rissaumani_aperdi VALERIA ROSSI – Come spesso accade quando si mette in campo (o su questo sito) la diatriba tra allevatori (intesi come Allevatori seri) ed animalisti, volontari eccetera, anche l’articolo “Datevi fuoco, allevatori di m…” ha dato la stura al consueto scambio di opinioni talora “leggerissimamente” infervorate. Opinioni che purtroppo, sul fronte animalista – o presunto tale, come ho scritto nel titolo, perché un animalista “vero” dovrebbe essere il primo alleato dell’Allevatore serio – spesso sembrano frutto di ideologie preconfezionate, più che di basi scientifiche o di semplice osservazione della realtà.
Per questo, pur avendo già risposto ad alcuni nello spazio riservato ai commenti, vorrei ripetermi anche qui, unendo un po’ tutte le affermazioni  più “classiche”degli animalisti.
Ah, piccola aggiunta: su Facebook ho invitato i commentatori a leggere almeno gli articoli, prima di fiondarsi a mettere “like” o a controbattere sdegnati… perché sono arrivati commenti che pensavano che fossi io ad invitare gli allevatori a darsi fuoco (essendo stata allevatrice per più di trent’anni, forse mi sarei dovuta già cospargere di benzina prima di iniziare a scrivere).
Qualcuno, direi oberato da un eccesso di fantasia morbosa, ha anche stigmatizzato la foto di apertura (presa su google immagini e ritraente, purtroppo, un uomo che si era realmente bruciato) perché riteneva che rappresentasse un cane a cui era stato dato fuoco:  la qual cosa, evidentemente, lo turbava più del fatto che si trattasse di una persona.
Ecco, con quel tipo di animalismo lì non credo di poter instaurare alcun dialogo. Primo, perché tutti quelli che pensano che gli umani siano una razza di merda e che dovrebbe estinguersi… non solo non si suicidano, ma fanno pure allegramente figli a tutto spiano, dimostrando palesemente, come nella canzone di De Andrè, “la differenza fra idea e azione”; secondo, perché i matti non li capisco (per fortuna). E questi son proprio matti.
Agli “altri”, invece, ovvero a coloro che argomentano civilmente e che sembrano ancora dotati di un minimo di capacità di pensare in proprio, provo a rispondere:

enci_statsa) con i canili pieni e il fenomeno del randagismo crescente, gli allevamenti dovrebbero avere delle limitazioni.
D’accordo: ma qual è la percentuale di cani provenienti da un buon allevamento, e quale quella di “frutti del libero amore” o peggio degli accoppiamenti volutissimi da Sciuremarie e Cuggini vari?
In Italia ci sono sette milioni di cani registrati all’anagrafe. Almeno altrettanti (se non di più) sono sicuramente quelli che non hanno mai visto un microchip.
All’ENCI, nel 2012 (ultimi dati disponibili) sono stati registrati 132.981 cani. Facciamo 133.000 per arrotondare.
Considerando che un cane vive in media 12 anni, possiamo fare una stima approssimativa (molto approssimativa, eh! Ma è giusto per farsi un’idea) dei cani con pedigree residenti in Italia, moltiplicando questa cifra per dodici. Otteniamo poco più di un milione e mezzo di cani.
E GLI ALTRI CINQUE MILIONI E MEZZO, da dove saltano fuori?
Consideriamo poi che nel milione e mezzo son compresi anche i cani dei cagnari che un pedigree, comunque, ai loro cuccioli lo appiccicano. Quanti saranno, alla fine, i cani nati da allevatori seri?
Mezzo milione? Un milione, proprio a voler essere generosi?
Ne mancano altri sei milioni.
E allora, queste “limitazioni”, vogliamo darle a quei quattro gatti che allevano con passione, serietà e competenza… o non sarebbe meglio imporle a chi accoppia a casaccio Fufi e Bubi?

bull_sanob) Alcune razze hanno vere e proprie MALFORMAZIONI richieste come standard ESTETICO.
Palla galattica, punto.
Nessunissimo standard “richiede” malformazioni: semmai, alcuni standard si sono adeguati al fatto che certe malformazioni esistano in natura e siano perfettamente compatibili con la vita (vedi l’acondroplasia/condrodistrofia nei bassotti)… ma non è mai di bassotti che si parla, quando si fanno questi esempi. Quasi sempre si tira in ballo il bulldog inglese, il cui Standard recita chiaramente (basterebbe averlo letto…): “Testa piuttosto larga rispetto alla taglia, ma non eccessiva al punto di alterare la simmetria generale, o far sembrare il cane deforme, o interferire con la sua capacità di movimento. Faccia relativamente corta, muso ampio, tronco e rivolto leggermente all’insù, ma non in modo eccessivo. Cani che mostrano difficoltà respiratorie sono altamente indesiderabili.
Dunque, lo Standard richiede un cane SANO. Che poi ci siano allevatori – o pseudotali – che cercano a tutti i costi l’ipertipo, con conseguenti problemi… è un altro discorso. Sta di fatto che i veri “mostri” incapaci di respirare e perfino di muoversi io li ho visti soprattutto tra i bulldog dell’Est (allevati ad capocchiam), mentre in Italia vedo molto, ma molto spesso cani sanissimi e capaci di arrivare serenamente ad età avanzate.  E siccome io non mi sono mai sognata di difendere l'”allevatore” in quanto tale (anche perché si definisce così il proprietario di qualsiasi fattrice che abbia una cucciolata, compresi quindi cagnari, Sciuremarie e affini), ma solo l’Allevatore serio e competente… allora posso dire tranquillamente che gli allevatori seri e competenti NON allevano cani “malformati”, neppure quando allevano bulldog o carlini. Sono razze delicate, questo è vero. Sono razze difficili.

caneleoneMa di nuovo… non pensiamo e non crediamo che sia stato “l’uomo moderno” a volerle così perché dovevano andare in esposizione. Carlini, pechinesi ed altri piccoli cani asiatici sono antichissimi (tremila anni di storia, come minimo) e venivano allevati con grande cura perché somiglianti al leggendario “cane leone” tanto caro agli asiatici antichi (che di leoni veri non ne avevano mai visti, come dimostra chiaramente l’immagine che se ne facevano…): ma erano già fatti così, per selezione naturale! Nessun umano, tremila anni fa, sarebbe stato in grado di “creare” da zero un cane con questi tratti somatici: è stata la natura a differenziare moltissime tipologie in base alle regioni geografiche, alle risorse disponibili, alle temperature e così via. L’uomo ha preso qualcosa che già esisteva… e poi, sì, in certi casi ha indubbiamente esagerato nel fissare certe caratteristiche: ma dire che siano state “scelte estetiche” (3000 anni fa?!?) è pura fantascienza.
techichi2Anche i chihuahua (altra razza accusata di rispondere solo a criteri estetici, in particolare all’esigenza di avere “cani piccoli” tipica delle Sciuremarie) derivano in linea diretta dei Techichi, cani allevati dai Tolchechi, un popolo vissuto in Messico tra il 750 e il 1200 d.C. (tempi in cui si dava sicuramente moltissima importanza alle esposizioni canine, che sono nate nell’800!). E i Techichi erano già cani minuscoli, come si può vedere in dipinti e sculture dell’epoca.
Quindi, di cosa stiamo parlando?
E’ vero che l’uomo, in alcuni casi, ha esagerato: ma non dimentichiamo che la scienza è riuscita a capire solo in tempi recentissimi quali fossero davvero le patologie legate a certe caratteristiche morfologiche: e da quando l’ha capito, alcuni Standard sono stati modificati e moltissimi Club hanno dato indicazioni importanti per tutelare la salute delle razze. Che poi non tutti le seguano, queste indicazioni, è nuovamente vero: ma se non le seguono rientriamo nel campo del cagnaresimo, e non dell’Allevamento con la A maiuscola.

lupo_cane_fontainec) Il cane in generale è una forzatura e non sarebbe mai dovuto esistere: sarebbe stato meglio se restava lupo.
Ecco, questo andatelo a dire a lui: perché è stato il cane a scegliere di vivere con l’uomo. E’ il lupo diffidentissimo, che dall’uomo si teneva a chilometri di distanza, a pensare che invece di andare a caccia facendo una fatica della madonna si sarebbe potuto avvicinare agli accampamenti umani e mangiarsi i loro rifiuti: per questo l’ex lupo-e-basta è diventato canis lupus familiaris. Scelta di Madre Natura, non dell’uomo. Scelta opportunistica di cui l’uomo, a sua volta opportunista, ha sicuramente approfittato: in natura questo succede in continuazione. Ne ha approfittato “troppo”, ha schiavizzato il cane, l’ha sfruttato per i suoi biechi fini?
Mah, in qualche caso forse sì. Resta il fatto che la vita media di un cane domestico è di dodici anni e quella di un lupo in condizioni naturali è di cinque/sei anni. Quindi, forse, il gioco valeva la candela: altrimenti il cane se ne sarebbe beatamente tornato nei boschi, come è stato sicuramente libero di fare per migliaia di anni. La favola di La Fontaine, nella quale il lupo sceglie la libertà dopo aver visto i segni del collare sul collo del cane, è solo una favola: nella vita reale le cose sono andate diversamente. D’altronde anche noi stessi, se fossimo restati scimmie, saremmo stati più liberi: invece abbiamo scelto di scendere dagli alberi e mo’ ci ritroviamo a dover tacere quando il capufficio ci cazzia. Però restiamo zitti, perché a fine mese lo stipendio ci serve.  Insomma, siamo opportunisti esattamente come il cane, per il quale lo “stipendio” si traduce in ciotola piena, tetto sulla testa, cure mediche a portata di zampa e così via.

dobermann_caniled) I canili sono pieni di cani di razza!
Assolutamente NO.
I canili sono pienissimi di meticci, alcuni dei quali somigliano vagamente ad una razza (ma per il volontario del tutto digiuno di cinotecnica, “è” un cane di razza). Basta guardare gli annunci non soltanto dei canili, ma anche dei Rescue, che in teoria dovrebbero occuparsi proprio solo di cani di razza pura, ma che in realtà nove volte su dieci propongono “mix australian shepherd”, “incrocio chow chow”, “quasi CLC” eccetera eccetera.
E i cani dati in adozione tramite i Rescue NON finiscono mai in canile, ma restano in famiglia finché non si trova l’adozione giusta.
Qual è la vera percentuale di cani di razza pura (ovvero: proveniente da un Allevamento con la A maiuscola) che finiscono in canile? Così a stima, limitandomi a guardare i siti di moltissimi canili italiani, direi che l’1-2% è già tanto.
Certo, se poi vogliamo chiamare “dobermann” o “rottweiler” tutti i cani nero focati (come quello dell’annuncio riportato qui), allora la percentuale sale di brutto… peccato che questo genere di cani NON venga mai fuori da un allevamento serio.
Ma soprattutto: l’Allevatore con la A maiuscola, gli eventuali cani che il proprietario non potesse più tenere per un motivo o per l’altro, se li ripiglia! E gli trova una nuova famiglia con facilità, perché sa benissimo di aver messo al mondo cani sani, di buon carattere e pure belli: che si “piazzano” (brutto termine, ma realistico) nel giro di pochi giorni. Aggiungo: non si ripiglia solo i cani che “tornano indietro” per problemi dei proprietari, ma si ripiglia anche quelli che non è sicuro di aver sistemato nella famiglia ideale. Personalmente sono andata fino a Bari a riprendermi una cagnina che credevo di aver affidato a una famigliola con bambini e che invece è stata messa in riproduzione a meno di un anno. Ho sbagliato (mi avevano infinocchiato benissimo) e ho rimediato. E siccome era stata tutta colpa mia, non l’ho neppure “ricollocata”: la cagna è rimasta con me fino all’ultimo giorno di vita. Ma non è che voglia santificarmi per questo: la stessa cosa so che hanno fatto decine di altri allevatori SERI, per il semplice motivo che l’allevatore serio, i suoi cani, li ama.

Basta, mi fermo qui perché altrimenti scriverei un romanzo. Ma non escludo una “seconda puntata”: quindi, sempre nell’ottica di un confronto civile, se possibile… chiunque abbia altre domande o affermazioni a cui vorrebbe una risposta da parte cinofila è  invitato a farsi avanti.

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117 Commenti

  1. Gentile signora Valeria vorrei porle una domanda riguardante i bull dog. Premetto che non sono appassionata di questa razza e perciò sono ignorante in materia avendo sempre avuto cani da pastore ma, mi diceva un’allevatrice di australian mia amica, che i bull dog quando partoriscono devono x forza fare il cesareo perché altrimenti morirebbero di parto. E tutto questo grazie all’uomo che ha creato questa razza incompatibile a madre natura. Ma sta cosa è vera oppure è una leggenda metropolitana? Grazie

    • E’ “parzialmente vera”, nel senso che è verissimo che si ricorre quasi “in automatico” al cesareo, ma non perché le cagne non sappiano più partorire da sole: è che, con quei capoccioni, fanno una fatica improba (cosa che vale per molti altri molossoidi, solo che nella taglia ridotta i problemi si moltiplicano) e quindi si fa il cesareo per evitare alla cagna di sfinirsi (oltre che prevenire le eventuali complicazioni). Qualche anno fa il cesareo era diventato “di moda” anche in umana: ora la “moda” è passata, ma il concetto resta lo stesso. A volte un intervento è meno invasivo di un parto naturale che non si presenti proprio facilissimo. E per i molossoidi, partorire, “facilissimo” non è mai.

