PREMESSA: in questi giorni mi è capitato di partecipare a una discussione in cui si parlava di “cani deformi”, di  razze esageratamente snaturate dall’uomo (normalmente inteso come “cinofilo moderno”).
Soliti punti di vista diversi, solita discussione accesa, e sul finire un commento tanto lapidario quanto drastico: “Le razze che non possono accoppiassi o partorire naturalmente sono mostri creati da menti malate“.
Eh, la madonna!

SCOPRI IL NOSTRO PET SHOP

In realtà succede abbastanza spesso di incontrare opinioni così “taglienti” quando si parla di razze come bulldog, bouledogue o – appunto – carlino: cani che si ritengono ipermanipolati dalla selezione umana che, per sfizio, ha appunto “creato dei mostri”.
In realtà bisognerebbe anche conoscere un po’ la storia…perché nel caso del Carlino, per esempio, si scoprirebbe che è sempre stato un cane “a muso schiscio”. Cani definiti “dal muso corto” sono descritti in documenti datati circa 600 a.C. L’imperatore Kang Hsi, nel 950 D.C., fece scrivere un dizionario delle razze cinesi in cui si parla di un cane “dalle zampe corte e dalla testa corta”. In un dipinto del Goya (immagine a destra) c’è un Carlino che quasi potrebbe salire sul ring di un’esposizione moderna (e che è meglio di tanti Carlini dell’Est venduti in negozio).

Dunque, chi avrebbe rovinato cosa?
Le razze a muso corto sono sempre esistite e quasi sicuramente si sono evolute spontaneamente, almeno fino a certi limiti. Poi, è vero, l’uomo ha selezionato e in certi casi è arrivato ad eccessi discutibili: però non è tutta colpa delle esposizioni di bellezza, che sicuramente NON erano il pane quotidiano degli antichi cinesi, né del settecentesco Goya.
E’ che all’uomo è sempre piaciuto avere cani “con la faccia” anziché col “muso”: ma è quasi certo che abbia trovato in natura un bel po’ di materiale “quasi” pronto per l’uso. Poi è vero che in certi casi può avere esagerato un po’: ma non esageriamo neanche noi nel giudicare.
Per esempio, è vero che i “capoccioni dal muso schiscio” possono avere problemi di riproduzione… ma è anche vero che non esistono razze totalmente incapaci di partorire naturalmente. Carlini, bouledogue e altri piccoli molossoidi vengono normalmente sottoposti al taglio cesareo solo perché per la cagna è meno stressante del parto naturale: e la cosa vale anche per il bulldog inglese, che però proprio “piccolo” non è e in realtà può andare incontro a qualche problema di riproduzione.
Però, voglio dire…i problemi di parto li ho avuti anch’io.
Mio figlio è stato cavato fuori col forcipe quando ero già stata anestetizzata perché il ginecologo era ormai deciso a fare un cesareo, visto che lo sciagurato si era messo di traverso e non ne voleva sapere di uscire: poi si è rigirato e ha deciso che forse si poteva anche dare un’occhiata fuori…ma non sarebbe mai nato in modo naturale e senza assistenza medica. Sarò anch’io un mostro partorito da una mente malata?
Eddai.

Certo, il Carlino è un cane particolare. Ma molto particolare. Non stupisce che venga preso in giro con vignette come quella a destra, così come non stupisce che la sua immagine sia stata sfruttata in mille diverse occasioni, dalla nota griffe di abbigliamento fino al  “pulisci-schermo” per il computer (se ancora non lo conoscevate,  cliccate qui).
Però “buffo” e “particolare” sono anche sinonimi di “simpatico”: e se all’aspetto abbiniamo anche un carattere dolce, amabile e giocherellone, ecco che il Carlino la sua ragione di esistere ce l’ha tutta. Tant’è che – a dispetto dei maligni – è una razza amatissima e diffusissima.
Ovvio: più un cane è tozzo e col capoccione, più diventa difficile allevarlo bene e più diventa importante – anzi, assolutamente fondamentale – rivolgersi all’allevamento serio.
In questi casi, infatti, “allevamento serio” non diventa più soltanto sinonimo di “cane bello”,  ma soprattutto di “cane sano”.
Pensare di risparmiare su razze come questa è un vero suicidio, perché la “produzione in serie”, anche se non avviene proprio come nella vignetta, comporta l’assenza di tutti i parametri necessari per far nascere cani capaci di vivere una vita serena, lunga e senza problemi.
Bisogna dire, per essere onesti, che alcuni Carlini di produzione cagnara hanno pochi problemi di respirazione, per il semplice fatto che – essendo allevati ad capocchiam – hanno il muso troppo lungo (e quindi sono Carlini per modo di dire). Purtroppo questo non basta a pensare “Vabbe’, chissenefrega: io in expo non ci voglio andare, quindi ben venga il cane con troppo muso, se vivrà meglio”. MAGARI fosse solo un problema di lunghezza della canna nasale. Un mio amico, proprietario di similcarlino preso in negozio, si è bullato moltissimo per due anni perché il suo cane faceva con lui bellissime passeggiate ed escursioni in montagna che secondo lui un Carlino tipico non sarebbe mai riuscito a fare: peccato che il suo cane sia morto a due anni per una patologia cardiaca, mentre quelli (bene allevati) che lui sfotteva sono ancora lì (ed è ancora lì anche il cane che lui ha preso successivamente in allevamento, che credo abbia oggi 6 o 7 anni. Non ha il muso, ma ha il cuore a postissimo). Non sono solo i cani della vignetta, a volte, a dover dare facciate prima di capire come funziona la cinofilia…
Detto questo, sia anche chiaro che un Carlino non è un pastore tedesco, né un whippet: deve fare una vita adatta alle sue possibilità, alla sua morfologia e alle sua caratteristiche.
Se vogliamo il Carlino da Mondioring, forse potremo incontrare qualche leggerisssssima difficoltà… ma se state pensando che questi cani non possano fare NIENTE se non vivere in braccio alla mammina  loro e a spetasciarsi in una cuccetta morbida, siete davvero fuori strada.
Guardatevi un po’ questo video…e poi filate a cuccia con la coda tra le gambe, please!

