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L’acquisto di un cane: quel che dice la legge, i contratti di cessione, i consigli antibidone

“Ho comprato un cucciolo, ma mi hanno fregato, non è di razza pura”; “Ho firmato un contratto capestro”;  “Il mio cane è morto dopo una settimana e il negoziante non vuole rendermi i soldi, che faccio?”; “Il mio cane ha una grave displasia, posso essere risarcito?”

Di domande come questa ne ricevo, solo io, almeno 3-4 al giorno: se moltiplichiamo questa cifra per tutti i cinofili  accreditati di poter dare qualche consiglio utile, ritengo che si arrivi a una cifra quotidiana veramente esorbitante di persone convinte – a torto o a ragione – di essere state “bidonate” da chi ha venduto loro un cane.
In alcuni casi la fregatura è solo “percepita” come tale, perché in realtà il venditore si è comportato in modo corretto; in altri c’è stata effettivamente una frode, in totale malafede; in altri ancora l’acquirente dovrebbe mettersi davanti allo specchio e prendersi ad auto-schiaffoni per venti minuti di fila, perché il bidone se l’è proprio cercato col lanternino.
Vediamo, quindi, di offrire una piccola panoramica sulle leggi che regolano la compravendita di cani, accompagnata da qualche consiglio utile.

COSA DICE LA LEGGE

Le leggi che regolano le compravendite sono praticamente infinite. Per ogni tipo di vendita, però, valgono alcune regole generali, e cioè le seguenti:

- La VENDITA (contratto di scambio) consiste nel trasferimento dal venditore al compratore della proprietà della cosa (per quanto si possa inorridire: i cani, per la legge, sono considerati “cose”).

- Il contratto si perfeziona col consenso, nel momento in cui si perfeziona l’accettazione. Il trasferimento della cosa può avvenire in un modo diverso da quello del consenso.

- Obbligazione fondamentale del compratore è il pagamento del prezzo, che se non determinato dal contratto è da intendersi come il prezzo normalmente praticato per quell’oggetto dal venditore o dal mercato.

I tipi di vendita che possono applicarsi al caso del cane sono i seguenti:

1 – vendita reale: il contratto si perfeziona con una stretta di mano (consenso) e con la consegna del cane.

2 –  vendita obbligatoria: vi è il consenso ma deve avvenire il trasferimento

a – vendita di cosa futura: non esiste al momento dello stipulo del contratto, ma se ne prevede l’esistenza (è il caso del cucciolo non ancora nato). Il contratto precede il momento della traslazione, ma la proprietà si acquista automaticamente col venire ad esistenza della cosa (alla nascita del cucciolo) e della sua identificazione: il venditore è tenuto alla garanzia per vizi e difetti di qualità.

b –  vendita a prova: vendita alla condizione che la cosa abbia i requisiti pattuiti o sia idonea all’uso cui è destinata, da accertarsi mediante prova (8-30 gg). Questo tipo di vendita lo citiamo perché a volte viene effettivamente effettuato nel caso della cessione di cani adulti, mentre è assolutamente impensabile che si possa prendere un cucciolo “in prova”.

c – vendita con riserva di gradimento: non si perfeziona finché il compratore non comunichi il gradimento della cosa al venditore (questione di gusto). Prevede un esame della cosa. Per esempio: cane spedito con riserva di gradimento, da comunicare entro breve periodo dal ricevimento (anche in questo caso ci si riferisce a cani adulti).
d – vendita con spedizione: l’obbligazione di consegna si esaurisce con la consegna al vettore ( il venditore non risponde di adempimenti del vettore). Le spese di trasporto sono a carico del compratore. La garanzia per vizi decorre dal giorno del ricevimento.

LA GARANZIA PER VIZI E DIFETTI

Il discorso relativo ai VIZI (ovvero ad imperfezioni che possono incidere sul valore o sull’utilizzo della “cosa”-cane), è sicuramente quello che dà adito alle maggiori discussioni in campo cinofilo.
E’ evidente che, quando si parla di esseri viventi, sarebbero da considerare “vizi” tutte le malattie e tutti i difetti morfologici o caratteriali che compromettono la funzione dell’animale: per esempio, un cane acquistato per uso sportivo non potrà mai essere funzionale a quell’utilizzo se ha una grave displasia dell’anca o del gomito…e neppure se se la fa sotto ogni volta che cade una foglia, o se si lancia a testa bassa con l’intenzione di mangiarsi qualsiasi altro quadrupede che incroci la sua strada.
Purtroppo per gli acquirenti, però, la scienza ha ormai ampiamente dimostrato che la responsabilità dei difetti caratteriali è quasi sempre legata più ai fattori ambientali che a quelli genetici: in altre parole, se un cane è timido, aggressivo o mordace è quasi sempre colpa del proprietario e non dell’allevatore. Su questo si potrebbe discutere all’infinito, ma sta di fatto che la legge non riconosce praticamente alcun diritto al proprietario di un cane che si sia rivelato caratterialmente diverso da quello che sognava, perché ritiene che sia colpa sua (e di solito è anche vero).