      • non risponde alla domanda..cani con la testa gigante creati dall’uomo con la testa gigante..in ogni caso si confonde la teoria con la pratica. Il problema, teorico, è che a parte i quattro che ci lavorano e hanno quindi bisogno della ragionevole certezza che il cane abbia certe caratteristiche, tutti gli altri vogliono un certo tipo di cane per motivi assolutamente estetici è ciò è come minimo discutibile. Se parliamo di pratica, allora è facile dire che il problema dei canili pieni e del randagismo non è causato dagli allevatori. é troppo facile parlare da sola fingendo che gli altrui argomenti siano molto più banali e idioti di quello che in realtà sono. Quello che spaventa un po’ è che, come al solito, giochiamo a fare dio. Creiamo il cane come piace a noi come se andassimo da subway a farci fare un panino.

        • Sono centinaia di anni che non si gioca a fare Dio… s’è fatto prima della scienza perché servivano gli incroci per questioni reali (cani con certe particolarità erano più adatti a certi lavori… selezione naturale + selezione controllata) ma da quando esistono gli standard, e proprio perché esistono gli standard, s’è messo d’incrociare a cavolo.
          Peraltro non per dire ma la natura stessa stabilisce dei limiti agli incroci, tant’è che se metti una donnola con un gatto al massimo ottieni il puré di carne, di sicuro non la gannola… i casi in cui animali “diversi” possono accoppiarsi sono rarissimi e quasi sempre sterili (tigone, ligre, mulo).

          • giocare a fare dio significa appunto credere di conoscere il bene anche per gli altri e fare, scientificamente meno, quello che si può per imporre il proprio volere. Creare una razza o modificarne scientemente le caratteristiche per i nostri comodi assomiglia tanto a fare dio

        • chi gioca sono tutte le persone che si fingono animalisti e mettono foto su foto di cani malandati e moribondi su fb per chiedere soldi da utilizzare in medicinali, cure etc. Soldi che ai cani non arrivano mai. Lo so certezza perchè mio nonno che è finanziere in Campania si occupa spesso di fare verifiche su questo tipo di truffe. Ma purtroppo ci sono una infinità di associazioni che specula sulle disgrazie degli animali e se sei interessato posso anche spiegarti come le crea. Questi per me giocano, giocano con la vita, con la salute, con le disgrazie con le false verità

          • no. lor delinquono ma non ha niente a che vedere con giocare a fare dio. rileggiti per favore e dimmi se quello che dici è in qualche modo legato a ciò che dico io. l’unico legame è la parola gioco che tu hai forzatamente inserito nel tuo discorso. in ogni caso, tu parli di truffatori che si fingono animalisti, neanche di animalisti e basta. allora possiamo parlare solo dei cagnari per parlare degli allevatori. ti rendi conto? per convincerti e dire la tua ca…ta retorica fai un’operazione davvero bieca e abbastanza vergognosa…

        • “è facile dire che il problema dei canili pieni e del randagismo non è causato dagli allevatori”. Secondo lei quindi i canili pieni e il randagismo sono colpa degli allevatori?

          “é troppo facile parlare da sola fingendo che gli altrui argomenti siano molto più banali e idioti di quello che in realtà sono”. Quali sarebbero quindi questi argomenti altrui? Ce li vuole spiegare?

        • versetto, scusa, ma il molosso “capoccione” (non il bulldog nello specifico, ma il suo antenato) è uno dei cani più antichi del mondo, la sua conformazione ha ragioni funzionali ben precise, e anche la sua maggiore difficoltà rispetto ad altri tipi di cani nel riprodursi (e la sua minore longevità) ha un suo perchè: madre natura, nella sua infinita saggezza, ha fatto in modo che tutti i grandi carnivori non fossero eccessivamente prolifici e non vivessero troppo a lungo, onde evitate l’ estinzione di tutti gli esseri che si trovano al di sotto di loro nella catena alimentare… ti immagini se il leone sfornasse dieci leoncini a botta, come un coniglio?! certo, chi alleva seriamente ( per PASSIONE, oltre che per portare a casa la pagnotta) queste razze ci tiene aI propri cuccioli e fattrici, e tenta di fare di tutto per assicurare la loro sopravvivenza, ma l’ uomo non ha inventato niente. l’ uomo non è dio, per quanto si sforzi di imitarlo, o di superare la natura, nel lungo termine non può che arrendersi e vedere i suoi sforzi vanificarsi..tornando ai cani, facci caso, gli obrobri ipertipici abbondano nel momento in cui una razza va di moda, si tratta di animali deboli e poco vitali, che, poverini, spesso hanno vita breve e possono lasciare il segno nel genotipo per massimo una trentina d’ anni, ma appena la razza (che magari esiste da migliaia di anni con le medesime caratteristiche fisiche e caratteriali, come nel caso di molti molossi) viene “lasciata in pace” da cagnari e sciuremarie, vanno a scomparire rapidamente la maggior parte dei problemi causati dalla selezione dettata solo dal profitto, e torna fuori la razza che si è sviluppata e si è mantenuta nel tempo per ragioni funzionali..

  2. leggo sempre i tuoi articoli …fino in fondo ee trovo che siano sempre scriti in maniera esaustiva e simpatica…e credimi…non so come fai…io ormai mi arrabbio cosi tanto che no nriesco nemmeno piu a spiegare…siamo nel 2014 abbiamo internet che è un mondo di conoscenza se ben usato e senti e leggi ancora cose che fanno rabbrividire…e anche spiegando sei tu la pazza “fissata””…..profondo rispett oper te che continui nonostante tutto a diffondere la CInofilia !!!

  3. Il mio amato Allevatore, purtroppo, si è ritrovato a scoprire dalla nuova famiglia che uno dei suoi cani era stato lasciato in canile..e le volontarie, pur sapendo che era del suo Allevamento, non lo avevano avvertito! Sono stati i nuovi padroni a cercarlo! Questo è quello che succede quando gli “animalisti” si mettono a combattere contro gli Allevatori.. Possibile che non capiscano che hanno lo stesso obiettivo, che non devono farsi la guerra ma lavorare insieme per costruire nella gente una cultura cinofila che impedisca gli abbandoni e gli accoppiamenti ad capocchiam delle sciuremarie? (che, per inciso, secondo me non dovrebbero nemmeno riprodursi loro stesse 😉 )

    • obiettivo dei canili: fare soldi.
      obiettivo degli allevatori: fare soldi, magari non tanti ma è un lavoro. in effetti, hanno lo stesso obiettivo

      • Anche i medici “fanno soldi”, ma salvano vite.
        Che facciamo, la moratoria contro la medicina perché è pure “per soldi” ?

        • ah vedi che ci risiamo con la retorica facile dell’iperbole…anche gli insegnanti sono pagati per una nobile causa e puoi fare mille esempi..però devi capire che non puoi accomunare un medico, un allevatore, un mafioso e che ne so io perchè guadagnano dei soldi..puoi invece spiegare che i proprietari dei canili e gli allevatori non collaborino perché entrambi pensano al loro business..quindi è inutile dipingere gli allevatori, anche quelli per bene, come dei santoni che lavorano per nobili scopi: lavorano per il denaro. E i proprietari dei canili lavorano per denaro. lo sai quando vale in soldoni un canile? un sacco di soldi. ogni cane che tengono porta denaro. E per gli allevatori, una volta venduto il cane il lavoro è finito.

          • Iperboli o metafore, non che tu ne sia scevro…..
            Tutti si lavora per una ciotola di crocchi…. tutti si ha fame.
            E una mela marcia in ogni cassa di mele ci sta…. è nella natura.
            Quanto agli allevatori, per cui secondo te una volta venduto il cane il lavoro è finito, mi sento di dissentire…
            O meglio, chi alleva una determinata razza e, di questo, ne fa il suo lavoro… non, non credo che “abbia finito”….
            Forse ha finito chi ha piazzato un cane, e ha già la cagna gravida a sfornarne altrettanti, come polli in batteria…
            Versetto, versetto… che fai, il furbetto????

          • dico solo di smetterla con questa visione angelica dell’allevatore modello…io vi ripeto che secondo me il principio della selezione della razza a scopi troppo spesso estetici, poi nascosti dietro le esigenze di avere un cane con cetre caratteristiche anche se in realtà non ce ne si fa nulla, è sbagliato…io non ho affatto usato un’iperbole nel mio discorso. Inoltre, credo sia ingiusto banalizzare le altrui argomentazioni ad hoc al solo scopo di vincere una battaglia ideologica (in contumacia fra l’altro). infine, ripeto che allevatori e gestori dei canili speso non collaborano perché hanno interessi uguali ed opposti allo stesso tempo. entrambi, pur occupandosi della salute dei cani, hanno anche l’interesse economico legato alla loro professione ce spesso li porta a non collaborare affatto. vedere come vi date da fare per giustificare le vostre scelte mi fa un po’ ridere. un po’ come una setta. scegliete di comprare il cane di razza e poi avete il bisogno di trovare delle giustificazioni…

          • Eh no proprio no! Qui ti sbagli di grosso! Per l’ allevatore serio non funziona che “una volta venduto il cucciolo il lavoro è finito”. Perchè noi in quanto teniamo a tutti i nostri cuccioli, una volta affidati alle nuove famiglie continuiamo a seguirli. La maggior parte di loro comincia a frequentare il nostro centro cinofilo per consigli, educazione, pensione, visite etc… Siamo sempre a disposizione per i nostri cani! E non mi rispondere “si vabbè lo fate per denaro” perchè non è così. Il nostro lavoro, certo, viene pagato altrimenti non potremmo mantenerci, ma il nostro lavoro è anche e soprattutto grande passione per la cinofilia!

          • quello che io dico a chi mi critica perché ho comprato un cane da un allevamento e l’ho anche oggettivamente pagato UNA BARCA di soldi è che, al di là dell’aspetto estetico (che certamente conta, a me piace quella razza, la trovo proprio bella) io ho acquistato un CARATTERE. Un cane che sapevo benissimo come sarebbe stato, come si sarebbe comportato in certe situazioni, che attitudini sociali avrebbe avuto, anche che “difetti” avrebbe avuto (uso le virgolette perché in realtà sono comunque CARATTERISTICHE della razza). E l’ho scelto proprio per questo e così è stato. Oltretutto io consiglio molto a chi deve prendere il proprio primo cane di rivolgersi ad un allevamento proprio ma proprio buono, e di non temere di spendere davvero tanto! Non sto scherzando. Questo perché un OTTIMO cane a livello caratteriale (ovviamente di una razza adatta al proprio stile di vita), quindi frutto di un’ottima selezione, quindi di un allevamento con una storia imprtante e quindi CARO, secondo me “concede” più errori ad un neofita.

          • bravo alberto..ti sei comprato un amico come piace a te..cosa possono fare i soldi…comunque sto dicendo che è obiettivo che i canili non sono pieni per via degli allevatori. Ma non è quello il problema: creiamo e tramandiamo caratteristiche per le nostre esigenze. Il solito egoismo da due soldi. Infine, come al solito, crediamo di conoscere il bene e lo imponiamo a tutto il resto dal mondo. c’è un problema teorico e non pratico.
            p.s.: parlate degli animalisti minchioni vs allevatori seri. non vedi il problema?

          • Mah, guarda, colgo la tua ironia e ti dico che MAGARI avessi “comprato un amico come piace” a me. In realtà ne ha un sacco di cose che non mi piacciono, è un cane tutto fuorché perfetto. Però ha QUELLE caratteristiche che secondo me sono le più importanti e che io desideravo.

            a parte questo, secondo il tuo ragionamento però QUALSIASI cosa faccia l’uomo è fatta per le proprie esigenze e quindi frutto di egoismo. anche riprodursi è un qualcosa che si fa per le proprie esigenze, per continuare la specie e quindi per egoismo. Oppure ho capito male?

            Direi poi che nessuno abbia mai voluto porre la questione come “animalisti minchioni vs allevatori seri”. Mi sembra che sia solo tu a volerla vedere così.

          • beh..tu hai cercato di comprare l’amico che piace a te. poi ti è andata male. prova a comprarti una moglie..fanno anche quello e magari sarai più fortunato

          • “Vi” a chi? Questo è uno spazio di libera discussione, nel quale mi sembra abbiano spazio tutte le voci. Però certe sparate non stanno proprio né in cielo, né in terra. “Discussione” non può essere sinonimo di “cavolate buttate lì ad capocchiam”. Dire a qualcuno di “comprarsi la moglie” non mi pare né cinofilo, né educato, né sensato: è una provocazione semplicemente stupida, ovvero una trollata.