ASPETTO GENERALE: secondo lo Standard è un cane “decisamente quadrato e raccolto: è il “multum in parvo” dimostrato nella compattezza di forme, struttura ben solida e muscolatura potente“.
Secondo i detrattori della razza l’aspetto generale è botoloso e inguardabile.
Secondo la Sciuramaria è  MACHECCCARINOOOOooooo!!!
Secondo gli amanti della razza non addetti ai lavori, è pacioccoso, coccoloso, simpaticissimo.
Personalmente appartengo sia alla prima che all’ultima categoria: ovvero, apprezzo il cane (sempre quello allevato bene) dal punto di vista cinotecnico come un piccolo molosso splendidamente costruito e concordo in pieno con quel “multum in parvo” che lo Standard fa benissimo a citare, perché dice tutto (per chi non si fosse cuccato il latino a scuola, o se lo fosse scordato, significa all’incirca: “tanta roba in un contenitore piccolo”).
Checchè ne pensino i maligni, il Carlino è davvero “multum”: ma proprio multum di più di quanto possa pensare chi non conosce la razza.

NOTA SERIA:
il Carlino attuale è una fusione delle due linee inglesi Willoughby e Morrison (la prima costuita da cani leggeri e alti sugli arti, di colore carbonato, con testa quasi tutta nera con rughe profonde; la seconda fatta di cani più tarchiati a bassi sugli arti) alle quali è stata unita un’ulteriore linea di sangue cinese (ma già da tempo importata in Inghilterra). La tipologia prevalente è quella della linea Morrison, perché si tende ad escludere qualsiasi caratteristica di tipo terrier, fortemente indesiderata in questa razza. Però sono altrettanto indesiderati i salsicciotti senza gambe.

NOMI ALTERNATIVI: il Carlino si chiama già (per davvero) con nomi molto diversi a seconda dei Paesi: Pug, Mops, Doguillo e così via.
I cuggini, però, non si accontentano e danno  il loro prezioso contributo (per quanto sia difficile, quando il nome è così facile da ricordare) con il “Carletto” (diffusissimo) e con un grandioso – anche se sentito una volta sola – “Resto del Carlino”, che dev’essere il cane preferito da tipografi ed edicolanti.  In realtà la storia è ancora più complessa, perché il commento della Sciuramaria (in expo) fu esattamente questo: “AHHHH! Ecco perché si chiama Resto del Carlino!”.
Non ebbi mai modo di scoprire il motivo di questa affermazione: posso solo dedurre che la signora, scoprendo forse per la prima volta le dimensioni del cane, abbia immaginato che il Carlino intero fosse un’altra razza, magari bella grossa… e che questi fossero gli avanzi.

CARATTERE ED ATTITUDINI: il Carlino è un cane da compagnia, e su questo non ci piove: però, come dicevo sopra, chi pensa che “cane da compagnia” sia sinonimo di “buono a nulla”, è un pirla. E non ci piove neanche su questo.
Se eravate usciti dalla cuccia e avevate rialzato la coda che avevate messo tra le gambe,  tornateci immediatamente qualora aveste questa convinzione assolutamente inesatta… anche se spero che il video vi abbia chiarito un po’ le idee (e guardate che NON si tratta di un caso unico: ci sono diversi Carlini, in America, che fanno miniagility).
Mi auguro che le abbia chiarite anche a chi pensa al Carlino come a “quella povera bestia che non si può quasi muovere”, o a “quel cane che, poveretto, non respira”.
I Carlini ben allevati (eh, lo so, torniamo sempre lì…) non solo respirano, ma corrono, saltano e giocano (soprattutto giocano, perché sono cani allegrissimi) come tutti gli altri.
L'”Ugo club”, dedicato proprio a questa razza, organizza ogni anno le “Ugopiadi” da cui è tratta la foto a sinistra: tra la discipline ci sono i cento metri piani, la corsa ad ostacoli e la “maratona carlina”: andatevi a vedere il sito e scoprirete cose che voi umani (anzi, no: voi umani pirla!) non avreste mai immaginato. E questi sono normalissimi cani italiani, provenienti da fonti diverse e in mano a normalissimi italiani a due zampe. Prima di giudicare, andateveli a vedere!