Ben diverso è il discorso per le patologie, che vengono sempre riconosciute come “vizi”: ma per dare diritto a un risarcimento devono avere qualcosa di più, ovvero rientrare nella categoria dei VIZI REDIBITORI.
Che significa “vizio redibitorio”?
Significa che ne viene attribuita la responsabilità al venditore, il quale sarà obbligato (che gli piaccia o meno) ad accettare la risoluzione del contratto di vendita. Le condizioni perché un difetto possa rientrare tra i vizi redibitori sono le seguenti:
a) dev’essere PREGRESSO:  ovvero, il vizio deve essere preesistente al momento del contratto;
b) dev’essere OCCULTO: ovvero, non apparente né facilmente riconoscibile al momento dal contratto. L’esempio tipico di difetto apparente è quello del cane senza coda, o con tre zampe…o del cane adulto con un testicolo solo: se non lo vedi sei cecato, non è che puoi dire che “te ne sei accorto solo quando sei arrivato a casa”.
Un classico esempio di difetto non facilmente riconoscibile, invece, è quello del cucciolo maschio mono- o criptorchide: perché le palline di un cucciolo di due mesi non ti sballonzolano allegramente davanti al naso, come accade nell’adulto. Devi metterci le mani e andare a ravanare, cosa che difficilmente il neofita fa: di solito il vizio si manifesta solo alla prima visita veterinaria, quando è il dottore a dire: “Ops, guardate che qui manca qualche cosa”.
Un altro esempio ovvio di vizio occulto, ma pregresso, è la malattia virale in incubazione: il cucciolo ce l’ha già, ma non manifesta ancora alcun sintomo e quindi l’acquirente non può accorgersene: ma di questo parleremo più approfonditamente tra poco;
c) dev’essere GRAVE, ovvero tale da influire negativamente sulla vita (per esempio nel caso di una patologia cardiaca), sulla qualità della vita (per esempio nel caso di un cane displasico) o sulla funzione…e qui ci sono da vedere un po’ di cosette, perché il cane monorchide, per esempio, può campare benissimo, essere sereno e felice e quindi equivalere a un qualsiasi altro cane normodotato, qualora venga acquistato come cane da compagnia. Se invece lo scopo dell’acquirente era quello di usarlo come cane da esposizione o come riproduttore, ecco che la funzionalità non è soltanto ridotta, ma proprio annullata: infatti un cane con un solo testicolo viene squalificato in expo e NON va assolutamente adibito alla riproduzione, essendo il difetto ereditario.
La legge è abbastanza chiara, comunque, perché specifica che la gravità del vizio va intesa nel senso che se l’acquirente ne fosse stato a conoscenza, non avrebbe concluso il contratto.

ATTENZIONE: la garanzia per i vizi redibitori è COMUNQUE DOVUTA dal venditore, anche in assenza di un contratto di cessione…ma questo solo in teoria.
In pratica, se la cosa può essere effettivamente valida per difetti invalidanti come la displasia (che limitano la qualità della vita di qualsiasi cane, qualsiasi sia l’uso che si intendeva farne), può diventare invece un problema nel caso visto sopra del cucciolo monorchide. Perché il cliente può anche sbraitare che lui voleva fare tutte le expo del mondo e far fare millemila figli a quel cucciolo, una volta cresciuto: ma se non esiste un contratto di vendita, il venditore potrà rispondere: “A me ha detto che lo voleva per compagnia”…e sarà la vostra parola contro la sua.
Quindi, per evitare brutte sorprese, NON COMPRATE MAI UN CUCCIOLO SENZA UN CONTRATTO SCRITTO e firmato da entrambe le parti.