          • io, peraltro, apprezzo il 90% degli articoli di questo blog salvo queste sparate da setta che ogni tanto vengono fuori

          • @versetto tu dici: “ti sei comprato un amico come piace a te..cosa possono fare i soldi”; “tu hai cercato di comprare l’amico che piace a te. poi ti è andata male”. Quale e’ il problema?
            ll comprare? Perche secondo te gli allevatori dovrebbero lavorare gratis? E le spese per allevare seriamente (iniciando dai test per le malattie ereditarie) gliele pagheresti tu?
            Se invece il problema fosse il “come piace te”… allora la tua affermazione sarebbe solo ipocrisia allo stato puro. Chiunque di noi gli amici (anche quelli umani) se li sceglie. I miei amici sono persone con cui mi trovo bene; persone che ho “scelto” per trascorrerci del tempo insieme. E la scelta di chi e’ nostro amico e chi no su che basi la facciamo? Indoviniamo? Scegliamo come amici “quelli comepiacciono a noi” o quelli con cuinon siamo compatiili?
            E il paragonare il comprare il cane con il comprare una moglie denota solo la mancanza di argomenti, sostituiti con frasi ad effetto ma assolutaente fuori luogo.
            E poi ti lamenti che ti si definisca troll… chi se non un troll potrebbe fare un paragone del genere?

          • il problema è allevare e creare e mantenere certi standard per le nostre esigenze le quali coincidono, nell’immagine che avete in mente, con quelle dei cani…il fatto è che c’è una forte contraddizione nell’affermare di amare i cani e, allo stesso tempo, farne commercio.. perché se un medico può amare il suo lavoro ma allo stesso tempo vendere le sue prestazioni senza grosse contraddizioni (vende le SUE prestazioni), vendere cani è ben diverso poiché vendete degli altri esseri. Inoltre, il lavoro che viene fatto assomiglia tanto all’eugenetica.. poi ognuno faccia quello che gli pare, ma non comportatevi da setta ed accettate che per qualcuno (ah già, quegli idioti degli animalisti) l’idea di fare commercio con i cani ed applicarsi per mantenere una razza “pura” o crearne ad hoc una nuova può essere considerata una porcata.. mica vi dico di smettere di farlo.. se vi fa star bene e vi diverte continuate pure col vostro giochino, però non fate di queste sparate contro quei cretini che non la pensano come voi (gli animalisti “seri” non pensano che i canili siano pieni per colpa degli allevatori)..bon, saluti e baci e buon divertimento

          • Ma scusa un momento, ma qual’è, o quali sono i problemi???
            Il fatto che si faccia “commercio” dei cani??
            Ma il “commercio” degli animali è nato con l’uomo, da sempre si scambiavano, e si scambiano, mucche, capre, pecore, cani, cavalli, cammelli e locuste in cambio di cibo, sementi, stoffe e mogli o forza lavoro… Cosa c’è di tanto sconvolgente se, restando sempre nel campo della legalità, una persona alleva dei cani e li vende per trarne il suo sostentamento??
            Io non ci vedo nulla di scandaloso… Ognuno, in democrazia, SCEGLIE il lavoro, l’attività che più preferisce, gli si addice, che “trova”…
            Quanto alla “selezione” degli animali… anche qui, cosa c’è di male?? Perchè da sempre non si sono selezionati gli animali?? Capre, pacore, mucche, cavalli…. non sono anche loro sottoposti alla ricerca/selezione di capi che più si “addicono” a determinati ambienti/finalità??
            Pecore che fanno sempre più lana o cavalli più forti se per lavoro o più “snelli” se per la corsa….
            Il punto è: essere contro la selezione degli animali in toto o solo per i cani???
            E poi, cosa c’è di male nel “selezionare” delle razze perchè siano esenti da determinate patologie, o perchè abbiano meno patologie possibili??
            Perchè essere contro “a priori” della ricerca del male minore o del miglior “star bene”???
            Posso arrivare a passarti il ragionamento per cui se voglio un cane “solo per compagnia” potrei prenderlo al canile invece di comprarlo…
            Ma per coerenza questo ragionamento devo poi estenderlo a TUTTO ciò che “acquisto/uso”, dalla macchina, al cell, al pc, alle scarpe…
            E non perchè “faccio demogagia”, ma perchè sono COERENTE con la mia idea che non servono “sovrastrutture” (ossia tutte le peculiarità di una determinata cosa) ma solo la sua “essenza primaria”….. Solo che questa coerenza spinta è assolutamente fuori da ogni logica…. CHI decide COSA???
            In democrazia ed in libero mercato…. torni al via e il discorso si riprende….

          • Versetto, tu però non puoi pretendere rispetto per le tue idee e scelte, e poi dire che chi non le condivide, cioè chi è a favore dell’allevamento di cani di razza, è uno che “si diverte col suo giochino” o che è a favore dell’eugenetica. Perché allora anche chi non è d’accordo con te deve avere diritto di dirti che sei un animalista talebano , che vivi un utopia, che di cani non capisci nulla…

          • per mardo: libero mercato-cani=bene. Poi non ti lamentare se danno solo una multa a coloro che li maltrattano

          • Versetto latitante, che fai? Rispondi solo a quello che ti fa comodo? Perche eviti le domande che ti mettono spalle al muro? Visto che continui a ripetere le stesse cose in modo genérico ti rifaccio l mia domanda: “Perche secondo te gli allevatori dovrebbero lavorare gratis? E le spese per allevare seriamente (iniciando dai test per le malattie ereditarie) gliele pagheresti tu?”.
            Poi sul dscorso dell’ “amico che piace a te” perche hai svicolato? Ti ei accrto di aver detto una stupidaggine e fai finta di niente?
            E perche non ti sei ancora scusato per aver paragonato il comprare un cane con il comprare una moglie? Per caso sei pure misógino? Oggi e’ l 8 di marzo, il giorno ideale per riconoscere che hai scritto una cazata e scusarti con tute le donne.
            Poi tu stesso hai scritto: “se un medico può amare il suo lavoro ma allo stesso tempo vendere le sue prestazioni senza grosse contraddizioni (vende le SUE prestazioni), vendere cani è ben diverso poiché vendete degli altri esseri”. Quindi come concili questa affermazione con le spese necessarie per ecografie, anlisi per le malattie erditarie…? E non rispondere citando l’ eugenetica, perche cadresti nel ridicolo. Vai al punto. Se ne hai uno.

          • Versetto trolletto,
            vai a farti un giretto,
            cerca un baretto, bevi un goccetto e poi presto a letto…..
            magari con un buon libretto….
            Un bacetto!

            P.S. Certo che non è male non rispondere….

          • bene eros. l’autostima non ti manca. tu sei quello delle domande che mi mettono con le spalle al muro? o sei quello delle domande che non meritano risposta? in ogni caso ti risponderò:
            il fatto è che ritengo sbagliato selezionare delle razze. quindi, da questo punto puoi desumere il resto. per la questione del comprare una moglie, devo dire che è stata una battuta infelice. ciò non toglie che voi riteniate i cani come un bene di scambio mentre io non la vedo così. un po’ come non ritengo un bene scambiabile una moglie (per contro esiste una simile pratica) ed è per questo che ho fatto un paragone fra le due cose. perché le trovo entrambe deplorevoli e questo l’hai colto nel tuo commento, salvo poi accusarmi di misoginia (sii coerente). Infine, per quel che riguarda le spese necessarie a test, etc… qua non si sta parlando di un rimborso spese, si parla di una vendita con conseguente guadagno. non volevi che parlassi di eugenetica per dirti perché è sbagliata la selezione. Non ne parlerò se vuoi ma di quello in fondo si tratta e non capisco perché sia ridicolo. Sai cosa è successo a Sparta con la fissazione della razza pura: individui sempre più deboli, infine quasi tutti sterili. una lenta decadenza consacrata al tramandare le caratteristiche ritenute migliori e pure. quindi per rispondere alla tua domanda: gli allevatori non dovrebbero lavorare affatto, o meglio dovrebbero fare altro, potrebbero comunque occuparsi di cani senza venderli. i test glieli pago io? per il mio cane è andata così

          • mardo, non ti rispondo in rima perché sarebbe una catastrofe. Comunque ti ho risposto. in tre righe poco fa perché non meriti di più.
            Poeta, la saluto

          • Versetto, non so se non capisci cosa sia l’ allevamento serio o se continui a far finta di non capire.
            Cerchero di essere semplice
            Facciamo finta che uno il cucciolo che vuole se lo debba far venire al mondo da solo.
            1- Trovare una femmina; e gia questa e’ una spesa. Se uno non la ha dovra diciamo affitarla.
            2- Il maschio, ossia pagare la monta (ma questo nel tuo mondo utópico sarebbe gratis)
            3- test per le malattie genetiche dei due genitori (e questi vanno fatti e pagati)
            4- ecografía e visite veterinarie alla mamma durante la gravidanza (spese in denaro e in tempo)
            5- assistenza veterinaria durante il parto (o quantomeno un veterinario disponibile in caso di complicazioni)
            6- visita veterinaria ai cuccioli
            7- seguire i cuccioli durante l’ allattamento (per puilire dove sporcano, stare attenti al loro stato di salute, contollare che non si facciano male…) e o uno e’ disocupato o dovrebbe chiamare un dog-sitter
            8- vaccini e microchip (a tutta la cucciolata)
            9- svezzamento e prima educazione (che a livello di orari occupa un mese a tempo completo).
            E finalmente abbiamo il cucciolo che volevamo; adesso bisogna solo ridare indietro la femmina che avevamo affittatp e sistemare tutti gli altri cuccioli (perche a seconda della razza in una cucciolata ce ne possono essere anche 8-9)
            Qualcosa contro l’ affittare una femmina e portarla a casa nostra per 3-4 mesi? Allora la si potrebbe lasciare a casa sua, con il suo umano. Ma in questo caso come potremmo fare affinche si dedichi a seguirla invece di andare a lavorare? Di sicuro non basterebbe il rimborso spese dei vaccini e delle analisi; lo dovremmo pagare. E poi che dovrebbe fare con gli altri cuccioli? Ce li prendiamo tutti? O glieli lasciamo mentre troviamo a hi darli? E lo paghiamo per occuparserne o esigiamo che lo faccia gratis?
            Ma sorpresa! Se lo paghiamo abbiamo appena descritto un allevatore!

            O tu che faresti? Perche non capisci che mentre si occupano di cani gli allevatori devono mangiare, vestirsi, pagare le bollette… oppure nel tuo mondo utópico dovrebbero allevare solo miliardari annoiati e pensionati (ma di quelli con pensioni di lusso)?

            Poi sulle spalle al muro… con la tua rispsta hai dimostrato che ti ci ho messo. La mi autostima, le mie domande che non meritano risposta, il continuare a dire che ritieni sbagliato selezionare le razze (ma senza motivarlo), l’ eugenetica che non puoi fare a meno di menzionare, Sparta… ma alla fine stai solo cercando di svicolare (típico comportamento di chi ha le spalle al muro e non sa che dire).
            Hai un’ altra possibilita di argomentare il tuo punto, avanti vediamo se ci riesci. Ma questa vlta rispondi per davvero.

            E sul comprare una moglie… non basta dire “che e’ stata una battuta infelice” per poi cercare giustificazioni; gli adulti quando sbagliano se ne assumono la responsabilita e chiedono scusa.

          • non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. per me è la pratica dell’allevamento che non dovrebbe esistere e la tua descrizione non può certo farmi cambiare idea. come allevano, il fatto che sia un lavoro, ed il fatto che abbiano le migliori intenzioni non lo metto in dubbio. per me resta il fatto che è un lavoro che non dovrebbe esistere e quelli già citati in precedenza sono i miei motivi. infine, o hai problemi di comprensione della lingua italiana e non sai cos’è un’argomentazione (dire che selezionare porta scientificamente all’indebolimento e alla decadenza è una fottuta argomentazione) non possiamo affatto comunicare. almeno che tu non parli altre lingue che magari conosci meglio e che conosco anche io. svicolare da cosa? la mia risposta l’ho data cento volte e se non ti va bene fa ciò che ritieni più giusto ma non dirmi di darne un’altra. se vuoi ne cerco un’altra e un’altra e un’altra…ma infine termineranno perché tu intanto continuerai a parlare delle spese degli allevatori che nulla hanno a che vedere col fatto che io ritenga la pratica dell’allevamento sbagliata. infine, non ho cercato nessuna giustificazione. ho ammesso l’errore e ti ho spiegato che le ho accomunato le due pratiche perché riguardano entrambe il commercio di ciò che io non ritengo commerciabile. non puoi dire che uno è con le spalle al muro solo dicendo che le sue argomentazioni non sono argomentazioni. se ancora non comprendi arrangiati. non voglio convincere nessuno

          • FOTTUTA… quando uno non ha argomenti inizia con le volgarita…
            Poi quello che ha “problemi di comprensione della lingua italiana” a questo punto sei tu; uniti a quanto pare a problemi ad esprimerti nella stessa.
            Il fatto che secondo te quello di allevatore “è un lavoro che non dovrebbe esistere” varrebbe solo se detto da Dio stesso, altrimenti buttato li cosi dimostra solo un delirio di onnipotenza. Come il fatto di voler ignorare i fatti pratici (non voglio, non voglio, NON VOGLIO!!! Come i bambini).
            Poi chiami argomentare il dire che: “selezionare porta scientificamente all’indebolimento e alla decadenza”? Senza nemmeno portare studi che lo appoggino ne proporre alternative… E il sordo sarei io… Il campione del mondo di facciatosta…
            Poi ti suggerisco di tornare alle elementari a studiare “lettura e comprensione” (visto che chi ha problemi con la lingua sarei io…); io non ho “elencato le spese degli allevatori”. Ti ho chiesto di proporre una alternativa invece di iniziare a pestare i piedi facendo i capricci e dicendo: “non voglio gli allevatori cattivi perche la selezione indebolisce”.
            Te lo richiedo e vediamo se sai argomentare come un adulto. Tu proibiresti l’ allevamento dei cani come lavoro. Quindi chi volesse un cane come dovrebbe fare? Dove dovrebbe andare a prenderlo? Canile? Privato? Di che dovrebbe vivere chi si prende cura di una cagna durante la gravidanza e poi dei cuccioli nei primi mesi di vita? Di un altro lavoro? Perche sei cosi contrario a chi dedica quel tempo completamente ai cani invece di lasciarli a se stessi? Ci arrivi a capire che o uno sta con i cani o lavora? Come risolveresti la cosa? Sei in grado di fare considerazioni pratiche? O sai solo dichiararti “contro” a grandi linee (perche selezionare porta scientificamente all’ indebolimento)? Che sei un filosofo? O sei in grado di affrontare anche discussioni pratiche? Io continuo ad aspettare argomentazioni pratiche (se ne hai), invece di limitarti a pure disquisizioni teoriche (senza presentare un supporto scientifico a quello che dici)