Come al solito, lo Standard non è che si allarghi più di tanto nella descrizione del carattere. Dice solo: “Grande fascino, dignità e intelligenza. Umore sempre uguale, temperamento felice e vivace“.
D’altro canto è impossibile giudicare il carattere di un cane sul ring, quindi è normale che gli Standard non ci si dilunghino: facciamolo noi, cominciando col dire che “umore sempre uguale” è una traduzione non proprio linearissima dell’inglese “even tempered”, che in realtà è quasi intraducibile.
Il significato è quello di un cane con umore stabile, senza sbalzi: nel senso che è praticamente impossibile che un Carlino sbrocchi improvvisamente.
Non si deve pensare, però, che “umore sempre uguale” significhi “cane palloso”: perché lui è esattamente l’opposto.
E’ un pagliaccio nato, una vera maschera teatrale come quella da cui ha preso  il nome qui in Italia (Carlino – all’anagrafe Carlo Bertazzi – era un famoso interprete della maschera di Arlecchino): adora giocare e scherzare ed ha uno spiccato senso dell’umorismo.

E’ però altrettanto capace di piantare musi lunghissimi (vabbe’, si fa per dire: musi lunghissimi “metaforici”!) se si sente trascurato o sgridato ingiustamente.
Ovviamente la particolare forma della faccia (riesce davvero difficile chiamarla “muso”), le rughe sul cranio e sulla fronte fanno sì che a volte il cane sembri offesissimo quando, in realtà, sta solo pensando agli affari suoi: in questi casi, di solito, si becca un’overdose di coccole dalle umane che, non sapendo distinguere, lo consolano sempre e comunque. E lui ci marcia.

Dopo qualche mese di convivenza, però, anche le Sciuremarie più incallite solitamente imparano a capire quando il cane è davvero triste e quando fa quella faccia solo perché “lo disegnano così” (o perché è stato beccato con le zampe nella marmellata: la faccia da “colto sul fatto” del Carlino è talmente tipica che a volte ci si accorge che il cane ne ha combinata qualcuna solo guardandolo, prima ancora di scoprire il misfatto!).
Alcune Sciuremarie, al contrario, sono proprio irrecuperabili e continuano a viziare il cane…almeno fino al momento in cui lui comincia a prendere il comando in famiglia e a farsi i porci affaracci suoi checché ne dicano i suoi umani.
Allora può anche succedere che la Sciuramaria cambi un po’ registro e tenti di ristabilire le gerarchie: di solito NON riuscendoci, perché il Carlino, da buon molosso (anche se della Polistil)  è tosto: una volta che ha raggiunto la posizione di “capofamiglia” difficilmente è disposto a mollarla. E’ bene ricordare che un Carlino di nome Fortune, appartenente alla sciura Giuseppina Beauharnais, aveva l’abitudine di sbattere fuori il marito dalla camera da letto, perchè le attenzioni dell’umana le voleva tutte per sè. E se state pensando “Embe’? Quel marito sarà stato un mollaccione incapace di farsi valere sul cane”… significa che oltre al latino vi si è arrugginita un po’ anche la storia, perché quel marito lì si chiamava  Napoleone Bonaparte.

TESTA – per lo Standard: larga, rotonda, non a forma di mela. Cranio senza solco. Rughe nettamente definite. Muso corto, smussato, quadrato, non all’insù.  Narici ben aperte.

Morfologicamente è molto importante che il muso non sia “all’insù”: se ce l’avesse non sarebbe più un Carlino, ma un Piccolo Brabantino (vedi foto a destra), che tra l’altro ha problemi di respirazione più evidenti del Carlino proprio per lo “schiacciamento” del naso legato a questa conformazione del muso (e infatti è una razza pochissimo allevata, perché è difficilissimo allevarla bene).
Per la salute è invece fondamentale che le narici siano bene aperte: sono soprattutto queste a fare la differenza tra un Carlino che può fare agility e un altro che invece casca lungo disteso dopo un giro di ring al trotto.
Detto questo, sia chiaro che un muso “fatto a faccia” qualche problema lo darà sempre: per esempio, il Carlino non PUO’ assolutamente essere tenuto a lungo al sole.

In rete ho trovato questa foto di un cane sulla spiaggia, inserita nella categoria “foto divertenti”: a me questa immagine non diverte affatto, anche se – per carità – non si può certo stabilire da una foto se il cane stia soffrendo – come sembrerebbe – o se magari si sia solo stravaccato un attimo a riposarsi (la lingua fuori la mettono tutti i cani, quando hanno caldo: e quelli a muso corto hanno un modo tutto particolare di sbattertela lì tipo cane agonizzante, anche quando stanno benissimo): però una cosa è certa, la foto è più inquietante che divertente…e un Carlino sulla spiaggia d’estate non si troverà mai molto a suo agio.
ALTRA NOTA SERIA: la testa, in questa razza, è davvero quella che presenta i maggiori problemi di salute.
Gli occhi, così frontali e spongenti, sono soggetti all’irritazione da polvere e da correnti d’aria e quindi vanno tenuti sempre puliti e controllati praticamente ogni giorno  (sono soggetti ad ulcere della cornea, encefalite, atrofia della retina progressiva).