LE MALATTIE INFETTIVE:
Una nota a parte meritano le più comuni malattie virali dal cane (cimurro, epatite, leptospirosi, parvovirosi), che hanno dai 10 ai 15 giorni di incubazione.
Se si manifestano entro questo lasso di tempo dall’acquisto, è assolutamento certo che fossero pregresse, è evidente che fossero occulte (un cucciolo che sta incubando il cimurro salta, gioca e corre come un cane sanissimo, pur essendo praticamente già condannato) ed è fuor da ogni dubbio che siano gravi, visto che sono quasi sempre letali.
Grazie al cielo per queste malattie esiste la vaccinazione, quindi i cuccioli provenienti da buoni allevamenti non incorrono quasi mai in patologie così devastanti: purtroppo non si può dire lo stesso per i cuccioli che provengono da “cagnari” nostrani ed esteri, rivenduti dalle solite fonti ad altissimo rischio che per l’ennesima volta elenchiamo: negozi di animali, fiere del cucciolo, mercatini, annunci di sedicenti “privati” che su Internet vendono decine di razze diverse, sedicenti “allevamenti di tutte le razze”…e ultimamente perfino venditori da spiaggia (l’ultima frontiera del cagnaresimo).
A parte i venditori da fiera, mercatino e spiaggia, dei quali non avrete più alcuna notizia dopo che vi hanno rifilato un cane malato (e magari un’altra volta evitate di comprare da qualcuno che ha scritto TRUFFATORE in fronte, a caratteri cubitali), quelli con sede fissa (ovvero negozi e cucciolifici travestiti da allevamento) non possono scappare: quindi, di solito, si parano il didietro facendo firmare contratti-capestro che prevedono una garanzia di 24-48 ore (una settimana quando proprio vogliono esagerare in finta correttezza) per le malattie virali.
NON FIRMATE MAI contratti di questo tipo: sono una trappola che nasconde la serissima possibilità che i cuccioli non siano stati vaccinati. Visto che l’incubazione può durare 15 giorni, la garanzia DEVE coprire i 15 giorni: ogni periodo di tempo inferiore nasconde una possibile truffa, e se ci cascate potete dare soltanto la colpa a voi stessi.
Qualora aveste firmato un contratto-truffa, però, c’è una buona notizia: NON E’ VALIDO!
Infatti la legge dice chiaro e tondo che “È illegittimo e, pertanto, non applicabile l’uso locale che fa decorrere il termine per la denuncia dei vizi occulti dalla consegna dell’ animale (Sent. Corte Cass. N. 1834 del 27.06.1942 e ribadita nella Sent. Corte Cass. N. 599 del 27.02.1954)”.

NOTA: i diritti non stanno sempre e solo dalla parte di chi acquista. Anche chi vende, quando si tratta di esseri viventi e non di “cose”, deve avere riconosciuti i suoi.
Torniamo all’esempio della displasia: è vero che è un vizio redibitorio, perché è ereditaria (e quindi sicuramente pregressa, almeno a livello genetico), occulta (non si può vedere in un cucciolo di due mesi) e grave. E’ anche vero, però, che l’allevatore non ha, in questo momento storico, i mezzi per controllarla al cento per cento. L’unica cosa che può fare è testare i riproduttori, mettendo in vendita cuccioli “figli di genitori esenti”: il che, purtroppo, NON significa “cucciolo sicuramente esente”, perché la genetica è bizzarra e può capitare che la malattia salti diverse generazioni prima di manifestarsi…dopodiché il figlio di due genitori “pulitissimi”risulta gravemente displasico.
Che colpa ha l’allevatore? Ovviamente nessuna. In scienza e coscienza, ha fatto tutto quanto era in suo potere. Questa si chiama sfiga, non dolo.

Diverso il caso in cui l’allevatore se ne strainfischi dello stato fisico dei genitori e li metta in riproduzione senza fare neanche una lastra: qui, se il cucciolo risulta displasico, è anche responsabilità sua, perchè NON ha agitro in scienza e coscienza ma con una leggerezza tanto più criminale quanto più diffusa è la malattia nella razza che alleva.
Attenzione, però: secondo voi quanti giudici ci sono, al mondo, che siano anche esperti cinofili e che sappiano distinguere i due casi?
Se la vostra risposta somiglia a quella che ho in mente io, torniamo al contratto: che per le razze soggette dovrebbe sempre nominare la displasia (e ovviamente anche le altre patologie ereditarie tipiche della razza:  stiamo usando la displasia solo a titolo di esempio).
Se l’allevatore testa regolarmente i suoi riproduttori, se vi ha mostrato i risultati e i genitori del cucciolo sono puliti… a questo punto può anche inserire nel contratto una clausola che dice “se salta fuori che il cucciolo è displasico, sono cavoli tuoi”.
E’ corretto, perché la Sfiga DOC non può essere considerata una responsabilità dell’allevatore: quindi questo contratto si può firmare a cuor leggero.
Se invece l’allevatore volesse inserire la stessa clausola senza aver mai fatto uno straccio di lastra, quindi senza avere la più pallida idea di cosa ha accoppiato, con quel contratto potreste fare invece un bell’aeroplanino di carta: perché non è giusto e NON va firmato.
Se il cucciolo fosse displasico, la responsabilità sarebbe di chi non ha neppure tentato di affrontare il problema: quindi, se clausola deve esserci, deve essere tutta a favore dell’acquirente. Il venditore non ha lastrato, non ha controllato, non ha fatto assolutamente nulla per prevenire il problema: quindi, se il cucciolo risultasse displasico, dovrebbe impegnarsi a restituire i soldi, interamente o almeno in parte.