            E il tuo dire: “non ho cercato nessuna giustificazione. ho ammesso l’errore e ti ho spiegato che le ho accomunato le due pratiche…” e’ ben lontano dal chiedere scusa. Continui a spiegare perche lo hai detto (a mo di giustificazione), ma scusa non la chiedi…

          • vuoi degli studi? riparti da Darwin. vuoi degli esempi nel presente (non il caso di Sparta) alle Hawaii gli autoctoni hanno sviluppato delle patologie ereditarie dovute appunto al fatto che per secoli non hanno introdotto nuovi elementi nel loro gruppo e il grado di consanguineità ad un certo punto è diventato troppo elevato. Anche gli allevatori di conigli sanno che devono sempre inserire nuovi elementi nel gruppo se no le bestie si indeboliscono nel lungo periodo (fra parentesi quali sono gli studi che tu puoi citare a favore dell’allevamento e al mantenimento della razza, degli standard?). la volgarità non è per forza sintomo di incapacità espressiva, anzi usata nel modo corretto può aiutare a far capire a qualcuno con evidenti limiti di comprensione quanta importanza abbia un tale soggetto. Nel mio caso era importante che tu ti rendessi conto che il concetto era stato già ribadito più volte e tu continuavi a parlare d’altro. Ora: la soluzione a cosa? al problema del randagismo? dei canili zeppi? secondo me non è l’allevamento. la soluzione è rappresentata da un’educazione che porti ad una presa di coscienza il più possibile generalizzata del problema e che, nel lungo periodo, porti ad evitare che le persone facciano figliare dei cani, producendo cuccioli dei quali non sanno che farsi. ed ancora: è mio diritto dire che secondo me la pratica dell’allevamento con la pretesa di conservare o creare una certa razza non dovrebbe esistere (non cìè bisogno di essere dio per avere una propria opinione e dovresti spiegarmi perché solo dio può averne una) e ciò non vuol dire che voglio obbligarli a chiudere ma che io personalmente non acquisterò mai un cane. Sulla domanda del filosofo non ti si può davvero rispondere perché hai passato il limite continuando a chiedermi argomentazioni non teoriche contro l’allevamento ed io te le ho già date (cioè che sul lungo periodo, pur con tutte le buone intenzioni, si rischia di fare il male dei cani per via della nostra assurda convinzione di poter migliorare sempre tutto). per quel che riguarda le scuse con chi dovrei scusarmi? non c’è da scusarsi con nessuno, c’è da ammettere un errore, cioè l’errore di aver esagerato poiché avrei potuto fare un altro esempio di commercio che riguarda ciò che per me non si dovrebbe commerciare. non devo le mie scuse a nessuno e soprattutto non le devo a te. agli altri ho ormai deciso di non rispondere più ma tu sei troppo fastidioso per via della tua eccellente capacità di non ribattere sullo stesso piano e di non leggere con attenzione ciò che scrivo. Il che mi porta a ripetermi e ciò è frustrante. ora non risponderò più nemmeno a te perché devo finire un lavoro per lunedì e non ho intenzione di essere terminarlo in ritardo

          • Scusate, ma perchè continuiamo (mi ci metto anch’io) a ribattere a questa marea di [email protected]@@@ate? Di fronte a tanta spocchia e a tanta illogicità francamente nessun argomento può far breccia…non è una discussione, è lavar la testa agli asini, comunque una cosa inutile e fastidiosa.

          • @versetto tu dici che “la volgarità non è per forza sintomo di incapacità espressiva, anzi usata nel modo corretto può aiutare a far capire a qualcuno con evidenti limiti di comprensione quanta importanza abbia un tale soggetto”… seguiro il tuo consiglio, visto che sei troppo LIMTATO per capire quando ti si parla
            Il modo in cui hai citato Darwin serve solo a dimostrare i tuoi LIMITI DI COMPRENSIONE. Sei solo un POVERACCIO assolutamente incapace di dialogare e troppo ARROGANTE e SUPERBO per renderti conto delle CAZZATE che scrivi. Il “lungo terine”, le “malattie degli autoctoni hawaiani”… altre due CAZZATE per nascondere le tua ignoranza e l’ incapacita di argomentare discorsi pratici. Solo uno PSEUDOFILOSOFO IGNORANTE potrebbe pensare che selezionando con attenzione e studio si indebolisca una razza piu di quanto si farebbe lasciandolaa stessa… e chiunque parli di allevamento con cognizione di causa sa che gli allevatori cercano esemplari in altri continenti per ridurre i rischi di consanguineita, sa che l’ inbreeding viene utilizzato con grande cautela, sa che in varie razze viene periódicamente introdotto sangue di esemplari rustici… ma tu no; non sai nulla di cio e critichi comunque… Avere la DECENZA di informarsi prima di dare ARIA ALLA BOCCA dimostra una maturita che ti manca.
            Tu hai la FACCIATOSTA di scrivere: “sei troppo fastidioso per via della tua eccellente capacità di non ribattere sullo stesso piano e di non leggere con attenzione ciò che scrivo”… ma non ti vergogni? Sono due giorni che ti rifiuti di rispondere ana qualsiasi domanda pratica continuando a VANEGGIARE con teorie a lungo termine, aborigeni, spartani, comercio delle mogli… Sono sceso tuo livello; adesso vai a trollare da un altra parte, perche se contunui ad offendere la prossima volta saro’ volgare per davvero.

          • @Versetto finalmente uno che ragiona un minimo senza limitare la discussione a una questione di buoni contro cattivi….peccato non aver letto prima quanto hai scritto, che io trovo CHIARISSIMO. Non condivido totalmente perchè non sono contro gli allevamenti (fino a un certo punto), ma sono contro la piega che ha preso lo standard. Un errore che si continua a fare poi è giustificare alcune tra le più problematiche razze attuali semplicemente perchè molto antiche, peccato che spesso nell’antichità non erano esattamente come adesso, questo non è un dettaglio, perchè un tempo non si curavano molto i cani, e la mano della selezione naturale si faceva sentire molto più di quella dell’uomo che invece oggi ha forzato troppo la situazione… il cesareo ne è un esempio…per alcune razze dovrebbero fare 100 passi indietro e farle tornare come erano un tempo

        • avevo deciso di lasciarvi perdere ma ad alice devo proprio rispondere. IO non sono un animalista MA non penso come voi che siano una banda di minchioni. Infatti, come voi parlate di allevatori seri, sappiate che ci sono anche animalisti seri (per voi sono pazzi perchè fanno una vita diversa) che cercano di condurre la loro vita non entrando in contraddizione con le loro idee (riassumerle sarebbe troppo riduttivo ma potremmo dire che trovano sbagliato il modo in cui nei secoli abbiamo alterato e soggiogato le altre specie per via sia del nostro egoismo sia della nostra arroganza, vedi volere un cane con certe caratteristiche estetiche o presumere di conoscere quale sia il bene per un’altra specie). Inoltre, vivere un’utopia (con l’apostrofo, utopia è femminile) è un ossimoro. Infine, non mi pare che sia opinabile il fatto che conservare certe razze pure, mantenendone e a volte migliorandone le caratteristiche, rientri all’interno dell’idea di eugenetica o meno.
          Per TOMMASO: non mi pare il caso di risponderti ma sono generoso. “qual è” scritto con l’apostrofo non si può vedere.
          buona notte a tutti

          • Oh, ma io sono convintissima che esistano animalisti seri! Ne conosco, quindi ho presente. Con le mie parole volevo semplicemente sottolineare un concetto: se pretendi rispetto per le tue idee, rispetta anche quelle degli altri. E dire che chi alleva lo fa per avere un giochino con cui divertirsi, NON è rispetto, esattamente come non è rispetto dire che chi non alleva è un minchione.

          • bene alice. siamo d’accordo allora. dovresti però spiegarmi il senso di questi articoli allora. io vedo scherno e non rispetto in queste parole. con questo ho chiuso, non mi pare ci sia spazio per un dialogo…

          • Il problema versetto è che tu proprio non vuoi vedere il nocciolo della questione! Come ho già scritto più volte l’allevamento SERIO del cane di razza NON è eugenetica. Non è mantenere razze esclusivamente a scopo estetico per un diletto dell’uomo. Sei proprio fuori strada! Ti spiego quello che facciamo noi: l’allevatore serio lavora per mantenere nel tempo la storia della cultura cinofila che dura da secoli. Ha una passione per una determinata razza che, anche quella, esiste da secoli, e fa di tutto per far si che si mantenga nel tempo e migliori. Vuoi che si smetta di allevare e si estinguano razze storiche e meravigliose come il Labrador, il Pastore Tedesco o il Barboncino? E perchè mai? Esistono, i nostri antenati le hanno create per un motivo ed è giusto che ci sia chi oggi si occupi con professionalità, studio e passione (che per forza di cose vanno pagate) di mantenere questo immenso patrimonio della cinofilia. Se a te non interessa nulla di questo discorso va bene, è una tua scelta, ma c’è chi, invece, per questo lavoro e questo tipo di cultura ha una grande passione e ha tutto il diritto di fare questo nella vita. Anche perchè come già detto un milione di volte la colpa dei cani nei canili non è degli allevatori seri, bensì di chi abbandona, di chi accoppia a buffo, dei cagnari, di chi specula sul randagismo etc.. etc… etc…
            Secondo punto: per capire l’importanza della selezione delle razze devi andare tanto indietro nel tempo. Quando l’uomo, più simile ad un primitivo che a noi, conduceva una vita a dir poco dura e difficile. Così ha cominciato ad avvicinare i “lupi”, che reciprocamente traevano vantaggio dalla vicinanza con l’uomo, per cominciare ad abbozzare una prima selezione. I primi cani da guardia che permettevano all’uomo di dormire tranquillo e di non dover continuamente scappare braccato dai predatori. Oppure i pastori che grazie ai cani hanno potuto cominciare a governare interi greggi per sfamare i villaggi. Ti senti di poter criticare gli uomini che per sopravvivere o vivere meglio hanno fatto questo? Oggi, con le comodità che abbiamo! Non credo che potremmo permettercelo! Ecco perchè è iniziata la selezione. Oggi c’è perchè è stata tramandata e che facciamo di botto la aboliamo e perdiamo secoli di storia? E come la mettiamo con le razze da salvataggio? Saresti disposto a rinunciarci? Un Labrador, ad esempio, che prima dell’uomo riesce a trovare i dispersi? E comunque, a prescindere dallo scopo o meno che abbia oggi una razza, esiste e deve continuare ad esistere. Perchè i nostri antenati gli hanno dato la vita per motivi importanti e spetta a noi fare in modo che non si estinguano. Grazie e buona serata 🙂

          • il problema è silvia che tu non sai cos’è l’eugenetica..bisogna avere un vocabolario condiviso per poter parlare assieme. tu parli di tramandare razze come di tramandare la sagra della ciliegia. come ho già detto non credo che i canili siano pieni per via degli allevatori. non è questo il punto. trovo solo che l’idea di tramandare o migliorare aspetti di una razza (non di una sagra del che minchia ne so) sia sintomo di egoismo ed arroganza, senza contare il fatto che non state salvando il, che ne so, il koala dall’estinzione, state salvaguardando una tradizione, solo che lo fate sulla altrui pellaccia e ne fate un commercio. tant’è. io chiudo qua, continuate pure a pensarvi dei santi e buon divertimento

          • Ma versetto io mi sono espressa in un tono molto civile e pacato mentre tu offendi dicendomi che non so cosa sia l’eugenetica (e invece lo so) e che il nostro lavoro si fonda sullo sfruttamento dell’altrui pellaccia. C’è altro da aggiungere? Vuol dire che del mio discorso non hai afferrato nulla e se fossi vissuto all’epoca degli uomini che hanno reso il cane domestico per necessità di sopravvivenza o di miglioramento di una vita tanto più dura della nostra, tu non l’avresti fatto, certo. Come oggi, visto che noi siamo gente senza scrupoli che continua a tramandare una tradizione terribile che si basa solo sull’egoismo e l’arroganza dell’uomo, se dovessi avere bisogno di un Labrador che venga a salvarti tu rifiuteresti il suo aiuto, perchè non ne hai bisogno visto che hai una mentalità più avanti della nostra. Perchè questo discorso non lo fai anche ai non vedenti? Mi sembra che qui l’arrogante sia proprio tu… ti saluto

          • Personalmente, scherno non ne vedo nell’articolo: esasperazione forse si, ma non mi pare di leggere insulti o prese in giro alla mentalità animalista, quanto piuttosto una spiegazione sul perché alcune teorie che si sentono citare spesso, e non solo dagli animalisti, non abbiano un valido fondamento. Quindi critica sicuramente si, ma scherno proprio no.
            Mi spiace se l’articolo ti è sembrato così poco rispettoso: a mio avviso offre degli ottimi spunti di riflessione e di approfondimento sul tema dell’allevamento; penso che tu possa condividere il fatto che comunque qualche cane si deve riprodurre portando avanti la specie: non vedo perché, potendo farlo in maniera controllata e assicurando il massimo benessere ai cuccioli, si debba invece preferire una riproduzione casuale, che non garantisce la salute dei piccoli e della madre.
            posso darti ragione su discorso soldi: se non ne girassero l’allevamento sarebbe fatto solo per passione, con tanto di vantaggi per i cani. Ma tra una persona che mi fa pagare un cucciolo seguito e curato con attenzione e competenza, e uno che mi regala un cucciolo nato perché non avevano voglia di sterilizzare la loro cagna, non vedo perché il primo vada biasimato più del secondo.