Anche le rughe, specialmente quella del muso proprio sopra il tartufo, devono essere  pulite e controllate  per evitare che vi si accumulino schifezze potenzialmente patogene (e sicuramente puzzolenti).
Infine, le orecchie vanno tenute ben pulite per evitare otiti e dermatiti, purtroppo frequenti in questa razza. Tutto questo, però, si tiene facilmente sotto controllo semplicemente ricordandone l’importanza e dando ogni giorno una pulitina qua e un’occhiatina là: niente di trascendentale e niente di così “mostruoso”!
Di mostruoso, a dire il vero, il Carlino una cosa ce l’ha: ed è il suo russare, pargonabile solo a quello del mastino napoletano (e di mio marito). Però sia mio marito che il mastino napoletano sono grandi e groooosssi…e quindi, sapendo che russano, ti aspetti ‘sto rumore da segheria in fervente attività. Dal Carlino no. E’ piccinino, lui, così rotondetto e così carino che al massimo potresti aspettarti che faccia le fusa come un micetto.
Invece no. O meglio, sì: fa “anche” quelle, ma quando è sveglio e vuole giocare, o quando prende le coccole. Quando dorme, invece, mette in moto la segheria. La cosa non ha alcuna rilevanza patologica, quindi non c’è da preoccuparsene: se però amiamo dormire col cane nel letto, potrebbe essere il caso di procurarsi dei tappi per le orecchie.

DENTI: il Carlino è leggermente prognato. La mascella inferiore è larga, con gli incisivi quasi in linea retta Lo Standard specifica che mascelle deviate (wry mouth), denti o lingua evidenti sono altamente indesiderabili.
Questi problemi, infatti, si riscontrano spessissimo nei cani “da negozio”, che hanno progratismo troppo evidente, mandibole deviate e spesso anche mancanza di premolari e molari. Questo causa l’impossibilità, per il cane, di tener dentro la lingua, che infatti fuoriesce lateralmente: anche questo sembra “tanto buffo” e “tanto simpatico” alle Sciuremarie, ma provate un po’ voi a vivere con la lingua perennemente sporgente dalla bocca, e poi mi saprete dire.
Anche nei cani bene allevati bisogna tenere sotto controllo il cambio dei denti, perché talvolta quelli da latte non cadono da soli (succede in molte razze, ma più spesso in quelle brachicefale): in tal caso si faranno asportare dal veterinario.

OCCHI: scuri, molto larghi, di forma globosa, dall’espressione dolce e sollecita, molto lucidi e, quando il cane è eccitato, pieni di fuoco.
Lo Standard li descrive già molto bene, ma per capire davvero tutte le espressioni e tutte le sfumature dello sguardo di un Carlino bisogna viverci insieme.
Siccome non posso infilare un Carlino vivo in un articolo, anch’io ho dei seri limiti e posso solo dire che questo cane ha occhi davvero “parlanti”…e poi provare ad illustrarli con qualche foto che comunque dice e non dice, perché le foto sono statiche e invece le espressioni di questi cani sono un’evoluzione continua.
Posso mostrarvi, da sinistra a destra, lo sguardo implorante (detto anche “sguardo dell’accattone”: quello che dice: “biscottino, ti prego, biscottino subito, potrei morire di fame da un momento all’altro se non me ne dai uno”), lo sguardo filosofico (“è un mondo difficile…”), quello incuriosito (“cos’è sta roba qua?”) e quello collaborativo (“cosa facciamo adesso? GIochiamo? Vero che giochiamo?”)…ma ripeto, la staticità impedisce di capire quali e quante variazioni sul tema possano susseguirsi sul muso di un Carlino.


ATTENZIONE: lo sguardo da accattone, che gli riesce benissimo, è quello che intenerisce a sangue gli umani (tutti, dall’allevatore più competente alla Sciuramaria più sciuramariesca che si possa immaginare) e che li spinge a pasturare il cane, facendolo diventare una sorta di maialino (non vietnamita: proprio maialino e basta).

Questo era Ugo, ispiratore e “memoria storica” dell’Ugoclub e delle Ugopiadi. Ugo ora non c’è più, ma il suo ricordo ci sembrava doveroso.

ORECCHIE:  sottili, piccole, morbide come velluto nero. Possono essere di due tipi: “ a rosa” (piccolo orecchio che si piega all’indietro e rivela la voluta interna) o “ a bottone” (padiglioni piegati in avanti, con la punta aderente al cranio per coprire l’orifizio, e rivolta verso l’occhio). Preferiti questi ultimi.

In realtà sono secoli che non vedo più l’orecchio a rosa nel Carlino: in compenso si vedono in giro (non in expo) un’infinità di padelle per le caldarroste, perché la forma e la misura delle orecchie sono tra le prime cose che “scappano via” quando la selezione è approssimativa.
E se credete che la definizione di “padella per le caldarroste” sia un po’ eccessiva…guardate la foto a destra!