Poiché la legge balbetta sulla compravendita di cani, non prevedendo tutte le diverse possibilità che possono verificarsi quando non si tratta di “cose” ma di esseri viventi, sia chi vende, sia chi acquista deve darsi un po’ da fare in proprio per tutelare i propri interessi. Non ci si può aspettare che tutto dipenda da un eventuale giudice che, magari, non può neppure soffrire i cani. Parafrasando il celebre detto, si potrebbe dire “aiutati, che la legge (poi) ti aiuta”: ovvero, da una parte e dall’altra si deve arrivare alla stesura di un contratto che preveda tutte le possibilità più comuni e che, con le dovute motivazioni, possa rendere giustizia sia a chi ha lavorato bene, professionalmente e con competenza, sia a chi ha investito dei soldi nell’acquisto.
Un buon contratto dà come risultato una vendita corretta e buoni rapporti futuri tra venditore e acquirente, anche qualora il cane in futuro avesse qualche problema (come può accadere a tutti gli esseri viventi).

Effetti della garanzia:

Qui arrivano le dolenti note, perché la legge tratta effettivamente il cucciolo come una COSA. Infatti, di fronte a un vizio redibitorio accertato nell’ animale, il compratore può, a sua scelta, e non del venditore, in base all’ art. 1492 C.C., chiedere:

• la risoluzione del contratto (azione redibitoria) che consiste nella restituzione dell’animale nelle stesse condizioni in cui si trovava all’ atto della compravendita da parte del compratore, mentre il venditore dovrà restituire la somma pagata
oppure
• la riduzione del prezzo (azione quanti minoris o estimatoria) consistente in una riduzione del prezzo pattuito a fronte della diminuzione della funzionalità che ne è derivata.

E’ evidente che nessun umano dotato di un briciolo di cuore si sognerebbe mai di “dare indietro” il suo cucciolo malato e sofferente e di prenderne un altro, come se si trattasse di un paio di scarpe: quindi, solitamente, l’acquirente si accontenta di una riduzione del prezzo …che però consisterà nell’intera cifra in caso di morte del cane, perché la “diminuzione della funzionalità” sarà ovviamente del 100%.
Qualora si volesse davvero “cambiare il cucciolo” (e se pensate di farlo sappiate che personalmente ritengo VOI degli animali), ricordate comunque che il C.C. tutelerà più il venditore di voi: basta infatti che sia stato effettuato un “atto di proprietà” sul soggetto (per esempio il  taglio delle orecchie… ma qualche avvocato furbetto ha tentato di far passare come tale anche le cure mediche che cercavano di salvare la vita a un cucciolo malato!!!), perché diventi impossibile “restituire l’animale nelle stesse condizioni in cui si trovava al momento della vendita”.
Se il venditore ha effettuato atti di proprietà, può chiedere soltanto l’azione estimatoria. Se non ha fatto nulla e l’animale è sicuramente morto in conseguenza del vizio, ha diritto invece alla risoluzione del contratto.
Nell’azione redibitoria o quanti minoris il compratore ha diritto al rimborso spese ed al risarcimento danni anche se il venditore era in buona fede. Si legge, infatti: “Nella vendita la garanzia per i vizi è dovuta per il fatto oggettivo della loro esistenza, indipendentemente da ogni presupposto di colpa del venditore” (Sent. Sez. II della Cassazione Civile n. 914 del 15.02.1986).
In tema di responsabilità risarcitoria del venditore per i vizi l’acquirente può anche chiedere  che gli venga risarcito il danno costituito dalle spese necessarie per eliminare i vizi dell’animale (insomma, le spese veterinarie sostenute per curarlo), nonchè i possibili danni arrecati a causa dei vizi della cosa (ad esempio malattia contagiosa trasmessa ad altri animali), senza rivendicare la risoluzione del contratto.

La vera e propria indegnità di una legge che tratta i cuccioli come oggetti scoraggia molti clienti truffati dal fare causa al venditore, perché di solito lo “sconto” che si riesce ad ottenere è addirittura inferiore alle spese legali che si devono sostenere per intentare la causa: ma questo è il solo motivo per cui cagnari, delinquenti, importatori abusivi e truffatori vari continuano a prosperare.
Se si vuole che la speculazione sulla pelle degli animali abbia  fine, BISOGNA DENUNCIARE tutti i casi di truffa, sempre e comunque: è una rottura di scatole, il gioco non varrà la candela… ma si aiuteranno almeno molte altre famiglie a non cadere nella stessa trappola in cui siamo caduti noi.
Contemporaneamente tutti noi dovremo impegnarci per far sì che le leggi vengano modificate e che la compravendita di esseri viventi e senzienti, nella quale entra anche in gioco una fortissima componente affettiva, NON sia più equiparata a quelli di oggetti inanimati.