          • alice. Ti chiedo solo due cose. 1 leggiti la definizione di eugenetica (non vuol dire per forza Hitler, nazismo o simili) e scoprirai che è esattamente ciò che viene fatto dagli allevatori. 2 piantiamola lì per ora. ne riparleremo fra 20 anni quando potremo parlare delle nuove patologie che saranno immancabilmente presenti in certe razze.

          • Versetto, tu spacci questa parolona, “eugenetica”, di sapore nazista, applicandola a persone che in realtà fanno altro. I nazisti ELIMINAVANO chi non rispondeva al loro ideale di “razza pura”, cosa che un allevatore come si deve non fa. Ed è di loro che stiamo parlando, mi pare, no? Quindi qui nessuno si fa male se la femmina X viene accoppiata con lo stallone Y, basta che poi il cucciolo Z, se non rispondente agli standard, non venga eliminato, e questo un allevatore serio non lo fa, si limita a non farlo riprodurre. Quindi non usare a scopo deterrente dei termini eccessivi. A meno che tu non sia per il libero amore nei cani, e ci pensi la natura a selezionare.

          • eccone un altro! mc, ho appena detto che eugenetica non significa nazismo (è un’espressione che aveva presente Platone e dico Platone perché ne sono sicuro ma probabilmente esiste da prima). vorrei ripetere per l’ultima volta che allevare razze, tramandare caratteristiche scientemente, è fare eugenetica. il che è negativo non per il sapore nazista del termine ma per il fatto che scegliamo noi le caratteristiche e perché porta sul lungo periodo ad avere gruppi di individui con una percentuale di geni comuni troppo alta e nel lunghissimo periodo all’indebolimento della razza e infine alla sua scomparsa. Un giorno, io non sarò più qua, non ci sarà più scelta. se i nostri arcinipoti vorranno un cane si beccheranno un ciuccio o quello che ora è un ciuccio ma che diventerà una razza per ragioni economiche. ho chiuso.

          • So cos’è l’eugenetica, e so che non esiste solo dal tempo dei nazisti; oggi ha un accezione negativa, dopo il periodo nazista, anche se in realtà chiamare eugenetica quella nazista è un po’ una forzatura: per eugenetica si intende la selezione ( nell’uomo! Tecnicamente, non si può parlare di eugenetica negli animali ) delle caratteristiche psico fisiche migliori nei soggetti, permettendo la riproduzione solamente di quelli che possono migliorare la specie; mentre quello che facevano i nazisti era sterminare diversi gruppi etnici o sociali: nessuno ha mai dimostrato che gli ebrei o gli zingari peggiorassero la specie, quello se lo sono inventato i nazisti.

            Eugenetica sarebbe semmai l’impedire la riproduzione a chi è portatore di malattie genetiche debilitanti: e sinceramente, insultatemi quanto volete, entro certi limiti e con le dovute catuele, io sono pienamente d’accordo che una persona che rischia di mettere al mondo un figlio che passerà la vita conoscendo solo la sofferena, non dovrebbe avere figli. È ingiusto e egoista far nascere persone condannate a vivere 15/20 anni isolati dal mondo, con handicap che gli impediscono qualunque attività, dipendenti da altri anche per attività come mangiare o andare al bagno. Tant’è che chi conosce qualcuno in queste condizioni, quasi sicuramente vi dirà che la persona in questione non desidera altro se non di morire.

            Per questo, versetto, io sono a favore dell’allevamento.
            Per quanto riguarda l’indebolimento e scomparsa della specie: la selezione non è un’invenzione umana. Esiste da molto più tempo in natura. Ti dirò di più: il rapporto di mutualismo esistente tra uomo e cane esiste anche tra altre specie, e anche in questi casi una delle due ( a volte entrambe ) opera una selezione sull’altra. Prendi per esempio gli aironi guardabuoi: vivono sul dorso di grossi mammiferi eliminando parassiti, tessuti infetti, insetti nocivi. È evidente che i grossi mammiferi che vengono “abitati” operano una selezione sugli aironi guardabuoi: quelli, per esempio, che danneggiano l’animale ospitante in qualunque modo ( per esempio beccandolo troppo forte ) vengono allontanati e le loro possibilità di sopravvivenza diminuiscono.

            Nn mi risulta che questa né altre specie che vivono in mutua simbiosi con un’altra siano scomparse: quindi non vedo perché dovrebbero farlo i cani. La selezione esiste in natura, dove è ancora più stretta rispetto a quella umana: e gli animali sono sani e robusti. Si indeboliscono invece quando mancano gli elementi si selezione ( calo di predatori per esempio ); io abito a Belluno, e nella zona del Cansiglio abbiamo un problema di invasione di cervi, che sono per lo più deboli, malaticci, molto facili da catturare. Questo perché in passato sono stati sterminati i predatori di quella zona.
            Come ho detto rispondendo a Giampi precedentemente: il risultato dei liberi accoppiamenti senza selezione sarebbe quello di trasformare il cane in una specie parassitica per il numero enorme di soggetti che ci sarebbero, formata da soggetti deboli e malati

  4. Di animalisti (o meglio di persone che AMANO gli animali) in giro ce ne sono ben pochi, e quelli che si professano tali, all’80% non lo sono neanche vagamente.
    Sono solo delle capre. Per cui meglio non prenderli neanche in considerazione.

  5. Se l’uomo non facesse più nessuna selezione per cento anni , come non faceva in antichità se non per certi aspetti del comportamento (ma era più un autoselezione del lupo che si avvicinava alluomo), secondo te tra cento anni che cani avremmo?
    Nessun cane perché si incrociano malattie su malattie fino allestinzione?
    Cani più sani e più adatti all’ambiente?
    Meticcinoni un po tutti uguali che differiscono per malattie?

    Quali razze scomparirebbero prima? Quelle più manipolate dall’uomo e più lontane dall’aspetto del lupo, o resisterebbero di più (prima di un inevitabile imbastardimento) quelle dove il bravo allevatore del giorno d’oggi ci ha messo più mano? E perché?

    • Premessa sbagliata (il lupo all’uomo ci si è avvicinato una volta e stop: poi è diventato “canis familiaris” e col lupo non ha più avuto molto da spartire) e risposta impossibile, visto che nelle regioni italiane in cui i cani sono lasciati, in gran parte, liberi di riprodursi si è ben visto cosa succede. Succede un “appiattimento” generale verso il modello selvaggio (modello che, però, dipende dalle condizioni geografiche. I cani randagi e ferali siciliani sono tutti tipo Dingo: se ci fosse la stessa percentuale di randagismo in Val d’Aosta presumo che sarebbero più tutti tipi nordici), ma poi succede che la maggior parte di questi cani viene catturata e messa in canile. Gli altri un po’ crepano di malattia, un po’ si ammazzano tra loro, un po’ sopravvivono, magri come scheletri, ravanando nei cassonetti o grazie – di nuovo – ai volontari che vanno a sfamarli quando e come possono. In media, direi che fanno tutti una vita di merda.

      • Io però parlavo di tutti i cani e delle malattie genetiche, secondo te cosa succede se per un secolo si accoppiano solo cani ad cazzo senza allevatori, senza nessun criterio, sesso liberi, il criterio al massimo lo fanno i cani stessi tra loro. perché ad ascoltarti sembra che se non ci fossero gli allevatori nascerebbero solo cani malati.

        • essenzialmente si: cani malati ce ne sarebbero parecchi.
          Infatti se è vero che in natura esiste una selezione naturale, che permette di eliminare i soggetti malati, questa esiste perché la vita in natura è difficile: solo i soggetti perfettamente sani e con tutte le caratteristiche tipiche della loro specie riescono a procurarsi cibo e rifugio nel loro habitat.
          Un lupo con problemi al cuore, per dire, non riesce a sostenere i km di trotto solitamente necessari a questi animali per trovare o seguire le mandrie di ungulati.

          Nell’ambiente antropizzato, per il cane ( così come per altri animali tipo gatti, alcuni uccelli, topi, a volte volpi ) è ben più facile trovare cibo e rifugio, anche se non ha un padrone. Ciò non significa che i randagi vivano bene, ma in ogni caso non vengono sottoposti a una selezione naturale tale da permettere la sopravvivenza dei migliori: alcuni muoiono, specie in campagna, ma già nelle città un qualunque cane che non sia aggressivo con l’uomo ha speranza di ottenere un po’ di cibo, dai rifiuti o cacciando parassiti come topi e ratti.

          Se si lasciasse che i cani si accoppino a piacimento, otterremmo esattamente ciò che è successo nei paesi dell ex URSS, dove moltissimi cani erano stati abbandonati perché impossibili da mantenere: uno sproposito di cani che si aggirano per le città senza che ci sia dato sapere quanti sono e da dove vengano, tutti che riescono a trovare facilmente abbastanza risorse da non permettere una selezione naturale (ma tutti che non riescono a trovare abbastanza risorse da vivere bene ) riuscendo perciò quasi tutti ad accoppiarsi, sani e malati.

          L’allevamento ci permette di fare selezione, in modo da avere pochi individui, ma che vivono bene, senza però intervenire a posteriori come in natura, cioè uccidendo alcuni soggetti, ma a priori, pianificando le cucciolate.

          • Si ma io non a caso ho detto un secolo, cento anni, no due tre anni, neanche 20,ma cento. La mia opinione? No, prima quella di Valeria se gentilmente vuole

          • Cosa cambia? 20 o 200 anni, resta il fatto che se né la natura né l’uomo riescono a fare selezione, le malattie e deformazioni genetiche si diffondono a macchia d’olio e il numero di soggetti presenti diventa insostenibile, praticamente parassitario.

          • Beh, io dico la mia, un po di selezione ho scritto che ci sarebbe, perchè in quello che chiamo amore libero, non c’è nessuna selezione umana ma i cani si accoppiano comunque, dunque , dovete sapere che non si accoppiano proprio a caso a meno che non gli togli tutte le scelte, ma , ho visto che un minimo si scelgono, e la scienza dice che a concorrere alla scelta c’è il fattore geni: per odore subliminale, o per altre cose, tendiamo a scegliere l’individuo che ha geni diversi dai nostri, perchè, la scienza dice, il mescolamento rende forti, prende il meglio dai due ed elimina malattie.

            Anche se non ci fosse minima scelta tra i cani, e si accoppiassero a casaccio, dopo un iniziale fiorire di malattie, questo mescolamento porterebbe a cani forti e senza malattie o con malattie ben nascoste, che quindi non saltano fuori, per la maggior parte delle volte.

            questo perchè quello che fanno gli allevatori, pur con tutti i buoni propositi, pur involontariamente perchè non ci arrivano, è il male dei cani, perchè cane simile con cane uguale= cane malaticcio.
            E i risultati di questo si vedono di più in certi meticci, non perchè sono meticci, ma perchè discendono da cani di razza, infatti i meticci con più problemi sono quelli che discendono da due cani di due diverse razze.

            Ho detto.

  6. Da un punto di vista grammaticale e satirico é scritto molto bene e faccio i miei complimenti. Da un punto di vista di contenuto ci sono molte lacune. Frequento tanti canili e di cani do razza ne ho visti tantissimi li dentro perché anche se non sono puri al 100% gli standard di un pitt o un rott o anche solo un husky li so riconoscere. Poi secondo me, che non mi ritengo animalista, ma amante e contro ogni violenza sugli animali, che frequento gente animalista sfegatata e navigo in siti e blog del genere, ritengo che questi 4 punti siano un po’ lontano dal pensiero degli animalisti veri e siano quindi un po’ fatui. Bisogna distiguere fra chi scrive solo dietro un pc e chi si “sporca le mani e da tutta la sua vita per gli animali.