TRONCO: corto e compatto. Dorso con linea superiore orizzontale, né cifotica né insellata; torace ampio e con buona cassa toracica.
Ho detto sopra che gli sguardi imploranti sono ad alto rischio di ingrasso.
Questo succede un po’ in tutte le razze da compagnia, che vivendo a stretto contatto con gli umani imparano tutti i più biechi trucchi per scroccare cibo…ma qui c’è un’aggravante: perché un cane grasso, anche in esposizione, può essere scambiato con un cane di grande sviluppo strutturale, e quindi venire premiato.

La risposta giusta potrebbe darla soltanto la bilancia, visto che lo Standard mette paletti ben precisi (da 6,3 a 8,1 kg): solo che la bilancia sul ring non c’è. Allora bisognerebbe che i Giudici ricordassero che il Carlino, in inglese, viene definito COBBY: altro termine intraducibile in una parola sola e che è stato reso con “corto e compatto”, ma che in realtà è un termine mutuato dall’anatomia equina e che, in campo ippico, significa molto più di questo. In pratica “cobby” vuol dire “di struttura compatta e massiccia, ma senza che per questo perda la sua eleganza strutturale”.
Ecco, un cane grasso come un maiale non è cobby: è grasso e basta. E lo si vedrà soprattutto durante il movimento, quando caracollerà anziché muoversi in modo fluido, con grazia e – per quanto nei limiti imposti dalla sua struttura – con agilità.
Non è facilissimo trovare il giusto compromesso tra “robusto” e “ciccione”, neppure per un Giudice: e figuriamoci quindi quanto lo sia per le Sciuremarie. Loro, però, la bilancia in casa  ce l’hanno: quindi i casi sono due. O la usano, e si danno una regolata quando vedono che il cane esce dai limiti, oppure vanno ad occhio… cercando però di ricordarsi che non occorre aspettare che la pancia del cane tocchi  terra per capire che è ora di metterlo a dieta.

Inserisco nel capitolo “tronco”, anche se in realtà la cosa coinvolge tutto il cane, il fattore “posizioni che un Carlino può assumere”. E’ importante saperlo, che si mettono nei modi più strani, perché, per esempio, la classica posizione di riposo “a cane morto stecchito” ha già fatto prendere coccoloni a un notevole quantitativo di umani.
Se vedete il vostro cane messo così, prima di precipitarvi sul telefono e chiamare il veterinario, provate a chiamare lui: probabilmente si rialzerà subito guardandovi con la faccia da “Ma che vuoi? Dormivo così bene…”.

Altre posizioni classiche sono quella “a pelle di leone”, con le zampe allungate indietro ed apparentemente disarticolate dal corpo, e quella “a ranocchio”, che è solo il modo più classico in cui il Carlino si siede. Sembra incredibile, ma evidentemente lui ci sta comodo.

ARTI: anteriori molto forti, diritti, di media lunghezza e ben sotto il corpo, con spalle ben oblique. Posteriori molto forti, di moderata lunghezza, ben sotto il corpo, diritti e paralleli se visti da dietro. Ginocchio con buona angolazione.
NOTA SERIA 3: in questa razza sono abbastanza diffuse  sia la displasia dell’anca (che colpisce tutti i molossoidi), sia quella della rotula (che colpisce tutti i cani di piccola taglia). E’ quindi molto importante acquistare cuccioli figli di genitori testati, anche se la displasia dell’anca difficilmente porta a problemi particolarmente gravi, per via del grande sviluppo delle masse muscolari. Quella della rotula, invece, può determinare una zoppia evidente del posteriore.
NOTA PER NIENTE SERIA, MA DA TENER PRESENTE: pesante com’è, e con quei piedini trugni&truzzi, il Carlino, quando salta addosso per farvi la feste, è uno dei più micidiali ammaccatori di attributi maschili che il panorama cinofilo conosca.
Forse per questo è molto più amato dalle donne.

CODA:  ritorta, inserita alta e arrotolata il più strettamente possibile sul dorso Assai desiderabile il doppio giro.
Detta anche “codino ricciolino meraviglioso della sua mamma”. E qui confesso il mio lato drammaticamente sciuramariesco, perché NON riesco a fare a meno di infilare un dito nel ricciolo della coda di un Carlino e di giocarci. Non so voi.

PELLE E PELO: pelo fine, liscio, morbido, corto e lucido. Colore albicocca, argento, fulvo o nero. Ogni colore è nettamente definito, per avere un netto contrasto fra la traccia (striscia nera che va dall’occipite alla coda) e la maschera. Le macchie sono nettamente definite. Muso o maschera, orecchi, nei sulle guance, “segni di pollice” (ditate), losanga sulla fronte e striscia sul dorso, devono essere tutti più neri  possibile.
Lo Standard dice tutto sul pelo e non parla della pelle (ovviamente, perché in expo quella non si vede): però ne parlo io, per ricordare che la razza va piuttosto soggetta a dermatiti e micosi…che però, il più delle volte, sono legate all’alimentazione. Un’alimentazione corretta elimina quasi sempre questo tipo di problemi, mentre un mangime “da tanto al mucchio” può causarci un sacco di pensieri.