I termini temporali

Ci sono tempi precisi per far valere i propri diritti di fronte a un vizio redibitorio: e cioè 8 giorni dalla scoperta del vizio, entro un anno al massimo dall’acquisto del cane. Questi termini tagliano purtroppo fuori diverse malattie ereditarie che si manifestano in età adulta, mentre comprendono ampiamente le malattie virali, la displasia dell’anca e del gomito, diverse patologie oculari e in generale tutte quelle che si manifestano entro l’anno di vita.
L’ art. 1496 C.C. sulla compravendita di animali dice che “La garanzia per vizi è regolata dalle leggi speciali o, in mancanza, dagli usi locali. Se neppure questi dispongono, si osservano le norme che regolano la compravendita in generale”.
In relazione alla prevalenza degli usi sul C.C. bisogna precisare che le malattie che vengono elencate nelle raccolte di usi e consuetudini provinciali hanno validità giuridica, nel senso che quelle indicate sono considerate gravi per uso e consuetudine. Questo non vuol dire che siano gli unici difetti che possano ritenersi redibitori in quanto qualsiasi patologia se pregressa, occulta e grave, anche se non inclusa nell’ elenco, è da considerarsi vizio redibitorio.
Inoltre (vedi sopra) un presunto “uso” che accorci il termine di decadenza a 8 giorni dalla consegna dell’animale, anzichè dalla scoperta, non è valido. Ed è importante ribadirlo, perché molti ingenui firmatari di contratti-truffa non iniziano neppure una causa, convinti di essere nel torto. Invece no: è nel torto il venditore che ha presentato loro un contratto con una clausola contraria alla legge, e come tale NON VALIDA.

Come comunicare la scoperta del vizio
La denuncia di vizio può essere effettuata con qualsiasi mezzo idoneo di trasmissione, anche per via telefonica: però è molto meglio utilizzare un mezzo che lasci prova dell’avvenuta comunicazione  (raccomandata, telegramma, fax, posta elettronica SOLO se certificata).

Concludiamo questo lungo e anche noioso (ma spero utile) excursus con due esempi di contratto di vendita: il primo è quello di un allevatore serio, il secondo quello di un cagnaro. Sono entrambi contratti veri,  esistenti, dai quali per ovvi motivi sono stati eliminati i riferimenti.
Leggeteli, prendete nota delle differenze… e regolatevi di conseguenza: ma soprattutto, per l’ennesima volta, vorrei invitarvi a NON CERCARVI LE ROGNE cadendo nella trappola del “prezzo allettante” o del “cucciolo nei saldi”.
Quello che si risparmia sull’acquisto spesso si finisce per spendere, almeno triplicato, in cure veterinarie e/o spese legali: quindi, per l’acquisto, rivolgetevi SOLO ad allevamenti riconosciuti, di comprovata serietà.
Come identificarli l’ho già spiegato più volte, in altri articoli (per esempio in questo e in questo), quindi non ricomincio la solfa daccapo. Però, VI PREGO, evitate come la peste negozi, fiere del cucciolo e pseudoallevamenti multirazza, perché è quasi sicuro al 100% che acquisterete cuccioli con problemi di salute e di carattere. E se rispondete a un annuncio su Internet (o su un giornale), controllate SEMPRE che quell’annuncio sia davvero quello di un privato con una singola cucciolata: è facile controllare, basta scorrere anche gli altri annunci.
Se lo stesso numero di telefono appare più volte, legato a razze diverse, siete in presenza di un truffatore e dovete STARE ALLA LARGA. A qualsiasi costo.

Esempio di contratto di vendita SERIO:

TRA I SIGG.RI:
(nome allevatore), titolare dell’affisso di allevamento (nome allevamento) riconosciuto ENCI, FCI, con sede in ………………………..
e  (nome acquirente)  residente a …  …. , CF …  identificato con CI N. …

SI CONVIENE QUANTO SEGUE:

(Nome allevatore)  vende al sig. (nome acquirente), che acquista, il seguente cane di razza …………….

Nome ……………….       sesso …     nato il …          ROI n …           microchip n. …

Padre  ….

Madre ….

