO: egli agisce, comunica ed apprende con modalità estremamente diverse, spesso opposte, rispetto a quelle che in quanto umani noi diamo per scontate, per cui meglio agire per tempo aiutati da un professionista qualificato e di comprovata esperienza che non dover poi correre ai ripari quando ormai troppo spesso la situazione è già enormemente compromessa.
    Tutti andiamo a scuola guida quando vogliamo imparare a guidare la macchina, e tutti troviamo la cosa perfettamente normale visto che nessuno nasce già in grado di guidare, allo stesso modo non dovremmo avere nessuna ritrosia nell’affidarci ad un professionista che ci insegni a “guidare” il nostro cane nel modo più sicuro ed appagante possibile.

In alternativa, se non si desidera “perdere” tutto il tempo necessario ad educare personalmente il proprio cucciolo, magari coadiuvati da un professionista laddove questo si rendesse necessario, resta sempre la possibilità di portarsi a casa il famoso peluche di cui sopra, che oltre a non sporcare in casa – e nemmeno fuori – mai  neppure lascerà il benché minimo graffietto o un buchino sulla nostra regale epidermide.

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