CONCLUSIONI: che il Carlino sia un cane delicato, con possibili problemi di salute, è sicuramente vero: che sia un “mostro deforme”, sempre e solo malaticcio, incapace di vivere una “vita da cane” nel senso più naturale della parola, è una cavolata galattica.
E’ un cane da compagnia, che deve vivere costantemente a contatto con i suoi umani: questo significa che è anche facile accorgersi dei primissimi sintomi di qualsiasi problema e correre ai ripari senza che questo rovini né la nostra, né la sua vita. Soprattutto, però è un cane che va allevato con estrema cura, conoscenza della razza e competenza: quindi, se fate scelte diverse ed acquistate il primo cucciolo che capita, poi non dovrete accusare la razza se si ammalerà o se avrà vita breve. Prendetevela solo con voi stessi, o al massimo con chi alleva ad capocchiam anche razze che dovrebbero essere lasciate solo ai veri esperti.

Per il resto, il Carlino è un cane senza vie di mezzo: o si odia, o si ama.
Se lo si “odia” (anche solo in senso cinofilo, ovviamente, perché nessun cane al mondo merita di essere odiato in altri sensi… ma tantomeno questo, che è l’immagine dell’allegria e della simpatia), è giusto che si richiami l’attenzione degli allevatori sui problemi legati alla razza e che si inviti ad un’attenzione sempre maggiore: però bisogna anche rispettare le scelte di chi, magari, ha del cane un’idea diversa dalla nostra.

Se lo si ama, bisogna ricordarsi che è un CANE. Buffo, simpatico, spiritoso, adorabile: ma anche “cane”, con la sua dignità e i suoi sentimenti di cane.
Rispettatelo, ed evitate di esagerare con le classiche “scemenze” (vestirlo, mettergli gli occhiali, mettergli il cappello…o magari fargli spingere il passeggino, come nel caso della carlina che è diventata una star su Youtube a causa di un video che doveva essere solo un “ricordo di famiglia” per il figlio che era andato a vivere all’estero, ma che adesso gira per tutte le TV americane spingendo ‘sto dannato passeggino, e presumiamo che ne abbia du’ palle che toccano terra…anche se è femmina).
Abbiamo detto, fin dall’inizio, che il Carlino ha senso dell’umorismo: è vero, ma non bisogna esagerare né approfittarne.
Va bene giocare, va bene scherzare, va benissimo ridere…ma “con” lui, non “di” lui.
Altrimenti il cane si accorgerà di essere preso per il naso, ricorderà di essere un molossoide (da compagnia, sì, ma sempre molossoide)…e dovrete stare attenti che non sia lui, alla fine, a ridere di voi.
E con tutte le ragioni del mondo.

Articolo precedenteE se prendessimo un morso?
Articolo successivoABC…inofilo – parte 1

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

24 Commenti

          • 😀 no no, non è di Mangini l’ attore-carlino, è di una ragazza bionda… non ricordo il nome però.
            Valeria porcaccia la miseriaccia…. ma perchè non l’ hai linkato sto video? uff… è davvero carina come pubblicità. Questo oscuramento mediatico comincia a starmi “leggermentissimamente”…. là!

          • Grazia, se la Vetril vuole il suo spot sul mio sito… pagaaaaaaa!!!! :-))))) (Ovviamente scherzo, eh! Non l’ho messo soprattutto perché non so neppure se sia di libero utilizzo o meno.

  1. ho letto per l’ennesima volta lo standard semiserio del carlino e sento l’obbligo di ringraziarti per la piacevolezza e di felicitarmi per la bravura letteraria. Te lo scrive la !!!!Presidende!!!!! del C.I.A.C. (Club Italiano Amatori Carlini), club che attende, forse da un decennale (o quasi), il riconoscimento ufficiale dell’ENCI, malgrado che l’art.21 dello statuto reciti “il club deve interessare solo una razza o piu’ razze SIMILARI”. Ma l’ENCI difende il CCC che accomuna, come similari, barboni, shih-tzu, chihuahua etc. e non accetta l’indipendenza unitaria di tutti coloro che vogliono USCIRE dal CCC. Cari saluti, bianca

      • Visto che siete esperte della razza potete aiutarmi a trovare un allevamento serio di carlini (preferibilmente nord italia)e nn “cagnari” perche con tutto quello che ho letto sono terrorizzata di prendere un cane gia malato….!vi ringrazio in snticipo….complimenti x gli articoli…!!!

        • visto che anche io mi sono lanciata in questa ricerca posso farti il nome di due o tre allevamenti a mio parere ottimi, però dubito di poterlo fare in pubblico…

  2. E’ molto diplomatico prendere le distanze da opinioni scomode e l’articolo che ne esce è carino e mette d’accordo tutti… ma mi sembra un po’ lontano dall’opinione di Valeria di soli due mesi fa:
    (Redazione 22 luglio 2011 alle 19:21)
    “@Dusia: scusa, ma pechinesi e carlini ti sembrano cani? 🙂
    Scherzi a parte…diciamo che in alcuni casi la selezione dei cani da compagnia è andata un “filino” oltre il lecito. O meglio: è difficile definire un confine del “lecito” che sia uguale per tutti… ma oltre il “mio” lecito ci sono sicuramente andati. Perché per me i cani che non camminano, non respirano, non riescono a partorire da soli ecc. ecc. non sono più cani. Sono esserini adorabili che mi piacciono da matti… ma “cani” non riesco più a definirli.”