Il sig. …  corrisponde la somma di euro … ,00 (…./00) IVA compresa quale prezzo giustificato delle spese sostenute per l’opera di selezione dell’allevatore cedente.
La presente compravendita è regolata dalle seguenti attestazioni e obbligazioni espressamente accettate dalle parti:

A) il cedente allevatore su qualificato

DICHIARA:

- che l’obiettivo dell’accoppiamento eseguito è stato quello di ottenere esemplari corretti, di alta genealogia, in salute ed equilibrati;
– che il cucciolo è stato completamente vaccinato da veterinario iscritto all’Ordine e più volte sottoposto a trattamenti sverminanti ed antiparassitari come riportato nel libretto delle vaccinazioni, libretto che viene consegnato in originale al compratore;
– che il cucciolo presenta dentatura da latte con chiusura a forbice come mostrato all’atto di cessione al compratore, informato dei vari tipi di dentizione del cane chiamati “chiusura”;
–  (per i maschi) che il cucciolo presenta due testicoli palpabili e correttamente posizionati come mostrato al compratore;
– che il cucciolo è esente per DNA dalle patologie denominate X, Y, Z , essendo entrambi i genitori stati sottoposti a ricerca sul DNA e risultando entrambi esenti.
– di garantire la correttezza delle dichiarazioni nel pedigree e l’iscrizione al Libro Origini Italiano
– di spogliarsi, o comunque rinunciare,  a ogni diritto sul cucciolo che prontamente sarà consegnato in proprietà al cessionario conseguentemente alla ricezione del prezzo pattuito

SI IMPEGNA:

-a consegnare ex art 1477 cc all’acquirente il cane sopra identificato così come si trova al momento della vendita
-a consegnare al cessionario l’originale del pedigree non appena pervenuto dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana e da questi quivi ritirato
-a garantire di evizione il cessionario
-a prestare le garanzie sanitarie dovute ai sensi dell’art. 1496 cc. specificatamente per le seguenti malattie infettive: cimurro, parvovirosi, epatite, leptospirosi, secondo le leggi speciali e usi locali del luogo di conclusione del contratto. Si intendono esaurite le garanzie trascorsi il periodo di 15 giorni (considerato in medicina veterinaria il periodo massimo di incubazione per le malattie sucitate), dalla consegna del cane.

B) IL CESSIONARIO ACQUIRENTE DICHIARA ESPRESSAMENTE
– di autocertificare sotto la propria responsabilità civile e penale di: non essere delinquente abituale o per tendenza; non aver riportato condanne anche non definitive per delitti non colposi contro la persona o contro il patrimonio punibili con la reclusione superiore a 2 anni; non aver riportato condanna, anche non definitiva, per i reati di cui all’art. 727 del codice penale; di non essere minore di 18 anni e/o interdetto e/o inabilitato per infermità
– di voler destinare il cucciolo oggetto del presente contratto alla seguente funzione: _______________
– di aver attentamente visionato il cane sopra indicato come oggetto del contratto il quale cucciolo risulta essere gradito per morfologia e carattere, tale da non aver riserve nelle sue qualità
– di avere le conoscenze e le capacità necessarie per crescere,  curare e mantenere correttamente il cane, particolarmente un cucciolo e specificatamente questo cucciolo oggetto del contratto
– di acquisire incondizionatamente e contestualmente alla materiale apprensione del cane la proprietà dello stesso e la responsabilità per lo stesso. Di esonerare quindi il cedente allevatore da ogni responsabilità per fatti o situazioni dovute, ad esempio, ad inadeguato trattamento, mantenimento, allevamento dello stesso cucciolo che si verificassero posteriormente alla datazione di questo contratto.
– di sottoscrivere ed accettare esplicitamente la rinuncia ad ottenere rimborsi o crediti qualora il cane per qualsiasi motivo addotto dallo stesso cessionario fosse restituito al cedente allevatore e da questi – senza obblighi ma, ad es., per mero scopo di altruismo e di cinofilia,  ritirato e riaccolto – ove possibile – nel proprio allevamento
– di aver già ricevuto il testo redatto dall’allevatore cedente riportante le norme base per allevare e crescere il cane attraverso l’utilizzo di metodiche etologiche ed etiche.
– di ricevere in data odierna:  l’originale del certificato di attestazione, identificazione e registrazione del microchip, la copia di propria spettanza per la voltura della titolarità del microchip, l’originale del libretto delle vaccinazioni, l’originale del pedigree del cane

SI IMPEGNA:

-    ad allevare (ovvero educare, socializzare e curare) il cucciolo così come concordato con l’allevatore, soprattutto evitando che lo stesso possa diventare veicolo di malattie, rischi o pericoli verso l’uomo, le cose o gli altri animali.
–    ad essere un proprietario responsabile e a non trascurare in alcun modo il cane, in particolare non tenendolo mai alla catena, chiuso in spazi non adatti, abbandonato o libero di vagare da solo.
–    a non esaltare o incoraggiare personalmente o per interposta persona, in alcun modo, comportamenti aggressivi del cane verso persone e/o animali e, conseguentemente, a garantire che il cane non sia mai venduto, dato in affido o in custodia o in uso, regalato o altro, a persone che promuovono o che direttamente o indirettamente possano essere collegate con attività illecite o vietate dalle leggi, quali, in particolare, il combattimento tra animali.
–    espressamente a registrare il cucciolo del quale è venuto oggi in possesso presso l’anagrafe canina del proprio comune di residenza volturando la registrazione di proprietà ed il codice del microchip sotto proprio nome, così come richiesto dalle leggi italiane in vigore.
–    a volturare il documento LOI del cane a proprio nome, così come previsto dai regolamenti ENCI
–    a stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni verso terzi nella quale sia contemplato in cane oggetto del presente contratto
–    a non far riprodurre il cane se prima non è stato sottoposto a test genetici per le seguenti malattie ereditarie  (X, Y, Z)  e a giudizi espositivi in raduni o speciali con la qualifica di eccellente.

