di CLAUDIO CAZZANIGA – Dopo la parentesi “stageistica” della scorsa settimana rientro nell’alveo della mia disciplina e mi rimetto a scrivervi di acqua.
Avvicinandoci ormai a grandi passi alla gara che sancirà il primo Team Italia del lavoro in acqua, continuiamo ad analizzare gli esercizi del campionato europeo. Oggi vi parlo dell’esercizio numero tre.

Svolgimento

Cane e conduttore sono sulla riva. Ad una distanza di 30 metri c’è un figurante che può tuffarsi dal gommone o scivolare senza farsi sentire. Su indicazione del giudice il conduttore porge al cane la ciambella e lo invia in direzione del figurante.
Lo stesso si attaccherà alla ciambella ed il cane lo riporterà verso riva. Ad un certo punto, più o meno a metà del percorso, nella maniera più silenziosa possibile il figurante si stacca dalla ciambella e simula di essere incosciente. Il conduttore darà il comando al cane di lasciare la ciambella, tornare verso il figurante, prenderlo per il polso e portarlo verso la riva.

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Questo è un esercizio che mi piace molto perché, a mio avviso, bisogna avere un gran bel rapporto con il proprio cane e aver lavorato – nel suo trascorso – in maniera pulita ed equilibrata… Se no é dura, poiché oltre ad insegnare al cane il polso e l’apporto della ciambella c’è da insegnare un comando “importante”, in acqua.
Senza urla isteriche ma lavorando quasi nella testa del cane. Ci vuole tanto tempo e tanta pazienza per lavorare sul lascia. Ma sono convinto che si può fare.

Come lo insegno

A piccolissimi step. Iniziamo proprio dal lascia.
Ribadisco il concetto fino alla noia: vi sono molti metodi per insegnare un esercizio.
Io inizio subito in acqua. A terra il cane fa il classico riporto. Non ricordo a mente esercizi dove debba prendere per poi lasciare, per poi riprendere. Non mischierei in questo caso le cose.

Entro fino ad avere l’acqua alla vita. Lancio un riportello e mando il cane. Quando torna do il comando “lascia” prendo il riporto, gliene do un altro e usciamo insieme.
Lo ripeto più volte.
Cerco, come detto, di lavorare sulla testa del cane ed insegnargli che anche prima di uscire può lasciare.
Poi via via che lo riprovo do il comando lascia ma, il secondo riportello, lo consegno sempre dopo essermi avvicinato un pochino alla riva. Dopo qualche allenamento (ok, più di qualche…) lancio il riporto e aspetto il cane a riva. Comunque quando il cane è a 7/8 metri dalla riva do il comando lascia e aspetto il cane a riva con l’altro riporto.
Non sempre funziona.
Dovete lavorare di fino e conquistare la fiducia del vostro cane. Se non funziona bisogna fare un passo indietro e riprendere da capo.

Se invece inizia a capire potete alternare gli esercizi. Ad esempio fate lasciare, fate uscire dall’acqua e rimandate sullo stesso. La volta dopo ne date un altro… Andate a premiare il fatto che lasci.
Fatto questo inizio a lavorare con una cimetta. La lancio, mando il cane e mentre torna… Lascia.
Se funziona, premio, se no… si torna indietro.
Poi alla cima inizio ad attaccare la ciambella. Stesso sistema. Mando il cane e sulla via del rientro do il lascia e premio. Gli altri due esercizi li abbiamo visti negli scorsi appuntamenti qui su TPIC (li trovate nell’archivio della rubrica!)

Poi finalmente metto tutto insieme.
Fatevi aiutare dal figurante. Quando date il comando lascia – e il cane lascia – deve avere la sensibilità di dare un piccolo colpo alla ciambella, così da distogliere l’attenzione del cane… Ma non troppo forte perché il cane non deve avere istinto predatorio di andare a rincorrerla. Poi deve essere bravo nell’imboccare il cane ad andare verso di Lui e essere invitante e confortante quando il cane ha preso il polso.
La costruzione richiede pazienza, sensibilità e molta, ma molta attenzione da parte di conduttore e figurante. L’importante è aver lavorato bene nella costruzione degli esercizi singolarmente.
Poi legarli insieme diventa veramente la cosa più semplice.