    fonte: http://www.tipresentoilcane.com/2011/07/20/cane-da-compagnia-o-cane-che-fa-compagnia/

    • Giulia, hai ragione anche tu: ma bisogna fare distinzioni tra “la razza” in generale e “la razza” allevata seriamente, da persone con la testa sul collo.
      Quella che ho descritto nell’articolo (e credo di averlo anche specificato) è la razza come deve essere, e come “è”… ma in una percentuale abbastanza limitata di casi.
      “La razza” in generale, quella che vedi per strada (di dubbia provenienza) e purtroppo anche quella che vedi in expo (dove l’ipertipo a volte trionfa) è una razza andata oltre i confini del lecito (e in certi casi MOLTO oltre). Purtroppo la cinofilia ha molte facce: quando parlo di una razza in un articolo, per scherzoso che sia, devo comunque riferirmi a quella “ideale” (che comunque esiste, perché gli allevatori seri esistono). Quando parlo della “situazione” di una razza, devo tener presente tutto, nel bene e nel male: e purtroppo il male è predominante, perché i cagnari predominano sulle persone per bene e anche perché FCi ed ENCI fanno troppo poco per limitare gli eccessi “da expo”, che sono cani che non riescono più a vivere.

  3. Carissima Valeria, che bello leggere i tuoi articoli. Per caso sono capitata in questo splendido sito, che piacere leggere interessanti informazioni, scritte da una persona colta, simpatica ed intelligente.
    Per quindici bellissimi anni, nella mia famiglia c’è stato Sirio, una bella meticcia di pastore bergamasco, trovata in condizioni pietose sulle montagne di Bratto. Sono trascorsi quattro anni da quando ci ha lasciati, la sua mancanza la sentiremo per sempre.
    Non voglio annoiarti con le mie parole, ti chiedo scusa se non ho grandi capacità nell’esprimermi in modo corretto, alle spalle non possiedo una grande cultura, il mio commento non riguarda i carlini, però non sapevo come comunicare con te, avrei qualche cosa da dire a proposito degli scriteriati che vendono cani nei loro negozi, però me ne vergogno perchè io tre anni fa ho comperato una cagnolina yorkshire, per cui debbo solo tacere, e sentirmi in colpa per questo commercio assurdo e vergognoso. Sono stata forse una delle poche persone fortunate che a distanza di tre anni, ha una bestiola ancora in discrete condizioni di salute, perchè potrei fare un elenco lunghissimo di quanti problemi Isotta ha avuto, fin da primo momento che l’ho portata a casa. Quando ho telefonato alla proprietaria del negozio, lamentando il fatto che la cagnolina aveva dei grandi problemi intestinali, mi sono sentita rispondere che l’avrebbe sostituita, la mia risposta è stata vergognosamente volgare.
    Grazie per avermi dato l’opportunità di scriverti, se lo vorrai, in privato ti darò il nome del negozio. Ancora grazie ed un caloroso abbraccio.
    Ornella Castiglioni

    • Ornella, grazie per le belle parole… e una piccola risposta: non devi vergognarti per essere stata una vittima, ma lottare anche tu come tutti noi che vorremmo mettere la parola fine a questo schifo. E il modo migliore per contrastare questo traffico è il passaparola: è raccontare, spiegare, parlare con chiunque si conosca.
      Non devi vergognarti neppure della tua risposta alla negoziante: le parolacce, in questi casi, sono dovute e sacrosante!

  4. Io col mio carlino a a parte agility (non mini) e rally obedience faccio anche fly ball e soccorso e ricerca (ha fatto il pre esame come cane da soccorso e ricerca). Cammina senza pšroblemi anche per piu ore (il massimo penso sia stato una “passeggiata” di 7 ore) senza il minimo problema. Molti mi chiedono ma puo fare questo, fare quello, riesce ad arrivare in cima se andiamo in montagna. E un cane ci arriva piu facilmente di me, visto che adoper 4 zampe. E un cane meraviglioso e molto da compagnia.

  5. mi felicito con Gloria. Il carlino e’ un cane meraviglioso. Non sempre allevatori e proprietari lo sono. Egoismi e interessi rovinano ambiente e conoscenti. Ma esistono, anche, Gloria e il suo carlino. Solo cosi’ si puo’ andare avanti. bianca tamagnone

  6. Il resto del carlino, l’ho scoperto qualche giorno fa, era il giornale che veniva dato come resto appunto di una cifra che pagava il carlino, cioe’ un sigaro!!! Non l’avrei mai immaginato, ma e’ da questo che il giornale prese il nome, pensate un po’.