* * *

Come si può vedere, sia il venditore che l’acquirente sono chiamati a fornire garanzie ed impegni, proprio perché si sta passando la proprietà di un ESSERE VIVENTE, con esigenze precise che vanno rispettate.

Ecco invece un tipico

Esempio di contratto “cagnaro” (in rosso le nostre osservazioni)

Art. 1 – (Accettazione scrittura privata):

Il Sig…………….nato il…………………..a………………..  residente in Via………………….., n……………. CAP………………..Città…………………. Prov……., Tel.:………………………cell.:………………………………Codice fiscale:…………………..Documento di riconoscimento:………………………….

di seguito denominato per brevità “acquirente” acquista da XXXXXX (nome del venditore)  il cucciolo:

Specie:…………………. Razza:…………………….. Sesso:………………….. Colore:……………………
Data di nascita:…………………………….con microchip n……………………..
Con pedigree:  a richiesta, __ non richiesto, ___ consegnato, __ da consegnare___

(come abbiamo spiegato più volte, il pedigree “a scelta” può essere un forte sintomo di cagnaresimo. A meno che non siano incorsi precisi accordi con l’allevatore – che può avere i suoi motivi per trattenere il pedigree, ma sono motivi che l’acquirente dovrà ben conoscere ed accettare – una “scelta” di questo genere, se avviene in un negozio o in un cucciolificio, non ha senso: specie se si fa un prezzo X con il pedigree e un prezzo Y senza pedigree.
In realtà  un pedigree senza il SUO cucciolo “attaccato” è un pezzo di carta straccia, e il venditore non avrebbe alcun tornaconto a tenerselo…a meno che non pensi di appiccicarlo a un altro cucciolo. Ma la cinofilia NON funziona così: il pedigree è la carta d’identità del cucciolo e ognuno deve avere i suoi documenti, non quelli di qualcun altro! Se i pedigree saltellano da un cucciolo all’altro, significa una sola cosa: sono falsi).

La consegna sarà effettuata in data ………………..con garanzia dal ………………..al………………………
Il prezzo complessivo pattuito è di € ………………………………. con le seguenti modalità di pagamento: contanti €……………………………………….. ,da versare € ………………………

“XXXXXX” riceve la somma di € ……………………………. e  rilascia quietanza di detto importo con la sottoscrizione del presente atto.

Art. 2 – Modalità di consegna
Il cucciolo viene consegnato all’acquirente contestualmente alla sottoscrizione del presente contratto, con il  quale l’acquirente dà atto al venditore dell’avvenuto trasferimento del possesso, liberandolo da ogni obbligazione relativa alla consegna.

Art. 3 – Requisiti per consegna
Il cucciolo è consegnato con sverminazione ed eventuali vaccinazioni (EVENTUALI?!?),  come indicato su passaporto e/o libretto sanitario, nonché consulenza alimentare personalizzata, a seconda della razza e dell’età del cucciolo medesimo.

Art. 4 – Adempimenti dell’acquirente
L’acquirente si impegna, con dichiarazione conservata agli atti di “XXXXXXXXXXXXXX”, a portare il cucciolo da un Veterinario di fiducia entro 24 ore dalla consegna, per accettarne il buono stato di salute, e ad inviare, via fax o email, al suddetto esercizio commerciale, entro 5 giorni dalla data della visita, un attestato di buona salute, firmato e timbrato dal medico veterinario in questione.
Questa richiesta è coercitiva e assurda: semmai sarebbe il venditore a dover consegnare un certificato di buona salute all’acquirente!
Il venditore, in mancanza del predetto attestato, non si assume alcuna responsabilità in ordine allo stato di salute del cucciolo. L’acquirente dichiara, altresì, di acquistare il cucciolo quale animale da compagnia, senza alcuna pretesa di destinarlo ad uso particolare.
Il cucciolo viene consegnato all’acquirente alle ore _____________________ del giorno_________