    • Hai visto tantissimi cani di razza in canile? E come fai ad esserne sicura? Tu dici “gli standard di un pitt o un rott o anche solo un husky li so riconoscere”, ma una cosa e’ sapere piu o meno come e’ fatto un rott, un’ altra e’ saperne veramente applicare lo standard. E di persone in grado di valutare tante razze cosi diverse ce ne sono veramente poche. Poi che vuol dire il “anche se non sono puri al 100%”? Un cane non puo essere di razza XY al 95%; o e’ di quella razza o non lo e’. E i “similrazza” non sono “di razza”

  7. Personalmente ho notato che una grossa parte delle questioni nasce anzitutto perchè lo strumento su cui nascono gran parte delle “faide” (internet, scritto) non permette un approccio diretto tra gli interlocutori perdendo un’ enormità di sfumature. Un pò come capita tra uomo e cane mi verrebbe da dire :P. E poi perché il fattore anonimato e non trovarsi di fronte permette di fare più i “bulletti” senza colpo ferire. Inoltre si tende a chiudersi tra i propri “simili”, rafforzandosi a vicenda e venendo in contatto con l’ altra parte solo in situazioni da nero o bianco già conclamate ed avviate.
    Persponalmente penso che se ci fosse più dialogo diretto tra le parti molti preconcetti cadrebbero abbastanza facilmente, ovvio che molte chiusure mentali rimarrebbero, ma già il riuscire a fare un maggior fronte comune per identificare chi veramente specula (cagnari e canili gestiti solo per far soldi in primis).

  8. Concordo con la signora Sacchi: un titolo troppo sbandierato spesso è indice di una grave carenza come in quelle persone che, presentandosi ad un’altra, sentono il bisogno di far precedere il proprio nome da tutta una serie di sigle…
    chi è davvero consapevole (di sè, del proprio scopo, della propria idea) in genere non sbandiera, fa.

  9. Salve, io faccio il volontario presso un’associazione che recupera cani abbandonati o maltrattati e poi ovviamente darli ad una famiglia che gli vuol bene. Secondo me spesso nasce discordia tra Allevatori (e uso la A maiuscola) e volontari perchè purtroppo non tutti gli allevatori sono seri. Io ho un Golden Retriever preso in allevamento, prima di lui un altro, tutti presi dal mio allevatore che ritengo uno di quelli con la A maiuscola. Solo che facendo volontariato mi son ritrovato ad andar da allevatori che ci chiamavano per prender Dogo sordi che non avrebbero venduto e non volevano regalare perchè sennò “si facevano una brutta fama” (parole loro), altri molossi perchè invenduti e via dicendo. Mi son ritrovato anche a contattare allevatori per sentire se rivolevano il cane che avevano venduto dato che “l’acquirente” ce lo aveva portato a noi, ed ho ricevuto un bel no grazie datelo pure voi! Ecco il mio Allevatore non farebbe mai le cose che ho appena detto sopra, se li tiene i cani che non vende o hanno problemi, se li va a riprendere quelli che vengono tenuti male, ma anche lui mi ha confermato che purtroppo sono sempre di più gli allevatori non seri perchè anche da parte dell’ENCI non c’è un controllo adeguato. Io non son contro gli allevamenti, anzi, sono solo per il bene del cane, che venga da un associazione che li salva o da un allevatore. Questa è il mio punto di vista, saluti a tutti!

    • Dal tuo commento si evidenzia proprio la differenza tra Allevatore e Cagnaro….però si capisce anche che NON erano tanto meglio neanche i clienti del Cagnaro……!!!!!!!! Ai quali molto probabilmente l’Allevatore aveva già detto “No mi dispiace, a Voi non dò un mio cucciolo!” (certo magari ci girano intorno, non dicono proprio questa frase, ma il cane non glielo daranno mai).

  10. Virginia, perdonami ma ti sei contraddetta da sola, non si può parlare di “cani non puri al 100%” e definirli “di razza” o negli standard.
    In ogni caso, a mio parere il punto è questo:
    Proprio come “bisogna distinguere chi scrive solo DA dietro un pc” da “chi si sporca le mani e DÀ tutta la sua vita per gli animali”, Valeria sta ribadendo che bisogna imparare a distinguere anche un “allevatore con la A maiuscola” da un cagnaro, e magari prendersela proprio con quest’ultimo soggetto. Penso che entrambe queste due distinzioni, molto spesso assenti, siano un buon punto di partenza a monte di un eventuale dialogo tra un “animalista” e un “cinofilo”.

  11. Non c’è altro da aggiungere a questo articolo: pensare che pochi anni fa anche io mi definivo animalista e non volevo cani comprati! Fortunatamente, si cresce, ci si informa, si matura (si fa un corso all’ENCI) e si aprono gli occhi. Si ha a che fare con gli animalisti, e alla terza volta col fegato grosso come un pallone da calcio, ti rendi conto che son lontani da sapere il bene del cane e del gatto, e di tanti altri!

  12. Facendo seguito al commento di Lavinia Cip, mi permetto di ricordare o di far sapere, che quando in canile ci si trova di fronte a cani di razza pura o presunta tale, è semplicissimo scoprirlo…basta telefonare in qualsiasi delegazione Enci e dare il numero di microchip, oppure arrangiarsi controllando sul “libro genealogico on-line” (sul sito http://www.enci.it) sempre inserendo il numero del chip. Se esce il nome, il cane è di “razza pura” e possiamo sapere subito chi è il proprietario e/o chi è l’allevatore. Ovviamente in seguito, si contatta prima il proprietario e in alternativa l’alllevatore che se è un Allevatore serio (in teoria lo è, visto che almeno ne aveva denunciato la nascita, ecc.) verrà a riprenderselo.
    Per la cronaca….io lavoro in delegazione Enci da circa 6 anni e, dal canile della mia città ho ricevuto soltanto 1 (UNA) telefonata e indovinate un po’? Il cane presunto di pura razza, non aveva il chip registrato nel libro genealogico Enci, quindi….. deduco che Valeria abbia ragione…. cani di razza in canile ce ne finiscono davvero pochissimi…

    • Scusa sabris, ho visto che mi hai citato… ho fatto del casino cancellando inavvertitamente il mio commento precedente postato su facebook, l’ho reinserito qui sotto nei commenti normali 🙂

      Ne approfitto per risponderti. Io non so come funzionino le procedure ENCI, però ho il dubbio che se un cagnaro o la sciuramaria di turno prende 2 Setter puri, e fa una cucciolata, dà comunque alla luce una cucciolata Setter pura.
      Che poi li venda per vie traverse all’amico cacciatore, al cugino del fratello dello zio, eccetera eccetera, e non microchippi niente, non segnali, non inserisca… capirai anche tu che non si può pensare che una cosa che per sua stessa natura non “nasce” insieme al cane (ovvero il microchip o una registrazione sul libro genealogico) sottostà alla cura del “buon padre di famiglia” che ha fatto nascere la cucciolata, o no?

      Il mio ad es. non aveva nessun microchip addosso quando l’hanno trovato!

      • Il che poi in buona sostanza si ricollega in pieno a quanto detto nell’articolo, con una piccolissima postilla: di cani di razza in canile ce ne sono anche, e ripeto sono quasi tutti, almeno dalle mie parti, cani da caccia, ma sicuramente arrivano tutti al 99% dal cagnaro di turno e non dall’allevatore serio!

      • Per l’appunto….il tuo Setter, come tanti altri “cani da caccia” finiti in canile, non stanno lì per colpa degli Allevatori, ma per colpa o dei soliti cagnari, o dei soliti Sciurmario x Sciurmaria che accoppiano tanto per….
        Quello che Valeria continua a scrivere e ribadire….ossia che sono veramente pochissimi i cani di pura razza che finiscono in canile.
        Comunque sono davvero pochi anche coloro che accoppiando due cani con pedigree, rinuncino a far fare il certificato genealogico ai cuccioli…..il prezzo è irrisorio….non ha senso….abbassa anche il valore dei cuccioli e talvolta maggiore difficoltà nel piazzarli. Si finirebbe per svendere la cucciolata, se non regalarla, e chissà come mai, ma tant’è che i cani pagati poco, o presi in regalo, hanno spesso un valore pari a zero per l’adottante, il quale si fa ancor meno scrupoli nel portarlo al canile di turno….
        Quindi mi verrebbe da pensare che tutti i cani (o la maggior parte) di “pseudo-razza” o siano figli di cani senza pedigree, o di almeno un genitore senza pedigree.
        Per chiarezza, posso dirti che per poter essere iscritti nel Libro Genealogico dell’Enci, è necessario che chiunque abbia una femmina con pedigree (quindi già iscritta..) la faccia accoppiare con uno stallone della medesima razza (e taglia e/o colore per alcune specifiche razze), presentare entro 25 giorni dalla nascita il modello A (denuncia di monta e nascita) nella delegazione competente per territorio, ed entro 90 giorni dalla nascita il modello B (denuncia di iscrizione cucciolata). Entro i 60 giorni dalla nascita (ossia PRIMA di cedere i cuccioli ai nuovi proprietari) DEVE far inoculare i microchip ad ogni singolo cucciolo e assieme al mod.B deve allegare dichiarazione veterinaria di avvenuta inoculazione dei chip o in alternativa, l’iscrizione all’anagrafe canina di ogni cucciolo. Cosicché poi sarà possibile collegare ogni singolo chip a quel singolo cucciolo. E di conseguenza ogni singolo pedigree.
        Spero di essere stata chiara. Ciao

        • Aggiungo un’altra cosa.
          Nella mia regione riusciamo a fare anche i controlli cucciolata (almeno il 90%) e non siamo pagati da nessuno. L’unico allevatore che pareva scocciato delle nostre “visite”…..ha risolto alla sua maniera per non vederci…sono tre anni che non denuncia più le cucciolate…
          In compenso riceviamo lamentele di suoi clienti che stanno ancora aspettando il pedigree…… a malincuore spieghiamo che probabilmente non lo vedranno mai….ma poi mi viene da chiedere…..perchè non mi ha telefonato PRIMA di comperarlo….????

        • Sei stata chiarissima! Non conosco da vicino le procedure di registrazione delle razze canine, difatti ho specificato in primis che sicuramente anche il mio cane (il quale per me ovviamente rimarrebbe il più bello del mondo anche se fosse un incrocio tra un cane e una papera) vien fuori da qualcuno che sicuramente non ha operato secondo le regole che tu mi esponi, il che probabilmente ne fa un soggetto non derivante da 2 genitori con pedigree.

          Ora, probabilmente farò una questione di lana caprina unicamente sul significato delle parole (ma come disse Moretti in un suo film “le parole sono importanti!”) ma è solo per capire ancora meglio come funzioni il tutto. Ti faccio quindi la seguente domanda: per “razza pura” intendi solo ed esclusivamente una nascita da 2 soggetti dotati di pedigree? O un cane, prendiamo sempre l’esempio del Setter, nato da 2 genitori Setter di cui uno senza pedigree è comunque di razza pura anche se il pedigree a quel punto diventa inottenibile? Te lo chiedo senza polemica alcuna, bada bene, ma ripeto, solo per saperne di più.

          Conosco un po’ meglio l’ambiente equestre, e tanto per farti un esempio io ho un cavallo di razza Sella Francese. Lascia perdere che è castrato (!!!) e che quindi non si possa riprodurre, ma anche lui ha il suo “pedigree” con l’albero genealogico e tutto.
          Se però fosse stallone, e io volessi dar seguito ad una nuova progenie di Sella Francesi, con marchio sulla coscia e tutto, dovrebbe essere stallone approvato dall’associazione Selle Francaise che determina gli standard della razza in questione. Ovvero non basta il suo “certificato di nascita come Selle Francaise”, che lui comunque ha, ma il cavallo dovrebbe sottostare a determinate caratteristiche psicofisiche ed aver ottenuto determinati risultati sportivi. Questo lo fanno ovviamente per non abbassare il livello qualitativo dei puledri che nasceranno e, anzi, per elevarlo sempre di più.

          Quindi in ambito equestre avere un certificato non equivale a poter registrare il nuovo nato all’interno di quella razza, anche se a livello pratico da due genitori Selle Francaise sulla carta nascerebbe comunque un Selle Francaise, di razza pura sì, ma magari non approvato e quindi senza il famoso marchio. O a quel punto non sarebbe più un Selle Francaise? Sicuramente sulla carta no, nel sangue sì però!

          • Sì per razza pura intendo (e si intende) proprio cani nati da due cani con pedigree iscritti al libro genealogico italiano od estero che sia (anche se per i cani importati bisogna prima procedere all’Iscrizione Singolo Soggetto per poterlo appunto iscrivere anche al Registro delle Origini Italiano o RSR) e regolarmente denunciati con la procedura indicata nell’altro commento. Può capitare (raramente, ma càpita) che due cani con pedigree vengano accoppiati e che non venga presentata né la nascita né l’iscrizione della cucciolata – più per pura ignoranza – intesa proprio come il pensare che si possa richiedere i certificati in qualsiasi momento. In questo caso i figli sono certamente di pura razza, ma per poter fare tale affermazione (in fondo sarebbe la parola di uno sulla parola di un altro) è necessario intraprendere la procedura di Esame Parentale tramite DNA (fattrice-stallone-cucciolo/i) e in contemporanea, presentazione in ritardo (con lieve maggiorazione in fatto di costi Enci) dell’intera modulistica (mod.A-mod.B e certificato di iscrizione all’anagrafe). Se tutto andrà bene verranno rilasciati i pedigree anche a questi cani.
            Per quanto riguarda il discorso della “Conferma di razza”….questa è per me (e per molti Allevatori con la A maiuscola) purtroppo, una pecca Enci (so che ce ne sono altre, ma l’importante è farsi sentire! invece solo di lamentarsi): qualsiasi cane di razza x con regolare pedigree può accoppiarsi con qualsiasi cane di razza x (medesima razza, e per certe razze anche medesima taglia e/o colore) e tutti i cuccioli avranno il pedigree (ovviamente eseguendo tutte le denunce summenzionate).
            Sarebbe bello (ma forse un giorno succederà…sono ottimista) si facesse come in Francia: prima di voler accoppiare un cane deve andare in expo e avere la “Conferma”!!!

          • Grazie mille sabris, ora direi che ho capito tutto 🙂
            Comunque per quanto riguarda i cavalli non è una peculiarità solo francese, fortunatamente è così anche in Italia… ad es. nel settore ippica per quanto concerne Trottatore Italiano e Purosangue Inglese ed equitazione per quanto riguarda il Sella Italiano, sotto l’egida dell’ASSI, ex UNIRE (tutto sotto il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali), i cavalli per essere inseriti nel registro degli stalloni approvati devono superare test attitudinali, morfologici e sanitari ottenendo determinati piazzamenti nelle corse di un certo livello o in concorsi di salto ostacoli internazionali!

    • beh se prendi a modello la Francia per quel che riguarda la cinofilia…stiamo messi bene..aree cani schifose, piccole e lontane da tutto; nessuna educazione da parte dei proprietari che evidentemente hanno tutti un’ernia del disco e non si chinano mai per raccogliere la merd dei loro cani; quasi tutti i parchi sono interdetti ai cani; con un cane in Francia sei un appestato

      • Lavinia ti rispondo qui sotto perchè non si poteva rispondere sotto il tuo commento…
        Bene, ne sono felice! Adoro i cavalli!!!

      • Davvero? Io sono stata in francia, non coi miei cani ma spesso uscivo con mia cugina e il suo cane… E mi è sembrato invece un paese con persone abbastanza aperte alla presenza dei cani, anche se certe leggi invece sono piuttosto discutibili

        • guardi io ci vivo da un po’ e vi assicuro che in una città come lione c’è una sola area cani che si può considerare quasi decente..comunque senza erba, fangosa, piccola e l’hanno infilata su un’isola al centro di un parco, nella zona più schifosa che hanno trovato, attaccata al velodromo. in tutti gli altri parchi scrivono ovunque che l’accesso è vietato ai cani col risultato che i proprietari si sentono un po’ esclusi e se ne fregano altamente delle normali regole dettate dall’educazione e lasciano i merdoni dei loro cani ovunque..creando così un bel circolo vizioso

          • Dipende, anche io vivo in Francia e qui non é niente male; apparte le leggi sui cani di categoria, é un ottimo paese, mi trovo meglio che in Italia; la gente é cordiale ed abbastanza informata, quando vado in centro ogni due metri qualcuno mi ferma per chiedermi informazioni sul cane, si fanno pure le foto con lui, entro dappertutto (tranne supermercati e la posta); per quanto riguarda parchi, parchetti, giardinetti e robe varie, premesso che io non ci vado quasi mai ( perché ho la fortuna di abitare a 10 minuti dalla foresta), anche in quel caso dipende dalla città ma soprattutto dalla gestione regionale, qui nei Midi Pyrénées ogni città da quella piccola alla matrepoli ha un suo parco e nella maggior parte i cani sono ammessi; qui a Foix in centro ci sono pure dei “wc” per cani, delle aiuole piene di sabbia o erba in cui si puo’ portare il cane a sporcare senza bisogno di raccogliere visto che c’é una squadra di spazzini adibiti a raccogliere i bisogni in queste aree, e che servono soprattutto alle persone anziane che non possono portare i loro pelosi in montagna o nei prati e che magari fanno fatica a piegarsi; senza contare il grande numero di campi di agility, obedience, mondioring, pistage e compagnia bella; l’ultima volta che son tornata in italia, solo che per fare due passi in via XX a Genova é stata na guerra, la gente per poco si buttava sotto agli autobus pur di non passar vicino a me e al Nibi, e per prendermi un caffé tranquilla ne ho dovuti girare di bar …no, l’unico vero problema della Francia é quella legge del cazz…per cui centinaia di cani vengono soppressi ogni anno, ma quella l’hanno fatta i politici non i cittadini…

          • sarò stato sfortunato: qua ci sono i wc per cani e io non c porterei il cane per nessun motivo (fango fino alla caviglia e merda fino alle spalle) tutti i parchi sono interdetti tranne praticamente il quello della tête d’Or, dove c’è l’unica area cani decente (sempre affollata essendo l’unica) che comunque è priva di fontana funzionante (o almeno non funziona da mesi) e senza un filo d’erba. Inoltre, qua ci sono due tipi di approccio al mio cane: o, senza chiedermi nulla gli piazzano una bella mano sulla testa, o nel migliore dei casi cambiano strada (mi è capitato di essere 10 metri dietro due donne, una delle quali quando si è accorta della presenza del cane si è buttata in mezzo alla strada per passare dall’altro lato senza guardare affatto e ha fallito di essere investita per un niente). Senza contare che nessuno raccoglie una merda neanche fosse fatta tutta d’oro

        • prego vossignoria di venire a constatare che in quel di Lione tutte le aree verdi sono interdette ai cani. Se non fosse che ho di meglio da fare mi piacerebbe inviarle le foto dei cartelli posti all’ingresso dei parchi cittadini. Su alcuni non c’è il disegnino ma se vuole le traduco ciò che c’è scritto. Vorrei, inoltre, farle visitare due città considerate gemelle: Torino e Lione. Confronti le aree destinate ai cani presenti in Torino e cintura con le schifezze che propongono in questa ridente cittadina. dove è stato lei con il cane? per quanto tempo? ci ha vissuto o ci è andato in vacanza? poi mi spieghi “entrare”

  13. D’accordo al 120% su tutto, ma purtroppo solo in parte sull’ultimo punto. Se non vogliamo far finta che i cani da caccia (su tutti Setter -soprattutto inglesi-, Breton, Pointer, Segugi e Bracchi vari ed eventuali) non siano di razza, non si può certo dire che in canile non ce ne siano… io stessa ho preso un Setter Inglese, abbandonato a 3 anni perchè sordo. (Apro un piccolo inciso per dire che probabilmente per quanto come Setter sia morfologicamente in standard, evidentemente un allevatore serio non si sarebbe fatto sfuggire la sordità congenita e avrebbe messo uno stop a quella linea riproduttiva, dico io, quindi con tutta probabilità anche lui è uscito da un qualche cagnaro)
    Dal canile ho adottato lui proprio per questo “handicap”, ma ce n’erano almeno altri 5 o 6 delle razze sopramenzionate che erano perfettamente “normodotati”. E qui forse ci sarebbe da aprire il capitolo su una certa parte del mondo venatorio (anche qui evitando inutili generalizzazioni, perchè conosco anche tanti cacciatori che amano i loro cani come dei figli).

  14. se ci dovesse essere una seconda puntata ( lo spero! ) sarà sempre sul tema dell’allevamento? Altrimenti se possibile mi farebbe molto piacere se il tema fosse l’addestramento/educazione del cane, spesso tacciati come forzature, maltrattamenti, ecc.

  15. Bhè l’ Uomo ha trovato il cane e LIMITANDOLO lo ha trasformato…..magari prima casualmente e poi intenzionalmente. La Natura seleziona in maniera costruttiva mentre l’ Uomo in maniera distruttiva andando contro ogni teoria evoluzionistica. Pur riconoscendo l’ utilità di alcune razze, l’ Uomo ha accelerato, in un certo senso, i processi di un’ eventuale deriva genetica in maniera opposta a quanto avrebbe potuto fare la Natura. Nessun canide è nano (miniatura e nanismo sono 2 cose differenti), prognato, brachicefalo o presenta gene ridgeback, merle ecc.. Carlini, Cavalier King, Terrier e molti altri non ci sono statii donati dalla Natura ma da mutazioni genetiche indotte da degenerazione da consanguineità che sono state sin troppo esasperate dalla cinotecnia di ieri come quella di oggi….il carlino era un mesocefalo, il bulldog non necessitava di parto cesario ecc.

  16. Una domanda…. quanti di questi cani che sono in canile hanno un microchip? Perchè un Allevatore serio, mette il chip a tutta la cucciolata…. E da questo chip (ovviamente SE c’è……) si risale al fatto che il cane provenga da un Allevamento o meno….. Io, tanti anni fa, ho avuto uno splendido meticcio preso da un’amica, a cui IO ho fatto fare il tatuaggio (gli altri della cucciolata non hanno mai avuto nessun tatuaggio….) e poi l’ho portato in Expo per farlo riconoscere come Pastore Svizzero…. Ma se io fossi stata “cattiva” e lo avessi non tatuato e poi questo cane fosse finito in canile, sarebbe stato visto come cane di razza (come poi è stato riconosciuto dopo l’expo) o come meticcio (come in effetti, come direbbe il buon Totò, nacque)?

    • Sì certo, sarebbe stato visto come un meticcio probabilmente. Il fatto che sia stato riconosciuto da un Giudice quale Pastore Svizzero, è stato possibile perchè l’RSR (registro supplementare riconosciuti) per questa razza era ed è ancora aperto, quindi è stato iscritto come capostipite e solo la futura prole ne avrebbe dato più o meno conferma. Hai fatto una buona cosa.

      • Guarda, per esperienza ti dico che dai volontari del canile sarebbe stato considerato come pastore svizzero e non come meticcio…. e quindi “un cane di razza in canile”

  17. per tutti quelli che mi hanno risposto ci tengo a dire che sono daccordo con voi: ovvero i cani di razza in canile sono una minima parte del problema. Magari ho scritto male, scusate. Io sono contro agli allevatori più per motivi etici che pratici, ma queste sono mie questioni. Odio i cagnari e ce ne sono troppi. Ciao a tutti

  18. Sono d’accordo con quello che dice Valeria e sono al contempo un volontario al canile e un orgoglioso padrone di un cane di purissima razza, preso da un serio allevatore. Solo l’incipit mi turba. Già, perchè se molta gente preferisce pensare a una persona che brucia piuttosto che a un cane, la colpa non è di chi ha certi pensieri, ma dell’umanità in generale che non perde occasione per screditarsi da sè. Non mi risulta che i cani possiedano la logica aristotelica per discernere il bene da male; l’uomo sì. E dunque, preferisco di gran lunga vedere una persona bruciare che un cane. Sarò malato,…probabile. E d’altronde non credo che generalizzare voglia dire totalizzare (e dunque l’accenno al suicidio è del tutto campato in aria), solo presentare le cose come stanno: sono le persone a fare generalmente schifo, non i cani. E chi lo pensa non credo debba sentirsi in colpa per questo.

  19. Più chiaro di così si muore! ma già dalla prox tornata gli animalisti torneranno alla carica e ad imbastire discorsi senza fondamento. Come prima e più di prima.
    ps: se servono le figure/disegni a supporto del testo, siete pregati di farcelo sapere. Grazie

  20. Gentile Valeria, io penso che se tutti facessero uno sforzo e prima di prendere un cane si facessero un serio esame di coscienza, passando per allevatori seri che garantiscano un investimento in denaro (brutto a dirsi ma è così) in cani sani e ben selezionati, di randagi ce ne sarebbero molti di meno
    appunto poi parliamo anche di chi fa accoppiare i cani senza criterio o chi vende meticci, chi vuole il cane somigliante alla tal razza e pensa che al 50% del prezzo avrà un cane di razza da sfoggiare e magari avrà ingrassato un trafficante dell’est
    insomma senza nulla togliere ai poveri cani che ci sono in canile (una nota a parte poi va a quelli da caccia scartati per vecchiaia o scarso istinto venatorio, che rabbia) gli allevamenti sono solo un bene per i nostri amici cani, prima di riempirsi la bocca dicendo che i cani non si comprano ecc, ci si dovrebbe riflettere su
    smentiamo anche le leggende sui cani maltrattati negli allevamenti o uccisi da cuccioli perché non aderenti allo standard, sono leggende metropolitane, l’impegno dell’allevatore è crescere un cane caratterialmente equilibrato e non potrebbe mai farlo se lo maltrattasse o lo facesse con i genitori, inoltre i cuccioli “difettosi” non vengono uccisi ma vengono venduti a un prezzo di favore chiarendo il motivo dello “sconto”

  21. Commento a proposito delle persone che preferiscono veder bruciare una persona piuttosto che un cane.
    Sono convinta che le persone che odiano l’umanità, abbiano semplicemente viaggiato troppo poco. Non è un battuta né vuole essere una frase accattivante con cui ricevere mi piace. Dire che l’umanità fa schifo basandoci sulle notizie di cronaca del tg e sugli stati facebook è evidentemente una sciocchezza. Quando si smette di guardare le tv e stare su fb tutto il giorno, ma si esce invece di casa entrando in contatto con altre persone, e conoscendole a fondo, ci si rende conto che le persone oneste, gentili, positive CI SONO.

    • Credo che sia tu a non aver viaggiato abbastanza…e lo dico ormai con invidia. Personalmente ho viaggiato e probabilmente passo dietro al pc e alla tv meno del tempo che ci passi tu. E preferisco di gran lunga avere a che fare coi cani.

      • Probabilmente è una questione di esperienze… Certo non dico che al mondo siano tutti dei gran simpaticoni, però dopo aver incontrato gente per cui ero una perfetta sconosciuta che mi ha offerto un passaggio quando gli autobus hanno scioperato e io ero bloccata in una città straniera, che hanno preso per me i biglietti del treno perché l’addetto non parlava inglese e io non sapevo la sua lingua, che mi hanno ospitato a casa loro e dato una cena, sinceramente non me la sento di dire che tutti gli esseri umani sono cattivi, pericolosi, inaffidabili. Alcuni si, ma dire tutti o la maggior parte è eccessivo.

        • Son contento che tu abbia questa fiducia nell’Uomo e nella sua capacità di offrire passaggi e biglietti del treno a chi non parla inglese. Sono anche convinto che su 7 miliardi e passa di umani qualcuno che si salva c’è, e forse più di qualcuno…Dunque non invoco sterminii e apocalissi. Però tra vedere bruciare una persona e vedere bruciare un cane, se proprio devo scegliere, mi dà meno fastidio che bruci una persona. E non vedo perchè dovrei suicidarmi se i miei sentimenti sono questi. Tutto qui :-). Peraltro non ho intenzione di bruciare nessuno eh eh. Ma semmai dovessi farlo, brucerei un pezzo di sterco umano che traffica coi cuccioli di cane o che violenta i bambini o anche solo che rompe le scatole al prossimo. Un cane, non riuscirei mai a maltrattarlo.

          • Per carità, non dico certo che tu debba suicidarti per il tuo pensiero! Anche perché, se lo dicessi, sarebbe la mia opinione a mancare di coerenza

    • Si Alice, vero, come è giusto precisare di non fare di tutta l’erba un fascio, io ad esempio, sono la prima a amare e dare alle persone anche mettendo in preventivo che potrei prendermela nel ……, ma…e qui c’è un ma: nelle favole ci credevo una volta, oggi, ogni tanto, mi lascio ancora trasportare, alla fine, purtroppo, la maggior parte degli umani fa schifo, letteralmente schifo e lo dico proprio perchè ho frequentato e frequento tante persone e ho viaggiato parecchio, credimi, purtroppo la realtà è questa.

  22. A tutti quelli che si interrogano sul numero di cani di razza nei canili: il problema non è quanti sono, ma quanti di questi provengono da un buon Allevamento, dove per buono non si intende semplicemente”che fa risultati” ma sopratutto che ama la razza e i suoi cani, e ci tiene moltissimo, che alleva per passione.
    qualche cane di razza ( cioè col pedigree ) in canile si trova: ma si tratta di cani nati da accoppiamenti casuali, o di allevamenti ( magari anche grossi e che fanno risultati! ) dove il cane è effettivamente una merce e venduto come tale.
    Il buon Allevatore si cura dei suoi cani, sa sempre cosa fanno, con chi sono, se ci sono problemi, e se ce ne sono, si riprende il cane.
    È raro, molto raro che il cane di un buon Allevatore riesca ad arrivare a essere abbandonato o portato in canile.

  23. In genere se un cane di razza certificato con pedigree viene portato dal proprietario in canile è perché nella crescita ha manifestato problemi comportamentali o di salute a cui lo stesso non può o vuol far fronte……
    La prima ipotesi è che il proprietario si rivolta all’allevatore di provenienza (privato o con affisso) il quale se particolarmente sensibile lo riprenderà comunque volentieri.
    Altresì se il soggetto canino non risulta possedere uno sviluppo morfologico o comportamentale corretto tali da poterlo utilizzare in allevamento (come fattrice, stallone, carriera espositrice, ecc) sostanzialmente per “utilità” l’allevatore non occuperà uno spazio in canile e mantenere un cane improduttivo.
    L’alternativa in questi casi è appunto il canile od anche la cessione al privato ignaro, poco accorto o impreparato.

  24. Io faccio veramente fatica a capire l’ incoerenza di certi pseudoanimalisti fanatici. Per loro i meticci sono pure meglio dei cani di razza ma poi si arrabbiano se non definiamo “di razza” ogni singolo meticcio “simil…” che stanno cercando di dare (a volte credo piuttosto “rifilare”) in adozione.

    Poi non e’ possibile che tra i volontari il livello di ignoranza cinofla sia cosi alto, eppure i loro annunci sono per la maggiorparte assurdi. E anche se veramente fossero dei perfetti ignoranti o se sottovalutassero totalmente l’ importanza spiegare il lato caratteriale di ogni singolo cane, dopo 5-10-50 cani tornati indietro con l’ affidatario che si lamenta perche non gli avevano spiegato bene come era caratterialmente il cane dovrebbro saper trarre conclusioni. E invece no; nonostante tanti cani riportati indietro i loro messaggi pietistici non cambiano… Come ci si potrebbe confrontare con gente con un tale livello di chiusura mentale?

  25. Versetto, scrivo qui perché non riesco più a seguire il filo dei commenti nella discussione precedente.
    Allora, il concetto che il miscuglio di geni rafforzi la specie, che l’accoppiamento tra simili la indebolisca, è presente nell’uomo ed è simile per origine e concetto al tabù dell’incesto. Questo perché effettivamente gli accoppiamenti in stretta consanguineità favoriscono il presentarsi di tare genetiche. Fin qua direi che siamo tutti d’accordo.
    Il punto è: cosa si intende per stretta consanguineità? È un concetto valido nell’esempio che hai fatto dell’isola delle hawai: in queste isole il numero di individui è molto limitato, attorno alle poche centinaia, in effetti si arriva col tempo ad avere individui tutti strettamente imparentati.

    Quando si parla di razze di cani, però, si ragiona con numeri ben più alti! Per dire, il pastore tedesco ha fatto circa 14.000 nuovi iscritti l’anno scorso solo in Italia: non puoi dirmi che siano cifre così limitate da permettere un indebolimento genetico a causa della selezione!
    Altrimenti non si capisce come mai paesi arroccati nei monti, rimasti per secoli isolati dl resto del mondo e che contano qualche migliaio di abitanti al massimo, non registrano questo indebolimento genetico.
    È un discorso che ha senso coi conigli, perché per quelli la selezione non avviene controllando gli accoppiamenti come nei cani, ma vengono spesso lasciati accoppiare genitori e figli o fratelli e sorelle, perciò a un certo punto è necessario introdurre sangue nuovo.

    Per quanto riguarda invece le razze nuove o in via di recupero, effettivamente i numeri sono scarsi: perciò si lascia aperto il registro RSR, in modo da poter registrare come capostipite ogni cane che, su giudizio di un esperto, possa essere considerato appartenente a quella razza. In questo modo si hanno molti ceppi diversi e si continu per un certo periodo ad aggiungere sangue nuovo, in modo poi da poter allevare in purezza ma evitando la troppa consanguineità.

  26. @ versetto 3:14

    Alcune cose che dici sono condivisibili, altre sono corbellerie diseducative, qualcuno poco informato potrebbe bersi le tue sparate e prenderti in parola. I motivi estetici a scopo commerciale. E’ vero: la cattiva selezione si basa sulle mode estemporanee che durano dieci anni e poi spariscono perché i gusti cambiano. E’ un problema solo del nostro tempo: falso. I cani da compagnia selezionati per un estetico sontuoso mantello risalgono alla notte dei tempi. Le culture umane hanno tutte un senso estetico e nel passato è successo che ciò guidasse le loro scelte tra quale cucciolo tenere e quale no. Agli italiani piace il bianco uniforme, ai tedeschi il nero focato, ai turchi il fulvo carbonato. E’ giusto, è sbagliato? Finché il benessere del cane da compagnia non è intaccato non ci sono motivi per espungerli dalla specie canis lupus familiaris. Il benessere animale è il limite bioetico da rispettare e su questo siamo tutti d’accordo. Alla luce di questo principio alcuni standard sono corsi ai ripari. C’è chi se ne infischia come pure chi viola il codice della strada.

    Allevatori. Quello dell’allevatore è un lavoro. Punto. Non è né nobile né deprecabile. Condannare o abilitare una categoria è esercizio inutile. Ma per te non dovrebbe essere un lavoro perché un cane non si compra. Questo è il tuo assunto inviolabile. Tutte le volte che porti a vaccinare il tuo cane il veterinario lo dovrebbe fare gratis perché se una vita non si compra, devo comprare la salute? Se l’allevatore è un turpe che pratica l’eugenetica, il veterinario è un commerciante della salute? E’ un’equazione che non esiterei a definire extra terrestre o, più lapidariamente, stupida.

    Uno dei cavalli di battaglia degli animalisti è che selezionare le razze è egoismo. Selezionare una chianina è egoismo ( ma certo che lo è: selezioniamo tronchi polposi per ricavarci carne col minimo spreco economico possibile ); su questo punto ti lancio un assist perché la zootecnia che nessuno contesta (chi lo contesta, per essere coerente dovrebbe convertirsi, e spesso lo fa, a diventare vegetariano ) è per esigenze alimentari, non per la compagnia. E quindi se macellassi cani per uso alimentare, andrebbe tutto bene. Ma il punto dolente è un altro. Senza la selezione o pressione selettiva dell’uomo il cane non sarebbe mai entrato nelle nostre case. Il tuo cane, se non fosse stato selezionato per la docilità e la mansuetudine dai tuoi trisavoli, non ti filerebbe di striscio. A questo è servito selezionare. E per continuare a mantenere queste caratteristiche devi continuare a selezionare e a fissare. In nome della tua coerenza non credo che butteresti via il tuo cane perché gli vorrai bene, spero. Puoi dire che la pressione selettiva dell’uomo ha avuto un’azione preponderante sulla pressione ambientale. E con ciò? E’ colpa del genere umano se oggi hai un cane? però dirai: il mio cane non è di razza. Secondo i canoni moderni, non lo è. Secondo un canone biologico lo è in piena regola. Il tuo cane è in grado di trasmettere alla sua prole la sua fedeltà e la sua docilità, oltre al suo bel mantello e alle sue belle orecchie.

    Le caratteristiche morfologiche che tu tanto disprezzi, oltre a essere biodiversità intraspecifica, non viaggiano da sole: a un tipo corrisponde un temperamento. Non esistono geni della morfologia e geni del temperamento. Non viaggiano su orbite separate. Il cane non si monta come un mobile Ikea. Il tuo cane ha un carattere determinato perché ha una morfologia determinata. Grazie a quella morfologia il tuo cane ha il comportamento che conosci. Le caratteristiche fisiche non sono arbitrarie, le ha decise la natura. Se prendi un dogue de bordeaux avrai il temperamento del ddb con i pregi e i difetti. Non puoi pretendere da lui il decisionismo di un cane nordico. Per pretenderlo lo devi trasformare in un husky. Se queste cose non le vuoi sapere, non salire in cattedra a dare lezioni di grammatica a destra e manca perché non c’è alcun nesso tra cani e lingua italiana. Tutt’al più vai fuori tema.

    Porti l’esempio del koala ma qualsiasi specie in pericolo di estinzione andrebbe bene lo stesso. Prendiamo il Condor o quello che vuoi. Potresti applicare lo stesso principio per le razze canine a rischio di abbandono? E perché no? La selezione dei condor e dei koala o meglio la riproduzione protetta in cattività non sarebbe più condannabile ma acquisirebbe una intrinseca etica? Non è isolamento riproduttivo anche quello? Non si impedisce, mettendoli in voliera, la selezione sessuale di specie? Pensi che i naturalisti peschino un condor maschio e un condor femmina a caso? Tornando ai cani: non avresti dunque nessuna obiezione a recuperare razze storiche estinte? Tu dirai: la specie non è una razza. Verissimo. Ma qui non stai discutendo la tassonomia del Koala, bensì il suo stato di pericolo, la possibilità che possa sparire dalla faccia della terra. Come spieghi il tuo atteggiamento protezionistico verso il koala, che io condivido in pieno, con il tuo atteggiamento distruttivo verso le razze canine? Del resto è l’uomo che ha ridotto fino all’estinzione condor e koala. Del resto sono quelli come te che vorrebbero ridurre alla estinzione le razze canine. Ma ripeto: senza selezione, oggi non avresti nemmeno il tuo amatissimo meticcio o cane fantasia.

    Le malattie. Le malattie esistono tanto allo stato selvatico quanto allo stato domestico. Allo stato selvatico il soggetto malato non arriva alla maturità riproduttiva: o muore da solo o muore predato. Se per caso arriva alla maturità riproduttiva entrano in gioco meccanismi di competizione sessuale che scartano ancora il soggetto malato. La natura ha una sua logica. Alla fine della disputa solo il migliore si conquista il diritto di riprodursi. Allo stato domestico tutti i soggetti- TUTTI -sani o malati che siano, hanno la loro chance riproduttiva…. a meno che uno non cerchi di selezionare prendendo spunto dalla natura. Ora: secondo te, chi fa selezione alla maniera di cui sopra? Gli allevatori, quelli seri, quelli capaci ( e non tutti lo sono ) o quelli come te che ,detestando la selezione, danno chances riproduttive a destra e a manca? Dimmi, Versetto!

    Per l’eugenetica alla prossima puntata. Per adesso basta e avanza: mi pare che tu abbia la tendenza a estrapolare i concetti letti malamente qua e là.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.