  7. Ciao Valeria, mi unisco alle centinaia di messaggi che la gente scrive , per farti anche io da parte mia i miei complimenti per i tuoi articoli…sono FANTASTICI a piacevolissimi da leggere. Io ho due carlini…inutile dire che li adoro entrambi e sono due BAMBOCCIONI adorabili…molto espressivi nelle lorto mille faccine buffe…quasi umane.Pur essendo due maschi sono molto diversi tra loro sia per carattere che per fisicità, uno è un TRUGNOTTO e l’altro piu’ magrolino. Entrambi vengono dallo stesso allevamento e posso garantire che tutti i cani che ho visto di quell’allevamento sono nati e si sono accoppiati naturmente!!! Il piu’ trugnotto è conforme secondo lo standard tanto è vero che ha partecipato a piu’ EXPO dandomi anche diverse soddisfazioni;il secondo piu’ magrolino invece non piace proprio perchè troppo stretto davanti per cui risulta a vista piu’ lungo(povero arrivava sempre ultimo). Adesso il piu’ trugnetto con il caldo fa veramente fatica a muoversi e si stanca molto piu’ facimente, mentre il secondo è molto agile e corre e salta anche per diverse ore senza accusare stanchezza.Tutto questo per esprimere solo la mia opinione : a volte non sempre gli standard delle varie razze tengono conto della “PRATICITa” della vita di tutti i giorni dei vari cani!! Alcuni standard andrebbero a pare mio “alleggeriti” un pochino per permettere a questi cani BELLISSIMI una maggiore facilità e praticità nella vita di tutti i giorni.. , spero di essermi spiegata bene !!! Grazie ed EVVIVA i CARLINI pagliacci adorabili….

  8. Mi associo ai commenti precedenti complimentandomi per il tuo grande lavoro che emana tutta la tua passione per il mondo cinofilo. Grazie davvero, i tuoi articoli mi sono utilissimi ma in particolare questo sul carlino (io ne ho attualmente 2 ma con i 2 cuccioli che intendo tenere per me, arriverò a 4) è davvero uno spasso da leggere e rileggere mille volte anche ad amici e conoscenti…oltre che ai miei figli!
    Comunque volevo dirti che se vuoi..l’orecchia a rosa te la faccio vedere io! La mia femmina nera le ha così e non sono dispiaciute nemmeno ai giudici alle sue prime (e uniche finora) Expo a cui a partecipato. Ha preso 1°eccellente entrambe le volte.
    Adoro questa razza e sto studiando tutto il possibile per poter diventare col tempo un’allevatrice (seppur non professionale) o per meglio dire una “selezionatrice” di linee di sangue per la salute del cane.
    Grazie ancora per il tuo prezioso aiuto. Keep calm and hug a pug

  9. Bellissimo articolo!
    Sono capitata qui in cerca di informazioni e suggerimenti per allevare al meglio il cane che adotterò e che NON verrà da un negozio.
    Ho deciso di spenderci molto tempo nella ricerca dell’allevamento giusto, di impegnarmi a fondo STUDIANDO giorno per giorno questa razza prima di accoglierne un esemplare a casa mia.
    Io non voglio il cane soprammobile, voglio un cane SANO e per questo non baderò a spese e ascolterò consigli e suggerimenti degli esperti.

    Il Carlino è una razza fantastica e dopo un lungo riflettere sono arrivata a capire che è la razza giusta per me, per casa mia e per lo stile di vita che intendo fare.

    Purtroppo in passato ho avuto brutte esperienze ma non ero io a decidere bensì i miei genitori:

    – Un pechinese preso da allevamento amatoriale con problemi cardiaci e di respirazione …(sciagurati!) E’ morto per i suoi problemi di salute in vecchiaia.
    – Un Pincher nano purtroppo preso al negozio. 48 ore dopo stava morendo di infezione batterica intestinale, salvato non so come perchè mi ero accorta dei sintomi per tempo! Ma ha displasia dell’anca e non per ultimo attualmente altri problemi di salute (un tumore, si spera benigno in prossimità del ginocchio sinistro).
    (questi sfortunatelli io li amo e li ho amati con tutta me stessa anche se ora sto per conto mio, ma non posso fare a meno di pensare che, se la gente non cascasse in certe truffe non ci sarebbero esemplari costretti a queste vita infernali!)

    Mi sono detta che non avrei commesso gli errori dei miei genitori (dettati da innocente ignoranza) e anche loro hanno imparato alla lunga (perchè ho fatto a craniate con loro con non poche discussioni).

    L’allevamento va SCELTO bene e bisogna accorgersi subito delle cavolate ma non sempre è facile. (specie se arrivi li, vedi il cucciolo di carlino che ti guarda con quella faccia chiedendoti: “Adottami, non mi vedi che già ti adoro?!”)
    Inoltre ci tengo a dire che unn allevamento serio non alleva 4 o 5 razze completamente differenti tra di loro!(dove lo trovano il tempo ed il denaro per trattare bene ogni singolo esemplare con abitudini diverse da razza a razza?)

    Torno al discorso iniziale: Per tutto quel che mi è capitato e che ho vissuto sto STUDIANDO letteralmente questa razza. Con ore di letture e filmati, con articoli degli esperti e esperienze di chi ce li ha e sa cosa significa crescerne uno e farlo vivere bene (si perchè i cani non sono soprammobili sono creature viventi: prima la loro salute poi il resto!)

    Ringrazio quindi di cuore chi ha scritto questo preziosissimo articolo che terrò sempre a portata d’ occhio.
    Ringrazio anche le risposte sotto con le esperienze di conosce la razza o sa da quali truffe guardarsi (magari perchè ci è caduto egli stesso/a)
    Grazie Grazie…

    🙂 Venerdì vado in un allevamento che per ora si presenta molto bene e vedremo come andrà.
    Incrocio le dita!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.