Art. 5 – Garanzia e sue condizioni
La garanzia viene rilasciata per malattie infettive, quali Cimurro e Gastroenterite, non viene estesa anche a vizi congeniti, ereditari o di altra natura (CLAUSOLA NON VALIDA! I vizi redibitori, per legge, sono tutti automaticamente soggetti a garanzia).
In caso di malattia il cucciolo, entro 7 giorni dalla vendita, dovrà essere condotto presso “XXXXXXXXX” ed affidato esclusivamente ai veterinari indicati dall’esercizio “XXXX” per le cure del caso (CLAUSOLA NON VALIDA per legge, vedi sopra).
Le spese di degenza e cura saranno esclusivamente a carico di “XXXX”, entro i 7 giorni previsti dalla garanzia: non verranno rimborsate né spese in farmaci, né prestazioni veterinarie, effettuate da qualsivoglia professionista, senza aver prima interpellato il responsabile di “XXXXXX” (CLAUSOLA NON VALIDA: ognuno ha il diritto di rivolgersi al professionista di sua fiducia per le cure del caso).
Si invita, pertanto, a contattare preventivamente la sede in indirizzo:  ………………………………………………………..

Art. 6 – Decesso del cucciolo
Nel caso in cui si verifichi il decesso del cucciolo entro 7 gg. dall’acquisto, l’acquirente dovrà procedere a sue spese, all’esame autoptico e sierologico, eseguito unicamente presso un Istituto Zooprofilattico di Stato, che rilascerà apposita documentazione. La sostituzione del cucciolo avverrà entro 90 gg. dalla data di richiesta e l’acquirente non sarà tenuto a pagare alcuna spesa aggiuntiva. In tale occasione, dovrà, però, essere fornita tutta la documentazione relativa alla malattia infettiva, rilasciata da un Istituto Zooprofilattico di Stato.
A parte i forti sospetti che dovrebbero nascere anche solo leggendo un contratto che prevede già tra le sue clausole il “decesso del cucciolo” come se fosse una cosa normalissima (per i cagnari, purtroppo, lo è), il limite di 7 giorni è ancora una volta NON VALIDO.

Art. 7 – Pedigree
I pedigree esteri e/o italiani verranno consegnati all’acquirente, che ne ha fatto richiesta e che avrà già corrisposto una somma stabilita al momento dell’acquisto del cucciolo, con un periodo di attesa che varia da 6 ai 18 mesi.
“XXXXX” resta esonerata da qualsiasi responsabilità per l’inadempimento e/o ritardo dal periodo di consegna da parte della relativa F.C.I e ENCI.

Art. 8 – Restituzione del cucciolo
Nel caso in cui, dopo il ritiro, l’acquirente decida, per motivi personali, di riconsegnare il cucciolo, non sarà restituito l’importo pagato. Il cucciolo acquistato non potrà mai essere sostituito stante l’avvenuto passaggio di proprietà con relativo microchip in capo all’acquirente.

* * *

Come si può vedere, al venditore non importa un accidenti della fine che farà il cucciolo:se andrà in buone o pessime mani, se l’acquirente è una brava persona o un criminale. L’importante è: a) prendere i soldi; b) tutelarsi, anche in modo illegale e con clausole non valide, da qualsiasi richiesta di risarcimento in caso di malattia/morte del cane.
Notare anche la dicitura “utilizzo: compagnia”, già prestampata... così nessuno potrà mai dire, per esempio: “Ehi, io volevo un cane da riproduzione e me ne hai venduto uno senza testicoli”.
Insomma, chi firma un simile contratto non è soltanto un ingenuo in buona fede: è un superficiale che MAI si sarebbe sognato di apporre la sua firma su una simile accozzaglia di puttanate se l’oggetto dell’acquisto fosse stato, che so, una casa o una macchina.
Purtroppo è vero che di fronte al musetto di un cucciolo si perde il lume della ragione: e i cagnari ci marciano alla grande.
Però non si può neppure spegnere completamente il cervello.
Perché i truffatori esistono, si sa: anche i cagnari esistono.
Ma le armi per difenderci le abbiamo, se teniamo i neuroni accesi: quindi, per favore, usiamole.
E se è già troppo tardi e ci siamo già cascati, DENUNCIAMO. Non soltanto per soddisfazione nostra, come dicevo sopra, ma anche per proteggere le prossime vittime…che non sono soltanto le famiglie di altri ingenui, i bambini che si vedono morire tra le braccia il cucciolino tanto sognato e così via. Sono anche i cani stessi, i cuccioli che non hanno chiesto di venire al mondo, né di essere trattati come oggetti, né di dover soffrire e morire per colpa della cupidigia umana, da un lato, e della superficialità umana dall’altro.
Se non a nessun altro, neppure a noi stessi… almeno a LORO un po’ di rispetto lo dobbiamo.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto e tiene diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI). Da settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) è tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO).